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Carriere invertite

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Come pensate valuteremmo i grandi del passato se la loro carriera in termini di risultati fosse stata all'inverso? 

 

Esempio

Alonso: passa anni a fare punticini e qualche podio, poi oblio. Viene preso in Ferrari va fortissimo ma a perde il titolo all'ultimo in due occasioni. Passa dopo un po' in Mclaren, dove fa a scaramucce con un debuttante. Ma l'anno dopo, ormai a fine carriera, trionfa inaspettatamente contro altri campioni per due volte. Over 40 si concede un paio di stagioni prima di salutare tutti, e ritorna per l'addio dopo un anno sabbatico in una scuderia da ultimo posto.

 

Fate voi qualche esempio di carriera che sarebbe cambiata tanto nella nostra percezione (mi viene in mente Mansell).

@Leno 

@rimatt 

@chatruc

@lucaf2000 

@Garviel Loken

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Diciamo che è un ragiomaneto un po' particolare, perchè di solito c'è uno sviluppo nel corso della carriera e una parabola discendente. Molti piloti a fine carriera campano per varie stagioni in virtù dei risultati ottenuti in passato; caso contrario verrebbero appiedati.

 

Esempio Michael Schumacher: esordisce direttamente sulla Mecedes (quindi in teoria è un predestinato), ma nel corso delle tre stagioni, causa problemi alla vista, compie parecchi erroi e sta dietro al compagno di squadra Rosberg. Quindi viene appiedato e si dedica alle moto dove parte col botto rischiando la vita, ma i dottori gli sistemano prima il collo, poi gli occhi. A questo punto ottiene qualche magro risultato nella SBK tedesca e poi nel monomarca KTM che lo rilanciano in F1, dove la Ferrari, che come tutti sanno fa delle scelte del catxzo, lo assume. Sfiora il titolo al primo anno dopo una rimonta eccezionale nei confronti dell'esperto Alonso, sfumata causa motore in Giappone. Nella stagione successiva nulla può fare contro le gomme Michelin, ma la terza stagione in rosso lo vede finalmente campione e dominatore della stagione. Fatica fino all'ultima gara nella stagione successiva ma vince il titolo, mentre il terzo e in quarto arrivano dopo due cavalcate solitarie. Quinto titolo alla penultima gara dell'anno mentre il sesto lo perde a causa di una frattura. Per altre due stagioni perde il titolo all'ultima gara, mentre l'ultima stagione in rosso (l'undicesima) lo vede vincitore in solo tre gare con una vettura poco competitiva e inaffidabile. Passa così in Benetton dove domina il primo anno e vince il suo settimo e ultimo titolo dopo una lunga squalifica che lo costringe a lottare fino all'ultima gara dopo una stagione dominante. Le ultime due stagioni lo vedono outsider nei confronti dei nuovi campioni della categoria Prost e Mansell, mentre nel 1991 viene appiedato dopo 5 gare dalla Benetton. Chiude la sua carriera in Jordan sostituendo l'imprigionato Gachot.

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  • SuperMax 1

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Una delle carriere che funzionerebbe meglio bene al contrario è quella di Jacques Villeneuve.

 

In questo mondo alternativo, Jacques debutta con un team abbastanza piccolo, la Sauber, con cui ottiene qualche buona prestazione e si fa notare dall'ambiziosa BAR, squadra che spende e spande ma fatica ad affermarsi. Sono anni difficili e Jacques riesce tutt'al più ad agguantare qualche podio, ma crede nel progetto e gli dà fiducia più di quanto meriterebbe. Alla fine, il suo talento viene notato dalla Williams, che ha un'auto tra le migliori della griglia: il primo anno è difficile e al di sotto delle aspettative, ma al secondo anno fa il botto e Villeneuve Jr. riesce ad agguantare il titolo all'ultima, tesissima gara sul circuito di Jerez.

 

Il terzo anno in William è per Jacques l'ultimo di F1: gareggia ad alto livello ma perde il titolo in favore del suo compagno di squadra, per cui decide di abbandonare il circus per trasferirsi in Formula CART, dove ripercorre la strada del britannico Nigel Mansell e, al suo primo anno di competizione oltreoceano, diventa campione di categoria, riuscendo anche – ciliegina sulla torta – ad affermarsi nella prestigiosissima 500 miglia di Indianapolis.

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Lewis Hamilton

dopo grandi risultati in F2 esordisce direttamente in Ferrari ma sfigura contro la velocissima ed esperta prima guida Leclerc, a Maranello, nonostante una vittoria nella sprint e complici anche alcune conferenze stampa fin troppo emotive decidono di appiedarlo dopo solo una anno.

La sua carriera sembra già compromessa ma Wolff cerca una seconda guida da affiancare al quotatissimo Russell e punta su un pilota di colore probabilmente anche come simbolo di diversità, qui Lewis comincia a dare alcune belle zampate con la sua prima memorabile vittoria a Silverstone e un rendimento non distante da Russell.

Nel 2021 ormai maturo e dopo alcune buone annate si trova a lottare per il titolo con il grande Max Verstappen e perde solo all'ultimo a causa di alcune decisioni discutibili, ma dall'anno dopo, diventato ormai prima guida in Mercedes infila una serie incredibile di grandi risultati vincendo 6 titoli in 7 anni e affermandosi come uno dei più grandi piloti della storia.

Nonostante il forte legame con Mercedes decide, in onore del suo idolo Ayrton Senna, di terminare la carriera cercando di risollevare una McLaren in difficoltà che non vince il titolo dai tempi di Lando Norris.

Dopo alcune stagioni di rodaggio vince ormai quarantenne un ultimo combattutissimo mondialecontro il brasiliano Massa e ripota incredibilmente il titolo a Woking.

Potrebbe fare il bis l'anno dopo ma perde sul filo di lana contro Kimi Raikkonen e a 41 anni suonati decide per il ritiro.

Edited by Leno
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Invece la carriera di Mansell sarebbe assurda.

 

Dopo un paio di apparizioni anonime con la McLaren in due gare,va in CART ma la Williams lo prende come sostituto l'anno dopo e vince l'ultima delle quattro gare. Resta un anno in CART e vince il titolo, così la Williams lo prende e vince subito il titolo. Dopo un mondiale sfiorato, passa in Ferrare dove un giovane Prosto ridimensiona, ma il francese va in McLaren e lui poi vince tre gare. Torna in Williams e dopo una prima stagione deludente, sfiora il titolo per due stagioni di fila. Ancora un anno in Williams e poi finisce in Lotus dove piano piano, sia lui che il team diventano sempre meno competitive. Dopo il ritiro, Colin Champman si rincoglionisce e decide di schierare una terza macchina per lui in Austria, dove corre la sua ultima gara.

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E la carriera di Rosberg Nico che vince all'esordio contro un plurititolato? Mai visto questo... 

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1 ora fa, 4-27 ha scritto:

E la carriera di Rosberg Nico che vince all'esordio contro un plurititolato? Mai visto questo... 

Per poi non vincere più per dieci anni 

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ragionamento un po' particolare, diciamo che la carriera più interessante sarebbe quella di Hamilton 

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Ora vi racconto la storia di Alain Prost, tutta all'incontrario.

 

Un pilota promettente viene preso direttamente dalla Williams e vince subito il titolo con ben sette successi. Poi il francese decide di prendersi un anno di pausa per godersi i soldi e le mignotte. Si dedica soltanto a fare qualche test con la Ligier. Poi la Ferrari, dopo una sola gara si stufa del suo nuovo pilota Gianni Morbidelli (probabilmente ha fatto le corsa al capo della squadra con la moglie) e quindi dalla seconda gara arriva il francese che subito dice che la macchina è un cesso e ha il cambio che sembra quello di un camion. Nonostante le polemiche e il quinto posto in classifica, Prost arriva a un soffio di vincere il mondiale alla sua seconda stagione in rosso. Arriva al GP di USA con 2 punti di vantaggio su Senna, ma il brasiliano vince e il francese si ritira perdendo il titolo. Quindi deluso, passa in McLaren: la stagione inizia male con due 0 per la squadra, ma dopo metà stagione i due McLaren sono quasi alla pari con 34 punti contro 33 a favore di Prost su Senna. Il francese vince 3 gare su 4 e ipoteca il titolo, che vince alla penultima gara a Imola nonostante il rush di Senna. L'anno dopo la situazione è inversa: dopo un 33 a 19 nelle prime 5 gare, Senna vince quattro gare di fila e ipoteca il titolo che poi conferma alla penultima gara con il trionfo a Imola. Senna è così scemo che molla la McLaren per andare in una Lotus fatiscente (che non combina nulla a parità di motore). Strana pure la scelta Honda che abbandonano il team che vince 15 gare su 16 per andare alla Williams, solo settima in campionato e reduce da tre anni incolori. Ma la WIlliams Honda domina e Prost si accontenta di tre vittorie. Meglio nel 1986 dove vince il campionato nuovamente. Il quarto titolo arriva nel 1985 mentre nel 1984 perde di mezzo punto contro Lauda, alla sua seconda stagione. Poi decide di passare in Renol per vincere con il team fracese: è in testa per buona parte della stagione e arriva all'ultima gara a Rio con 7 punti di vantaggio su Piquet, costretto a vincere sperando in un ritiro del francese. Il miracolo accade! Prost parte secondo e resta nella zona punti fino a meno di dieci giri dal termine, mentre Piquet domina la corsa. A sette giri dal termine, Marc Surer supera Prost e Piquet è campione in casa! Surer eroe nazionale. L'anno dopo, Prost delude parecchio a causa delle rotture delle Renol: mentre Arnoux almeno vince due gare, Prost colleziona soltanto 16 punti prima di vincere a sorpresa le ultime due gare stagionali: a Rio grazie alla squalifica di Piquet, in Sudafrica dopo una bellssima rimonta. L'ultima stagione in Renol procede alla grande: al giro di boa del campionato, forte di tre vittorie, l'ultima delle quali proprio in Francia, Prost è in testa al campionato con 39 punti contro 28 di Piquet, 27 di Laffitte, 23 di Watson, 22 di Jones e 15 di Reutemann. Ma di lì in poi, il redimento del francese e della monoposto è pessimo e non raccoglie altro che un podio in Argentina, chiudendo mestamente al quinto posto in classifica. Deluso dalla parentesi in Renol, torna in McLaren dove si trova una monoposto pessima. Chiude la stagione con tre sesti posti e un quinto e dice addio per sempre alla categoria.

 

Ecco un giovanissimo Prost festeggiare il secondo posto alla sua prima gara in carriera in Australia

alain-prost-ayrton-senna_1iv8ploqv9k0x1b

 

Ecco Prost nell'anno edonistico come collaudatore Ligier

Prost-Ligier-1992-666x444.jpg

 

Ecco un veterano Prost nell'ultima stagione: nonostante la monoposto pessima, non ha mai perso il sorriso.

Prost-1980-2.jpg

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  • Lewisito 1

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15 ore fa, lucaf2000 ha scritto:

ragionamento un po' particolare, diciamo che la carriera più interessante sarebbe quella di Hamilton 

La cosa più interessante è come i piloti e i team facciano delle scelte del catzo.

 

La Williams inizia la stagione con Hill mentre per la seconda monoposto vuole il quasi esordiente Mansell, che però corre in CART e chiede troppi soldi, quindi gli alternano il veterano Coulthard. A fine stagione Head e Williams decidono di dare una possibilità al giovane Senna, che fa 3 pole su 3 pur se chiude tutte le gare con incidenti. Arriva quindi la McLaren che offre al brasiliano 1 milione di dollari a gara e così vince le prime due gare stagionali ma poi la stagione diventa difficile, salvo poi vincere altre 3 gare a fine stagione. Grazie alle buone prestazioni, arriva il motore Honda ma la stagione non è facilissima, ma almeno tre vittorie si portano a casa. L'anno dopo arriva il primo titolo dopo una lunga lotta con Mansell, appannato nell'ultima parte di stagione e con Senna vincitore delle ultime 4 gare. Bis ancora l'anno dopo con 6 vittorie. Poi riceve Prost come compagno di squadra e arriva secondo, ma vince alla seconda stagione con i due insieme.

 

In McLaren la situazione è esplosiva e Senna e i motori Honda se ne vanno. Il brasiliano finisce alla Lotus dove vince 2 gare a stagione per tre stagioni di fila.. Nonostante questi successi e le 8 pole nell'ultima stagione con Lotus, Senna si rincoglionisce e decide di fare il paydriver alla Toleman Hart dove ottiene buoni risultati, considerando il mezzo a disposizione, ma non si qualifica alla sua terz'ultima gara. Finita la stagione, fa dei test per Toleman, McLaren, Brabnham e Williams ma decide di ritirarsi.

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vedo che la mia idea è piaciuta. ipotesi sulla carriera di qualche altro pilota particolare? mi viene in mente qualche storia strana tipo kubica, oppure lauda

 

@chatruc 

@Leno @rimatt

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Lauda avrebbe vinto un titolo, si sarebbe ritirato per due anni, ne avrebbe vinto un altro, avrebbe avuto un grave incidente a seguito del quale sarebbe tornato e avrebbe quasi vinto il titolo (vincendo quasi tutte le ultime gare), poi l’anno successivo avrebbe rivinto facendo anche un sacco di pole position. 

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54 minuti fa, ForzaFerrari ha scritto:

Lauda avrebbe vinto un titolo, si sarebbe ritirato per due anni, ne avrebbe vinto un altro, avrebbe avuto un grave incidente a seguito del quale sarebbe tornato e avrebbe quasi vinto il titolo (vincendo quasi tutte le ultime gare), poi l’anno successivo avrebbe rivinto facendo anche un sacco di pole position. 

Purtroppo, l'esperto Lauda, ormai sazio di vittorie, ha preferito i soldi della Marlboro ed è finito per ciondolare in BRM,  che poi l'ha cacciato. Ormai nessuno lo voleva e ha trovato solo la March. Nell'ultima stagione ha solo disputato una gara in casa pagando di tasca propria per poter correre. Un finale triste per un talento cristallino.

 

In ogni caso, dopo le 12 vittorie McLaren nel primo titolo di Lauda, non capirò mai perchè dopo le prime gare della stagione dopo, il team fosse passato ai motori Cosworth.

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Anche Raikkonen sarebbe interessante...

 

Prima gli esordi in un team, Alfa Romeo, che all'inizio soffre soprattutto per i problemi legati al motore Ferrari, depotenziato in seguito al famigerato accordo segreto con la FIA. Al terzo anno in Alfa, superati i problemi di motore, Kimi mostra un buon potenziale e si fa notare dalla ferrari, che lo assume come seconda guida accanto al più accreditato Sebastian Vettel. 

 

Il primo anno è buono: Kimi ottiene molti podi, una strepitosa pole a Monza e coglie la sua prima vittoria nel GP di Austin. Il finlandese pare destinato a grandi cose, ma negli anni successivi, a parte qualche soddisfazione sporadica come la pole di Monaco e diversi podi, il suo rendimento è inferiore a quello del compagno di squadra. La situazione peggiora ulteriormente con l'arrivo di Fernando Alonso, complice una Ferrari quasi inguidabile con cui Kimi non trova il minimo feeling. La Ferrari decide di cambiare e appieda Raikkonen a fine anno, ma c'è un team che crede nel suo talento: è la Lotus.

 

Nei due anni successivi, Kimi si dimostra uno dei piloti migliori del circus: la Lotus è una buona auto, particolarmente adatta al suo stile di guida, e il finlandese conquista podi e vittorie (una per anno), raggiungendo al suo secondo anno un incredibile terzo posto in campionato. I migliori team lo vogliono, ma Raikkonen è stanco dell'ambiente e decide a sorpresa, appena trentenne, di lasciare il circus.

 

L'amore per la F1 torna però a farsi sentire, e dopo due anni lontano dalla F1 Raikkonen ritorna, ingaggiato nientemeno che da Ferrari, accanto a un giovane Felipe Massa in rampa di lancio. Il primo anno è complicato: l'auto non è all'altezza delle migliori, ma Kimi la porta comunque alla vittoria, la sua quarta in carriera, nel circuito di Spa. L'anno successivo Kimi inizia molto bene, con due vittorie nelle prime quattro gare, ma Massa ha il team dalla sua e la squadra decide di puntare su di lui, per cui la seconda metà dell'anno è deludente. 

 

La storia sembra ripetersi anche nel terzo anno del ritorno di Kimi, in cui lui e Massa si contendono la prima posizione del campionato con gli esperti Alonso e Hamilton. Alla fine, il talento del finlandese convince tutti, in Ferrari si inizia a puntare su di lui e il titolo, in quell'anno, viene conquistato in modo rocambolesco ma meritato proprio dal nostro Kimi Raikkonen, finalmente e inaspettatamente CAMPIONE DEL MONDO!

 

Ormai tutti vogliono Kimi, e lui accetta la corte della McLaren, dove, dopo un primo anno difficile (principalmente a causa di un'auto troppo estrema progettata da Newey), nell'anno succesivo il finnico sfiora il bis mondiale, ed è solo la sfortuna che gli impedisce di ripetersi e diventare bicampione. Seguono due altre buone annate, nella seconda delle quali Kimi arriva di nuovo vicino al titolo, soprattutto grazie a un sistema di punteggio che premia poco le vittorie rispetto ai piazzamenti; in quell'anno Raikkonen si classifica secondo e coglie la sua ultima vittoria.

 

Segue poi un altro anno di discreto livello in McLaren, con gli ultimi podi della sua carriera, prima di tornare in Sauber (la nuova denominazione del team Alfa Romeo) per quello che Kimi sa essere il suo ultimo anno di F1. Qui Raikkonen porta il suo bagaglio di esperienza e disputa un'ottima ultima annata, portando il team svizzero a sfiorare in due occasioni il podio. Alla fine dell'anno Kimi, consapevole di aver dato tutto quel che poteva e ormai ultraquarantenne, abbandona definitivamente il circus, nel dispiacere collettivo.

 

The end.

Edited by rimatt
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vorrei un'opinione sulla carriera di alesi e anche quella di patrese a questo punto

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Il 05/02/2026 Alle 14:50, Beyond ha scritto:

vorrei un'opinione sulla carriera di alesi e anche quella di patrese a questo punto

 

@chatruc almeno tu

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