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luke36

La Williams e Frank

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La nuova FW11 per il 1986 presenta molte novit? rispetto alla FW10: l?elettronica, prima di tutto, per la gestione di iniezione, accensione e pressione di sovralimentazione. Un sistema di telemetria trasmette i dati dalla vettura ai box in tempo reale e i piloti possono parlare via radio col rispettivo ingegnere di macchina. La riduzione, da regolamento, della capacit? del serbatoio da 220 a 195 litri, permette di distendere un po? di pi? la posizione del pilota, abbassando il baricentro della vettura ed allungandone il passo. La potenza del V6 turbo Honda, versatile e poco ?assetato?, il ?genio? telaistico di Patrick Head, la trasformazione di Nigel Mansell, dopo la prima vittoria a Brands Hatch, da ?Mansueto? a ?Leone? e l?arrivo del 2 volte Campione del Mondo Nelson Piquet, sembrano lasciare poco spazio agli avversari. L?unico dubbio riguarda la gestione dei piloti, vero ?Tallone d?Achille? della Williams. Piquet ha costruito la sua carriera in Brabham col ruolo di prima guida indiscussa, beneficiando sempre del materiale migliore e delle attenzioni della squadra. Mansell vede crescere giorno dopo giorno la propria ambizione e, conscio dei propri mezzi e di quelli della vettura, non intende lasciarsi scappare la ghiottissima occasione di diventare Campione del Mondo.

L?8 marzo, il team sta effettuando i canonici test pre-campionato sul circuito di Le Castellet. Al termine della giornata di prove, Frank Williams, mentre rientra in albergo al volante di una Ford presa a noleggio, esce di strada rovinosamente. Viene trasportato all?ospedale di Marsiglia in condizioni molto gravi. La diagnosi ? terribile: tetraplegia. Il dinamico Frank sar? costretto per il resto della vita a muoversi su di una sedia a ruote, sostenuto da un corsetto.

Le prove del GP d?apertura vedono la Lotus-Renault di Senna ottenere la pole davanti a Piquet e Mansell. Al via il ?Leone? si inserisce tra il compagno e la Lotus per mettere subito pressione a Senna. Nel lungo rettilineo delle tribune affianca il paulista all?interno, nessuno dei due cede, impostano appaiati il curvone a sinistra con Mansell all?interno ma leggermente pi? indietro. L?inglese si scompone, le gomme si toccano e Mansell conclude la gara contro il guardrail interno dopo appena mezzo giro, come nel 1985. Nel corso del 2? giro Piquet si porta al comando superando Senna nello stesso rettilineo e lo lascer? solo per via dei 2 cambi gomme andando a vincere senza problemi. Con questa prima, facile, vittoria Nelson forse pensa (a torto) di aver gi? risolto le gerarchie interne al team. Non ? cos?.

Dopo 13 anni si torna a correre in Spagna sul nuovo circuito di Jerez de la Frontera, in Andalusia, un circuito misto-lento dove i sorpassi sono difficili. I primi tre posti dello schieramento sono gli stessi di Rio. Senna scatta ancora al comando seguito da Piquet, Rosberg e Mansell. Questa volta l?inglese si dimostra ?Mansueto? nei primi giri ma comincia ad attaccare dal 18? passaggio superando in sequenza Prost, Rosberg e Piquet per portarsi al comando superando Senna al 40? giro. Nello stesso momento Piquet si ritira per problemi di surriscaldamento. Per Mansell sembra l?occasione buona per pareggiare subito i conti col compagno-avversario ma il progressivo degradarsi delle gomme lo costringe prima a rallentare e poi a fermarsi per cambiarle a 9 giri dalla fine. Torna in pista scatenato, fa segnare giri veloci a ripetizione, supera Prost e raggiunge Senna nel corso dell?ultimo giro. Le due vetture si giocano la vittoria in volata ed ? il brasiliano ad avere la meglio per soli 14 centesimi di secondo.

Anche a Imola lo schieramento di partenza non cambia. Senna ? ancora il pi? veloce al via ma Piquet lo supera gi? nel corso del primo giro e conduce la gara senza problemi mentre Mansell rientra subito ai box per problemi elettronici prima di rompere il motore. Al pit-stop, i meccanici Williams perdono tempo con una ruota e Piquet rientra in pista dietro alle McLaren di Prost e Rosberg. Il finlandese rimane senza benzina a 2 giri dalla fine e Prost sembra rimanere a secco a sua volta nel corso dell?ultimo giro ma, grazie anche alla pendenza del circuito, riesce ad arrivare e a vincere davanti a Piquet.

A Montecarlo, Mansell ? 2? in prova mentre Piquet ? solo 11?. La gara non ? favorevole ai piloti Williams: Mansell conclude al 4? posto e Piquet al 7? mentre Prost concede il bis dopo Imola.

Piquet conquista la prima pole dell?anno a Spa mentre Mansell non va oltre il 5? tempo. Alla Source si toccano Berger e Prost provocando un ingorgo che permette a Piquet e Senna di prendere il largo inseguiti da Mansell. L?inglese raggiunge e supera Senna al 3? passaggio ma si gira alla Bus-stop perdendo 2 posizioni. Riparte furiosamente e supera la Ferrari di Johansson mentre Piquet rompe il motore al 16? giro. Dopo i pit-stop, Mansell si ritrova in testa ed ottiene la sua prima sospiratissima vittoria stagionale.

La trasferta nordamericana inizia sul Circuito Gilles Villeneuve di Montreal dove Mansell e Piquet sono 1? e 3? in prova. Dopo un allungo iniziale, Mansell subisce il ritorno dello scatenatissimo Rosberg ma, grazie ad un?incertezza del finlandese nel doppiaggio della Lola-Ford di Jones, il ?Red five? si riporta in testa per la conquista della seconda vittoria consecutiva. Piquet sale fino al 2? posto ma ? costretto ad un cambio gomme supplementare che lo costringe al 3? posto finale.

Sul circuito cittadino di Detroit, le Williams sono seconde in prova solo al velocissimo Senna che scatta al comando al semaforo verde. Mansell, ben presto, lo sopravanza ma dal 7? giro comincia a rallentare per problemi di freni. Senna fora e lascia la leadership prima ad Arnoux e poi a Laffite. Si forma un gruppetto agguerrito di 6 vetture e, dopo i pit-stop, Senna ? in testa inseguito da Piquet che, nella foga di raggiungerlo va a sbattere contro le barriere. Mansell, sempre pi? in crisi con i freni chiude 5?.

Si riattraversa l?Atlantico per correre a Le Castellet dove Senna ? ancora in pole davanti a Mansell e Piquet. Il ?Leone? stavolta ? velocissimo e abbandona il primo posto solo per il tempo dei 2 pit-stop mentre Piquet fa una corsa in difesa finendo comunque 3?.

A met? campionato, la classifica generale vede in testa Prost con 39 punti davanti a Mansell con 38, Senna 36 e Piquet 23. Nelson vede cos? ridimensionato il suo ruolo interno al team: pu? vantare solo una vittoria contro le 3 del compagno che sta lottando gomito a gomito con Senna e Prost per il titolo. Per il carioca ? il momento di reagire e comincia a farlo cercando di utilizzare le armi dell?astuzia e della psicologia. Piquet punzecchia il Leone sminuendolo pubblicamente, giudicandolo un pilota poco intelligente.

A Brands Hatch, tra la commozione generale, fa il suo ritorno nei box Frank Williams. L?accoglienza della sua squadra non potrebbe essere migliore: la prima fila ? tutta Williams-Honda con la pole di Piquet. Alla prima curva, un incidente nelle retrovie mette fine alla lunghissima carriera di Jacques Laffite che riporta numerose fratture alle gambe: ? il suo 176? GP. La corsa viene interrotta per ripristinare le condizioni di sicurezza e Mansell ne approfitta per cambiare la vettura che alla prima partenza aveva manifestato diversi problemi. Al secondo via le Williams si sbarazzano ben presto della Benetton di Berger e cominciano uno splendido duello tra di loro. All?uscita dal pit-stop, Mansell ? primo ma ha ancora le gomme fredde e Piquet cerca in tutti i modi di superarlo. Le vetture rischiano il contatto pi? volte ma alla fine Mansell resiste e trionfa davanti al suo pubblico in delirio per una splendida doppietta Williams, la prima dell?anno. Il terzo classificato, Prost, ? staccato di un giro.

Hockenheim vede le vetture di Didcot in difficolt? nelle prove: solo terza fila per Piquet e Mansell mentre la Honda annuncia che, dalla stagione successiva, equipagger? anche le Lotus di Senna e Nakajima. Dopo un avvio cauto, Piquet supera Berger, Senna e Rosberg portandosi al comando mentre Mansell ? in difficolt? a tenere dietro la Ferrari di Alboreto. Per una incomprensione con i box Piquet rientra per il pit-stop mentre la squadra aspetta Mansell. A causa di questa incomprensione, il brasiliano scende in quarta posizione. Dopo il secondo cambio gomme Nelson ? solo 3? ma non si d? per vinto e recupera sia Prost che Rosberg, entrambi in difficolt? coi consumi. A 6 giri dalla fine, Piquet ? in testa e va a vincere mentre Mansell agguanta un insperato 3? posto, grazie al ritiro di Rosberg e Prost a secco di benzina. Il francese spinge la vettura sul traguardo per conquistare un importante punticino.

Per la prima volta il circo della F1 si trasferisce in un paese dell?est: il 10 agosto 1986 si corre a Budapest il 1? GP d?Ungheria su un circuito che assomiglia pi? ad un kartodromo che ad un autodromo. Senna ? sempre in pole davanti a Piquet mentre Mansell ? 4?. Senna conduce fino all?11? giro quando deve subire la superiorit? della Williams-Honda di Piquet. Dopo il cambio gomme, Senna ritorna in testa ma Piquet gli ? subito addosso e lo supera all?interno alla staccata della prima curva ma arriva lungo e permette al pilota della Lotus di ri-infilarlo. Due giri dopo, Nelson ritenta la manovra, questa volta all?esterno. La vettura si scompone, il retrotreno sbanda paurosamente ma Piquet, con un controllo formidabile, la riprende e la domina portando a termine quello che sar? ricordato come uno dei pi? bei sorpassi di tutti i tempi. Il carioca va a vincere mentre Mansell ? ancora 3?. Nelson ? ancora ?vivo?.

A Zeltweg la tensione in casa Williams ? palpabile. Tra i 2 piloti non ci potr? mai essere collaborazione. 6? e 7? tempo per le vetture bianco-giallo-blu. Per la prima volta nell?anno, sia Mansell che Piquet sono costretti al ritiro per problemi tecnici.

Fabi concede il bis della pole a Monza davanti a Prost, con Mansell 3? e Piquet 6? ma il GP d?Italia prender? il via senza la prima fila. Per problemi manifestati al momento del giro di ricognizione, sia Fabi che Prost sono costretti a partire dal fondo dello schieramento. Dopo un allungo iniziale di Berger, Mansell si porta in testa seguito dal compagno-nemico. A 13 giri dalla fine Piquet supera Mansell alla Curva Grande e va a vincere davanti all?inglese.

Senna torna in pole a Estoril davanti a Mansell, con Piquet 6?. Nigel scatta in testa e saluta tutti. Piquet resta invischiato in una lotta a 3 con Prost e Senna ed ? anche autore di un testa-coda. Al penultimo giro, Senna rimane a secco regalando il 2? posto a Prost e il 3? a Piquet. Mansell ? primo in classifica con 11 punti di vantaggio su Piquet e 12 su Prost a 2 gare dal termine.

Dopo 16 anni, si torna a correre il Gp del Messico dove Senna (all?ottava pole) regola Piquet e Mansell in qualifica. Al semaforo verde Mansell (colpito nella notte del sabato dalla classica ?maledizione di Montezuma? che lo porta a stare pi? nel bagno che nei box) ha un?esitazione e viene sfilato da tutto il gruppo mentre Piquet ?mena la danza?. Il brasiliano, per?, ? costretto a cambiare le gomme 3 volte per la troppa usura e chiude al 4? posto davanti al debilitato Mansell.

Si giunge in Australia per l?ultimo GP dell?anno con 3 piloti che possono ancora vincere il titolo: Mansell con 70 punti utili davanti a Prost con 65 e Piquet con 63. L?inglese ? in forma ed ottiene la pole davanti a Piquet, Senna e Prost. Per il regolamento, che tiene conto solo degli 11 migliori risultati, gli ? sufficiente il terzo posto per laurearsi Campione del Mondo. Dopo una buona partenza, il ?Leone? si lascia sfilare da Senna, Piquet e Rosberg ed imposta la sua gara su Prost. Senna rallenta per problemi di motore e Rosberg, al suo ultimo GP, supera Piquet portandosi al comando della gara. Al 22? giro Piquet va in testacoda e viene superato da Prost e Mansell. Al 32? passaggio Prost cambia le gomme a causa di una foratura lenta e scende al 4? posto: sar? la mossa decisiva. Piquet, intanto, supera di nuovo Mansell ed ? 2?. Nel corso del 62? giro Rosberg si ritira per il dechappamento del pneumatico posteriore destro, Piquet passa a condurre e Prost supera Mansell che, a 20 giri dal termine, si sente ormai il titolo in tasca ma non ha fatto i conti col destino. Al passaggio seguente, la gomma posteriore sinistra della sua Williams esplode in pieno rettilineo, costringendo l?incolpevole inglese ad una acrobazia per evitare uno spaventoso incidente a 320 kmh. Il box Williams, temendo un altro dechappamento, richiama ai box Piquet e Prost va a vincere il Gp e Campionato, uno dei pi? emozionanti di sempre.

Il pubblico resta ammutolito: Mansell ha perso, ma il suo box non l?ha aiutato per niente. La Williams si consola con il Mondiale Costruttori stravinto con 141 punti contro i 96 della McLaren-TAG Porsche.

 

Piquet critica apertamente il team che non ha saputo/voluto dargli il ruolo di prima guida e, di conseguenza, ha perso il mondiale piloti. Per il 1987 vuole delle garanzie.Ha dalla sa parte la Honda che ha interessi di mercato nel Sudamerica ma Frank e Head fanno valere la loro indipendenza, incrinando di conseguenza i rapporti tra i piloti e col motorista.

La FW11B ? simile alla vecchia monoposto tranne che per l?impianto di raffreddamento maggiorato ed il motore ancora pi? potente nonostante la valvola di scarico uguale per tutti imposta dalla FIA.

Il campionato ha inizio il 12 aprile nel rovente autunno brasiliano. Mansell e Piquet dominano le qualifiche infliggendo oltre 2? di distacco alla Lotus di Senna e alla Benetton di Fabi. Per la gioia dei tifosi brasiliani, Piquet e Senna scattano al comando seguiti da Fabi, Boutsen, Mansell che ha sbagliato la partenza e Prost. Il ?Leone? recupera in breve due posizioni e si porta in scia a Senna. Al 7? passaggio Piquet ? costretto ai box per il surriscaldamento del motore e fa ripulire le prese d?aria dei radiatori dalla carta raccolta accidentalmente in pista e rientra al 12? posto. Tra l?undicesimo e il tredicesimo giro anche Senna e Mansell si fermano per cambiare i pneumatici lasciando il primo posto a Prost che li imita al sedicesimo giro permettendo allo scatenato Piquet di tornare al comando. Il brasiliano per? chiede troppo alle sue gomme e le deve sostituire nuovamente al 21? giro, cos? Prost si riprende la leadership per non abbandonarla pi? fino alla fine. Alle sue spalle si alternano al secondo posto Senna, Johansson e Piquet ed ? proprio quest?ultimo a concludere alla piazza d?onore.

Durante le prove del GP di San Marino Piquet esce di pista a 280 kmh nella curva del Tamburello. Il pilota non riporta alcun trauma ma viene consigliato dal Dott. Sid Watkins, in via precauzionale, di non prendere il via alla gara. Avr? modo di salutare e rassicurare il pubblico imolese facendo un giro in sella ad una Ducati poco prima della partenza. L?incidente avr? comunque dei postumi che creeranno al pilota problemi di insonnia, mal di testa e stanchezza ingiustificata per ancora molti mesi.

Senna coglie la 16ma pole in carriera davanti a Mansell. Senna scatta come un fulmine al semaforo verde ma gi? al 2? giro Mansell lo passa alla staccata della Tosa. Mansell cede il comando solo per il breve tempo necessario ai cambi gomme permettendo ad Alboreto di ricevere gli onori del pubblico ferrarista. Al termine della girandola dei pit-stop Mansell ? saldamente al comando e va a vincere a mani basse.

Il leader della classifica Mansell si rivela ancora il pi? veloce nelle prove del GP del Belgio dove infligge 1?4 di distacco a Piquet, Senna e Berger. Sono necessarie due partenze in quanto al primo via le due Tyrrell di Palmer e Streiff si autoeliminano distruggendo entrambe le vetture all?uscita del Raidillon. Per rimuovere i resti delle monoposto da un punto cos? veloce il direttore di gara espone la bandiera rossa. Al secondo via Senna ? il pi? veloce seguito da Mansell, Piquet e Alboreto. Il ?Leone? cerca di risolvere la gara gi? nel corso del 1? giro attaccando Senna all?esterno alla esse di Fagnes; il brasiliano resiste all?attacco, il contatto ? inevitabile ed entrambi si devono ritirare. Quando si rincontreranno nei box daranno vita ad un breve alterco. Piquet conduce la gara davanti ad Alboreto ma entrambi, al 9? giro, sono costretti al ritiro per problemi meccanici.

Terza pole stagionale per Mansell che precede Senna sul circuito di Montecarlo. L?inglese domina la gara fino al 29? giro quando ? costretto al ritiro per problemi allo scarico; gli subentra Senna che va a vincere agevolmente davanti a Piquet, Alboreto e Berger.

Mansell ? di nuovo il pi? veloce nelle prove del GP di Detroit con 1?4 di vantaggio su Senna, Piquet e Boutsen. I primi tre guidano le fasi iniziali della gara ma gi? al 2? giro Piquet ? costretto ai box per una foratura. Al 33? passaggio Mansell si ferma a cambiare le gomme e cede la testa della gara a Senna che non la abbandona fino al traguardo. Nel finale l?inglese ? costretto a rallentare e chiude la gara solo al 5? posto distaccato di un giro. Vince Senna. alle sue spalle un fantastico Piquet che ha recuperato dal 21? posto.

Al ritorno in Europa, sul tracciato del ?Paul Ricard?, Mansell segna la sua quarta pole consecutiva davanti a Prost, Senna e Piquet. Il ?Leone? domina la prima parte della gara seguito da Piquet. Al 19? giro Prost supera Piquet il quale ? costretto ad un primo pit-stop al 31? passaggio. Alla conclusione della girandola dei cambi gomme, la classifica vede Piquet in testa seguito da Mansell, Prost e Senna ma il brasiliano della Williams, pur essendo il pi? veloce in pista e autore del record sul giro, deve cambiare le gomme altre due volte permettendo a Mansell di aggiudicarsi la sua seconda vittoria stagionale. Sul terzo gradino del podio sale Prost.

Piquet, a Silverstone, gioca un brutto scherzo al compagno Mansell e gli soffia la pole position davanti al pubblico di casa. Prost sorprende tutti all?accensione della luce verde ma, gi? al termine del primo giro, il duo Williams torna in testa alla gara. L'inglese comincia a sentire delle intense vibrazioni alle ruote che lo inducono a rientrare precauzionalmente ai box per sostituire le gomme. Al suo rientro in pista Nigel ha 26? di distacco ma, grazie alle gomme fresche, rimonta su Piquet guidando in modo impeccabile. A dieci giri dalla fine i secondi di distacco sono 7 e al 59? giro Mansell ? praticamente incollato a Piquet. Sull'Hangar Straight, dove le vetture raggiungono velocit? di 320 km/h, Mansell finge l'attacco all'interno, Piquet chiude, Nigel va verso l'esterno e Piquet chiude ancora commettendo l'errore che Mansell aspettava: l'inglese si butta all'interno della Stowe e ne esce in testa. Manterr? la posizione fino alla bandiera a scacchi. Ai primi 4 posti si classificano 4 vetture motorizzate Honda con Senna 3? ad un giro e Nakajima 4? a 2 giri. Tra il giro pi? veloce in gara delle due Williams e il migliore degli altri, Senna, c?? una differenza di quasi 2?. La gara ha un epilogo polemico. Piquet accusa il compagno di averlo attaccato troppo duramente ed il team di non aver fatto nulla per evitare un rischio che avrebbe potuto eliminare entrambe le vetture. I rapporti tra il brasiliano ed il team sono ormai irrimediabilmente deteriorati.

Mansell ritrova la via della pole ad Hockenheim dove batte Senna, Prost e Piquet. Il brasiliano della Lotus scatta in testa ma gi? al termine del 1? giro cede il passo ai pi? veloci Mansell, Prost e Piquet. Il campione del mondo della McLaren, che dispone di una versione potenziata del motore TAG-Porsche per il GP di casa, si porta al comando all?ottavo passaggio. Al termine dei cambi gomme esplode il motore Honda di Mansell consentendo a Prost di avviarsi in tranquillit? verso una facile vittoria ma, a soli 5 giri dalla fine, la cinghia dell?alternatore si rompe e Piquet eredita la testa della corsa andando a vincere davanti all?altra McLaren di Johansson. Al giro di boa di met? campionato Piquet diventa il leader della classifica con una sola vittoria e ben 5 piazzamenti al 2? posto che gli valgono 39 punti contro i 35 di Senna e i 30 di Mansell.

A Budapest, Mansell ottiene la settima pole stagionale davanti a Berger e Piquet che, prima della gara, annuncia un accordo biennale con la Lotus respingendo l?invito rivoltogli dal suo amico-tecnico Gordon Murray a seguirlo alla McLaren nel 1988. Il carioca giustifica il suo rifiuto ricordando il titolo 1986 perso per la difficile gestione interna del team Williams e non vuole ritrovarsi nelle stesse condizioni avendo per compagno un?altra prima guida del calibro di Prost. Scherzosamente indica Ayrton Senna come suo sostituto alla Williams. Anche la Honda decide di abbandonare la Williams a causa della indipendenza manifestata dal team nei confronti del motorista giapponese in fatto di gestione dei piloti. Nel 1988 i V6 turbo si trasferiranno da Didcot a Woking.

Mansell prende subito la testa, seguito proprio dalle due Ferrari ma gi? al 13? giro il pilota austriaco ? costretto al ritiro per la rottura di un giunto. Piquet supera Alboreto al 29? giro. Alle spalle delle Williams seguono gli altri due contendenti al titolo Senna e Prost ma, a 6 giri dalla fine, avviene il colpo di scena. Mansell, in testa per tutta la gara, perde il dado di una ruota e, nonostante abbia oltre un minuto di vantaggio sul terzo classificato Senna, parcheggia la sua monoposto senza nemmeno tentare di raggiungere i box per un intervento d?emergenza. Doppietta brasiliana con Piquet davanti a Senna e Prost.

Forte della sua posizione di leader della classifica Piquet conquista la pole in Austria seguito da Mansell. Lo stretto rettilineo di partenza di Zeltweg costringe il direttore di gara a dare il via per ben tre volte a causa di incidenti che coinvolgono diverse vetture. Al terzo e decisivo via Piquet ? il pi? veloce seguito da Boutsen, Berger e Mansell che tenta di rimediare alla brutta partenza superando Berger, poi costretto al ritiro nel corso del 5? giro, e Boutsen che perde troppo tempo ai box per il cambio dei pneumatici. Al 20? giro Piquet ? in difficolt? con le gomme, la sua vettura perde aderenza alla curva Rindt permettendo a Mansell di raggiungerlo e superarlo nel giro successivo. Il brasiliano rientra immediatamente ai box dove l?operazione di sostituzione delle gomme ? pi? lunga rispetto a quella del compagno. Impossibilitato a tentare la rimonta, Piquet si accontenta dei 6 punti del secondo posto.

Sul circuito di Monza la Williams porta in gara per la prima volta le sospensioni attive sulla macchina di Piquet e il brasiliano non si fa sfuggire l?occasione per partire davanti a tutti; al suo fianco il compagno di squadra Mansell. Il brasiliano conduce il GP d?Italia davanti a Boutsen, Berger e Mansell fino al pit stop dove avviene la sorpresa della gara. Senna, che nei primi giri ha risparmiato le gomme mantenendosi in quinta posizione, beffa tutti non effettuando il cambio e andando in testa al 24? giro. Piquet, con le gomme fresche, ? pi? veloce del connazionale e comincia a pressarlo. Al 42? giro, per un?incomprensione con il doppiato Ghinzani, il pilota della Lotus arriva ?lungo? alla Parabolica uscendo di pista e restituendo la testa della corsa a Piquet. Dopo due giri, necessari per ripulire le gomme, Senna cerca disperatamente di riprendersi quella vittoria che sembrava gi? sua impegnando allo spasimo sia l?avversario della Williams che il direttore di corsa il quale, forse affascinato dallo splendido duello finale, si dimentica di abbassare la bandiera a scacchi di fronte al trionfante Piquet, alla sua ventesima vittoria, tra l?incredulit? del pubblico. Uno spento Mansell conclude 3? con quasi 50? di distacco.

Dopo un dominio incontrastato che durava dal GP del Belgio, la Ferrari di Berger scalza le Williams dalla pole nel GP del Portogallo. Alle spalle dell?austriaco, alla prima pole in carriera, partono Mansell, Prost e Piquet. Il ?Leone? ? il pi? veloce al via ma gi? nel corso del 2? giro Berger si porta al comando con Senna e Piquet ad inseguire. Il gruppo dei migliori perde due elementi importanti quando Senna, all?undicesimo giro, ? costretto ad una lunga sosta ai box e, al 13? passaggio, il motore di Mansell si rompe. Al termine dell?ormai consueta girandola dei cambi gomme, Berger ? sempre primo seguito da Prost e Piquet. La lotta per la vittoria si restringe alla coppia Berger-Prost. Il campione del mondo fa valere tutta la sua esperienza pressando da vicino il giovane austriaco fino a indurlo ad un errore decisivo quando mancano appena due giri alla fine. Ripresosi dal testacoda Berger conclude al posto d?onore staccato di 20?, davanti a Piquet che, come ha imparato dal suo maestro Lauda, pensa ad accumulare punti preziosi rinunciando alla vittoria. E? questo infatti il nono podio consecutivo ottenuto dal brasiliano che eguaglia il record ottenuto da Clark nel 1963 e da Lauda tra il 1975 e il 1976. A quattro gare dal termine del campionato Piquet ? nettamente in testa al mondiale con 67 punti davanti a Senna con 49, Mansell 43 e Prost 40.

Con una breve trasferta i team si spostano in Spagna dove le Williams si riprendono il ruolo di ?lepri? con Piquet, alla sua 24ma ed ultima pole in carriera, seguito da Mansell. Nonostante il distacco di ben 24 punti sui 36 ancora a disposizione, Mansell tenta il tutto per tutto e, dopo una partenza non brillante, si porta al comando superando Piquet nel finale del 1? giro e dominando la gara per una facile vittoria. Al 46? giro Piquet rientra a sostituire i pneumatici perdendo due posizioni a vantaggio di Senna e Prost. Rientrato in pista velocissimo, il carioca attacca subito il francese ma commette un errore precipitando al 6? posto. Il pilota della Williams non demorde e negli ultimi 12 giri compie 4 sorpassi. A 10 giri dalla fine esplode il motore della Ferrari di Berger, 6? in quel momento, inondando la pista d?olio. Ne fanno le spese prima Boutsen, che era brillantemente in terza posizione, e poi lo sfortunato Piquet che ? costretto a cedere il 2? e il 3? posto alle McLaren di Prost e Johansson. Vince Mansell.

Il finale extra-europeo del campionato inizia sull?altopiano di Citt? del Messico dove Mansell, che crede ancora nella rimonta, ottiene il miglior tempo nelle prove davanti a Berger e Piquet. L?inglese parte bene davanti a Berger e Piquet. Nella serie delle ?esse? di ritorno verso il traguardo Prost tenta un sorpasso impossibile nei confronti di Piquet e la collisione ? inevitabile: il campione del mondo ? costretto al ritiro con la sospensione anteriore sinistra danneggiata mentre il brasiliano si gira e rimane in una posizione pericolosa con il motore spento. I commissari lo spingono per ripristinare le condizioni di sicurezza della corsa e Piquet ne approfitta per rimettere in moto e ripartire, seppure dall?ultima posizione. Nel frattempo Berger e Boutsen superano Mansell ma gi? nel corso del 2? giro il belga prende la testa lasciando presagire un?altra bella prestazione della Benetton sul circuito messicano come l?anno prima. I suoi sogni di gloria svaniscono gi? 15? giro per problemi elettrici mentre al 20? passaggio anche il nuovo leader Berger si ritira con il motore rotto. Ritorna cos? al comando Mansell seguito da Senna. Dopo soli 23 giri Piquet con una rimonta furiosa risale fino al 4? posto ma la corsa viene interrotta due giri dopo a causa di un rovinoso incidente occorso all?Arrows di Warwick. Alla ripartenza Piquet cerca di mettere in difficolt? Mansell recuperandogli 17 dei 43? di distacco accumulati prima della bandiera rossa ma il Leone non si scompone e va a conquistare la sua sesta vittoria.

Si arriva in Giappone con gli unici contendenti al titolo distaccati di 12 punti ma non ? necessario aspettare la fine del GP per conoscere il nome del nuovo campione del mondo. Nelle prove libere del venerd? Piquet, consapevole del cospicuo vantaggio, ? pi? veloce dell?agitato Mansell il quale dimostra di non essere ancora pronto per la laurea di campione del mondo: tentando di battere il tempo del compagno di squadra il ?Leone? perde il controllo della vettura nelle ?esse? veloci dopo il traguardo andando a schiantarsi con il posteriore della macchina contro le barriere a 230 kmh. Mansell rimane dentro la vettura sofferente per lungo tempo a causa del terribile colpo subito alla schiena e viene poi estratto dall?abitacolo con la necessaria cautela. Pur non riportando danni, il baffuto inglese deve rinunciare al GP (riparte il giorno stesso per l?Inghilterra) incoronando, di fatto, Nelson Piquet campione del mondo per la terza volta.

La classifica finale vede Piquet campione del mondo che, con 73 punti utili su 76 segnati, eguaglia il record di Prost del 1985 precedendo Mansell con 61, Senna 57 e Prost 46. La Williams vince il mondiale costruttori con 137 punti davanti alla McLaren con 76, Lotus 64 e Ferrari 53.

 

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Guarda che non ci vuole la scienza per modificare i propri post. <_<

 

beato te, io ho difficolt? pure ad inserire le immagini.... :(

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La classifica finale vede Piquet campione del mondo che, con 73 punti utili su 76 segnati, eguaglia il record di Prost del 1985 precedendo Mansell con 61, Senna 57 e Prost 46. La Williams vince il mondiale costruttori con 137 punti davanti alla McLaren con 76, Lotus 64 e Ferrari 53.

 

cacchio Gi? stavolta per? permettimi una critica kantiana...

 

ma dell'incredibile chiamata da parte di Frank di Riccardo Patrese neanche una riga?

Eppure fece scorrere molto inchiostro all'epoca, almeno qui da noi.

ed ? pure indicativa per apprezzare il tutto tondo di sir Frank... B)

 

 

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ma dell'incredibile chiamata da parte di Frank di Riccardo Patrese neanche una riga?

Eppure fece scorrere molto inchiostro all'epoca, almeno qui da noi.

ed ? pure indicativa per apprezzare il tutto tondo di sir Frank... B)

 

Hai ragione.

 

Purtroppo l'ora tarda e la voglia di andare a nanna (stamattina sveglia alle 5) mi ha fatto tralasciare, colpevolmente, l'ultimo GP dell'87 e la prima presenza di Rick in Williams.

 

Chiedo venia.

 

P.S. Apprezzo ogni seppur minima critica/consiglio onde migliorare il mio personale archivio.

Grazie fin d'ora a tutti.

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A fine ?87 la Williams si trova in un grave empasse tecnico nonostante abbia stradominato la stagione. La perdita dei motori Honda ? un problema difficilissimo da risolvere, anche perch? l?annuncio ufficiale arriva ad agosto quando ? ormai troppo tardi per stabilire nuovi rapporti con un altro motorista.

A questo proposito, ? curioso notare il diverso comportamento della Williams a 20 anni di distanza: nel 1987 persero la Honda a causa del veto ad ingaggiare Satoru Nakajima, veto espresso per rimarcare la propria prerogativa di indipendenza. E? di pochi giorni fa la notizia dell?ingaggio del figlio di Nakajima, Kazuki, una mossa che va molto probabilmente interpretata come un favore nei confronti del motorista giapponese per ?tenerlo buono? e non ritrovarsi a piedi un?altra volta.

Frank si rivolge cos? a John Judd, il preparatore che seguiva le revisioni dei suoi DFV (e anche di Lotus, Arrows, Fittipaldi ed altri) che da qualche anno ha cominciato a produrre in proprio dei V8 aspirati. Certo, non potr? mai competere coi grandi fornitori della F1 ma la sua competenza e l?amicizia con la scuderia di Didcot saranno fondamentali nella decisione di collaborare insieme.

Piquet viene rimpiazzato da Riccardo Patrese che ha gi? debuttato in Williams ad Adelaide ?87 in sostituzione dell?infortunato Mansell. Per il padovano, la chiamata di Williams ? l?occasione per cercare il rilancio dopo 4 anni disastrosi in Alfa e Brabham.

La FW12 ? dotata di un nuovo cambio trasversale ma soprattutto il telaio ? disegnato appositamente per alloggiarvi le sospensioni attive. Gli ammortizzatori verticali anteriori sono eliminati e sostituiti da cilindretti idraulici. Questa soluzione permette anche una notevole riduzione della sezione frontale della vettura.

Nonostante un buon inizio di campionato (2? tempo in qualifica a Rio) saranno proprio le sospensioni attive e la loro affidabilit? a creare insormontabili problemi. Dopo 7 GP il team di Didcot ha conquistato solo un misero punticino a Montecarlo con Patrese. Al termine della prima giornata di prove disastrosa del GP di Gran Bretagna a Silverstone, Patrick Head decide che ? ora di tornare indietro ed ordina di smontare tutto l?impianto delle attive per tornare alle tradizionali passive. Non essendo previsto nel telaio lo spazio per gli ammortizzatori si trasformano i cilindretti idraulici all?interno dei quali vengono alloggiate delle molle a tazza. Il tutto viene eseguito nel corso della notte. La fatica dei meccanici viene ripagata da Mansell che, dopo essersi qualificato 11?, si rende protagonista, sotto la pioggia, di una delle sue pi? belle corse, gestendo magnificamente le gomme rain quando la pioggia smette, rimontando fino al 2? posto alle spalle dell?imprendibile McLaren di Senna e facendo segnare il giro pi? veloce in gara.

Il Leone d? un?altra zampata a Budapest, ma solo in qualifica, col 2? tempo e compie un altro capolavoro a Jerez. Dopo aver ottenuto il 3? tempo sullo schieramento scatta benissimo al verde superando Senna ed incollandosi a Prost. Solo dopo il cambio-gomme il francese pu? rilassarsi e portare a casa la vittoria ma Nigel chiude il GP al 2? posto col 2? miglior giro in gara.

Anche questa splendida prestazione resta per? fine a se stessa. Il resto del campionato ? una collezione di ritiri, Mansell non crede pi? nella Williams e decide di cedere alle lusinghe della Ferrari firmando a Maranello per il 1989.

A questo punto il riferimento del team diventa Patrese che si rivela un interlocutore privilegiato per Head ed un lavoratore infaticabile. Questo fa s? che si crei un rapporto di lavoro e di fiducia tra il pilota ed il DT che permetter? di gettare le basi per i futuri successi del team.

Il 1988 ? la peggior stagione per la Williams dal 1978: Mansell 9? con 12 punti, Patrese 11? con 8. Tra i costruttori la scuderia ? solo settima ma nessuno si perde d?animo e a Didcot si comincia a lavorare in ottica futura.

Dopo il ritiro dalla F1 del 1986, alla Renault si ? mantenuta una struttura dedicata alle corse affidata a Bernard Dudot, l?ex capo progettista del V6 turbo. Dal 1989 sono banditi i motori turbo e a Viry-Chatillon si lavora su un V10 aspirato, un?architettura nuova per la F1 che si propone di trovare un valido compromesso tra la grande coppia di un V8 e l?elasticit? di utilizzo di un V12. Il DS Renault Patrick Faure annuncia la disponibilit? del nuovo motore gi? nel 1988 e Williams dimostra tutto il suo interessamento al progetto sebbene tra Frank e la R?gie non corra buon sangue fin dai tempi della guerra FISA-FOCA. La Renault, in quanto inventore del turbo, fece infatti non poche pressioni su Balestre per difenderla dalle richieste di Ecclestone e della FOCA di proibire i troppo costosi motori sovralimentati ma, da buon pragmatico qual ?, Williams bada al concreto, dimentica il passato e gi? dal mese di agosto 1988 si aggiudica la fornitura Renault per l?anno successivo.

 

La nuova FW12B, oltre al nuovo V10 Renault, alloggia anche un nuovo cambio in magnesio che consente un notevole risparmio in termini di peso. Il posto di Mansell viene occupato dal 31enne belga Thierry Boutsen.

Le qualifiche del GP del Brasile mostrano una Williams in gran spolvero: Patrese ? 2?, Boutsen 4?. Al via le FW12B prendono il comando della corsa per i primi 15 giri ma poi si devono ritirare per problemi di motore. E? chiaro, comunque, che il potenziale vincente c??. L?albero a camme viene subito ridisegnato ed a Imola ? cos? pronta una seconda versione dell?RS1 col quale Boutsen conquista il 4? posto ed i primi 3 punti per l?aspirato francese.

Oltre alla competitivit? comincia ad arrivare l?affidabilit?: Patrese ? 2? a Mexico ed a Phoenix. A Montreal si corre in condizioni di pista bagnata. Patrese conduce a lungo il GP ma a met? gara deve cedere il passo prima a Warwick e poi a Senna. L?australiano rompe il motore della sua Arrows permettendo a Patrese di recuperare il 2? posto ma il padovano ? in crisi con le gomme e viene raggiunto dal compagno Boutsen. I due danno vita ad una feroce bagarre per il 2? posto che fa temere il peggio al box Williams ma, a soli 3 giri dalla bandiera a scacchi, il motore Honda di Senna ammutolisce e si concretizza un?imprevedibile doppietta col belga che conquista la sua prima vittoria. Dopo soli 6 GP la Renault torna cos? sul gradino pi? alto del podio.

La Williams-Renault continua a raccogliere ottimi risultati salendo ancora sul podio a Le Castellet (3? Patrese) Budapest e Monza (Boutsen 3?). Nel finale di stagione, a Estoril, debutta la nuova FW13. Derivata dalla FW12B si caratterizza per un ampio snorkel in stile anni ?70 ed una nuova geometria della sospensione anteriore con ammortizzatori orizzontali. La nuova monoposto sembra nata bene: Patrese ? 2? a Suzuka davanti a Boutsen, anche per la squalifica di Senna. Ad Adelaide si corre sotto il diluvio e Boutsen si dimostra di nuovo un grande interprete del bagnato. Al via ? 2? alle spalle dell?amico Senna e quando questi si ritira per il tamponamento ai danni di Brundle, raccoglie il testimone e va a cogliere la sua seconda vittoria. Patrese ? 3? alle spalle di Nannini.

Alla fine del campionato la Williams ? di nuovo tra le Grandi: secondo posto tra i costruttori, alle spalle dell?imprendibile McLaren-Honda ma nettamente davanti a Ferrari e Benetton. Patrese raggiunge il suo miglior risultato tra i piloti dopo 13 stagioni di corse ed ? sempre pi? il ?cocco? di casa Williams. Boutsen, nonostante le 2 vittorie, ? solo 5? (dopo il 4? posto del 1988 con la Benetton) e lascia il team non propriamente soddisfatto. La sua lentezza nel trovare i giusti assetti, l?indecisione in alcune scelte faranno s? che, anche in questo caso, la Williams decider? di avere in squadra figli e figliastri.

 

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La nuova unit? RS2 ? pi? bassa del motore 1989 per cui la FW13 deve essere modificata nei suoi punti d?attacco del motore, nel circuito di raffreddamento e nel carter del cambio. Nasce cos? la FW13B che conquista il 3? posto con Boutsen al debutto a Phoenix.

Prima di Imola il team effettua una lunghissima sessione di test sul Santerno, macinando chilometri su chilometri, ed il giorno del GP coglie i frutti di tanto lavoro con la vittoria di Patrese che avrebbe potuto essere una doppietta se non ci fosse stato il cedimento del motore di Boutsen. Quella di Patrese ? la terza vittoria in carriera, a 7 anni di distanza da Kyalami ?83 e da quella bruttissima giornata, proprio a Imola, nella quale i tifosi italiani dimostrarono tutto il loro cieco e bieco fanatismo.

Il padovano pensa di avere finalmente a disposizione la vettura che gli pu? consentire di lottare per quel titolo che insegue da ormai troppo tempo ma le aspettative di un ritorno del team agli antichi splendori vengono ben presto disattese. Nel resto del campionato le FW13B non progrediscono come McLaren e Ferrari. Le prestazioni migliori arrivano a Silverstone dove Boutsen ? 2? (prestazione eclissata dall?annuncio del ritiro dell?eroe nazionale Mansell), e a Budapest dove il belga vince resistendo per quasi 2 ore agli attacchi di Ayrton Senna.

Il problema maggiore della FW13B deriva dall?usura anomala e precoce dei pneumatici, le cui cause vengono individuate nell?aerodinamica della monoposto. Questo porta Patrick Head ad ingaggiare Adrian Newey, un ingegnere aerodinamico che ha lavorato molto bene alla Leyton House, a stagione in corso. Il nuovo tecnico tenta di porre rimedio alle carenze della monoposto ma il compito si rivela particolarmente arduo. Meglio lasciare la vettura al suo destino e concentrarsi sulla FW14 che dovr? correre nel ?91.

A fine campionato la Williams-Renault ? quarta, superata nel finale anche dalla Benetton mentre Patrese ? solo 7?. Boutsen conquista qualche punto in pi? e chiude al 6? posto ma il suo destino in seno alla squadra ? segnato. Il ?colpo di grazia? per il belga arriva quando Mansell decide che l?abitacolo della Williams ? pi? confortante dei campi da golf sui quali diceva di volersi ritirare.

 

 

Il ritorno del ?figliol prodigo? Mansell ? un?iniezione di grinta per il team. La nuova FW14 ha un?aerodinamica pi? fluida mentre il motore RS3 raggiunge ormai i 700 CV. La maggiore novit? tecnica ? per? l?adozione del cambio semiautomatico, introdotto l?anno precedente dalla Ferrari, di cui Mansell conosce gi? pregi e difetti. La sua esperienza si riveler? molto importante nello sviluppo del nuovo componente ma, nonostante questo, la Williams pagher? caro il periodo di ricerca dell?affidabilit?.

A Phoenix, Patrese e Mansell scattano alle spalle dei duellanti Senna e Prost ma ben presto sono proprio loro a darsele di santa ragione lottando accanitamente per il 3? posto. Il cambio li lascia a piedi a met? gara.

Anche a Interlagos le Williams sono protagoniste. Stavolta Mansell sembra poter fare un sol boccone di Senna ma rompe il cambio dopo aver ottenuto il giro pi? veloce. Nel finale, ironia della sorte, ? il brasiliano ad andare in crisi col cambio ma Patrese non riesce a raggiungerlo concludendo al 2? posto.

A Imola ? una panne elettrica a mettere fuori gara Patrese quando sta conducendo il GP mentre a Monaco va a sbattere perch? il motore della Brabham di Modena esplode proprio mentre Riccardo sta per superarlo, inondandolo d?olio. Mansell conclude 2?.

Tutti e 4 i GP sono vinti da Senna.

Il GP del Canada dimostra tutta la bont? del progetto FW14: le Williams Renault occupano la prima fila. Senna ? staccato di mezzo secondo e si ritira dopo 25 giri mentre Mansell e Patrese dominano il GP. Patrese fora a met? gara e perde 4 posizioni che cerca di recuperare a suon di giri veloci ma nel finale il cambio comincia a dare problemi e deve rallentare. Mansell, indisturbato, inizia l?ultimo giro salutando il pubblico ma proprio all?uscita dell?ultimo tornante, a meno di un km. dal traguardo, forse per un suo errore, il cambio si blocca negandogli una vittoria ormai acquisita.

In Messico ? ancora Patrese a segnare la pole davanti a Mansell. Nel tentativo di colmare lo svantaggio nei confronti della Williams, Senna tenta il tutto per tutto affrontando la velocissima curva Peraltada, che immette nel rettilineo dei box, con la sesta marcia anzich? la quinta. Il risultato ? catastrofico: la McLaren esce di pista capottandosi e facendo temere il peggio ma fortunatamente il brasiliano potr? riprendere tranquillamente le prove. Al via Mansell va al comando seguito da Alesi, Senna e Patrese. Il padovano, scatenato, all?11? passaggio scavalca prima Alesi e poi il campione del mondo, poi prende la scia del compagno di squadra: le due Williams arrivano alla staccata in fondo al lungo rettilineo del traguardo con le ruote fumanti, percorrono affiancate la prima chicane all?uscita della quale il pilota italiano si porta finalmente al comando allungando sensibilmente. Alle sue spalle Mansell viene raggiunto da Senna che lo attacca ripetutamente ma senza riuscire a sorpassarlo. Mansell comincia un incredibile forcing che lo porta a raggiungere Patrese facendo segnare pi? volte il giro veloce addirittura inferiore al proprio tempo ottenuto il qualifica. Riccardo non si lascia intimorire e conquista il suo 5? successo personale davanti al compagno e a Senna staccato di quasi un minuto.

Si corre per la prima volta sul rinnovato circuito di Magny-Cours dove Patrese ottiene la sua terza pole consecutiva davanti a Prost, Senna e Mansell. Patrese sciupa tutto all?accendersi del semaforo verde a causa di un probabile errore nella procedura di partenza ed ? Prost ad approfittarne guidando il gruppo davanti a Mansell. Il Professore riassapora il gusto della prima posizione per 21 giri quando al tornantino Adelaide Mansell lo supera con una splendida manovra all?esterno. L?ottimo lavoro dei meccanici della Ferrari permette a Prost di tornare in testa dopo il cambio gomme ma la superiorit? della Williams ? tale che Mansell, con un sorpasso fotocopia sempre al tornantino, si riporta al comando al 55? giro. La corsa non ha altri motivi di interesse e il Leone va a vincere davanti a Prost, Senna, Alesi e Patrese.

Sul modificato circuito di Silverstone, la pista sulla quale Mansell si ? sempre esaltato e dove l?anno prima aveva annunciato il ritiro, l?inglese conquista la prima pole dell?anno davanti a Senna e Patrese. Nonostante il tentativo di chiudergli la traiettoria, il Leone si fa ?bruciare? alla partenza da Senna mentre Berger spedisce Patrese fuori pista alla prima curva. Gi? nel corso del primo giro alla staccata della curva Stowe, Mansell riprende il comando della gara e va a vincere il suo 2? GP stagionale ma alle sue spalle non giunge Senna rimasto senza benzina a met? dell?ultimo giro. Durante il giro d?onore, il vincitore si improvvisa taxista di lusso e concede un passaggio sulla sua Williams al campione del mondo in carica.

A met? campionato la classifica vede Senna in testa con 51 punti, Mansell secondo con 33, Patrese 22.

Sulle ali dell?entusiasmo per la vittoria riportata in patria, Mansell stabilisce la pole position anche ad Hockenheim precedendo Senna, Berger e Patrese. Con un?ennesima partenza in sbandata controllata il Leone prende la testa del GP seguito da Berger, Senna, Prost, Alesi e Patrese. Al 21? passaggio, dopo i cambi gomme, Mansell riprende il comando di forza mentre Patrese si esibisce in una bella rimonta nella quale supera nell?ordine Prost, Senna e Alesi, risalendo fino al 2? posto.

Il tortuoso circuito dell?Hungaroring ? simile ad una pista per kart, la passione di Senna, e forse proprio per questo il brasiliano riesce a staccare un?incredibile pole, grazie anche ad un?evoluzione del motore Honda e della nuova benzina fornita dalla Shell che gli permettono di distanziare di 1?2 le Williams di Patrese e Mansell. Dopo una frenata al limite alla prima curva Senna prende la testa della gara con gli inseguitori che mantengono le posizioni ottenute in prova. Patrese tenta inutilmente per 44 giri di impensierire il leader della gara dopodich? si fa superare da Mansell per lasciargli la responsabilit? di tale compito. La conformazione del tracciato fa desistere il britannico che per una volta si accontenta dei sei punti del 2? posto e non corre rischi inutili. Vince Senna davanti a Mansell e Patrese.

Il 25 agosto Senna parte ancora una volta dalla pole position sul circuito di Spa. Alle sue spalle staccati di pi? di 1? ci sono Prost e Mansell. Alla staccata della Source Senna precede Prost e Mansell. Al 2? giro Prost si ritira per una perdita. Come sempre i cambi gomme rivoluzionano la classifica e ancora una volta Alesi tenta il colpaccio non fermandosi ai box. Il francese passa al comando al 22? giro superando Mansell alla chicane Bus-stop imitato dopo poco da Senna. Il motivo di tale arrendevolezza del Leone ? svelato al giro successivo quando si ritira per problemi di elettronica.

Senna fa segnare ancora la pole a Monza davanti a Mansell, Berger e Patrese. Senna ? il pi? veloce al via davanti a Mansell, Berger e Patrese che al 7? giro supera Berger e si porta in terza posizione. Al 19? giro Mansell, accortosi della maggiore competitivit? del compagno di squadra, gli fa cenno di passare alla Parabolica per cercare di infastidire il leader Senna e al 26? giro Patrese riesce a conquistare la testa della gara. I sogni di gloria del padovano svaniscono il giro successivo alla variante Ascari a causa di un testacoda probabilmente dovuto al bloccaggio del cambio. Al 34? giro Mansell supera Senna il quale ha chiesto troppo ai suoi pneumatici. Vince Mansell davanti a Senna.

Senna guida la classifica mondiale con 77 punti contro il 59 di Mansell, Patrese 34.

Un Patrese in gran spolvero segna la pole all?Estoril davanti a Berger, Senna e Mansell. A dimostrazione dell?ormai netta superiorit? della Williams nei confronti di tutte le altre squadre, Patrese e Mansell prendono decisamente la testa del gruppo allungando su Berger e Senna. Al 18? giro il box Williams chiede a Patrese di lasciare passare il proprio ?capitano? nel tentativo di recuperare punti preziosi per il titolo mondiale. Mansell va in testa e vi resta fino al 29? giro quando rientra per sostituire le gomme. Tutto sembra filare liscio ma, al momento in cui l?uomo del ?lecca-lecca? d? a Mansell il segnale di via, l?addetto al serraggio del dado della ruota posteriore destra ha un gesto di stizza. Dopo pochi secondi si capisce il perch?: il dado non era ancora stato stretto a dovere e la Williams di Mansell, dopo aver percorso poche decine di metri, perde la ruota costringendo l?inglese a fermarsi nel mezzo della corsia box. Dopo qualche attimo di smarrimento, alcuni meccanici accorrono presso la vettura e montano un?altra ruota permettendo al Leone di riprendere la gara pur dopo aver perso un?enormit? di tempo. Al giro successivo Mansell transita solo 17? ma si esibisce in una stupenda rimonta che lo vede risalire fino al 6? posto al 47? giro. Poco dopo per? arriva un?altra doccia fredda per il pilota della Williams: su reclamo di Ron Dennis i commissari decidono di squalificare Mansell per aver effettuato il cambio gomme in una zona vietata. Contrariamente a quanto successo due anni prima sempre ad Estoril, Nigel rispetta la bandiera nera che gli viene esposta e rientra mestamente ai box. Patrese va a cogliere il suo 5? successo personale precedendo Senna.

Il terz?ultimo GP in calendario si corre su un circuito nuovo di zecca nei pressi di Barcellona. La prima pole del Circuito de Catalunya viene fatta segnare da Berger che precede Mansell, Senna e Patrese. Berger mantiene la prima posizione alla prima curva davanti a Senna, Mansell, Schumacher, Alesi e Pirro mentre Patrese, ancora una volta, ha un pessimo avvio. Schumacher dimostra di essere a proprio agio sulla pista umida e si permette di superare Mansell nel corso del 1? giro. Mansell ormai non ha pi? niente da perdere e si scatena superando prima Schumacher per poi mettersi nella scia di Senna. All?inizio del 5? giro le due vetture sono affiancate nel lungo rettilineo del traguardo arrivando quasi a sfiorarsi a oltre 300 kmh. Nessuno dei due ha intenzione di cedere il passo all?altro e, in mezzo alle scintille che si sprigionano dal fondo delle monoposto, Senna e Mansell hanno anche il tempo per scambiarsi uno sguardo di sfida. La traiettoria della curva successiva favorisce l?inglese che si lancia all?inseguimento dell?altra McLaren. La pista si asciuga velocemente e i piloti rientrano per montare le gomme slick. Mansell e Senna rientrano simultaneamente ed ancora una volta i meccanici Williams, forse per voler effettuare l?operazione con pi? calma per non sbagliare, fanno perdere la posizione al loro pilota. Senna si ritrova al comando ma fa cenno a Berger di superarlo per poter gestire personalmente la rincorsa di Mansell. Il brasiliano per? pecca di superbia e commette un errore all?ingresso del rettilineo compiendo un testacoda che gli fa perdere tre posizioni. Con la pista libera Mansell raggiunge e supera Berger con una manovra da brivido e va a vincere rilanciando la propria candidatura nel mondiale davanti.

A due gare dalla fine sono 16 i punti di distacco tra i due contendenti e tutto pu? ancora succedere.

A Suzuka, sul circuito di casa, la Honda fornisce alla McLaren un?evoluzione di motore che permette alle vetture di Woking di occupare la prima fila con Berger e Senna. Alle loro spalle seguono Mansell, Prost e Patrese. L?unica tattica possibile per Mansell ? vincere e sperare nelle disgrazie altrui. In casa McLaren si concorda di far prendere il largo a Berger con Senna a contenere il rivale inglese confidando sullo scarso sangue freddo del Leone che, vedendo allontanarsi l?austriaco, potrebbe perdere la testa e commettere un errore. Come da copione la McLaren applica alla lettera la propria strategia con Berger che gi? alla fine del primo giro ha un cospicuo vantaggio nei confronti di Senna, Mansell e Patrese. Al 9? giro lo spazientito Mansell commette il ?preventivato? errore all?ingresso della prima curva lasciando nella sabbia della via di fuga le residue speranze iridate. Il primo a complimentarsi con il nuovo campione del mondo ? proprio l?antagonista Mansell a dimostrazione di un campionato nel segno di una leale sportivit?.

Ayrton Senna si laurea campione per la terza volta con 96 punti davanti a Mansell con 72, Patrese 53. La McLaren-Honda si aggiudica il quarto titolo costruttori consecutivo con 139 punti davanti alla Williams-Renault con 125.

 

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E bravo Gio, sei meglio di una vecchia vhs.... :D

 

Al 9? giro lo spazientito Mansell commette il ?preventivato? errore all?ingresso della prima curva lasciando nella sabbia della via di fuga le residue speranze iridate.

 

Qualche mese dopo, sir Frank interrogato sulla questione riport? le parole di Nigel: ' all'improvviso il pedale (del freno) ? diventato lungoooooo.....' :lol:

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E bravo Gio, sei meglio di una vecchia vhs.... :D

 

:lol:

 

Buona questa!

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E bravo Gio, sei meglio di una vecchia vhs.... :D

 

Al 9? giro lo spazientito Mansell commette il ?preventivato? errore all?ingresso della prima curva lasciando nella sabbia della via di fuga le residue speranze iridate.

 

Qualche mese dopo, sir Frank interrogato sulla questione riport? le parole di Nigel: ' all'improvviso il pedale (del freno) ? diventato lungoooooo.....' :lol:

:lol:

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secondo me e' impossibile che un piantone cosi esca dalla fabbrica.l'uso di materiali diversi,e la rozzezza della saldatura indica che questo pezzo e' uscito da un luogo diverso della factory.per questo dico che probabilmente e' stato fatto a imola.

 

Scusate se ritorno sull'incidente che ? costato la vita a Senna, ma ho avuto modo di leggermi l'intero post solo adesso e ci sono alcuni punti che mi restano oscuri: 1. Si ? detto che Senna era particolarmente scomodo all'interno dell'angusta FW16, ma notoriamente Hill e Coulthard erano pi? alti di Senna...Come mai Senna chiese la modifica del piantone, mentre gli altri due no? Ricordo anch'io le difficolt? delle Williams d'inizio 1994, a seguito delle modifiche regolamentari, ma restavano pur sempre le superfavorite del Campionato. Non capisco proprio la logica di una modifica cos? azzardata, a meno di non imputarla ad una totale mancanza di professionalit? e di leggerezza da parte di tutti.

2. Detto questo, anche se veramente allucinante, sono portato a concordare con Rumpen che le modifiche al piantone fossero state fatte alla buona nel week-end. E se ci? fosse vero, sarebbe interessante capire quanti chilometri Senna ha percorso con quella modifica, visto che 5 giri dietro la safety car non mi pare potessero sollecitare di pi? la vettura di 5 giri lanciati per conquistare la pole (cosa che Senna aveva fatto il giorno prima).

 

 

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infatti anche hill aveva i suoi problemi a stare su quella macchina.non e' un mistero che tutti i piloti abbiano patito sulle macchine disegnate da newey.ma il problema di senna era anche un altro.il brasiliano avevaa le braccia lunghe rispetto al corpo cosa che lo portava a guidare in una posizione piu' rialzata rispetto agli altri.

inoltre usava il volante piu' grande di tutta la f.1.mi pare 28 cm.

 

nell'abitacolo williams doveva guidare piu' sdraiato,cosa che alla lunga lo portava a dolori ai muscoli del collo e della spalla,inoltre non poteva usare il volante da lui preferito.

 

se presumiamo che il piantone e' stato modificato nel week end di imola,dobbiamo dedurre che non e' stato fabbricato la domenica.perche' non si fa una modifica alla domenica mattina per la gara.una modifica che riguarda la posizione di guida.

 

molto probabilmente e' stato fatto nelle prove libere.poi a quel punto promosso per la gara.non vedo altra soluzione.non si modifica e si prova un piantone durante le qualifiche o due ore prima della gara.

 

 

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Come mai Senna chiese la modifica del piantone?

 

La voce a me nota era che Ayrton sfregasse con le nocche delle mani nella centina dell'abitacolo. Un volante pi? piccolo avrebbe richiesto un maggiore sforzo per cui si tent? di ovviare spostando il volante oltre la centina stessa. Ripeto, ? solo una voce.

 

Quanto invece alla rottura posso riportare le parole di chi ha smontato la FW16 fino all'ultima vite per conto della Procura di Bologna. Il piantone ? stato tornito per un tratto e la battuta presentava uno spigolo vivo alla base (tipico di una tornitura con barretta in HSS). In quello spigolo si ? creato il punto di rottura principale.

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Per i 70 anni di Sir Frank Williams, la BBC ha prodotto questo bellissimo e breve documentario ! La cosa che mi colpisce ? vedere gli occhi di Williams e i suoi sorrisi. Penso che parlino da soli.

 

http://www.youtube.com/watch?v=9n2XonqV2vY&feature=g-all&context=G2df4b63FAAAAAAAAIAA

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I risultati non venivano per carenza di liquidit?. Fu nel 1976 che Williams si mise in societ? con Wolf, ricco petroliere australiano ma nel 1977 Wolf lascia Frank e fonda una sua scuderia, la Wolf omonima che riesce anche a portare alla vittoria grazie a Jody Scheckter. La Williams vive un periodo nero ma nel 1978 qualcosa succede: viene assunto il progettista Patrick Head che insieme a nuovi sponsors riesce a portare alla vittoria la Williams gi? nel 1979 in cinque occasioni.

 

 

 

Precisazione. Fo Williams a lasciare Wolf, pochi medi dopo l'ingresso del Canadese e il cambio di nome. A WIlliams non and? gi? la scelta di usare una Hesketh modificata ancich? lavorare sulla FW05.

 

La vecchia scuderia, la (Frank Williams Racing Cars), aveva cambiato nome in WOLF e Williams e Head ne fondarono un altra, la Williams Grand Prix Engineering Limited. Inizialmente (1977) con vettura March, poi con la sua FW06

Modificato da Biranbongse Bhanuban

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