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La Ferrari SF-25 e i piloti chiacchieroni
Conan Edogawareplied to Aviatore_Gilles's topic in Formula 1Non sono nella mente di Leclerc, però a sensazione una cosa che potrebbe essere parecchio penalizzante nelle qualifiche è la natura molto sottosterzante che questa SF25 sembra avere nelle curve a bassa velocità, è una cosa che si è notato in diverse piste e in maniera analoga sia con Hamilton che con Leclerc. Molte sbavature in apparenza banali per piloti di quel calibro (tipo quelle nel T3 ieri. quella dello stesso Charles in Canada) potrebbero spiegarsi così, è una macchina che portata al limite della prestazione in Q3 tende un poco a scappar via e per porre rimedio il pilota va facilmente in overdrive. Questo qui potrebbe essere un problema specifico della macchina in sè slegato evidentemente dagli aggiornamenti e dal singolo weekend. -
La Ferrari SF-25 e i piloti chiacchieroni
Conan Edogawareplied to Aviatore_Gilles's topic in Formula 1Sono 23 anni che la Ferrari non fa doppietta a Silverstone, la culla della F1, il posto dove tutto è cominciato, francamente sarebbe anche arrivato il momento di interrompere un trend che non rende giustizia alla storia, al blasone e al mito del Cavallino Rampante. -
La Ferrari SF-25 e i piloti chiacchieroni
Conan Edogawareplied to Aviatore_Gilles's topic in Formula 1Eh, se proprio bisogna sognare almeno che lo si faccia per davvero. Aritmeticamente è questa la situazione, qualora la Ferrari diventasse improvvisamente una macchina vincente per merito di questa fantomatica e miracolosa sospensione posteriore Piastri non potrebbe permettersi neanche un terzo posto per continuare a contare solo sulle proprie forze nei confronti di Leclerc. -
La Ferrari SF-25 e i piloti chiacchieroni
Conan Edogawareplied to Aviatore_Gilles's topic in Formula 1Aritmeticamente con 13 vittorie nei GP + 4 vittorie nella Sprint Leclerc chiuderebbe a 476. Ipotizzando Piastri sempre secondo lui sarebbe invece a a 478. C'è dunque un cuscinetto di appena 2 punti che però impedisce di progettare la rimonta avendo già adesso il destino nelle proprie mani. In questo modello sarebbero fatali i 10 punti buttati per la squalifica in Cina ma anche il DNS della sprint a Miami per l'incidente nel giro di formazione. -
La Ferrari SF-25 e i piloti chiacchieroni
Conan Edogawareplied to Aviatore_Gilles's topic in Formula 1Beh, se con la macchina si riuscisse seriamente a fare un ulteriore salto di qualità con questa famosa sospensione posteriore il tema non sarebbe così peregrino, le gare che mancano non sono poche e Norris l'anno scorso l'onere di riaprire il mondiale lo aveva pur essendo staccatissimo come punti. Solo che facendo questo salto di qualità al giro di boa e non ad inizio maggio come fatto da McLaren nel 2024 ormai l'unica tabella di marcia plausibile per rendere credibile il sogno sarebbe quello di fare bottino pieno ad ogni gara, incluse le 4 sprint. -
La Ferrari SF-25 e i piloti chiacchieroni
Conan Edogawareplied to Aviatore_Gilles's topic in Formula 1Nel caso temo non basterebbe, con 8 vittorie e 4 secondi posti Leclerc chiuderebbe il campionato a 391 punti e con la proiezione di queste prime 11 gare per vincere il campionato si dovrebbe arrivare circa a 450. La conditio sine qua non per un'operazone rimonta è che Piastri/Norris incappi tipo in due o tre battute d'arresto così da abbassare sensibilmente la quota. -
Una gara che solo a leggerne il resoconto dal libro mi ha lasciato esterrefatto è stato il Gran Premio d'Italia 1967, Clark parte dalla Pole, è sul punto di dominare la corsa quando subisce una foratura che lo costringe a rientrare ai box dove perde più di un giro. Da lì è autore di una rimonta furibonda, non soltanto va a sdoppiarsi, ma torna addirittura al comando, umiliando tutti gli altri con una differenza di ritmo spaventosa. Però proprio all'ultimo giro la sorte gli volta nuovamente le spalle, perchè accusa dei problemi al pescaggio della benzina che lo lasciano praticamente a piedi ed è costretto ad accontentarsi del terzo posto dietro Brabham ed Hulme. Prestazione gigantesca
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Fate bene a continuare a guardare se i cambiamenti che ci sono stati non hanno scosso il vostro entusiasmo, per me non è così e non ho altra strada che farmi da parte. Non ha questo grande senso guardare uno sport di cui non condivido più nulla.
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Questo l'ho ribadito anch'io a più riprese, ma se a piloti di grande livello viene affiancata una visione dello sport artificiale tutta tesa alla spettacolarizzazione da social (oltre al finale del 2021, quante gare sono state condizionate da SC/VSC più che discutibili giusto per rimescolare le carte?) la qualità complessiva del prodotto rimane mediocre. Alla giusta e sacrosanta attenzione per la sicurezza si è sostituito un allarmismo di maniera, in cui sembra quasi non si vede l'ora che accada la caciara per mettere in campo bandiere rosse e safety car per ravvivare una gara altrimenti già segnata. No perchè è un po' paradossale che nell'epoca con le monoposto e i tracciati più sicuri di sempre il numero di bandiere rosse sia incredibilmente moltiplicato. Poi anche lì, ovvio che il livello della tecnica e dei singoli ingegneri sia altissimo, ma cosa te ne fai di tutta questa competenza all'interno di una cornice regolamentare che li porterà a produrre macchine che non piacciono a chi poi dovrà guidarle? Se si va su una strada che non piace ai piloti (i protagonisti massimi dello sport, fino a prova contraria) mi spiegate come si fa a dire che lo sport sia in salute?
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Adesso è molto peggio. Ecclestone e Balestre nei loro eccessi avevano comunque contro un fronte di opposizione molto ampio, sia tra i piloti che tra gli appassionati, nell'opinione pubblica e nella stampa specializzata. In questi ultimi anni di Domenicali e Ben Sulayem abbiamo visto veramente di tutto dal punto di vista sportivo senza che nessuno battesse ciglio, le critiche vere sono arrivate a chi critica, non certo a loro. Con il paradosso surreale che l'unica presa di posizione seria partita dai piloti si è verificata per la storia delle parolacce in conferenza stampa che non per un mondiale deciso praticamente a tavolino, si sono mostrati più interessati a dove fanno a finire i soldi delle multe che non alla trasparenza e alla regolarità del campionato in cui gareggiano. Patetici. L'apatia, il disinteresse e l'indifferenza parte soprattutto da loro. Nell'appeasement di questi anni davanti alla deriva tragica presa dalla F1 sono tutti dei novelli Chamberlain, in primis proprio Hamilton, quello che tra loro ha subito l'ingiustizia più grande e che presta ancora il suo nome per un teatrino squallido come sto filmaccio di quarta lega.
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Mi prendo volentieri del vecchio trombone se l'alternativa è il sorriso, l'apatia e l'indifferenza davanti ad una casa che brucia. L'età dell'oro che rimpiango languidamente non ha nulla a che fare con il singolo protagonista in sè, al massimo ha a che fare con i campionati che non venivano decisi artificialmente con un cambio di regolamento arbitrario all'ultimo giro dell'ultima gara, con i piloti che avevano un rispetto tale per lo sport da non fare delle linee guida in cui istituzionalizzavano il buttarsi fuori come strada maestra del corpo a corpo, in cui quando gli organizzatori dicevano una cosa (non so, ad esempio che violare il budget cap avrebbe portato alla perdita del campionato) poi davano seguito con i fatti, mostrandosi autorevoli, garanti della credibilità della stessa istituzione e quindi dello sport che hanno l'onore ma anche l'onere di rappresentare. Amare la F1 non significa necessariamente fare un continuo appeasement su tutto quello che combina. E credo si sia capito che io l'abbia amata molto anzi moltissimo.
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Affatto, è l'unica reazione possibile ad una svolta sì estremista, ma avuta dalla F1 stessa. Io sono sempre rimasto fermo allo stesso punto è lo sport che nel frattempo è mutato, scegliendo di venir meno alla sua natura pur di allargare la platea e assecondare il gusto di quelli che le gare magari le guardano e le commentano attraverso degli highlights di 3 minuti pubblicati su YouTube. Se la F1 ha scelto di seguire una determinata linea a me non resta che prenderne atto. E quello di "badare a ciò che più mi interessa" è un consiglio che ho già messo in pratica: negli ultimi due weekend di gara ho impiegato il mio tempo leggendo due libri dedicati a Gilles Villeneuve e a Jim Clark e sono certo di aver onorato il mio amore per il motorsport in maniera assai maggiore che se avessi guardato delle squallide gare in Canada e in Austria.
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Come volevasi dimostrare. In nome del profitto più bieco e volgare e delle interazioni social si è costruita scientemente una "roba" che con l'automobilismo non ha niente a che spartire, che non a caso piace a quelli che prestano più attenzione agli outfit di Hamilton, ai gelati di Leclerc e alle live twitch di Verstappen e Norris che non alla competizione in sè, ormai divenuta a tutti gli effetti contorno e non portata principale di un circo che ha scelto di posizionarsi dentro l'intrattenimento trash e fuori dallo sport. Ormai è un fatto, neanche si preoccupano più di nasconderlo. La F1 è morta, non è sopravvissuta alle violenze subite, quello che si vede la domenica o al cinema nei prodotti che mostrano il suo marchio è semplicemente il modo in cui i suoi aguzzini vogliono che venga ricordata. Se ho smesso di guardarla è principalmente perchè non ho intenzione di partecipare alla cerimonia di celebrazione del suo stupro, l'ho amata troppo per infliggerle anche questa ulteriore pugnalata.
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Eh appunto, siamo passati dallo sport allo sports entertainemnt, tra la F1 e il motorsport vero ad oggi c'è la stessa differenza che intercorre nel mondo del wrestling tra la WWE e il puroresu nipponico, basta saperlo così almeno la gente si regola. I numeri gli daranno anche ragione da un punto di vista quantitativo, e non potrebbe essere altrimenti visto quanto pesantemente hanno investito su tutti i vari canali social, ma a livello qualitativo i riscontri sono già assai diversi. Tempo fa un articolo di Autosport o FormulaPassion pubblicava uno studio sui fan nuovi, diciamo quelli che si sono avvicinati alla F1 negli ultimi 10 anni, in cui veniva fuori che una fetta molto consistente di questi ragazzi pur essendo interessata allo sport non ha l'abitudine di guardare le gare, segue i risultati o attraverso gli highlights brevi di YouTube o con le clip dei momenti salienti che vengono pubblicate su X o su Instagram. Per me è più corretto dire che tra i giovani c'è un diffuso interesse per la F1, ma non è ancora una passione ben radicata. E appena verrà a mancare anche lo zoccolo duro storico per ragioni anagrafiche o per disinnamoramento (quello che sto avendo io, tanto per fare nomi e cognomi) tutto il carrozzone avrebbe un problema molto significativo, perchè con questa politica stanno guardando solo ed unicamente al profitto sul breve termine.
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Poi niente male. anche il solito clichè della donna che, lavorando in un ambiente tendenzialmente fatto di soli uomini, ad un certo punto deve per forza farsi qualcuno. Messaggio anche qui molto progressista, sarei curiosissimo di ricevere un parere a riguardo di questa rappresentazione così retorgrada e medievale da Laura Mueller, l'ingegnere di pista di pista di Esteban Ocon. Una roba veramente immonda e tribale, l'unico pregio che son riuscito a trovare nel film è che ad un certo punto è finito. Non c'è veramente nient'altro di buono.
