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Beyond

2 weeks in Michigan

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Valutazioni sparse dopo un paio di settimane passate in Michigan per lavoro.

 

  • auto: qui i mezzi pubblici sono praticamente sconosciuti e l'auto è il mezzo quasi obbligato per spostarsi. incredibile soprattutto il numero di veicoli enormi, suvvoni, pickup e minivan ovunque. alcuni a stento si capisce come una persona normale possa usarla. accanto ai macchinoni ci sono poi un discreto numero di auto potenti, sportive e muscle car, che qui hanno prezzi accettabili. figo
  • guidatori: tutti molto equilibrati alla guida, rispettosi nonostante qui in michigan la guida sia abbastanza allegra, nessuno rispetta davvero i limiti di velocità ed è comune girare col rosso se la strada è libera. ma mi dicono che non è lo stesso fuori.
  • etnie: detroit è dominata dalla gente di colore, mentre i bianchi sono principalmente nella periferia. si nota subito, quando si attraversa la città in autostrada noti ai bordi tante case baracche e molto diroccate, mentre appena arrivi nell'area più vasta ecco che trovi case e villette.
  • come seguito, devo dire che c'è molta integrazione, rispetto a noi è un altro mondo, entri in ufficio e ci sono bianchi, neri, rossi e gialli ed è la normalità.
  • natale: notevole la quantità di decorazioni natalizie, tantissime case hanno ingressi e giardini illuminati, ben più che da noi. è pieno di negozi che vendono cose a tema.
  • fast food: si sa che l'america è la patria, ma colpisce lo stesso la concentrazione di fast food ai bordi strada, soprattutto mcdonalds, burger king, wendys, kfc, una invasione
  • negozi: pullula di liquor store, dove vendono vini, birra, liquori e cibi di vario tipo. non pensavo fosserò così comuni, sono l'equivalente dei nostri bar, uno ogni 100 metri, l'impressione è che l'americano medio esca di casa apposta per farsi il bel six pack di birra. altri ubiqui sono i dollar store dove fare spesa varia per una manciata di dollari. ovviamente non essendoci dei veri centri città i negozi tendono a essere concentrati in delle aree commerciali, alcune di dimensioni notevoli
  • birra: dalla patria della birra artigianale non potevo aspettarmi diversamente, qualsiasi pub ma anche i ristoranti hanno diverse birre artigianali tra bottiglie e spine, con punte di decine e decine di scelte. bere birra artigianale è la normalità ormai, i prezzi sono normali, appena inferiori ai nostri
  • bandiere: impossibile fare più di 500m senza che compaia una bandiera americana. case, negozi, imprese, ovunque si issa la bandiera a stelle e strisce
  • cibo italiano: devo dire che in quest'area non è così malvagio, si possono trovare dei posti accettabili! certo la pasta alfredo domina il panorama...
  • cibo americano: bbq e carni sono il loro forte e confermo che sono una bontà. i prezzi non sono bassi anzi in generale cenare fuori ha un costo superiore che da noi.
  • meteo: fa freddo. certo mi è andata bene perchè la temp è sempre stata intorno allo zero, ma quel paio di volte che è scesa verso i -8 si sono fatti sentire. qua la gente se il tempo non è ottimale mi dicono resti tranquillamente a casa.
  • lavoro: li ho trovati rilassati questi americani, non mi sembra si rompano la schiena, fanno quel che devono senza sprecarsi eccessivamente. le opportunità ci sono in ogni caso.
  • spazi: come si sa l'america è un continente, e ogni stato è come un paese intero. in effetti le distanze qui sono ampie e la stessa popolazione è molto distribuita. infatti sono pochi i veri paesi con un centro, la maggior parte sembrano agglomerati sparsi e le stesse case sembrano spesso nel nulla. un mondo completamente diverso dal nostro.
  • american dream: devo ammettere che questo fantomatico sogno americano ancora un po' si respira, c'è l'impressione che si possa fare qualcosa, che ci sia una sorta di maggiore opportunità.
  • camerieri: la loro cortesia è quasi eccessiva, sono costretti perchè parte del loro stipendio arriva direttamente dalle mance (di norma almeno il 15%) e quindi c'è un servizio molto attento, cosa forzata ma non poi fastidiosa rispetto ai modi che spesso hanno da noi
  • pulizia: devo ammettere che almeno in questa zona non ho trovato molto sporco, anzi al centro di detroit mi aspettavo più sporco e senza tetto, invece mi è sembrato meglio che da noi...
  • figa: devo ammettere che qua continua a imperare la bionda. non sono male.
  • sport: ci lamentiamo del calcio ma qui sono uguali, in tv si parla solo di football e basket. in michigan c'è anche baseball e hockey ovviamente
  • gente: non l'ho trovata male, non sarà come quella a napoli ma è discretamente amichevole. ok

 

ci sono tanti aspetti interessanti. chi di voi è stato in usa? preferibilmente non in vacanza a ny o simile, sarei curioso di sentire i vostri pareri e impressioni

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Io andrò il prossimo anno a NY, ma sicuramente tornerò successivamente per visitare altre città

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5 ore fa, Beyond ha scritto:

Valutazioni sparse dopo un paio di settimane passate in Michigan per lavoro.

 

  • auto: qui i mezzi pubblici sono praticamente sconosciuti e l'auto è il mezzo quasi obbligato per spostarsi. incredibile soprattutto il numero di veicoli enormi, suvvoni, pickup e minivan ovunque. alcuni a stento si capisce come una persona normale possa usarla. accanto ai macchinoni ci sono poi un discreto numero di auto potenti, sportive e muscle car, che qui hanno prezzi accettabili. figo
  • guidatori: tutti molto equilibrati alla guida, rispettosi nonostante qui in michigan la guida sia abbastanza allegra, nessuno rispetta davvero i limiti di velocità ed è comune girare col rosso se la strada è libera. ma mi dicono che non è lo stesso fuori.
  • etnie: detroit è dominata dalla gente di colore, mentre i bianchi sono principalmente nella periferia. si nota subito, quando si attraversa la città in autostrada noti ai bordi tante case baracche e molto diroccate, mentre appena arrivi nell'area più vasta ecco che trovi case e villette. 
  • come seguito, devo dire che c'è molta integrazione, rispetto a noi è un altro mondo, entri in ufficio e ci sono bianchi, neri, rossi e gialli ed è la normalità. 
  • natale: notevole la quantità di decorazioni natalizie, tantissime case hanno ingressi e giardini illuminati, ben più che da noi. è pieno di negozi che vendono cose a tema.
  • fast food: si sa che l'america è la patria, ma colpisce lo stesso la concentrazione di fast food ai bordi strada, soprattutto mcdonalds, burger king, wendys, kfc, una invasione
  • negozi: pullula di liquor store, dove vendono vini, birra, liquori e cibi di vario tipo. non pensavo fosserò così comuni, sono l'equivalente dei nostri bar, uno ogni 100 metri, l'impressione è che l'americano medio esca di casa apposta per farsi il bel six pack di birra. altri ubiqui sono i dollar store dove fare spesa varia per una manciata di dollari. ovviamente non essendoci dei veri centri città i negozi tendono a essere concentrati in delle aree commerciali, alcune di dimensioni notevoli
  • birra: dalla patria della birra artigianale non potevo aspettarmi diversamente, qualsiasi pub ma anche i ristoranti hanno diverse birre artigianali tra bottiglie e spine, con punte di decine e decine di scelte. bere birra artigianale è la normalità ormai, i prezzi sono normali, appena inferiori ai nostri
  • bandiere: impossibile fare più di 500m senza che compaia una bandiera americana. case, negozi, imprese, ovunque si issa la bandiera a stelle e strisce
  • cibo italiano: devo dire che in quest'area non è così malvagio, si possono trovare dei posti accettabili! certo la pasta alfredo domina il panorama...
  • cibo americano: bbq e carni sono il loro forte e confermo che sono una bontà. i prezzi non sono bassi anzi in generale cenare fuori ha un costo superiore che da noi.
  • meteo: fa freddo. certo mi è andata bene perchè la temp è sempre stata intorno allo zero, ma quel paio di volte che è scesa verso i -8 si sono fatti sentire. qua la gente se il tempo non è ottimale mi dicono resti tranquillamente a casa.
  • lavoro: li ho trovati rilassati questi americani, non mi sembra si rompano la schiena, fanno quel che devono senza sprecarsi eccessivamente. le opportunità ci sono in ogni caso.
  • spazi: come si sa l'america è un continente, e ogni stato è come un paese intero. in effetti le distanze qui sono ampie e la stessa popolazione è molto distribuita. infatti sono pochi i veri paesi con un centro, la maggior parte sembrano agglomerati sparsi e le stesse case sembrano spesso nel nulla. un mondo completamente diverso dal nostro.
  • american dream: devo ammettere che questo fantomatico sogno americano ancora un po' si respira, c'è l'impressione che si possa fare qualcosa, che ci sia una sorta di maggiore opportunità.
  • camerieri: la loro cortesia è quasi eccessiva, sono costretti perchè parte del loro stipendio arriva direttamente dalle mance (di norma almeno il 15%) e quindi c'è un servizio molto attento, cosa forzata ma non poi fastidiosa rispetto ai modi che spesso hanno da noi
  • pulizia: devo ammettere che almeno in questa zona non ho trovato molto sporco, anzi al centro di detroit mi aspettavo più sporco e senza tetto, invece mi è sembrato meglio che da noi...
  • figa: devo ammettere che qua continua a imperare la bionda. non sono male.
  • sport: ci lamentiamo del calcio ma qui sono uguali, in tv si parla solo di football e basket. in michigan c'è anche baseball e hockey ovviamente
  • gente: non l'ho trovata male, non sarà come quella a napoli ma è discretamente amichevole. ok

 

ci sono tanti aspetti interessanti. chi di voi è stato in usa? preferibilmente non in vacanza a ny o simile, sarei curioso di sentire i vostri pareri e impressioni

 

Ottimo panorama e ottime riflessioni. Dimmi per piacere dove lavori perchè il mio lavoro mi condanna a girare per l'Italia e ne ho le palle piene. Voglio vedere un po' di mondo e qui mi sto rompendo alla grandissima.

 

Sono stato nel nordest (sempre lì ragazzi) che lavora (anche negli USA) e ho trovato una società molto bella. Hanno dei valori fortissimi (patria, democrazia, religione), un pochettino ipocriti (la democrazia per loro, le bombe fuori) ma convinti. Sono capitalisti convinti, nel senso che se veramente facessero un minimo di ridristribuzione della ricchezza (più tutele sociali, appena un po' di quello che abbiamo nella socialdemocrazia europea) starebbero tutti benissimo, ma loro sono così. Anche il più povero dei poveri emarginati crede nella competizione. E' un modello che non condivido in pieno ma che a loro piace. Loro sono convinti del sogno americano, delle rate, dei mutui e della vita fatta così (solo che se qualcosa va storto, la vita ti castiga mille volte peggio che da noi).

 

Devo considerare che sono stato nella zona ricca del paese, quindi non sono stato nel ghetto del Bronx, Harlem, Flint (MI), Patterson (NJ), ecc.

 

Ecco un commento in chiave italica delle tue osservazioni:

  • auto: fico che costino relativamente poco, certo potrebbero darsi una regolata ambientale (minima) come dimensioni, potenze e consumi. Invece da noi si potrebbe fare qualcosa come prezzi, come dimensioni stiamo andando in quella dei SUV che consumano di più.
  • guidatori: da noi dovremmo fare limiti sensati (non i soliti 50 perchè in caso di incidente il giudice condanna pure il ministro delle infrastrutture), e controlli punitivi (non con cartelloni fatti apposta per "corri come un dannato fino, qui stop and go, riparti")
  • etnie: mi sembra logico. Da noi facciamo veramente schifo. Uno vede un negro e pensa subito che chieda monetine. Al mio lavoro di recente commentavano "sono andato dal cliente, c'era un negro e pensavo fosse uno inutile lì per caso. Poi ho scoperto che ha sposato la figlia del titolare...mai sai che si intendeva pure di meccanica?". Ecco il nostro livello è quello. Al mio paese la gente non va più in chiesa perchè il prete è negro (proprio brava gente di chiesa).
  • natale: siamo in scia. Certi politici dovrebbero capire che il Natale ormai (da circa 30 anni) è una festa familiare (e commerciale) che viene festeggiata da tutti. Calcare la mano sulla religione è da persone in malafede.
  • fast food: piano piano ci avviciniamo ma per fortuna da noi c'è l'equilibrio. In generale noto che il fastfood viene considerato sfizioso ma da andarci ogni tanto. Deve restare così, che ci siano tanti e diversi per sfiziarci ma senza andarci troppo. Sono contrario alle lotte anti fastfood. Si possono consumare in modo responsabile come l'alcol
  • negozi: qui siamo un po' diversi per cultura e struttura delle città.
  • birra: non siamo messi male neanche noi. Da noi abbiamo il vino che pullula dapperttutto. Belle cose entrambe.
  • bandiere: ai tempi della guerra del golfo ci fu questa ventata di patriottismo piuttosto sincero. Con le successive guerre in Afghanistan e Irak è diventato tutto propaganda quasi fascista. Basta guardarsi una gara NASCAR: fino al 2001 si cantava l'inno con i piloti già seduti in macchina. Poi hanno fatto delle vere e proprio parate militare da 45 minuti prima del via, aerei, carri armati, roba assolutamente vomitevole. Sembra di essere ad una parata nazista degli anni '30 o al solito 1 Maggio del ciccetto coreano. Negli ultimi anni si sono leggermente calmati, ma in occasione di Memorial Day o altre feste la cosa continua.
  • cibo italiano: puoi passare dall'italiano che cucina in america, all'americano che ha imparato a cucinare in italia, oppure alla mozzarella "italiana" a spray.
  • cibo americano: la carne è ottima (Kentucky docet). Hanno le migliori razze. Il costo non è basso.
  • meteo: a Detroit è più freddo che nella Padania.
  • lavoro: ho sentito diverse frasi. Dal "9 to 5" al "si vive per lavorare". Credo che dipenda molto dall'ambiente e dal livello di competitività.
  • spazi: da noi i paesini erano centri agricoli, servivano a tenere la gente necessaria a coltivare quelle terre. L'America è stata popolata in pochi anni e coltivata con macchine. Quindi la morfologia è diversa.
  • american dream: opportunità ci sono sicuramente. Lì conta il risultato. Le raccomandazioni contano meno di zero. Forse il cinema dovrebbe dare un po' meno importanza allo yuppistmo ed essere più sensato e reale.
  • camerieri: in Friuli in particolare, la gente, i camerieri e soprattutto i commessi, più che scortesi, sono maleducati. Mai un sorriso, non ti salutano, ti liquidano come se tu fossi lì a disturbare. Ben venga la cortesia per quanto finta e invasiva. Incominciamo da lì, poi affiniamo.
  • pulizia: in generale sono puliti come nel nord d'Italia. Mi dispiace per voi del sud ma ogni volta che vado da voi, trovo sporco. Le famose "Maldive del Salento" sono le "Maldive con plastica in acqua".
  • figa: la bionda con la figa tonda è il top. Forse con l'alimentazione devono stare più attente. In ogni caso l'est dell'Europa è il top: ragazze belle sempre in forma.
  • sport: sei andato a baseball finito. E' esattamente come da noi. L'unica differenza è che i tre sport si spartiscono la stagione. Fine inverno e primavera, NBA a manetta con fine stagione e playoff. Estate per la MLB. Finiti i playoff, giù di NFL fino al Superbowl. Fino a dieci anni fa, pure la NASCAR si affacciava alle big three.
  • gente: dipende molto da dove vai, come in Italia. Dicono che il top siano i redneck del sudest.

 

 

 

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Io sono stato a Philadelphia per diversi mesi consecutivi, per questioni di studio. Queste le mie impressioni, fermo restando che sono trascorsi dieci anni:

 

  • auto: là i mezzi pubblici erano ottimi e abbondanti. Metropolitana, autobus e tram mi portavano dovunque, e per uscire dalla città c'erano dei comodissimi (ed economicissimi) pullman. Con 10 dollari mi pagavo il viaggio a New York in un pullman lussuosissimo, e compagnie come la Greyhound ti portavano dovunque. Praticamente per 6 mesi non ho mai toccato un'auto.
  • guidatori: molto rispettosi e tutti molto attenti a non sgarrare. Mi pare che i limiti venissero rispettati.
  • etnie: più della metà della popolazione di Philly è di colore e mi sembra che la situazione sia tranquilla. Ci sono anche molti ispanici e, specie nei quartieri universitari, molti asiatici. Ricordo che, appena la stagione si apriva, i piccoli parchi delle zone residenziali si popolavano di famiglie (specie di colore) che portavano il barbecue e cucinano all'aperto, mentre i bambini giocavano. Il tutto con atmosfera molto amichevole: se passi di lì per una passeggiata (cosa che facevo abbastanza regolarmente) c'è la concreta possibilità che ti offrano qualcosa. Sembra un'immagine fin troppo idilliaca, eppure gli USA sono anche questo.
  • fast food: non ce n'erano moltissimi, in compenso c'era zeppo di ristoranti etnici (a poche centinaia di metri da dove abitavo c'erano un ristorante vietnamita, un etiope, un afgano, un cinese vegetariano (!), un messicano e altri). 
  • negozi: liquor store quasi non ricordo di averne visti. C'erano invece diversi negozietti piccoli ma molto forniti, perlopiù gestiti da stranieri, e supermercati aperti 24 ore su 24. Diversi bar abbastanza tradizionali.
  • birra: confermo quanto dice Bey, anche se all'epoca le birre artigianali non erano così diffuse. Ricordo, cosa simpatica, che in un paio di locali che frequentavo i baristi avevano l'abitudine di riempire in automatico il boccale di birra non appena ci si avvicinava a finirlo, quindi mi ero abituato a non vuotare mai del tutto il bicchiere se non volevo bere ancora.
  • bandiere: ce n'erano parecchie, confermo.
  • cibo italiano: quasi dovunque si riusciva a mangiare della buona pizza. Anche nei supermercati il banco alimentari preparava una pizza croccante e gustosa, del tutto in linea con quella che si trova da noi in posti analoghi. L'unica roba che faticavo a trovare era il pane fresco, per il resto si trovano tranquillamente la pasta Barilla e tutti i sughi che si vuole (però niente passata, perlopiù sughi già conditi, per i nostri gusti fin troppo saporiti).
  • cibo americano: carne ottima, anche nei supermercati se ne compra di notevole. Poi a me il cibo americano piaceva, specie le zuppe e i dolci (cookies, cheesecake, apple pie...). A me piaceva molto anche il caffè americano, per dire, ne bevevo in quantità.
  • meteo: a Philly faceva caldo e umido, con frequenti precipitazioni temporalesche. Era normale che qualche bufera abbattesse i rami degli alberi.
  • lavoro: li vedevo abbastanza presi, 'sti americani...
  • spazi: vasti e non troppo popolati. Grandi metropoli e immensi spazi disabitati. Geograficamente gli USA sono un paese meraviglioso, ci sono paesgagi naturali molto vari e di una bellezza da togliere il fiato. Sfido chiunque ad affacciarsi sul Grand Canyon e a non rimanere a bocca aperta. Tra l'altro c'erano scoiattoli ovunque: il campus era pieno e anche nell'albero che avevo davanti a casa ce n'erano un paio.
  • american dream: un po' si respira, e a prescindere dalla sua effettiva realizzabilità gli americani sembrano crederci.
  • camerieri: la cosa che più ricordo è che ogni tavolo è seguito da un solo cameriere, mentre da noi non è inusuale avere a che fare con tre o quattro persone differenti per ogni serata. La mancia è d'obbligo, però la situazione cambiava da locale a locale: in alcuni (la maggioranza) i camerieri erano molto cortesi e premurosi, in altri (pochi) abbastanza scazzati.
  • pulizia: generalmente luoghi e ambienti erano molto puliti. Le zone più turistiche erano addirittura immacolate.
  • figa: apprezzavo molto la multietnicità. La zona universitaria era una gioia per gli occhi, le asiatiche erano le mie preferite. Ma in generale le statunitensi mi sembravano molto più amichevoli e portate al contatto delle ragazze nostrane: gli abbracci erano la norma, per esempio.
  • sport: molto football e basket, ma meno che il clacio da noi, per come mi è sembrato.
  • gente: mi sono sempre trovato bene, persone perlopiù amichevoli, aperte e ospitali. Aneddoto: siamo stati in Utah per una vacanza, ospiti di una famiglia che affittava appartamenti in una zona piuttosto isolata (era una località turistica, ma nei km circostanti c'era poco o nulla). Siamo arrivati in ritardo (verso le 22) e questi, che non ci avevano mai visto e che quella sera non c'erano, ci hanno lasciato la casa e le stanze aperte, con un bigliettino di benvenuto sulla porta. La mattina dopo, ci hanno cucinato la colazione a richiesta e sono rimasti lì a chiacchierare con noi. Molto simpatici.
  • cinema: per me, abituato alla scarsità dell'offerta veronese, una meraviglia: ce n'erano molti e programmavano di tutto. Andavo spesso in un piccolo multisala che dava soprattutto classici e film stranieri (lingua originale con sottotitoli inglesi). C'erano anche un sacco di rassegne.

Queste le mie impressioni, Ci tornerei anche ora, è stato un soggiorno molto bello, sia pure in una realtà privilegiata come quella della Pennsylvania.

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Sullo sport, è anche vissuto in maniera decisamente diversa. Anni luce avanti rispetto alla situazione nostrana piena di polemiche a non finire.

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toto-peppino-milano.jpg

 

Tutto molto

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Poi rispondo con calma, comunque altre cose che ho notato 

 

  • La presenza di tantissime chiese di ogni tipo di fede, soprattutto varie forme di protestantesimo credo. 

 

  • La varietà da paura di snack schifezzoidi che vendono

 

  • Le autostrade che non hanno mai meno di 3 corsie

 

  • I pub a differenza di altri paesi chiudono tardi 

 

  • La polizia in auto normali che ti ferma all'improvviso perché sei un attimo fermo a bordo marciapiede e accende i lampeggianti :asd:

 

  • L'atmosfera agli eventi sportivi con la banda vestita di tutto punto ecc

 

  • Le case di legno che ok costano poco ma in Florida ogni tot le devono rifare coi tornado? 

 

  • mi ha sorpreso che quando prendi un primo o secondo, quasi in tutti i locali ti servono una insalata o una zuppa-minestra. 

 

  • supermercati: sono stato solo da walmart, notevole la quantità di insaccati che hanno, interi banchi frigo con bacon, tacchino e altra roba, ma solo poche cose sono buone :asd:

 

  • le armi! oltre a vendersi nei negozi specializzati, persino alcuni supermercati le vendono. sono andati in un grandissimo outlet e c'era un super negozio specializzato in qualunque articolo immaginabile per caccia, pesca ecc e ovviamente aveva un ampio banco di armi con fucili pistole e revolver di ogni foggia. uno degli aspetti peggiori di questo paese. mi hanno detto che con 10 dollari si va al poligono e ti fanno sparare senza problemi.

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23 ore fa, chatruc ha scritto:

Sono stato nel nordest (sempre lì ragazzi) che lavora (anche negli USA) e ho trovato una società molto bella. Hanno dei valori fortissimi (patria, democrazia, religione), un pochettino ipocriti (la democrazia per loro, le bombe fuori) ma convinti. Sono capitalisti convinti, nel senso che se veramente facessero un minimo di ridristribuzione della ricchezza (più tutele sociali, appena un po' di quello che abbiamo nella socialdemocrazia europea) starebbero tutti benissimo, ma loro sono così. Anche il più povero dei poveri emarginati crede nella competizione. E' un modello che non condivido in pieno ma che a loro piace. Loro sono convinti del sogno americano, delle rate, dei mutui e della vita fatta così (solo che se qualcosa va storto, la vita ti castiga mille volte peggio che da noi).

 

è una società basata su concetti diversi. io senza dubbio preferisco il vecchio continente sotto questo aspetto, con le tutele per i lavoratori e una maggiore garanzia dello stato. l'idea che uno si debba indebitare per mandare all'università i figli, che non possa avere le cure in ospedale, che possa essere licenziato con facilità irrisoria, non mi piacciono. infatti come dici c'è una disuguaglianza sociale notevole e lo stato fa poco per dare qualcosa a chi è povero.

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Le case in muratura sono più stabili ma anch‘esse subiscono non di rado danni ingenti, a causa dei tornado.

 

Come dici tu quelle in legno sono più economiche. Aggiungo che la ri-costruzione è più rapida e che dal punto di vista dell‘isolamento termico sono migliori e più ecologiche. Sono anche decisamente più flessibili per quanto riguarda modifiche, ampliamenti e per qualsiasi lavoro interno per impiantistica. Probabilmente è anche una questione storica e culturale (come la ripidità dei tetti di molte case tedesche, non dovuta a maggiori precipitazioni nevose, tranne che in alcune regioni bavaresi). 

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3 ore fa, Beyond ha scritto:

 

è una società basata su concetti diversi. 

Indottrinati, bigotti.

A me stanno sui @Kimimathias

Edited by effe
  • Trottolino 1

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Il 13/12/2019 Alle 11:41, KimiSanton ha scritto:

Sullo sport, è anche vissuto in maniera decisamente diversa. Anni luce avanti rispetto alla situazione nostrana piena di polemiche a non finire.

È normale...lì è tutto regolare e non c'è nessuno che ruba o bara :thumbsup:

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57 minuti fa, Rio Nero ha scritto:

È normale...lì è tutto regolare e non c'è nessuno che ruba o bara :thumbsup:

Certo, nel paese dove il doping è una scienza ma non si fanno sgamare come i russi :asd:

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raccontaci dell'altra sera con i 2 negroni  :caldo:

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43 minuti fa, lucaf2000 ha scritto:

raccontaci dell'altra sera con i 2 negroni  :caldo:

 

23367142.jpeg

 

Beyond è quello in mezzo...

 

O ti riferisci a questi?

 

SALAME-FELINO-NEGRONI.jpg

 

(Tra l'altro uno dei due sembra essere ebreo...)

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