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Medio-oriente

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Il fatto che gli stati occidentali non sono perfetti e civili ( e comunque ce ne corre quanto dalla mattina di Mercurio alla notte di Plutone con Iran e simili ) non autorizza a scusare o alleviare le responsabilit? di quelli stati l?.

 

 

E quindi? Tu sei uno Stato laico e libero, e hai deciso di tollerare certi atteggiamenti e certi atti. Bene. E' un segno di civilt?.

 

In Arabia Saudita, non lo fanno.

 

Cosa facciamo? Uccidiamo anche noi i nostri cittadini con quegli atteggiamenti o che compiono quei tali atti? E perch?? Solo perch? in Arabia fanno cos??

 

Torniamo ad essere pi? barbari come loro?

 

Oppure?

 

Andiamo a bombardarli per insegnargli la tolleranza verso i loro cittadini? Dobbiamo scrivere noi le leggi interne di uno Stato estero?

 

Imporre la tolleranza e la libert? con la violenza, con la guerra e con la morte?

 

Io sono almeno dubbioso.

 

Hitler aveva certezze.

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Non ? che "l? sono cos? per colpa dell'Occidente". Io ho detto che i sentimenti anti-occidentali possono trovare una potente causa nei continui atti aggressivi posti in essere dall'Occidente verso quelle terre, sin dai tempi del cosidetto "Grande Gioco" tra Inghilterra e Russia, e che durano tuttora con le invasioni di Iraq e Afghanistan, ad esempio.

 

Per? il milione e passa di morti uccisi civili in questi due Paesi, di sicuro "? colpa dell'occidente", anzi, c'? il dolo, pi? l'aggravante dell'appropriazione delle risorse altrui...

Ma forse non hai capito che, almeno io, non sto parlando dei sentimenti antioccidentali di quei popoli, figurati quanto me ne frega di quello che pensano loro di me. Io sto parlando delle differenze culturali che si sostanziano nelle cose che abbiamo detto mille volte (gay, donne, libert?, ecc). Io la questione la pongo in questi teremini qua e ribadisco che non dovremmo avere niente a che fare con quei posti.

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Scusa ma hai voglia di scherzare? Adesso vogliamo pure dire che negli stati occidentali non si rispettano i diritti umani e civili? Io capisco che vada di moda fare la parte degli antioccidentali ma non si possono dire le bugie.

Mai stato pi? serio :baraldi:

Non sono antioccidentale, penso solo di non avere un pulpito abbastanza degno per sentenziare su quello che fanno altri popoli...

Mi basta pensare alle navi speronate ad Otranto, allo sversamento di morte nella mia terra, alla schiavit? e mercificazione di donne per strada, alla democrazia che i miei connazionali sono andati ad esportare "annichilendo" (qualcuno se lo ricorda il video di "annichiliscilo"?) persone per gioco...

Mi basta pensare a queste e tante altre cose per chiudermi in un dignitoso silenzio su quello che succede altrove. Non ? una gara a chi ? pi? buono, il pi? pulito ha la rogna come si suol dire.

 

Piccola postilla. Perch? tutti hanno ansia di illuminare gli islamici quanto ci sono anche aborigeni, pigmei, boscimani, bant?... e l'elenco potrebbe diventare infinito (?)

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Mai stato pi? serio :baraldi:

Non sono antioccidentale, penso solo di non avere un pulpito abbastanza degno per sentenziare su quello che fanno altri popoli...

Mi basta pensare alle navi speronate ad Otranto, allo sversamento di morte nella mia terra, alla schiavit? e mercificazione di donne per strada, alla democrazia che i miei connazionali sono andati ad esportare "annichilendo" (qualcuno se lo ricorda il video di "annichiliscilo"?) persone per gioco...

Mi basta pensare a queste e tante altre cose per chiudermi in un dignitoso silenzio su quello che succede altrove. Non ? una gara a chi ? pi? buono, il pi? pulito ha la rogna come si suol dire.

 

 

Sono d'accordo.

 

 

Piccola postilla. Perch? tutti hanno ansia di illuminare gli islamici quanto ci sono anche aborigeni, pigmei, boscimani, bant?... e l'elenco potrebbe diventare infinito (?)

 

Sentiamo cosa dice il Direttore di Quattroruote questa settimana sul suo blog:

 

Via Mazzocchi 2.0

 

il blog del direttore Carlo Cavicchi

 

Che legame c?? tra le auto e la guerra in Afghanistan?

 

settembre 24, 2012

 

Nessuno ne parla e, anzi, tutti se ne guardano bene dal farlo; per? dietro ai tanti interessi che sono alle spalle dell?eterno e disperato conflitto afghano ci sono anche dei preziosi giacimenti che fanno gola all?industria automobilistica mondiale. Pensate al petrolio. Beh, s?, c?? anche il petrolio nel nord del paese, nella Amu Darya, dove l?Afghanistan ? vicino a Tajikistan, Turkmenistan e Uzbekistan , ma l? ci hanno gi? messo le mani i cinesi e per il resto del mondo non c?? pi? trippa. Indiani e canadesi hanno da parte loro gi? agguantato i giacimenti di ferro del Bamjan, ancora i cinesi quelli di rame di Aynak, e gli americani, attraverso un consorzio comandato da Jp Morgan Chase, le miniere d?oro.

 

Che cosa resta ancora di estremamente prezioso da spartirsi? I grossi giacimenti di litio a est di Kabul, quel metallo soffice color argento, che si ossida rapidamente a contatto con l?aria o l?acqua, il pi? leggero degli elementi solidi, che ? usato principalmente nelle leghe conduttrici di calore o nelle batterie dei telefonini e, possibilmente, nelle auto elettriche.

 

La grande battaglia per il litio ? nota: i vastissimi giacimenti della Bolivia sono ormai sotto controllo (grazie ad accordi molto tempestivi) del Governo Francese, quindi di Renault, mentre il resto delle grandi riserve ? in Cina, ma da tempo il Governo locale ha gelato il mondo intero facendo sapere che tutti i metalli preziosi dell?Impero Giallo restano roba privata, proibita agli altri.

 

Per il mondo dell?auto, che da anni sta guardando con molto interesse a un futuro eco-sostenibile, le auto a emissioni zero sono una via da percorrere con convinzione. Ma tutti gli sviluppi sono legati ad un progresso sempre pi? sofisticato delle batterie, accessori legati al loro componente principe che, al momento, pare essere proprio il litio. Che, per?, scarseggia. Oppure che c?? in pochi posti, tra questi l?Afghanistan dove ? in corso un conflitto che si pensava meno cruento e lungo.

 

Gi? per ben 10 anni (dal 1979 al 1989) la Russia aveva provato a mettere le grinfie su queste terre cos? ricche di risorse, ma la lunga guerriglia messa in atto dai combattenti mujaheddin, spalleggiati allora da nazioni come gli Stati Uniti, il Pakistan, l?Iran, l?Arabia Saudita, la Cina e il Regno Unito , obblig? i sovietici a una umiliante ritirata. Dopo, per?, ci si sono tuffati tutti gli altri, e anche l?ultimo conflitto pare non poter aver fine perch? i locali non mollano e gli affamati invasori nemmeno.

 

Quel litio serve come il pane per elettrificare il trasporto mondiale, e i costruttori sono alla finestra in trepidante attesa. Ma i tempi si allungano e quelle prospettive che parevano essere una realt? dietro l?angolo l?indomani del 7 ottobre 2001 (sull?onda degli eventi legati al tragico 11 settembre, con l?invasione di terra del territorio sotto controllo talebano da parte dei gruppi afghani loro ostili e, nella seconda fase, dopo la conquista di Kabul con l?operazione Enduring Freedom) oggi si sono sfumate e non si vede se e quando si arriver? a una normalizzazione del paese. Cos? qualcuno, tra i pi? grandi costruttori, comincia a temere che l?alba elettrica sia gi? al tramonto, a meno di non trovare soluzioni alternative che nessuno, al momento, riesce ad immaginare.

Edited by sundance76

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Testo del video postato in basso:

 

"Francamente, penso che sia molto difficile dare inizio ad una crisi. E faccio molta fatica a vedere come il presidente degli Stati Uniti possa davvero portarci in guerra contro l'Iran.

 

Questo mi porta a concludere che se non si trover? un compromesso, il modo tradizionale con cui l'America entra in guerra sarebbe nel miglior interesse degli Stati Uniti. [...]

 

Qualcuno pu? pensare che Mr. Roosevelt volesse entrare nella II guerra mondiale, come ha suggerito David, ma forse ricorderete che ha dovuto aspettare Pearl Harbor.

 

Qualcuno pu? pensare che Mr. Wilson volesse entrare nella I guerra mondiale, ma forse ricorderete che ha dovuto aspettare l'episodio del Lusitania.

 

Qualcuno pu? pensare che Mr. Johnson volessemandare le truppe in Vietnam, ma forse ricorderete che ha dovuto aspettare l'episodio del Golfo del Tonchino.

 

Non siamo entrati in guerra con la Spagna finch? non c'? stata l'esplosione sul Maine.

 

E vorrei anche suggerire che Mr. Lincoln non sent? di poter chiamare l'esercito federale fino a quando Fort Sumter non fosse attaccato, e per questo motivo ordin? al comandante del forte di fare esattamente ci? che quelli del Sud Carolina dicevano che avrebbe provocato

un attacco.

 

Quindi se di fatto gli iraniani non sono disposti al compromesso, sarebbe meglio che qualcun altro iniziasse la guerra.

 

Si possono sempre combinare altri metodi di pressione con le sanzioni. Ho citato ad esempio quell'esplosione del 17 agosto. Potremmo anche aumentare la pressione.

 

Dopotutto, signori, i sottomarini iraniani vanno periodicamente sott'acqua, ma qualcuno un giorno potrebbe anche non riemergere, chiss? come mai?

 

Potremmo fare diverse cose se vogliamo aumentare la pressione.

 

Non ? una cosa che sto proponendo, suggerisco soltanto che qui non siamo in una situazione di s? o no, sappiamo che o le sanzioni avranno successo oppure andr? fatto qualcos'altro.

 

Stiamo giocando una partita coperta con gli iraniani, e potremmo anche diventare pi? cattivi nel farlo".

 

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=IlxfBaACz7k

 

(Patrick Clawson ? un esponente del think-tank neocons chiamato WINEP, Washington Institute for Near East Policy)

Edited by sundance76

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IL MEDIO ORIENTE ALL'ASSEMBLEA DELLE NAZIONI UNITE

 

Onu, Netanyahu auspica una ?linea rossa?

per fermare la corsa dell'Iran all'atomica

 

Il premier israeliano risponde ad Ahmadinejad che aveva detto che Israele ?non ha radici nella storia e scomparir??

 

Tremila anni fa re David regnava in Israele e ?lo Stato ebraico vivr? per sempre?, ha affermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu all'Assemblea generale dell'Onu rispondendo cos? al presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad che nei giorni scorsi aveva affermato che Israele ?non ha radici nella storia e scomparir??.

 

LA ?LINEA ROSSA? - Con un pennarello, il premier israeliano Benyamin Netanyahu, davanti alla platea riunita a New York, ha tracciato una linea rossa sul disegno in stile fumetto di una bomba: uno stratagemma a effetto per affermare con la massima seriet? che entro la prossima estate l'Iran avr? raggiunto la fase finale per la produzione dell'uranio necessario alla realizzazione del suo primo ordigno nucleare, e deve essere fermato, con un ultimatum. Sta diventando ?tardi, molto tardi? per fermare la minaccia nucleare iraniana, ha detto il premier israeliano aggiungendo che ?Il mondo con un Iran che avesse a disposizione armi nucleari sarebbe come un mondo con al Qaeda con armi nucleari?.

 

 

LA MARCIA INDIETRO DI ABU MANZEN - Poco prima aveva parlato il presidente palestinese Abu Mazen (Mahmoud Abbas) accusando Israele di condurre una colonizzazione ?razzista? dei territori palestinesi, spingendoli verso una ?nuova catastrofe?. Israele, con i suoi insediamenti nei territori occupati, sta uccidendo le speranze della soluzione dei due stati nel conflitto mediorientale, ha affermato Abu Mazen nel suo intervento all'Onu chiedendo una risoluzione del Consiglio di sicurezza che ponga fine al conflitto.

E, affermando che esiste ancora una possibilit?, ?forse l'ultima?, di salvare la soluzione dei due Stati, ha detto di aver avviato le consultazioni per ottenere dall'Assemblea generale dell'Onu il riconoscimento dello status di Stato non membro per la Palestina. Un passo indietro rispetto alle precedenti richieste. Anche se, il presidente palestinese, ha annunciato che continuer? gli sforzi per ottenerne il riconoscimento di Stato membro dell'Onu a pieno titolo.

 

Redazione Online

27 settembre 2012 (modifica il 28 settembre 2012)

? RIPRODUZIONE RISERVATA

 

http://www.corriere.it/esteri/12_settembre_27/abu-mazen-alle-nazioni-unite_b32e8b66-08cc-11e2-b109-0c446f94a4e2.shtml

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Piccola postilla. Perch? tutti hanno ansia di illuminare gli islamici quanto ci sono anche aborigeni, pigmei, boscimani, bant?... e l'elenco potrebbe diventare infinito (?)

 

Pi? che d'accordo...solo che qui si stava parlando principalmente di Islam.

 

PS: ho scoperto da poco che "boscimani" ? un termine spregiativo per loro, il nome corretto per indicarli ? khoi-san :thumbsup:

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http://www.ilgiorno.it/brescia/cronaca/2012/09/29/779410-brescia-ragazza-pakistana-violenza-promessa-sposa.shtml

 

Ecco che intendo quando dico che questi non si sono mai evoluti dal rango delle bestie. Ste robe non succedevano neanche nel meridione di cent'anni fa.

Questa povera ragazza stava per fare la fine di Hina e Sanaa, per fortuna stavolta i Carabinieri sono arrivati in tempo.

Edited by Osrevinu

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http://www.ilgiorno.it/brescia/cronaca/2012/09/29/779410-brescia-ragazza-pakistana-violenza-promessa-sposa.shtml

 

Ecco che intendo quando dico che questi non si sono mai evoluti dal rango delle bestie. Ste robe non succedevano neanche nel meridione di cent'anni fa.

Questa povera ragazza stava per fare la fine di Hina e Sanaa, per fortuna stavolta i Carabinieri sono arrivati in tempo.

 

Fino al 1981 noi avevamo nel codice il delitto d'onore, ma non ? questo il punto, in un topic sugli scenari geopolitici mediorientali.

 

E continuiamo cos?. Con casi di cronaca nera.

 

Ho proposto due enormissimi post sulla quotidiana violenza israeliana nei confronti dei civili palestinesi a partire dalle risorse idriche della Cisgiordania occupata e oppressa dagli israeliani.

 

Nessun commento.

 

Ho postato un contributo del direttore di Quattroruote sulla violenza a cui ? sottoposto l'Afghanistan da centocinquanta anni per interessi economici.

 

Nessun commento.

 

Ho postato un contributo con video dove un analista neocon invoca espressamente un falso incidente, come i tantissimi che gli USA hanno provocato in passato, per scatenare un'aggressione contro l'Iran.

 

Nessun commento.

 

Ho postato un articolo dove si dimostra una volta di pi? come Israele non voglia "risolvere" la questione palestinese, n? con due Stati (non vuole riconoscere n? oggi n? mai uno Stato Palestinese) n? tantomeno con un unico Stato (sanno bene che i Palestinesi, demograficamente in maggioranza, vincerebbero qualsiasi elezione...).

 

Nessun commento.

 

Eppure, su ciascuno di questi post, ci sarebbe da scandalizzarsi a vita, ma purtroppo lo si farebbe solo se accadesse a parti invertite, con Paesi islamici che venissero ad aggredire ed invadere qualche Paese occidentale.

 

Invece, oggi.... Tutto normale.

Edited by sundance76

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La Siria ha bombardato postazioni oltre il confine turco. Veramente non se ne pu? pi?. Non capisco cosa aspetti l'alleanza atlantica a far scattare l'articolo 5 del trattato. Questa ? di fatto una dichiarazione di guerra.

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La Siria ha bombardato postazioni oltre il confine turco. Veramente non se ne pu? pi?. Non capisco cosa aspetti l'alleanza atlantica a far scattare l'articolo 5 del trattato. Questa ? di fatto una dichiarazione di guerra.

 

Ma ce l'abbiamo un p? di logica? Oppure ? davvero inutile tutto quello che diciamo?

 

Per quale fottutissimo motivo i governativi avrebbero interesse a bombardare oltre confine? Ma lo capisci che ? una mossa firmata nome e cognome?

 

Cui prodest? A chi giova provocare un attacco Nato travestito da ennesimo "intervento umanitario" in Siria"?

 

Chi ha interesse a estendere il conflitto a un Paese Nato? I governativi o i ribelli? Dai, non ? difficile.

 

Ragioniamo un secondo, non giriamo il cervello dall'altra parte....

Edited by sundance76

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S?, va beh, continua a credere a quello che vuoi credere e che ti dicono di credere. E non ragionare mai con la tua testa, mi raccomando. Potresti arrivare a conclusioni sensate, che ? meglio evitare come la peste, perch? poi non funzionerebbe pi? la infantile divisione tra i buoni, bravi, belli, tolleranti, amanti della pace, e i cattivi, brutti, sporchi e soprattutto insensati nella loro pazzia...

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Siria: la lotta armata, una trappola. Risposta alla ?Lettera Aperta? sulla Siria

 

11 agosto 2012 - Patrick Boylan (NoWar ? Roma; U.S. Citizens for Peace & Justice - Rome)

 

Nel suo ?Altro Editoriale? su peacelink.it del 25 luglio scorso, Enrico De Angelis ipotizza, con un'angoscia che si legge tra le righe, l'esito pi? probabile di una caduta, in questi giorni, del regime siriano di Bashar al-Assad qualora, nonostante i massicci aiuti militari russi, egli fosse inaspettatamente sconfitto sul campo. Questo esito sarebbe la presa del potere ? non da parte dei giovani ?rivoluzionari? siriani che lottano da 15 mesi contro il regime ? ma da parte di quelle forze militari, molte delle quali armate e stipendiate dall'estero, che operano in Siria palesemente da ben 13 mesi (dunque quasi sin dall'inizio della rivolta) e clandestinamente da anni. Se vincono loro, addio rivoluzione.

 

 

 

Tra queste forze militari d'opposizione, la principale ? il cosiddetto Esercito Siriano Libero, l'ESL, il cui scopo, secondo Wikipedia, sarebbe quello di ?proteggere i civili?. In realt?, come dimostrano in questi giorni gli assalti a Damasco e ad Aleppo, dove i civili non hanno nessun bisogno di protezione, il vero scopo dell'ESL ? un altro: rovesciare Assad e conquistare il potere in Siria.

 

 

 

Per conto di chi?

 

 

 

Per capirne qualcosa, basta esaminare l'organizzazione di questo esercito. Oltre ai disertori dalle forze militari governative, l'ESL conta un gran numero di reclute libiche, pakistane, ecc. fatte venire in Siria... dalla CIA. L'ESL ? diretto ? ufficialmente ? da un colonnello siriano disertore, ma, in pratica, da un centro Command and Control turco-saudita in Turchia che risponde... alla CIA. Negli scontri importanti sul terreno gli ordini ai guerriglieri dell'ESL vengono dati dai commandos britannici e francesi infiltrati in Siria d'intesa con... la CIA. (Non ci sono commandos USA perch? in un anno elettorale, Obama ha preferito l'outsourcing al rischio di perdere vite americane). Ovviamente le dinamiche nell'ESL sono molto pi? complesse di quanto esposto qui ? basta pensare alla frammentazione dei gruppi armati o alle lotte per il potere da parte dei Fratelli Musulmani. Ma ? scontato che, durante le eventuali trattative per un governo transitorio ?dopo Assad?, l'ESL parler? per Washington. Ecco perch? se vince l'ESL, addio rivoluzione.

 

 

 

In pratica, dunque, si annuncia per la rivolta in Siria lo stesso esito delle rivolte in Libia, in Egitto e in parte in Tunisia. In questi tre Paesi, i giovani ?rivoluzionari?, dopo aver sacrificato le loro vite (1000 i morti in piazza Tahrir), sono stati subito emarginati dal potere. Ad esempio, in Egitto e in Libia a contendersi le elezioni presidenziali sono stati, non un rappresentante della ?rivoluzione?, ma un esponente del vecchio regime, appoggiato da Washington, ed un esponente dei Fratelli Musulmani, appoggiato da Washington anche lui (i Fratelli sono, infatti, il nuovo gendarme occidentale nel medio oriente). ?Quale che sia l'esito, abbiamo vinto noi!?, ha esultato Hillary Clinton prima del voto. E difatti, subito dopo le elezioni, sia la Libia (vittoria del vecchio regime) che l'Egitto (vittoria del Fratello Musulmano) hanno confermato la loro lealt? occidentale. I veri perdenti sono stati i ?rivoluzionari?, ma per loro neanche una lacrima da parte dei mass media occidentali che tanto li avevano osannati quando servivano come carne da macello per giustificare il regime change che l'Occidente stava comunque meditando da tempo.

 

 

 

Ora si profila lo stesso esito in Siria.

 

 

 

Ecco perch? PeaceLink ha ribadito, sin dall'inizio, che ? stato un errore anche politico, da parte dei ?rivoluzionari? siriani, trasformare le proteste pacifiche iniziali in lotta armata. Se parlano le armi, vince non chi ha pi? ragione, ma chi ha pi? forza (e chi gli ha fornito il suo armamento superiore).

 

 

 

?Ma ? si obietter? ? il ricorso alle armi era necessario per proteggere i manifestanti!?

 

 

 

Non ? vero.

 

 

 

Infatti, per ?proteggere i manifestanti? bastava non manifestare, ricorrendo invece alla lotta clandestina, come hanno fatto i giovani antifascisti italiani quando si sono trovati sotto il tallone nazista. Nell'Italia del dopo 1943 non si protestava in piazza per mandar via le truppe naziste, sparandogli addosso ?per proteggere i manifestanti?: farlo sarebbe stato innescare una strage e basta! Come si ? visto in Siria.

 

 

 

Ma questo errore i giovani siriani l'hanno commesso, anche perch? incitato a commetterlo dalla quinta colonna americana operante in Siria dal 2006, dalla TV siriana della CIA, e dall'ambasciatore americano Ford che si ? recato personalmente a Homs per incoraggiare i rivoltosi. E dai mass media occidentali. E dai blog di tanti giovani occidentali, entusiasti della ?rivoluzione?. E in particolare dagli arabisti occidentali che, attraverso chat, Twitter e Skype, hanno espresso solidariet? ai loro amici siriani che inneggiavano alla lotta armata.

 

 

 

C'? dunque chi ha incitato alla lotta armata di proposito: 1. per provocare dei massacri da dare in pasto ai mass media, cos? da giustificare un intervento esterno stile Libia, oppure, fallendo questo tentativo per via dei ripetuti veti russi e cinesi all'ONU, 2. per trasformare le proteste iniziali in guerra civile cos? da far vincere un ESL piglia tutto. Ma c'? anche chi vi si ? prestato ingenuamente perch? imbevuto del mito romantico della ?rivoluzione popolare armata?. Questi ultimi soggetti dovrebbero ora farsi un bell'esame di coscienza.

 

 

 

Infatti basta uno studio storico spassionato, anche sommario, per sfatare il mito romantico della ?rivoluzione popolare armata? tanto caro agli adolescenti di tutte le et?. I regimi dittatoriali possono solo raramente, in determinate congiunture storiche che bisogna saper analizzare a fondo, essere abbattuti con le armi per lasciare poi posto alla democrazia. In tutti gli altri casi, invece, le rivoluzioni armate portano solo a nuove forme di repressione: o da parte dello Stato autoritario, per difendersi, o, se cade, da parte degli stessi ?liberatori?.

 

 

 

Infatti, la Rivoluzione (armata) francese ha portato non alla democrazia oltralpe bens? a due dittature (Robespierre e poi Napoleone) e infine al ritorno del re (Luigi XVIII): ? stato quindi un fallimento totale. I francesi si sono liberati definitivamente dai re per instaurare la democrazia solo un secolo dopo, nella seconda met? dell'800, attraverso lotte pacifiche e quasi senza sparare un colpo. La rivoluzione (armata) russa ha portato anch'essa ad un capovolgimento del sistema politico (dal feudalesimo proto-capitalista al socialismo) e, finch? rimaneva in vita Lenin, la dittatura del proletariato era davvero del proletariato, quindi sostanzialmente (se non formalmente) democratica; ma con Stalin lo Stato ? ridiventato zarista: non si cambia la cultura di un popolo con un semplice assalto al Palazzo d'Inverno. Due rivoluzioni, dunque, che sono servite a risvegliare s? le coscienze, ma, solo in parte, a rovesciare i reali rapporti di forza tra classi sociali.

 

 

 

Antonio Gramsci, studiando come i francesi e i russi hanno spodestato i loro regimi monarchici-dittatoriali e con quali esiti, ha teorizzato un metodo pi? lento ma pi? sicuro di presa del potere sotto una dittatura. Invece di fare una ?guerra di movimento? (con l'uso delle armi e assalti al Palazzo), gli oppressi, scrive Gramsci, dovrebbero fare una ?guerra di posizione? (niente assalti, devono ergere una controcultura egemonica che mini il regime autoritario e vaccini contro i ritorni di autoritarismo).

 

 

 

Molti Paesi latino americani hanno seguito gli insegnamenti di Gramsci ? l'autore italiano pi? tradotto e pi? letto in questi Paesi ? per instaurare societ? democratiche e (in parte) socialiste: la Bolivia, l'Ecuador, l'Argentina ed altri. Tutti questi Paesi avevano dittature pi? o meno mascherate: quella argentina era cos? spietata che ha dato al mondo la parola ?desaparecidos?. Ma i boliviani, gli ecuadoregni, gli argentini e gli altri hanno saputo rovesciare i loro dittatori senza ricorrere alle armi. E oggi hanno economie fiorenti e societ? progressiste. Certo, la storia cubana e quella statunitense delle origini dimostrano che una societ? con aspirazioni progressiste pu? nascere anche da una rivoluzione fatta con le armi: ma solo in congiunture storiche molto particolari e quindi estremamente rare.

 

 

 

Dunque il ricorso alle armi da parte dei giovani siriani ?rivoluzionari? non era n? necessario n? avveduto ed ? stato senz'altro ?un fatto negativo?. Ovviamente il regime ?non sarebbe mai caduto solo attraverso le manifestazioni?, ma sollevare una simile obiezione ? pretestuoso: nessuno sostiene che bastino le manifestazioni! Anzi! Occorre, come si ? appena detto, fare una ?guerra di posizione? gramsciana, un lavoro meticoloso di costruzione di nuovi blocchi sociali e di nuove egemonie culturali ? di cui i giovani siriani, impazienti, evidentemente non hanno voluto sapere. Con i risultati che vediamo.

 

 

 

Ed ora?

 

 

 

 

Cosa possiamo fare ora, noi osservatori occidentali della crisi siriana, per essere di aiuto ai siriani impegnati a promuovere la pace e la giustizia nel loro paese?

 

 

 

Anzitutto possiamo assecondare, pubblicizzandole, quelle iniziative in Siria che puntano sulla ricomposizione sociale anzich? sulla guerra civile, come il movimento Mussalaha. In Italia possiamo promuovere incontri tra i protagonisti siriani non violenti, come quello indetto dalla Comunit? di sant'Egidio a Roma il 26 luglio scorso (ma pi? allargati).

 

 

 

Infine, possiamo denunciare le carenze dei reportage in TV sulla Siria, tutti faziosi ed interventisti. Come? Fornendo articoli di controinformazione a siti come peacelink.it e, tramite i blog, documentando le bufale nei reportage e, soprattutto, le colpevoli omissioni.

 

 

 

Infatti, per anni i mass media istituzionali hanno taciuto quanto stava succedendo in Siria, lasciando agire nell'ombra la CIA e lo State Department americani. Oggi i mass media parlano s? della Siria, ma focalizzano la nostra attenzione sulla superficie del conflitto attuale (?un popolo oppresso che lotta contro un dittatore spietato?), oscurando la guerra per procura tra gli Stati Uniti e la Russia che cova sotto (quanti sanno del duello virtuale tra le portaerei dei due paesi avvenuto sulle coste siriane lo scorso dicembre?) e, soprattutto, oscurando la guerra al popolo Siriano che l'allora Presidente americano Bush ha dichiarato nel 2005, finanziando una quinta colonna insurrezionale in Siria e inviando, nel paese levantino, degli squadroni della morte sauditi. Guerra che il suo successore Obama prosegue oggi, smistando armi pesanti tra le forze ESL e, per consentire loro di conquistare il potere, sabotando i tentativi di Kofi Annan di negoziare una tregua.

 

 

 

Quindi bisogna denunciare la faziosit? dei mass media istituzionali e in particolare la loro copertura compiacente degli attori occulti del conflitto siriano. Il cast di attori ? sterminato: russi, iraniani, cinesi, israeliani, qatariani, italiani (Finmeccanica), ecc. Ma spiccano sopra tutti gli USA, che fomentano l'insurrezione in Siria da ben sette anni (prima solo per tenere Assad in scacco, ora per impossessarsi del paese). Per questo motivo la Rete NoWar ha svolto marted?, 31 agosto 2012, una manifestazione davanti all'ambasciata degli Stati Uniti a Roma per dire allo Zio Sam: ?Ti abbiamo scovato! Basta acuire la guerra civile! Basta armi dall'estero! Basta silurare i negoziati! S? al piano di pace di Kofi Annan!?

 

FONTE: http://www.peacelink.it/editoriale/a/36749.html

 

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Edited by sundance76

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S?, va beh, continua a credere a quello che vuoi credere e che ti dicono di credere. E non ragionare mai con la tua testa, mi raccomando. Potresti arrivare a conclusioni sensate, che ? meglio evitare come la peste, perch? poi non funzionerebbe pi? la infantile divisione tra i buoni, bravi, belli, tolleranti, amanti della pace, e i cattivi, brutti, sporchi e soprattutto insensati nella loro pazzia...

:assonnato:

 

Quindi dovrei credere a te, e cio? al fatto che la Siria si passare per colpevole di una cosa che non ha fatto e chiede pure scusa invece di negare? Come no...

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Che poi, Assad ? un criminale al pari di Gheddafi e anche in Libia i paesi occidentali hanno spalleggiato i rivoltosi, ora non si capisce perch? non potrebbero fare lo stesso in Siria.

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La Siria ha bombardato postazioni oltre il confine turco. Veramente non se ne pu? pi?. Non capisco cosa aspetti l'alleanza atlantica a far scattare l'articolo 5 del trattato. Questa ? di fatto una dichiarazione di guerra.

Non ci sono le condizioni per far scattare l'articolo 5. Il bombardamento ? stato un episodio limitato ed isolato, cui ? gi? seguita una rappresaglia.

 

A meno che l'esercito siriano non cominci ad attaccare in forze e continuativamente la Turchia, la NATO non pu? intervenire.

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Che poi, Assad ? un criminale al pari di Gheddafi e anche in Libia i paesi occidentali hanno spalleggiato i rivoltosi, ora non si capisce perch? non potrebbero fare lo stesso in Siria.

 

Dio santo... Lo sanno anche i sassi che i "rivoltosi" di Bengasi sono stati spalleggiati non certo per "proteggere i civili", ma per abbattere Gheddafi e ottenere le concessioni petrolifere, in particolare la Francia, dove i cosidetti "ribelli" erano gi? andati UN ANNO PRIMA della guerra a cercare appoggi da Sarkozy.

 

"Assad ? un criminale"? Ah, s?? E com'? che fino a tre anni fa l'Occidente lo dipingeva quasi come un "moderato"?

 

Di colpo ? cambiato il panorama? Un p? come Mubarak, passato dall'essere il "campione dell'Islam moderato" a "rais" nello spazio di una notte...

 

Bevi, bevi...

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Non ci sono le condizioni per far scattare l'articolo 5. Il bombardamento ? stato un episodio limitato ed isolato, cui ? gi? seguita una rappresaglia.

 

A meno che l'esercito siriano non cominci ad attaccare in forze e continuativamente la Turchia, la NATO non pu? intervenire.

In verit? il Consiglio Atlantico stanotte si ? riunito d'urgenza e stanno ancora valutando il da farsi.

Cmq questa crisi siriana mette ancora una volta in luce quanto l'ONU sia un'organizzazione ridicola e che non serve a niente. Siamo nella stessa e identica situazione della Libia, ma siccome Gheddafi non aveva l'appoggio di Russia e Cina lo si ? fatto fuori, mentre Assad no... complimenti alla coerenza.

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Dio santo... Lo sanno anche i sassi che i "rivoltosi" di Bengasi sono stati spalleggiati non certo per "proteggere i civili", ma per abbattere Gheddafi e ottenere le concessioni petrolifere, in particolare la Francia, dove i cosidetti "ribelli" erano gi? andati UN ANNO PRIMA della guerra a cercare appoggi da Sarkozy.

E io che ho detto?

Ho detto che gi? in Libia sono stati spalleggiati i rivoltosi, ora non si capisce perch? non potrebbero farlo in Siria. In Libia s?, in Siria no?

 

"Assad ? un criminale"? Ah, s?? E com'? che fino a tre anni fa l'Occidente lo dipingeva quasi come un "moderato"?

Eh?

Ma se ? dal 2001 che Bush, Blair e Israele parlano di Siria come "stato canaglia" e di Assad come "amico dei terroristi", e a ben vedere visti i quttrini che da Damasco (e da Theran, per la serie: "l'Iran non aggredisce nessuno") partono per finanziare Hezbollah che poi butta i missili su Israele.

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