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Kamilo

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  1. Ed ecco il risultato della ricerca di cui parlavo nel precedente intervento. Ho trovato tutti i risultati della stagione 2023-24, con tutti i punteggi possibili, per le tre coppie già citate: Gilles-Poirier, Chock-Bates e Guignard-Fabbri. La sproporzione è evidente per Gilles-Poirier e Chock-Bates, con la sola differenza che i canadesi hanno ottenuto i punteggi più alti, rispetto alla loro media, nelle gare in Canada, gli statunitensi in quelle più importanti, ma entrambi hanno un trattamento diverso e scientifico da parte delle giurie. Guignard-Fabbri, invece, sono assolutamente costanti, con differenze minime, le giurie hanno deciso che quelli sono i loro punteggi e sono andate avanti sempre nello stesso modo, preoccupandosi di alzare i voti a GP e CB quando serviva. Il raffronto fra i differenziali è incredibile. Le coincidenze non esistono, questo è il frutto di un comportamento scientifico che danneggia soprattutto Guignard-Fabbri. Gilles-Poirier Skate Canada Finale 219.01, primo posto. Corto: 87.55 (50.31 – 37.24), primo posto. Libero: 131.46 (74.60 – 56.86) primo posto Coppa di Cina Finale 207.83, primo posto. Corto: 81.04 (44.46 – 36.58), secondo posto. Libero: 126.79 (70.37 – 56.42), primo posto Finali Grand Prix Finale 213.58, terzo posto. Corto: 85.17 (47.84 – 37.33), terzo posto. Libero: 128.41 (71.91 – 56.50), terzo posto Four Continents Finale 214.36, primo posto. Corto: 85.49 (48.21 – 37.28), primo posto. Libero: 128.87 (72.07 – 56.80), primo posto Mondiali Finale 219.68, secondo posto. Corto: 86.51 (48.97 – 37.54), terzo posto. Libero: 133.17 (75.25 – 57.92), primo posto Chock-Bates Skate America Finale 212.96 primo posto. Corto: 84.87 (48.30 – 36.57), primo posto. Libero: 128.09 (72.03 – 56.06), primo posto Finlandia Finale 209.46, primo posto. Corto: 85.61 (48.73 – 36.88), primo posto. Libero: 123.85 (67.99 – 55.86), primo posto Finali Grand Prix Finale 221.61, primo posto. Corto: 89.15 (51.06 – 38.09), primo posto. Libero: 132.46 (74.74 – 57.72), primo posto Mondiali Finale 222.20, primo posto. Corto: 90.08 (51.47 – 38.61), primo posto. Libero: 132.12 (73.76 – 58.36), secondo posto Guignard-Fabbri Francia Finale 214.54, primo posto. Corto: 86.62 (49.89 – 36.73), primo posto. Libero: 127.92 (71.98 – 55.94), primo posto Giappone Finale 214.56, secondo posto. Corto: 85.27 (47.99 – 37.28), primo posto. Libero: 129.29 (72.87 – 56.42), secondo posto Finali Grand Prix Finale: 215.51, secondo posto. Corto: 85.82 (48.52 – 37.30), secondo posto. Libero: 129.69 (72.93 – 56.76), secondo posto Europei Finale: 214.38, primo posto. Corto: 86.80 (49.41 – 37.39), primo posto. Libero: 127.58 (71.16 – 56.42), primo posto Mondiali Finale 216.52, terzo posto. Corto: 87.52 (49.56 – 37.96), secondo posto. Libero: 129.00 (71.58 – 57.42), terzo posto Gilles-Poirier progressione punteggi Finali: 219.01 – 207.83 – 213.58 – 214.36 – 219.68 Differenziale: 11.85 Corti: 87.55 – 81.04 – 85.17 – 85.49 – 86.51 D.: 6.51 Corti tecnico: 50.31 – 44.46 – 47.84 – 48.21 – 48.97 D.: 5.85 Corti components: 37.24 – 36.58 – 37.33 – 37.28 – 37.54 D.: 0.96 Liberi: 131.46 – 126.79 – 128.41 – 128.87 – 133.17 D.: 6.38 Liberi tecnico: 74.60 – 70.37 – 71.91 – 72.07 – 75.25 D.: 4.88 Liberi components: 56.86 – 56.42 – 56.50 – 56.80 – 57.92 D.: 1.50 Chock-Bates progressione punteggi Finali: 212.96 – 209.46 – 221.61 – 222.20 Differenziale: 12.74 Corti: 84.87 – 85.61 – 89.15 – 90.08 D.: 5.21 Corti tecnico: 48.30 – 48.73 – 51.06 – 51.47 D.: 3.17 Corti components: 36.57 – 36.88 – 38.09 – 38.61 D.: 2.04 Liberi: 128.09 – 123.85 – 132.46 – 132.12 D.: 8.61 Liberi tecnico: 72.03 – 67.99 – 74.74 – 73.76 D.: 6.75 Liberi components: 56.06 – 55.86 – 57.72 – 58.36 D.: 2.50 Guignard-Fabbri progressione punteggi Finali: 214.54 – 214.56 – 215.51 – 214.38 – 216.52 Differenziale: 2.14 Corti: 86.62 – 85.27 – 85.82 – 86.80 – 87.52 D.: 2.25 Corti tecnico: 49.89 – 47.99 – 48.52 – 49.41 – 49.56 D.: 1.90 Corti components: 36.73 – 37.28 – 37.30 – 37.39 – 37.96 D.: 1.23 Liberi: 127.92 – 129.29 – 129.69 – 127.58 – 129.00 D.: 1.77 Liberi tecnico: 71.98 – 72.87 – 72.93 – 71.16 – 71.58 D.: 1.77 Liberi components: 55.94 – 56.42 – 56.76 – 56.42 – 57.42 D.: 1.48 Comparazione differenziali Finali: GP 11.85 – CB 12.74 – GF 2.14 Corti: GP 6.51 – CB 5.21 – GF 2.25 Corti tecnico: GP 5.85 – CB 3.17 – GF 1.90 Corti components: GP 0.96 – CB 2.04 – GF 1.23 Liberi: GP 6.38 – CB 8.61 – GF 1.77 Liberi tecnico: GP 4.88 – CB 6.75 – GF 1.77 Liberi components: GP 1.50 – CB 2.50 – GF 1.48 Punteggi programma Libero (fra parentesi il totale compreso il Corto) Skate America: Chock-Bates 128.09 (212.96) Skate Canada: Gilles-Poirier 131.46 (219.01) Francia: Guignard-Fabbri 127.92 (214.54) Cina: Gilles-Poirier 126.79 (207.83) Finlandia: Chock-Bates 123.85 (209.46) Giappone: Fear-Gibson 130.26 (215.19) Finali Grand Prix: Chock-Bates 132.46 (221.61) Europei: Guignard-Fabbri 127.58 (214.38) Four continents: Gilles-Poirier 128.87 (214.36) Mondiali: Gilles-Poirier 133.17 (219.68) Gilles-Poirier hanno il primo e il quarto miglior punteggio nel programma libero di tutta la stagione, Chock-Bates hanno il secondo e il terzo, sempre nelle gare casalinghe e più importanti. Considerazioni finali. La premessa è che nella Danza le differenze di punteggi sono meno frequenti che nelle altre tre specialità per un motivo semplice: nei singoli e nelle Coppie c’è il rischio di cadute sui salti e altri errori gravi negli Elementi in generale, quindi un punteggio notevolmente più basso si può spiegare con questo tipo di incidenti tecnici, ma nella Danza gli errori di questo tipo sono molto più rari, quindi una marcata differenza di punteggio risulta meno normale. Ci può essere pure una caduta, e ci sono stati casi del genere, ma il numero di incidenti di questo tipo è estremamente esiguo in confronto alle altre tre specialità. Inoltre, andando a osservare le gare di quella stagione, si nota che Piper-Gilles e Chock-Bates non hanno avuto, in linea di massima, particolari problemi nelle loro performance, quindi gli alti e bassi nei punteggi risultano insoliti e diventano ancora più strani quando si vede che gli “alti” avvengono nelle gare disputate nei loro Paesi, nelle Finali del Grand Prix e nei Mondiali, i “bassi” nelle altre, come si faceva notare nell’articolo riportato nel precedente mio intervento. Poi, come è evidente dalle tabelle qui sopra riportate, si nota che per Guignard-Fabbri, invece, non ci sono “rimbalzi”, i loro punteggi sono di una linearità assoluta. Quindi, nella Danza le giurie hanno una precisione millimetrica: portano su Papadakis-Cizeron a danno di tutti, poi, quando i francesi non ci sono più, portano su i nordamericani e tengono giù gli estranei, come gli italiani appunto, poi, l’anno dopo, il 2025, decidono di portare in alto i tecnicamente inconsistenti britannici Fear-Gibson e massacrano Guignard-Fabbri, infine quando torna Cizeron, in coppia con Fournier Beaudry, riportano in alto i francesi e affossano tutti gli altri, ma sempre mantenendo sul podio i nordamericani, dei quali gli statunitensi Chock-Bates, meritevoli dell’oro olimpico, sono gli unici a non aver avuto vantaggi illeciti, anzi, ma con i canadesi Gilles-Poirier comunque spinti in alto a danno degli azzurri, che sono quarti a Milano ma solo perché Fear-Gibson si suicidano con errori in serie, altrimenti, altro che quarto posto. Lo so, da una piccola notazione di Astor ho tirato fuori questa lunga storia, ma il punto è che da certi particolari si ricavano grandi verità e ancora una volta viene fuori tutto il fango che nella Danza è diventato la materia prima degli ultimi otto anni almeno, visto che anche a Pyeongchang il grande furto con scasso era stato organizzato alla perfezione e non andò a buon fine solo perché a Gabriella Papadakis si ruppe una spallina del costume e la coppia francese fu penalizzata, altrimenti avremmo assistito alla programmata vergogna di tutte le vergogne: due fra i più grandi danzatori di sempre, se non i più grandi, i canadesi Virtue-Moir, argento alle spalle dei minorati tecnici francesi.
  2. Il richiamo di Astor alle dichiarazioni di Piper Gilles, e altri, a proposito dei giudici, mi ha tornare in mente un altro articolo di un paio di anni fa, sempre di Gennaro Bozza su Sportsenator, in cui erano messi in evidenza comportamenti stranissimi dei giudici, nella stagione 2023-24, che favorivano le coppie nordamericane Gilles-Poirier e Chock-Bates a tutto svantaggio di Guignard-Fabbri. L’articolo è questo: https://www.sportsenators.it/13/04/2024/il-super-axel-di-malinin-coperta-corta-delle-ingiustizie/ Per comodità, riporto il paragrafo che parla della Danza. CLASSIFICHE PREORDINATE “Quando si passa alla Danza si torna indietro non dal punto di vista tecnico e spettacolare, ma da quello delle classifiche decise prima ancora che i pattinatori scendano in pista. Chiarisco subito che Chock-Bates, oro a Montreal, e Gilles-Poirier, argento, sono coppie bravissime, con programmi molto belli, quindi sono comunque degni del podio. Il problema vero è che i loro punteggi subiscono clamorose “oscillazioni” a seconda della nazione in cui si gareggia e del valore della gara. Al contrario, i voti per Charlene Guignard e Marco Fabbri hanno una costante estremamente sospetta, sempre di alto livello, tanto da vincere qualche gara, ma insufficienti quando si arriva all’assegnazione delle medaglie più importanti. A Montreal, va detto, c’è stata anche la disavventura del vestito di Guignard che, alla fine del programma Libero, si è impigliato nella punta del pattino, e questo ha fatto perdere qualche punto, non molti solo grazie alla bravura dell’azzurra che è andata avanti come se niente fosse. Ma anche quei pochi punti in più non avrebbero permesso di andare oltre il terzo posto. Cos’è allora che non va? Non va che, per una stranissima coincidenza, le coppie americana e canadese che si sono piazzate davanti agli azzurri, in questa stagione hanno visto schizzare in alto i loro punteggi solo in alcune gare. Madison Chock e Evan Bates vincono, nel Grand Prix, Skate America con 212.96 punti e in Finlandia con 209.46. Poi, fanno un salto enorme alle Finali del Grand Prix, vinte con 221.61 punti, e ai Mondiali, con 222.20. Piper Gilles e Paul Poirier sono sulla stessa onda. Primi nel Grand Prix in Cina con 207.83 punti, primi nei Four Continents con 214.36, terzi alle Finali Grand Prix con 213.58. Poi, quando gareggiano in Canada entrano in orbita: primi a Skate Canada nel Grand Prix con 219.01, secondi ai Mondiali con 219.68. Quindi, Chock Bates hanno grandi punteggi alle Finali del Grand Prix e ai Mondiali (gara importante come valore aggiunto), Gilles-Poirier hanno i punteggi più alti quando gareggiano in Canada (pista di casa come valore aggiunto). E Guignard-Fabbri? E qui, al contrario di quanto avviene per le altre due coppie, il punteggio, sia che vincano, sia che vadano sugli altri gradini del podio, è sempre lo stesso, dai 214 ai 216 con primo posto in Francia e agli Europei, secondo in Giappone e alle Finali del Grand Prix, terzo ai Mondiali. Per avere un quadro della situazione il più chiaro possibile, ecco la progressione dei risultati per ogni coppia e il differenziale fra i punteggi minimi e massimi: Chock-Bates: 212.96 – 209.46 – 221.61 – 222.20. Differenziale: 12.74 Gilles-Poirier: 219.01 – 207.83 – 213.58 – 214.36 – 219.68. Differenziale: 11.85 Guignard-Fabbri: 214.54 – 214.56 – 215.51 – 214.38 – 216.52. Differenziale: 2.14 Bisogna far notare che nelle altre specialità (singolo Uomini e Donne, Coppie) una variazione nei punteggi è normale, perché lì ci sono molti elementi a rischio, come i salti e i sollevamenti sopra le spalle, in particolare l’Axel Lasso e il Reverse Lasso, che possono provocare cadute o errori gravi, tanto da determinare perdite di punti e penalizzazioni anche notevoli. Nella Danza, invece, questa eventualità è remota, capita raramente che un pattinatore cada o che ci siano errori molto gravi, si gioca molto più sull’interpretazione dei giudici. Perciò, è davvero difficile che ci siano alti e bassi nei punteggi, con lo stesso programma, come quelli registrati da Chock-Bates (12.74 fra la prestazione peggiore e quella migliore) e da Gilles-Poirier (11.85). Guignard-Fabbri, invece, con quel 2.14 fra il punteggio più basso e quello più alto, sono di una stabilità che può anche essere indice di una continuità di rendimento ad alto livello, di grande maturità, ma diventa una nota stonata in rapporto alle oscillazioni delle altre coppie. Non può essere una cosa normale che entrambi gli statunitensi e canadesi vedano i loro punteggi schizzare in alto solo in alcune gare, mentre gli italiani filano lisci come su un binario. La spiegazione è una sola: i giudici decidono in base alla “potenza sportiva” delle nazioni, Usa e Canada sono privilegiati, in assenza della Francia dopo che Papadakis-Cizeron (comunque enormemente sopravvalutati, dopo aver cancellato qualsiasi difficoltà tecnica nei loro programmi) si sono, momentaneamente o no, ritirati. E questo è un ulteriore peccato mortale delle giurie, che aspettano che una coppia di alta classifica, o della stessa nazione, si ritiri per far “scalare” quelle che si trovano dietro, altro aspetto scandaloso della Danza. E anche qui Guignard e Fabbri sono stati da sempre penalizzati: fino a quando erano in gara Cappellini-Lanotte, le giurie li tenevano bassi con i voti, poi, da un giorno all’altro, quando sono diventati la prima coppia azzurra, i loro punteggi sono aumentati, come se in una notte la fata turchina sia andata a gettare polvere magica su di loro e miracolosamente sono diventati più bravi! Ridicolo. Purtroppo, è quello che succede nella Danza e Guignard-Fabbri meriterebbero di essere più tutelati”. Come si può notare, le coincidenze sono troppe e troppo strane. Gli “sbalzi” delle giurie nei voti per le due coppie nordamericane sono incredibili e fanno capire come i voti nella Danza (anche nelle altre specialità, ma qui hanno caratteristiche ancor più particolari e fedifraghe) siano il frutto di calcoli scientifici delle giurie, a vantaggio di qualcuno e a danno di qualcun altro. Perciò, quando Piper Gilles si lamenta, dovrebbe pensare soltanto a tenere la bocca chiusa, visti i tanti regali che sono stati concessi dai giudici a lei e al partner. E fatto ancor più rilevante è che tutto questo sia avvenuto dopo il ritiro di Papadakis-Cizeron, quindi con il “campo libero” per ridare ai “danneggiati” del periodo in cui si regalavano titoli mondiali e olimpici ai francesi una “ricompensa”, a danno ovviamente di chi non aveva alle spalle Accademie, come quella di Montreal, o Federazioni abbastanza forti. E Piper Gilles si permette pure di parlare! Comunque, quei dati forniti nell’articolo mi hanno spinto a fare, a mia volta, una ricerca sui risultati di quella stagione per avere un’idea ancor più precisa di cosa è davvero accaduto. Beh, viene fuori qualcosa di osceno, con Guignard-Fabbri derubati di medaglie più pregiate di quelle che pure hanno vinto. Ma questo le vediamo nel prossimo intervento.
  3. Dopo aver letto l’articolo segnalato da Astor con un link e da lui definito “spietato”, sono colpito soprattutto da una anomalia, chiamiamola così, su cui l’autore si sofferma in maniera particolare: la commistione fra parti che dovrebbero rimanere separate. Quindi, i riferimenti a quello che ha detto Ambesi sulle “segnalazioni” ai giudici connazionali riguardanti errori e irregolarità di atleti rimasti impuniti con la speranza che gli stessi giudici le inoltrino agli altri giudici, che poi fanno più attenzione e aspettano i pattinatori al varco per sanzionarli, e alla situazione di Pedrazzini che è nel pannello tecnico e poi si mette a commentare in Tv esprimendo convinzioni che possono far pensare a preconcetti non permessi nell’attività di giudice, sono molto gravi e, per quanto si possa vedere sui mezzi di informazione e sui social, completamente ignorati. Sembra di vedere un mondo a parte, quello dell’Isu, che funziona con sue regole particolari, slegato da qualsiasi controllo e del tutto indipendente dal Comitato Olimpico Internazionale. Possibile che gli sia permesso di andare avanti in questo modo? Purtroppo sì. E il tutto appare ancora più paradossale e vergognoso se si considerano le azioni di altre Federazioni internazionali che stanno riammettendo poco alla volta gli atleti russi, con l’esempio più recente della Federazione ginnastica, con una giovane russa finalmente ammessa a una tappa di Coppa del Mondo di Ritmica e vincitrice della gara individuale, davanti alla campionessa mondiale, una tedesca, comunque russa anche lei ma “emigrata” e quindi, secondo la visione di chi odia la Russia, prosciolta dal “peccato originale” di essere russa. Proviamo a immaginare cosa succederebbe non solo con Trusova e Valieva che tornano in gara, anche con un solo triplo Axel e un quadruplo, e che straccerebbero tutte le presunte campionesse degli ultimi quattro anni, ma anche con le più giovani russe pronte a mangiarsi letteralmente il resto del mondo. Sarebbero il terrore dell’Isu e di tutte le Federazioni nazionali che si sono ingrassate con medaglie rubate e progettano di continuare in questo osceno banchetto, nuovi Trimalcioni da vomito.
  4. Ed eccoci qua per il domandone del millennio, incentrato sul quadruplo Axel di Malinin. Intanto, cito le parole riportate da Astor, che sono il fulcro della situazione: “Siamo davanti a un bivio: o il pattinaggio accetta di essere uno sport in cui il limite fisico viene spostato sempre più in là (come l'atletica o la ginnastica), o decide di diventare una forma di "danza su ghiaccio con qualche salto", dove la gerarchia è decisa a tavolino più che dalla forza di gravità”. Sherlock Holmes, in uno dei memorabili racconti scritti da Arthur Conan Doyle, spiega le contraddizioni di un investigatore della Polizia che fa eseguire un arresto sbagliato, dicendo che: per far combaciare le azioni del presunto colpevole con il quadro del delitto lo si dipinge come un genio del male un minuto prima e come un idiota un minuto dopo, e lo si fa per poter adattare la realtà alla propria convinzione di colpevolezza del presunto colpevole. Arriviamo così alla PIU’ COLOSSALE PRESA IN GIRO che Isu, protagonisti, vincitori di medaglie false, tecnici, giornalisti e commentatori vari fra stampa, social e forum di settore stanno attuando da quattro anni a oggi: quanto è bello il pattinaggio classico, basta con le esagerazioni, con il “circo”, torniamo alla vera bravura, alla pura bellezza. Il domandone: SE IL DOPPIO AXEL DELLA SAKAMOTO E’ IL SIMBOLO DI QUESTO PATTINAGGIO, PERCHE’ LE STESSE PERSONE CHE LO ESALTANO POI SBAVANO PER IL QUADRUPLO AXEL DI MALININ? Quello che è successo negli ultimi anni è esattamente questo. Dall’Isu alla stampa, tutti a magnificare una pattinatrice modesta come Sakamoto e a schifare i tripli Axel e i quadrupli delle pattinatrici russe. E tutti a impazzire se i quadrupli li fa Malinin, soprannominato “Quad God”, il “Dio dei quadrupli”. Ma ci ricordiamo l’atmosfera dell’Olimpiade di Milano-Cortina? Il quadruplo Axel di Malinin era diventato una specie di psicosi di massa. La stampa tutta presentava la sua gara come il momento di maggior richiamo delle gare di pattinaggio, articoli scritti e servizi televisivi per descrivere l’entusiasmo popolare, la grande attesa per questa prodezza. E tutti a dire che gli spettatori impazzivano per lui, che aspettavano questo quadruplo Axel come l’elemento di maggior spettacolo. Basta andare a rileggere i giornali di quel periodo e guardare le registrazioni televisive per constatare l’entusiasmo del mondo intero per questo salto. Ma allora non sono i salti quadrupli il problema, no, è la Russia il problema. Se i quadrupli li fa una russa, il pattinaggio fa schifo, se li fa chiunque altro, in particolare un americano (figlio di russi e con nome russo, il paradosso che mette a nudo l’ipocrisia occidentale), allora è suprema bravura, grande spettacolo. Complimenti alla coerenza! E ancora una domanda: secondo questi eroici sostenitori del pattinaggio classico, ma solo a danno dei russi, cosa accadrebbe se un moderno Schuba al maschile, incapace persino di un triplo Axel, vincesse l’oro davanti a Malinin che ti fa 7 quadrupli, fra cui l’Axel? Ci sarebbe negli impianti lo stesso numero di spettatori? Ci sarebbe la stessa attenzione di stampa e televisioni? Il bluff alla fine, non si può più nascondere. Ma mi viene in mente una nuova regola che tutti questi buffoni potrebbero inventare: quadrupli ammessi solo per gli uomini e solo per chi non è russo. Di questo passo, è lì che arriveremo.
  5. Prima di tutto, devo una risposta alla domanda di Astor: “Kamilo, non è che glielo hai detto tu?” Per dare un’idea del mio rapporto con AI in generale e Gemini in particolare faccio notare che se volessi avere un contatto con queste realtà “intelligenti” saprei soltanto fare una telefonata e vedere se rispondono! E non so nemmeno quale sia il numero da chiamare! Escluso, quindi, un mio coinvolgimento, devo però dire che non mi sorprende la “bravura” di Gemini nella “conversazione” con Astor. In realtà, le macchine (che un mio professore all’università definiva “stupide”) usano nozioni che l’uomo ha immesso nei loro sistemi, inclusi quindi i collegamenti con qualsiasi altro strumento tecnologico che contenga informazioni su qualsiasi materia, e usano anche il sistema di ciò che definirei “logica evoluzionistica”, vale a dire la capacità di mettere insieme le informazioni e farne scaturire logiche conseguenze. Quindi, sulla base di tutto quello che si conosce sul pattinaggio, fra tecnica, regole e quant’altro, c’è un processo logico “neutro” che avviene automaticamente quando si pone una domanda precisa. Per non essere neutro c’è bisogno che l’uomo inserisca, artatamente, informazioni sbagliate o devianti nella macchina, col risultato di avere comunque una risposta logica, ma “avvelenata” da premesse appositamente sbagliate. Perciò, la “inattesa” concomitanza di considerazioni fra Gemini e Astor diventa “logica e naturale” se si considera un aspetto fondamentale: l’uomo Astor, pur con le sue idee personali, ha fatto un ragionamento logico e neutro sulla situazione del pattinaggio e questo è coinciso con quello fatto dalla macchina Gemini. Inevitabile. E si arriva al punto essenziale: “neutro” della macchina significa “onesto” dell’uomo. Se uno applica freddamente la logica aristotelica alla materia in questione, il pattinaggio, non può prendere in giro gli altri e se stesso sostenendo “quanto è bello il doppio Axel della Sakamoto, simbolo del vero pattinaggio” e poi esaltare il quadruplo Axel di Malinin come “gesto incredibile di tecnica e spettacolo”. Se lo fa, non è onesto. E qui mi fermo perché passo, col successivo commento, al principale motivo del mio intervento: le contraddizioni di tutta quella gente che storpia il pattinaggio e le sue regole per adattare il tutto alle sue aspettative: vince chi mi sta simpatico, le regole ce le facciamo a nostro uso e consumo, e gli altri vadano a ramengo.
  6. Mi accorgo soltanto adesso della “onorificenza” di Super Kamilo assegnatami da Astor e lo ringrazio in ritardo. Non posso sostenere, essendo parte interessata, che me la merito, ma posso dire che cerco di migliorare sempre più l’informazione con ricerche che poi rivelano verità nascoste sia dalla stampa, di qualsiasi genere, dalla carta al web alla tv, sia dagli stessi appassionati che su vari siti e forum chiudono gli occhi davanti alla attuale squallida realtà del pattinaggio artistico (come già detto, mi rifiuto di chiamarlo pattinaggio di figura… cui si dovrebbe aggiungere “di m…”). Proprio questa ricerca, in particolare nelle telecronache su Olimpiade di Milano e Mondiali di Praga, mi avevano distratto un po’ dal forum e quindi dalla nomina a Super Kamilo. Perciò, posso promettere cose sconvolgenti che ho trovato in questa ricerca e per stuzzicare l’appetito ne cito, sua pur parzialmente, un paio divertenti (ma sarebbe meglio dire nauseanti). Entrambe riguardano Guillaume Cizeron e, in sottordine perché lei c’entra poco con questo sfacelo, Florence Fournier Beaudry. Una è di Fabrizio Pedrazzini sulla Rai, con un’esaltazione imbarazzante di Cizeron. La riporterò intera in un prossimo intervento, adesso ne estrapolo un paio di frasi: “Il choreo lift di una semplicità imbarazzante” e “La capacità di accelerare senza fare nulla”. Praticamente, conferma che Cizeron non sa fare i sollevamenti difficili, deve ridursi a quelli di una “semplicità imbarazzante”. Imbarazzante sì! E quel “senza fare nulla” mi ha fatto venire in mente il bravissimo Raul Cremona che fa la parodia del mago Silvan sotto le spoglie di “Silvano, il mago di Milano”. Compie una serie di gesti, le mani che girano a vuoto e non succede niente. E lui dice: “Guardate, non faccio nulla, ma lo faccio benissimo”. Il ritratto di Cizeron, il mago Banalòn. L’altra è di Franca Bianconi, sempre sulla Rai. “C’è davvero una presenza scenica e una interpretazione magistrale, anche se con uno stile innovativo quasi minimalista, perché veramente tutto si basa sull’essenza vera del pattinaggio”. Eccolo qua, lo “stile innovativo quasi minimalista” che fa il paio con la “semplicità imbarazzante”. Se ne sono accorti pure loro che Cizeron è il vuoto pneumatico assoluto, ma cercano di farlo passare come fattore positivo. Praticamente, siamo tornati ai tempi di Beatrix Schuba, la pattinatrice austriaca che vinse due Mondiali e un’Olimpiade fra 1971 e 1972 ma che era scarsissima nei salti e negli elementi artistici, ma accumulava un vantaggio decisivo nell’allora prova delle “figure obbligatorie”, che assegnavano il maggior numero di punti: si dovevano disegnare sul ghiaccio figure come il cerchio, il numero otto e via così, con i giudici che stavano sul ghiaccio e poi andavano a esaminare i segni, qualcosa di osceno e tecnicamente aberrante. Poi, nella prova vera, erano tutte migliori di Schuba e il pubblico restava incredulo quando vedeva che a vincere era lei. Fortunatamente, il regolamento cambiò, ma resta quell’esempio illustre del “nulla” che si prende la medaglia d’oro. Eccoli qua lo “stile minimalista” e “l’essenza del pattinaggio”, con Cizeron loro fiero rappresentante. E adesso scusatemi, vado a vomitare, nemmeno il Lansox 30 mi ha riparato dalla nausea. Arrivederci a presto. E grazie ancora ad Astor.
  7. Quanto alla sostanza di quello che dice Ambesi, a proposito dei quattro titoli mondiali vinti da Sakamoto, qualche precisazione bisogna pur farla, altrimenti chi si affaccia solo adesso sul mondo del pattinaggio artistico potrebbe avere una visione distorta della realtà. In una trasmissione di tre anni fa, Ambesi fece notare che Sakamoto, nel caso avesse vinto il terzo oro mondiale (cosa poi effettivamente accaduta), avrebbe raggiunto l’altra giapponese Mao Asada come numero di titoli iridati, ma aggiunse subito dopo: “Asada però non li ha vinti consecutivamente, come può fare Sakamoto”. Il concetto fu poi ribadito quando Sakamoto vinse in effetti il terzo titolo mondiale. Ricordo quelle parole per un motivo importante: visto che Ambesi si permise di fare quel paragone, è interessante vedere quali erano le avversarie che Asada doveva fronteggiare e quali quelle che invece ha trovato Sakamoto. Per quest’ultima la strada è stata spianata dall’assenza delle russe, che fino a quando hanno potuto gareggiare, prima di essere escluse dall’Isu nel 2022, ottenevano punteggi di almeno 20 punti superiori ai suoi, come all’Olimpiade di Pechino: Shcherbakova 255,95, Trusova 251,73, Sakamoto 233,13. Per non parlare di Valieva che le dava almeno 40 punti di distacco, con punteggi non cancellati per la squalifica, visto che erano stati ottenuti prima e con controlli antidoping sempre superati. E allora, confrontiamo un po’ i podi mondiali di Sakamoto con quelli di alcune campionesse dal recente passato che i telecronisti pare abbiano dimenticato. 2022: 1. Sakamoto 2. Leona Hendrickx 3. Alysa Liu 2023: 1. Sakamoto 2. Lee Haein 3. Leona Hendrickx 2024: 1. Sakamoto 2. Isabeau Levito 3. Kim Chaeyeon 2025: 1. Alysa Liu. 2. Sakamoto. 3. Mone Chiba. 2026: 1. Sakamoto 2. Mone Chiba 3. Nina Pinzarrone Ed ecco i podi dalla fine degli anni Novanta a oggi 1996: 1. Michelle Kwan 2. Chen Lu 3. Irina Slutskaya 1997: 1. Tara Lipinski 2. Michelle Kwan 3. Vanessa Gusmeroli 1998: 1. Michelle Kwan 2. Irina Slutskaya 3. Maria Butyrskaya 1999: 1. Maria Butyrskaya 2. Michelle Kwan 3. Julia Soldatova 2000: 1. Michelle Kwan 2. Irina Slutskaya 3. Maria Butyrskaya 2001: 1. Michelle Kwan 2. Irina Slutskaya 3. Sarah Hughes 2002: 1. Irina Slutskaya 2. Michelle Kwan 3. Fumie Suguri 2003: 1. Michelle Kwan 2. Elena Sokolova 3. Fumie Suguri 2004: 1. Shizuka Arakawa 2. Sasha Cohen 3. Michelle Kwan 2005: 1. Irina Slutskaya 2. Sasha Cohen 3. Carolina Kostner 2006: 1. Kimmie Meissner 2. Fumie Suguri 3. Sasha Cohen 2007: 1. Miki Ando 2. Mao Asada 3. Kim Yuna 2008: 1. Mao Asada 2. Carolina Kostner 3. Kim Yuna 2009: 1. Kim Yuna 2. Joannie Rochette 3. Miki Ando 2010: 1. Mao Asada 2. Kim Yuna 3. Laura Lepisto 2011: 1. Miki Ando 2. Kim Yuna 3. Carolina Kostner 2012: 1. Carolina Kostner 2. Alena Leonova 3. Akiko Suzuki 2013: 1. Kim Yuna 2. Carolina Kostner 3. Mao Asada 2014: 1. Mao Asada 2. Yulia Lipnitskaya 3. Carolina Kostner 2015: 1. Elizaveta Tuktamysheva 2. Satoko Miyahara 3. Elena Radionova 2016: 1. Evgenia Medvedeva 2. Ashley Wagner 3. Anna Pogorilaya 2017: 1. Evgenia Medvedeva 2. Kaetlyn Osmond 3. Gabrielle Daleman 2018: 1. Kaetlyn Osmond 2. Wakaba Higuchi 3. Satoko Miyahara 2019: 1. Alina Zagitova 2. Elizabet Tursynbaeva 3. Evgenia Medvedeva 2020: Edizione cancellata per il Covid 2021: 1. Anna Shcherbakova 2. Elizaveta Tuktamysheva 3. Alexandra Trusova Ma il semplice elenco dei podi non basta per capire pienamente quale fosse il livello tecnico stratosferico di quegli anni, da un quadro mondiale nettamente più competitivo fino a quando ci sono state le russe. Se andiamo a guardare oltre il podio scopriamo una concorrenza addirittura più agguerrita per le medaglie. La lotta si apriva a ben più delle tre pattinatrici medagliate, con nuove arrivate già in grado di sfiorare il podio e che l’avrebbero conquistato subito dopo. Quindi, anche per campionesse già affermate il compito era difficilissimo e l’attuale situazione, al confronto, appare come una gara di esordienti alle quali, è importante farlo notare, i giudici regalano punteggi abnormi. E allora, tanto per avere un’idea, nel 1996 ai piedi del podio c’erano Maria Butyrskaya, Surya Bonaly, la giapponese Midori Ito a fine carriera dopo essere stata campionessa mondiale e argento olimpico, oltre ad aver effettuato, prima nella storia, il triplo Axel, e poi una piccola Tara Lipinski che avrebbe vinto i Mondiali l’anno dopo e l’Olimpiade due anni dopo! Questa era la gara nel 1996! E poi, andando avanti, la realtà rimane la stessa, con schieramento di altissimo livello e difficoltà enormi per vincere una medaglia. Nel 1997, al quarto posto ecco l’esordiente ai Mondiali Irina Slutskaya, poi due volte oro iridata e argento olimpico nel più grande furto della storia nel 2002 ai suoi danni; al quinto Butyrskaya e più dietro si presenta la giapponese Fumie Suguri. La qualità rimane sempre altissima con, negli anni successivi, pattinatrici già famose o che lo diventeranno in breve che restano fuori dalla zona medaglie: Sarah Hughes, poi oro mondiale e olimpico, Sasha Cohen, l’immensa Shizuka Arakawa ottava nel 2003 e poi oro olimpico e mondiale, e dietro di lei quell’anno Carolina Kostner, Miki Ando quarta nel 2004 e poi due volte oro mondiale, davanti a Kostner in quell’anno e Suguri, e classifica incredibile nel 2005 con Kwan, Suguri, Ando e Arakawa ai piedi del podio, e nel 2009 Mao Asada quarta con dietro Suguri e Kostner, nel 2010 Ando, Kostner e Nagasu, col triplo Axel, ad “accontentarsi” di posizioni dalla quarta in giù, Asada sesta nel 2011, e dovremmo citarne tante altre fra le statunitensi Meissner e Czisny, la russa Leonova, le giapponesi Murakami e Suzuki, qualcuna di loro campionessa mondiale come Meissner, qualcun’altra no, ma tutte di livello superiore alle attuali che finoscono fuori dal podio. E non è finita perché arriviamo quasi ai giorni nostri con atlete di alto livello nel 2013 come Murakami, le statunitensi Gold e Wagner, la canadese Osmond, poi oro a Milano 2018, nelle posizioni dalla quarta in giù, davanti a due ragazzine russe, tali Adelina Sotnikova e Elizaveta Tuktamysheva, senza contare Suzuki e Leonova un po’ più dietro. E ancora, buttate lì, le russe Pogorilaya e Radionova, le giapponesi Miyahara e Hongo, la canadese Daleman, non eccelse ma in grado di lottare per le posizioni fra le prime dieci e anche più in alto, e poi, nel 2016, un’altra novità, la kazaka Elizabet Tursynbaeva, prima donna a completare un quadruplo e poi argento mondiale nel 2019. E siamo arrivati all’età contemporanea, non senza citare, prima di concludere, pattinatrici come le statunitensi Karen Chen e Mariah Bell, la russa Sotskova, le giapponesi Mai Mihara, Wakaba Higuchi e soprattutto la sfortunata Rika Kihira, quarta nel 2019 e poi ritiratasi dopo un grave infortunio, una pattinatrice che realizzava un bel triplo Axel e con qualità tecniche superiori che le avrebbero permesso di conquistare tanti podi, sicuramente la più forte del mondo dopo le scatenate giovani russe poi eliminate dall’Isu. Guardando bene questo elenco, e ne ho tralasciate altre per non scrivere un’enciclopedia, si capisce meglio quanto sia scarso il livello tecnico attuale e come le medagliate degli ultimi cinque Mondiali non sarebbero mai salite sul podio, nemmeno vi si sarebbero avvicinate, con le russe in gara, ma che non sarebbero entrate nemmeno fra le prime dieci se avessero dovuto confrontarsi con la sfilza di vere campionesse che ho citato, sul podio e no. Insomma, ci rendiamo conto di cosa stiamo parlando? Tutte quelle che ho nominato farebbero a pezzi la cosiddetta campionessa quattro volte mondiale Sakamoto. Se vogliamo prenderci in giro fra noi, facciamolo pure, ma farci prendere in giro dai giornalisti che raccontano gli ultimi cinque anni come se fossero l’età dell’oro del pattinaggio artistico, beh, parlando con decenza, abbiamo tutto il diritto di mandarli a quel paese, formula educata per sostituire il posto in cui vorremmo davvero mandarli.
  8. Visto l’effetto disturbante che gli fanno le parole di Ambesi, mi permetto di dare un consiglio ad Astor: togliere l’audio quando c’è lui a commentare su Eurosport. Anzi, mi correggo, il consiglio non viene da me, arriva addirittura da Ambesi stesso. E qui sta il bello! Durante le trasmissioni degli Europei 2026 di Sheffield, Ambesi ha parlato della possibilità di abbonarsi a Discovery+, la piattaforma che distribuisce Eurosport, che fino all’anno scorso era su Sky. Sull’abbonamento a Discovery+ ecco le testuali parole di Ambesi: “E’ la base per seguire tutto, anche tre eventi contemporaneamente. Potete fare quello che volete. Diventate voi registi, togliete anche l’audio, così non ci sentite e vi godete solo le immagini. Potete fare quello che volete. Abbonatevi”. E allora, se è lo stesso Ambesi a dire agli spettatori di togliere l’audio, chi siamo noi per contraddirlo? Se l’indicazione di guardare solo le immagini arriva dal re dei telecronisti non resta che fare come dice lui.
  9. Dopo l’ennesimo orgasmo delle giurie davanti alla Banal Dance di Guillaume Cizeron, con punteggi da elezioni bulgare di una volta, è stato lanciato un grande concorso fotografico. Il premio è un milione di euro per una sola fotografia: Cizeron che solleva un piede dal ghiaccio mentre tiene in braccio la partner. Tutti i fotografi presenti ai Mondiali di Praga hanno già detto che è impossibile vincerlo, ma uno di loro ha avuto una brillante idea: è vero che Cizeron con quei piedi piantati sul ghiaccio sembra un ragazzino che ha appena cominciato a pattinare e ha paura di tirare su un piede, ma se cade mentre ha in braccio la partner, quasi sicuramente uno dei due piedi si staccherà dal ghiaccio ed ecco che ci sarà la foto del secolo, ma che dico del secolo, la foto del millennio, ma che dico del millennio, la foto dell’eternità. Fiduciosi aspettiamo.
  10. I Mondiali di Praga ci riservano nuove emozioni, in particolare grazie alla fantasmagorica telecronaca della Rai con la giornalista Maddalena Montecucco e la commentatrice tecnica Rebecca Ghilardi. Quando arriva in pista Kaori Sakamoto, per il programma Corto, si entra nell’empireo della narrazione a botte di “favolosa”. Montecucco: “Era l’ultimo programma Corto di una carriera favolosa per Kaori Sakamoto. Standing ovation per una favolosa campionessa”. Ghilardi: “Lei è riuscita a creare veramente un’opera d’arte in questo programma Corto”. Una favolosa campionessa che ha un programma tecnico di almeno una ventina di anni fa, superato da un numero di pattinatrici il cui elenco richiederebbe un volume intero della Treccani, ma lei è “favolosa”. Ma il massimo lo si ha quando si parla del suo elemento tecnico più celebrato, il “meraviglioso”, ma che dico meraviglioso, il “mostruoso” doppio Axel!!! Ma ci rendiamo conto? I poveri incompetenti si mettono a esaltare le russe che fanno i quadrupli, e tante altre fra giapponesi e statunitensi che negli ultimi anni hanno fatto vedere il triplo Axel, quando invece c’è l’elemento tecnico più difficile e importante di tutti che solo Sakamoto sa mostrare: il doppio Axel. E mica ce lo siamo inventati noi l’aggettivo “mostruoso”, non ci saremmo mai potuti permettere, vista la nostra ignoranza in materia. E’ la Ghilardi a darci una memorabile lezione: “Un doppio Axel mostruoso il suo con quella uscita infinita”. E Montecucco ci fa sapere cosa ha dato Sakamoto al pattinaggio artistico: “Quanto ha dato a questo sport, con questo doppio Axel, quanto ci mancherà perché copre tutto il ghiaccio”. E già. Ma quanto ci mancherà questo galattico doppio Axel? Pare che la domanda sia stata rivolta anche alle pattinatrici russe: “Quanto vi mancherà il doppio Axel della Sakamoto?” E loro hanno risposto: “Ma cos’è questo doppio Axel?” Bisogna capirle, quando si parla di salti loro conoscono solo tripli e quadrupli, poverine, non potranno mai godere dello spettacolo, “favoloso” naturalmente, del doppio Axel di Sakamoto.
  11. Mercoledì 25 cominciano i Mondiali a Praga, ovviamente senza la Russia, dopo la parentesi olimpica di Milano, che comunque è stata una presa in giro, un solo atleta e una sola atleta russi. Dopo un lungo letargo, ricomincio a intervenire, sia pure con questo breve commento, ma ne sto preparando altri molto duri. Per il momento, mi soffermo soltanto su un particolare che la dice lunga su come il mondo del pattinaggio artistico su ghiaccio abbia affrontato, e ancora lo stia facendo, l’assenza russa che ha falsato totalmente, almeno nelle Donne e nelle Coppie, gli ultimi quattro anni, con medaglie assegnate ad atleti che, altrimenti, non avrebbero mai potuto conquistarle. Ma stavolta vorrei far notare come la stampa, quella importante, abbia affrontato la questione. Perciò, prendo un caso particolare, un articolo pubblicato dal Corriere della Sera il 19 febbraio, durante l’Olimpiade. Si parla della russa Adeliia Petrosjan. L’articolo è firmato “g.pic.”, che dovrebbe essere il diminutivo di Gaia Piccardi, inviata del Corriere ai più grandi eventi sportivi in tutto il mondo. Non sto a discutere sulle convinzioni dell’autrice dell’articolo a proposito di Petrosjan, della sua allenatrice Tutberidze, della scuola russa e di tutto quello che è accaduto a cominciare dalla squalifica di Valieva. Faccio riferimento a una sola frase dell’articolo, questa: “Si dice che sappia atterrare in piedi da quei quadrupli a cui le ragazze si stanno pericolosamente avvicinando”. “Si dice”? Che significa quel “si dice”? L’autrice dell’articolo non crede che Petrosjan abbia davvero realizzato i salti quadrupli? Ci farebbe piacere saperlo. Certo, a guardare le cosiddette “campionesse” dal 2022 in poi, da quando cioè le russe non possono più partecipare per il diktat dell’Isu, il dubbio potrebbe apparire legittimo, visto che a malapena due o tre pattinatrici, e nemmeno ori mondiali, riescono a fare il triplo Axel, figuriamoci i quadrupli! In ogni caso, i giornalisti che si occupano di questo sport dovrebbero perlomeno conoscere cosa è successo sulle piste di ghiaccio, e non stiamo parlando di secoli fa, ma degli ultimi anni. Così, mi piace mettere a disposizione della stampa mondiale alcuni dati e un filmato, quest’ultimo gentilmente offerto da Astor che lo aveva inserito in un suo post qualche tempo fa. Il filmato è questo: https://www.youtube.com/watch?v=l8G4POwDQj0 Al minuto 2.49’30” c’è il Libero di Petrosjan ai Nazionali Russi 2025, disputati a dicembre 2024. E’ una Petrosjan al massimo della forma, non ancora funestata da infortuni che le hanno impedito di esprimersi al meglio ai Giochi di Milano. E qui si vede che i quadrupli li fa alla grande, altro che “si dice”, tanto che ottiene con questo esercizio 177,14 punti, con un totale di 262,92. Per facilitare la comprensione di quello che Petrosjan è capace di fare, ecco il suo programma Libero di salti: triplo Axel, quadruplo Toeloop-doppio Toeloop, quadruplo Toeloop, triplo Rittberger, triplo Lutz-doppio Axel-doppio Axel, triplo Flip-triplo Toeloop, triplo Flip. Quindi: 2 quadrupli, 6 tripli incluso Axel, 3 doppi inclusi 2 Axel. Mica “si dice”. Per sovrammercato, fornisco, per tutti i giornalisti mondiali interessati, qualche altro programma delle russe, con una caterva di quadrupli, i salti ai quali le altre del resto del mondo “si stanno pericolosamente avvicinando” mentre loro li fanno mentre mangiano cornetti e cappuccino a colazione. Anna Shcherbakova: Quadruplo Flip+triplo Toeloop, quadruplo Flip, doppio Axel, doppio Axel, triplo Lutz+triplo Rittberger, triplo Flip+1 Euler+triplo Salchow, triplo Lutz. Totale: 2 quadrupli, 6 tripli, 2 doppi Axel. Alexandra Trusova: Quadruplo Flip, quadruplo Salchow, quadruplo Toeloop, doppio Axel+triplo Toeloop, quadruplo Lutz+triplo Toeloop, quadruplo Lutz, triplo Lutz+1 Euler+triplo Salchow. Totale: 5 quadrupli, 4 tripli, 1 doppio Axel. Kamila Valieva: Quadruplo Salchow, triplo Axel, quadruplo Toeloop+triplo Toeloop, triplo Rittberger, quadruplo Toeloop-1 Euler+doppio Salchow, triplo Flip+triplo Toeloop, triplo Lutz. Totale: 3 quadrupli, 6 tripli, 1 doppio. Così evitiamo altri “si dice”.
  12. Proseguo con qualche informazione che può essere utile nella valutazione di quello che è successo a Milano, riservandomi di fare osservazioni in seguito. Per il momento, solo le fredde cifre. Questa ulteriore ricerca nasce dalle parole di alcuni commentatori che hanno definito meraviglioso il programma Libero di Alisa Lyu. Così, ho preso il Libero di Lyu all’Olimpiade di Pechino e l’ho confrontato con quello di Milano. A Pechino Lyu fu settima nel programma Libero e settima nella classifica finale, piazzamento poi cambiato dopo la squalifica di Valieva, per cui Lyu risulta sesta nel Libero e nel Totale a Pechino. A Milano è prima sia nel Libero che nel Totale. Ecco i due programmi a confronto. PECHINO MILANO Triplo Axel, degradato Triplo Flip Triplo Rittberger Triplo Lutz + triplo Toeloop Triplo Flip Triplo Salchow Doppio Axel Trottola con cambio piede Trottola, ingresso volante e cambio piede Triplo Rittberger Triplo Lutz + triplo Toeloop Trottola Camel con ingresso volante Triplo Lutz + un Euler + triplo Salchow Triplo Lutz+doppio Axel+doppio Toeloop Triplo Flip + doppio Toeloop Triplo Flip + doppio Toeloop Sequenza di passi Doppio Axel Sequenza coreografica Sequenza di passi Trottola con cambio piede Sequenza coreografica Trottola rovesciata Trottola rovesciata Ecco gli elementi comuni a entrambi i Liberi: Trottola con cambio piede Trottola rovesciata Sequenza di passi Sequenza coreografica Triplo Flip Doppio Axel Triplo Rittberger Triplo Flip + doppio Toeloop Triplo Lutz + triplo Toeloop Ed ecco gli elementi cambiati da Pechino a Milano: PECHINO MILANO Trottola, ingresso volante, cambio piede Trottola Camel con ingresso volante Valore base 3,50 Valore base 3,50 Triplo Lutz+un Euler+triplo Salchow Triplo Lutz+doppio Axel+doppio Toeloop Valore base 11,77 (+10%) Valore base 11,55 (+10%) Triplo Axel degradato a doppio Triplo Salchow Valore base 8,00 degradato a 3,30 Valore base 4,30 Come si vede, i programmi sono praticamente gli stessi, con una minima differenza di valore base: 0,78 in più a Milano, perché il triplo Axel di Pechino è stato degradato a doppio. Come valore base del programma annunciato, invece, quello di Pechino è di 3,92 in più rispetto a Milano. Ognuno può quindi valutare per proprio conto se la vittoria di Alisa Lyu sia stata determinata da un progresso tecnico o no.
  13. Ci sono milioni di cose da dire a proposito della più scandalosa gara femminile, almeno dal punto di vista tecnico, della storia del pattinaggio artistico alle Olimpiadi (quella più scandalosa per il risultato rimane Salt Lake City 2002 con la statunitense Hughes sulla russa Slutskaya, seguita a ruota, ma forse anche alla pari, da Sochi 2014 con la russa Sotnikova sulla sudcoreana Kim Yuna). Ma per il momento mi limito a mettere in evidenza i programmi più significativi del Libero Donne ai Giochi di Pechino 2022, visto che un commento in tv ha superato i limiti della decenza, tanto che si è arrivati a dire che la gara di Milano è stata superiore a quella di quattro anni fa. Quindi, ecco i programmi di salti delle prime due classificate nelle edizioni 2022 e 2026 (non metto la terza perché a Pechino è stata Sakamoto, seconda a Milano, quindi i confronti perdono di significato): il Libero di Shscherbakova e Trusova contro quello di Liu e Sakamoto. Non metto nemmeno il punteggio, vado all’essenziale, cioè a quello che le pattinatrici sono capaci di fare. Le considerazioni le farò in seguito, adesso contano solo i numeri. Primo posto Shscherbakova: quadruplo Flip+triplo Toeloop, quadruplo Flip, doppio Axel, doppio Axel, triplo Lutz+triplo Rittberger, triplo Flip+Euler+triplo Salchow, triplo Lutz. Totale: 2 quadrupli, 6 tripli, 2 doppi Axel, 1 Euler. Liu: triplo Flip, triplo Lutz+triplo Toeloop, triplo Salchow, triplo Rittberger, triplo Lutz+doppio Axel+doppio Toeloop, triplo Flip+doppio Toeloop, doppio Axel. Totale: 7 tripli, 2 doppi Axel e 2 doppi Toeloop. Secondo posto Trusova: quadruplo Flip, quadruplo Salchow, quadruplo Toeloop, doppio Axel+triplo Toeloop, quadruplo Lutz+triplo Toeloop, quadruplo Lutz, triplo Lutz+Euler+triplo Salchow. Totale: 5 quadrupli, 4 tripli, 1 doppio Axel. Sakamoto: doppio Axel, triplo Flip, triplo Lutz+doppio Toeloop, triplo Salchow, triplo Flip, doppio Axel+triplo Toeloop+doppio Toeloop, triplo Rittberger. Totale: 6 tripli, 2 doppi Axel e 2 doppi Toeloop. Infine, a proposito di tripli Axel, ecco il confronto fra Pechino e Milano. A Pechino hanno eseguito il triplo Axel: nel Corto: Valieva, Trusova, Higuchi, You Young (degradato), Kawabe, Shabotova. Nel Libero: Valieva, You Young, Higuchi, Alisa Lyu (degradato), Kawabe (degradato), A Milano hanno eseguito il triplo Axel, sia nel Corto che nel Libero: Glenn, Nakai. A Pechino avevano in programma il triplo Axel 7 pattinatrici. A Milano avevano in programma il triplo Axel 2 pattinatrici. Da notare che Alisa Lyu a Pechino ha tentato il triplo Axel, sia pure degradato, a Milano no. I confronti sono facili, ognuno può farli da solo. Le mie considerazioni nei prossimi interventi.
  14. Mi dispiace, ma stavolta non sono per niente d'accordo con Astor. Ha scritto: "O, volendo essere meno drastici, un campionato di Serie B spacciato per Serie A, uno di Formula Tre spacciato per Formula Uno". Non è un campionato di serie B spacciato per serie A, è il campionagto degli esordienti all'Oratorio spacciato per Campionato del Mondo. Ed è la corsa dei tricicli per bambini fino a 5 anni al massimo spacciato per Formula Uno. Caro Astor, stavolta hai toppato!!! 😁😁😁😁😁😁😁😁😁😁
  15. Faccio una piccola pausa sulle meraviglie ascoltate durante le telecronache degli Europei di Sheffield per approfondire qualcos’altro accaduto in queste gare, restando comunque nell’ambito della Danza. L’argomento è il comportamento dei giudici verso la coppia britannica Lilah Fear-Lewis Gibson, medaglia di bronzo alle spalle degli azzurri Charlene Guignard-Marco Fabbri e del più grande bluff della storia del pattinaggio di Danza, Guillaume Cizeron, stavolta accompagnato da Laurence Fournier Beaudry. Prima di approfondire gli smaccati favoritismi ai britannici, va ricordato che già dalla scorsa stagione Guignard e Fabbri sono stati massacrati dalle giurie e si sono ritrovati davanti a loro coppie che in precedenza restavano parecchi punti alle loro spalle, grazie a una netta differenza di tecnica e di valore artistico. Il caso limite avvenne ai Mondiali di Boston, con penalizzazioni pesanti e incomprensibili per gli azzurri, punteggi esagerati per i britannici, che di solito restavano a molti punti di distanza da Guignard-Fabbri. L’andazzo è continuato anche all’inizio di questa stagione, tanto che Guignard-Fabbri non si sono nemmeno qualificati per le Finali del Grand Prix. A Sheffield, finalmente, ci sono stati sia una reazione d’orgoglio degli azzurri, sia un trattamento meno penalizzante da parte dei giudici. Ciò non toglie, però, che il tentativo di aiutare i britannici a danno di Guignard-Fabbri ci sia stato eccome. E arriviamo al punto, perché esemplare in tal senso è stato il giudizio sul Libero di Fear-Gibson. In occasione del twizzle, si è visto chiaramente che Gibson è inciampato ed è stato sul punto di cadere, l’azione di entrambi si è completamente fermata, rovinando l’elemento sia dal punto di vista tecnico che da quello artistico. E qui avviene il misfatto. In prima chiamata, nonostante il grave errore fosse chiaro ed evidente, il grado di esecuzione (Goe) è stato positivo! E’ comparso, infatti, un +0,55 di Goe con il livello 3 assegnato a entrambi i pattinatori. Bisognerebbe chiedere ai nove giudici cosa hanno mai visto per decidere in questa maniera, perché qui siamo ben oltre il ridicolo. Ma andiamo avanti. Dopo aver rivisto la prova, il giudizio viene cambiato: il Goe va in negativo, -0,41. Sui livelli, però, c’è la conferma del 3 a Lilah Fear, ma quello di Lewis Gibson, quello che ha rischiato di cadere, sale a 4! Ancora più interessante è vedere la valutazione dei singoli giudici per il Goe. Dopo aver ricordato che si va dal meno 5 al più 5, considerando anche lo zero, per una scala di undici gradi, ecco cosa è successo: cinque giudici hanno assegnato meno 1, un giudice meno 2, uno ha dato zero, un altro più 1 e uno più 2. Ora, considerando che anche il meno 1, per quell’errore clamoroso di Gibson, è un regalo, che il meno 2 è l’unica valutazione che si avvicina alla realtà, vorremmo sapere da quale paese dei balocchi vengono fuori lo zero, il +1 e addirittura il +2. Qui siamo decisamente oltre la vergogna. E allora, vediamo un po’ chi sono questi giudici. Piccola premessa: fino a una decina di anni fa, accanto al nome dei giudici compariva quello della nazione di appartenenza. Poi, dopo che le giurie erano state invischiate in tante polemiche, l’Isu prese la decisione più ridicola: invece di assicurare trasparenza e serenità, nascose la nazionalità dei giudici, con la sigla ISU accanto a ciascuno di loro. Quelli dell’Isu sono davvero dei geni! Credono che nascondendo la nazionalità dei giudici, le polemiche finiscano. Ovviamente, è facile trovare quello che l’Isu si illude di nascondere. Quindi, ecco chi sono gli ineffabili giudici della Danza libera a Sheffield e il Goe che ciascuno di loro ha dato a Fear-Gibson. Li cito nell’ordine stabilito dall’Isu, con la nazionalità, il genere e il Goe: Christian Baumann (Germania), uomo, +1; Elena Khmyzenko (Georgia), donna -1; Marta Olozagarre (Spagna), donna, -1; Valerie Grelet Lambert (Cipro), donna, -2; Katarzyna Szawarejko (Polonia), donna, -1; Vera Tauchmanova (Rep. Ceka), donna, -1; Jeroen Prins (Olanda), uomo, +2; Jezabel Dabouis (Francia), donna, 0; Leo Lenkola (Finlandia), uomo, -1. Quindi, i tre giudici maggiormente incriminati (ma anche gli altri non sono tanto da meno, a eccezione della Grelet Lambert, l’unica a dare -2) sono: la francese Dabouis, che ha dato 0 come Goe, e due uomini, il tedesco Baumann +1 e l’olandese Prins +2. La coincidenza è strana, due uomini ad assegnare un valore positivo alla prova di Fear-Gibson, tanto da far pensare che gli uomini non capiscano un tubo di Danza, senonché c’è l’altro uomo di questa giuria, il finlandese Lenkola, con il suo -1, a riequilibrare un po’ la valutazione di competenze. Resta l’interrogativo di base: come è possibile che questi tre giudici non abbiano dato un grado di esecuzione negativo nonostante il grave errore di Gibson? E non possiamo sapere quali siano stati i giudizi di prima chiamata, che avevano portato al ridicolo +0,55, perché lì si cadrebbe nella farsa. Ricordando, poi, ancora una volta, la persecuzione ai danni di Guignard-Fabbri, i dubbi diventano sempre più grandi e il pensiero che tutto si decida prima ancora che i pattinatori scendano in pista è sempre più realistico. Ma secondo l’Isu tutto va bene madama la marchesa! Possiamo solo sperare che, davanti a nefandezze di questo genere, se accadranno anche a Milano all’Olimpiade, ci sia almeno una sollevazione popolare e che gli spettatori riempiano di fischi e “buuu” giurie non degne di questo nome. Ah, dimenticavo, mica finisce qua. Sì, perché un’altra prodezza di questi stessi nove giudici è stata compiuta nella Danza libera di Fournier Beaudry-Cizeron: Goe +3,1 per i twizzle con i due “campionissimi” uno di spalle all’altro (!!!) e di 2,19 per un rotational lift così banale e facile che possono farlo anche le coppie di Danza che scendono in pista per la prima volta, tipo le “aste” alla scuola elementare. Ma di questo parlerò nel prossimo intervento.
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