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sundance76

Alain PROST

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Benvenuto, bei ricordi quelli che posti, credo che il Prost "pestatore" della Renault meritasse più fortuna del Prost "ragioniere".

 

Indubbiamente avrebbe meritato di vincere almeno un mondiale con la Renault. Nell'81, quella vettura era un bestia rispetto alle aspirate anche se almenoquell'anno era più evoluta rispetto alla Ferrari (anche se fu incredibilmente in debito di potenza fin dal debutto del 126 ck). Penso che avesse più di 100 cv di potenza di vantaggio, ma in compenso, come anche la Ferrari, in curva si comportava come un camion ed era rognosissima. In più aveva la buona abitudine di sgranocchiare gli pneumatici in men che non si dica (forse è lì che ha imparato a trattarli bene) e giusto per completare il quadretto era abbastanza inaffidabile. Poi fu vittima incolpevole di incidenti diverse volte nelle prima metà della stagione. In Francia ottenne finalmente una vittoria e tralaltro proprio grazie a uno scroscio di pioggia (visto che si dice che la pioggia non gli è stata amica). Poi la seconda parte di stagione, come ho già detto detto, fu magistrale anche c'è da dire che il migliore nella seconda metà dell'81 (e quello che penso avrebbe meritato di più di vincere il titolo) fu Lafitte.

Quanto all'83 non ho ancora visto nessuna gara (sono a metà dell'82) :)

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Prost sino al 1984 (soprattutto '83, in realtà) è stato un pilota velocissimo ma più incline all'errore e/o a non preservare la meccanica. Poi divenne il pilota 'ultra-tattico' che conosciamo. La mia memoria mi dice che sino all'83 abbia meritato di non vincere i titoli, poi sicuramente gente come Sun o Gio sapranno ricordare nel dettaglio le gesta (e gli errori) di questo che resta comunque uno dei grandi della F1.

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Benvenuto, bei ricordi quelli che posti, credo che il Prost "pestatore" della Renault meritasse più fortuna del Prost "ragioniere".

 

Difficile fare un confronto, era lo stesso pilota ma attraversato da una metamorfosi tale che sembravano 2 totalmente diversi come Dr Jekyll e Mr. Hide.

 

 

Indubbiamente avrebbe meritato di vincere almeno un mondiale con la Renault. Nell'81, quella vettura era un bestia rispetto alle aspirate anche se almenoquell'anno era più evoluta rispetto alla Ferrari (anche se fu incredibilmente in debito di potenza fin dal debutto del 126 ck). Penso che avesse più di 100 cv di potenza di vantaggio, ma in compenso, come anche la Ferrari, in curva si comportava come un camion ed era rognosissima. In più aveva la buona abitudine di sgranocchiare gli pneumatici in men che non si dica (forse è lì che ha imparato a trattarli bene) e giusto per completare il quadretto era abbastanza inaffidabile. Poi fu vittima incolpevole di incidenti diverse volte nelle prima metà della stagione. In Francia ottenne finalmente una vittoria e tralaltro proprio grazie a uno scroscio di pioggia (visto che si dice che la pioggia non gli è stata amica). Poi la seconda parte di stagione, come ho già detto detto, fu magistrale anche c'è da dire che il migliore nella seconda metà dell'81 (e quello che penso avrebbe meritato di più di vincere il titolo) fu Lafitte.

Quanto all'83 non ho ancora visto nessuna gara (sono a metà dell'82) :)

 

Questione di sottigliezze ma forse più nell'82, dove a parte il suo errore a Montecarlo, pagò a caro prezzo l'inaffidabilità dei motori Renault avrebbe meritato rispetto all'81.

 

 

 

 

Prost sino al 1984 (soprattutto '83, in realtà) è stato un pilota velocissimo ma più incline all'errore e/o a non preservare la meccanica. Poi divenne il pilota 'ultra-tattico' che conosciamo. La mia memoria mi dice che sino all'83 abbia meritato di non vincere i titoli, poi sicuramente gente come Sun o Gio sapranno ricordare nel dettaglio le gesta (e gli errori) di questo che resta comunque uno dei grandi della F1.

 

Anche nel 1984 era il Prost vecchia maniera, ma fu proprio il confronto con Lauda e quella sconfitta per mezzo punto a fargli cambiare approccio alle gare.

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Difficile fare un confronto, era lo stesso pilota ma attraversato da una metamorfosi tale che sembravano 2 totalmente diversi come Dr Jekyll e Mr. Hide.

 

Come il Prost non capace sul bagnato, mi pare che nei primi anni non era uno scarso in quelle condizioni, forse in questo ha influito l'incidente con Pironi, chissà, comunque Prost è evoluto drasticamente come pochi, avrà fatto tesoro delle delusioni o magari si è adattato al nuovo corso della F.1.

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Come il Prost non capace sul bagnato, mi pare che nei primi anni non era uno scarso in quelle condizioni, forse in questo ha influito l'incidente con Pironi, chissà, comunque Prost è evoluto drasticamente come pochi, avrà fatto tesoro delle delusioni o magari si è adattato al nuovo corso della F.1.

Secondo me si è dato più alla strategia e alla tattica, visto quello che ha ricevuto e passato nei primi anni in F1.

Io cmq preferisco il Prost della seconda era, cioè quello che affrontava il proprio lavoro con più strategia e tattica.

Tutto questo gli hanno portato 4 mondiali piloti.

Poi io preferisco piloti di questo genere a livello di professionalità, e infatti i risultati parlano chiaro...poi se parliamo di adrenalina, sprezzo del pericolo e coraggio preferisco un mostro sacro come Mansell.

Cmq resta il fatto che Mansell rimanendo ciò che è sempre stato ha portato solamente un titolo mondiale...

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C'è da dire però che le Renault erano vetture ben più difficili della concorrenza visto che fino all'82 erano le uniche vetture turbo insieme alla Ferrari e ciò voleva dire tantissimo. Erano inaffidabili, in curva erano molto più difficili e rovinavano le gomme molto prima. E poi mi pare che proprio le renault avessero qualche problema in partenza. Comunque tenendo conto che nell'81 era solo al suo secondo anno e che non aveva mai guidato un turbo i progressi che fece nella secondo metà di stagione furono incredibili (specie se paragonato a quanto non fatto da Arnoux). In tutto l'anno credo che abbia buttato solo 2 o 3 risultati per colpe interamente sue (tipo in spagna), per il resto si trattò di rotture e incidenti di cui non aveva colpa (almeno interamente). Poi basta vedere tutte le cavolate che fecero Piquet Reuteman o Jones per capire che Prost non sfigurò minimamente a loro fianco. :)

Indubbiamente nel 84 prese una dura lezione e capì che la velocità non era tutto e ne uscì trasformato, diventando una vera macchina da guerra, che univa una velocità incredibile al cervello di un giocatore di scacchi. Tengo a ricordare che, a mia memoria, l'86 è stato l'unico mondiale vinto con una monoposto palesemente inferiore alla concorrenza. Certo fu aiutato dalla guerra intestina in Williams e ad Adelaide ebbe una fortuna quasi sfacciata, ma lui intanto arrivò lì che era ancora in lotta e i piloti Williams fecero di tutto per perdere, mostrando la loro incapacità

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I problemi in partenza della Renault erano dovuti proprio al fatto di essere alimentate dal motore turbo che non consentiva un riempimento perfetto della camera di combustione, e, tuttavia, Arnoux ne soffriva maggiormente.

 

Per quanto riguarda l'86, pur essendo suo tifoso, ho sempre sostenuto, e forse l'avevo già scritto in questo topic che la Mclaren non era al livello della Williams, ma non così scarsa neanche. Era più lenta ma soffriva meno i problemi di consumo che Mansell e Piquet ebbero quasi sempre mentre Prost e Rosberg furono penalizzati da questo problema solo in Spagna e in Germania. Se vogliamo il capolavoro di Prost, quell'anno, fu in Austria dove, su un circuito molto selettivo, fu l'unico tra i big a portare la macchina al traguardo e, ovviamente, alla vittoria.

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Interessantissimo P®ost su Prost :D

Ovviamente un grandissimo campione, magari non un mostro di simpatia ma micidiale in pista. Unica la sua rivalità con Senna. 2 strepitosi campioni di elevatissimo calibro.

 

Ho letto che aveva indirizzato le linee della Ferrari 91...mi piacerebbe vedere documentazione, interviste, articoli di AS, ecc, se possibile. Grazie ;)

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GP Australia 1986: il capolavoro di Prost e la beffa Williams

 

11 marzo 2013 – Esisteva un’epoca in cui il GP d’Australia veniva disputato come ultima gara della stagione, al contrario di oggi, che invece è da anni la tappa d’apertura del Mondiale. Il circuito teatro della competizione non era quello di Melbourne, più vicino ad un tracciato vero e proprio che ad un cittadino. Infatti, fino al 1995 si correva sulle strade urbane di Adelaide piene di curve insidiose e sicuramente più pericolose, dove serviva molta attenzione alla guida. Da ricordare a tal proposito l’incidente occorso ad Hakkinen proprio nel 95, anno in cui scadeva l’accordo tra Ecclestone e la città australiana.

 

Circuito-di-Adelaide-F1.jpg

 

Ma fu furono altre le edizioni che resero celebre questo circuito, prima quella del 1986, quando in tre piloti arrivarono a giocarsi il titolo all’ultimo appuntamento ed in seguito quella del 1994, con il duello all’ “Ok Corral” tra Damon Hill e Michael Schumacher. Sicuramente la battaglia tra tre super campioni quali, Prost, Mansell e Piquet a metà degli anni ottanta, rimane una delle pietre miliari per quanto riguarda la storia del GP d’Australia. Anche il modo in cui si arrivò a quella sfida finale rimane negli annali, poiché furono addirittura in quattro a giocarsi per lunghi tratti la conquista della corona iridata.

 

I giornalisti la soprannominarono a tal proposito “la banda dei quattro”, dove ai già citati top driver, si aggiungeva anche l’astro nascente Ayrton Senna su Lotus Renault turbo. Un mix di talento incredibile che era in grado di domare le potenze “monstre” di allora, sprigionate dai motori sovralimentati. Sicuramente la Williams FW11 Honda disegnata da Patrick Head, era la monoposto più efficace del lotto e per i due piloti Mansell e Piquet, sembrava più facile la conquista di entrambi i campionati alla vigilia dell’ultimo GP. Ma il duo di Sir Frank, arrivato con pochi punti di vantaggio su Prost che guidava la McLaren MP4/2C Tag Porsche, sapeva che l’obbiettivo non era poi così semplice da raggiungere. Il Professore, era dotato in quel momento del miglior mix tra talento velocità ed astuzia ed aveva impressionato tutti per le sue doti.

 

Prost-Senna-Mansell-e-Piquet-1986.jpg

 

Il francese era il campione uscente e guidava la vettura ideata da John Barnard, che però era ormai arrivata alla terza evoluzione dopo le due annate dominate nell’84 con Lauda e nell’85 con lo stesso Prost. Inoltre il V6 di Weissach, curato da Hans Mezger, era stato scalzato dall’Honda in termini di leggerezza e potenza. Le premesse quindi erano a favore degli uomini Williams, che si apprestavano a riportare a Didcot il titolo dopo quello piloti dell’82 fortunosamente arpionato da Rosberg. In ogni caso grazie alla bravura di Prost e del team McLaren, il transalpino arrivò alla vigilia dell’ultimo appuntamento con quattro vittorie all’attivo, contro le altrettante di Piquet e le cinque di Mansell. L’inglese capeggiava anche la graduatoria iridata con 70 punti, seguito di Alain a 64 e dal suo compagno di colori carioca a 63. La sfida si preannunciava incandescente. Durante la stagione la Williams visse anche il dramma dell’incidente occorso al fondatore Frank, il quale rimase paralizzato dopo essersi ribaltato con una Ford Sierra mentre si recava all’aeroporto dopo una sessione di test al Paul Ricard. Tale episodio, fu una delle variabili negative che influirono forse sull’esito dell’intera annata sportiva a sfavore della scuderia britannica. La McLaren dalla sua invece, aveva un’organizzazione molto efficace in conseguenza dell’impronta di Ron Dennis e del suo pilota di punta, due veri perfezionisti che seppero compensare il gap tecnico. Insomma, comunque sarebbe andata a finire, ad Adelaide si sarebbe consumata una gara incandescente e dall’esito imprevedibile.

 

Nelle qualifiche del sabato, furono le Williams a dominare. Mansell conquistò la pole (1.18.403), staccando di poco più di tre decimi il collega di marca Piquet, per una prima fila monopolizzata da entrambe le vetture di Didcot. Al terzo posto Senna a circa mezzo secondo e poi Prost, il quale avanzava il pesante distacco di un secondo e due decimi dal battistrada. Sulla carta si profilava un duello fra le due FW11, visto che la compagine di Didcot non aveva assegnato gerarchie interne ai due piloti, liberi di lottare per la vittoria assoluta. Il Titolo Costruttori era ormai già della Williams, ma quello conduttori invece non aveva ancora il suo padrone. La Good Year, il gommista della maggioranza dei top team, portò una mescola che sulla carta avrebbe dovuto durare per tutti gli 82 giri del GP.

 

Mansell-Williams-Australia-1986-436x291.jpg

 

Purtroppo come vedremo, le previsioni della casa di Akron si rivelarono infondate e si assistette in conseguenza di ciò, a diversi colpi di scena durante la gara. Alla partenza Senna beffò tutti andando in testa, ma il suo dominio durò poco perché per problemi alla vettura, scivolò indietro e si ritirò al 40° in conseguenza del cedimento del suo V6 Renault. Contrariamente alle attese, Piquet, che comandava il plotone durante le prime tornate venne superato dal compagno di Prost, Keke Rosberg, il quale era alla sua ultima gara nel Circus prima di ritirarsi. Poco più tardi, inaspettatamente, Prost a testimonianza che la McLaren in gara era più competitiva che in qualifica, superò Mansell issandosi al terzo posto. Il francese si mise in caccia di Piquet, che a sorpresa alcuni giri dopo, fu vittima di un testacoda rientrando dietro al collega inglese. Per la McLaren sembrava la svolta, eppure nessuno aveva fatto ancora i conti con le Good Year.

 

Il primo ad accusare un problema agli pneumatici fu proprio Prost, che complice una foratura, venne costretto ad un’imprevista sosta ai box. A conti fatti, questa fu la mossa vincente del Professore che in conseguenza del pit stop, conservò le sue gomme fino in fondo evitando l’estrema usura che afflisse in seguito gli avversari. Il transalpino di Woking rientrò dietro alle due Williams, mentre Rosberg il suo compagno di team, continuava a comandare le operazioni. In seguito Prost, in quarta posizione grazie agli pneumatici freschi, rimontava tempo prezioso riportandosi a ridosso delle monoposto di Didcot. Nel mentre, Rosberg era vittima dell’eccessiva usura delle Good Year, con il dechappamento della posteriore destra che lo costrinse al ritiro. Era chiaro che le coperture americane, non sarebbero resistite per l’intera durata della gara.

 

Prost-campione-Australia-1986-436x291.jpg

 

Un Prost in grande spolvero superò Mansell, che due giri dopo la fermata forzta di Rosberg, subì lo scoppio della posteriore sinistra mentre doppiava la Ligier di Alliot. Per il Leone d’Inghilterra fu un mesto ritiro e l’addio dei sogni iridati, in una gara che per questioni di classifica lo vedeva come il favorito. Il box Williams, non richiamando Nigel al pit stop e lasciandolo in pista, compì un errore fatale pregiudicando le rispettive possibilità di successo. Accortosi dei problemi legati alle gomme, il muretto di Sir Frank richiamò Piquet, il quale di fatto aprì la strada a Prost che lo seguiva in seconda posizione. Alain vinse magistralmente la gara, dimostrandosi come detto il più completo della pattuglia dei piloti del Circus. Sul traguardo, fermatosi pochi metri dopo la linea di partenza, il Professore si slacciò le cinture e balzò incredulo fuori dalla macchina esultando per la vittoria del suo secondo Titolo Mondiale. Per la matematica, Prost si confermava così, seppur in maniera rocambolesca, Campione del Mondo con 72 punti validi (su 74 totali), seguito da Mansell con 70 (su 72 totali) e Piquet con 69. Lui e la McLaren, avevano battuto la concorrenza della temibile Williams. L’immagine di quel piccolo grande francese che alza i pugni mentre si trova a mezz’aria di fianco alla sua vettura, rimarrà per sempre negli annali della storia di questo sport come un momento magico.

 

f1passion

 

01988adelaide2ol7.jpg

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La famosa collisione di zandvoort 1983, per la quale Prost ammise l'errore, fu innescata dall'avallamento dell'asfalto alla curva Tarzan.

C'erano state proteste o segnalazioni da parte dei piloti prima della gara? E com'era l'asfalto negli anni precedenti e nei due successivi?

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interessante intervista in tre parti.

sulla williams 93 dice quello che ho sempre pensato: per quanto fosse la vettura migliore del lotto, prost non si sentiva a suo agio in quanto impossibilitato a intervenire sul set-up della vettura (non ce n'era bisogno). in tal modo prost perdeva un suo grande punto di forza e uno dei suoi grandi divertimenti.

 

http://www.youtube.com/watch?v=mnlS7SnrUHk

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Se corresse oggi poveraccio sarebbe ancora più in difficoltà, visto che purtroppo le doti che una volta facevano la differenza tra i piloti sono ormai di poca o nessuna influenza.

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se non ricordo male disse che fra quella williams e le attuali le differenze erano minime, più di quanto lo fosse la stessa williams con le prime vetture che guidò in f.1.

 

 

Edited by The King of Spa

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In effetti, le Williams del 1992 e 1993 erano "perfette" come lo sono le attuali vetture. Nel 1994 ci fu un piccolo passo indietro, ma nel giro di due anni le vetture tornarono ad essere "perfette". Nel 1998 e 1999 ci fu un leggero passo indietro subito ripreso. Le prime monoposto su binario furono le wing car dal 1978 al 1982, ma solo le più riuscite: Lotus 79, Williams FW07 e FW07B e Brabham BT49.

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