Pensieri (più o meno "cattivi") di fine stagione.   Il sole splende, gli alberi hanno le foglie, i fiori sono sbocciati, gli uccellini cantano, gli insetti ronzano e credo sia arrivato il momento di terminare questa lunghissima stagione del pattinaggio di figura con qualche riflessione.

Due aspetti/avvenimenti sopra tutti:
- l'esito della gara olimpica delle donne, con la Sotnikova davanti alla Yu Na e conseguenti polemiche - l'avvento del "pattinaggio alla Liptniskaia", con anche qui polemiche durante buona parte della stagione       L'oro di Sochi nella gara delle donne.   Solo un cieco ...   Dico subito che il primo tema è quello che mi interessa meno, per quanto sia in buona parte collegato al secondo tema e per quanto mi dilungherò comunque sulla questione.
Verdetti discutibili, se non "scandalosi", ce ne sono stati già in passato e probabilmente ogni tanto accadranno pure in futuro. E' inevitabile che avvenga, quando sono dei giudici, e non i cronometri, un'asticella o delle righe segnate su un campo di gioco, a determinare il vincitore.
E, checchè ne dica qualcuno, pur se l'attuale sistema di giudizio del pattinaggio di figura cerca (e in gran parte ci riesce) di essere "più oggettivo" del precedente, il giudizio soggettivo conta ancora per la metà (come vedremo). Tanto da essere spesso determinante, quando la lotta è serrata.

Sulla prima questione, perciò, me la cavo senza particolari approfondimenti personali (citerò poi contributi esterni), dicendo che secondo me solo un cieco può ritenere che la (pur brava) Sotnikova sia stata superiore alla Yu Na nella gara di Sochi (e non di centesimi o decimi ma di ben cinque punti), comprendendo sia il free che lo short.     Analisi "ad occhio" dei programmi.   Alcuni commentatori (il primo credo sia stato quello del New York Times) si sono impegnati (in modo secondo me non molto riuscito) a "dissezionare" il free delle due pattinatrici, per "dimostrare" che il verdetto era giusto, ma "dimenticandosi" di fare lo stesso per lo short. Cosa ovviamente poco sensata, visto che la gara è decisa dalla somma dei punteggi dei due segmenti.
Io ho sommessamente suggerito, per chi ne avesse avuto la possibilità (disponibilità di filmati e strumenti tecnici per rivederli) di "dissezionare" anche lo short, perchè farlo solo sul free aveva poco senso. Non mi risulta che nessuno l'abbia pubblicamente e dettagliatamente fatto o se l'ha fatto ha tenuto per sè il risultato di tale review.
Che io sappia, solo un altro commentatore (che non cito, soprattutto per non fargli immeritata pubblicità, ma del quale mi sto accorgendo sempre più dell'inaffidabilità dei giudizi almeno quando si tratta di certi argomenti) si è infine deciso a farlo, anche se mi pare in modo molto meno sistematico ed organico di come il NYT ha fatto per il free. Secondo lui, anche l'esito dello short è giusto e comunque due soli giudici "corrotti" (denunciati da molti, come scrivo più avanti) non possono aver determinato il risultato. Magari per lo short potrebbe avere ragione o parzialmente ragione (sono comunque scettico, vedi sotto per la questione trottole e l'analisi di Virgili sui PCS anomali anche dello short) ma purtroppo, come vedremo, sembra proprio che quei due giudici siano solo la punta dell'iceberg.   Piccola notazione: alcuni sostengono che sulle trottole la coreana non era superiore alla Sotnikova e che in particolare sulla trottola rovesciata dello short c'era "un abisso" tra le due, a favore della russa. Qualcuno è andato a confutare l'analoga affermazione che il NYT ha fatto sulle trottole del free ed il risultato è interessante:   (da http://m.blog.daum.net/2020wkid/7959)   Ora, è vero che questa analisi tratta di free e non di short, ma chi pensa che, in generale, ci possa essere "un abisso" tra la Sotnikova e la Yu Na sulle trottole? Potrei capirlo con la Liptniskaia e la sua grande flessibilità (che comunque non è l'unico parametro richiesto), ma con la Sotnikova? Ci sarebbero molte malignità che potrei dire su certi commentatori, che le "sparano" illudendosi che poi la gente non vada a fondo su quanto dicono, ma generosamente evito ...     Copertura della pista.   Qualcosa ha fatto pure chi è andato a mappare sulla pista il programma della Sotnikova e quello della Yu Na, con immagini prese da lontano con grandangolare, scoprendo che la coreana ha coperto MOLTA più pista della russa, il che come si sa è un elemento che valorizza parecchio un programma, è pure un parametro che incide sul PCS relativo alla coreografia, ed è caratteristico dei grandi pattinatori.         I due giudici.   Ma, del resto, c'è un elemento pressochè definitivo almeno per rivelare quale è stato il trend irresistibile del giudizio di Sochi (punto culminante di una stagione dove quel trend era già visibile): c'è stato chi è andato a vedere i punteggi dei singoli giudici dello short e sui nove ne ha trovato due che hanno regolarmente e massicciamente sopravvalutato la Sotnikova e sottovalutato la Yu Na. E dato che si scarta solo il punteggio più alto e quello più basso, accade che che se due (in accordo tra loro o indipendentemente) decidono di aiutare un atleta, uno dei due punteggi "disonesti" rimane e a certi livelli di competizione ciò può fare la differenza. A Sochi non l'ha fatta solo questo, per causare quei cinque assurdi punti in più finali dati alla russa (o gli oltre cinque in meno dati alla coreana) ma è la punta dell'iceberg.
Purtroppo i giudizi sono anonimi (cosa che andrebbe cambiata subito ma che il presidente ISU, Cinquanta, si ostina a difendere), comunque i due sospettati sono un giudice ucraino già sospeso per un anno (!) per aver cercato di manipolare il giudizio (!) alle olimpiadi di Nagano ed una giudice russa moglie del capo della federazione russa di pattinaggio. La vicenda secondo me è sostanzialmente chiara, trattasi di deprecabile "malagiudizio" nel pattinaggio (e non sto a dire se tutto in malafede, se parzialmente in malafede o se in sconcertante buonafede di tanti giudici condizionati dall'ambiente, non lo so), ma ormai è andata così.   Certo, non è tutto qui. In realtà c'è una questione più generale, che riguarda QUESTA stagione (perchè in passato non è stato così o lo è stato molto meno), su come si danno i giudizi "soggettivi", ovvero PCS e GOE. Che è l'argomento dell'altro tema.     Se qualcuno avesse ancora dei dubbi che comunque almeno una parte di chiara malafede a Sochi c'è stata, può leggere questo, che parla dei due giudici: http://english.chosun.com/site/data/html_dir/2014/02/21/2014022102082.html       e questo commento: http://rokdrop.com/2014/02/21/evidence-that-yuna-kim-was-robbed-out-of-a-2014-winter-olympic-gold-medal/     Analisi statistica dei programmi.   Ma ora c'è stato pure un fisico italiano, Tiziano Virgili, ricercatore dell'Università di Salerno, che ha scritto addirittura oltre trenta pagine di analisi statistica per dimostrare che sia la Sotnikova che la Liptniskaia sono state sopravvalutate a Sochi (e non solo da due giudici, ma dalla giuria nel suo complesso)!   Inizialmente ero decisamente scettico su questo tipo di approccio, poi andando a leggerlo mi sono reso conto che una sua precisa e ben concreta ragion d'essere ce l'ha. Anzi, mi sono reso conto della mia iniziale e colpevole superficialità, perchè questo approccio alla fine è probabilmente ben più valido delle classiche "analisi" fatte di diatribe infinite e solitamente inconcludenti tipo "la Sotnikova ha saltato più in alto / ma la Yu Na ha saltato meglio". E ciò per un semplicissimo motivo: fa vedere che sono i giudizi degli stessi giudici di Sochi, e non quelli a posteriori emessi dagli appassionati o dagli "esperti" (veri o presunti), a rivelare che quella votazione ha avuto qualcosa di ANOMALO, comunque la si guardi! Almeno secondo la statistica ed in modo decisamente inequivocabile.   Statistica che non potrà dire l'ultima parola, ma neppure essere bellamente ignorata. Alla fine, come credete che gli scienziati determinino l'attendibilità e la precisione dei valori che hanno misurato in un esperimento? Con la statistica, non con le "discussioni da bar"!   Cito innanzitutto questa pagina: "The paper concluded that Kim should have received a total score of 217.60 instead of 219.10, while Sotnikova deserved 214.56 instead of 224.59" http://english.chosun.com/site/data/html_dir/2014/04/02/2014040201592.html   e questo video: http://www.arirang.co.kr/News/News_View.asp?nseq=160149       Il documento in questione (versione aggiornata a settembre 2014) si trova qui: http://www.mediafire.com/view/zsyuye3bea5e2kb/StatisticalAnalysisBooklet.pdf (in inglese)   (è possibile fare il download dei documenti sul PC con l'apposita icona in alto a destra)     Il documento estende documenti precedenti, sempre di Virgili, scaricabili da questi link:
versione V2 in inglese: http://www.mediafire.com/view/3g8cai3hcbsovlt/SochiStatAnalysis_v2.pdf e in italiano: http://www.mediafire.com/view/h6e25p9luby97pm/SochiStatAnalysis_vIta.pdf )       Perchè un'analisi di questo tipo ha senso? Perchè, se ci pensate, ciò che fanno i giudici del pattinaggio è analogo a ciò che fa chi effettua una misurazione in campo scientifico (campo che l'autore della ricerca evidentemente conosce bene): "misurano" la prestazione di un pattinatore secondo certi "metri" di giudizio. Questi metri sono i canoni stabiliti dall'ISU, in parte oggettivi (vedi elementi tecnici) e in parte molto prevalentemente soggettivi (vedi components, i PCS che poi esamineremo più in dettaglio) ma comunque da valutare secondo "linee guida" (canoni di giudizio indicati dall'ISU stessa).   Dato che ogni misurazione è soggetta ad errore, è inevitabile che ci siano differenze tra i vari giudici, anche quando in perfetta buona fede. Idealmente, se i parametri fossero tutti totalmente oggettivi e i giudici tutti onesti ed infallibili basterebbe far giudicare da un solo giudice! Dato che, ovviamente, non può essere così, si usano nove giudici e si fa la media, tagliando gli estremi, ed il risultato, se la giuria è imparziale, dovrebbe essere per ogni giudizio una forma più o meno "a campana", e piuttosto stretta, attorno al valore medio: i giudici hanno giudicato sostanzialmente secondo i "canoni" previsti, con le inevitabili fluttuazioni statistiche. Questo è ciò che è accaduto anche a Sochi per quasi tutte le atlete ... tranne due!   Se invece la giuria giudica in modo discorde (come può accadere se i canoni non sono oggettivi, non sono chiari o ... se la giuria non è imparziale), la curva sarà più larga o molto più larga e magari con evidenti "picchi anomali" in più o in meno rispetto alla media. Se si tratta solo di parametri di giudizio poco chiari o molto soggettivi ci si può aspettare una distribuzione dei giudizi più larga ma "bilanciata", ovvero simmetrica rispetto alla media: alcuni giudici imparziali avrebbero soggettivamente valutato un pò in più o un pò in meno, ma senza malizia, senza farlo per favorire o sfavorire. Se invece la distribuzione dei giudizi è, come può rivelare un'analisi statistica, nettamente sbilanciata solo in più o, inversamente, solo in meno rispetto alla media, allora diventa forte e fondato il sospetto che la giuria non solo sia stata discorde ma che parte di essa abbia volutamente sopravvalutato o, rispettivamente, sottovalutato l'atleta.   Questo è esattamente ciò che l'analisi mostra rispetto alla gara del singolo femminile di Sochi: la giuria ha giudicato in modo discorde per alcune pattinatrici ma soprattutto (a netto favore) per Liptinskaia e Sotnikova (per quest'ultima lo sbilanciamento appare assolutamente innegabile e clamoroso). In altri termini: il "sistema di misurazione" costituito da quella giuria non è stato imparziale, come rivelato da una anomala distribuzione dei voti attorno alla media a favore della vincitrice.   Si noti che l'autore, da sua precisazione, ha usato i valori ufficiali per tutti i giudizi, assumendo che il pannello tecnico (per inciso, guidato a Sochi dal russo Alexander Laternik, cosa che ha causato diverse alzate di sopracciglio ...) abbia fatto un lavoro corretto e lasciando perdere la questione degli elementi possibilmente sopravvalutati per la Sotnikova o sottovalutati per la Yu Na.   Va onestamente detto che l'autore è il primo a riconoscere che la sua ricerca non "prova" l'erroneità del risultato, se non che anche dal punto di vista statistico (e non solo "a sensazione", come hanno riconosciuto immediatamente milioni di persone, sia spettatori che addetti ai lavori) appare esserci un evidente sbilanciamento della giuria, ovvero di parte significativa di essa, a favore delle due atlete russe (e in modo davvero abnorme soprattutto per la Sotnikova). Secondo la ricerca, la Sotnikova è stata giudicata in modo "credibile" solo sul tecnico dello short, mentre è stata nettamente sopravvalutata nel tecnico del free e nei PCS sia dello short che del free.   L'autore è molto esplicito, per esempio quando parla dei PCS della Sotnikova e della loro incredibile crescita durante la stagione: "Few skaters however show huge differences, in particular Sotnikova with differences larger than 2 RMS, in both Short and Free programs. From statistical point of view the probability that this is just a fluctuation is almost zero. So, unless one believe in “miracles”(*), we have to conclude that there were strong bias in the components scores. (*) This can be equivalent to the case of a “normal” pianist that become suddenly a “genius”."   In fondo al documento ci sono esercizi che l'autore propone per "ricalcolare" il risultato cercando di eliminare lo sbilanciamento. Lo fa usando parametri da lui scelti (ma non a caso, bensì con valutazioni statistiche!) per eliminare i valori "statisticamente sospetti", gli esiti sono interessanti e fanno vedere come con una giuria "non orientata" la Sotnikova sarebbe stata argento e diversi punti lontana dall'oro, invece di avere un vantaggio (che era apparso subito assurdo ai più) di oltre cinque punti sulla coreana.
Ma il molto più rudimentale metodo di eliminare solo il punteggio più alto e quello più basso (che l'autore spiega perchè non funziona bene) è quello che l'ISU adotta, da qui il discutibile risultato finale reale, visto l'occhio di riguardo della giuria nel suo complesso (che ora sarebbe almeno statisticamente provato).     Per sintetizzare, cosa dice questa ricerca?   Dice soprattutto due cose:   - c'è stato un evidente "bias" (sbilanciamento) della giuria, in particolare nel free, a favore delle due pattinatrici russe e soprattutto, enorme, a favore della Sotnikova   - tale sbilanciamento non dipende solo dai due giudici incriminati, perchè l'enorme differenza tra il risultato reale (con giudizio sbilanciato) e quello che si sarebbe dovuto avere con un giudizio equo, ovvero secondo i canoni di giudizio "medi", cioè la Yu Na avanti di tre punti invece di essere dietro di cinque (!!!), non può dipendere solo da loro. Perciò, non sono stati solo due i giudici "orientati" a favore della vincitrice, ma certamente più di due. E questo risponde alla legittima obiezione che alcuni hanno avanzato: ma come hanno potuto due soli giudici su nove condizionare tanto il risultato? La risposta che ci da l'analisi statistica è che non l'hanno fatto solo loro: loro sono solo la punta dell'iceberg.     Detto anche in altro modo: se alle Olimpiadi ci fosse stata (per pura ipotesi, eh?) una giuria non imparziale tendente, in significativa e purtroppo decisiva parte dei suoi componenti, a favorire la Sotnikova oltre ai meriti effettivi, sopravvalutandola, la distribuzione dei voti sarebbe stata analoga a quella che si è avuta a Sochi, come la statistica fa ben vedere.   Sia chiaro: di per sè, questa ricerca "non prova" che il risultato finale, la vittoria della Sotnikova a scapito della Yu Na, sia "sbagliato". Non lo prova perchè si potrebbe anche vederla in modo inverso: per quasi tutte le pattinatrici la giuria ha valutato in modo sostanzialmente concorde, poi una volta che si doveva giudicare la Sotnikova la maggioranza della giuria, truffaldina!, avrebbe deciso di sottovalutarla per far vincere la Yu Na. Ma per fortuna c'è stato qualche "eroe" (i due giudici di cui si parla ma anche qualcun altro) che, con il suo competente e coraggioso giudizio, è riuscito a far meritatamente trionfare la russa, compensando a sufficienza i troppo bassi voti della maggioranza dei vili e disonesti colleghi! Applausi! A voi giudicare se questa lettura "non ortodossa" è sostenibile, a confronto con quello che logica, competenza e probabiltà suggeriscono ...   Quanto è credibile, dal punto di vista scientifico, questa analisi? Io non sono in grado di dirlo con certezza. Per farlo bisognerebbe avere la competenza per verificare la bontà del metodo statistico adottato (che comunque, dai miei ricordi di statistica, mi pare del tutto standard: almeno lo scarto quadratico medio me lo ricordo anch'io! http://www.vialattea.net/esperti/php/risposta.php?num=12294 ) e la possibilità di verificare l'esattezza dei dati usati (anche per controllare semplicemente che l'autore non abbia inavvertitamente fatto delle sviste, sempre possibili). Dato che l'autore è un ricercatore in Fisica, in verità suppongo che abbia fatto tutte le cose per bene, ricontrollandole pure.   Al momento in cui scrivo la ricerca è da poco apparsa in rete ed ancora non l'ho vista citata in ambienti italiani. Non dubito che non appena aumenterà di notorietà ci sarà (a maggior ragione in un paese dove l'ignoranza sulla scienza è purtroppo piuttosto diffusa) qualche furbetto che cercherà di contestarla semplicemente facendo la vecchissima battutina sulle bugie che si dividerebbero in "bugie, maledette bugie e la statistica". Oppure quella a proposito del pollo che io mangerei ogni settimana, quando in realtà è il mio vicino che se ne mangia due. Ma la statistica è cosa più seria delle battutine. E molto più seria dei furbetti.   Se questa ricerca è in qualche modo fallata, visto che sta avendo una certa notorietà non dubito che entro pochi mesi verrà contestata (credo che in Russia ci siano ottimi statistici! ).
Al momento, mi pare piuttosto credibile.       Al di là del caso specifico di Sochi, questo metodo di usare la statistica per scoprire le marcate deviazioni sistematiche dai "normali" canoni di giudizio è decisamente interessante e meriterebbe di essere approfondito, se non adottato come metro di valutazione sulla competenza od onestà delle giurie stesse.   Perchè dico questo? Semplice: perchè per metà il giudizio è "oggettivo" (e ci pensa il pannello tecnico) ma per l'altra metà è "soggettivo", sia per i GOE che per i PCS (entrambi dati dai giudici). L'obiezione di alcuni è che in realtà anche questi ultimi sarebbero "oggettivi" perchè "i giudici sono addestrati a giudicare secondo canoni ben precisi". Quindi il problema della soggettività, secondo alcuni, "non esisterebbe". Benissimo, infatti dovrebbe essere così: i canoni di giudizio, stabiliti dall'ISU, dovrebbero ridurre la soggettività! Ed un analisi statistica come questa serve proprio per rivelare se la giuria su certi particolari atleti giudica invece al di fuori di tali canoni, o per favorirli o per sfavorirli! E, come si vede dall'esempio di Sochi, il problema esiste eccome, purtroppo.   Argomento delicato, ma che può essere davvero tabù solo per chi ha particolari interessi a rifiutare la trasparenza e difendere l'establishment. E di gente come questi ultimi, credetemi, ce n'è!     lo stesso autore, Tiziano Virgili, ha anche prodotto un ulteriore interessante documento a video, che sintetizza in modo efficace i concetti della sua ricerca:   "Is Figure Skating a Subjective Sport? A Physical Analysis." http://www.mediafire.com/download/ptzmkn8p38s8yyh/FigureSkatingV2.pdf   Tra le conclusioni, una che ha sorpreso anche me: "A couple of “unfair” Judges is enough to
produce difference in the scores of 7 points and more." In sostanza, sommando il favorire un pattinatore al, contemporaneamente, sfavorire il suo avversario, anche "solo" due giudici scorretti su nove potrebbero risultare decisivi. Cosa che fa davvero pensare alla necessità di cambiare qualcosa anche in questo meccanismo di attribuzione del punteggio (o di eliminazione dei "bias").     E per spiegare ancora meglio, ed in modo efficace, le sue considerazioni, Virgili ha pure fatto un video pubblicato su YouTube!   "figureskating movie"   Nota: si ascoltino le considerazioni dei giornalisti di Sky/Cielo al momento del verdetto (qui una versione estesa: ).Giustamente sconcertati, no? Ebbene, almeno uno di loro entro pochi giorni farà un'inversione di 180 gradi, andando a sostenere che, dopo aver rivisto i filmati, il risultato è "giusto". Misteri del giornalismo e di certi "esperti" ...     Aggiornamento a febbraio 2015: un ulteriore documento di Virgili ("Figure skating: is the artistic score really needed?") è scaricabile da qui: http://www.mediafire.com/view/63jtug782abrphd/FigureSkatingNewAnalysis.pdf ed un correlato nuovo video su Youtube ("Figure Skating New Analysis") si trova qui:         I PCS-missile di Liptniskaia e Sotnikova.   Più immediato, e nella sua semplicità altrettanto significativo, questo grafico, che avevo già riportato e che dice molte cose sui risultati della seconda parte della stagione, introducendoci al secondo tema:       Certamente è normale che i pattinatori migliorino la prestazioni con l'avanzare della stagione e di conseguenza il punteggio, sia sul tecnico che (in parte molto minore) sui components. Questo è scontato, anche se purtroppo ho visto alcuni usare l'aumento del tecnico (ovvio: anche Usain Bolt arriverà di solito alle Olimpiadi più in forma che ad inizio stagione!) per sviare l'attenzione dall'aumento dei PCS, che essendo un parametro molto meno legato alla forma atletica e molto più legato alla maturità dovrebbe essere decisamente meno soggetto ad incrementi repentini. E, infatti, purtroppo ho trovato chi sostiene che l'ascesa a razzo dei PCS delle due russe (e solo di loro due, a questo livello di incremento) sia "normale" anch'essa.
Contenti loro ...   Una piccola notazione: si vede che la Liptniskaia ha un piccolo stop, dopo mesi di salita "quale missile", proprio nel free del singolo femminile di Sochi, restando al livello del Team Event.
Vi ricordate cosa era successo? Era successo che, per la prima volta da una vita, nello short era caduta. E quindi per il free era inaspettatamente fuori dalla lotta per l'oro del singolo.
E indovinate verso chi si è rivolta, il giorno dopo, l'immediata attenzione per farle fare un ulteriore incredibile salto in alto nei PCS (vedi grafico) ...
A pensar male si fa peccato, ma ...
Del resto, su questa cosa pure la ricerca di Virgili, appena citata, fornisce chiare indicazioni (purtroppo): questa ascesa dei PCS, così marcata in così poco tempo, non è affatto "normale", come non sarebbe normale vedere un buon pianista che in sei mesi diventa Glenn Gould.   E l'analisi dell'andamento dei PCS, prendendo in considerazione anche le gare pre-Sochi, mostra inoltre che non si è trattato solo della singola gara olimpica: subito prima delle Olimpiadi, il lavoro (in buona o cattiva fede) di "pompaggio" dei PCS delle due russe era già iniziato. Purtroppo, quindi, non si tratta solo di due giudici e neppure di una sola giuria. Prima ci si rende conto di questo, prima si smette di fare i "pompieri" dicendo che "tutto va ben, madama la Marchesa". Lavoro di "spegnimento indignazione" che vedo che certi commentatori si sono messi coscienziosamente a fare.       La questione della Liptniskaia e l'"oggettività" dei PCS.   Ciò detto, passo all'altro tema e chiedo: perchè tanto "scandalo" sulla Liptniskaia, oggi, da parte di tanti osservatori (me compreso), tra i quali ci sono pure fior di competenti ed addetti ai lavori (da questi mi tiro ovviamente fuori)?

La mia risposta è questa: perchè è la prima volta da tanti anni, anzi probabilmente da sempre almeno col nuovo sistema di giudizio (dal 2004), che un pattinatore "rischia" di vincere un titolo (europeo, mondiale od olimpico) grazie essenzialmente solo alla tecnica e nonostante carenze interpretative piuttosto evidenti.
La Julia, addirittura, un titolo (europeo) l'ha davvero vinto!

Nel passato, a mia memoria, non è mai stato così.
Se così fosse stato, per esempio, i tecnicamente "perfettissimi" ed insipidi fratelli Shibutani sarebbero già da anni ai vertici assoluti della danza, a lottare costantemente per il podio, invece di essere solo ottimi atleti di fascia alta.

Quello che è cambiato con la Liptniskaia è che una quindicenne con fisico da dodicenne, e movenze da dodicenne o poco più, viene tanto premiata sui components (PCS) da lottare per la vittoria assoluta.

Oltre a ciò, viene spesso "perdonata" sul tecnico per errori abbastanza visibili (come molti Lutz presi sul filo interno, i famigerati "Flutz", che solitamente non le vengono chiamati) e gratificata di GOE (gradi di esecuzione) molto alti anche quando non è così. Le sue fantastiche trottole "stile ginnasta" le vengono giustamente accreditate, ma sembra che i giudici di solito non notino i difetti, come i salti invariabilmente bassi (la Sotnikova salta molto più in alto, per esempio).
Ma mentre il "chiudere un occhio" sugli errori tecnici da parte dei giudici è grave ma tutto sommato prevedibile, quando si vuole favorire un'atleta, quello che stravolge il pattinaggio è il giudizio sui components, parte che genericamente chiamo "interpretativa" e che si potrebbe anche tradurre in "bel pattinaggio".

Già in questa stagione mi è capitato di parlarne alcune volte e sempre trovo qualcuno che cerca di convincermi che pure i components sono basati su "parametri oggettivi".
E che, perciò, se i giudici danno components così alti alla Liptniskaia è perchè li hanno "oggettivamente" valutati.
Perciò, sarebbe "oggettivamente corretto" che la Liptniskaia ottenga ormai regolarmente sui 68 ad ogni free, stando davanti a pattinatrici come la Wagner, la Gold o la Suzuki e a volte andando ad insidiare perfino la Asada!

Bene, ma è vero che il giudizio sui components è così tanto basato su parametri oggettivi?
Giudicate voi.
Questo è un PDF ufficiale dell'ISU con le definizioni di cosa sono i components (PCS):
http://static.isu.org/media/139116/program-components-overview-2014.pdf

Sono le stesse definizioni riportate anche nel regolamento e nel manuale ISU per i giudici (http://static.isu.org/media/104327/handbook-for-referees-and-judges-2013-final.pdf).

Ebbene, certamente ci sono alcuni aspetti quasi "oggettivi", per esempio:
"Balance, rhythmic knee action, and precision of foot placement" in SKATING SKILLS
"Spatial awareness between partners, management of the distance" in CHARACTERISTICS OF PERFORMANCE/EXECUTION
"Effortless Movements in Time to the Music (Timing)" in INTERPRETATION
E, in generale, per le discipline di coppia è ovviamente più facile avere almeno un elemento "misurabile", cioè il sincronismo.   Ovviamente, l'ISU ha specificato quali sono i parametri di giudizio, non poteva lasciare che il PCS si limitasse a "mi piace" o "non mi piace", ci sarebbe mancato altro!
Ma la maggioranza dei parametri sono estremamente SOGGETTIVI, nel senso che non sono "misurabili"!
E pertanto sono amplissimamente soggetti a valutazione personale.

Come si fa a dire che sono OGGETTIVI parametri di giudizio quali:
"Use of finesse to reflect the nuances of music" in INTERPRETATION
"Quality" nelle TRANSITION
"Physical, emotional, and intellectual involvement" in PERFORMANCE/EXECUTION
"Style and individuality/personality" in PERFORMANCE/EXECUTION
"Projection" in PERFORMANCE/EXECUTION (ho trovato un documento, vedi sotto, che la interpreta così: "The skater radiates energy resulting in an invisible connection with the audience"!)
e tanti altri.   Ma, ahinoi, ho trovato pure chi (e purtroppo non era un semplice appassionato o uno spettatore episodico) ha cercato di dire che "Expression of the music’s style, character, and rhythm" non era poi così soggettiva!   Notate la definizione che ne da un documento USA (che poi indicherò) e pensate all'"oggettività" di queste cose, pensate a come le potreste "misurare" voi stessi con la certezza che dareste una valutazione non distante da quella di altri e soprattutto "oggettivamente sostenibile" (i grassetti, evidenziatori delle parti più critiche, ovvero quasi tutto, sono miei):
"Maintaining the character and style of the music throughout the entire program by use of
body and skating techniques to depict a mood, style, shape, or thematic idea as
motivated by the structure of the music: melody, harmony, rhythm, color, texture, and
form. The total involvement of the body and being should express the intent of the
music".
    Dato che mi piace fare le cose precise, sono andato a vedere, component per component e parametro per parametro, quanti di essi possono essere considerati "misurabili" (anche "ad occhio", da un giudice esperto), e quindi "oggettivi", e quali no. L'ho fatto anche con l'aiuto di questo PDF, dal sito della federazione USA, che descrive i components con una spiegazione per ciascuno: http://www.usfsa.org/content/JS08A-Programcompexplan.pdf   Per chi si "appassionasse" alla cosa, segnalo anche questo documento di una giudice ISU canadese: http://www.skatecanada.ns.ca/LinkClick.aspx?fileticket=qykXa6TYrC4%3D&tabid=13775&language=en-US   Ho cercato di essere "oggettivo" (e corretto) io stesso, assegnando l'"oggettività" a tutti quei parametri che potevano essere ragionevolmente essere valutati senza ricorrere ad "interpretazioni" dei giudici, anche quando potevano esserci dubbi. Per esempio, ho considerato "oggettivamente valutabile" il parametro "Balance, rhythmic knee action, and precision of foot placement", anche se la bontà del "rhytmic" già potrebbe essere valutata diversamente da giudici diversi. Ho espunto dall'analisi i parametri fatti per le discipline di coppia (coppie e danza), perchè qui si parla di pattinaggio singolo (quando ci sono due partner ci sono parametri, come l'unisono, che rendono la valutazione molto più oggettiva).   Questo, per chi fosse interessato, il dettaglio, parametro per parametro (del pattinaggio singolo) per ogni component:   -------------------------------

Skating Skills:

Balance, rhythmic knee action, and precision of foot placement
*Flow and effortless glide
Cleanness and sureness of deep edges, steps, and turns
*Varied use of power/energy, speed, and acceleration
Multi directional skating
Mastery of one foot skating

2 su 6 soggettivi (quelli preceduti da asterisco)

-------------------------------

Transitions/Linking Footwork & Movement:

Variety
*Difficulty
Intricacy
*Quality

2 su 4 soggettivi (quelli preceduti da asterisco)

-------------------------------

Performance/Execution:

*Physical, emotional, and intellectual involvement
*Carriage
*Style and individuality/personality
Clarity of movement
Variety and contrast
*Projection

4 su 6 soggettivi (quelli preceduti da asterisco)

-------------------------------

Choreography / Composition:

*Purpose: (Idea, concept, vision, mood)
Proportion (equal weight of all parts)
*Unity – purposeful threading of all movements
Utilization of Personal and Public Space
*Pattern and Ice Coverage
*Phrasing and Form (movement and parts are structured to match the phrasing of the music)
*Originality of Purpose, Movement, and Design

5 su 7 soggettivi (quelli preceduti da asterisco)

-------------------------------

Interpretation:

Effortless Movements in Time to the Music (Timing)
* Expression of the music’s style, character, and rhythm
* Use of finesse to reflect the nuances of music.

2 su 3 soggettivi (quelli preceduti da asterisco)

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  Ebbene, come mi aspettavo i components più "oggettivi" sono gli Skating Skills (solo 2 parametri su 6 sono "soggettivi", "Flow and effortless glide" e "Varied use of power/energy, speed, and acceleration") mentre già nelle Transitions c'è pareggio tra "soggettivi" ed "oggettivi" (2 su 4 sono "soggettivi") e nei rimanenti tre components gli elementi soggettivi sono largamente predominanti: Performance: 4 su 6, Choreografy: 5 su 7, Interpretation: 2 su 3.   In sostanza, solo gli Skating Skills sono un parametro legato in modo predominante alla tecnica, le Transitions sono "metà e metà" e i rimanenti tre sono eminentemente "artistici". Se andate a vedere i components, per dare un buon punteggio nella maggior parte dei casi non si richiede solo precisione ma anche COINVOLGIMENTO e PERSONALITA'.
Ed è del tutto normale, oltre che opportuno, che sia così, altrimenti non si capirebbe perchè separare i giudizi in tecnici (TES) e components (PCS), basterebbe mettere tutto nel Technical Score!

Ebbene, quello che è successo è che ad una pattinatrice alla quale, per giudizio di una vastissima parte degli osservatori (e, francamente, mi sento di arrischiarmi a dire che è la maggioranza, se non la netta maggioranza), MANCANO proprio coinvolgimento e personalità e manca in maniera molto marcata quella capacità di "projection" verso il pubblico, viene oggi attribuito un punteggio PCS superiore (e a volte ben superiore) a quella di atlete visibilmente più capaci su questi aspetti.
Il risultato è che il "bel pattinaggio" viene mortificato sul piano del risultato sportivo, a vantaggio di un pattinaggio tecnicamente valido (tralasciando il generoso "chiudere un occhio" quando ci sono le pecche) ma emotivamente freddissimo ed insoddisfacente per la maggior parte del pubblico, sia degli appassionati che, credo, degli addetti ai lavori.
E ciò viene fatto NON sulla base di parametri oggettivi, perchè come già detto tali parametri oggettivi sono solo parte ridotta nei components (ancora meno nei pattinatori di singolo, non dovendoci essere l'unisono), ma sulla base di giudizi largamente soggettivi.

Inversamente, ad atleti che, pur giovani, hanno già buone capacità interpretative vengono negati quei punteggi.
E' già molto discutibile che oggi la Liptniskaia prenda 68 di PCS e la Pogorilaya quattro punti meno.
Ma è scandaloso che la Liptniskaia prenda 68 di PCS e Polina Edmunds solo 60.
Così come secondo me è scandaloso che alla sorprendente coreana So Youn Park, nona a Saitama ed autrice di un free splendido, pattinato in modo eccellente non solo tecnicamente ma pure interpretativamente, sia stato attribuito un PCS di solo 55, ben tredici punti meno della russa! Un punteggio PCS pari a quello della nostra Marchei che, detto francamente, è bravina ma il cui esercizio non si avvicinava neppure a quell'unità armoniosa che la coreana (che, per senso della misura e coscienza della sua ancora inevitabile immaturità, evito di paragonare già ad altre ...) ha mostrato.

In RAI l'ottima Franca Bianconi ha espresso un giudizio che ha suscitato forti critiche in certi ambienti legati al pattinaggio (minoritari, credo)
Dopo la prova del quindicenne canadese Nam Nguyen, straordinariamente nono a Saitama, ha polemicamente chiesto: come mai a Nam Nguyen vengono dati components tra il 6 e il 7 e alla Lipnitskaia sopra il 9?
Una domanda (retorica) un pò forzata, ma che centra la questione, checchè ne dica qualcuno: la Liptniskaia è entrata appieno, in questa stagione, nel "cerchio magico" delle sopravvalutate, mentre Nguyen resta tra i sottovalutati.
Alla faccia della presunta "oggettività" dei components.   Se a ciò aggiungiamo l'ulteriore grado di libertà dei giudici sui GOE (Grade Of Execution), si vede che metà del giudizio complessivo è dato da valutazioni soggettive dei giudici.   Io ritengo anche giusto che sia così, perchè non a caso questo pattinaggio è anche detto "artistico". Ridurlo a mera somma di "punteggi oggettivi" o presunti tali, ovvero il "contare le patate" detto da Silvia Fontana in telecronaca a Cielo (la frase più efficace che abbia sentito in televisione sul pattinaggio da molto tempo! ) sarebbe svilirlo enormemente. Ma, certamente, come in campo artistico non è che "l'arte è ciò che ci piace", ma ci sono canoni (pur in evoluzione) entro i quali bisognerebbe stare, così nel pattinaggio una serie di bei salti inframmezzati da frettoloso agitar di braccine non può essere valutato come, o addirittura più!, di una serie di bei salti inframmezzati da movimenti armoniosi. Se torniamo alla ricerca di Virgili, che per confronto prende in considerazione pure gli altri risultati recenti e precedenti a Sochi, risulta proprio che la giuria di Sochi, "pompando" pure nei PCS due sole atlete, non ha rispettato i normali canoni di giudizio.   Questo sistema di giudizio per dieci anni ha funzionato secondo me piuttosto bene e, salvo magari qualche eccezione, con un corretto equilibrio tra parte atletica e parte interpretativa. Quest'anno quell'equiibrio si è rotto e il mio sospetto è che il fatto che le Olimpiadi fossero previste in Russia non sia estraneo a ciò.

Fino a quando certe cose accadono nelle posizioni arretrate della classifica o comunque non determinanti per il podio, suscitano un clamore ed una preoccupazione relativa.
Quando si comincia a "rischiare" di vedere campionessa del mondo oppure olimpica una pattinatrice alla quale ancora manca personalità e coinvolgimento emotivo, le preoccupazioni emergono.
E giustamente, per chi ama il "bel pattinaggio". Qualcuno ha insinuato addirittura che ci sarebbero oscuri motivi per una presunta "campagna anti-Liptniskaia", non si capisce bene da chi organizzata e perchè. In realtà, io vedo solo uno spontaneo, e secondo me giustificato, movimento di "protesta" verso una deriva del pattinaggio di figura.

Probabilmente nei prossimi anni il "problema" lo potrebbe risolvere la Liptniskaia stessa, quando la sua crescita fisica (che le auguro vivamente di avere!) e psicologica la potranno portare ad un pattinaggio magari un pò meno "ginnico" ma più coinvolgente ed intenso. Già nel free di Saitama, non solo secondo me il suo miglior programma della stagione, si è forse visto un accenno di evoluzione verso una capacità di interpretazione maggiore. Speriamo che continui.   Il che, comunque, non risolverà la questione. Se le cose continuano così aspettiamoci, magari già prima della prossime olimpiadi, un'altra "bambina saltante" (magari cinese?), visto che sembra pagare dal punto di vista dei punteggi.   Il problema non è tanto se ci sia o non ci sia malafede in alcuni giudici o se ci sia una "spontanea" corrente di simpatia verso certi atleti che si fanno un nome, e che all'improvviso e senza ragione apparente fa schizzare in alto i loro punteggi. Questo si può discutere e io non ho la risposta in tasca, anche se credo che in questa stagione abbiamo visto entrambe le cose.
Il problema è che in dieci anni ciò non era mai successo a questi livelli. Qualcuno potrà ritenerla un'evoluzione "normale" del pattinaggio. Qualcuno vorrà nascondere la testa sotto la sabbia e dire che va tutto bene. Io no.     Mi piace chiudere in questo modo, anche per dimostrare che non sono nè contro le russe (anzi) nè contro le pattinatrici giovani in sè (per niente!).   Questa piccola pattinatrice si chiama Anastasia Gubanova ed ha undici anni (!!!). Ovviamente, per ora non può neppure partecipare a campionati internazionali junior. Ora, guardate come salta, la profondità dei fili, come segue la musica e, ancor di più, come muove le braccia e si propone sulla pista in modo aggraziato e con evidente impegno interpretativo (a undici anni ...). E qui mi fermo, per non fare ulteriori antipatici paragoni, che poi mi dicono che sono cattivo ...