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Joeblack

Mercato piloti - Stagione 2013

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Dalla GP2 debutteranno Chilton, Razia e Van Der Garde.

 

Tutta gente battuta da Valsecchi, che invece farà solo il tester, senza mai guidare.

 

Questa sì che è meritocrazia. :censura2:

 

ma ragioniamo prima di fare certe sparate retoriche.

molto meglio essere tester della lotus (con un grojean sulla graticola) che non fare il pilota titolare/comparsata in sti team da sbaraglio.

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Guest Rhobar_III

 

ma ragioniamo prima di fare certe sparate retoriche.

molto meglio essere tester della lotus (con un grojean sulla graticola) che non fare il pilota titolare/comparsata in sti team da sbaraglio.

 

La mia non è retorica, è una semplice constatazione dei fatti.

 

Alonso quando ha esordito ha esordito sulla Minardi, non ha esordito da tester sulla Renault, ricordiamocelo bene.

 

Se uno è veramente bravo, si fa notare anche alla guida di mezzi non alla ribalta.

A me dà fastidio che esordiscano solo piloti che sono stati battuti dagli italiani nelle categorie minori.

 

Gutierrez non si faceva battere solo da Valsecchi, ma anche da Calado.

Eppure esordisce sulla Sauber, che mi sembra un'ottima vettura.

 

E questa la chiameresti retorica?

 

La realtà è che esordisce in F1 solo chi ha i soldi, non necessariamente chi ha il talento.

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Direi proprio di no.Hanno cancellato la F3 italiana e inoltre non sostengono i nostri giovani in F1 e nemmeno in altre discipline(vedi rally).

 

E' vergognoso che in pratica i piloti più forti della GP2(dopo Valsecchi ovviamente)siano in F1 mentre i nostri devono emigrare altrove o si devono accontentare di ruoli nettamente ridimensionati rispetto alle loro capacità.

 

Per Valsecchi a questo punto spero in qualche marachella di Grosjean durante la stagione..

Grazie! L'ADAC invece investe molte risorse nelle formule promozionali, a partire dai kart, per passare a tutte le formule, ruote coperte su pista e fuoristrada. La Germania economicamente sta bene, l'Italia meno. E si vede...

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La mia non è retorica, è una semplice constatazione dei fatti.

 

Alonso quando ha esordito ha esordito sulla Minardi, non ha esordito da tester sulla Renault, ricordiamocelo bene.

 

Se uno è veramente bravo, si fa notare anche alla guida di mezzi non alla ribalta.

A me dà fastidio che esordiscano solo piloti che sono stati battuti dagli italiani nelle categorie minori.

 

Gutierrez non si faceva battere solo da Valsecchi, ma anche da Calado.

Eppure esordisce sulla Sauber, che mi sembra un'ottima vettura.

 

E questa la chiameresti retorica?

 

La realtà è che esordisce in F1 solo chi ha i soldi, non necessariamente chi ha il talento.

 

sono situazioni che non c'entrano una fava: ai tempi la minardi, per quanto non ai livelli dei migliori, era cmq una vettura competitiva, non un team messo lì a tavolino che si beccava 6" al giro.

in secondo luogo non è matematico che chi vince i campionati minori debba per forza essere un fenomeno. tantopiù in un campionato mediocre come la gp2.

io fossi in valsecchi sarei più che felice per la situaziojne attuale.

 

poi sta storia dei piloti paganti esiste dagli albori degli sport motoristici. una volta si contruivano pure il team pur di correre

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Guest Rhobar_III

 

sono situazioni che non c'entrano una fava: ai tempi la minardi, per quanto non ai livelli dei migliori, era cmq una vettura competitiva, non un team messo lì a tavolino che si beccava 6" al giro.

 

Suvvia, la Minardi del 2001 beccava almeno 3 secondi e mezzo al giro.

 

Lo stesso che becca una Caterham o una Marussia di oggi.

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Grazie! L'ADAC invece investe molte risorse nelle formule promozionali, a partire dai kart, per passare a tutte le formule, ruote coperte su pista e fuoristrada. La Germania economicamente sta bene, l'Italia meno. E si vede...

Questo è sicuro.Oramai noi abbiamo perso la credibilità anche all'estero.

Pensa a 20 anni fa:avevamo la Lancia che dominava nei rally con la Delta,l'Alfa Romeo che vinceva dapprima con la 75 e poi con la 155,la Ferrari ad un discreto livello(anche se erano gli anni della Williams e della Renault).

Oggi non abbiamo più nulla di tutto questo fatta eccezione per la Ferrari.Ed è un peccato.

 

Per quanto concerne i piloti,credo che la colpa,oltre alla mancanza di sponsor,sia da attribuire anche all'ACI:da te in Germania l'ADAC(che è l'equivalente dell'ACI italiana)appoggia i giovani e li sponsorizza fin da subito,da noi i talenti sono allo sbando più totale.

Potrei citare molti altri casi oltre a Valsecchi:Pantano,Mortara,Bortolotti.

Per i rallyisti direi Campedelli e Galli.

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sono situazioni che non c'entrano una fava: ai tempi la minardi, per quanto non ai livelli dei migliori, era cmq una vettura competitiva, non un team messo lì a tavolino che si beccava 6" al giro.

Alonso,nella sua stagione in Minardi,ha concluso quasi tutte le gare a 2 giri di distacco dal vincitore...

Sostanzialmente peggio della Caterham che riesce molto spesso a limitiarsi ad un giro ''soltanto''...

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Riprendo a scrivere dopo tanto tempo perchè a me la situazione "zero piloti italiani" mi manda in bestia e probabilmente avrei fatto collezione di ban. L'aci-csai è un disastro e parte della situazione va attribuita a lei. Organizza una miriade di inutili campionati preoccupandosi più della politica che dei nostri piloti. Angelo Sticchi Damiani alla precisa domanda su cosa stava facendo per aiutare i nostri driver aveva risposto "Stiamo riducendo la filiera che porta alla F1". Cosa ?! ma chissenefrega se ci impiegano 2,3 o 4 anni per essere pronti !. Tanto senza soldi non si va da nessuna parte. Chiaro che la Csai non può sponsorizzare direttamente (e sarebbe sbagliato) ma perchè non istituire un pool di sponsor, sensibilizzarli, cercare di mettere in contatto i nostri giovani piloti con aziende interessate ?. Non farlo mi sembra follia o incapacità, vedetela come preferite. Ricordiamoci che siamo l'unica nazione senza piloti in tutti i principali campionati (f1,Rally,Indycar,endurance...) e qualcuno questa responsabilità dovrà pur prendersela o no ?. L'unica cosa che mi ricordo è chel'inutile test in Toro Rosso di Kevin Ceccon dell'anno scorso era stato organizzato con l'aiuto della Csai. Peccato che poi il buon Kevin abbia faticato a riuscire a correre(!!) in un campionato qualsiasi...

Scusate lo sfogo...

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Tirati su con questa.......

 

ACI: con questa dirigenza, Gran Premio d’Italia F1 a rischio

 

Milano, 27 gennaio 2013

 

La settimana scorsa, come spesso capita, la montagna ha partorito l’ennesimo topolino. L’Aci Milano, che è proprietaria della Sias, che organizza il gran premio d’Italia a Monza (Sias travolta nel 2012 da una scandalo che vede una lunga lista dei suoi dipendenti iscritti al registro degli indagati, compreso il direttore generale Enrico Ferrari) ha deciso di sospendere proprio il dreittore generale Sias. Fine, nient’altro. Anzi qualcosa d’altro c’è, ed è quasi divertente, visto l’ordine delle cose che si viene a creare. L’Aci Milano è presieduta da Carlo Edoardo Valli, un noto ‘collezionista’ di cariche (un paio a livello di Aci nazionale, la presidenza della Camera di Commercio di Monza e Brianza, e pronto a proporsi quale prossimo assessore allo sport regionale) e ha come direttore generale Fabrizio Turci. Ecco, adesso dopo l’assemblea della scorsa settimana, la Sias ha quale nuovo presidente lo stesso Carlo Edoardo Valli e, in veste di amministratore delegato, il suddetto Fabrizio Turci, che fino all’altro giorno era presidente dello stesso ente.

 

Edoardo Valli, ricordiamolo, è lo stesso personaggio letteralmente ridicolizzato dall’inchiesta di Report, Rai Tre, fatta da Giovanna Boursier il 29 maggio 2011 dal titolo ‘Così fan tutti’. E’ lo stesso che aveva promesso di portare il numero dei tesserati di Aci Milano a 100 mila (più o meno ora siamo a quota 36 mila). Turci invece è il personaggio che, di fronte alla valanga creatasi a seguito dell’indagine che ha sconvolto il suo ente, l’ente che gestisce il gran premio d’Italia, ha promesso, lo scorso dicembre, una manovra rivoluzionaria, un atto sconvolgente (si fa per dire): la presentazione di un codice etico.

 

Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Aci nazionale, già a luglio aveva ribadito la “necessità di un azzeramento” del Cda della Sias. Nei giorni scorsi, sentito da Pier Attilio Trivulzio (fra l’altro è l’autore, insieme a Margherita Bandini, di un gran bel libro su Lorenzo Bandini intitolato “Nato per correre”, e prezioso è il suo lavoro sulla vicenda Monza, lo trovate tutto su infonodo.org) e da Andrea Cremonesi della Gazzetta dello Sport, l’avvocato pugliese ha prima espresso tutto il suo malessere per una operazione esclusivamente fatta fra Aci Milano e Sias, senza il coinvolgimento dell’Aci nazionale. E poi Sticchi Damiani si è detto “preoccupato per lo stesso gran premio d’Italia. Non credo che Turci abbia l’esperienza per gestire l’organizzazione di questo evento”.

 

Due colpi duri da incassare per l’Aci Milano e per la Sias della coppia Valli-Turci, una Sias che, fra l’altro, non ha ancora deciso cosa fare di Federico Bendinelli, ex amministratore delegato della stessa società e, per tanti anni, l’organizzatore del gran premio di Imola. Bendinelli, “la persona perfetta che non rompe i c…” (dai verbali delle telefonate fra Enrico Ferrari e Pasquale Lattuneddu, braccio destro di Bernie Ecclestone), chiamato a traghettare la Sias dopo le denunce dell’altro ex presidente Paolo Guaitamacchi, adesso sembra non servire più.

 

Ma Angelo Sticchi Damiani ho voluto sentirlo anch’io, per vedere se arrivava il colpo del ko per la premiata ditta Valli & Turci: “Non ne sapevo niente – mi ha detto fra l’altro il presidente Aci, presidente della Commissione Sportiva dell’Aci e vicepresidente della Fia, la Federazione internazionale dell’automobile – Valli non mi ha mai chiamato in riferimento alla vicenda, ha ritenuto di decidere in autonomia, non ha nemmeno contattato il segretario dell’Aci nazionale. Se riscontrerò l’inadeguatezza della nuova dirigenza interverrò, sono presidente della struttura sportiva dell’Aci, è mio dovere farlo, se la squadra si dimostrerà debole devo intervenire. Non ho avuto niente da dire a suo tempo sulla nomina di Bendinelli, avevo proposto Giancarlo Minardi per dare garanzie ai team, fra i quali Minardi è appunto ancora molto conosciuto, ma visto quanto ha fatto Bendinelli a Imola e sapendo del gradimento di Ecclestone nei suoi confronti non ho avuto niente da dire. Ma una cosa è Bendinelli, un’altra è Turci, il salto mi sembra veramente , forte, visibile”.

 

Non c’è molto altro da aggiungere. Nel mentre si attendono le decisioni del giudice per le indagini preliminari, quali dei 17 indagati verranno rinviati a giudizio, lo sapremo probabilmente fra non meno di un mese, continuano le altre indagini (comprensive di rogatorie internazionali) riguardanti la seconda parte dell’inchiesta, quella cerca di far chiarezza sulle spese dell’organizzazione degli eventi sportivi a Monza e, in particolare, del gran premio d’Italia. Pier Attilio Trivulzio mi ha riempito di dati che vi evito: la cosa sicuramente più interessante riguarda i ricavi pubblicitari, gestiti per conto di Ecclestone, da società che cambiano anno dopo anno, prima una olandese, poi una irlandese, quindi una di Montecarlo, fra le altre. Di sicuro anche su questo filone stanno indagando gli inquirenti lombardi, vedremo se entro l’anno avremo qualche riscontro, quanti e quali saranno gli indagati. In compenso, dal 19 dicembre l’Acp& Partners, la ditta che raccoglieva pubblicità per l’autodromo (escluso il discorso Formula Uno che viene, ribadiamo, gestito direttamente dalle società scelte da Ecclestone), indagata nella suddetta inchiesta nella figura del suo presidente Marco Villa, non ha più un contratto con la Sias stessa. Per intenderci, a marzo a Monza comincia la stagione motoristica con la gara del mondiale turismo WTCC, un appuntamento non da poco. Per ora, dunque, non c’è una società che lavora all’interno dell’autodromo per promuovere l’evento. Nel mentre il presidente nazionale dell’Aci si dice preoccupato per il gran premio d’Italia 2013, sconfessando l’attuale dirigenza della Sias che dovrebbe organizzare l’evento. Che stagione aspetta l’autodromo brianzolo, il famoso tempio della velocità?

F1P | Franco Bortuzzo

Edited by The King of Spa

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sono situazioni che non c'entrano una fava: ai tempi la minardi, per quanto non ai livelli dei migliori, era cmq una vettura competitiva, non un team messo lì a tavolino che si beccava 6" al giro.

in secondo luogo non è matematico che chi vince i campionati minori debba per forza essere un fenomeno. tantopiù in un campionato mediocre come la gp2.

io fossi in valsecchi sarei più che felice per la situazione attuale.

 

poi sta storia dei piloti paganti esiste dagli albori degli sport motoristici. una volta si contruivano pure il team pur di correre

Con tutto il rispetto per la tua opinione, la mia impressione è che si voglia girare attorno alla questione. Magari riguardo Valsecchi è anche vero quello che dici (ma, sinceramente, se è un bene o un male fare il tester dopo aver meritatamente vinto la Gp2 lo potrà dire solo lui), però il problema non è tanto un determinato pilota o una determinata squadra, bensì il tema della meritocrazia in sé, lo stesso che ho sollevato nel topic su Bruno Senna: il pilota deve tornare ad essere il soggetto principale della Formula 1 (dopotutto, usando un linguaggio sportivo, ne è l'atleta) come vera e propria "calamita" per gli sponsor e per il business che ne consegue, soggetto il cui talento deve essere adeguatamente "coltivato", e non il contrario per cui uno deve cercarsi affannosamente denaro per pagarsi un sedile, mentre chi ha alle spalle l'azienda milionaria del papà o addirittura l'intero proprio Paese d'origine ha sempre e comunque le porte aperte a prescindere dalle capacità. Se uno ha talento, ben venga che qualcuno voglia investire su di lui. In Italia i talent-scouts si sono estinti?

Invece oggi, la Formula 1 il cui soggetto principale è il denaro, è una gallina dalle uova d'oro che attira a sé soltanto $ in ogni sua forma (dai piloti paganti all'avvento della pay-tv la strada è breve).

Dopodiché, mettere sullo stesso piano chi, agli albori dell'automobilismo, si costruiva la propria monoposto per pura passione al di là del risultato e chi, oggi, sfrutta la Formula 1 solo per farsi pubblicità usando i piloti come testimonial, mi sembra piuttosto ardito.

 

Fabio

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Guest Rhobar_III

Riprendo a scrivere dopo tanto tempo perchè a me la situazione "zero piloti italiani" mi manda in bestia e probabilmente avrei fatto collezione di ban. L'aci-csai è un disastro e parte della situazione va attribuita a lei. Organizza una miriade di inutili campionati preoccupandosi più della politica che dei nostri piloti. Angelo Sticchi Damiani alla precisa domanda su cosa stava facendo per aiutare i nostri driver aveva risposto "Stiamo riducendo la filiera che porta alla F1". Cosa ?! ma chissenefrega se ci impiegano 2,3 o 4 anni per essere pronti !. Tanto senza soldi non si va da nessuna parte. Chiaro che la Csai non può sponsorizzare direttamente (e sarebbe sbagliato) ma perchè non istituire un pool di sponsor, sensibilizzarli, cercare di mettere in contatto i nostri giovani piloti con aziende interessate ?. Non farlo mi sembra follia o incapacità, vedetela come preferite. Ricordiamoci che siamo l'unica nazione senza piloti in tutti i principali campionati (f1,Rally,Indycar,endurance...) e qualcuno questa responsabilità dovrà pur prendersela o no ?. L'unica cosa che mi ricordo è chel'inutile test in Toro Rosso di Kevin Ceccon dell'anno scorso era stato organizzato con l'aiuto della Csai. Peccato che poi il buon Kevin abbia faticato a riuscire a correre(!!) in un campionato qualsiasi...

Scusate lo sfogo...

 

E' un discorso complesso, per me la CSAI non ha tutte le colpe.

 

Il problema di fondo è che non ci sono italiani in F1 per due ragioni:

1) Non hanno la valigia

2) Non esistono talenti nettamente al di sopra degli avversari

 

Oggi in F1 ci vanno proprio due tipi di piloti: il primo è quello che porta milioni di euro con i suoi sponsor; il secondo è quello che è talmente bravo che una qualsiasi squadra capisce che non può fare a meno del suo talento.

 

Vediamo di analizzare la questione su questi due punti:

 

- Domanda: l'Italia ha ancora dei talenti?

Risposta: evidentemente no. Ha dei buoni piloti che sono capaci di buone prestazioni nelle categorie propedeutiche (come Valsecchi, Filippi o Mortara), ma non sono abbastanza talentuosi come un Vettel o un Hamilton.

 

- Domanda: perchè nessun li assiste economicamente?

Risposta: per due motivi:

A) Non ci sono aziende interessate a supportare piloti nel motorsport, poichè non gode della stessa visibilità e popolarità del calcio e quindi chi investe ancora lo fa dove c'è più pubblico.

B) L'Italia è un Paese in crisi, quindi è difficilissimo trovare supporter e finanziatori.

E' ingiusto addossare tutte le colpe alla CSAI: se non si riesce a creare dei pool di sponsorizzazioni, è perchè questi sponsor proprio non si trovano dato che le aziende sono in crisi e il motorsport è uno sport molto costoso.

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E' un discorso complesso, per me la CSAI non ha tutte le colpe.

 

Il problema di fondo è che non ci sono italiani in F1 per due ragioni:

1) Non hanno la valigia

2) Non esistono talenti nettamente al di sopra degli avversari

 

Oggi in F1 ci vanno proprio due tipi di piloti: il primo è quello che porta milioni di euro con i suoi sponsor; il secondo è quello che è talmente bravo che una qualsiasi squadra capisce che non può fare a meno del suo talento.

 

Vediamo di analizzare la questione su questi due punti:

 

- Domanda: l'Italia ha ancora dei talenti?

Risposta: evidentemente no. Ha dei buoni piloti che sono capaci di buone prestazioni nelle categorie propedeutiche (come Valsecchi, Filippi o Mortara), ma non sono abbastanza talentuosi come un Vettel o un Hamilton.

 

- Domanda: perchè nessun li assiste economicamente?

Risposta: per due motivi:

A) Non ci sono aziende interessate a supportare piloti nel motorsport, poichè non gode della stessa visibilità e popolarità del calcio e quindi chi investe ancora lo fa dove c'è più pubblico.

B) L'Italia è un Paese in crisi, quindi è difficilissimo trovare supporter e finanziatori.

E' ingiusto addossare tutte le colpe alla CSAI: se non si riesce a creare dei pool di sponsorizzazioni, è perchè questi sponsor proprio non si trovano dato che le aziende sono in crisi e il motorsport è uno sport molto costoso.

 

Rhobar, concordo quasi completamente con te, infatti parlavo di parte delle colpe non tutte. Di certo da parte loro c'è immobilismo, indifferrenza, tanta politica e casino (vedi il caso Monza che "the king of Spa" ha correttamente segnalato). Dove invece non mi trovi d'accordo è sul fatto che non abbiamo piloti talentuosi. A parte che per correre in F1 non bisognerebbe per forza essere un Hamilton, un Vettel o un Alonso (se no i Ferraristi si arrabbiano :-) ), dato che di quel livello ne nascono veramente pochi, ma i tre piloti da te citati un posticino se lo meriterebbero...

D'altronde confermi che sono capaci di buone prestazioni nelle categorie propedeutiche. Chiaro che diventa difficile dire con assoluta certezza se sono o meno talentuosi per la F1 se, in fondo, su quelle monoposto non li hanno mai neanche fatti salire (tranne Valsecchi che è andato velocissimo, come sai)... Gli unici parametri di confronto possono essere le categorie inferiori e le prestazioni che hanno fornito Alonso, Vettel e Hamilton sono più o meno in linea con i nostri. La verità è che la F1 è sempre più renting, un po come andare ad affittare i kart. In Italia la situazione è difficile, c'è la solita stramaledetta stampa generalistica che vive solo delle Ferrari, non c'è una vera cultura sportiva e le aziende chiudono. Per questo vorrei un pò di impegno da parte dell'aci e della csai esattamente come fanno le loro analoghe associazioni negli altri paesi.

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Anch'io ritengo che parte delle colpe siano da attribuire anche all'ACI..la crisi indubbiamente sta influendo e non poco.

La cosa incredibile è che fino alla metà degli anni '90 in F1 c'erano piloti italiani(sia ottimi piloti,come Patrese,De Angelis o Capelli,per citarne alcuni)sia bidoni con la valigia(Schiattarella e Lavaggi ad esempio).

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Anch'io ritengo che parte delle colpe siano da attribuire anche all'ACI..la crisi indubbiamente sta influendo e non poco.

La cosa incredibile è che fino alla metà degli anni '90 in F1 c'erano piloti italiani(sia ottimi piloti,come Patrese,De Angelis o Capelli,per citarne alcuni)sia bidoni con la valigia(Schiattarella e Lavaggi ad esempio).

 

Prima Repubblica, altri tempi :asd:

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sicuro? :P

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'nsomma. :asd:

Edited by The King of Spa

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Prima Repubblica, altri tempi :asd:

Potremmo definirli i miracoli della "Prima Repubblica" :asd:

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Adrian Sutil has had a seat fitting for Force India ahead of a possible outing for the Silverstone squad in next week's Barcelona test.

The German is a strong contender for the vacant seat alongside Paul di Resta, with Jules Bianchi also in the running.

The team is not expected to make any announcements about its second driver this week, but confirmed its plans for the Barcelona test would be revealed on Monday.

"Adrian has had a seat fitting with the team this week," a spokesperson told AUTOSPORT.

"At this stage, the test driving schedule for the Barcelona test is not finalised but there is a possibility Adrian could be involved.

"The driving schedule will be communicated on Monday next week."

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Prima Repubblica, altri tempi :asd:

sicuro? :P

'nsomma. :asd:

Potremmo definirli i miracoli della "Prima Repubblica" :asd:

 

Alla fine è così.

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Oggi doveva girare Razia con la Marussia ma dicono abbia già saltato un pagamento quindi forse non gira neanche la settimana prossima.

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