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Massimo

Rossi: "Se non risolviamo è un problema andare avanti"

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Nelle ultime quattro gare ha messo a referto appena 8 punti, portando il suo score totale a quota 80. Numeri che fanno di questo 2019 la peggior stagione della carriera di Valentino Rossi in MotoGP: anche nei due anni in Ducati, infatti, aveva raccolto di più nelle prime 9 gare.

 

Ma soprattutto numeri che hanno alimentato un flusso davvero importante di domande sulla sua età e sulla sua voglia di continuare a correre a 40 anni al termine di un GP di Germania in ombra, concluso solo all'ottavo posto e con un distacco di quasi 20" da Marc Marquez, ma anche di 14" dalla Yamaha gemella di Maverick Vinales.

E bisogna dire che in un certo senso il "Dottore" questa volta ha mandato dei messaggi contrastanti, perché se da una parte ha ribadito che la sua voglia è ancora intatta, ha concluso il suo pensiero con una frase che potenzialmente può pesare come un macigno, lasciando intendere che la chiave di tutto però è trovare una soluzione ai problemi che lo stanno tormentando da quattro gare a questa parte.

 

"Penso che sia normale che mi chiedano se sono troppo vecchio, vista la situazione. Naturalmente, anche io me lo chiedo sempre, perché sono il più vecchio, ma ho 6 o 7 anni in più rispetto al secondo più vecchio. Ma ci sono delle cose che posso sentire solo io e quando non avrò più voglia sarà abbastanza chiaro. Non ho la sensazione di essermi arreso, di non essere concentrato o di non avere abbastanza motivazione quando arrivo al weekend di gara. Però tutto dipende dai risultati, se non riusciamo a risolvere è un problema andare avanti". 

Per il momento la voglia di reagire sembra esserci ancora, ma anche lui sa che il momento del ritiro prima o poi arriverà e ormai non è troppo lontano: "Io ad un certo punto dovevo decidere se smettere da vincente o continuare a correre fino a quando ne avessi avuto voglia. Ho scelto la seconda già una decina di anni fa e sono felicissimo. Poi arriverà un punto in cui sarà chiaro che è il momento di smettere".

La cosa che lo turba è che ad essere andate malissimo sono state proprio le gare in cui aveva brillato l'anno scorso e che non crede che si possa attribuire solo all'avere un anno in più l'essere stato più lento di 20" in gara.

"Anche l'anno scorso ero vecchio, avevo 39 anni invece che 40, ma nelle ultime cinque gare avevo fatto quattro podi. Qui poi in gara ero stato 20" più veloce l'anno scorso rispetto a quest'anno, quindi c'è qualcosa che non va. Dobbiamo capire cosa, perché con la moto non mi trovo e comunque sono lento. Però ci dobbiamo provare e cercare di ritornare competitivi".

E per farlo non ha intenzione di dare vita ad un nuovo ribaltone come quello che alla fine del 2013 aveva portato Silvano Galbusera al suo fianco come capo tecnico al posto di Jeremy Burgess.

"No, vorrei cercare di far funzionare le cose così. Da quando sono con Galbusera non ho vinto come quando ero giovane, ma ho vinto abbastanza gare. Abbiamo lottato per un Mondiale fino all'ultima gara e abbiamo fatto secondi altre due volte. Quindi l'obiettivo è cercare di far funzionare le cose così".

Il problema attuale sembra essere di setting, perché lui non riesce a sfruttare il potenziale della M1 come invece fanno Vinales e Fabio Quartararo.

https://it.motorsport.com/motogp/news/valentino-se-non-risolviamo-e-un-problema-andare-avanti/4490558/

 

 

Edited by Massimo

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