Jump to content
Sign in to follow this  
PheelD

Motomondiale 2020

Recommended Posts

14 minuti fa, PheelD ha scritto:

Se si rifiutava chissà che fine faceva, in quel mondo se dici no sei finito. 

 

Ca... Ehm affari suoi, non prende mica 1000€ al mese, la responsabilità è sua. 

Share this post


Link to post
Share on other sites

Io di fondo sono d'accordo con voi, perché comunque ha sbagliato con alcune decisioni, non lo nego.
Però allo stesso tempo penso sia stato forzato su alcuni temi. 
Detto ciò, credo che sicuramente non finirà a fare il venditore porta a porta...

Share this post


Link to post
Share on other sites
9 minuti fa, lucaf2000 ha scritto:

1/2 mesi fermo poi poteva riprendere piano piano

 

 

Se si riposava subito, avrebbe secondo me ripreso tranquillamente per Misano 1, che era ai primi settembre. Magari le vinceva tutte e inculava tutti comunque.

Invece così perso un anno e forse metà del prossimo, con tanti punti domanda.

Chiariamo, ok le difficoltà, ma una frattura non può metterci così tanto tempo, è fisicamente impossibile. Hanno fatto qualche danno anche da qualche altra parte.

Edited by Aviatore_Gilles

Share this post


Link to post
Share on other sites
1 ora fa, Aviatore_Gilles ha scritto:

 

Se si riposava subito, avrebbe secondo me ripreso tranquillamente per Misano 1, che era ai primi settembre. Magari le vinceva tutte e inculava tutti comunque.

Invece così perso un anno e forse metà del prossimo, con tanti punti domanda.

Chiariamo, ok le difficoltà, ma una frattura non può metterci così tanto tempo, è fisicamente impossibile. Hanno fatto qualche danno anche da qualche altra parte.

Io rimango dell'idea che con quel test a Jerez 2 si sia danneggiato pure il nervo radiale... Poi per carità, magari è una frattura che ci mette più tempo del solito, ma mi pare strano...

Share this post


Link to post
Share on other sites

quello che è successo a Marc è una vergogna senza precedenti, io temo che la sua carriera sia irrimediabilmente compromessa, il suo team medico e Puig hanno colpe enormi, non dovevano farlo correre :(

 

A questo punto accanto a Pol chi affiancheranno l'anno prossimo?

Share this post


Link to post
Share on other sites
7 minuti fa, Natural Blonde Killer ha scritto:

A questo punto accanto a Pol chi affiancheranno l'anno prossimo?

Si vociferava Dovizioso ma non si sa. Credo che dipenda dal rientro di Marquez perché se lui saltasse tutto il 2021 penso che cercheranno Dovizioso, mentre se dovesse saltare solo le prime gare penso che terranno Bradl.

Share this post


Link to post
Share on other sites
15 minuti fa, Natural Blonde Killer ha scritto:

quello che è successo a Marc è una vergogna senza precedenti, io temo che la sua carriera sia irrimediabilmente compromessa, il suo team medico e Puig hanno colpe enormi, non dovevano farlo correre :(

 

A questo punto accanto a Pol chi affiancheranno l'anno prossimo?

Stefan Bradl 

Dovizioso nel 2021 andrà a fare cross per i ca**i suoi, mettetevelo in testa 

Share this post


Link to post
Share on other sites

Mai piaciuto Bradl, mondiale vinto da coniglio contro Marquez. 

Avrei preferito titone rabat 

Share this post


Link to post
Share on other sites

Non è roba mia. 

 

 

DESTINI INCROCIATI
6 Aprile 2003.
Poche ore prima dell'incidente che si porterà via Daijiro Kato, un giovane ragazzo sammarinese è pronto a fare il suo esordio nella classe 250.
Manuel Poggiali è la nuova stella su cui lo squadrone Aprilia ufficiale ha messo gli occhi già da un po' di tempo: giovane, velocissimo e dotato di un talento incredibile.
Nel 2001 ha vinto il titolo in 125 con la Gilera, nel 2002 nonostante quattro vittorie è arrivato secondo solo per una manciata di punti, ma ora lo aspetta una sfida durissima: la "duemmezzo" è una categoria molto selettiva, le moto sono difficili da mettere a punto e richiedono esperienza e sensibilità per essere guidate al limite.
Come da aspettativa, nelle qualifiche che si svolgono sotto un diluvio, Manuel fatica, rimedia anche una caduta e non riesce a trovare il feeling necessario per guidare la sua Aprilia. Si piazza nelle ultime file, partirà oltre la ventesima posizione. 
Tutti pensano che Poggiali, all'esordio in categoria e sulla pista più dura di tutto il mondiale, abbia ancora bisogno di macinare chilometri, di fare esperienza prima di essere competitivo.

Ma il ragazzo per la gara ha altri piani.
Sotto il sole cocente uscito la domenica, scatta come un fulmine e inizia a risalire sin dalla partenza. Nonostante il traffico, comincia a martellare con un passo strepitoso, insostenibile per tutti gli altri e, sorpasso dopo sorpasso, si riporta a ridosso dei piloti del gruppetto di testa, nonostante avessero già preso un buon margine.
Per rovinare un'impresa del genere, dopo aver chiesto così tanto alle gomme e alla moto, basta poco; la ragione suggerirebbe di accontentarsi, ma quel giorno Manuel Poggiali ha deciso di entrare nel Mito.
Infila tutti con sorpassi da fenomeno e, come se non bastasse, negli ultimi giri si prende anche il lusso di guadagnarsi un piccolo vantaggio per tenersi fuori dalla volata e andare a vincere indisturbato.
Da 23° a 1°, da esordiente a Leggenda.
Il mondo delle moto, quel giorno, è ai suoi piedi.
Vincerà altre tre gare quell'anno, arrivando per dieci volte sul podio e laureandosi, incredibilmente, campione del mondo all'esordio.
La sua carriera, a 20 anni, sembra pronta a decollare.
Ma il destino è crudele e ha in serbo altri piani.
Nel 2004 Manuel entra in un tunnel: prima la crisi tecnica, poi quella mentale, la squadra non lo comprende, non lo aiuta a venirne fuori e la situazione degenera. 
Il fatto stesso di andare a correre, di presentarsi nel box e di salire in sella diventa un incubo.
La scomparsa del padre, avvenuta pochi anni prima, si fa sentire in questi momenti bui, e alla fine di una stagione deludente, all'apice della carriera, Manuel Poggiali decide di fare un passo indietro per ritrovare sé stesso e torna in 125. 

È l'inizio del baratro.

Saranno due anni difficili, conditi da molte prestazioni opache e zero podi, nei quali Manuel  non è neanche lontanamente l'ombra del pilota che aveva incantato tutti fino a quel momento.
Annuncerà un primo ritiro a fine 2006, a soli 24 anni, per poi tornare nel 2008 e fermarsi di nuovo, e definitivamente, a metà stagione.
La stella di Manuel Poggiali non brilla più.
Il suo perfezionismo, la sua meticolosità, che lo avevano aiutato a diventare uno dei piloti più forti della sua generazione sono diventati improvvisamente la sua condanna.
Oggi Manuel Poggiali organizza dei corsi di guida, fa il coach per le giovani promesse ed è tornato pochi anni fa a correre qualche gara nel campionato italiano, vincendone una al Mugello.
Ha una bella famiglia, è rilassato, non ha rimpianti e dice che rifarebbe tutto dall'inizio, senza guardarsi indietro.

Sembra incredibile pensare come, a distanza di poche ore, Suzuka abbia fatto esplodere definitivamente la carriera di Manuel Poggiali per poi cancellare quella di Daijiro Kato.

Due destini diversi, due piloti distanti e due epiloghi differenti, ma legati e incrociati nella sfortuna e nel talento.
Un gigante della musica diceva: "Meglio bruciare in una fiammata che spegnersi lentamente". 
Oggi possiamo dire che Daijiro e Manuel siano stati due fuochi che, seppur in un brevissimo lasso di tempo, hanno bruciato così intensamente da regalare imprese ed emozioni uniche che sono valse una carriera intera.
(di Maurizio Capoccia)

 

@PheelD

 

 

FB_IMG_1606415497501.jpg

Edited by Natural Blonde Killer
  • Like 1

Share this post


Link to post
Share on other sites
1 ora fa, Natural Blonde Killer ha scritto:

Non è roba mia. 

 

 

DESTINI INCROCIATI
6 Aprile 2003.
Poche ore prima dell'incidente che si porterà via Daijiro Kato, un giovane ragazzo sammarinese è pronto a fare il suo esordio nella classe 250.
Manuel Poggiali è la nuova stella su cui lo squadrone Aprilia ufficiale ha messo gli occhi già da un po' di tempo: giovane, velocissimo e dotato di un talento incredibile.
Nel 2001 ha vinto il titolo in 125 con la Gilera, nel 2002 nonostante quattro vittorie è arrivato secondo solo per una manciata di punti, ma ora lo aspetta una sfida durissima: la "duemmezzo" è una categoria molto selettiva, le moto sono difficili da mettere a punto e richiedono esperienza e sensibilità per essere guidate al limite.
Come da aspettativa, nelle qualifiche che si svolgono sotto un diluvio, Manuel fatica, rimedia anche una caduta e non riesce a trovare il feeling necessario per guidare la sua Aprilia. Si piazza nelle ultime file, partirà oltre la ventesima posizione. 
Tutti pensano che Poggiali, all'esordio in categoria e sulla pista più dura di tutto il mondiale, abbia ancora bisogno di macinare chilometri, di fare esperienza prima di essere competitivo.

Ma il ragazzo per la gara ha altri piani.
Sotto il sole cocente uscito la domenica, scatta come un fulmine e inizia a risalire sin dalla partenza. Nonostante il traffico, comincia a martellare con un passo strepitoso, insostenibile per tutti gli altri e, sorpasso dopo sorpasso, si riporta a ridosso dei piloti del gruppetto di testa, nonostante avessero già preso un buon margine.
Per rovinare un'impresa del genere, dopo aver chiesto così tanto alle gomme e alla moto, basta poco; la ragione suggerirebbe di accontentarsi, ma quel giorno Manuel Poggiali ha deciso di entrare nel Mito.
Infila tutti con sorpassi da fenomeno e, come se non bastasse, negli ultimi giri si prende anche il lusso di guadagnarsi un piccolo vantaggio per tenersi fuori dalla volata e andare a vincere indisturbato.
Da 23° a 1°, da esordiente a Leggenda.
Il mondo delle moto, quel giorno, è ai suoi piedi.
Vincerà altre tre gare quell'anno, arrivando per dieci volte sul podio e laureandosi, incredibilmente, campione del mondo all'esordio.
La sua carriera, a 20 anni, sembra pronta a decollare.
Ma il destino è crudele e ha in serbo altri piani.
Nel 2004 Manuel entra in un tunnel: prima la crisi tecnica, poi quella mentale, la squadra non lo comprende, non lo aiuta a venirne fuori e la situazione degenera. 
Il fatto stesso di andare a correre, di presentarsi nel box e di salire in sella diventa un incubo.
La scomparsa del padre, avvenuta pochi anni prima, si fa sentire in questi momenti bui, e alla fine di una stagione deludente, all'apice della carriera, Manuel Poggiali decide di fare un passo indietro per ritrovare sé stesso e torna in 125. 

È l'inizio del baratro.

Saranno due anni difficili, conditi da molte prestazioni opache e zero podi, nei quali Manuel  non è neanche lontanamente l'ombra del pilota che aveva incantato tutti fino a quel momento.
Annuncerà un primo ritiro a fine 2006, a soli 24 anni, per poi tornare nel 2008 e fermarsi di nuovo, e definitivamente, a metà stagione.
La stella di Manuel Poggiali non brilla più.
Il suo perfezionismo, la sua meticolosità, che lo avevano aiutato a diventare uno dei piloti più forti della sua generazione sono diventati improvvisamente la sua condanna.
Oggi Manuel Poggiali organizza dei corsi di guida, fa il coach per le giovani promesse ed è tornato pochi anni fa a correre qualche gara nel campionato italiano, vincendone una al Mugello.
Ha una bella famiglia, è rilassato, non ha rimpianti e dice che rifarebbe tutto dall'inizio, senza guardarsi indietro.

Sembra incredibile pensare come, a distanza di poche ore, Suzuka abbia fatto esplodere definitivamente la carriera di Manuel Poggiali per poi cancellare quella di Daijiro Kato.

Due destini diversi, due piloti distanti e due epiloghi differenti, ma legati e incrociati nella sfortuna e nel talento.
Un gigante della musica diceva: "Meglio bruciare in una fiammata che spegnersi lentamente". 
Oggi possiamo dire che Daijiro e Manuel siano stati due fuochi che, seppur in un brevissimo lasso di tempo, hanno bruciato così intensamente da regalare imprese ed emozioni uniche che sono valse una carriera intera.
(di Maurizio Capoccia)

 

@PheelD

 

 

FB_IMG_1606415497501.jpg

Già me l'ha mandata un utente... Comunque questo talento puro ma poi è crollato di testa. Pasini storia simile, anche se ebbe problemi fisici il romagnolo. 

  • Like 1

Share this post


Link to post
Share on other sites

Se mancherà ancora Marquez guarderò qualche gara distrattamente. Sta segheria non si può vedere.

  • Like 1
  • Lewisito 1

Share this post


Link to post
Share on other sites
15 ore fa, Natural Blonde Killer ha scritto:

Non è roba mia. 

 

 

DESTINI INCROCIATI
6 Aprile 2003.
Poche ore prima dell'incidente che si porterà via Daijiro Kato, un giovane ragazzo sammarinese è pronto a fare il suo esordio nella classe 250.
Manuel Poggiali è la nuova stella su cui lo squadrone Aprilia ufficiale ha messo gli occhi già da un po' di tempo: giovane, velocissimo e dotato di un talento incredibile.
................

 

 

 

 

 

Gran manico Poggiali, secondo me era il nuovo Valentino Rossi. Era fortissimo, vinse il mondiale 125 e poi arrivò secondo, con una Gilera, contro lo squadrone Aprilia. Andò in 250 e vinse subito, cosa che non riusciva a molti. Secondo me aveva la stoffa per primeggiare pure i motogp.

Purtroppo ci fu il crollo nel 2004. Manuel era persona schiva e timida, si trovò catapultato in mondo di squali e lui semplicemente non era tagliato. Lo mangiarono vivo e lui non ce la fece.

Fu un peccato, secondo me un campione perso malamente per strada.

  • Like 1

Share this post


Link to post
Share on other sites

Un articolo interessante sulle condizioni di Marquez, sulla futura terza operazione e sul perchè si è arrivati a questo punto

 

https://it.motorsport.com/motogp/news/marquez-e-lerrore-di-valutazione-che-ha-allungato-lassenza/4916859/?ic_source=home-page-widget&ic_medium=widget&ic_campaign=widget-2

  • Like 1

Share this post


Link to post
Share on other sites

il credersi dio gli costerà la carriera vedrete

Share this post


Link to post
Share on other sites

Può succedere quando corri contro avversari di livello inferiore e tutti dicono: "il livello più alto di sempre!"

 

Se uno qualsiasi tra Pedrosa, Stoner o Lorenzo avesse potuto correre in una condizione del genere (Rossi no, perchè lo ha fatto) avrebbe sicuramente un palmares ben più consistente. Non dico 8 titoli come Marc, ma almeno tre per Pedro e 5-6 per Jorge e Casey

 

Non ne hanno avuto la possibilità ma correndo insieme in quegli anni, ci hanno regalato davvero  "il livello più alto di sempre!". Altro che 2020.

Edited by andycott
  • Like 2

Share this post


Link to post
Share on other sites

Veramente qualcuno ha detto "il livello più alto di sempre"? :asd:

Share this post


Link to post
Share on other sites

Meda e Sanchini lo ripetono come un mantra da anni

Share this post


Link to post
Share on other sites

Non capisco la storia del mancato consolidamento dell'omero, è un fattore di Marquez, cioè il suo corpo è lento del creare il callo osseo definitivo, oppure la doppia rottura ha inevitabilmente compromesso l'osso stesso? @Aerozack tu che dici?

Quando mi sono rotto la caviglia (malleolo tibiale, peroneale e posteriore), dopo neanche 30 giorni, già l'osso si era perfettamente saldato, dovevo solo stare attendo a non fare sforzi eccessivi per i successivi 20/25 giorni, perché tutto il complesso articolare era debole. Perché a lui dopo mesi e mesi l'osso non è ancora calcificato?

Edited by Aviatore_Gilles

Share this post


Link to post
Share on other sites

Massacrato il Fenomeno e si è vinto il suo bel Mondiale, grazie Mir. :(

Share this post


Link to post
Share on other sites

Monster nuovo sponsor Suzuki

Share this post


Link to post
Share on other sites

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now
Sign in to follow this  

  • Recently Browsing   0 members

    No registered users viewing this page.

×