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KimiSanton

Ferrari SF16-H

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Pare che fosse di Raikkonen l'errore al PIT, comunque concordo sul resto

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Con Vettel è stato delirio puro.

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Oltre che lenti siamo anche ridicoli, bisogna fare qualcosa perché nelle gare precedenti sono stati buttati al vento un sacco di punti. Reparto strategico completamente da rifare

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Pare che fosse di Raikkonen l'errore al PIT, comunque concordo sul resto

 

Non mi riferivo tanto la problemino in ripartenza, che non si sa se sia stato del pilota o della macchina. Mi riferivo al fatto che trovano spesso e volentieri il modo di tenerlo fuori quel giro o quei due giri in più in cui perde secondi preziosi. Comunque, son quisquilie in queste condizioni.

 

Arrivabene non mi era antipatico, e continua a non essermelo, però comincia secondo me a trasparire una certa inadeguatezza. Non mi piace il suo atteggiamento in questo momento difficile, sembra che non sappia cosa dire e cosa fare. Boh, non mi trasmette fiducia.

 

Infine, come si fa ragionevolmente a pensare di voler far passare l'idea che la perdita di Allison NON sia un problema enorme? Soprattutto per la tempistica e la mancanza di un sostituto?

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Ma dell'undercut "fantasma" che volevano fare su Verstappen ne vogliamo parlare?

Una scena molto triste... Tanto....

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Nessuno ha fornito chiare spiegazioni del perché Allison e Ferrari abbiano preso due strade diverse.

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Oggi sono rimasto piuttosto deluso dalle parole di Arrivabene riguardo Allison/ Binotto, facendo capire che il secondo deve avere il tempo di lavorare, mentre il primo ha avuto un anno e mezzo.

Forse ho capito male io, Ma mi sembra un ottimo modo per fare da scarica barile... E abbiamo visto in passato che questo stile non porta da nessuna parte, allo stesso modo che iniziare a pensare di mandare via de beer dopo una macchina non completamente riuscita. Le persone hanno bisogno di tempo per lavorare ev soprattutto hanno bisogno di tranquillità. É assurdo distruggere tutto dopo il primo fallimento. Sicuramente così sarà dura creare qualcosa

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Del resto la Mercedes è dove sta ora non solo grazie alla bravura dei tecnici su cui può contare, tra cui Costa e altri buoni di lungo corso. La squadra ha investito cifre astronomiche nei motori, sulla scocca, ma prima di arrivare a tutto questo, sono passate stagioni in cui si diceva che avrebbero fatto la fine di Toyota, con tanti milioni spesi per nulla. Ci vuole tempo e costanza, ma soprattutto metodo. La Ferrari non ha un metodo, ha fretta di aver dei risultati (proclami di inizio stagione) e non ha una chiara idea di cosa fare dei propri progetti nel medio/lungo periodo. Io non credo ai miracoli di un cervello che risolve tutti i problemi. In Ferrari credo ci siano delle teste buone e competenti nel reparto corse. Il punto sta nel farle lavorare come si deve in una direzione. È il metodo che manca.

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Undercut su Verstappen? Undercut su Verstappen??? Undercut su Verstappen??????

A otto secondi???

 

Ma-stiamo-scherzando???

Immagino che la regia abbia censurato la continuazione del Team-Radio, in cui Vettel bestemmiava pesantemente contro il muretto...

 

Piuttosto, magari ogni tanto evitare di far perdere sistematicamente a Raikkonen 3-4 secondi nei pit-stop non sarebbe male. Va beh che oggi c'era da proteggere Vettel (per quel che vale, visto che da quinto e sesto non si sarebbero mai schiodati e dietro erano lontani venti secondi...), ma è sempre così tutte le volte che non fa il pit per primo.

 

 

 

 

Evidentemente hanno ancora fiducia in Vettel che possa lottare per il titolo.

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Rivedersi la puntata di race Anatomy sulla presentazione della Sf16H sarà una meglio delle migliori barzellette :asd:

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Del resto la Mercedes è dove sta ora non solo grazie alla bravura dei tecnici su cui può contare, tra cui Costa e altri buoni di lungo corso. La squadra ha investito cifre astronomiche nei motori, sulla scocca, ma prima di arrivare a tutto questo, sono passate stagioni in cui si diceva che avrebbero fatto la fine di Toyota, con tanti milioni spesi per nulla. Ci vuole tempo e costanza, ma soprattutto metodo. La Ferrari non ha un metodo, ha fretta di aver dei risultati (proclami di inizio stagione) e non ha una chiara idea di cosa fare dei propri progetti nel medio/lungo periodo. Io non credo ai miracoli di un cervello che risolve tutti i problemi. In Ferrari credo ci siano delle teste buone e competenti nel reparto corse. Il punto sta nel farle lavorare come si deve in una direzione. È il metodo che manca.

Concordo in pieno, manca comunque anche una dose di fantasia agli strateghi del muretto oggi cosa avevano da perdere montando a vettel una Ss usata di tre giri perlomeno forse e dico forse se la giocava con verstappen in ogni modo ci provavano, se andava male pazienza, invece no, facciamo i turisti da 5 e 6 posto, fra un po' li doteranno anche di macchina fotografica ........

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Rivedersi la puntata di race Anatomy sulla presentazione della Sf16H sarà una meglio delle migliori barzellette :asd:

Vado a prendere i popcorn.

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Quello che dice Antonini durante i gp è raccapricciante.

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Hanno fatto strategia a tre soste privilegiando le soft solo perché le SS avevano tre giri di usura.. Per una vettura che fatica a portare in temperatura le gomme, non c'è male...

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Ma non era gentilissima sulle gomme...

Tanto gentile, che sono sempre tra i primi a cambiare, e gli unici a non azzardare mai nulla di aggressivo...

Ggr

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Ma non era gentilissima sulle gomme...

Tanto gentile, che sono sempre tra i primi a cambiare, e gli unici a non azzardare mai nulla di aggressivo...

Ggr

E quando lo azzardano...paf, esplode la gomma

 

Quello che dice Antonini durante i gp è raccapricciante.

Concordo

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Oggi non era un azzardo fare 15/18 giri con le ss. Rb ne ha fatti anche di piu. Bastava allungare di 5 giri lo stint con le soft, come voleva fare vettel, e poi mettere ss per gli ultimi giri. Mal che vada, restava dove era.

Ggr

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Non so chi deve assumere Ferrari, Lowe sarebbe un bel colpo, ma dubito sia una notizia reale, anche perché sarà concentratissimo con la nuova Mercedes. Detto questo, qualche colpo lo devono tentare.

Binotto sarà pure un ottimo coordinatore ma a mio avviso l'organico è totalmente impreparato a disegnare una monoposto competitiva per il 2017, che, sicuramente, sarà un altro anno, l'ennesimo, di pena.

 

Non dico che devono sbrigarsi per il 2017, dico che devono sbrigarsi a prendere qualcuno di peso per non farci attendere un nuovo mondiale per altri 10 anni.

 

A me invece basta che lavorino bene, migliorando e tornando competitivi ai massimi livelli. Con o senza grassoni.

 

:lol2: :lol2: :lol2:

Giusto!!! :yes:

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credo che ormai siamo in fase "si salvi chi può"

inizierà lo scarica barile e i più "deboli" verranno segati!!

per deboli intendo quelli meno bravi a scaricare sul sottoposto di turno

 

alla fine vengono cacciati team manager e presidente, con il pilota o entrambi che se ne vanno sbattendo la porta

 

film già visto nel 2014 :whistle:

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Rivoluzione interna in casa Ferrari. Marchionne ha dichiarato in un'intervista al Corriere della Sera di dare spazio ai talenti interni, che ancora non si sono potuti esprimere. Perfetti sconosciuti per me. Enrico Cardile a capo del'aerodinamica (mai sentito!! Speriamo bene...) e David Sanchez, aerodinamico, suo vice.

Vi riposto qui l'intervista.

 

Che ne pensate di questa mossa? Saranno loro i nuovi geni, allevati in seno alla Ferrari?

 

 

La rivoluzione viaggia in Ferrari. Intervista a Marchionne
Corriere della Sera, mercoledì 3 agosto 2016

MARANELLO Dall’elicottero fa sapere che sta arrivando. Una vita in volo, quella di Sergio Marchionne. L’unica cosa che nella sua vita non vola è la Ferrari. Maledizione. «Abbiamo aggiustato la Fiat, per non parlare della Chrysler, sono convinto che la Ferrari tornerà a vincere». Messa così, pare una promessa, da presidente del Cavallino, punto e basta. Non è così. La Rossa è nei suoi pensieri, nei suoi piani, «più di quanto non si creda». Non immaginava di trovarsi in una situazione simile, così complicata, senza uno straccio di vittoria nel Mondiale edizione 2016 di Formula 1, con una Ferrari strabattuta dalla Mercedes e negli ultimi tempi in crisi anche con la Red Bull. Inaccettabile.
Lontana anni luce dalla pole position nelle qualifiche, in difficoltà una domenica sì e una no (quando la Formula 1 riposa) in gara, con Sebastian Vettel che, se andasse avanti così, potrebbe avere addirittura cattivi pensieri: un quattro volte campione del mondo non può stare tanto lontano dallo champagne e bere invece non diciamo una birra ma addirittura acqua sgasata. Kimi Raikkonen, il compagno fedele, è sempre un campione mondiale che la sua degna figura la fa. Difatti a 36 anni ha incassato un tranquillo rinnovo del contratto per la stagione 2017.
Proprio perché la situazione è delicata e si deve per forza progettare un futuro più roseo, Sergio Marchionne dedica tempo, spazio, lavoro, intuizioni, riunioni, alla Ferrari. È in atto una rivoluzione che parte dal basso per arrivare molto in alto. La prima mossa è stato il congedo di James Allison, prima di essere un progettista in difficoltà è un uomo in crisi. La morte della giovane moglie Rebecca ha sconvolto la sua vita. E la Ferrari tutta, da Marchionne ad Arrivabene, passando per i tecnici fino al meccanico più giovane, è stata vicina ad Allison. E il presidente ha trovato una soluzione. Che ha un nome e cognome: Mattia Binotto. È questo ingegnere il nuovo capo (tecnico) di Maranello, il successore di Allison che è tornato in Inghilterra, vicino ai suoi figli.
Gerarchia più snella
Da una vita alla Ferrari, Binotto è apprezzato da Marchionne per le sue doti di organizzatore, uomo capace di condividere le decisioni, quelle sue, e di imporle senza strappi ai suoi collaboratori: insomma bravo a far lavorare insieme gli uomini. La gerarchia d’ora in avanti sarà più snella, la piramide verrà demolita, in alto ovviamente Marchionne, a seguire Arrivabene, il team principal, Binotto, il direttore tecnico, alla guida dell’Orchestra Rossa, fatta di aerodinamici, veicolisti, motoristi. La piramide una architettura che non piace a Marchionne. «La più grossa sciocchezza che a volte si dice di me è quella che io sia un accentratore. Macché. A me piace vivere in un mondo di potere disperso».
Mica male come slogan: alla guida di un «mondo di potere disperso». Detesta invece le sacche di potere, là dove non c’è scambio, comunicazione, regna la gelosia, è lì che colpisce, non con chi sbaglia, l’errore ci può stare, ma con chi non la racconta giusta, con chi non dialoga. Alla Ferrari lui e Arrivabene hanno capito dove stanno i problemi, pardon il Problema, vale a dire l’aerodinamica. Il motore è ok. Partiti per vincere, si sono accorti che la macchina non sta in pista. Per questo ha «pagato» Allison.
Ingegneri della porta accanto
Quel «mondo di potere disperso», popolato di talenti, sta lavorando sulla macchina della prossima stagione. Marchionne, aiutato da Arrivabene, è andato alla ricerca di ingegneri da traslocare nella squadra corse, scovandoli aprendo la porta accanto, tra quelli che disegnano le macchine più affascinanti del mondo: le Ferrari Gt, da strada. Saltano fuori nomi di tecnici che daranno nuova linfa, idee e macchina si spera vincenti, coordinati da Binotto: l’ingegnere Enrico Cardile, che sarà il capo dell’aerodinamica, accanto a lui David Sanchez, l’uomo delle ali, aerodinamico, lui c’era già, ma ha fatto carriera, sarà il vice di Cardile. Marchionne ha scelto la linea interna. Avrebbe potuto cercare e, chissà forse prendere, a suon di milioni di euro-dollari-sterline un santone della Formula 1, Adrian Newey, costruire il ritorno di Aldo Costa strappandolo alla Mercedes, sarebbe stata una bella rivincita per lui, corteggiare James Key che sta facendo strada alla Toro Rosso, ma non ha fatto nulla di tutto questo: la scommessa per una macchina vincente del 2017 passa attraverso il laboratorio Rosso, la Scuola Ferrari.
«Perché qui ci sono uomini dal talento eccezionale – confida Marchionne – disponibili a dare tutto per questa azienda». E disposti ad ogni sacrificio per tornare a vincere. «La scorsa stagione abbiamo conquistato tre successi. Non nego che quando per la prima volta ho sentito suonare l’inno ho pianto: l’emozione che ti regala la Ferrari è unica, davvero non pensavo si potesse gioire (e soffrire) così». Ha cercato di far capire ai suoi uomini che la Ferrari non può star dietro alla Mercedes. «Costruiamo e vendiamo le macchine più belle del mondo, non facciamo mica delle Smart», scherza, ma nemmeno tanto, Marchionne. E non scherza neppure quando maledice «questi 15 giorni di ferie» imposti dalla Federazione internazionale alla F1. Il rilancio lo cerca affidandosi, senza alcuna incertezza, ancora a Maurizio Arrivabene. «Le voci che lo danno pericolante sono conseguenti alla sconfitta: da noi si fa così. Arrivabene lo abbiamo preso perché conosce bene la Formula 1, avevamo bisogno di un team manager come lui, capace di far lavorare insieme gli uomini, di guidare una squadra».
La coppia perfetta
Quanto ai piloti, Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen, sono la coppia giusta. «Sebastian è un campione, a volte mi fa tenerezza, merita una macchina alla sua altezza. E a Kimi abbiamo giustamente riconosciuto, per il lavoro svolto, il rinnovo del contratto per la prossima stagione».
La Rossa ha avviato la sua rivoluzione verde (e interna): nel mirino c’è la Mercedes, sperando che la Red Bull sia solo un impiccio temporaneo. «Voglio chiudere questa stagione con onore, con decenza, dando tutto ovviamente a ogni Gran premio. Ma dovevamo cambiare, non possiamo perdere altro tempo. La Ferrari è un bene del Paese, dobbiamo proteggerla, essere fieri di questa creatura concepita da uno dei più grandi talenti italiani: il grande Enzo».

Daniele Dallera

 

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