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Astor

Pattinaggio Artistico su Ghiaccio - Stagione 2025-2026

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Posted (edited)

La doverosa premessa, visto l’ultimo intervento di Astor, è che “quelli dell’Isu”, in materia di comunicazione, sono analfabeti assoluti. Mi rendo conto che è di scarsa consolazione per Astor, che si rammarica per il suo errore nato da una perfida sintassi Isu al cui confronto i trogloditi fanno la figura di Dante Alighieri, ma è comunque un motivo valido per non buttarsi troppo giù.

C’è invece un punto sul quale mi sento di rimproverare e allo stesso tempo consolare Astor, quello del “punteggione” della Sakamoto.

Lui, a proposito del cambio di regolamento sui salti, che diminuiscono da 7 a 6, scrive: “Tra l'altro, questo vuole anche dire che non si potranno fare confronti diretti con i punteggi degli ultimi anni, quindi il quasi ridicolo "punteggione" regalato alla Sakamoto a Milano-Cortina reggerà forse per molto tempo come un "Miracolo a Milano", a "testimonianza" della grandezza della ritirata pattinatrice giapponese ("ah, quanto mi manca il suo DOPPIO Axel ...")!”

Di passaggio, contesto il “quasi ridicolo” riferito al punteggione, per me è “oltre il ridicolo”, ma andiamo alla sostanza. E’ vero che non si potranno fare confronti diretti con i punteggi degli ultimi anni, ma che quello scandaloso 238.28 debba reggere per molto tempo è vero soltanto nella mente bacata dei disonesti che fanno finta di non conoscere i punteggi delle vere campionesse. Perciò, scolpisco nell’ideale marmo di questo forum i veri punteggioni, tutti ottenuti dalle formidabili russe, ma che dico punteggioni, qui siamo di fronte a “extragalatticsuperpunteggions”, in linguaggio internazionale, in attesa di conoscere quello extraterrestre, perché è chiaro che i video di queste meraviglie sono stati sicuramente captati da civiltà aliene che non tarderanno a precipitarsi sulla terra soltanto per vedere da vicino le splendide fuoriclasse della terra di  Tchaikovsky, Rimskij-Korsakov, Borodin, Prokofiev, Stravinskij,  Rachmaninov, Tolstoj, Dostoevskij, Cechov, Gogol, Puskin e tanti, tanti altri.

Ed eccole qui con i numeri che non sono soltanto fredde rappresentazioni di prodezze tecniche e artistiche, ma esprimono sublime poesia e suprema bellezza disegnate sul ghiaccio:

Kamila Valieva 272.71 (Grand Prix 2021)

Anna Shcherbakova 255.95 (Olimpiade Pechino 2022)

Aleksandra Trusova 251.73 (Olimpiade Pechino 2022)

Alena Kostornaja 247.59 (Grand Prix 2020)

E, detto che il punteggio della Valieva è di una tappa del Grand Prix 2021, quindi valido a tutti gli effetti e non cancellato dalla scandalosa squalifica, bisogna aggiungere quello di Petrosjan, che metto in disparte solo perché non ottenuto in una gara internazionale, a causa del vergognoso embargo alla Russia, ma in una nazionale.

Adeliia Petrosjan 262.92 (Campionati Russi 2025)

Al confronto, il 238.28 della Sakamoto è merce avariata.

Ma dico anche di più. Anche non volendo considerare i punteggi delle russe e dell’usurpatrice Sakamoto, basta guardare i programmi per rendersi conto della distanza siderale che divide le russe dalla giapponese e da qualunque altra pattinatrice che in questi ultimi cinque anni è salita sui podi mondiali, olimpico e di qualsiasi altra gara. Li avevo già citati in precedenti post e non li ripeto adesso, mi basta solo riportare il contenuto di uno degli articoli segnalati da Astor, pubblicati su Sportsenators, nel quale sono citati i migliori programmi di ciascuna delle russe qui ricordate a eccezione della Kostornaja:

Kamila Valieva: 3 quadrupli, 6 tripli fra cui un triplo Axel, 1 doppio Salchow.

Anna Shcherbakova: 2 quadrupli, 6 tripli, 2 doppi Axel.

Alexandra Trusova: 5 quadrupli, 4 tripli, 1 doppio Axel.

Adeliia Petrosjan: 2 quadrupli, 6 tripli incluso un Axel, 3 doppi inclusi 2 Axel.

Indipendentemente da ciò che ognuno possa pensare dei quadrupli, che gli piacciano o no, resta il fatto che Sakamoto non è mai stata in grado nemmeno di avvicinarsi a distanza di telescopio da quei programmi, con il suo miserrimo “doppio Axel spaziale”!

Quindi, ci saranno quelli, come paventato dall’indignato Astor, che ricorderanno una “Sakamoto da record”, ma saranno solo emeriti e disonesti cialtroni.

  

 

Durante le telecronache dei Mondiali di Praga, su Eurosport, Massimiliano Ambesi ha parlato di una questione che interesserà per forza di cose i russi quando saranno riammessi alle gare, che accada quest’anno, l’anno prossimo o in qualsiasi altro momento.

Il punto è questo: alla prima edizione dei Mondiali dopo la riammissione la Russia (e la Bielorussia) potrà iscrivere un solo atleta e una sola coppia per gara. Poi, in base al piazzamento finale di quell’atleta (o coppia), si determinerà la quota per la nazione, fino a un massimo di tre atleti, per l’edizione dell’anno successivo.

E’ il regolamento Isu che lo prevede. La quota per l’edizione successiva viene determinata dai piazzamenti dell’atleta o degli atleti per nazione. Se una nazione partecipa con un solo atleta (o coppia), questi deve piazzarsi nei primi due posti per garantire alla sua nazione tre iscrizioni per l’edizione successiva; se si piazza fra il terzo e il decimo posto, dà alla sua nazione due iscrizioni per l’anno dopo.

Se invece una nazione ha 2 atleti in gara, la somma dei loro piazzamenti deve essere inferiore o uguale a 13 per poter avere tre atleti l’anno dopo, quindi un quarto e un nono posto, o un sesto e un settimo come limite; per confermare i due posti per l’edizione successiva la somma dei loro piazzamenti deve essere inferiore o uguale a 28. Se una nazione ha tre atleti in gara, si considerano i migliori due piazzamenti con lo stesso criterio della partecipazione di 2 atleti.

Il significato è di premiare i migliori e avere in gara uno schieramento quanto più possibile costituto dai più bravi. Ma qui, nel caso dei russi, nasce il problema nuovo.

I russi non sono riusciti a ottenere i piazzamenti necessari per avere tre atleti in gara non perché non siano stati abbastanza bravi e non siano riusciti a finire nei primi due posti, o con una somma inferiore a 13 per averne due in gara, ma perché non hanno potuto partecipare. E non hanno potuto partecipare non perché abbiano compiuto qualcosa di irregolare o contrario ai principi sportivi che ha provocato la loro squalifica, ma perché la loro nazione, la Russia, ha invaso l’Ucraina e l’Isu li ha considerati responsabili, nonostante non abbiano alcunché a che fare con le decisioni del Governo del loro Paese.

Quindi, non solo non hanno potuto partecipare alle gare per 5 anni, pur non avendo commesso alcun atto passibile di sanzione, sportiva o penale, ma quando rientreranno dovranno scontare un’ulteriore pena, quella della limitazione dei posti in gara, quantomeno per un anno. Qualsiasi ipotesi di principio sportivo viene totalmente cancellata se l’Isu procederà pedissequamente ad applicare una regola che ha tutt’altro significato, esclusivamente sportivo, e che in questo caso si profila come una clamorosa ingiustizia, un’altra ai danni dei russi.

Ma il vero significato appare sempre più chiaro: rinviare di almeno un altro anno, dopo il loro rientro che non si sa ancora quando avverrà, la piena partecipazione dei russi, in modo da continuare a regalare medaglie a nazioni e atleti che non le meritano, esattamente quello che è avvenuto dal 2022 a oggi. La vergogna si perpetua e questi continuano ad avere la faccia come il con cui si siedono!

Edited by Kamilo

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