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chatruc

La sindrome del lamento: vero, falso, utile, patologico, italiano?

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1 ora fa, chatruc ha scritto:

Com'è su quei social?

 

Reddit è l'evoluzione dei vecchi forum. 

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Eccomi qui a postare uno spunto di riflessione riguardo la questione. In sintesi, perchè in Italia ci si lamenta di tutto ma nulla cambia?

 

 

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Credo sia qualcosa che derivi anche dall'eccessiva religiosità di un popolo (non necessariamente del singolo) che nel corso dei secoli ne condiziona la mentalità. Si prega affinchè la situazione migliori, invece di fare qualcosa di concreto. Quando la situazione ovviamente non migliora, subentra la frustrazione e ci si lamenta.

 

Poi purtroppo i social hanno dato voce a gente che avrebbe fatto bene a tenere più riservata la propria ignoranza / negatività, invece di fare da cassa di risonanza in pubblico.

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8 ore fa, White Star ha scritto:

Credo sia qualcosa che derivi anche dall'eccessiva religiosità di un popolo (non necessariamente del singolo) che nel corso dei secoli ne condiziona la mentalità. Si prega affinchè la situazione migliori, invece di fare qualcosa di concreto. Quando la situazione ovviamente non migliora, subentra la frustrazione e ci si lamenta.

 

Poi purtroppo i social hanno dato voce a gente che avrebbe fatto bene a tenere più riservata la propria ignoranza / negatività, invece di fare da cassa di risonanza in pubblico.

Bella considerazione la tua. Io ho una sorta di sensazione che non riesco a tradurre in parole.

 

In pratica, guardo le infrastrutture in altri paesi e mi chiedo perchè non le abbiamo in Italia. Se ne parlo con qualcuno, il discorso finisce subito in politica, partiti che spendono inutilmente per catturare voti, zero politiche a lungo termine, accordi diversamente legali...ma io non parlo di quell'aspetto. Parlo di una sorta di concezione che tende all'immobilismo.

 

Per fare un esempio che c'entra con nostro forum, non parlo tanto del fatto che Monza e Imola sia circuiti vecchi e obsoleti, cosa riconducibili alla politica, gli investimenti e i piani a lungo termine, ma all'appassionato che continua a dire che Monza e Imola sono superiori a qualsiasi autodromo del mondo. Di quelli che pensano che "San Siro" non si tocca e soprattutto quelli che in occasione di qualsiasi critica rispondono con "Venezia ce l'abbiamo solo noi, in quella città non avranno mai il Colosseo, ecc....". In sintesi mi chiedo quale sia il valore aggiunto del nostro paese se non fosse per l'eredità culturale che obbiettivamente noi non abbiamo costruito.

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La questione religiosità è vera, l'ho constatata anch'io.

 

Addirittura, pur con diversi parallelismi e similitudini (anche nel modo di non metabolizzare i periodi storici bui/nefasti) con la Spagna, è evidente (lo notai già negli anni '80 in diverse visite) un maggiore dinamismo e una propensione al futuro degli iberici. Allora era evidente, negli ultimi lustri la differenza è aumentata.

 

Io sono fissato, ma credo che se mi aiutaste a delocalizzare il Vaticano e chi lo popola (nell'oceano Pacifico per esempio), il Bel Paese* potrebbe giovarne.

 

*La forma maiuscola è voluta, contiene una mai sopita speranza di rinascita.

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siamo fatti così, i motivi sono tantissimi e storicamente ben radicati.

ci lamentiamo sempre, predichiamo bene e razzoliamo male, in più campanilismo a manetta.

anche il fatto che siamo sempre stati divisi internamente ha portato a questo.

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6 ore fa, Beyond ha scritto:

siamo fatti così, i motivi sono tantissimi e storicamente ben radicati.

ci lamentiamo sempre, predichiamo bene e razzoliamo male, in più campanilismo a manetta.

anche il fatto che siamo sempre stati divisi internamente ha portato a questo.

Però nel dopoguerra l'Italia è cambiata parecchio: ragiona su cosa era l'Italia nel 1946 e cosìera 25 anni dopo.

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7 ore fa, Beyond ha scritto:

In più campanilismo a manetta.

Non è un caso che se mi danno del "pugliese" è quasi un insulto :asd:

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14 ore fa, chatruc ha scritto:

Bella considerazione la tua. Io ho una sorta di sensazione che non riesco a tradurre in parole.

 

In pratica, guardo le infrastrutture in altri paesi e mi chiedo perchè non le abbiamo in Italia. Se ne parlo con qualcuno, il discorso finisce subito in politica, partiti che spendono inutilmente per catturare voti, zero politiche a lungo termine, accordi diversamente legali...ma io non parlo di quell'aspetto. Parlo di una sorta di concezione che tende all'immobilismo.

 

Per fare un esempio che c'entra con nostro forum, non parlo tanto del fatto che Monza e Imola sia circuiti vecchi e obsoleti, cosa riconducibili alla politica, gli investimenti e i piani a lungo termine, ma all'appassionato che continua a dire che Monza e Imola sono superiori a qualsiasi autodromo del mondo. Di quelli che pensano che "San Siro" non si tocca e soprattutto quelli che in occasione di qualsiasi critica rispondono con "Venezia ce l'abbiamo solo noi, in quella città non avranno mai il Colosseo, ecc....". In sintesi mi chiedo quale sia il valore aggiunto del nostro paese se non fosse per l'eredità culturale che obbiettivamente noi non abbiamo costruito.

 

Siamo tradizionalisti: è un difetto in alcuni ambiti (ad esempio il rinnovo delle strutture fatiscenti), ma è un pregio in altri, ad esempio in ambito culinario l'innumerevole quantità di prodotti e ricette tradizionali.

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8 ore fa, White Star ha scritto:

 

Siamo tradizionalisti: è un difetto in alcuni ambiti (ad esempio il rinnovo delle strutture fatiscenti), ma è un pregio in altri, ad esempio in ambito culinario l'innumerevole quantità di prodotti e ricette tradizionali.

Ma mi chiedo perchè non sia posssibile mantenere le cose belle che abbiamo, come borghi e cucina, migliorando le infrastrutture dove serve. Per interrare le ferrovie e costruire altre 6 linee di metro a Roma e Milano, non è necessario demolire il Duomo e il Colosseo.

 

Abbiamo l'autostrada tirrenica che è ferma da 50 anni per essere finita, per andare da Udine a Roma ci metto praticamente lo stesso in auto che in treno; per andare a Milano ci metto molto meno in macchina.

 

Guardate questo articolo:

 

https://en.wikipedia.org/wiki/World_Tourism_rankings

 

Abbiamo a metà di turisti di Francia e Spagna, nonostante le ricchezze culturali, a dimostrazioni che senza quelle, da noi non verrebbe nessuno. Frequento il sud della Spagna da oltre 20 anni e vi assicuro che a inizi dei 2000, erano tutto sommato simili al nostro sud, con strade così così, treni così così, alberghi così così. Ora sono su un altro pianeta. Guardate la crescita del numero di turisti, pressoché nulla nel nostro paese.

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9 ore fa, White Star ha scritto:

 

Siamo tradizionalisti: è un difetto in alcuni ambiti (ad esempio il rinnovo delle strutture fatiscenti), ma è un pregio in altri, ad esempio in ambito culinario l'innumerevole quantità di prodotti e ricette tradizionali.

 

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9 ore fa, White Star ha scritto:

 

Siamo tradizionalisti: è un difetto in alcuni ambiti (ad esempio il rinnovo delle strutture fatiscenti), ma è un pregio in altri, ad esempio in ambito culinario l'innumerevole quantità di prodotti e ricette tradizionali.

 

Credo che in tutti i popoli vi sia un certo amore per la tradizione, cosa molto sana e doverosa, ma che purtroppo ha contribuito ad alimentare negli ultimi decenni di globalizzazione e aumento del traffico di una popolazione mondiale numericamente in esplosione, un sentimento sbagliato (anche se umano).

 

Ma si può (deve) curare le tradizioni (quelle nobili, altre no) senza proiettarsi nel futuro. Perché è necessario.

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12 ore fa, chatruc ha scritto:

Però nel dopoguerra l'Italia è cambiata parecchio: ragiona su cosa era l'Italia nel 1946 e cosìera 25 anni dopo.

 

eh chiaro che il paese era un'altra cosa 100 anni fa ma credo valga non solo per noi

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Il 20/11/2025 Alle 09:54, Beyond ha scritto:

 

eh chiaro che il paese era un'altra cosa 100 anni fa ma credo valga non solo per noi

Abbiamo avuto una degna classe politica dal 1946 al 1966, poi non si è capito più nulla

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13 ore fa, be_on_edge_84 ha scritto:

Abbiamo avuto una degna classe politica dal 1946 al 1966, poi non si è capito più nulla

 

che è successo nel 67?

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1 ora fa, Beyond ha scritto:

 

che è successo nel 67?

Hulme ha vinto il mondiale e per colpa sua sono iniziati i nostri guai.

 

Noi tendiamo a ridurre tutto a politica, ma è vero che i politici li scegliamo noi.

 

Quando parlavo di sindrome del lamento, parlo di quelli che volevano Binotto via e ora dicono "ma alla fine con Binotto comunque stavamo meglio di adesso". Idem con il DRS: orde di mentecatti festeggiano su fb la fine del DRS senza sapere che il prossimo anno avremo la stessa cosa ma con modalità diverse e dimenticandosi di quando 15 anni fa si lamentavano dell'assenza di sorpassi.

 

Quello che noto nell'italiano medio e il fatto di guardare sempre indietro e mai avanti.

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Il 19/11/2025 Alle 10:49, crucco ha scritto:

La questione religiosità è vera, l'ho constatata anch'io.

 

Addirittura, pur con diversi parallelismi e similitudini (anche nel modo di non metabolizzare i periodi storici bui/nefasti) con la Spagna, è evidente (lo notai già negli anni '80 in diverse visite) un maggiore dinamismo e una propensione al futuro degli iberici. Allora era evidente, negli ultimi lustri la differenza è aumentata.

 

Io sono fissato, ma credo che se mi aiutaste a delocalizzare il Vaticano e chi lo popola (nell'oceano Pacifico per esempio), il Bel Paese* potrebbe giovarne.

 

*La forma maiuscola è voluta, contiene una mai sopita speranza di rinascita.

 

L imprinting religioso  sulla popolazione è ben conosciuto come tematica.

Mi ricordo ancora una lezione di filosofia al liceo sull etica calvinusta protestante e lo sviluppo del  capitalismo...

https://it.wikipedia.org/wiki/L'etica_protestante_e_lo_spirito_del_capitalismo

 

 

 

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ecco un esempio

 

https://www.salviamosansiro.it/index.php?option=com_blankcomponent&view=default&Itemid=101&lang=it

 

Abbiamo uno stadio fatiscente, pessimo, tenuto ancora peggio e molti insistono col tenerlo in piedi e "sistemarlo" quando è tutto da abbattere, non si salva niente.

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Il 06/12/2025 Alle 10:48, Beyond ha scritto:

che è successo nel 67?

 

Il 15 aprile 1967 scomparve Totó, lasciando un vuoto nel panorama artistico italiano. 

Edited by crucco

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notavo che su questo forum si lamentano soprattutto alcune categorie di persone:

 

- sudamericani come @chatruc

- emigrati come @crucco e @nkola1979

- terroni come @be_on_edge_84 e @Ferrarista

al contrario la parte buona del paese, come i lavoratori veneti, non passano il tempo a lagnarsi.

@Kimimathias

@lucaf2000

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