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NIK27

Enzo Ferrari

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dico una cosa.? stato un grande ma mi piacerebbe sapere cosa ne pensate del suo atteggiamento nei confronti di villenuve dopo fuji 77.cos? per farmi un'idea

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? stato un grande un mito, io penso che gli assomiglio come carattere :hihi: ma come tutti i grandi era grande anche nella stronzaggine :hihi:

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DI lui mi piaceva il suo carattere....

Quel suo modo di fare.....

 

Quel suo "non arrendersi mai"...

 

Ed ? arrivato a questo....

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Guest Achille Varzi

Discorso di presentazione del nuovo direttore tecnico (credo Harvey Postlethwaithe)

Enzo Ferrari parla allo staff tecnico riunito:

"I tler, i fa lelu'" (traduzione dal modenese: I telai li fa lui, indicando il nuovo arrivato).

Fine del discorso di presentazione.

 

In questa asciuttezza ruvida c'e' molto dell'Enzo Ferrari che ha conquistato il mondo.

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Nel mondo delle corse rester? unico, un grande, capace di non arrendersi mai, di avere una vita intensissima fino agli ultimissimi giorni della vita in cui disse che Alboreto era solo arrabbiato e si sarebbe pentito di quello che aveva detto. Un mese prima di morire (a 90 anni per la cronaca), il Drake si era assicurato Mansell per la stagione successiva e l'inglese disse ad Alboreto quando lo trov? a Silverstone "mi dispiace Michele" e l'italiano rispose "mi dispiace per te".

 

Pensate che a 88 anni decise di far costruire la monoposto per Indianapolis per trasformare la sua minaccia di correre in America in realt?. Cos? Bernie, che rappresentava i team, e Balestre tornarono da Maranello con la coda tra le gambe dopo aver visto le foto di quella monoposto accettando il ritorno ai motori aspirati nel 1989.

 

Tra le cose pi? incredibili, l'intensit? dei suoi ultimi dieci anni di vita come se ne avesse venti.

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Faceva sempre di testa sua...

Qualche volta sbagliava, ma altre... ci azzeccava in PIENO! :aham:

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Enzo Ferrari se fosse ancora vivo, non sarebbe in grado di fare molta strada, con la rivoluzione della gestione delle scuderie, fatta da grandi marchi e con leggi ferree, con centinaia di dipendenti che hanno tutti in preciso ruolo nell'organigramma. Ferrari era un semplice costruttore/imprenditore con la sua "fabrichetta" da mandare avanti. E sebbene all'inizio si doveva parlare di vera e prorpia fabrichetta e con una mentalit? forgiata sul concetto de la "roba" verghiana, in seguito, con il crescere dell'azienda Ferrari, ahim? il Drake non si adegu? granch?, pensando ancora che lui poteva disporre dei piloti a suo piacimento e che era la Ferrari a vincere e non il pilota a farla vincere. Di fatto l'entrata della FIAT e di Agnelli nella Ferrari se da un lato mi fece crollare un mito, sostenendo che la FIAT avrebbe fatto perdere lo charme alla rossa, quel sapore di leggenda costruita in tanti anni, dall'altro invece mi fece capire che il Drake era finito poich? non si era aggiornato culturalmente al mondo della F1 in evoluzione. Ora, a distanza di anni, possiamo solo dire che la FIAT ha portato molto bene alla Rossa e soprattutto soldi ! cosa che il Drake non aveva pi? per poter essere competitivo in F1. Ma se da questo punto di vista Ferrari fu poco "elastico", bisogna comunque dire che aveva saputo creare un mito dal nulla e che se i piloti facevano a pugni per arrivare a Maranello, c'era un perch?. Certo, il drake non amava che la sua creatura potesse essere osannata meno del pilota che la portava ed ? per questo che Gilles arriv?, come perfetto sconosciuto. Ricordo che quando fu presentato, fecero vedere un documentario sul canadese che guidava le motoslitte. Mi chiesi: come far? un pilota di motoslitte a pilotare una F1 ? Infatti non fece molto bene nei primi due anni, tanto che se non ricordo male fu responsabile della morte di 11 spettatori. Insomma, la testardaggine del Drake fece si che un tale pilota rimanesse, solo perch? il Drake non mand? gi? il fatto che Lauda avesse avuto le "palle" di prendere e andare in Brahaman per dimostrare che era il pilota a vincere e non la macchina soltanto. Forse il Drake pecc? di troppo provincialismo e il successo della rossa sarebbe potuto essere stratosfericamente maggiore se solo avesse lasciato spazio alla mediazione. Era di pochissime parole. Rude come non mai. Per? ha fatto tutto ci? grazie a queste qualit? da orso. Pertanto non ? da biasimare chi andava dicendo che la sua "fabbrica" era sua e basta. Come dargli torto ? Penso che il momento pi? brutto per la rossa fu dopo la sua morte. Di fatto in mano alla FIAT che onestamente pi? che portare soldi, non sapeva fare, non combin? molto se non grazie a Prost che mise le sue capacit? nel quasi tentativo riuscito del 1990. Per? per molti anni, fino al 1994, la rossa ha brancolato nel buio pesto. Insommma si andava in giro con l'Ing. Lombardi (con una r moscia da paura !) quando anni prima si aveva un certo Ing. Forghieri, che ben si adattava alla visione del Drake. La Ferrari ha iniziato a volare non solo a MS ma soprattutto perhc? solo dal 1996 la mentalit? cambio totalmente, lasciando spazio ad equipe di tecnici ed ingegneri collaudati. Il blocco Benetton traslato in Ferrari ne fu la testimonianza pi? chiara. Insomma con la morte del Drake si chiuse un'epoca della F1 fatta di artigianalit?, di intuizioni dll'ultimo minuto, di empiricit?. Tuttavia la transizione con la FIAT fu lunga poich? la FIAT non sapeva da che parte iniziare a far crescere la rossa.

 

Il Drake ? un uomo "antico", di altri tempi. Oggi sarebbe anacronistico. Un dinosauro della paleoF1.

 

 

*** :rolleyes:

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11 spettatori??

Ne sapevo solo 3.... :sarcastico:

 

E gli altri dove li uccise.....

 

 

Due settimane dopo c?? il GP del Giappone al Fuji. Villeneuve, partito indietro, rimonta, supera un paio di vetture, quando urta la Tyrrell di Peterson e vola fuori pista uccidendo 11 spettatori.

 

Immagine IPB

 

 

 

Luke 36

 

 

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Non erano 3??

 

Anzi, leggendo il libro a lui dedicato, c'? scritto: 2 morti e 10 feriti....

 

Sul botto con Peterson c'? scritto cos?....

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Guest Achille Varzi

Enzo Ferrari se fosse ancora vivo, non sarebbe in grado di fare molta strada [...]

Forse il Drake pecc? di troppo provincialismo e il successo della rossa sarebbe potuto essere stratosfericamente maggiore [...]

Il Drake ? un uomo "antico", di altri tempi. Oggi sarebbe anacronistico. Un dinosauro della paleoF1.

 

 

*** :rolleyes:

 

Convengo con molti punti della tua analisi, ma non con quelli che ho quotato qui sopra:

 

Secondo me le considerazioni riguardo all'essere anacronistico non sono particolarmente corrette, in quanto si adattano a tutti. Chiunque e' un uomo del suo tempo. Non si possono decontestualizzare le azioni di una persona dall'ambito in cui opera. Questo vale anche per Enzo Ferrari, naturalmente.

 

 

Poi, fatico a pensare come il successo della rossa potesse essere stratosfericamente maggiore. La Ferrari e' universalmente considerata il costruttore delle macchine migliori del mondo, da almeno quarant'anni.

Ha vinto piu' di tutti in F1, e' il simbolo dell'automobilismo da corsa...non so cosa si possa ottenere di piu'.

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quelle di luke sono parole sante :aham:

 

oggi Ferrari avrebbe la bellezza di 118 anni. E' impossibile giudicare un uomo fuori dalla sua epoca.

Io avevo solo 8 anni quando ? morto, e non essendo un pilota, giudicabile oggettivamente per le prestazioni, non mi sento in grado su esprimere un parere dettagliato. Sicuramente un grande imprenditore, capace di mettere in piedi un qualcosa di larger than life, un genio. Sui lati controversi del suo carattere ? difficile esprimersi, ? un uomo d'altri tempi, impossibile da giudicare. E' possibile solo accettare

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Enzo Ferrari se fosse ancora vivo, non sarebbe in grado di fare molta strada, con la rivoluzione della gestione delle scuderie, fatta da grandi marchi e con leggi ferree, con centinaia di dipendenti che hanno tutti in preciso ruolo nell'organigramma. Ferrari era un semplice costruttore/imprenditore con la sua "fabrichetta" da mandare avanti. E sebbene all'inizio si doveva parlare di vera e prorpia fabrichetta e con una mentalit? forgiata sul concetto de la "roba" verghiana, in seguito, con il crescere dell'azienda Ferrari, ahim? il Drake non si adegu? granch?, pensando ancora che lui poteva disporre dei piloti a suo piacimento e che era la Ferrari a vincere e non il pilota a farla vincere. Di fatto l'entrata della FIAT e di Agnelli nella Ferrari se da un lato mi fece crollare un mito, sostenendo che la FIAT avrebbe fatto perdere lo charme alla rossa, quel sapore di leggenda costruita in tanti anni, dall'altro invece mi fece capire che il Drake era finito poich? non si era aggiornato culturalmente al mondo della F1 in evoluzione. Ora, a distanza di anni, possiamo solo dire che la FIAT ha portato molto bene alla Rossa e soprattutto soldi ! cosa che il Drake non aveva pi? per poter essere competitivo in F1. Ma se da questo punto di vista Ferrari fu poco "elastico", bisogna comunque dire che aveva saputo creare un mito dal nulla e che se i piloti facevano a pugni per arrivare a Maranello, c'era un perch?. Certo, il drake non amava che la sua creatura potesse essere osannata meno del pilota che la portava ed ? per questo che Gilles arriv?, come perfetto sconosciuto. Ricordo che quando fu presentato, fecero vedere un documentario sul canadese che guidava le motoslitte. Mi chiesi: come far? un pilota di motoslitte a pilotare una F1 ? Infatti non fece molto bene nei primi due anni, tanto che se non ricordo male fu responsabile della morte di 11 spettatori. Insomma, la testardaggine del Drake fece si che un tale pilota rimanesse, solo perch? il Drake non mand? gi? il fatto che Lauda avesse avuto le "palle" di prendere e andare in Brahaman per dimostrare che era il pilota a vincere e non la macchina soltanto. Forse il Drake pecc? di troppo provincialismo e il successo della rossa sarebbe potuto essere stratosfericamente maggiore se solo avesse lasciato spazio alla mediazione. Era di pochissime parole. Rude come non mai. Per? ha fatto tutto ci? grazie a queste qualit? da orso. Pertanto non ? da biasimare chi andava dicendo che la sua "fabbrica" era sua e basta. Come dargli torto ? Penso che il momento pi? brutto per la rossa fu dopo la sua morte. Di fatto in mano alla FIAT che onestamente pi? che portare soldi, non sapeva fare, non combin? molto se non grazie a Prost che mise le sue capacit? nel quasi tentativo riuscito del 1990. Per? per molti anni, fino al 1994, la rossa ha brancolato nel buio pesto. Insommma si andava in giro con l'Ing. Lombardi (con una r moscia da paura !) quando anni prima si aveva un certo Ing. Forghieri, che ben si adattava alla visione del Drake. La Ferrari ha iniziato a volare non solo a MS ma soprattutto perhc? solo dal 1996 la mentalit? cambio totalmente, lasciando spazio ad equipe di tecnici ed ingegneri collaudati. Il blocco Benetton traslato in Ferrari ne fu la testimonianza pi? chiara. Insomma con la morte del Drake si chiuse un'epoca della F1 fatta di artigianalit?, di intuizioni dll'ultimo minuto, di empiricit?. Tuttavia la transizione con la FIAT fu lunga poich? la FIAT non sapeva da che parte iniziare a far crescere la rossa.

 

Il Drake ? un uomo "antico", di altri tempi. Oggi sarebbe anacronistico. Un dinosauro della paleoF1.

 

 

*** :rolleyes:

Sono d'accordo, non ? pi? il tempo della scuderia comandata da un unico padre-padrone. Forse l'unica rimasta cos? ? la Williams, ma i risultati non stanno dando affatto ragione a Sir Frank.

 

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Enzo Ferrari se fosse ancora vivo, non sarebbe in grado di fare molta strada [...]

Forse il Drake pecc? di troppo provincialismo e il successo della rossa sarebbe potuto essere stratosfericamente maggiore [...]

Il Drake ? un uomo "antico", di altri tempi. Oggi sarebbe anacronistico. Un dinosauro della paleoF1.

 

 

*** :rolleyes:

 

Convengo con molti punti della tua analisi, ma non con quelli che ho quotato qui sopra:

 

Secondo me le considerazioni riguardo all'essere anacronistico non sono particolarmente corrette, in quanto si adattano a tutti. Chiunque e' un uomo del suo tempo. Non si possono decontestualizzare le azioni di una persona dall'ambito in cui opera. Questo vale anche per Enzo Ferrari, naturalmente.

 

 

Poi, fatico a pensare come il successo della rossa potesse essere stratosfericamente maggiore. La Ferrari e' universalmente considerata il costruttore delle macchine migliori del mondo, da almeno quarant'anni.

Ha vinto piu' di tutti in F1, e' il simbolo dell'automobilismo da corsa...non so cosa si possa ottenere di piu'.

 

 

Condivido le tue osservazioni. Assolutamente. Voglio solo puntualizzare che ai tempi del Drake non esistevano quelle forme di marketing a know how che oggi sono il pane quotidioano del successo e della distribuzione mondiale della produzione. La Ferrari ? rimasta per troppo tempo una questione di pochi anche per via di Ferrari che non amava troppo "esportarsi" se cos? si pu? dire. La capillarit? della produzione di serie avrebbe senz?altro giovato anche economicamente al marchio, soprattutto negli anni '60-'70. Gi? negli anno '80 le cose iniziarono a migliorare. Basti bensare alla famosissima serie Magnum PI. Insomma quella Ferrari divenne un mito grazie e soprattutto a quella serie.

 

Tuttavia il Drake ? stato l'orgoglio della nazione e la dimostrazione di come si possa fare tutto con la passione e la volont?. Lui ? arrivato a raggiungere livelli incredibili se pesniamo da dove ? partito. Anche questo ? essere la storia ed il Drake ? stata la storia. Oggi tutto ci? non ? pi? possibile poich? non esiste pi? l'elemento individuale che fa la differenza, ma il marketing e co-marketing che appiattiscono tutte le qualit?.

 

*** :rolleyes:

 

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