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Antonio91

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  1. Allora, di storture ne posso dire diverse anche io (anche di gente che si metteva la residenza in una baracca, risultando nullatenente, salvo poi venire in università in auto nuova e vestiti firmati). E sono d'accordissimo sul fatto che, all'atto pratico, ci siano molte cose da rivedere. Con la riforma dell'ISEE di qualche anno fa è diventato veramente più difficile imbrogliare, visto che bisogna dichiarare veramente tutto (anche auto, conto in banca ecc...), quindi magari "i furbi" hanno vita meno facile. Per mia esperienza, può benissimo essere vero. Se non ci sono altri rendite e se le risorse stanziate non sono striminzite, due stipendi da statale con un sola cosa di proprietà possono essere sufficienti per rientrare. L'importante è che poi venga data anche a chi ha meno.
  2. Allora, ho controllato. È una legge del governo Monti, ma in realtà ogni università può decidere come fare. In linea di principio, dovrebbe essere ancora vigente
  3. Sembrerà strano a molti, ma trovo corretto il metodo "italiano", cioè quello per cui l'università è tendenzialmente gratuita o quasi per i meno abbienti meritevoli e i costi crescono proporzionalmente con il reddito e sono proporzionali anche ai risultati (più si è fuori corso, più si paga). Ho scritto "italiano" perché il diritto allo studio è in realtà gestito dalle regioni, quindi, ovviamente, in Italia abbiamo regioni più o meno brave, più o meno veloci a pagare borse di studio, offrire alloggi ecc... Ad esempio, la borsa di studio in Basilicata la vedevo a maggio -giugno, nel Lazio e in Campania già a Ottobre- Novembre. Questo, si capisce, che può essere un danno mica da poco per chi non ha molte disponibilità Ecco, probabilmente su questo abbiamo da lavorare. Bisognerebbe garantire il diritto allo studio allo stesso modo per tutti i cittadini, di ogni regione. Ma il metodo, in sé e per sé, lo trovo giusto, come trovo giusto che l'università non sia gratuita per tutti.
  4. Ho visitato vulcano e Stromboli questa estate...che emozione assistere a una eruzione a Stromboli di notte dal mare (per chi non lo sapesse, erutta circa ogni 15-20 minuti, con una fontanella di lava e piccola colata)
  5. è vero, non implica la necessità della monogamia ma più che altro, diciamo, comporta una tendenza verso la stessa. Poi, la poligamia non è che sia per forza svantaggiosa, anzi, per certi versi non lo è per niente, come si può immaginare. D'altra parte, se la monogamia fosse davvero necessaria, guarderemmo i fedifraghi come oggi guardiamo i criminali o i ricoverati in manicomio. Alla fine della fiera, ritengo che la monogamia non sia solamente un costrutto sociale moderno e che trovi le sue ragioni d'essere nella nostra evoluzione. Il desiderio di accoppiarsi più liberamente non l'abbiamo mai eliminato, proprio perchè non è del tutto svantaggioso (per i maschi soprattutto, per le donne è ovviamente più complesso, perchè devono portare avanti la gravidanza con tutto ciò che ne consegue ecc...).
  6. Siamo una specie che si è evoluta da specie con comportamenti simili agli attuali scimpanzé, i quali sono organizzati in una sorta di "tribù", maschi e femmine, dove è normale per gli individui accoppiarsi liberamente tra loro. La prole è di tutti e si vive in armonia (e da qui il nostro senso di famiglia e di comunità, molto più antico e radicato di quello che può sembrare). Ad un certo punto, siamo scesi dagli alberi e le nostre esigenze sono cambiate. Infatti, prima, per procurarci il cibo bastava pigramente allungare una mano e cogliere un frutto, adesso bisogna andarselo a cercare, spesso stando via giorni e giorni, sviluppando la capacità di collaborare e di lavorare insieme ai nostri simili (pensiamo alla caccia ecc...). Dato che siamo una specie complessa, che ha sacrificato moltissimo per sviluppare il nostro cervello (strategia che alla lunga paga tantissimo), la nostra prole necessità di molto tempo per poter raggiungere la maturità necessaria per vivere da soli. Quindi, come poter fare per conciliare le due cose (lo stare lontani e crescere figli a lungo)? Con l'amore, che fa si che l'uomo lavori sodo e non si dimentichi dei figli e compagna a casa, procurandogli il cibo, e che la donna stia a casa, a lavorare, sempre per i figli, per lunghi anni. Inoltre, un altro aspetto importante riguarda le necessità sessuali dei componenti della comunità, verso cui si sviluppa una sorta di rispetto, proprio perché ciò è funzionale al vivere in armonia e in modo collaborativo. Quindi l'amore fedele, monogamo, è assolutamente funzionale al successo della nostra specie. Tuttavia, intervengono altri fattori (mica siamo così semplici!). Per il maschio, maggiore è la possibilità di accoppiarsi, maggior successo avrà la specie. La donna, spesso, è più romantica (proprio perché l'amore le serve, sempre per il successo della specie), anche se può cambiare idea e innamorarsi di uomini verso cui sentono che il successo della specie sia più probabile. Alla fine, per rispondere, non siamo né monogami (abitudine più recente) né poligami (più antica), siamo un po' entrambe le cose.
  7. Chissà da Monza a Mugello come hanno fatto 😅
  8. A me finora nessuno mi ha chiesto i documenti
  9. Stabilire con precisione la quantità e la qualità degli anticorpi è molto meno semplice di quello che sembra. Si preferisce, giustamente, tagliare la testa al toro e vaccinare tutti
  10. La regione è il principale sponsor...quindi sempre noi
  11. Ti accorgi di essere vecchio dentro (e anche un po' ipocondriaco) quando leggi il titolo di questo topic e pensi prima alle miocarditi e alle coronaropatie che ad altro
  12. Invece a me è piaciuto! E mi è piaciuto proprio perché non mi aspettavo niente di troppo diverso. È un prodotto Netflix, lo sapevamo e a mio avviso non può che essere un prodotto ad uso e consumo di chi non sa bene chi sia (stato) il nostro schumy. E credo che sul privato si sia andato abbastanza, coinvolgendo familiari e scene private ed extra lavoro. Non condivido quindi la tua critica in questo. Due i momenti toccanti: l'intervista sulla morte di Senna (non l'avevo mai vista, bella) e soprattutto la parte finale, molto sincera e sentita, la cui presenza non era a mio avviso così ovvia.
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