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Beyond

Siegfried Stohr

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Visto che alcuni di noi hanno anche avuto il piacere di conoscerlo, mi sembra doveroso aprire un topic per Stohr e la sua carriera. In F1 ha corso quasi una stagione in Arrows nel 1981 e ci ha raccontato anche qualcosina di persona.

 

In questi giorni sto leggendo il suo libro in cui, al di là degli aneddoti e pareri sulla sua carriera, ho trovato interessante le sue considerazioni più ampie di carattere psicologico, sociale ecc. 

 @chatruc

@PheelD 

@Aviatore_Gilles 

@andycott

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@Kimimathias

@rimatt

@Aerozack

@Natural Blonde Killer

@F.126ck

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Quello che ha investito un suo meccanico in griglia di partenza a zolder nel 1981

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Sì è lui. nel suo libro racconta che era convinto che il meccanico fosse morto ma rimarca che lui era consapevole di non avere nessuna colpa, anzi criticò aspramente la direzione che aveva permesso certe situazioni e secondo lui dopo allora cominciarono a volerlo fuori

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Io il libro (La mia Formula Uno) l'ho letto quasi tutto nel viaggio di ritorno da Bologna, si vede che non è opera di uno scrittore professionista perché a tratti è molto colloquiale e informale, però è anche molto piacevole, scorrevole e sempre interessante, anche per come alterna aneddoti e analisi del mondo della corse a considerazioni di carattere più generale sullo sport e sulle caratteristiche dello sportivo.

 

Ovvio che la lettura non può che rivelare un punto di vista parziale e soggettivo, però l'impressione è che si sia trattato di un pilota non privo di talento (nelle formule minori fece bene) che non è stato messo, se non raramente, nell'occasione di dimostrare il suo reale valore. Il team era quel che era, spesso gli toccava materiale di scarto e le sue richieste di modifiche venivano ignorate, certo che Patrese quell'anno riuscì a ottenere due podi e una pole, mentre lui , per un motivo o per l'altro, non finì mai a punti, quindi dall'esterno la scelta di esonerarlo non appare neanche così strana. Magari si poteva comunque fargli finire la stagione, questo sì...

Edited by rimatt

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Bell'idea Bey, credo sia giusto parlare anche di lui, nonostante sia rimasto poco in F1.

Nelle categorie minori fece bella figura, vincendo la formula italia, la formula 3 italia e, anche se non vinse il titolo, fece buone prestazioni in Formula 2.

Arrivò poi la disgraziata stagione 1981. E' stato sincero, anche lui ha ammesso qualche errore da parte sua (era anche la sua stagione di debutto), ma veramente fu trattato a pesci in faccia dalla Arrows, dal boss Jacky Oliver e dalla stampa in generale.

Penso che, per un pilota, specialmente se debuttante, essere messo in quella condizione sia veramente devastante psicologicamente. Gli fu affidato un telaio vecchio, un motore che aveva sul groppone 7 stagioni (lo ha raccontato lui stesso, si ruppe quando toccò il picco massimo di 10.200 giri, contro i 10.800 che poteva dare), correttori di assetto non funzionanti, quindi auto rigida e troppo alta da terra, gomme vecchie (incredibile come in una gara tutte le gomme buone le diedero a Patrese, mentre lui dovette usare le gomme della gara precedente).

Una stagione così sarebbe inqualificabile, come fai a giudicare un pilota se messo in queste condizioni. Lui tenne duro, ma è chiaro che non sei sereno e non puoi esprimere il tuo potenziale.

Quando poi persero le Michelin, a favore delle Pirelli, la stagione finì immediatamente.

Purtroppo ho perso quel passaggio durante il pranzo, ho visto che Stohr parlava del camber e della difficoltà di utilizzo delle Pirelli. Qualcuno può riferire quello che ha detto?

 

Durante il pranzo poi abbiamo omesso (e aggiungo anche correttamente) il fattaccio di Zolder, penso che sia anche stanco di sentire sempre quella storia.

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10 minuti fa, rimatt ha scritto:

Io il libro (La mia Formula Uno) l'ho letto quasi tutto nel viaggio di ritorno da Bologna, si vede che non è opera di uno scrittore professionista perché a tratti è molto colloquiale e informale, però è anche molto piacevole, scorrevole e sempre interessante, anche per come alterna aneddoti e analisi del mondo della corse a considerazioni di carattere più generale sullo sport e sulle caratteristiche dello sportivo.

 

 

E' un libro strano. Ammetto che mi ha spiazzato all'inizio, non sembra neanche un libro scritto da un pilota. Nella prima parte specialmente è più un trattato di psicologia dello sportivo e dell'attività sportiva.

Devo ancora terminarlo e penso che me lo rileggerò, perché qualcosa mi sono perso.

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5 ore fa, Beyond ha scritto:

Visto che alcuni di noi hanno anche avuto il piacere di conoscerlo, mi sembra doveroso aprire un topic per Stohr e la sua carriera. In F1 ha corso quasi una stagione in Arrows nel 1981 e ci ha raccontato anche qualcosina di persona.

 

In questi giorni sto leggendo il suo libro in cui, al di là degli aneddoti e pareri sulla sua carriera, ho trovato interessante le sue considerazioni più ampie di carattere psicologico, sociale ecc. 

 @chatruc

@PheelD 

@Aviatore_Gilles 

@andycott

@Ruberekus

@lucaf2000

@KimiSanton

@Kimimathias

@rimatt

@Aerozack

@Natural Blonde Killer

@F.126ck

 

stai leggendo l'ultimo libro giusto? 

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Quello sopra citato. A me piace, al di là del fatto che è una autobiografia quindi c'è qualcosa che non torna del tutto ma è comprensibile, apprezzo l'intento di scrivere qualcosa di diverso e interessante. Si vede che è una persona di cultura rispetto a un pilota di professione medio 

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7 ore fa, Mito Ferrari ha scritto:

Quello che ha investito un suo meccanico in griglia di partenza a zolder nel 1981

Purtroppo per la maggior parte è solo quello... :zizi: in realtà non era male, di sicuro non un crack ma neanche uno che scaldava il sedile.

 

Ci raccontava di come la sua Arrows non fosse proprio identica a quella di Patrese (e ci sta) e di come se lui prendeva un secondo, un secondo e mezzo dal padovano, senza conoscere le piste e con un mezzo inferiore, quando lo silurarono e gli preferirono Jacques Villeneuve (il fratello, non il figlio), questi alla prima gara si prendeva quattro secondi.

 

hqdefault.jpg

C'ero (davanti alla TV) 

 

Io a quei tempi mi leggevo sia AS di Cavicchi che Rombo di Sabbatini e Stohr era ben considerato, buon pilota di F2 e soprattutto LAUREATO!

Nella F1 di allora una mosca bianca (ma mi sa anche adesso). La capacità di scrivere non gli mancava e infatti teneva una rubrica su Autosprint, così mi divenne simpatico e speravo davvero che facesse bene.

 

Fallita l'esperienza in F1 si dedico alla Scuola di Guida Sicura ed è riuscito a portare avanti il suo progetto fino ai giorni nostri, trasferendo la sua esperienza di pilota e psicologo, sia ai suoi allievi, sia ai suoi lettori. Ha collaborato anche con altre realtà della Guida in Sicurezza e con numerose riviste e trasmissioni televisive.

 

A questo proposito ha fatto cenno a una querelle scatenatasi tra la FIAT e una trasmissione TV in cui avevano fatto una comparativa tra la Mini Cooper e la (500 abarth? non ricordo) per cui Marchionne si arrabbiò moltissimo. Li querelò e lui e un suo amico professore universitario di Udine (ehi @chatruc!) andarono in tribunale come periti di parte... e alla fine vinsero!

 

 

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12 minuti fa, andycott ha scritto:

A questo proposito ha fatto cenno a una querelle scatenatasi tra la FIAT e una trasmissione TV in cui avevano fatto una comparativa tra la Mini Cooper e la (500 abarth? non ricordo) per cui Marchionne si arrabbiò moltissimo. Li querelò e lui e un suo amico professore universitario di Udine (ehi @chatruc!) andarono in tribunale come periti di parte... e alla fine vinsero!

 

 

 

Di cui, per la cronaca, non ho un bellissimo ricordo.

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15 minuti fa, chatruc ha scritto:

 

Di cui, per la cronaca, non ho un bellissimo ricordo.

Questo non gliel'hai detto però... :lol2:

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L'auto in questione era la Mito. 

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Vero, parlava della mito contro la mini. Volevo chiederglielo, ma poi si è cambiato argomento. Alla fine era più veloce la Mini o la MiTo? :asd:

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1 ora fa, Aviatore_Gilles ha scritto:

Vero, parlava della mito contro la mini. Volevo chiederglielo, ma poi si è cambiato argomento. Alla fine era più veloce la Mini o la MiTo? :asd:

Disse che la Mini era più veloce.

Ma la Mito, che comunque costava ben meno, era una Grande Punto rimarchiata

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23 ore fa, andycott ha scritto:

Questo non gliel'hai detto però... :lol2:

Però lui ha ammesso che è un tipo un po' particolare.

 

Sulla questione MiTo e Mini, non capisco bene il senso di chi vada più veloce, ma sul fatto che MiTo e Giulietta siano delle Punto e Tipo rimarchiate è verissimo.

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46 minuti fa, chatruc ha scritto:

Però lui ha ammesso che è un tipo un po' particolare.

 

Sulla questione MiTo e Mini, non capisco bene il senso di chi vada più veloce, ma sul fatto che MiTo e Giulietta siano delle Punto e Tipo rimarchiate è verissimo.

La Giulietta dovrebbe essere una Bravo rimarchiata, su quella base produssero anche la Delta del 2008.
Il senso era "smerdare" Marchionne...

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15 ore fa, chatruc ha scritto:

Però lui ha ammesso che è un tipo un po' particolare.

 

Sulla questione MiTo e Mini, non capisco bene il senso di chi vada più veloce, ma sul fatto che MiTo e Giulietta siano delle Punto e Tipo rimarchiate è verissimo.

 

Beh l'utilizzo di piattaforme costruttive comuni non è certo una novità, ne fanno uso tutti i costruttori. Al limite ci sarebbe da capire se la base comune sia stata adattata per le differenti caratteristiche dinamiche che avrebbe dovuto avere il veicolo oppure no

Edited by andycott

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16 ore fa, PheelD ha scritto:

La Giulietta dovrebbe essere una Bravo rimarchiata, su quella base produssero anche la Delta del 2008.
Il senso era "smerdare" Marchionne...

 

 

La Giulietta utilizza il pianale Compact, che è di nuova costruzione rispetto alla bravo.

Il pianale C era quello vecchio, usato su marea, bravo, brava e sulle nuove bravo e delta terza serie.

Pianale comunque non vuol dire auto ricarrozzata, semplicemente che la base di fondo è quella di partenza per alcuni modelli, ma direi che la Giulietta non centra niente con vetture come la tipo (fateci un giro e poi ne parliamo).

L'unica vettura veramente somigliante è la Delta terza serie, che dentro ha lo stesso cruscotto della bravo, oltre che lo stesso pianale.

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Peccato non aver letto il suo libro prima di incontrarlo, mi sono venute in mente un sacco di domande che avrei voluto porgergli.

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Chiediamo a Pheel se ci organizza un altro incontro.

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