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Ferrarista

Crollato ponte a Genova

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e' passato un altro mese e io non ho letto nessun reale avanzamento della questione genova. ottimo

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Io ho trovato questo (che poi è ciò che ora - purtroppo - mi interessa maggiormente):

 

http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2018/11/26/ADK0dhmC-consegnati_plastici_settimana.shtml

 

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LA RICOSTRUZIONE DEL MORANDI 26 novembre 2018

Nuovo ponte di Genova, consegnati plichi e plastici. La scelta entro una settimana

 
 
 
Uno dei due monconi del Morandi (foto Pambianchi)
Uno dei due monconi del Morandi (foto Pambianchi)

Genova - È scaduto il termine per la presentazione delle manifestazioni di interesse e dei relativi progetti delle aziende interessate a partecipare alla demolizione e ricostruzione del ponte Morandi.

 

Nella sede della struttura commissariale sono stati portati una decina di plichi e qualche plastico. Altra documentazione potrebbe essere arrivata tramite posta certificata. Tra i «messi» che hanno varcato le porte degli uffici comunali, anche quelli del gruppo Cimolai e della cordata Salini-Impregilo con Fincantieri.

 

Quest’ultima, arrivando 5 minuti prima dello scadere dei tempi, ha presentato un modellino che si ispira all’idea di ponte elaborata da Renzo Piano. Oggi è scaduto anche il termine per le candidature di chi vorrà occuparsi della direzione dei lavori. Il sindaco-commissario Marco Bucci ha più volte affermato che per scegliere il progetto vincitore sarà necessaria una settimana.

 

Bono (Fincantieri): «Presentato un progetto con Salini Impregilo»

«Abbiamo presentato» un progetto per la costruzione del ponte di Genova. «Siamo in due, siamo noi e Salini Impregilo insieme con le migliori competenze italiane che collaboreranno con noi». Lo ha confermato l’ad di Fincantieri, Giuseppe Bono, a margine di una cerimonia con Msc nello stabilimento di Monfalcone (Gorizia). Fincantieri sarà capofila? «Siamo in due, siamo due capofila». «Noi abbiamo fatto il massimo, lo abbiamo fatto nello spirito di servizio per il paese. Lo facciamo con orgoglio» e se saremo scelti «ce la metteremo tutta». Così l’ad di Fincantieri. «Siamo radicati anche in Liguria - ha aggiunto - facciamo gli scongiuri, ma se qualcosa accade nei territori in cui siamo presenti ci sentiamo in dovere di dare una mano».

 

Secondo quanto si apprende da fonti dell’azienda, la manifestazione di interesse presentata da Salini Impregilo insieme a Fincantieri per la ricostruzione del ponte prevede per l’esecuzione dei lavori 12 mesi dalla consegna delle aree, lavorando 7 giorni su 7 e 24 ore su 24, e si basa sull’idea dell’architetto Renzo Piano. La manifestazione di interesse indica come progettista Italferr, società di ingegneria del Gruppo Fs.

 

Il progetto presentato da Salini Impregilo insieme a Fincantieri prevede un costo non ancora definito, ma di poco superiore ai 200 milioni: è quanto si apprende sempre da fonti dell’azienda, che precisano come sia Salini che Fincantieri non facciano questa operazione per business, ma per spirito di servizio.

In base al progetto, per l’occupazione si prevedono circa mille persone complessivamente tra operai e ingegneri. Salini Impregilo, nei suoi oltre 110 anni di storia, ha realizzato in tutto il mondo centinaia di ponti e viadotti, per un totale di 590 km di lunghezza complessiva. Questi sono inseriti all’interno di grandi opere stradali, autostradali e ferroviarie per oltre 70.000 km di sistemi di trasporto costruiti. Tra questi alcuni hanno segnato significativi primati tecnici ricevendo riconoscimenti dalle più prestigiose autorità del settore.

 

Attualmente il Gruppo è impegnato nella realizzazione di numerosi progetti di diversa scala e complessità, che vanno dalla realizzazione dell’Autostrada A1 e della S7 Expressway in Polonia, caratterizzate da numerosi viadotti, fino alla sostituzione dell’Unionport Bridge a New York - attraversato quotidianamente da 50.000-60.000 veicoli - e del Gerald Desmond Bridge in California che, una volta completato, sarà tra i ponti più alti degli Stati Uniti.

 

Bucci: «14 miliardi di investimenti per il futuro di Genova»

Il sindaco di Genova Marco Bucci stima che il futuro della città richieda 14 miliardi di investimenti in infrastrutture. «Ci sono 14 miliardi di investimenti che sono sulla carta oggi, alcuni li abbiamo già spesi, e sono il futuro della nostra città», ha detto intervenendo al Forum di Pietrarsa. «Io ho fatto questo conto - ha spiegato -: mettiamo insieme Terzo valico, Gronda, piano urbano di mobilità sostenibile, la grande diga, mettiamo anche assieme lo sviluppo del collegamento veloce tra l’aeroporto la Stazione Erzelli e la collina degli Erzelli, e anche la cabinovia che vogliamo fare tra la Stazione Marittima e il forte Begato». «Abbiamo dei vantaggi enormi qui a Genova, non possiamo perderli per mancanza di visione strategica», ha detto in seguito tornando sul tema delle infrastrutture. «Il discorso non è solo per la nostra città, è per tutto il Nord Italia, per la Svizzera, per l’Europa, per far sì che l’Europa diventi più competitiva». Nel corso del dibattito è emerso a più riprese il tema della valutazione costi-benefici delle grandi opere. Secondo Bucci «bisogna inserire anche la visione di quello che sarà il nostro futuro, che alla fine pesa di più della valutazione costi-benefici stessa». «La valutazione costi benefici è una cosa importante che si fa sempre prima di prendere qualunque decisione, però bisogna farla bene. Una visione costi benefici di un’opera pubblica presuppone una visione di 30-40 anni, non si può fare nei prossimo 3 o 4 altrimenti non si hanno risultati. È è una cosa intelligente ma va fatta in maniera appropriata».

 

Una cordata genovese presenta un progetto per la demolizione

Carena, Vernazza ed Ecoeridania: ci sono anche queste tre ditte genovesi tra quelle che si sono candidate alla struttura commissariale per la ricostruzione di ponte Morandi con un progetto per la demolizione dei monconi del viadotto sul Polcevera. Una cordata a «chilometro zero» tra quelle che hanno presentato la loro manifestazione d’interesse agli uffici e che si propone di iniziare a operare, come auspicato dal sindaco-commissario Marco Bucci, a partire dal 15 dicembre. Il piano d’azione, spiegano le aziende in una nota, «si presenta realizzabile grazie all’impiego di mezzi locali, con maestranze prevalentemente locali». Vernazza è una delle società che, con le sue gru di grandi dimensioni, ha operato sin dalle prime ore dopo il crollo per la rimozione delle macerie. Carena, recentemente, ha ottenuto a Genova l’appalto per il secondo lotto del nodo di San Benigno, l’intervento che dovrebbe ridisegnare la rete viaria vicino al porto. Ecoeridania è un’azienda di Arenzano che si occupa di smaltimento di rifiuti a livello industriale. Tra i nomi circolati per la demolizione ci sono anche quelli delle aziende italiane Fagioli e Siag.

 

Raccolte 2mila firme per «salvare ciò che resta del ponte Morandi»

Ha raggiunto quasi 2.000 sottoscrizioni la raccolta firme per «salvare ciò che resta del ponte Morandi, con esso 150 case ed il porto», lanciata sulla piattaforma online change.org dall’ex ingegnere di Società Autostrade Gabriele Camomilla. L’ingegnere è stato protagonista nel 1993 della riparazione della pila 11 del ponte Morandi. «Ricostruendo solo il tratto caduto si ripristinerebbe la viabilità in un tempo minimo - sostiene la petizione -. Per esempio il rifacimento del tratto di tangenziale di Bologna crollato per lo scoppio di inizio estate è già stato riparato in 30 giorni da una società esperta nella costruzione di ponti in acciaio».

 

Accordo tra Crèdit Agricole e Confindustria: 50 milioni per le imprese

Cinquanta milioni di euro per le imprese interessate dai disagi causati dal crollo di ponte Morandi sono stati messi a disposizione grazie a un accordo siglato tra Matteo Zorzet, responsabile area imprese e corporate di Crèdit Agricole Carispezia, e Andrea Carioti, presidente piccola industria di Confindustria Genova. Il plafond alimenterà finanziamenti e linee di credito, con condizioni agevolate e iter preferenziali, supportando le aziende sia nelle azioni di rafforzamento della struttura finanziaria sia nello sviluppo dei programmi di investimento. Oltre a ciò, Crèdit Agricole Carispezia dà la possibilità a aziende e famiglie colpite dal crollo del viadotto, di attivare la sospensione totale delle rate dei mutui gratuita e volontaria per un massimo di 12 mesi.

 

© Riproduzione riservata

Edited by crucco

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Comunque ancora non mi capacito di come il NYT ebbe dopo pochi giorni il video del crolo, mentre il MIT per la Commissione d’inchiesta non ha potuto avere materiale di foto e video dalla Procura di Genova.

 

A tutto questo si aggiunge la geniale idea  della Guardia di Finanza di divulgare dei video chiaramente ritoccati.

Ma perché? ca**o, non li divulgare e stop, fine.

https://www.genova24.it/video/la-guardia-di-finanza-rende-pubblico-un-video-inedito-del-crollo-di-ponte-morandi-ma-non-si-vede-nulla/

 

 

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Quanto fa male questo video, mi si è fermato il cuore per un attimo.

Edited by Aviatore_Gilles
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Questo video è inquietante. Se non altro finalmente abbiamo una prova filmata di quello che è davvero successo.

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Sembra quasi una demolizione controllata

  • Fernandello 1

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1 ora fa, Ferrarista ha scritto:

Questo video è inquietante. Se non altro finalmente abbiamo una prova filmata di quello che è davvero successo.

Vedere le auto e i camion che vanno giù mette i brividi

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Purtroppo, non è girato a'50' fotogrammi al secondo, quindi anche guardandolo un fotogramma alla volta, non si capisce quale sia la parte che cede prima delle altre. Una cosa è certa, fugate tutte le fufe del fulmine, e del cammion da 45 tonnelate. Era marcio, da un momento all'altro ha ceduto. Tutto li. Se penso a quante ore di coda ho fatto li sopra, e mi dondolava sotto il culo.... sembrava di essere in barca.. comunque la ricostruzione sta andando bene, non sono mancati i soliti comitati, fomentati dai soliti noti, ma stavolta non sono riusciti a bloccare nulla. 

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19 ore fa, ggr ha scritto:

Purtroppo, non è girato a'50' fotogrammi al secondo, quindi anche guardandolo un fotogramma alla volta, non si capisce quale sia la parte che cede prima delle altre. Una cosa è certa, fugate tutte le fufe del fulmine, e del cammion da 45 tonnelate. Era marcio, da un momento all'altro ha ceduto. Tutto li. Se penso a quante ore di coda ho fatto li sopra, e mi dondolava sotto il culo.... sembrava di essere in barca.. comunque la ricostruzione sta andando bene, non sono mancati i soliti comitati, fomentati dai soliti noti, ma stavolta non sono riusciti a bloccare nulla. 

 

Il professore svizzero che segue la perizia ha spiegato alla perfezione tutto infatti.

 

Una precisazione: se una struttura dondola, non significa che sia difettosa. Anzi.

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1 ora fa, chatruc ha scritto:

 

Il professore svizzero che segue la perizia ha spiegato alla perfezione tutto infatti.

 

Una precisazione: se una struttura dondola, non significa che sia difettosa. Anzi.

Giusto, altrimenti si spezzerebbe subito. Però faceva senso starci sopra.

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Si esatto, una struttura non deve essere rigida, altrimenti si sbriciola. Tutti i ponti dondolano quando si passa sopra, è normale, ma devo ammettere che è abbastanza impressionante.

La perizia dice che a cedere pare essere stata la struttura che regge il manto stradale, che poi si è tirata giù tutto. Dal video si vede infatti la carreggiata che va giù per prima, seguita poi dagli stralli e dal pilone. 

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Esatto, anche io ho l'impressione che ceda prima la strada, però qui continuano a parlare di cedimento di uno strallo. 

Certo che è paradossale, e infatti non ci credo, che tutte le telecamere della società concessionaria, si siano spente un secondo prima. Le uniche immagini del crollo, sono quelle delle aziende private.... eppure su ogni pilone, c'erano due telecamere, che inquadravano nei due sensi....

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La cosa buffa è che, se davvero è successo questo, potevano anche rifare e potenziare gli stralli, ma non avrebbe evitato il crollo.

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18 minuti fa, Aviatore_Gilles ha scritto:

La cosa buffa è che, se davvero è successo questo, potevano anche rifare e potenziare gli stralli, ma non avrebbe evitato il crollo.

Ancor più preoccupante

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...pensare che l' ultimo cadavere recuperato , fu quello di Mirko

nipote del mio piu grande amico.

oramai siamo ad un anno di distanza e siamo ancora senza un ponte 

questo è il nostro paese

Benetton anzi che vedersi sottrarre l' intera società per mancanza di 

manutenzione, gli è stato permesso di acquistare Alitalia

 

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4 ore fa, panoramix ha scritto:

Benetton anzi che vedersi sottrarre l' intera società per mancanza di 

manutenzione

Non si poteva... il problema è che Anas ha fatto anche di peggio e dare loro la concessione sarebbe una catastrofe.

Il gruppo Benetton dovrà per forza dare spiegazioni su quel ponte... la sera prima erano in corso dei lavori, prova che sicuramente qualcosa che non andava c’era. Spero che chi ha sbagliato paghi, e che questa disgrazia serva per garantire una maggior efficienza di servizio, anche da parte dello stesso gruppo Atlantia.

 

Mi dispiace per il tuo amico..

Edited by VincenzoFerrari
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16 ore fa, panoramix ha scritto:

...pensare che l' ultimo cadavere recuperato , fu quello di Mirko

nipote del mio piu grande amico.

oramai siamo ad un anno di distanza e siamo ancora senza un ponte 

questo è il nostro paese

Benetton anzi che vedersi sottrarre l' intera società per mancanza di 

manutenzione, gli è stato permesso di acquistare Alitalia

 

Mi spiace.. Pensare che in cina costruiscono grattacieli in 19 giorni 

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16 ore fa, panoramix ha scritto:

...pensare che l' ultimo cadavere recuperato , fu quello di Mirko

nipote del mio piu grande amico.

oramai siamo ad un anno di distanza e siamo ancora senza un ponte 

questo è il nostro paese

Benetton anzi che vedersi sottrarre l' intera società per mancanza di 

manutenzione, gli è stato permesso di acquistare Alitalia

 

 

Rifare un ponte così grande in quella posizione è un'opera molto lunga. E' impensabile demolire il vecchio ponte e ricostruire uno nuovo con le case sotto dopo meno di un anno.

1 minuto fa, Illy ha scritto:

Mi spiace.. Pensare che in cina costruiscono grattacieli in 19 giorni 

 

La Cina non è proprio uno stato di diritto. Loro decidono di fare una cosa e la fanno senza pensare se sotto o sopra c'è qualcosa o qualcuno.

 

Fosse successo in Cina, il giorno dopo svuotavano la zona e mandavano tutti a vivere nei container. Tempo un mese demolizione totale e giù a costruire con fondi statali. L'inchiesta non sarebbe esistita se non al solo scopo di capire il motivo tecnico della caduta ma senza ricercare responsabili.

 

Da noi, per fortuna, ci sono delle regole da rispettare. Le regole rendono le cose più lente ma la vita migliore.

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In Italia le regole servono per mangiarci sopra 

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