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  1. 15 points
    I miei 5 momenti migliori di Seb in Ferrari. Lo faccio adesso perchè a fine anno sarò troppo depresso per pensare ai bei momenti. 5- Messico 2017, pole position numero 50: In Messico è tutto apparecchiato per la festa di Hamilton alla conquista del suo quarto titolo mondiale, ma il GP ad alta quota penalizza l'incredibile vantaggio motoristico che fino a quel momento Mercedes conservava. Favorita però la Red Bull che fino al Q2 mantiene un vantaggio di mezzo secondo su Ferrari, con Verstappen pronto a strappare il record di polesitter più giovane della storia della F1 proprio a Seb. Dopo il primo tentativo in Q3, Seb è distante 2,5 decimi e nel team radio si lascia andare ad un "too much" quando gli riferiscono il distacco rimediato. Nell'ultimo tentativo nessuno si migliora, soltanto il tedesco riesce a fare gli straordinari e a strappare una pole letteralmente da urlo per pochi millesimi (bum bum bum, bum bum, bum bum). Secondo Verstappen, terzo e quarto posto per le Mercedes. Kimi quinto a 7,5 decimi... 4- Singapore 2015, Grand Chelem: Primo vero passaggio a vuoto clamoroso della Mercedes nell'era ibrido, lontanissima dalle prestazioni dei primi. Red Bull e Ferrari che si giocano il primo posto, con la rivalità Ricciardo-Vettel pronta ad infiammarsi. In qualifica non c'è storia, Seb conquista una pole position fantascientifica con bacio al muro e 6 decimi rifilati al rivale ed 8 al compagno di squadra, migliorandosi di oltre 4 decimi nell'ultimo tentativo. Dopo oltre mille giorni la Ferrari torna in pole. In gara domina dal primo all'ultimo giro, e nonostante sfortunate SC che più volte riducono il distacco mettendo nel finale Seb in una situazione scomoda, porta a casa la sua terza vittoria in Ferrari ed una delle più belle per quanto mi riguarda. A fine GP, la classifica lo vede addirittura davanti a Rosberg a pochi GP dal termine... 3- Gran Bretagna 2018, vittoria "a casa loro": Nel momento più grande della rivalità Ferrari-Mercedes, Vettel-Hamilton, si va in scena a Silverstone dove storicamente la Ferrari ha sempre faticato e dove Hamilton è incontrastato il padrone di casa. Già dalle libere Seb accusa dolori al collo che potrebbero mettere a rischio la partecipazione alle qualifiche, dove comunque riesce ad ottenere alla fine la prima fila al fianco del Re Nero. Il capolavoro è in gara quando alla partenza conquista la prima posizione e nei primi giri fa il vuoto con Bottas, salvo poi dover contenere il rientro del finlandese dato il maggior passo gara Mercedes (gommino?). Costretto a rientrare ai box prima del rivale per evitare il rischio undercut, una SC lo rispedisce in seconda posizione dietro ad un Bottas con nulla da perdere. Finale incredibile con i 4 piloti di testa a giocarsi la vittoria tutti in zona DRS, e Seb per restare quanto più vicino possibile a Bottas è l'unico a tenere il DRS aperto in curva 1 per preparare l'attacco sul rettilineo successivo. Sorpasso rischioso ma a segno, e Vettel che finalmente vince vestito di rosso "a casa loro". 2- Canada 2019, pole position e vittoria morale Nel momento di massima crisi nell'avventura Vettel-Ferrari, con la Scuderia lontanissima dalle prestazioni Mercedes e Seb incalzato dal giovane Leclerc, il gran premio di Canada regala l'opportunità migliore per riscattarsi. Il super motore Ferrari entra in azione, in una qualifica da ulro con la Mercedes come al solito dominante nel guidato e la Ferrari che prova a recuperare tutto nell'ultimo settore. Seb strappa all'ultimo tentativo la pole nel giardino di casa di Lewis, facendo urlare probabilmente per l'ultima volta Vanzini e con Adani commosso al team radio. Leclerc distante 7 decimi. In gara conserva la posizione al via, come al solito scappa via nei primi giri ma la Mercedes in gara è sicuramente di un altro livello con Hamilton che ritorna prepotentemente sotto. Deve fermarsi ancora una volta prima per evitare l'undercut, e al rientro di Hamilton in pista con gomme più fresche l'inglese diventa autore di una veloce rimonta. I due super campioni imprimono un ritmo ingestibile per tutti, Lewis va al bloccaggio più di una volta al tornantino per uscire quanto più vicino possibile a Vettel in rettilineo, e il tedesco nel guidato commette un errore andando lungo e rientrando in pista davanti ad Hamilton costretto ad alzare il piede. Penalità che definire severa è un eufemismo, che toglie la possibilità di una lotta ruota a ruota tra i due, e Seb che in radio diventa incontenibile con protesta annessa a fine gara. "They are stealing the race from us". 1- Malesia 2015, prima vittoria in Ferrari: E' proprio vero che la prima volta non si scorda mai, e Seb per fortuna non dovette aspettare molto. In Australia la Mercedes aveva dimostrato di essere inarrivabile, con oltre 30 secondi di distacco inflitti ad una Ferrari più preoccupata a dover lottare con Williams e Red Bull, ma quantomeno nuovamente competitiva dopo il disastroso 2014. In qualifica piove e sul bagnato Seb sfiora di pochi millesimi l'impresa di strappare la pole alla Mercedes, conquistando però la prima fila rifilando 4 decimi a Rosberg. In gara Vettel è fantastico, imponendo un ritmo incredibile quando esce la SC che gli consegna la prima posizione dopo pochi giri e il pit stop dei due Mercedes, che con un caldo tropicale non riescono ad avere un ritmo migliore di Vettel con gomme vecchie. Sorpassi al momento giusto nei confronti dei due Mercedes, strategia a 2 soste spingendo sempre al limite e alla fine vince in solitaria con oltre 10 secondi di distacco sul secondo con un muretto Ferrari impeccabile. Il meglio di Sebastian Vettel ammirato già alla seconda gara. "Mi senti, mi sentite? Forza Ferrari!"
  2. 7 points
    E' stata una giornatina mica da ridere. Appena mi riprendo dai 4 giorni in autodromo farò un post riassuntivo con qualche "retroscena", ma a sto giro ho ben poco visto che siamo stati segregati in postazione per tutto il weekend. A caldo, Il Gp senza tifosi è stato surreale. Oggi capisco Hamilton quando dice esagerando "il miglior pubblico del mondo". Senza pubblico è bello la metà o forse meno. Sembrava una di quelle gare semiamatoriali di fine luglio che non si caga nessuno. Per l'episodio Magnussen, la macchina non ci stava fisicamente per far lavorare i commissari in sicurezza. Teniamo anche presente che ha avuto un guasto al motore e non è auspicabile avere una vettura in postazione. C'era la possibilità di metterla in sicurezza verso la pit lane ed è stato giusto così. Su Leclerc ho una mia opinione, che non esporrò perché se per caso dovesse essere letta da occhi sbagliati e rimbalzata in giro, potrebbe portare anche a conseguenze non proprio piacevoli. Le prestazioni di scarse di Bottas potrebbero avere un'origine ignota ai più. Durante i giri che fanno prima di schierarsi in pista, ha fatto un volo mica da ridere in seconda variante. Saltando sul primo cordolo interno e atterrando sui dissuasori giallo neri oltre la pista. Ha dato una bella botta e ha lasciato dei segni importanti a terra. Un volo così non può non aver fatto danni. @Asturias, grazie per i due commenti "in adorazione", si ero in postazione e nel casino generale ho provato a darvi qualcosa in anteprima, rispetto a quello che sentivamo per radio. In quel momento eravamo fermi e ho controllato i commenti sulla gara.
  3. 6 points
    Io vedo un pilota che ci mette del suo per portare la macchina dove non dovrebbe stare, rischia molto e per questo ieri ha commesso un errore, sbaglierà ancora ma spero continui ad osare.
  4. 6 points
    Avrebbe potuto buttarsi fuori dalla macchina, alla Vinales.
  5. 6 points
    Monza, 2 settembre 1956 Il campionato mondiale del 1956 giunge al suo atto conclusivo con il Gran Premio d’Italia, ottava ed ultima gara stagionale. Sono ben tre i piloti ancora in lotta per il titolo di campione del mondo: i ferraristi Juan Manuel Fangio, Peter Collins e Stirling Moss alla guida della Maserati. A guidare la classifica è il campione argentino con i suoi 30 punti, seguito dai due piloti britannici fermi a 22. Le qualifiche vedono lo stesso Fangio in pole, seguito dai compagni Eugenio Castellotti e Luigi Musso. Moss è invece sesto, seguito proprio da Collins. La gara: il “dramma” di Fangio Moss prende il comando della corsa nelle prime fasi, staccando i due rivali. Poco male per Fangio, a cui la seconda posizione basterebbe per incoronarlo ancora una volta campione. In uno sport come la Formula 1 l’imprevisto è però sempre dietro l’angolo e la Ferrari del sudamericano decide infatti di stravolgere il copione, palesando problemi allo sterzo che costringono il campione in carica a tornare mestamente ai box, L’argentino scende dall'auto e si dispera, il ritiro potrebbe costargli il mondiale. Dai box Ferrari arriva l’ordine a Luigi Musso (secondo in gara al momento) di ritirarsi e cedere la vettura a Fangio, come il regolamento dell’epoca permetteva. Il pilota italiano rifiuta, mettendo a serio rischio la conquista del mondiale. Collins, la sportività in persona Proprio qui entra in scena Peter Collins. L’inglese, terzo al momento del ritiro di Fangio, in caso di vittoria potrebbe vincere il titolo, ma decide di aiutare il compagno di team cedendogli la sua vettura, la Ferrari numero 26. È il giro 32 e Collins scende dall'auto per consegnarla nelle mani di Fangio. L’argentino può riprendere così la sua corsa, riuscendo a conquistare il secondo posto grazie anche al ritiro dello stesso Musso. Se l’italiano si fosse fermato per cedere la vettura a Fangio, questi non avrebbe finito la corsa! La corsa si conclude con la vittoria di Moss, seguito da Fangio (in coabitazione con Collins) e Ron Flockhart. Il gesto d’altruismo del giovane compagno consente a Fangio di conquistare 3 punti (i 6 punti spettanti al secondo venivano ripartiti tra i due piloti in caso di vettura condivisa) e vincere il suo quarto titolo mondiale con sole 3 lunghezze su Stirling Moss, fermatosi a 30. Si ferma a 25 punti la corsa di Collins. “Guarda è più giusto che sia tu a vincere questo mondiale, io sono giovane e avrò altre occasioni”: sono queste le parole con cui Collins motiva il suo gesto. Un gesto nobile mai ripagato dal destino Purtroppo per lui, il destino ha però altri piani. Nel 1958 infatti Collins rimane vittima di un brutto incidente al Nurburgring, durante il Gp di Germania. La sua corsa per la gloria finisce alla curva Pflanzgarten, dove il pilota della Ferrari esce di strada e, dopo essersi cappottato più volte, sbatte contro un albero. Collins muore a soli 27 anni inseguendo il suo sogno, un sogno che solo due anni prima ha temporaneamente accantonato perché potesse splendere la leggenda del suo più esperto. Il 3 agosto del 1958 Peter Collins lascia questo mondo, privandolo di un grande uomo prima ancora che di un grande pilota. Il suo gesto andrebbe ricordato ancora oggi, a memoria di un’epoca della F1 in cui “l’uomo” era spesso grande quanto il pilota. Chissà se Peter lo avrebbe vinto il suo agognato mondiale senza quell’incidente: resterà uno dei tanti interrogativi irrisolti nella storia di questo sport.
  6. 6 points
  7. 5 points
    Dai Rio *** **** che sono dieci anni che scrivi post denigratori, ripetitivi e provocatori nel topic di Alonso. Ora, che proprio tu ti metta a fare questo tipo discorsi proprio no
  8. 5 points
    Buongiorno a tutti dall’autodromo! Se riesco vi condividerò qualche foto durante il giorno. Sarò in seconda variante tutto il weekend. Intanto, sulla sinistra un’anteprima degli aggiornamenti della Ferrari per il gp di Monza. Stanno testando adesso per non destare sospetti. ps. Occhio alla cerimonia del podio della F1, ci hanno anticipato una pacchianata mica da ridere.
  9. 5 points
  10. 4 points
    Nell'ambito delle gang le cose si gestiscono così.
  11. 4 points
    vabè per sterla sono tutte seghe tranne Raikkonen
  12. 4 points
    ho avuto un'improvvisa ispirazione per il titolo del topic
  13. 4 points
    ma quanto sono belle le gare con le Mercedes fuori dalle palle 😍
  14. 4 points
    Il 5 settembre 1970 morì durante le prove del Gran Premio d‘Italia a Monza Jochen Rindt. Aveva 28 anni. Finora l‘unico pilota al quale il titolo di campione del mondo fu assegnato postumo. Questo video racconta quel giorno.
  15. 4 points
    Citazione non casuale infatti. In Italia in pieni poteri vengono appunto visti "all´italiana" (Binotto conferma questa tesi), ovverosia un´opportunità per dar sfogo ad ambizioni represse e personalismi. Nel mondo tedesco/anglosasssone invece, l´azienda viene prima di tutto: io ti do pieni poteri, e tu mi fai vincere. Differenze che poi contribuiscono a scrivere gli albi d´oro.
  16. 4 points
    Buonasera Attilio. Sono uno dei gestori del forum, posso comunicarti che stiamo riscontrando dei bug e che questi verranno risolti entro le prossime 24
  17. 4 points
    Mai, forza Ferrari sempre e comunque. Prima o poi torneremo al top.
  18. 4 points
  19. 4 points
    Cercavo un sito pornogay e mi sono imbattuto nei post di @effe su Alonso
  20. 3 points
  21. 3 points
    Vista la vittoria di Gasly secondo voi l'anno prossimo Hamilton lo promuoverà in Red Bull?
  22. 3 points
    beh al momento Verstappen è più forte di Leclerc, è naturale che venga preferito al monegasco tra qualche anno si vedrà
  23. 3 points
    La mascherina sulla faccia, ben allacciata. La distanza di sicurezza, anche di giorno. E prudenza, sempre!
  24. 3 points
    Secondo me Binotto è sotto contratto con la Mercedes e ci sta sabotando
  25. 3 points
    Hamilton dovrebbe venire a fare una gara in Ferrari per capire cosa vuol dire perdere potenza
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