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Coronavirus

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78 utenti hanno votato

  1. 1. Sei vaccinato?

    • 72
    • No e non mi vaccinerò
      1
    • No, ma potrei vaccinarmi se assolutamente necessario
      5
  2. 2. Se sei vaccinato, quale hai fatto?

    • Astrazeneca
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    • Moderna
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    • Pfizer
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    • Johnson
      3
    • Misto
      2
    • Non sono vaccinato
      7
  3. 3. Farai la terza dose?

    • Sì, il prima possibile
      8
    • Sì, ma con calma più avanti
      1
    • No, non la farò
      1


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6 minuti fa, Beyond ha scritto:

 

puoi copiare? non posso vedere l'articolo

Coronavirus, la Svezia ha lasciato «tutto aperto»: «Inutile chiudere, meglio il contagio graduale»

La Svezia è uno dei pochi Paesi al mondo ad aver rifiutato finora la strategia
del lockdown, e a lasciare tutto aperto (o quasi). Parla l’epidemiologo svedese Tegnell, che sta gestendo l’emergenza a Stoccolma: «Inutile chiudere tutto»

 
 
 
 
 

«Voi fate come se l’epidemia possa scomparire nel giro di qualche settimana, o al massimo mese. Noi invece stiamo solo cercando di rallentarla, perché crediamo che questa malattia non se ne andrà così presto, e dovremo conviverci a lungo. Almeno fino all’introduzione di un vaccino, e questo richiederà anni. Anche la Corea del Sud, che è riuscita per ora a contenerla, si prepara a un suo ritorno». Il dottor Anders Tegnell è l’epidemiologo più famoso della Svezia, e in qualità di direttore dell’Agenzia di sanità pubblica svedese è tutti i giorni in tivù, alla radio o sui giornali per spiegare perché ha deciso di rinunciare per ora ad ogni misura di restringimento delle libertà personali.

In Svezia la vita va avanti come sempre, nonostante dal primo caso accertato di Covid-19, lo scorso 31 gennaio, si siano contati 4.947 pazienti infetti, di cui 393 in terapia intensiva, e 239 morti. «Cercare di fermare l’epidemia potrebbe anche risultare controproducente – spiega Tegnell al telefono –, perché una volta che riprende la catena di contagi, è possibile che la situazione diventi anche peggiore».

Ma tutti i Paesi che confinano con la Svezia hanno deciso di chiudere le frontiere, e limitare gli spostamenti delle persone. Non vi preoccupa essere gli unici ad aver rinunciato al lockdown?
«Non sono così sicuro che ciò che stiamo facendo stia influenzando molto la diffusione del contagio. Non sarei troppo sorpreso se finisse allo stesso modo per tutti, indipendentemente dalle misure che abbiamo adottato. La verità è che del Covid-19 non sappiamo quasi nulla, e ogni Paese sta sperimentando soluzioni diverse, a seconda della situazione».

E qual è la situazione in Svezia ora?
«Martedì abbiamo registrato 407 nuovi casi, la metà dei quali quasi a Stoccolma, dove la situazione sta diventando tesa. E a Stoccolma intendiamo effettuare dei test a campione su gruppi di almeno 6-700 persone per cercare di capire qual è il grado di immunità raggiunto dalla popolazione».

Mi spiega perché tenete tutto aperto?
«Non è proprio così, innanzitutto. Abbiamo vietato da venerdì scorso gli assembramenti con più di 50 persone, rinviando tutti gli eventi sportivi e le manifestazioni politiche. Abbiamo introdotto da una settimana dei divieti per tutti i bar e locali di servire i clienti, se non al tavolo. Sono stati anche approvati degli incentivi, per spingere i lavoratori a stare a casa al primo sintomo di malattia, e le scuole e università tengono ormai solo lezioni a distanza. L’evoluzione dell’epidemia ci costringe a scegliere di giorno in giorno la risposta più adeguata».

Tutti gli altri Paesi hanno però chiuso e basta.
«Non possiamo fermare l’economia a tempo illimitato. Prima o poi saremmo costretti a riaprire tutto, e potremmo trovarci di fronte ad una situazione anche peggiore. Perché non possiamo ancora escludere il rischio di recidive, non abbiamo abbastanza informazioni sul virus. E poi è anche il nostro ordinamento che impedisce al governo di imporre delle misure straordinarie alle amministrazioni locali. Abbiamo invitato tutti i cittadini a limitare gli spostamenti, e a non effettuare viaggi, ma sono tutte indicazioni, non imposizioni».

Cosa succede a chi prende il virus?
«Abbiamo detto di stare a casa al primo sintomo, informando il proprio medico su come evolve la malattia. In caso di peggioramento procediamo al ricovero. Nelle ultime due settimane abbiamo raddoppiato in tutta la Svezia i posti di terapia intensiva, e quindi abbiamo ancora il controllo della situazione».

Ma ci sono dei focolai di infezione più acuti?
«Quasi la metà di tutti i casi si è verificata nella regione di Stoccolma, dove il ritmo dei contagi è raddoppiato o anche triplicato nel corso dell’ultima settimana. E qui che dobbiamo studiare meglio cosa sta succedendo. Ma va detto con chiarezza che in tutti i casi di decesso, a partire dal primo paziente morto lo scorso 11 marzo, l’età dei malati era superiore agli 80 anni, e la maggior parte aveva uno stato di salute già compromesso da altre patologie».

Ci sta dicendo che è una semplice influenza…?
«No, ma che per una percentuale considerevole di malati, questa infezione si risolve dopo 4 o 5 giorni di febbre alta. E molti non hanno neanche alcun sintomo».

E una volta guariti, che succede?
«Dopo due giorni dalla scomparsa di ogni sintomo, il paziente può riprendere la vita di prima e tornare al lavoro».

Ma così non rischiate di diffondere ulteriormente il contagio?
«Non abbiamo abbastanza informazioni sul Covid-19 per poterlo sostenere, e l’esperienza finora ci dice che non è stato necessario prolungare l’isolamento».

Come si spiega l’elevata mortalità in Italia?
«Si è trattato di una disgrazia. Gli ospedali non erano preparati a un’epidemia, e si sono trasformati in moltiplicatori del contagi

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27 minuti fa, Aviatore_Gilles ha scritto:

 

Guarda io lavoro nell'azienda di famiglia. Pur con sacrifici siamo rimasti aperti, in quanto operiamo nel ramo delle telecomunicazioni. Abbiamo perso tutte le commesse di marzo e aprile e chissà quando si riprenderà. Restiamo a galla grazie a quel poco che riusciamo a tirare su (chissà per quanto poi, se i clienti iniziano a non pagarci affondiamo). Cerchiamo di stare attenti, ci diamo i turni per restare a casa e rimanere giusto quelle 2/3 persone a presidiare l'attività.

Non si può chiudere, nella maniera più assoluta. Lo stato non ti da niente, non ti aiuterà nel breve termine (e ti darà qualche briciola nel lungo periodo) e noi gli stipendi dobbiamo pagarli in qualche modo, altrimenti voi state a casa, ma senza soldi.

Sono anch'io per la chiusura totale, ma solo se vivessimo in uno stato corretto, che da garanzie. In Italia non ci sono, quindi si affronta il rischio e si prova a continuare.

Guarda, io sono d'accordo per riprendere il prima possibile, perché mi rendo conto che piú si rimane chiusi e peggio é. Soprattutto per le ragioni che esponi. Per cui mi va anche bene andare a lavorare.

Solo che trovo inutile fare proclami di chiudere tutto e poi c'é una situazione del genere (che tra l'altro vengo a scoprire oggi, perché pensavo che la domanda al Prefetto l'avessero giá fatta e rigettata). L'articolo che parlava del focolaio della Val Seriana qualche pagina fa, diceva per l'appunto che i focolai si sono sviluppati a causa di molti che hanno tenuto aperto nel momento iniziale dell'epidemia. 

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8 minuti fa, panoramix ha scritto:

Coronavirus, la Svezia ha lasciato «tutto aperto»: «Inutile chiudere, meglio il contagio graduale»

...cut...

Ricadono tutti nello stesso errore. Ben avendo presente cosa sta succedendo in Italia e Spagna,.

Che poi per caritá, magari noi abbiamo un sistema sanitario martoriato per cui l'elevata mortalitá dipenderá pure da quello, ma volersi ostinare su di una strada che ha portato solo disastri (vedi cercare l'immunitá di gregge non ancora dimostrata) mi sembra alquanto azzardato.

Il principio di precauzione non vale piú?

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2 minuti fa, _Fred_ ha scritto:

 

Ricadono tutti nello stesso errore. Ben avendo presente cosa sta succedendo in Italia e Spagna,.

Che poi per caritá, magari noi abbiamo un sistema sanitario martoriato per cui l'elevata mortalitá dipenderá pure da quello, ma volersi ostinare su di una strada che ha portato solo disastri (vedi cercare l'immunitá di gregge non ancora dimostrata) mi sembra alquanto azzardato.

Il principio di precauzione non vale piú?

 

 

E' si Fred è proprio cosi, pur non dimenticando che prima o poi

dovremmo passarla tutti o cmq una buona parte della popolazione.

il tasso di mortalità italiano se ci fate caso è andato di pari passo con il numero

di contagiati.

purtroppo questa malattia, detto da amico rianimatore, non permette ritardi

nel trattamento. 

con gli innumerevoli casi racchiusi in una tempistica ristretta, ha fatto si ciò che tutti

abbiamo potuto vedere.

se aspetti troppo non c'è piu nulla da fare per i farmaci che vengono utilizzati 

e tutto è a carico del sistema immunitario del paziente.

sarebbe già cosa molto importante che iniziassero a respirare all' ospedale.

non dimentichiamoci che dal momento che i contagi saranno quasi nulla, 

presso le aziende ospedaliere sarà ancora tutto sotto stress almeno per 30..40gg

 

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13 minuti fa, jeremy.clarkson ha scritto:

disastroso comportamento

ma come fai a ragionare cosi?

come fai a mettere avanti l' economia rispetto la vita del tuo popolo?

...giusta la nostra estinzione.

madre natura ringrazierà sentitamente

 

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semplicemente finchè i numeri sono bassi è facile seguire queste norme.

in italia i numeri nel giro di 1 sett sono schizzati e sarebbe stato impossibile continuare in quel modo.

5 minuti fa, panoramix ha scritto:

disastroso comportamento

ma come fai a ragionare cosi?

come fai a mettere avanti l' economia rispetto la vita del tuo popolo?

...giusta la nostra estinzione.

madre natura ringrazierà sentitamente

 

da quello che mi diceva qualcuno che vive fuori come @ClaudioMuse in questi paesi del centro nord c'è un approccio mentale diverso

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Secondo me si può, ma bisogna essere attenti e giudiziosi. Se si decide di tenere aperto, bisogna farlo con la massima serietà possibile. Non è questione di sacrificare le persone o mettere la salute in secondo piano, lavorare e tenere in piedi l'economia è fondamentale tanto quanto combattere il virus. Sarò cinico, ma se chiudiamo tutto e aspettiamo che qualcuno ci dia qualcosa, campa cavallo, non succederà mai.

Mi sta bene l'hashtag #iostoacasa, ma al primo stipendio non versato vedi come cambia la situazione.

Modificato da Aviatore_Gilles
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Poi sicuramente gestire una popolazione di 10 milioni di persone, che giá di per se non ama troppo i contatti con il prossimo, obbidiente a quello che le viene detto é piú facile immagino.

Se poi aggiugiamo che é uno stato piuttosto ricco, con strutture magari carenti, ma all'avanguardia ecco che il conto torna...

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4 ore fa, crucco ha scritto:

 

Ho postato addirittura un video... ;-)

 

---

 

nel frattempo si prospetta un'altra ecatombe, in Spagna.

 

:rotfl:

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8 minuti fa, _Fred_ ha scritto:

 

Si parla di un fantomatico successo della strategia svedese quando in realtà da loro l'epidemia non è neanche ancora scoppiata. Questi conti si fanno alla fine, di certo non ora.

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8 minuti fa, Ferrarista ha scritto:

 

Si parla di un fantomatico successo della strategia svedese quando in realtà da loro l'epidemia non è neanche ancora scoppiata. Questi conti si fanno alla fine, di certo non ora.

 

Certo, non lo metto in dubbio. Il mio interessante era rivolto al tipo di societá che hanno e le differenze ad esempio con la nostra.

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2 minuti fa, _Fred_ ha scritto:

 

Certo, non lo metto in dubbio. Il mio interessante era rivolto al tipo di societá che hanno e le differenze ad esempio con la nostra.

loro sono civili

noi siamo capre

abissale senso civico tra noi e loro

paragone che non ci sta

è come dire la Mercedes e la Williams

sono impossibili da paragonare

 

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In Ecuador stanno dando fuoco ai cadaveri per le strade. I corpi di chi muore in casa non vengono recuperati e quindi si procede per vie alternative.

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giornata identica a ieri 4668 contagi e +760 morti

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Ma sta curva scende? 

Porca putt*** quasi 14000 persone decedute. Cristo Santo é un numero spaventoso considerando che si parla di morti in poco piú di mese...

 

 

22 minuti fa, Aviatore_Gilles ha scritto:

In Ecuador stanno dando fuoco ai cadaveri per le strade. I corpi di chi muore in casa non vengono recuperati e quindi si procede per vie alternative.

Un mio collega ha la ragazza Ecuadoregna. Mi raccontava che le zone fuori dalle cittá ci sono un sacco di fosse comune dove buttano i cadaveri e via di calce...

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22 minuti fa, Aviatore_Gilles ha scritto:

In Ecuador stanno dando fuoco ai cadaveri per le strade. I corpi di chi muore in casa non vengono recuperati e quindi si procede per vie alternative.

 

min**ia, uguale alla Svezia insomma

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8 minuti fa, _Fred_ ha scritto:

Ma sta curva scende? 

va anche detto che hanno progressivamente aumentato il numero dei teamponi giornalieri

 

data contagi giornalieri tamponi giornalieri
30/3/20 4050 19828
31/3/20 4053 29609
1/4/20 4782 34455
2/4/20 4668 39809
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Chissà quanti sono in realtà i contagiati.

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