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VincenzoFerrari

Venezia sommersa, ma il resto d’Italia?

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Ormai non si fa che parlare d’altro, ok caso eccezionale e massima solidarietà.

Ma qualcuno avverta giornalisti e soprattutto politici che si fanno selfie con l’acqua all’altezza dell’ombelico, che ci sono situazioni anche peggiori che stanno capitando in tutta Italia.

Matera, capitale della cultura ricordate quando fa comodo, completamente in ginocchio.

Danni ingenti in moltissime regioni con problemi veri di sicurezza, strade crollate a 10 metri di profondità vicino le abitazioni con commercianti che dovranno chiudere per mesi e persone che non potranno tornare nelle loro case.

Ripeto, massima solidarietà, ma esista anche un’altra parte d’Italia completamente in ginocchio che quando questo finirà avrà danni anche maggiori, ed in questi anni non hanno avuto 7 miliardi per potersi mettere in sicurezza.

 

 

 

 

 

 

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Ricorda molto l'incendio di Notre Dame 

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Ma chi se ne frega del resto d'Italia, l'importante è che giornalisti analfabeti e politici inetti ricordino con voce rotta dall'emozione il dramma immane di venezia.

se poi in altri luoghi ci sono morti o dispersi sticazzi.

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Il fatto è che Venezia e il Veneto possono subire anche drammi del genere, ma grazie al PIL che producono, se ne escono in fretta. Invece in altre parti, problemi ben più piccoli hanno conseguenze devastanti.

 

Sul Mose invece posso dire due o tre cose da ingegnere:

 

1)  in laguna, l'acqua sale per colpa dello squilibrio naturale dovuto ai canali di navigazione per i porti di Marghera. Al tempo era l'unico modo di sviluppare la zona.

 

2) per risolvere il problema, basta coprire i canali, cioè prevedere la chiusura a lungo termine del petrolchimico.

 

3) un'opera così grande in Italia (come le Olimpiadi o mondiali) era sicuro fisso che sarebbe servito solo alla malavita. Lo pensavo nel 2002.

 

 

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1 ora fa, chatruc ha scritto:

Il fatto è che Venezia e il Veneto possono subire anche drammi del genere, ma grazie al PIL che producono, se ne escono in fretta. Invece in altre parti, problemi ben più piccoli hanno conseguenze devastanti.

 

Sul Mose invece posso dire due o tre cose da ingegnere:

 

1)  in laguna, l'acqua sale per colpa dello squilibrio naturale dovuto ai canali di navigazione per i porti di Marghera. Al tempo era l'unico modo di sviluppare la zona.

 

2) per risolvere il problema, basta coprire i canali, cioè prevedere la chiusura a lungo termine del petrolchimico.

 

3) un'opera così grande in Italia (come le Olimpiadi o mondiali) era sicuro fisso che sarebbe servito solo alla malavita. Lo pensavo nel 2002.

 

 

 

Da ingegnere, potresti approfondire? 

Trovo molto interessante ma non ho mai approfondito il tema delle cause..

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14 minuti fa, SuperScatto ha scritto:

 

Da ingegnere, potresti approfondire? 

Trovo molto interessante ma non ho mai approfondito il tema delle cause..

 

In poche parole, la laguna di Venezia ha una profondità (appunto) da laguna, quindi circa massimo 2 metri. Si tratta di un'area paludosa creata dai detriti che arrivano dai vari fiumi (Po, Livenza, ecc.). Lo stesso fenomeno si vede pure nella laguna di Marano (tra Tagliamento e Isonzo) e altre infinità di casi.

 

Dove finisce la laguna e comincia il mare, il fondo ovviamente diventa più profondo. In natura, c'era un equilibrio tra l'acqua che dalla laguna andava ai mari e viceversa, con piccoli innalzamenti del livello in caso di vento contrario. Di fatto, il fondo della laguna faceva da "Mose".

 

In questo modo, le navi circolano solo nel mare, non in laguna dove ci andavano le barchette.

 

Trattandosi di un'area depressa, per sviluppare l'industria, hanno scavato sul fondo della laguna facendo dei canali navigabili (segnati da pali) per raggiungere Marghera e Mestre. Così facendo, hanno permesso all'acqua del mare di poter andare verso la laguna in modo quantitativamente più consistente (sempre nel caso di vento contrario). Quindi, gli innalzamenti di livello dell'acqua sono diventati più frequenti e soprattutto più consistenti.

 

Il Mose è un progetto del cacchio, perchè invece di andare a risolvere la causa (i canali scavati) va a lottare contro l'effetto (acqua alta). In poche parole, a opera conclusa, quando tira aria verso terra e l'acqua dei fiumi in piena non riesce a scaricare in mare, le barriere si alzano.

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2 ore fa, chatruc ha scritto:

Il fatto è che Venezia e il Veneto possono subire anche drammi del genere, ma grazie al PIL che producono, se ne escono in fretta. Invece in altre parti, problemi ben più piccoli hanno conseguenze devastanti.

 

 

Interessante però che adesso stanno a chiedere soldi a tutti quanti...quando invece succede qualcosa al Sud....

Ah poi per carità...giusto aiutare tutti quanti...Ma quando poi quell'ignorante cafone di zaia dice di non dare soldi per quei 4 sassi di Pompei, permettetemi di mandarlo a cagare quantomeno.

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1 ora fa, ForzaFerrari88 ha scritto:

 

Interessante però che adesso stanno a chiedere soldi a tutti quanti...quando invece succede qualcosa al Sud....

Ah poi per carità...giusto aiutare tutti quanti...Ma quando poi quell'ignorante cafone di zaia dice di non dare soldi per quei 4 sassi di Pompei, permettetemi di mandarlo a cagare quantomeno.

 

Su questo non ci sono dubbi.

 

I veneti parlano male (a volte a ragione) dei teroni ma poi quando i teroni sono loro (Popolare di Vicenza, Banca Veneta, ecc.) tacciono.

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2 ore fa, chatruc ha scritto:

 

In poche parole, la laguna di Venezia ha una profondità (appunto) da laguna, quindi circa massimo 2 metri. Si tratta di un'area paludosa creata dai detriti che arrivano dai vari fiumi (Po, Livenza, ecc.). Lo stesso fenomeno si vede pure nella laguna di Marano (tra Tagliamento e Isonzo) e altre infinità di casi.

 

Dove finisce la laguna e comincia il mare, il fondo ovviamente diventa più profondo. In natura, c'era un equilibrio tra l'acqua che dalla laguna andava ai mari e viceversa, con piccoli innalzamenti del livello in caso di vento contrario. Di fatto, il fondo della laguna faceva da "Mose".

 

In questo modo, le navi circolano solo nel mare, non in laguna dove ci andavano le barchette.

 

Trattandosi di un'area depressa, per sviluppare l'industria, hanno scavato sul fondo della laguna facendo dei canali navigabili (segnati da pali) per raggiungere Marghera e Mestre. Così facendo, hanno permesso all'acqua del mare di poter andare verso la laguna in modo quantitativamente più consistente (sempre nel caso di vento contrario). Quindi, gli innalzamenti di livello dell'acqua sono diventati più frequenti e soprattutto più consistenti.

 

Il Mose è un progetto del cacchio, perchè invece di andare a risolvere la causa (i canali scavati) va a lottare contro l'effetto (acqua alta). In poche parole, a opera conclusa, quando tira aria verso terra e l'acqua dei fiumi in piena non riesce a scaricare in mare, le barriere si alzano.

 

Grazie mille, veramente interessante.

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Il 18/11/2019 Alle 16:49, ForzaFerrari88 ha scritto:

 

Interessante però che adesso stanno a chiedere soldi a tutti quanti...quando invece succede qualcosa al Sud....

Ah poi per carità...giusto aiutare tutti quanti...Ma quando poi quell'ignorante cafone di zaia dice di non dare soldi per quei 4 sassi di Pompei, permettetemi di mandarlo a cagare quantomeno.

Prima dicono che i soldi del Veneto devono restare in Veneto, poi chiedono aiuto allo Stato. 

E' giusto aiutare tutti, però un po' di coerenza con certi ideali e dichiarazioni.

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Il 25/11/2019 Alle 14:11, Giovy_1006 ha scritto:

Prima dicono che i soldi del Veneto devono restare in Veneto, poi chiedono aiuto allo Stato. 

E' giusto aiutare tutti, però un po' di coerenza con certi ideali e dichiarazioni.

 

Coerenza e politica nella stessa frase purtroppo sono un ossimoro

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Il 25/11/2019 Alle 14:11, Giovy_1006 ha scritto:

Prima dicono che i soldi del Veneto devono restare in Veneto, poi chiedono aiuto allo Stato. 

E' giusto aiutare tutti, però un po' di coerenza con certi ideali e dichiarazioni.

Lo stesso lo dicevano per le banche. Prima Roma ladrona, poi volevano che lo stato salvasse le banche veneta affondate da manager pessimi.

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