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  1. 7 points
    E' stata una giornatina mica da ridere. Appena mi riprendo dai 4 giorni in autodromo farò un post riassuntivo con qualche "retroscena", ma a sto giro ho ben poco visto che siamo stati segregati in postazione per tutto il weekend. A caldo, Il Gp senza tifosi è stato surreale. Oggi capisco Hamilton quando dice esagerando "il miglior pubblico del mondo". Senza pubblico è bello la metà o forse meno. Sembrava una di quelle gare semiamatoriali di fine luglio che non si caga nessuno. Per l'episodio Magnussen, la macchina non ci stava fisicamente per far lavorare i commissari in sicurezza. Teniamo anche presente che ha avuto un guasto al motore e non è auspicabile avere una vettura in postazione. C'era la possibilità di metterla in sicurezza verso la pit lane ed è stato giusto così. Su Leclerc ho una mia opinione, che non esporrò perché se per caso dovesse essere letta da occhi sbagliati e rimbalzata in giro, potrebbe portare anche a conseguenze non proprio piacevoli. Le prestazioni di scarse di Bottas potrebbero avere un'origine ignota ai più. Durante i giri che fanno prima di schierarsi in pista, ha fatto un volo mica da ridere in seconda variante. Saltando sul primo cordolo interno e atterrando sui dissuasori giallo neri oltre la pista. Ha dato una bella botta e ha lasciato dei segni importanti a terra. Un volo così non può non aver fatto danni. @Asturias, grazie per i due commenti "in adorazione", si ero in postazione e nel casino generale ho provato a darvi qualcosa in anteprima, rispetto a quello che sentivamo per radio. In quel momento eravamo fermi e ho controllato i commenti sulla gara.
  2. 7 points
    No, è Vettel che li da alla squadra di solito
  3. 6 points
    Avrebbe potuto buttarsi fuori dalla macchina, alla Vinales.
  4. 6 points
    Monza, 2 settembre 1956 Il campionato mondiale del 1956 giunge al suo atto conclusivo con il Gran Premio d’Italia, ottava ed ultima gara stagionale. Sono ben tre i piloti ancora in lotta per il titolo di campione del mondo: i ferraristi Juan Manuel Fangio, Peter Collins e Stirling Moss alla guida della Maserati. A guidare la classifica è il campione argentino con i suoi 30 punti, seguito dai due piloti britannici fermi a 22. Le qualifiche vedono lo stesso Fangio in pole, seguito dai compagni Eugenio Castellotti e Luigi Musso. Moss è invece sesto, seguito proprio da Collins. La gara: il “dramma” di Fangio Moss prende il comando della corsa nelle prime fasi, staccando i due rivali. Poco male per Fangio, a cui la seconda posizione basterebbe per incoronarlo ancora una volta campione. In uno sport come la Formula 1 l’imprevisto è però sempre dietro l’angolo e la Ferrari del sudamericano decide infatti di stravolgere il copione, palesando problemi allo sterzo che costringono il campione in carica a tornare mestamente ai box, L’argentino scende dall'auto e si dispera, il ritiro potrebbe costargli il mondiale. Dai box Ferrari arriva l’ordine a Luigi Musso (secondo in gara al momento) di ritirarsi e cedere la vettura a Fangio, come il regolamento dell’epoca permetteva. Il pilota italiano rifiuta, mettendo a serio rischio la conquista del mondiale. Collins, la sportività in persona Proprio qui entra in scena Peter Collins. L’inglese, terzo al momento del ritiro di Fangio, in caso di vittoria potrebbe vincere il titolo, ma decide di aiutare il compagno di team cedendogli la sua vettura, la Ferrari numero 26. È il giro 32 e Collins scende dall'auto per consegnarla nelle mani di Fangio. L’argentino può riprendere così la sua corsa, riuscendo a conquistare il secondo posto grazie anche al ritiro dello stesso Musso. Se l’italiano si fosse fermato per cedere la vettura a Fangio, questi non avrebbe finito la corsa! La corsa si conclude con la vittoria di Moss, seguito da Fangio (in coabitazione con Collins) e Ron Flockhart. Il gesto d’altruismo del giovane compagno consente a Fangio di conquistare 3 punti (i 6 punti spettanti al secondo venivano ripartiti tra i due piloti in caso di vettura condivisa) e vincere il suo quarto titolo mondiale con sole 3 lunghezze su Stirling Moss, fermatosi a 30. Si ferma a 25 punti la corsa di Collins. “Guarda è più giusto che sia tu a vincere questo mondiale, io sono giovane e avrò altre occasioni”: sono queste le parole con cui Collins motiva il suo gesto. Un gesto nobile mai ripagato dal destino Purtroppo per lui, il destino ha però altri piani. Nel 1958 infatti Collins rimane vittima di un brutto incidente al Nurburgring, durante il Gp di Germania. La sua corsa per la gloria finisce alla curva Pflanzgarten, dove il pilota della Ferrari esce di strada e, dopo essersi cappottato più volte, sbatte contro un albero. Collins muore a soli 27 anni inseguendo il suo sogno, un sogno che solo due anni prima ha temporaneamente accantonato perché potesse splendere la leggenda del suo più esperto. Il 3 agosto del 1958 Peter Collins lascia questo mondo, privandolo di un grande uomo prima ancora che di un grande pilota. Il suo gesto andrebbe ricordato ancora oggi, a memoria di un’epoca della F1 in cui “l’uomo” era spesso grande quanto il pilota. Chissà se Peter lo avrebbe vinto il suo agognato mondiale senza quell’incidente: resterà uno dei tanti interrogativi irrisolti nella storia di questo sport.
  5. 6 points
  6. 5 points
    ... Vi svelerò l'orientamento sessuale di @Beyond Tag: @PheelD @PheeID @Alex_Ferrari @F.126ck @Ruberekus @effe @effe bello @Kimimathias
  7. 5 points
    Buongiorno a tutti dall’autodromo! Se riesco vi condividerò qualche foto durante il giorno. Sarò in seconda variante tutto il weekend. Intanto, sulla sinistra un’anteprima degli aggiornamenti della Ferrari per il gp di Monza. Stanno testando adesso per non destare sospetti. ps. Occhio alla cerimonia del podio della F1, ci hanno anticipato una pacchianata mica da ridere.
  8. 5 points
  9. 5 points
  10. 4 points
    ho avuto un'improvvisa ispirazione per il titolo del topic
  11. 4 points
    ma quanto sono belle le gare con le Mercedes fuori dalle palle 😍
  12. 4 points
    Il 5 settembre 1970 morì durante le prove del Gran Premio d‘Italia a Monza Jochen Rindt. Aveva 28 anni. Finora l‘unico pilota al quale il titolo di campione del mondo fu assegnato postumo. Questo video racconta quel giorno.
  13. 4 points
    Citazione non casuale infatti. In Italia in pieni poteri vengono appunto visti "all´italiana" (Binotto conferma questa tesi), ovverosia un´opportunità per dar sfogo ad ambizioni represse e personalismi. Nel mondo tedesco/anglosasssone invece, l´azienda viene prima di tutto: io ti do pieni poteri, e tu mi fai vincere. Differenze che poi contribuiscono a scrivere gli albi d´oro.
  14. 4 points
    Buonasera Attilio. Sono uno dei gestori del forum, posso comunicarti che stiamo riscontrando dei bug e che questi verranno risolti entro le prossime 24
  15. 4 points
    Mai, forza Ferrari sempre e comunque. Prima o poi torneremo al top.
  16. 4 points
  17. 4 points
    Cercavo un sito pornogay e mi sono imbattuto nei post di @effe su Alonso
  18. 4 points
    Credo che si stia un po' esagerando con Vettel. Ok è visibilmente crollato da due anni a questa parte ma non ha certo debuttato nel 2018. Inoltre da due anni, con tutto il rispetto che ho per l'ultimo Raikkonen, Vettel ha un compagno di squadra che pare avere molto talento.
  19. 3 points
    Diciamocelo chiaramente: Leclerc si era ritrovato sesto per caso, grazie alla SC, ma soprattutto per la pitlane chiusa. Per me sarebbe sceso progressivamente, come successo per Kimi. Tra l'altro oggi la Ferrari nel primo stint ne aveva di meno dell'Alfa. Tra qualifica, velocità pura in gara ed affidabilità, la peggior gara della storia a Monza.
  20. 3 points
  21. 3 points
    GP DEL BELGIO Giro più veloce: Ricciardo CLASSIFICA DOPO IL GP DEL BELGIO ------> @Mesto introspettivo ------> @erosbart ------> @Nick the Quick
  22. 3 points
    Ad oggi non prova una F1 da un anno (fece un test con la McLaren 2019), nel mezzo c'è stato un campionato wec, una Parigi Dakar e la 500 miglia. Non è stato fermo, e comunque, come altri prima di lui, da Mansell a Prost a Loeb, non pare tra i piloti che sentono particolarmente l'età, e comunque il prossimo anno avrà due anni in meno di quelli che ha oggi Raikkonen che...non ha ancora deciso se smettere. Se sarà ancora il pilota che ha lasciato a fini 2018 lo dirà la pista, il rischio è tutto suo (come per Dakar o 500 di Indy), non ne ha bisogno ed ha tutto da perdere, ma evidentemente ha voglia di correre. Renault avrà comunque un grande ritorno di immagine, attenzione mediatica, cosa che con Ocon e Gasly non puoi avere. Tra l'altro la macchina non sembra male. È un pilota, vive per correre come Rossi o Schumacher, e non sono così tanti ad avere questa passione, questa necessità. Sono contento che torni.
  23. 3 points
    Tra l'altro pure questo gesto è di cartone, lo ha copiato da Bolt
  24. 3 points
    Il maggior cambiamento del rapper post 2016 è il compagno di squadra
  25. 3 points
    Vabeh ma uno che ha quasi 42 anni, pieno di mondiali, che ha battuto il mondo e che arriva spesso davanti al compagno che ne ha 17 in meno soltanto in Italia può essere criticato, se fosse nato in Cambogia e si chiamasse Sbonuziuk sarebbe considerato un idolo anche qua. Invece è amato soprattutto fuori dal nostro confine, l'italiano che se la tira provoca antipatie e gelosia, lo straniero ammirazione. Prendi Stoner, un pilota che ha azzeccato 2 stagioni in 12 anni vincendo in Ducati un anno su 4 (nessuno guida la ducati come lui) e poi prendi Dovizioso che con la Ducati è arrivato ad un passo dal mondiale contro Marquez, il primo, un giovane Australiano, viene osannato l'altro, un Italiano, non se lo caga nessuno. Ciao Cla
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