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Villeneuve

Mercato Piloti - Stagione 2014

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13 piloti di nazionalità diversa in una singola stagione.

Record?



Il fatto che manchi un Italiano, è scandaloso.

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Scandaloso perchè il movimento italiano non conta praticamente nulla e i piloti migliori sono buoni ma non eccezionali tali da prevalicare i piloti paganti.

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13 piloti di nazionalità diversa in una singola stagione.

Record?

 

Il fatto che manchi un Italiano, è scandaloso.

 

Pazientate ancora qualche anno. Appena l'economia italiana sarà meno barcollante (è un augurio questo) si potrà pensare di nuovo ad investire soldi nei piloti. Non esiste altra spiegazione, a parte la pochezza del sostegno e dei programmi italiani per i giovani piloti (Federazione e Ferrari intendo).

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Visitatore Rhobar_III

Il fatto che manchi un Italiano, è scandaloso.

 

E quale sarebbe lo scandalo, scusa?

 

Io non ci trovo nulla di scandaloso.

I piloti italiani, in 64 edizioni del mondiale di F1, hanno vinto solo 3 titoli mondiali, per altro nelle prime 3 annate.

 

Il fatto che da allora non abbiano più vinto nulla, pur partecipando attivamente e in presenza massiccia in diverse annate, e talvolta con macchine anche competitive, dimostra che l'Italia non è una nazione capace di sfornare piloti di talento.

Quindi non vedo nessuno scandalo.

 

Si vede che all'estero sono semplicemente più bravi, non solo più ricchi.

Il fatto che non ci sia nessun italiano in F1 non dipende solo dal fatto che non hanno i supporti economici, significa anche che messi alla prova valgono meno di altri piloti di pari età.

Modificato da Rhobar_III

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Il fatto che manchi un Italiano, è scandaloso.

 

E quale sarebbe lo scandalo, scusa?

 

Io non ci trovo nulla di scandaloso.

I piloti italiani, in 64 edizioni del mondiale di F1, hanno vinto solo 3 titoli mondiali, per altro nelle prime 3 annate.

 

Il fatto che da allora non abbiano più vinto nulla, pur partecipando attivamente e in presenza massiccia in diverse annate, e talvolta con macchine anche competitive, dimostra che l'Italia non è una nazione capace di sfornare piloti di talento.

Quindi non vedo nessuno scandalo.

 

Si vede che all'estero sono semplicemente più bravi, non solo più ricchi.

Il fatto che non ci sia nessun italiano in F1 non dipende solo dal fatto che non hanno i supporti economici, significa anche che messi alla prova valgono meno di altri piloti di pari età.

 

 

Anche questo è vero, effettivamente. Lo si è riscontrato anche nei nostri migliori piloti degli ultimi vent'anni.

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Ciò premesso, un cenno alla storia del Koba.

 

Orbene e ormale, io sono da tempo convinto delle qualità, non indifferenti, dello scalmanato nipponico.

 

Da qui la fatale domanda, non trattandosi più di un debuttante allo sbaraglio.

 

Come potrà il Koba dimostrare il suo talento al volante di una Caterham?!?

 

E ancora e dunque: quante carriere di piloti interessanti sono state sacrificata dallo scarso spessore della monoposto a loro affidata?

 

So che è una riflessione banale nonchè vecchia come il cucco, eppure dovrebbe esserci (forse una volta c'era o forse è la nostalgia che mi spinge a pensarla in tal modo) una via di mezzo.

 

Ad ogni modo, auguri a Kobayashi.

 

Turrini

 

 

 

 

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Lui non è diverso da tutti gli altri piloti paganti e non ha fatto meglio di Perez, a parte soldi e passaporto non vedo cosa abbia influito sul suo ritorno.

Ah sì, il classico 'ci prova sempre'... come se la lineup della Lotus non fosse già una garanzia di lavoro sufficiente per i carrozzieri.

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Il fatto che i piloti italiani abbiano vinto 3 mondiali nella storia di Formula 1 non può assolutamente equivalere a dire che "l'Italia non è una nazione capace di sfornare piloti di talento".

Questa mi sembra una cosa assolutamente priva di senso.

La storia dell'automoblismo italiano ci dimostra che abbiamo avuto grandi talenti (e forse abbiamo ancora senza saperlo) che, purtroppo, molto spesso, per una seria infinita di fattori non hanno realizzato a pieno le loro potenzialità

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se la mettiamo in questi termini la Germania ha sfornato lo stesso numero di campioni dell' Italia e più della Francia :D
Dovremmo avere una F1 solo di brasiliani e britannici

Modificato da ClaudioMuse

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Il fatto che i piloti italiani abbiano vinto 3 mondiali nella storia di Formula 1 non può assolutamente equivalere a dire che "l'Italia non è una nazione capace di sfornare piloti di talento".

Questa mi sembra una cosa assolutamente priva di senso.

La storia dell'automoblismo italiano ci dimostra che abbiamo avuto grandi talenti (e forse abbiamo ancora senza saperlo) che, purtroppo, molto spesso, per una seria infinita di fattori non hanno realizzato a pieno le loro potenzialità

 

Il problema è che sono i fatti, a contare. Quando un pilota ha la possibiltà di guidare una buona vettura, deve ottenere determinati risultati. Io sono sempre cauto nell'elencare o solo nominare le "serie infinite di fattori". Non sono fandonie, lo so, ma sanno più di giustificazione che di spiegazione. E con questo mi riferisco a tutti i nostri piloti che abbiamo osannato come fossero dei campioni (il mio è un plurale di situazione, io non l'ho mai fatto): Trulli, Fisichella, Pantano, Montermini, Morbidelli, Larini, Modena, De Angelis, De Cesaris, Caffi, Barilla, Giacomelli, Patrese, Alboreto, Capelli ecc... (moltissimi altri, la lista è veramente lunghissima).

 

Il migliore? Patrese era forte veramente (come molti altri), ma io credo - e Ken Tyrrell sarebbe d'accordo - che sia stato Alboreto.

 

Secondo me agli italiani manca "qualcosa" a livello mentale e di determinazione. Come il rapporto della Juventus con la Coppa dei Campioni/CL (:asd:)

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Visitatore Rhobar_III

Il fatto che i piloti italiani abbiano vinto 3 mondiali nella storia di Formula 1 non può assolutamente equivalere a dire che "l'Italia non è una nazione capace di sfornare piloti di talento".

Questa mi sembra una cosa assolutamente priva di senso.

La storia dell'automoblismo italiano ci dimostra che abbiamo avuto grandi talenti (e forse abbiamo ancora senza saperlo) che, purtroppo, molto spesso, per una seria infinita di fattori non hanno realizzato a pieno le loro potenzialità

 

Quante volte i piloti italiani hanno avuto, nella storia, delle vetture in grado di lottare per il mondiale?

 

Parecchie volte.

Le annate 2005 e 2006 sono i casi più recenti, ma se vuoi ti rimando anche al 1992.

Annate in cui a trionfare, con la macchina migliore, fu il loro compagno di squadra (di altra nazionalità).

 

L'Italia ha avuto piloti che per tante volte hanno avuto macchine di primissimi livello, o comunque di buon livello.

Ma a parte le prime 3 stagioni, dove a dominare era l'Alfa Romeo che aveva solo piloti italiani, non c'è stato più il nulla assoluto.

 

Una ragione ci deve pur essere, semmai è senza senso negare l'evidenza.

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Non vorrei andare off topic, ma vi faccio notare che i finlandesi hanno vinto 4 titoli in 64 edizioni: e secondo voi la Finlandia non produce piloti di talento nell'automobilismo?

Ripeto, è assurdo associare i talenti di una nazione al numero di mondiali di F1 vinti. E' una specie di sillogismo logicamente valido, ma praticamente senza senso.

 

Se vi interessa, consiglio di leggere i libri di Luca delli Carri (La danza dei piedi veloci, Gli eterni affamati), che sono una serie di interviste a tantissimi piloti italiani dagli anni 70 fino al presente. Sono interviste molto interessanti, in cui si capiscono tantissime cose sulla storia di questi uomini, e si toccano con mano gli " infiniti fattori" di cui parlavo, nel bene e nel male.

Leggendo quel libro, mi colpì proprio il fatto che spesso, tra i talenti puri più cristallini, ci sono stati quelli passati come meteore nel "fantastico" mondo della F1.

 

Un esempio: Stefano Modena.

 

Se vogliamo giocare sul mero dato statistico, comunque,prendendo i casi 2005, 2006 e 1992 (pilota vincitore mondiale straniero- compagno italiano) oltre a Fischella e Patrese mi risultano Bandini (1964), Musso, Piotti, Scarlatti, Castellotti (quest'ultimi negli anni 50' e tutti più o meno correndo alcune gare del mondiale come compagni del vincitore Fangio). Chi manca?

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Io credo che sia una questione di carattere, quello latino è meno adatto di altri ad uno sport del genere. L'Italia vinceva molto nell'era in cui correre in auto era pura follia, ora che la F1 è diventata una sfida quasi totalmente di nervi, a vincere sono tedeschi, inglesi, finlandesi...

Chiaramente la nascita dei Nuvolari, Fangio, Clark, Senna, Schumacher è qualcosa di più unico che raro, che non è prevedibile.

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Non vorrei andare off topic, ma vi faccio notare che i finlandesi hanno vinto 4 titoli in 64 edizioni: e secondo voi la Finlandia non produce piloti di talento nell'automobilismo?

Ripeto, è assurdo associare i talenti di una nazione al numero di mondiali di F1 vinti. E' una specie di sillogismo logicamente valido, ma praticamente senza senso.

 

Se vi interessa, consiglio di leggere i libri di Luca delli Carri (La danza dei piedi veloci, Gli eterni affamati), che sono una serie di interviste a tantissimi piloti italiani dagli anni 70 fino al presente. Sono interviste molto interessanti, in cui si capiscono tantissime cose sulla storia di questi uomini, e si toccano con mano gli " infiniti fattori" di cui parlavo, nel bene e nel male.

Leggendo quel libro, mi colpì proprio il fatto che spesso, tra i talenti puri più cristallini, ci sono stati quelli passati come meteore nel "fantastico" mondo della F1.

 

Un esempio: Stefano Modena.

 

Se vogliamo giocare sul mero dato statistico, comunque,prendendo i casi 2005, 2006 e 1992 (pilota vincitore mondiale straniero- compagno italiano) oltre a Fischella e Patrese mi risultano Bandini (1964), Musso, Piotti, Scarlatti, Castellotti (quest'ultimi negli anni 50' e tutti più o meno correndo alcune gare del mondiale come compagni del vincitore Fangio). Chi manca?

 

La Finlandia ha sempre prodotto piloti di un certo livello nell'ambito dei rally: in F1 prima dell'arrivo di Rosberg non mi ricordo granché. Poi oltre ad Hakkinen e Raikkonen (tutti campioni del mondo) ci sono stati J.J. Lehto, Salo e Kovalainen. In pratica hanno sfornato 6 persone che sono approdate in questo mondo.

 

 

Io credo che sia una questione di carattere, quello latino è meno adatto di altri ad uno sport del genere. L'Italia vinceva molto nell'era in cui correre in auto era pura follia, ora che la F1 è diventata una sfida quasi totalmente di nervi, a vincere sono tedeschi, inglesi, finlandesi...

Chiaramente la nascita dei Nuvolari, Fangio, Clark, Senna, Schumacher è qualcosa di più unico che raro, che non è prevedibile.

 

Chi corre a 250 Km/h deve avere nervi d'acciaio sempre e comunque.

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Di cui 8 han partecipato effettivamente a Gran Premi e 3 campioni del mondo. La media è buonissima :asd:

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Kinnunen è il detentore del record sul giro nella Targa Florio, piccola ma non trascurabile soddisfazione.

Modificato da The King of Spa

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Due piloti tedeschi hanno vinto il mondiale piloti nella storia della F1......quanti sono i tedeschi che hanno corso in F1?

Il ragionamento, come spiegato, non regge.

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http://www.motorsport-total.com/f1/db/stats.php?subject=nation&stat=wcs&pagesize=25

 

Con le parole possiamo spiegare tutto ciò che vogliamo. Magari qualcuno ci dà pure ragione. Le cifre sono più impietose: l'Italia non è un paese vincente in F1, a livello di piloti.

Modificato da crucco

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"L'Italia non è un paese vincente in F1, a livello di piloti". Perfettamente d'accordo. Mai scritto il contrario.

 

"L'Italia non è una nazione capace di sfornare piloti di talento". Considerazione che mi è sembrata assurda e ho evidenziato nel mio primo post.

 

Tutto qua.

 

Aggiungo che il talento di un pilota, a prescindere dalla nazionalità, secondo me, non si misura solo con i numeri (un certo Villeneuve Gilles lo ricorda...).

 

 

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