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chatruc

Autosprint e Motosprint: vale la pena comprarli?

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Ciao ragashish, tra poco mi scadono i due abbonamenti ad Autosprint e Motosprint: secondo voi conviene acquistarli ancora?

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ora come ora secondo me no, qualunque notizia la trovi prima sull'internet, e non c'è neanche il piacere di leggere qualche bell'articolo di approfondimento perché ci sono solo le cagate di Vanzini, Terruzzi, ecc, qui sul forum facciamo discorsi n volte più profondi  

 

almeno per quanto riguarda autosprint, motosprint non conosco

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autosprint lo compro giusto 1-2 volte all'anno quando c'è qualcosa di interessante e quando fanno degli speciali.

per le notizie di f1 è superfluo dire che arriva quando già sai tutto. 

lo trovo utile giusto per qualche info sulle novità tecniche e qualche editoriale decente.

l'abbonamento onestamente lo trovo inutile.

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Di base io sono pro carta, nel senso che tirare fuori un vecchio numero di console mania di metà anni 90, piuttosto di un vecchio numero di Rombo o dello stesso AS regala sensazioni completamente diverse dal fare una ricerca su google.

Stesso discorso per i libri, rabbrividisco alla sola idea di leggere un ebook.

Finito di dire questo AS da ormai diversi anni non merita di essere letto, che sia la versione cartacea o sul loro sito.

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Concordo con effe.

Il cartaceo ha sempre il suo fascino, però se alla fine leggi le stesse cose che puoi trovare su Internet non ne vale la pena.

Più che altro sarebbe da acquistare singolarmente quando c'è qualcosa di particolarmente interessante.

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Mi ricordo che da ragazzino compravo AS solo quando vinceva la Ferrari, facile immaginare perchè poi abbia smesso di farlo :asd:

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Ecco quello che penso io:

 

1) Questione cartacea: qui si tratta di gusti. Come detto da Effe (che utilizza tale nickname in quanto cliente speciale di Effe Bal), a me piace la carta, faccio la rilegatura delle annate complete e passo pomeriggi a rileggere numeri vecchi. In ogni caso non trovo sbagliato leggere ebook. Ma la mia domanda non riguardava tanto la questione carta/online, ma la qualità dei due giornali in sè.

 

2) Questione notizie online: effettivamente sarebbe folle per Autosprint uscire con notizie della serie "Bottas confermato" oppure "Latifi alla Williams", ma invece possono spiegare il perchè di tale scelte, analizzando prestazioni, stipendi e altri aspetti. Le news online in generale sono brevissime, senza dettaglie e spesso chi le legge si limita al titolo. Inoltre, online (come anni fa sulla Gazzetta cartacea), si trovano spesso notizie di poco conto come "Vettel geloso di Leclerc", e rendono Autosprint una sorta di "filtro" per evitare di leggere notizie inutili, per intenderci quelle su cui StudioSport ci monta un caso.

 

3) Questione giornale in sè: ecco il nodo della questione. Leggendo Autosprint, mi ritrovo spesso a leggere cose che potrei tranquillamente scrivere anch'io, mentre 20 anni fa mi trovavo ad imparare da ogni singolo articolo scritto. Dopo ogni GP, ci sono circa 5 editoriali con questo schema:

 

- "Democristiano" Cordovani: non critica apertamente nessuno, tende a limitare le critiche globali a qualcuno, apre a speranze sui risultati Ferrari e sullo spettacolo della F1, loda più o meno tutti.

 

- "Sociopatico" Terruzzi: non si capisce un cazzzzzzzo di quello che dice. Tutto un insieme di frasi colorite senza significato. Tutto quanto per dire "La Ferrari ha fatto una bella gara" oppure "Non caricate di troppa pressione Leclerc".

 

- "Inutile" Turrini: quando ha cose interessanti da dire (incazzature dei vari Marmorini, Arrivabene e altri dietro le quinte), lo pubblica tutto sul suo blog, su Autosprint pubblica le copie del suo blog o delle caggate pazzesche, tutte quante giustificando la Ferrari e pure contraddicendosi (se penalizzano Vettel, vuole che lascino correre, se lasciano correre, vuole che penalizzino Verstappen).

 

- "Nostalgia" Donnini: lo stimo un sacco, ha scritto un sacco di libri belli ma ormai ha rotto. Ogni articolo parte con "Ormai non è come prima: la F1 fa pietà; Monza/Spa/Monaco sono l'unica cosa da salvare rispetto ai Tilkodromi. Charlize Teron tutta nuda. Arridateci i vecchi circuiti/duelli/campionati". Di recente ho comprato il libro sulle "Piccole grandi storie" della F1, volume 2, tutte interviste riciclate da Autosprint, roba da farsi dare indietro i soldi o almeno da scrivere in copertina "se possiedi annate intere di Autosprint, non comprare".

 

- "TV" Vanzini: giornalisticamente è pessimo, scrive sempre in prima persona (ma ormai pure gli altri), fa riferimenti alle telecronache fatte da sè stesso, non fa altro che pubblicizzare Sky e il massimo dei suoi articoli è fare un paragone tra la situazione attuale e gli anni di Schumacher. Credo non abbia mai visto un GP prima del 1994. Inoltre insiste con i suoi modi di dire (fucsia, il predestinato, il cannibale...) perchè non vede l'ora di essere ricordato come "il primo che l'ha chiamato così".

 

- "Pino" Allievi: ecco, lui mi sembra sensato e infatti gradisco la sua lettura.

 

Poi segue il commento generale della gara, fatto quasi sempre da Gargantini (molto bravo) e a volte seguito da un pezzo di Sabbatini (bravo pure lui). A questo punto, segue di fatto un articoletto per ogni squadra circa, dove non si fa altro che dire grosso modo come sia andato il weekend.

 

4) Tecnica: qui secondo me c'è un paciugo della Madonna: di tecnica scrivono Filisetti, Ferro e un'altro ancora, spesso sovrapponendosi (disegnano in due). Filisetti scrive sempre e dovrebbe restare (certo che Piola è il non plus ultra, ma lui è bravo). Ferro spesso scrive articoli sul nulla, commentando dei grafici che fa lui con excel. Inoltre confonde i termini: dice che l'efficienza aerodonamica è ottenere velocità di punta (invece si chiama bassa resistenza aerodonamica) e poi dice che l'efficienza in curva è essere veloci sulle stesse (chiamasi carico aerodinamico). L'efficienza è il compromesso di generare carico pur non penalizzando troppo la resistenza.

 

5) Di notizie non pubblicano una che sia una, come ad esempio approfondire sui nuovi circuiti, su quanto costi organizzarli, quanto prende la FOM, quanto prendono le squadre, tutte cose che una volta c'erano. Inoltre vedo che sulle piste c'è sì e no un solo inviato. Poi seguono il resto delle categorie a random. La NASCAR, principale serie americana, non viene più seguita settimanalmente dal 2002. Approfondimenti sulle corse in sudamerica, Sudafrica e Australia inesistenti. Zero articoli sulle gare club italiane.

 

Insomma, credo di essermi un po' risposto da solo.

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Prima chiedi consiglio, poi scrivi un trattato nel quale spieghi che non ne vale la pena. Chatruc idolo :asd:

 

Mia opinione, se vuoi comprarli per effetto nostalgia, magari per riprenderli in mano fra 20/30 anni e dire "azzo com'era la f1 a quei tempi" puoi farlo.

Ma sulla qualità stendiamo un velo pietoso, ormai il giornalismo vero, fatto di approfondimenti e articoli scritti in modo sensato, è finito da un pezzo.

Questo perchè la gente ora non ha voglia di leggere e approfondire, ma vuole il titolone e tre righe di m***a, per poi scrivere ca**ate nei commenti, tipo "hamilton m***a, rossi ritirati, marquez infame e ladro" ecc

Manca inoltre la penna firmata con amore e passione, I nuovi nomi scrivono ca**ate, quelli storici ormai sono ancorati al passato, tirando fuori I soliti discorsi triti e ritriti (la f1 ora fa schifo, ai tempi di villeneuve era meglio ecc).

Mi mancano I tempi di autosprint diretto da Cavicchi e con gli approfondimenti di Piola, tempi ormai andati, dei quali conserverò sempre un ottimo ricordo.

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Se hai finito la carta igienica conviene, altrimenti lascia perdere.

 

Autosprint lo compravo pochissimo, ma smisi ad inizio 2009, dopo una serie di perle che manco il Maurizio Mosca degli anni d'oro:

 

- Brawn corre sottopeso

- Red bull macchina banale

- La ferrari prende i tempi da punti diversi della pista

 

Magari saranno anche migliorati (anche perché è impossibile fare peggio) ma francamente me ne frego. Non è morta solo la carta (anche di abbonamenti online quanti ne fanno?) ma il giornalismo in generale. Da una parte una pletora di giornalisti prezzolati che scrivono cagate e non sanno manco di cosa parlano. Dall'altra un pubblico che comunque, anche di fronte ad articoli più di concetto e validi, si stanca presto; dopo 5 righe è già stufo.

Edited by M.SchumyTheBest
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direi proprio di no.... presi un paio al mare ma non ne vedo l'utilità 

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17 ore fa, Aviatore_Gilles ha scritto:

Prima chiedi consiglio, poi scrivi un trattato nel quale spieghi che non ne vale la pena. Chatruc idolo :asd:

 

Mia opinione, se vuoi comprarli per effetto nostalgia, magari per riprenderli in mano fra 20/30 anni e dire "azzo com'era la f1 a quei tempi" puoi farlo.

Ma sulla qualità stendiamo un velo pietoso, ormai il giornalismo vero, fatto di approfondimenti e articoli scritti in modo sensato, è finito da un pezzo.

Questo perchè la gente ora non ha voglia di leggere e approfondire, ma vuole il titolone e tre righe di m***a, per poi scrivere ca**ate nei commenti, tipo "hamilton m***a, rossi ritirati, marquez infame e ladro" ecc

Manca inoltre la penna firmata con amore e passione, I nuovi nomi scrivono ca**ate, quelli storici ormai sono ancorati al passato, tirando fuori I soliti discorsi triti e ritriti (la f1 ora fa schifo, ai tempi di villeneuve era meglio ecc).

Mi mancano I tempi di autosprint diretto da Cavicchi e con gli approfondimenti di Piola, tempi ormai andati, dei quali conserverò sempre un ottimo ricordo.

 

Il fatto è che per me, che ho comprato i miei primi Autosprint dall'altra parte dell'oceano quando avevo 6 anni (1987) e non sapevo leggere e guardo le foto, fare a meno di questo giornale è davvero pesante. Alla fine, un minimo di aggiornamento lo ricevo leggendolo. Se non lo facessi, mi limiterei a qualche news qua e là (infatti leggo gazzetta.it per spanciare dalle risate con i commenti).

 

Ieri ero in vena storica e ho letto i bilanci consolidati di Conti Editore. Nel 2018 hanno fatturato circa 10 milioni intascando 50k netti, contro 12M del 2017 ma 300k di perdita. Dieci anni fa (2008), Conti Editore fatturava 18M ma non ricordo il guadagno (o perdita) netto. In ogni caso ha perso il 45% di fatturato. Invece 25 anni fa (1993), Conti Editore fatturava circa 40M di dollari (calcolati con il cambio del tempo) ma il guadagno netto è in linea con il 2018. Considerando l'inflazione, credo che l'editore sia un decimo di quanto era.

 

Come dice l'Aviatore, il vero Autosprint era quello di Cavicchi e non capirò mai perchè l'hanno tolto. Lui è uno di quei pochi vecchiacci che oggi non fa altro che guardare al futuro e dire di quanto la F1 sia tecnlogica e bella, così come Allievi, mentre Turrini, Terruzzi, Peroni, Donnini e altri non fanno altro che guardare al passato.

 

Con Schittone il livello secondo me era calato ma poco, mentre l'arrivo di Zazzaroni fu terribile. Autosprint ridotto come Novella 2000. Al tempo (2002) era uscito SportAutoMoto (con Cavicchi e Nugnes) ma era in formato giornale, quindi non collezionabile, quindi rimasi con Autosprint per qualche anno (Valentinetti direttore) fino che SportAutoMoto migliorò come impaginazione. Fu come tornare al vecchio AS di Cavicchi ma durò poco. Nel 2008 Cavicchi e Nugnes furono cacciati e dopo pochi mesi, il SportAutoMoto si divise in due (SportAuto e SportMoto). Li ho presi entrambi fino alla chiusura totale, dovendo tornare per forza a Autosprint (e quindi per la prima volta Motosprint). C'era Sabbatini e la situazione era un po' meglio ma sempre lontano da quello che vorrei.

 

Secondo me hanno cannato infinitamente il sito. Credo che Autosprint dovrebbe avere un sito come motorsport.com di Nugnes (anche se pure lì su certi argomenti scarseggiano gli aggiornamenti), in modo da fare l'aggiornamento veloce e poi utilizzare il cartaceo/online a pagamento per fare interviste e approfondimenti.

 

Soltanto dieci anni fa, il giornale aveva 100 pagine e non 84 come ora. Inoltre ai GP ci andavano Manucci (si sente enormemente la sua mancanza), Antonini e Piola. Ora ci va solo Gargantini e Filisetti che è free lance. Ormai il giornale lo scrivono tutti dalla propria casa (Turrini, Terruzzi). Si capisce al volo che la qualità è quella di quando io avevo un sito sulla NASCAR.

 

Nel 1995 (sfogliavo ieri) c'erano tre inviati sul posto e altri due redattori per la F1 che prendevano le notizie e le elaboravano. Era davvero un lavoro di team fatto bene.

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Cavicchi è uno a cui non piace farsi comandare troppo, decide lui dove far andare il giornale. Comunque è rimasto a comando di Autosprint per 15 anni e sono stati gli anni migliori per la rivista, con numeri incredibili. Memorabile fu anche la battaglia per far venire a galla la verità sull'incidente di Senna.

Cavicchi forse è uno degli ultimi veri giornalisti.

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è vero che gli e-book non hanno lo stesso fascino dei cartacei però, usando Kindle all'università, mi sono reso conto che sono infinitamente più comodi ed economici, permettono poi di utilizzare strumenti quali segna-argomenti, ricerca parole, sottolineare/evidenziare, creare appunti, zoom, ritagliare testi e immagini, grafici, ecc. che con un libroo rivista non puoi fare.

Nel caso di Autosprint hanno rilasciato anche l'app che ti consente di fare queste cose, e l'abbonamento costa meno 

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Il 3/9/2019 Alle 13:10, effe ha scritto:

Di base io sono pro carta, nel senso che tirare fuori un vecchio numero di console mania di metà anni 90, piuttosto di un vecchio numero di Rombo o dello stesso AS regala sensazioni completamente diverse dal fare una ricerca su google.

Stesso discorso per i libri, rabbrividisco alla sola idea di leggere un ebook.

Finito di dire questo AS da ormai diversi anni non merita di essere letto, che sia la versione cartacea o sul loro sito.

D'accordo su tutto. 

 

Io autosprint ho smesso di comprarlo credo nel 2015 o 2016 (un pochino mi è dispiaciuto), ma ormai ero arrivato ad un punto tale di soggettività critica che non mi faceva sopportare oltre tutte le sviolinate che puntualmente tiravano alla Ferrari anche quando non ce n'era motivo (e lo dico da ferrarista). In copertina solo Ferrari,  articoli principali sulla Ferrari: all'inizio può andati bene ma 1uando ti accorgi che c'è altro poi stanca. Inoltre più di metà numero era sulla f1 e a me che interessano anche altre categorie davano da leggere trafiletti senza neanche una foto (a volte facevano pezzi di più pagine magari su nascar o indycar o categorie turismo ed era oro, ma spesso erano articoli che spiegavano in generale la categoria). 

Se pensiamo poi che con internet hai tutto subito... 

Ho proseguito fino a un certo punto a comprarlo, più per affezione che altro, ma poi l'ho stoppato 

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2 ore fa, Mito Ferrari ha scritto:

D'accordo su tutto. 

 

Io autosprint ho smesso di comprarlo credo nel 2015 o 2016 (un pochino mi è dispiaciuto), ma ormai ero arrivato ad un punto tale di soggettività critica che non mi faceva sopportare oltre tutte le sviolinate che puntualmente tiravano alla Ferrari anche quando non ce n'era motivo (e lo dico da ferrarista). In copertina solo Ferrari,  articoli principali sulla Ferrari: all'inizio può andati bene ma 1uando ti accorgi che c'è altro poi stanca. Inoltre più di metà numero era sulla f1 e a me che interessano anche altre categorie davano da leggere trafiletti senza neanche una foto (a volte facevano pezzi di più pagine magari su nascar o indycar o categorie turismo ed era oro, ma spesso erano articoli che spiegavano in generale la categoria). 

Se pensiamo poi che con internet hai tutto subito... 

Ho proseguito fino a un certo punto a comprarlo, più per affezione che altro, ma poi l'ho stoppato 

 

E' quello che provo io.

 

Mi ricordo tanti anni fa numeri interi dedicati alla nuova Ferrari che non aveva ancora fatto un singolo giro di prova. Tutte speculazioni pippologiche.

 

In inverno potresti seguire con maggiore attenzione le poche gare invernali e invece sento pippe mentali sui successi futuri di Maranello. Poi la Ferrari fa pena e le critiche sono all'acqua di rose. Sembra quasi che abbiano paura di scrivere la verità. Manucci secondo me puntava molto bene il fucile dicendo che la galleria era superata, che i tecnici stranieri erano lì per lo stipendio...

 

...in piena estate con tanti campionati (INdy, NASCAR, DTM) in piena, fanno un numero di sole foto del 1979. Troppo amarcord ormai. Addirittura stampano numeri speciali ripubblicando roba vecchia che i veri appassionati abbiamo già. Piuttosto che scanerizzino tutti i numeri e li mettano in vendita su richiesta senza tante pippe di gold, special, platinum.

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52 minuti fa, chatruc ha scritto:

 

E' quello che provo io.

 

Mi ricordo tanti anni fa numeri interi dedicati alla nuova Ferrari che non aveva ancora fatto un singolo giro di prova. Tutte speculazioni pippologiche.

 

In inverno potresti seguire con maggiore attenzione le poche gare invernali e invece sento pippe mentali sui successi futuri di Maranello. Poi la Ferrari fa pena e le critiche sono all'acqua di rose. Sembra quasi che abbiano paura di scrivere la verità. Manucci secondo me puntava molto bene il fucile dicendo che la galleria era superata, che i tecnici stranieri erano lì per lo stipendio...

 

...in piena estate con tanti campionati (INdy, NASCAR, DTM) in piena, fanno un numero di sole foto del 1979. Troppo amarcord ormai. Addirittura stampano numeri speciali ripubblicando roba vecchia che i veri appassionati abbiamo già. Piuttosto che scanerizzino tutti i numeri e li mettano in vendita su richiesta senza tante pippe di gold, special, platinum.

 

Il periodo invernale-presentazioni-test era un compendio di ca**ate su ca**ate, dopo neanche 1 km di test se ne uscivano con 10 pagine sulla "griglia virtuale" redatta in base ai "risultati" dei test: puntualmente la Ferrari era sempre davanti  :asd:  e gli avversari di turno a metà schieramento. Poi si arrivava al primo gp ed era tutto il contrario di come avevano detto :asd:

 

Io negli ultimi tempi (intendo 2-3 anni) lo prendevo soprattutto per le altre categorie, specie quelle turismo  (a volte se ne uscivano fuori con delle news che erano scoop, prima degli altri). Nel marasma generale delle altre categorie  (articoli di mezza pagina con una foto minuscola, trafiletto,  2 righe in croce, articolo a doppia pagina) c'erano cose interessanti, ma all'itagliota che conosce solo (e male) la f1 tutto ciò sapeva di superfluo.

 

Ricordo con affetto la rubrica cuore da corsa che mi ha fatto conoscere tanti aneddoti del passato. 

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13 ore fa, Mito Ferrari ha scritto:

Ricordo con affetto la rubrica cuore da corsa che mi ha fatto conoscere tanti aneddoti del passato. 

 

Ma è anche vero che tale rubrica è un po' esagerata. In questo numero di AS, otto facciate sulla Lotus 79, monoposto a cui viene dedicato un articolo ogni anno. Lo speciale con i team piccoli italiani è una bella fregatura perchè è la ristampa di interviste apparse negli ultime anni e poi ricomparse pure nel libro di Donnini. Soldi buttati al cesso.

 

Il numero di questa settimana inizia con Terruzzi, il cui articolo non ha senso e si può riasssumere in "Leclerc ha vinto mettendoci il massimo possibile". Articolo senza senso. Poi Turrini se ne esce con un articolo nella norma con le solite banalità: prima vittoria, pronto per Monza, ecc. Pure Donnini (che pure stimo tanto) ha scritto cose insensate: della serie "Binotto ha fatto un ottimo lavoro in chiave Spa-Monza" mentre io avrei scritto "la magra consolazione di una vettura senza carico è quella di poter essere sicuramente competitiva in 3/4 GP, tra cui proprio Monza". Inoltre loda la vittoria di Spa come una "corale e magistrale opera di squadra" dicendo che si tratti di una delle più grandi vittorie di sempre come gioco di squadra...secondo me sarà un successo ricordato solo come il primo di Leclerc, perchè in una stagione così, questa resta una vittoria anonima. L'ha paragonata a quella di Malesia 1999 quando Irvine invece si giocava il mondiale. Roba da non credere. Invece Allievi sempre bene ragionando su la questione Vettel come gregario. Turrini invece è diventato illeggibile. Solo leccate a Ferrari. Devo ancora leggere gli articoli veri.

 

Sulla questione F2, credo che l'analisi dell'incidente e le grafiche con paragoni con casi del passato avrebbero potuto essere migliori. Sarebbe stato curioso intervistare gente della FIA.

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Bel thread mi piace.

 

problema che mi sono posto anch’io dopo due decenni di droga del martedì (a volte lunedì sera) comprando entrambe le riviste (e ancora prima pure Rombo di Marcellone  Sabbatini). Ora le compro ogni tanto quando c’è qualche gara epica oppure quando voglio dare un minimo contributo all’esistenza delle due riviste. Quasi sempre ne sono deluso però.

un po’  perché manca l’attesa è la novità di leggere il resoconto e i commenti vari, dato che l’ho già fatto abbondantemente su internet, un po’ perché come dice Chatruc manca quello che su internet non trovi.

resta il fatto che comunque mi sento sempre un po’ in colpa quando vedo le copertine in edicola e non le compro...

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D’accordo sui commenti su Cavicchi, ma anche i tempi di Sabbatini e Zigliotto erano epici. Certo internet era di là da venire e a momenti si leggeva il giornale per sapere chi aveva vinto (e per i rally, le formule minori, l’imsa o il motocross era proprio così)

 

daccodo anche sui due siti AS e MS, sono proprio sbagliati.

dovrebbero puntare sul web, unificando i due settori sito e moto e stando sul pezzo delle notizie in diretta tipo qualifiche, dirette gara ed eventi. Il web serve per quello mica per leggere gli articoli dopo due giorni

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48 minuti fa, andycott ha scritto:

D’accordo sui commenti su Cavicchi, ma anche i tempi di Sabbatini e Zigliotto erano epici. Certo internet era di là da venire e a momenti si leggeva il giornale per sapere chi aveva vinto (e per i rally, le formule minori, l’imsa o il motocross era proprio così)

 

daccodo anche sui due siti AS e MS, sono proprio sbagliati.

dovrebbero puntare sul web, unificando i due settori sito e moto e stando sul pezzo delle notizie in diretta tipo qualifiche, dirette gara ed eventi. Il web serve per quello mica per leggere gli articoli dopo due giorni

E' stato un erroraccio fatto ancora nel 2000. Non mi capacitavo di come non ci fosse autosprint.it (che poi è nato tantissimi anni dopo) e un forum dedicato.

 

Il problema secondo me è che le news del web vanno dal superficiale al poco attendibile, mentre la carta stampata (o non stampata ma online a pagamento) deve per forza tagliare costi, con il risultato che i contenuti fanno pietà.

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