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L'airscope sembra troppo esagerato per essere vero e definitivo. Secondo me è così per far passare più aria possibile alla nuova pu RB... ma nella versione definitiva probabilmente non sarà così.
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La sf70h era piena di bianco eppure è stata una delle migliori vetture di maranello dal 2014 ad oggi
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Mamma mia che monnezza, sembra una di quelle livree finte che si trovava nei giochi anni 90
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Ovviamente mi riferisco alla scuderia f1. Ma probabilmente non è una pubblicità buona neanche per la Mercedes "madre" che caccia i soldi. Del tipo: che senso ha spendere miliardi se sono anni che i nostri clienti ci umiliano...
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Obbrobrio Al momento la più brutta
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Che cagata di livrea, che fatica deve aver fatto il grafico
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Tra 10 minuti, alle 19.00
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Cari amici sopratutto amiche, il gioco 2026 sta per arrivare... Novità e notizie saranno divulgate in seguito...intanto ecco il nuovo logo : A presto.
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Sembra più un umarell, posizione che assumerà durante la stagione guardando l'imprendibile Mercedes
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Ma non dovevano presentarla oggi?
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Si diceva così anche dopo il 2019. Troppe cose devono girare bene, e lui non è certo uno che cade poco. Anche nel 2025, se l'infortunio patito in Indonesia lo subiva alla quarta-quinta gara, salutava anche il titolo dell'anno scorso. E quell'infortunio manco dipendeva da una sua caduta... Per me, fermo restando che correrà finché sarà competitivo (non ce lo vedo fare una fine alla Rossi che pascola in pista), al decimo ci pensa anche se non lo dice (per ovvi motivi), ma in ogni caso sarà tutto un qualcosa in più, la sua sfida più grande l'ha già vinta. E' stato protagonista di uno dei più grandi ritorni sportivi di sempre; a memoria, paragonabili al suo, mi vengono in mente solo Ronaldo ed Hermann Maier.
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Inserisco qui tre episodi di una chiacchierata tra tre esperti di CART e IRL che parlano della famosa separazione. Molto interessante, da non perdere.
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È brutta proprio la forma, la presa d'aria è gigantesca, c'entra una persona. La silhouette dell'auto vista da determinate angolazioni fa schifo, sembrano fatte con le Lego
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È un progetto oggettivamente enorme, dovessero anche metterci qualche mese/stagione a mettersi a punto, fare un motore da se in una compagnia che motorista non è, è veramente ammirabile.
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Avrebbero dovuto semplicemente tenere la livrea 2025.
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va ancora avanti un forum nel 2026?
be_on_edge_84 replied to TonyilVeneto's topic in Spam & Buonumore
@Beyond -
se vedi rosso spara a vista o è hamilton o è
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ma è ancora lui il capetto?
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anche a me piace spingere se intendete questo
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Chi è il più succoso utente del forum?
TonyilVeneto replied to be_on_edge_84's topic in Spam & Buonumore
dipende cosa cercate di succoso -
Pattinaggio Artistico su Ghiaccio - Stagione 2025-2026
Kamilo replied to Astor's topic in Altri sport
Le considerazioni di Astor sugli Europei non fanno che rendere più dolorosa la piaga che ha ormai invaso tutto il corpo del “fu pattinaggio artistico” che oggi può davvero dirsi morto e sepolto. Già, perché quello che si è visto agli Europei di Sheffield è lo spettacolo più inverecondo e scandaloso della storia di questo sport. Nel singolo Donne si è tornati indietro addirittura di 30 anni dal punto di vista tecnico, ma tutti soddisfatti, basta che si continui a rubare medaglie che sarebbero appartenute alle russe senza alcuna discussione. In proposito, giusto per non prenderci in giro, ecco il confronto fra i punteggi del podio delle Donne negli Europei 2026 e quelli degli Europei 2022 a Tallinn. A Sheffield: Petrokina (Estonia) 216,14; Hendrickx (Belgio) 191,26; Gutmann (Italia) 186,87. A Tallinn: Valieva (Russia) 259,06; Shcherbakova (Russia) 237,42; Trusova (Russia) 234,36. Che poi Valieva sia stata squalificata (comunque provvedimento irregolare e scandaloso) non cambia la realtà tecnica. Le medagliate degli Europei 2026 con i loro punteggi avrebbero occupato queste posizioni a Tallinn 2022: Petrokina quarta a 18 punti di distanza dal terzo posto, Hendrickx settima e Gutmann nona! Per approfondimenti sulle Donne, comunque, rimando a un mio successivo intervento. Adesso preferisco soffermarmi sulla Danza perché quanto messo in evidenza da Astor merita qualche supplemento di indignazione. In linea di principio, credo sia importante riaffermare una verità di base: tutto quello che sta avvenendo da molti anni, persino prima della vergognosa esclusione dei russi, può accadere se c’è una “compartecipazione” di tanti elementi del mondo del pattinaggio artistico, dalle Federazioni ai giudici, dai tecnici agli atleti, e infine, ma non ultimi, i mezzi di informazione che assecondano la nuova realtà, vi si adagiano e ci sguazzano. Se anche tutte le componenti “interne” del pattinaggio si mettessero d’accordo per qualsiasi obbrobrio, l’elemento “esterno”, vale a dire la stampa, potrebbe comunque incrinare questa realtà deviata e, magari, fare in modo che ci sia un freno a questa discesa all’inferno della tecnica e dello spettacolo. C’è anche un altro elemento “esterno” da considerare, il pubblico, che potrebbe far prendere coscienza degli errori e influenzare in qualche modo questa storia, manifestando la propria insoddisfazione e cominciando a non riempire più gli impianti. E questo per la verità sta già avvenendo, ma per ora mi concentro sulla stampa. E allora, per essere chiari, certi punteggi e certe vittorie potrebbero essere messi in discussione se i giornalisti facessero notare le storture che stanno avvenendo in maniera costante da molti anni. Invece, si constata solamente un appiattimento generale di fronte alla regressione tecnica che diventa clamorosa soprattutto nelle gare delle Donne e della Danza. Nella Danza, purtroppo, abbiamo avuto conferme del degrado, con regali spudorati alla coppia francese composta da Guillaume Cizeron e da Laurence Fournier Beaudry. Avevo già fatto notare la narrazione particolare riservata dai telecronisti a Cizeron, prima con Gabriella Papadakis, adesso con la sua nuova partner. Perciò, il racconto di quanto ascoltato in occasione degli Europei potrebbe dare la sensazione di un “già sentito”, ma secondo me qualche nuovo elemento c’è. Qui faccio riferimento solo alla telecronaca della Rai, con Arianna Secondini e Fabrizio Pedrazzini commentatore tecnico, successivamente mi occuperò di Eurosport. Ecco quindi alcuni estratti. La presentazione fatta da Secondini nel Corto: “Ma ora è il momento di andare a seguire la coppia sicuramente più attesa… il loro ingresso nel mondo della Danza ha davvero creato, lo possiamo dire, un po’ un terremoto nel mondo della Danza perché sono fantastici”. E Pedrazzini parla dei twizzle: “… guardate come le linee, le curve rimangono costanti e perfettamente tra di loro, e guardate ora come nell’ultimo twizzle si avvicinano ancora e magicamente spunta una mano, e riprendono”. Mettendo da parte i toni che ognuno può giudicare troppo entusiastici o addirittura mielosi, vorrei mettere l’attenzione su un paio di cose, a partire dal “terremoto” che “il loro ingresso ha creato”. Le considerazioni sono due. La prima: si è parlato di questo nuova coppia da molto prima che ci fosse l’ufficializzazione e se ne è parlato in modo automaticamente positivo, creando la base per un giudizio di bravura e di potenzialità tecnica “a prescindere”. Insomma, erano stati già indicati come quasi sicuri vincitori, costruendo in questo modo una narrazione “acritica” da imporre agli spettatori e, peggio, ai giudici. La seconda: l’uso del termine “terremoto” dà l’idea di qualcosa che, per forza, andrà a scuotere il mondo della Danza, come se questo si fosse appiattito dopo l’abbandono della Papadakis e l’assenza di Cizeron. E’ un modo di ragionare che annulla in partenza qualsiasi obiezione critica, cosa che non è nuova nella narrazione favolistica della coppia francese, con Papadakis prima e con Fournier Beaudry dopo. Ma il massimo lo si raggiunge con la “mano” che “spunta magicamente”. Perché, prima era tenuta nascosta? E quale sarebbe la magia? Ma davvero si può arrivare a commentare così una gara? Il punto è sempre lo stesso: creare un’aura di incanto sul vuoto assoluto. Il gesto più banale si trasforma in un prodigio, senza alcuna spiegazione logica, ma solo con l’intento di annullare qualsiasi visione critica: abbiamo assistito a un miracolo, ve lo diciamo noi e voi ci dovete credere! Vabbè, andiamo avanti con il Libero. Finisce la prova di Cizeron-Fournier Beaudry, con la clamorosa mancanza di sincronizzazione nel twizzle adeguatamente premiata dai giudici col valore massimo (l’unica cosa che in proposito posso consigliare ad Astor è un Lansox 30 mg per proteggerlo da vomito violento) e si scatena la fantasia di telecronista e commentatore. Secondini: “Una magia, una magia sul ghiaccio. Morbidi, continui, fluidi senza mai interrompere questo racconto sul ghiaccio. Meravigliosi. Sono stati magnetici, non riuscivi a togliere lo sguardo da loro, dai loro elementi. Stupendo”. C’è una pista e ci sono due pattinatori, dove altro eventualmente vorresti guardare? Pedrazzini: “Un programma spettacolare. E’ un soffio. Poi bellissimi questi rumori così, sembra che sia una cattedrale. Sono musiche e movimenti maestosi”. A cominciare dal “soffio”, c’è una sola parola che dia un’indicazione reale su quello che è successo in pista? La “cattedrale”? I “movimenti maestosi”? Il modo migliore per non dire niente, ma dirlo bene è creare l’illusione di uno spettacolo indimenticabile e tecnicamente sopraffino. Ma non è finita, perché il meglio arriva quando la regia manda in onda i replay. Qui è soltanto Pedrazzini a prendersi la scena. “Guardate qua, questa è la partenza. Sembrano due cose sole, due correnti d’acqua che si mischiano l’un con l’altra. Impressionante la fluidità e il trasporto”. Due correnti d’acqua! La fantasia al potere! “Questo è il sollevamento rotational, difficilissimo, soprattutto nel momento in cui Guillaume deve bloccare queste rotazioni per permettere a Florence di effettuare questo giro attorno a lui, qua veramente molto a sbilanciare Guillaume”. E qui si torna ai soliti ragionamenti sulle cose facili e difficili, secondo il ribaltamento generale professato dai commentatori. Il sollevamento rotational, con Cizeron che ha sempre tutti e due i piedi ben piantati per terra e che tiene la partner abbarbicata a lui (non sia mai che lei si metta in posizioni meno “accucciate”, facendo qualcosa di simile alle magie, queste sì vere, di Virtue-Moir, e che caschino tutti e due sul ghiaccio), ebbene questo “rotational” diventa “difficilissimo”. E si va oltre, perché si attribuisce a Cizeron la “grande impresa” di bloccare la rotazione per permettere a Fournier Beaudry di passare da dietro in avanti, e addirittura Cizeron solleva un braccio in modo che lei ci passi sotto. Ma qui siamo di fronte al quintuplo salto carpiato degli acrobati del circo Orfei. Ah no, scusate, il “circo” nella visione dei commentatori Rai è vietato, una bestemmia. “Questo è un altro curve lift, guardate il dettaglio della punta di lei che magicamente si stacca e da quel momento diventa sollevamento”. A sentire questa descrizione, si vergognerebbe persino il generale francese Jacques de Chabannes signore de La Palice, da cui il termine “lapalissiano” per indicare la verità più scontata e banale. Cioè, lei stacca il piede dal ghiaccio, ma lo fa “magicamente”. Incredibile! Se non sai fare una magia, col cavolo che riesci a staccare il piede dal ghiaccio. E, fatto ancora più sensazionale, è solo dal momento in cui Fournier Beaudry stacca il piede dal ghiaccio che si può parlare di “sollevamento”. Avessimo mai osato chiamarlo “sollevamento” mentre aveva ancora il piede a contatto sul ghiaccio! Meno male che c’è Pedrazzini a ricordarcelo ed eventualmente a bacchettarci per il clamoroso errore. Soddisfatti? Aspettate, c’è il gran finale, che riserva, al di là delle considerazioni sarcastiche, la seria e amara verità. E sì, perché, dopo l’esaltazione indiscussa delle “prodezze” di Cizeron-Fournier Beaudry, probabilmente a Pedrazzini viene il dubbio che anche gli spettatori più ben disposti possano chiedersi: “Ma questa prova dei francesi non è un po’ troppo semplice, magari banale, dopo che abbiamo visto altri pattinatori fare sollevamenti più spettacolari?” E allora scatta il meccanismo di difesa e contraffazione. Pedrazzini: “Loro non fanno cose supermega atletiche, non ho visto salti della morte, ma mi sembra che questo sollevamento…” Secondini: “Li fanno con una qualità…” Pedrazzini: “L’idea, l’eleganza, la continuità, è impressionante, im-pres-sio-nan-te”. Secondini: “Guarda che gradi di esecuzione”. Pedrazzini: “Posso dire che è una grande risposta europea agli altri pattinatori d’oltreoceano?” Ma certo che puoi dirlo. Con quella bocca puoi dire ciò che vuoi. Ah, no, quella era una splendente Virna Lisi nella pubblicità di un dentifricio tanti anni fa. Lei si chiedeva se aveva sbagliato a dire qualcosa e la risposta era, appunto, che con quella bocca le era permesso dire ciò che voleva. Che sia consentito anche a Pedrazzini, beh, qualche dubbio ce lo dovete consentire. E allora, la questione è seria, perché si torna al famoso discorso: “Come si fa a coprire la banalità di Cizeron, con qualunque altra partner, la mancanza assoluta di difficoltà tecniche nel suo programma?” La soluzione è solo una: denigrare le azioni tecniche più complicate e difficili dicendo che sono “da circo” e poi, impresa ancora più ardua, dire che le azioni più semplici sono quelle davvero piene di difficoltà. Ed ecco i riferimenti alle “cose supermega atletiche” e ai “salti della morte”. Vade retro Satana! Cosa sono queste schifezze? La vera magia sta nei programmi piatti, che devono essere eleganti, lenti, senza un minimo di spunti originali, di fantasia, di creatività. La banalità viene spacciata per talento. E il pattinaggio artistico viene distrutto. E l’Isu vigliaccamente, con il codazzo di Federazioni e giudici, consente tutto questo. Mi sa che vado a prendere anch’io un Lansox 30. -
già di spalle a guardare gli altri da fuori pista?
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Triplo logo, c'è anche dietro. Ancora più orrendo!
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Credo che sia Killer.
