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sundance76

Rolling Stones, Montecarlo '79

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Rolling stones.

Cos? all?epoca titol? una famosa rivista specializzata per commentare quella incredibile corsa, perch? furono proprio alcune ?pietre rotolanti? a decidere in gran parte una delle pi? combattute ed entusiasmanti edizioni del rally-che-vale-una-stagione, parliamo ovviamente del Montecarlo, edizione 1979.

 

Alla vigilia alcuni sono convinti che dopo diciotto anni di affermazioni di auto ?tutto dietro? o ?tutto avanti?, la vittoria sarebbe finalmente andata a una vettura ?tradizionale? (motore avanti e trazione posteriore), come quelle di cui sono dotati gli squadroni ufficiali della Ford, i cui piloti Waldegard e Mikkola guidano le potentissime Escort, o della Fiat, con le sue 131 Abarth campioni del mondo in carica affidate a Rohrl , Alen e Andruet.

 

Ma in gara c?? anche il team di Chardonnet con la sua azzurra Lancia Stratos affidata a Darniche: ? un team formalmente privato, d?accordo, ma la Stratos ? la vettura temibilissima di sempre, quasi imbattibile sull?asfalto, nonostante sia stata accantonata dal Gruppo Fiat per far vincere e pubblicizzare le 131, inoltre Chardonnet ? un vero appassionato dedito totalmente alla sua scuderia, che qualitativamente poco ha da invidiare agli ufficiali (a parte la dovizia di mezzi economici). E infine il suo pilota, Darniche, ? un francese fortissimo, bench? non molto amato per quella sua guida poco appariscente e molto ragionata, parte come favorito non solo per la macchina ma anche per la conoscenza del percorso, e vuole vendicare la sconfitta di sette anni prima, quando il cambio della sua Alpine gli neg? la vittoria al Monte.

 

Tuttavia i pronostici a favore dei team ufficiali sembrano rispettati, almeno dopo che la gara si ? gi? messa alle spalle gli oltre duemila chilometri dell?estenuante marcia di avvicinamento, i seicento della Tappa di Classificazione, e i ben milletrecento chilometri della Tappa Comune.

 

Infatti, dopo venti prove speciali ( trenta in totale) su percorsi innevati o bagnati, comunque freddissimi (l?ideale per le Dunlop montate dalla Ford), in testa c?? la Escort di Waldegard con un rassicurante vantaggio di ben 4?07? su Alen, che a sua volta precede le altre due Fiat di Rohrl e Andruet, mentre la Ford di Mikkola dopo un grande inizio ? stata scaraventata in quinta posizione da una foratura e da una penalit?. Solo sesta la Stratos di Darniche, distaccato addirittura di ben 6?27? da Waldegard e penalizzato dalla tanta neve caduta sul percorso.

 

Manca solo la tappa finale, coincidente con l?ultima notte di gara, che prevede la bellezza di ben dieci prove speciali, pari a un totale di 170 chilometri cronometrati. Ma la sera di gioved? 25 gennaio sembra proprio che di neve sulle strade non ce ne sar? pi?. E non fa nemmeno freddo. Insomma, sarebbe stata un?ultima notte in condizioni totalmente diverse: e questo preoccupa il leader Waldegard, due volte vincitore in passato al Montecarlo, ma proprio la lunga esperienza porta a pensare che in una frazione tanto lunga, e per gran parte secca la partita pu? riaprirsi. Per tutti, e non solo per le Fiat inseguitrici. Infatti, da poco ? arrivato Dupasquier, responsabile della Michelin, a dare i suoi suggerimenti a Darniche, che con la sua Stratos ? pronto a tentare (forse per la prima volta in carriera) il tutto o niente, visto il pesante svantaggio. La tattica ? chiara: attaccare al massimo sull?asfalto asciutto, e prudenza sui pochi tratti bagnati o innevati.

 

Sar? un?ultima notte infuocata.

 

Si comincia con la speciale del Col de Banquette, dove Darniche rifila ben 22? a Waldegard. Sui 22 km del Moulinet (la prova dove c?? il mitico Col de Turini) la Stratos del francese infligge altri 42? allo svedese, ma questo ? niente in confronto ai 52? guadagnati a Saint Sauver e ai mostruosi 51 secondi sugli appena 13 chilometri a Villars su Var. Non contento, Darniche artiglia altri 25? a Loda.

 

A mezzanotte il vantaggio di Bjorn Waldegard si ? assottigliato pesantemente: lo svedese della Ford ha perso praticamente pi? della met? del vantaggio che aveva su Darniche (degli iniziali 6?27?, ben 3?12? si sono sciolti nella prima met? di tappa), e mancano ancora 5 prove.

 

Al riordino di Monaco, Andruet ? sempre pungente nel commentare la rimonta di Darniche: ?No, Darniche non sta rischiando, non lo fa mai, e poi ha una Stratos in mano, come dire che corre con una moto in mezzo alle biciclette..?. Nicolas, vincitore l?anno prima al Monte, dice: ?Darniche sta montando sempre i racing in ogni prova, ma Waldegard dovrebbe farcela a vincere?. Per uno dei protagonisti, Mah?, navigatore di Darniche, la situazione ? semplice: ?Siamo all?attacco, del resto se vogliamo provare a vincere il Monte non abbiamo molta scelta..?.

 

Si riprende al Col de Banquettes, dove lo scatenato Darniche ? ancora il pi? veloce guadagnando in un sol colpo ben 43? su Waldegard e diventa 3? in classifica a 3?03? dallo svedese, che perde altri 25? al secondo passaggio sul Turini; altri 36? vanno in fumo a Saint Sauver.

 

Al traguardo mancano due prove speciali, Villars e La Bollene, ? quasi l?alba e il vantaggio di Waldegard si ? ridotto a 1?30?: sono ancora abbastanza per pensare di arrivare davanti al velocissimo francese e alla sua Stratos.

 

Ma alla penultima prova, dopo una curva a sinistra, lo svedese trova una pietra proprio all?interno e riesce a schivarla per poco, ma alla successiva svolta a destra ce n?? un?altra, e questa volta Waldegard non pu? evitare di centrarla: la Ford vi sale sopra, danneggiando in parte la geometria delle sospensioni anteriori e costringendo l?equipaggio a fermarsi, a scendere e liberare la strada, perdendo un buon mezzo minuto, che va drammaticamente a sommarsi ai soliti 30? che Darniche gli mangia anche stavolta. Restano solo 15?: pochissimi, con tutta probabilit? troppo pochi.

 

All?ultima prova, La Bollene, che prevede il passaggio inverso sul Turini, Bjorn Waldegard d? fondo a tutte le sue residue risorse e a quelle della Escort, taglia il traguardo della prova e deve attendere l?arrivo di Darniche e il verdetto del cronometro. Ma il rombo della Stratos blu arriva troppo presto: nonostante l?eroico sforzo di Waldegard, per appena sei secondi il Monte ?79 ? vinto da Darniche, che con una rimonta da tutti ritenuta impossibile prima dell?ultima notte cancella cos? la beffa del ?72. Ma per lo svedese la beffa c??, bruciante, viste anche quelle pietre molto?sospette? arrivate chiss? come sul percorso soltanto al suo passaggio?

Waldegard si rifar? comunque a fine anno, diventando il primo campione del mondo della storia dei rallyes.

Edited by sundance76

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Bellissimo racconto...non sapendone nulla di rally, evito di commentare, ma questa rimonta ? veramente epica.

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Bellissimo racconto...non sapendone nulla di rally, evito di commentare, ma questa rimonta ? veramente epica.

 

Anche ricostruirlo (? un pezzo che scrissi per un sito tempo fa) ? stato ugualmente emozionante.

 

Oggi purtroppo i rally sono quattro volte pi? corti, con macchine indistruttibili e elettroniche, e ci sono solo un paio di marche al via....

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Mi dispiace che i rally siano poco conosciuti nel nostro forum. E' la sezione meno frequentata. Se gi? ? un'impresa durissima e infruttuosa il tentare di costruire un dialogo (che tuttora non c'?) sulla F1 pre-anni '80, credo che sar? ancor pi? difficile se non impossibile creare un terreno di dialogo sui rally, tanto pi? adesso, che vince sempre Loeb da dieci anni e i rally sono gare cortissime, totalmente diversi da ci? che sono stati fino alla met? degli anni '90.

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Sar? che i rally sono una categoria ben diversa dalle corse su pista che il 99% degli utenti di questo forum segue. Ci? non toglie che, pur prescindendo da un dialogo che mi sembra troppo difficile da instaurare, questi racconti permettano a chiunque di vivere uno sport e un'epoca talmente interessanti che sarebbe un crimine non leggere.

Sui rally attuali, c'? poco da dire. ? un altro sport. Purtroppo i racconti quasi epici di Munari che si faceva largo tra gli animali in un qualche rally in Africa (lo lessi tempo fa, ma non ricordo benissimo) sono relegati ai libri di storia. Ed ? un peccato, perch? mi piacerebbe molto vedere Loeb, su una Gruppo B e non con le macchinine tristissime di oggi, impegnato in un rally di 30 anni fa, con prove speciali lunghissime, condizioni sempre varie, etc. Anche se vincesse 20 mondiali, non mi sentirei di metterlo al fianco di un Rohrl, di un Toivonen o di un Munari, anche se probabilmente ha il loro talento.

Edited by S. Bellof

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Un bel racconto, molto bello... :thumbsup:

A me i Rally piacciono molto ma ? un po' che con l'egemonia di Loeb (che si protrae de troppo tempo ormai...) ho smesso di seguire. Effetivamente i Rally di un tempo non ci sono pi? e rivedere una gara come il Montecarlo che *** ci ha raccontato ? praticamente impossibile, specie perch? non si corre pi? di qualche sporadica speciale alla notte, non con la continuit? di quei tempi...

Sarei contento anche solo di rivedere lo stupendo Safari in Kenya in calendario, che a quanto ricordo ha mantenuto intatte le sue caratteristiche...

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Un bel racconto, molto bello... :thumbsup:

A me i Rally piacciono molto ma ? un po' che con l'egemonia di Loeb (che si protrae de troppo tempo ormai...) ho smesso di seguire. Effetivamente i Rally di un tempo non ci sono pi? e rivedere una gara come il Montecarlo che *** ci ha raccontato ? praticamente impossibile, specie perch? non si corre pi? di qualche sporadica speciale alla notte, non con la continuit? di quei tempi...

Sarei contento anche solo di rivedere lo stupendo Safari in Kenya in calendario, che a quanto ricordo ha mantenuto intatte le sue caratteristiche...

 

A chi lo dici!

Io pagherei per vedere di nuovo il Safari nel Mondiale. Dal 2002 ? fuori dal Campionato, e gi? all'epoca lo avevano stravolto, accorciato, ma anche cos? era sempre molto meglio degli altri rally europei ridotti a gare-sprint.

 

Ai tempi d'oro il Safari erano 6500 km. Dieci anni fa era ridotto a poco pi? di 1000, ma era ugualmente bello perch? erano quasi tutti tratti cronometrati. Prove speciali lunghe anche centinaia di km. Oggi tutti i rally mondiali hanno un totale cronometrato di 300 miseri km....

 

E Colin McRae aveva anche proposto un certo tipo di format per renderlo meno pericoloso, ma le Grandi Case come Peugeot-Citroen e Ford spinsero per eliminarla: troppo diversa dal resto delle gare di un Mondiale sempre pi? omogeneizzato, e non avevano voglia di spendere milioni per la trasferta africana.

 

A proposito: in questi giorni si sta correndo il Safari Classic, che dura una decina di giorni...

Edited by sundance76

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L'avevano reintegrato nell'IRC due o tre volte mi sembra, ma era sempre disertato dai migliori... :confused:

 

Bello anche il Safari Classic che ho letto essere gi? stato vinto da gente come lo stesso Waldegard e da Ian Duncan :zrzr:

Edited by Fede

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Io ad esempio ho letto che durante il Gruppo B molto spesso nel Safari la vittoria andava alla Toyota...non tanto per le doti velocistiche(sappiamo tutti che le regine del Gruppo B erano Audi,con la Quattro Sport,la Lancia,con la 037 e successivamente con la S4,e la Peugeot,con la 205 T16),ma perch? era molto resistente.Infatti se non erro i primi successi di Kankkunen arrivarono proprio con la Toyota ai Safari.

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Io ad esempio ho letto che durante il Gruppo B molto spesso nel Safari la vittoria andava alla Toyota...non tanto per le doti velocistiche(sappiamo tutti che le regine del Gruppo B erano Audi,con la Quattro Sport,la Lancia,con la 037 e successivamente con la S4,e la Peugeot,con la 205 T16),ma perch? era molto resistente.Infatti se non erro i primi successi di Kankkunen arrivarono proprio con la Toyota ai Safari.

 

S? s?, proprio cos?.

 

Per tutti gli anni '80, la Toyota (gestita da Ove Andersson con base in Germania) non era ancora in grado di tentare un serio attacco alla vittoria finale nel Mondiale, e allora si "specializzava" nelle gare africane come il Safari e il Costa d'Avorio, che in Giappone avevano grande risonanza pubblicitaria, oltre al fatto che l'Africa era un grosso mercato per le Case giapponesi.

E Kankkunen vinse il suo primo rally mondiale proprio al Safari '85 con una Toyota, battendo lo specialista Waldegard di un soffio, cosa che si ripet? nello stesso anno anche al Costa d'Avorio... Una doppia beffa per Waldegard che, dopo la vittoria al Safari '77 con la Ford Escort RS, vincer? altre tre volte la gara keniana con la Toyota: nel 1984, 1986 e 1990 (l'ultima ottenuta a quasi 47 anni di et?, record). Ma Waldegard, se non erro, vinse anche il Costa d'Avorio nell'80 (con la Mercedes) e nell'83 su Toyota.

Infatti lo svedese (su cui ho aperto un topic) dopo aver vinto il titolo mondiale nel '79, si era dedicato prevalentemente alle gare africane per il resto della sua "vecchiaia" agonistica.

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omogeneizzazione, compattazione, ripetizione

mali che colpiscono tutto il motorsport (perch? i GP devono durare tutti 300km e rotti? che senso ha una corsa endurance, con cambio pilota, di 1 ora?)

 

la distanza sarebbe anche il minore dei mali perch? prendendo un rally storico in due periodi distanti:

 

1000 Laghi 1978

 

Actual stage distance: 365.70 km (26.2% of total distance)

Road section distance: 1,032.00 km

Total distance: 1,397.70 km

 

Rally Finland 2007

 

Actual stage distance: 360.34 km (26.2% of total distance)

Road section distance: 1,014.81 km

Total distance: 1,375.15 km

 

 

ma la differenza enorme la si vede nell'itinerario

 

1978

2007

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Per? il Mille Laghi, parlando di lunghezza, ? un caso pi? unico che raro. E' sempre stato molto corto rispetto agli altri.

 

Se prendiamo l'Acropolis del '79 e lo confrontiamo con quello del 2008, c'? da rimanere allibiti.

 

Nel 1979, l'Acropolis era 2974 km totali di cui 1008 cronometrati in 54 prove speciali con un crono di oltre 13 ore totali.

 

Nel 2008, era 1312 km totali di cui 342 cronometrati in 21 prove speciali con un crono di poco pi? di 3 ore....

 

E' quasi un altro sport...

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