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2013.18 | Gran Premio degli Stati Uniti - Austin [Presentazione]

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E sono sette di fila. Che noia signori. Perché diciamocelo, tutti ci aspettavamo una partenza di Webber alla Webber, e così è stato. Vettel: il suo nome spunta d’ovunque, anche quando non fa la pole position, la regia scambia Webber con il tedesco. Vettel, RedBull, RedBull, Vettel, oro, blu, giallo, caschi sempre nuovi. Sono queste le gare che abbiamo appena passato e quelle che ci aspettano. A meno di cataclismi, seguite la gara solo dal secondo posto in giù, prima non c’è gusto.

“Hey, what did you expert?” è la frase che meglio sintetizza la gara di Sebastian Vettel. Al trentesimo giro aveva trenta secondi di vantaggio su Webber. Che dire? Ridateci lo spettacolo, la lotta per il primo posto, le sportellate, non un leader che si vede solo per le prime due curve poi solo sotto la bandiera a scacchi. Va bene Vettel, ma otto gran premi così ragazzi, si sfiora la pazzia. Webber stoico per quanto riguarda la pole del sabato, personalmente ci ha fatti saltare sul divano nel suo ultimo giro. Semplicemente strepitoso, esattamente come non è stata la sua partenza, al solito, al rallentatore. Se ne becca di secondi dal compagno, ma alla fine almeno racimola un secondo posto, che con le sfighe di oggigiorno è pur sempre un bel risultato. E giù a fare ciambelle tutt’e due, primo e secondo. Rigorosamente fuori dalla pista, come se fosse meno pericoloso. In barba alla FIA. Al terzo posto troviamo un rinato Nico Rosberg che compie tutta la gara tra i primi degli “altri”, riuscendo ad ottenere un onorato podio nel giorno della capitolazione del suo compagno di squadra. Manna dal cielo per il campionato costruttori. Quarto, ma costante come pochi negli ultimi gran premi, Romain Grosjean, ormai prima guida della Lotus. Chiude davanti ad entrambe le Ferrari, con un bel distacco anche in termini di secondi. Al quinto posto troviamo la prima delle due Ferrari, quella di Fernando Alonso, che “limita i danni”, almeno arrivando davanti al Lewis Hamilton con una strategia molto bizzarra, che sa di una sola sosta andata male. La gara, senz’altro, meglio della qualifica. Dietro al ferrarista di piazza Paul di Resta, che non si capisce bene da dove salti fuori, ma a un certo punto è lì, e tutti devono passarlo, ma lui resiste ad ogni modo, e lascia a bocca asciutta uno come Hamilton, mica pizza e fichi, il quale arriva settimo. Di certo non una posizione soddisfacente per l’inglese, che ha dichiarato più volte di amare questo tracciato, in specie l’ultimo settore, ma per lo meno il bilancio della Mercedes è positivo, essendo riuscita a tenere dietro le due Rosse. Ottavo infatti c’è proprio Felipe Massa, vittima di una strategia infelice della Ferrari, che gli monta gomme medie anche all’ultimo pit, condannandolo all’ottava piazza, senza possibilità di dire la sua su Lewis Hamilton.

Unico ritirato di giornata è Kimi Raikkonen, trascurato dalla Lotus, nonché creditore di circa 20 milioni di euro dal team inglese. Lo rivedremo nelle prossime gare? Riuscirà a mantenere il terzo posto nel mondiale, che frutterebbe alla Lotus una lauta cifra dalla FIA? Staremo a vedere. Pare di no: proprio stamattina è giunta la notizia del forfait di Raikkonen per le prossime due gare! Chi sarà a prendere il suo posto? Incrociamo le dita per Davide Valsecchi!

Il circuito delle Americhe è l’ennesimo circuito del Campionato di Formula 1 progettato da Hermann Tilke. A differenza dei tracciato situati negli stati uniti, questo è stato progettato appositamente per ospitare un gran premio di Formula 1, mentre tutti gli altri sono o cittadini, o adibiti ad ospitare gare NASCAR o Indycar, quindi per la maggior parte si tratta di ovali o circuiti ricavati da questi ultimi. La pista è situata esattamente a Wandering Ceek, a sud est di Austin in Texas, una zona in cui, in questo periodo dell’anno dovrebbe fare ancora molto caldo. La costruzione del tracciato è iniziata nel 2011, con l’idea di fare rientrare l’appuntamento americano nel calendario 2011, salvo poi una sosta imprevista dei lavori che hanno fatto slittare il debutto del tracciato al 2012. Una particolarità del circuito texano sta nella prima curva, il cui apice sta nel più alto punto del tracciato: c’è una lunga salita per raggiungerlo, e una discesa in uscita. Non è assolutamente una curva facile da affrontare, in quanto i piloti dalla loro posizione faticano a vedere l’esatto punto di inserimento, e non raramente vanno lunghi. Per tutto il resto della pista molte parti ricordano tracciati già esistenti, quali Silverstone, Hockenheim e Istanbul. Come molti altri nel calendario, il tracciato è solo una parte di un complesso di strutture più ampio che in futuro saranno attive: tra i progetti in programma vi sono una pista per auto e moto, un club automobilistico, un kartodromo, uno spazio per degli eventi, una torre e un’area per i camper attorno alla pista. Il tutto dovrebbe coprire circa 900 acri. La Pirelli ha deciso di portare qui come in brasile le sue mescole Medium White e Hard Orange, in vista delle alte temperature previste per il finesettimana. L’evento sarà trasmesso in chiaro dalla Rai oltre che da Sky, sebbene quest’anno, a decidere il campionato non saranno le ultime due gare.

Top 10 edizioni Gp U.S.A

Edizione 1975: in qualifica il più veloce è Lauda con la Ferrari, che il giorno seguente scatta bene, inseguito a breve distanza da un lungo trenino. Nelle retrovie Hunt infila in serie Mass, Peterson e Depailler, portandosi settimo. Si ritirano in breve tempo proprio Depailler e Carlos Pace, venuti a contatto in un tornante; Jochen Mass finisce fuori pista azzardando un sorpasso su Vittorio Brambilla, perdendone così tre posizioni dopo il rientro sul tracciato. Anche Regazzoni tenta il sorpasso sul tedesco, ma lo tampona dovendosi fermare ai box per una lunga sosta. Davanti intanto Fittipaldi aggancia Lauda, mentre Reutmann al 10° passaggio è costretto al ritiro per un cedimento del propulsore, seguito poco dopo da Andretti, cui si stacca la sospensione anteriore. Il duo di testa intanto si apprestava a doppiare Regazzoni, compagno di Lauda, che oppose resistenza nei confronti del pilota della McLaren, facendolo cos allontanare dall’austriaco; verrà per lui esposta la bandiera nera poco dopo. Nei seguenti giri il brasiliano recupera parte del vantaggio nei confronti del ferrarista, senza riuscire però ad impensierirlo. Dietro a questi due arriva terzo Mass, che aveva lungamente combattuto con Peterson, il quale, alla fine, aveva dovuto cedere anche ad Hunt per uno sfinimento delle gomme.

Edizione 1986: Senna parte dalla pole con la sua Lotus, dietro lui il “Leone d’Inghilterra”, Nigel Mansell, che tenta subito di impensierirlo. A rendere difficile la gara al brasiliano si aggiunge il duo Ligier Laffite-Arnoux, che approfittano di una foratura della Lotus per sorpassarlo. Dopo il cambio gomme però Senna sembra ritrovare stabilità e sicurezza: riprende il comando della corsa staccando nettamente i diretti inseguitori, ora molto meno pericolosi. Nel frattempo Piquet esce di pista, ma la monoposto viene centrata da Arnoux, che però riesce a rientrare in pista; peccato che venga a sua volta colpito dal sopraggiungente Boutsen: ritiro forzato. Vince così Ayrton Senna su Jacques Laffite, il quale aveva superato Prost negli ultimi giri, causa alcuni problemi d’accensione sulla vettura del francese.

Edizione 1991: la nuova monoposto McLaren non aveva completato neppure un giro, tanto che le due vetture da gara vengono completate alle quattro del mattino del venerdì all’interno dei garage. Senna garantisce l’affidabilità della nuova auto, supportata dal nuovo V12 Honda, così avviene: la pole è sua con un secondo di vantaggio sulla Ferrari di Prost. In gara non c’è storia per la prima posizione, Senna costruisce in breve tempo un gran vantaggio sugli inseguitori, costretti a lottare per le altre posizioni senza esclusione di colpi. Dietro a dar spettacolo è soprattutto Patrese, che con la sua Williams tenta di conquistare un podio, fino a quando la marcia si blocca in folle: la monoposto rimane perpendicolare alla pista e viene colpita da Moreno, che perde la ruota anteriore. Nel frattempo Prost, Piquet ed Alesi danno vita ad un gran duello: alla curva quattro il brasiliano supera Jean, che poco dopo è sorpassato anche dal connazionale. Grazie ad un ottimo ingresso Alain sorpassa anche Piquet, conquistando e mantenendo la seconda posizione sino al termine della gara.

Edizione 2000: si torna a correre in territorio americano dopo una lunga pausa, il circuito è stato ricavato all’interno del famoso ovale di Indianapolis. A conquistare la trentesima pole in carriera è Michael Schumacher, che pone dietro di sé le due McLaren di Coulthard e Häkkinen. La domenica si partì con asfalto umido, rendendo difficile scegliere la strategia di gara. Al via Coulthard parte in anticipo, portandosi in testa; nelle retrovie Button urta Trulli: i due rientreranno ai box senza particolari danni, ma saranno costretti al ritiro per motivi diversi. Nei primi giri molti rientrano per cambiare le gomme, ma la strategia si rivela errata: ne approfitta Schumacher che si riporta in testa dopo il drive-through di Coulthard. Ma da dietro Häkkinen rimonta: arriva a quattro secondi dal tedesco, poi il motore Mercedes cede ed è costretto al ritiro. Vince così Schumacher davanti al compagno di squadra Barrichello e ad un arrembante Frentzen con la Jordan – Honda.

Edizione 2001: duecentomila gli spettatori giunti a vedere la prova del mondiale Formula Uno, cifre da record. Pole position per Michael Schumacher (Ferrari), seguito ancora una volta da Mika Häkkinen. Al via Schumacher mantiene la testa della corsa, seguito da Montoya e Barrichello. Nelle prime posizioni Barrichello, guadagna rapidamente terreno superando prima Montoya poi il compagno di squadra. Poi Barrichello entra ai box per il cambio gomme e al comando passa nuovamente Schumacher, tallonato da Montoya. Il colombiano passò il ferrarista nel corso del 34º giro, ottenendo poi il giro più veloce. Le possibilità di vittoria di Montoya e della Williams svanirono quando sulla vettura del colombiano si ruppe il motore. Si porta in testa Häkkinen, tallonato da Barrichello, che però si deve ritirare poco dopo a causa di un problema al motore. Häkkinen ottenne così la ventesima ed ultima vittoria in carriera, davanti a Michael Schumacher e Coulthard.

Edizione 2004: la Ferrari domina le qualifiche, con Barrichello che sopravanza Schumacher di 177 millesimi di secondo, terzo un sorprendente Takuma Sato (BAR – Honda). Montoya parte dai box con il muletto per problemi durante lo schieramento, ma ciò avviene irregolarmente, comportando così la sua squalifica. Dopo la partenza c’è un grande caos nelle retrovie: si ritirano Klien, autore del misfatto, Da Matta, Massa, Pantano e Bruni. Dopo l’intervento della Safety Car Schumacher sopravanza il compagno di scuderia, portandosi in testa, dietro è battaglia tra Alonso e Sato. A causa dei detriti però l’asturiano è costretto al ritiro ed un giro più tardi la monoposto di Ralf Schumacher buca una gomma, andandosi a schiantare; il tedesco sarà portato in ospedale senza gravi lesioni. Le prime due posizioni rimangono invariate fino alla fine, mentre il terzo gradino del podio è di Sato, uscito vincente dal duello con Trulli.

Edizione 2006: ennesima pole di Schumacher che rifila oltre sei decimi a Massa, suo compagno di squadra. Al via accade di tutto: Massa scatta in testa, ma nelle retrovie, un incidente coinvolge sette auto, eliminando tra le altre dalla gara le due McLaren e Jenson Button. Al sesto giro Sato e Monteiro si toccano e si ritirano. Al ventesimo giro c’è il pit stop di Massa, leader della gara, che viene sorpassato da Schumacher. Alonso giunge solamente quinto, perdendo sei punti in ottica mondiale e vedendo il tedesco riavvicinarsi pericolosamente. Dopo Massa, secondo, giunge terzo Giancarlo Fisichella, autore di una buona prova senza particolari sbavature.

Edizione 2007: nonostante Hamilton non abbia mai corso ottiene per la seconda volta consecutiva pole e vittoria. Deve però contenere Alonso che per tutta la durata della gara. Le Ferrari arrivano subito dietro con Massa che precede Räikkönen. A punti anche l’esordiente Sebastian Vettel, ottavo, che sostituisce l’infortunato Kubica. Con questo risultato Vettel diventa il più giovane pilota ad ottenere punti in un mondiale di Formula 1. Dopo questo Gran Premio la McLaren dominava entrambe le classifiche (Piloti e Costruttori), con Hamilton davanti a Massa di ben 19 punti.

Edizione 2012: sull’appena inaugurato tracciato di Austin, disegnato da Hermann Tilke, Vettel e la Red Bull dominano le qualifiche, seguito da Hamilton (McLaren-Mercedes). Al via Vettel mantiene il comando, più dietro ha un buono spunto Fernando Alonso, che partente dalla nona casella si porta in quarta posizione. Grosjean va in testacoda, rovina le gomme, ed è costretto a un pit stop al nono giro. Al 17° passaggio Mark Webber si ritira per un guasto all’alternatore; Alonso scala terzo. Vettel ora conduce su Räikkönen, che non ha ancora cambiato gli pneumatici, poi Lewis Hamilton, Felipe Massa (con gomme vecchie), Alonso e Button. La classifica, dietro ai primi due, vede nuovamente Alonso terzo, seguito da Räikkönen, Massa, Grosjean e Button. Al trentacinquesimo giro Massa conquista la quarta posizione con un sorpasso su Räikkönen. La testa della classifica cambia al 42º giro quando Hamilton prende il comando al termine del lungo rettilineo, non lasciando spazio al tedesco che giunge secondo, mentre Alonso è terzo. In questo modo la scuderia Red Bull Racing si aggiudica il titolo costruttori.

 

Venerdì

Libere 1: 16:00-17:30 (Sky Sport F1 HD – RaiSport 1)

Libere 2: 20:00-21:30 (Sky Sport F1 HD – RaiSport 1)

Sabato

Libere 3: 16:00-17:00(Sky Sport F1 HD – RaiSport 1)

Qualifiche: 19:00 (Sky Sport F1 HD – Rai 2)

Domenica

Gara: 20:00 ̶ 56 giri ̶ 308,405km (Sky Sport F1 HD – Rai 1)

* tutti gli orari indicati si riferiscono all’Italia: tra Italia e Texas ci sono 7 ore di differenza.

Distanza a giro: 5.513km

Numero di curve: 20

Senso di marcia: antiorario

RECORD

Giro prova: 1:35.657 – S Vettel (2012)
Giro gara: 1:39.347 – S Vettel (2012)
Distanza: 1h35:55.269 L Hamilton (2012)
Vittorie pilota: 5 – M Schumacher, A Senna
Vittorie team: 10 – Lotus
Pole pilota: 5 – A Senna
Pole team: 10 – Lotus
Migliori giri pilota: 3 – J Clark, M Schumacher, A Senna
Migliori giri team: 9 – Ferrari
Podi pilota: 7 – M Schumacher
Podi team: 21 – Ferrari

Albo d’oro

  1. 1959 B McLaren – Cooper Climax
  2. 1960 S Moss – Lotus Climax
  3. 1961 I Ireland – Lotus Climax
  4. 1962 J Clark – Lotus Climax
  5. 1963 G Hill – BRM
  6. 1964 G Hill – BRM
  7. 1965 G Hill – BRM
  8. 1966 J Clark – Lotus BRM
  9. 1967 J Clark – Lotus Ford
  10. 1968 J Stewart – Matra Ford
  11. 1969 J Rindt – Lotus Ford
  12. 1970 E Fittipaldi – Lotus Ford
  13. 1971 F Cevert – Tyrrel Ford
  14. 1972 J Stewart – Tyrrel Ford
  15. 1973 R Peterson – Lotus Ford
  16. 1974 C Reutemann – Brabham Ford
  17. 1975 N Lauda – Ferrari
  18. 1983 M Alboreto – Tyrrel Ford
  19. 1984 K Rosberg – Williams Honda
  20. 1985 K Rosberg – Williams Honda
  21. 1986 A Senna – Lotus Renault
  22. 1987 A Senna – Lotus Honda
  23. 1988 A Senna – McLaren Honda
  24. 1989 A Prost – McLaren Honda
  25. 1990 A Senna – McLaren Honda
  26. 1991 A Senna – McLaren Honda
  27. 2000 M Schumacher – Ferrari
  28. 2001 M Hakkinen – McLaren Mercedes
  29. 2002 R Barrichello – Ferrari
  30. 2003 M Schumacher – Ferrari
  31. 2004 M Schumacher – Ferrari
  32. 2005 M Schumacher – Ferrari
  33. 2006 M Schumacher – Ferrari
  34. 2007 L Hamilton – McLaren Mercedes
  35. 2012 L Hamilton – McLaren Mercedes

Andrea Villa, Matteo Bramati.

 

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Vettel non ha mai vinto.... :asd:

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nel calendario solo qui e ungheria non ha mai vinto

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si correrà lui

 

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nel calendario solo qui e ungheria non ha mai vinto

 

è forte ma non è completo :asd:

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Kovalainen sarà il primo ad aver corso con entrambe le fake-Lotus :D

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