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lesnar89

L'epoca con i più grandi campioni in pista

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Di salto in salto, guardate questo "decollo" di Manfred von Brauchitsch sullo stupendo circuito inglese di Donington nell'ottobre 1937 al volante della mostruosa Mercedes W 125 di 650 cavalli (senza traction control, launch control, senza centraline e senza alettoni e senza diffusori). Per la cronaca, la corsa verr? vinta da Rosemeyer su Auto Union, sua ultima corsa perch? morir? nel gennaio successivo, mentre il Campionato Europeo di quell'anno sar? appannaggio di Caracciola su una Mercedes uguale a questa della foto:

 

193720donington20gp2020.jpg

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Di salto in salto, guardate questo "decollo" di Manfred von Brauchitsch sullo stupendo circuito inglese di Donington nell'ottobre 1937 al volante della mostruosa Mercedes W 125 di 650 cavalli (senza traction control, launch control, senza centraline e senza alettoni e senza diffusori). Per la cronaca, la corsa verr? vinta da Rosemeyer su Auto Union, sua ultima corsa perch? morir? nel gennaio successivo, mentre il Campionato Europeo di quell'anno sar? appannaggio di Caracciola su una Mercedes uguale a questa della foto:

 

193720donington20gp2020.jpg

e la gara dur? pi? di tre ore...

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Anche questo fu un bel volo....Finito bene x fortuna!

 

(Il povero Manfred mi pare fosse al Flugplatz).

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praticamente ? uscito come se non fosse successo niente. :zrzr:

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Anche questo fu un bel volo....Finito bene x fortuna!

 

(Il povero Manfred mi pare fosse al Flugplatz).

 

Molto simile anche a quello di Arnoux a Zandvoort

http://www.youtube.com/watch?v=G4iFN4JFYCw

 

un mio conoscente si trovava li, mi descrsse l'incidente con raccapriccio, quello li di Winckelock ? ancora piu' truce, un miracolo si siaq salvato.

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anche io credo che hakkinen non sia stato un "campionissimo", ma metterlo dietro a rosberg...

 

Rosberg ? uno dei campioni piu' sottovalutati della storia, stesso dicasi di Hakkinen, era un pilota fenomenale secondo me Hakkinen, purtroppo ha diovuto scontrarsi col mito Schumacher

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indeciso tra questi tre periodi:

- anni '30

- met? anni '60 inizio anni '70

- met? anni '80 inizio anni '90

Edited by Murray Walker

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indeciso tra questi tre periodi:

- anni '30

- met? anni '60 inizio anni '70

- met? anni '80 inizio anni '90

 

Anche io.

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Al fine il nocciolo ? sempre stato quello di portare un'auto con determinate caratteristiche al proprio limite, e questo ha richiesto caratteristiche di guida completamente diverse diverse con gli anni: se prima si misuravano i secondi oggi si misurano i millesimi. Se prima un pilota doveva essere anche un meccanico, oggi deve essere anche un informatico (e magari anche avvocato :asd: )

 

Lo sviluppo dell'aerodinamica, per dirne un'altra delle tante, ha aumentato moltissimo la velocit? di percorrenza nelle curve ed ha richiesto un impegno fisico sempre maggiore ai piloti: oggi due fisicacci come questi

 

2sbvi9y.jpg

 

non li farebbero neanche avvicinare a una qualsiasi auto da corsa. E si potrebbe continuare quasi all'infinito.

 

I confronti tra epoche diverse sono improponibili.

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Dal sito di Repubblica, intervista a Fernando Alonso

 

"In gara con una mano in media cambio marcia settanta, settantacinque volte ogni giro. Schiaccio un pulsante sul volante, seguendo le indicazioni di una luce graduata sul computer. Nello stesso momento con l'altra mano modifico i parametri della macchina. Ne abbiamo quaranta, dalla mappatura del motore, al differenziale, dal freno motore alla miscela della benzina, dal sottosterzo al sovrasterzo. Mentre faccio queste operazioni penso a come affrontare la curva successiva, ascolto ci? che gli ingegneri mi dicono dai box, se piove e non vedo assolutamente nulla leggo il circuito che mi sono impresso nella memoria, calcolo mentalmente in quale punto di esso mi trovo in quel preciso secondo, cerco di scorgere chi mi precede e chi mi sta dietro."

 

Questo per ribadire la diversit? dei requisiti richiesti ai piloti nelle diverse epoche. E anche per spezzare una lancia a favore dei piloti di oggi, a volte un po' troppo bistrattati.

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Dal sito di Repubblica, intervista a Fernando Alonso

 

"In gara con una mano in media cambio marcia settanta, settantacinque volte ogni giro. Schiaccio un pulsante sul volante, seguendo le indicazioni di una luce graduata sul computer. Nello stesso momento con l'altra mano modifico i parametri della macchina. Ne abbiamo quaranta, dalla mappatura del motore, al differenziale, dal freno motore alla miscela della benzina, dal sottosterzo al sovrasterzo. Mentre faccio queste operazioni penso a come affrontare la curva successiva, ascolto ci? che gli ingegneri mi dicono dai box, se piove e non vedo assolutamente nulla leggo il circuito che mi sono impresso nella memoria, calcolo mentalmente in quale punto di esso mi trovo in quel preciso secondo, cerco di scorgere chi mi precede e chi mi sta dietro."

 

Questo per ribadire la diversit? dei requisiti richiesti ai piloti nelle diverse epoche. E anche per spezzare una lancia a favore dei piloti di oggi, a volte un po' troppo bistrattati.

 

ma ? guidare questo ?

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Di salto in salto, guardate questo "decollo" di Manfred von Brauchitsch sullo stupendo circuito inglese di Donington nell'ottobre 1937 al volante della mostruosa Mercedes W 125 di 650 cavalli (senza traction control, launch control, senza centraline e senza alettoni e senza diffusori). Per la cronaca, la corsa verr? vinta da Rosemeyer su Auto Union, sua ultima corsa perch? morir? nel gennaio successivo, mentre il Campionato Europeo di quell'anno sar? appannaggio di Caracciola su una Mercedes uguale a questa della foto:

 

193720donington20gp2020.jpg

Ma il layout ? lo stesso su cui correva la MotoGp fino all'anno scorso oppure il circuito ha subito delle modifiche negli anni?Qualcuno mi sa dire in che punto preciso von Brauchitsch ha fatto questo salto?

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Qualcuno mi sa dire in che punto preciso von Brauchitsch ha fatto questo salto?

 

Il circuito ha avuto tracciati diversi negli anni '30.

 

Il salto dovrebbe essere in corrispondenza dell'attuale ultima curva.

 

2'40"

 

http://www.youtube.com/watch?v=yhLDaEBZMv4

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Grazie a tutti e 2. :thumbsup:

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Grazie a tutti e 2. :thumbsup:

 

Questo è tratto dal migliore libro sugli anni 1934-1939 (Chris Nixon, Racing the Silver Arrows):

 

trkdonig.jpg

 

rsa.jpg

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Il Melbourne Rise si trova in corrispondenza pi? o meno della freccia rossa nello spazio cementato del circuito non pi? in uso, non sono in grado di individuarlo all'esatto centimetro...

 

melbourne.jpg

 

Qui Rick Hall (noto restauratore di auto d'epoca) lo affronta al volante dell' Alfa Bimotore, certo con pi? flemma delle Silver Arrows negli anni 30

 

hallj.jpg

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i primi anni 90

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Verso la fine degli anni 70 c'erano gran premi che schieravano alla partenza anche 20-22 vincitori di GP e 5-6 campioni del mondo su 26 partenti. Il che significa che la qualita' media dei piloti era altissima.

Secondo me quello e' il culmine della F1 per diversi motivi.

-La F1 diventava uno sport estremamente popolare proprio in quegli anni.

-L'era del cosworth e della fantasia al potere, con decine di costruttori "garagisti" innovativi arrivava al suo apice.

-I piloti erano tanti e nella quantita' c'era la qualita', due generazioni di campioni erano in pista contemporaneamente.

I grandi campioni: statisticamente ne vengono fuori un paio in tutte le epoche, quindi se contiamo solo quelli non arriviamo a un risultato significativo. Ma seguardiamo la F1 nel suo complesso secondo me la fine dei '70 e' il suo punto piu' alto.

 

condivido: stavi con il fiato sospeso fino alla bandiera a scacchi...

poi ? cominciata l'era dei grandi costruttori e dei tanti soldi e sono scomparsi i "garagisti"...

ora la situazione ? un po migliorata grazie ai test molto limitati ai quali prendono parte tutti e si possono se non livellare, almeno avvicinare le prestazioni.

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