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sundance76

Bjorn Waldegard

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Il primo campione del mondo rally, nel 1979.

 

Molti scrivono "Waldegaard", ma il suo cognome in realt? non prevede la doppia "aa", che fu un errore dei giornalisti francesi quando vinse il suo primo Montecarlo nel 1969.

 

Da parte sua, Bjorn comment? cos? l'errore "di stampa" che lo accompagner? per tutto il resto della carriera: "Non mi importa che si faccia un errore ortografico scrivendo il mio nome se questo si trova in alto, completamente in alto, alla classifica finale di un rally".

 

Altre sue dichiarazioni:

 

"Ho incominciato molto giovane a perdere i capelli. Mia madre ha sempre sostenuto che ci? fosse legato al portare frequentemente un casco. Un suo modo per esprimere la sua disapprovazione oppure semplicemente i suoi timori."

 

"Non mi piacciono le ricognizioni. Non mi sono mai piaciute, ma fanno parte del nostro mestiere. Da loro dipendono i risultati e anche, in parte, il piacere della guida durante un rally".

 

"L'esperienza mi ha insegnato che ? inutile analizzare una gara non tenendo conto delle proprie noie e quelle degli altri. E' pi? importante sapere che vincere un rally ? difficile. Molto difficile. Ci? coinvolge la riuscita. Non si vincono sempre le gare che si meriterebbero di vincere".

 

"Lo dico con solennit?: Cesare Fiorio ? uno dei direttori di team pi? giusti che abbia incontrati. In tutta la mia carriera, ho ricevuto i miei primi ordini di scuderia nel gennaio 1976 al rally di Montecarlo. Con le nostre Stratos eravamo nettamente in testa, Munari e io. Fiorio ci chiese di smettere la lotta. Aveva ragione. Munari mi precedeva in classifica. Vinse. E' normale. Lo stesso anno, a Sanremo, Munari e io abbiamo preso il largo e i concorrenti sono rapidamente svaniti dietro di noi. Gli ordini sono arrivati velocemente: bisognava rallentare. Era convenuto che nella ultima speciale avremmo fatto cessare lo stato di parit?. In quel momento possedevo per caso 4" di vantaggio su Munari. Al via della speciale, Fiorio (tramite Nick Bianchi, n.d.s.) mi ha trattenuto per esattamente 4", prima di lasciarmi andare. Sul momento era difficile da accettare, ma la sua decisione era giusta".

 

"Gli ordini di squadra al Sanremo '76 non sono stati affatto il motivo per cui sono passato alla Ford nel '77. Ero considerato uno specialista di vetture tutto-dietro e volevo dimostrare che potevo guidare anche una vettura classica: motore anteriore e ruote motrici posteriori."

Edited by sundance76

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Da "Rombo" dopo il Safari '90, Gianni Dietrich racconta in un flash l'entusiasmante volata del Mondiale '79 combattuto tra Waldegard e Mikkola:

 

"[...]

Dopo un '78 di transizione, da Boreham quelli della Ford si presentano con le armi affilate: la classica, indistruttibile Escort RS ? al top, dopo oltre dieci anni di sviluppo, il team ? al completo, due leoni come Waldegard e Mikkola, pi? un leoncino scalpitante, Ari Vatanen.

 

Si parte da Montecarlo, Waldegard domina, a due speciali dalla fine ha pi? di un minuto e mezzo su Darniche, ma a met? prova trova dei massi in mezzo alla strada, opera di qualche sconsiderato. Deve fermarsi, deve scendere a toglierlo, ripartire, la gara ? persa. Secondo ancora in Svezia, secondo in Portogallo. Iniziano a chiamarlo il Fiorenzo Magni dei rallies... Mikkola nel frattempo marca due quinti posti, e un primo in Portogallo, poi c'? il Safari che i due "compari" vanno a correre con la Mercedes: tornano a casa a pari punti, 51 Waldegard, 51 Mikkola!

 

Giugno: Waldegard vince l'Acropoli, gli fa eco Mikkola venti giorni pi? tardi vincendo in Nuova Zelanda, il testa-a-testa ? micidiale. Bjorn Waldegard va a prendersi i punti decisivi in Finlandia, lui svedese, dove ? terzo, poi vince in Canada. Sembra fatta, ma Mikkola, indomito, non s'? ancora piegato: sbanca al RAC, e a dicembre vince ancora in Costa d'Avorio, ancora con la Mercedes. Waldegard deve mettercela tutta per arrivare secondo, per mantenere quel punticino di vantaggio, suo ? il Titolo Mondiale (e della Ford), ma che volata!"

 

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Il suo palmares parla di 16 vittorie nel Mondiale, ma ? un dato che gli va stretto perch? il Mondiale ? stato istituito solo nel 1973, mentre lui correva e vinceva gi? molto prima, in gare che erano le stesse che poi sono diventate grandi classiche del Campionato.

 

Tanto per dire: due Montecarlo (1969 e 1970), tre Svezia (1968-1969-1970) e un Alpenfarth (1970), tutte vittorie ottenute con la mitica Porsche 911, che proprio nel 1970 grazie a queste affermazioni vincer? il neonato "Campionato Internazionale Marche", che nel 1973 diventer? "Campionato Mondiale Costruttori", mentre il titolo piloti, come detto, verr? istituito solo nel 1979 (e Waldegard lo vincer? con un sol punto su Mikkola).

 

Bjorn, oltre ad essere un re della savana (4 Safari e 3 Costa d'Avorio), ? anche un re dei ghiacci (5 vittorie in Svezia).

 

Dopo le vittorie con la Porsche nel triennio 1968-1970, per un lustro correr? con varie macchine (Fiat 124, Citroen SM, la potente BMW 2002. persino il Maggiolino VW) ma non otterr? pi? affermazioni di rilievo: solo qualche piazzamento (come il 2? posto al Safari '74, sempre sulla fida Porsche 911).

 

Ormai moltissimi lo davano per finito.

 

Ma Cesare Fiorio, gran capo della Lancia, lo ingaggia per il 1975 per guidare la mitica Stratos a fianco del "Drago" Sandro Munari.

 

Munari vince il Montecarlo, ma Waldegard subito dopo trionfa in Svezia, e a ottobre si ripete al Sanremo: due vittorie sulle 4 stagionali della Lancia portano la firma dello svedese. La Casa torinese vince cos? il secondo titolo mondiale consecutivo.

 

Fiorio ancora una volta ha visto giusto a puntare su un pilota a cui molti non davano pi? credito.

 

Nel '76 la Lancia Stratos ? ancora dominatrice e vince il terzo mondiale consecutivo, e Munari centra tre vittorie: Montecarlo (davanti a Bjorn), Portogallo e Corsica.

 

Ma ? a Sanremo che va in scena uno dei duelli pi? memorabili e discussi di tutti i tempi.... (continua)

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