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Osrevinu

2010.11 | Gran Premio di Germania - Hockenheim [Presentazione]

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11germania.jpg
Formula 1 Grosser Preis Santander Von Deutschland 2010 - Hockenheim
831° Gran Premio
Round 11/19
23-24-25 Luglio 2010

immaginecir.png
infow.gifINFO
Lunghezza del circuito: 4,574 km
Giri da percorrere: 67
Distanza totale: 306,458 km
Numero di curve: 16 - 9 destra, 7 sinistra
Mescole Bridgestone: supersoffici/dure

icocrono.jpgRECORD
Giro prova: 1:13.306 - M Schumacher - Ferrari - 2004
Giro gara: 1:13.780 - K Raikkonen - McLaren Mercedes - 2004
Distanza: 1h23:54.848 - M Schumacher - Ferrari - 2004
Vittorie pilota: 4 - M Schumacher
Vittorie team: 19 - Ferrari
Pole pilota: 4 - J Clark, J Ickx
Pole team: 18 - Ferrari
Km in testa pilota: 1.391 - J Fangio
Km in testa team: 6.289 - Ferrari
Migliori giri pilota: 4 - M Schumacher
Migliori giri team: 16 - Ferrari
Podi pilota: 7 - M Schumacher
Podi team: 47 - Ferrari
70606768.gifOrari del Gran Premio di Germania

Venerdì 23 Luglio
10:00-11:30 Prove Libere 1
14:00-15:30 Prove Libere 2

Sabato 24 Luglio
11:00-12:00 Prove Libere 3
14:00-15:00 Qualifiche - Diretta Rai Due

Domenica 25 Luglio
14:00 Gara - Diretta Rai Uno



La Formula 1 torna in Germania e torna, dopo due anni, sul circuito di Hockenheim, che ospita la gara teutonica negli anni pari, alternandosi col circuito del Nurburgring presente negli anni dispari.

Il circus arriva nella Foresta Nera dopo un Gran Premio di Gran Bretagna che ha visto trionfare Mark Webber con Hamilton e Rosberg sul secondo e terzo gradino del podio. Il poleman Vettel è stato subito messo fuorigioco da una foratura dopo la partenza che l'ha relegato in ultima posizione costringendolo poi ad una difficile rimonta. Le Ferrari? Disastro assoluto.

Il team di Maranello ha dato ancora una volta una prova di pressappochismo, mancanza di lucidità e arroganza. I fatti: dopo una brutta partenza Alonso nel tentativo di superare Kubica, con evidenti problemi, taglia internamente la chicane Vale e non restituisce la posizione; dopo dieci giri la direzione gara comunica la penalità del drive through. Qualche giorno dopo il settimanale inglese Autosport rivela che la direzione gara aveva comunicato per ben tre volte alla Ferrari di intimare ad Alonso di restituire la posizione a Kubica; avvertimenti del tutto ignorati. Risultato: Alonso fuori dai punti, Massa idem penalizzato da una foratura.

Ci si domanda, senza voglia di far polemica, cosa stesse pensando il muretto Ferrari: una delle poche regole chiarissime del circus è che se si sorpassa tagliando la chicane la posizione va restituita (subito), non importa se il sorpassato sia o meno in difficoltà.

Con metà stagione andata per la Ferrari la situazione è davvero grigia: ad oggi il Cavallino ha vinto appena una gara (la prima) e l'ha vinta più per i problemi tecnici di Vettel che non per meriti propri. In nessuna delle dieci gare fin qui disputate la Ferrari è parsa essere la vettura da battere ed al di là della schiacciante superiorità della Red Bull la sensazione è che con meno errori si sarebbero raccolti molti più punti come ha fatto la McLaren che senza mai avere la vettura da primo posto non ha mai perso la testa ed ha saputo sfruttare i problemi della Red Bull a proprio vantaggio, e la classifica lo dimostra.

Il Gran Premio di Gran Bretagna è stato anche dominato da un piccolo giallo: a pochi giorni dalle prove libere del venerdì, la HRT ha comunicato che Bruno Senna, nipote del compianto Ayrton, sarebbe stato sotituito dal giapponese Yamamoto, subito è partita la ridda di voci sul motivo della sostituzione e si sono fatte le più disparate ipotesi: da sponsor che non avevano pagato a malumori tra Senna e il team. Ad oggi ancora non si conosce la causa, ma la HRT ha fatto sapere che Senna prenderà regolarmente parte al prossimo Gran Premio di Germania e che Yamamoto sostituirà l'indiano Chandhok.

Un po' di storia.

Il Gran Premio di Germania (le cui prime edizioni erano per vetture sport) si svolse per la prima volta nel 1926 sul velocissimo circuito berlinese dell’Avus e vide la vittoria di uno dei più grandi piloti di sempre, Rudolf Caracciola (Mercedes), che risulta ancora oggi essere il più vittorioso in questa gara, con ben 6 vittorie su 12 edizioni tra il ’26 e il ’39. Già nel ’27 il Gran Premio si trasferisce stabilmente sul lungo e maestoso circuito del Nurburgring e a vincere è Otto Mertz, pilota che nel 1914 era stato uno degli autisti del corteo imperiale durante l’attentato di Sarajevo che scatenò la Grande Guerra.

Macchine e piloti tedeschi dominano l’albo d’oro fino al secondo conflitto mondiale con alcune significative eccezioni, come il trionfo tutto francese di Chiron su Bugatti nel 1929, ma soprattutto la storica vittoria di Tazio Nuvolari nel 1935 ottenuta con una gloriosa (ma ormai vecchia di tre anni) Alfa P3 in pesante debito di cavalli rispetto all’imponente schieramento degli squadroni tedeschi che comprendeva ben cinque Mercedes e quattro Auto Union.

Dopo essersi portato, contro ogni previsione, in testa già a metà gara, Nuvolari dovette subire la rottura della pompa di rifornimento del carburante durante il suo pit stop, regalando agli avversari circa un minuto. Rientrato in sesta posizione, Nuvolari riuscì a risalire al secondo posto nelle tornate finali, mettendo pressione alla Mercedes di von Brauchitsch che guidava la corsa, e che dechappò un pneumatico proprio all’ultimo giro, mentre il mantovano sulla rossa Alfa Romeo tagliava il traguardo tra l’incredulità del pubblico di casa e delle autorità naziste, che subiranno un altro parziale dispiacere nel 1938, quando dal plotone delle dominanti Mercedes e Auto Union uscì trionfatore il giovane inglese Dick Seaman, unico straniero a correre per la Mercedes grazie a un permesso speciale di Hitler. Anche stavolta è una disavventura di von Brauchitsch a favorire la vittoria di un pilota straniero, dato che l’iracondo nobile tedesco (soprannominato “Pechvogel”, cioè “uccello della sfortuna”) con la sua Mercedes è vittima di un incendio al pit stop (per fortuna incruento come quello di Verstappen nel 1994).

Nel secondo dopoguerra la Germania, ormai divisa in due parti dalle potenze vincitrici del conflitto, torna ad ospitare gare internazionali sul mitico ‘Ring nel 1950, quando Ascari su Ferrari vince una competizione tra vetture di F2. Finalmente, nel 1951, anche il GP di Germania entra a far parte del Mondiale di F1 ed è ancora la Ferrari a dominare, dapprima con altre due vittorie consecutive di Ascari e poi con Farina. Poi è Fangio a piazzare una tripletta su tre vetture differenti tra il 1954 e il 1957 (nel 1955 la gara saltò in seguito alla tragedia di Le Mans) ed è proprio nel 1957 che l’asso argentino ottiene quella che, anche a suo dire, è la più bella e più grande delle sue tante vittorie: attardato ai box per il rifornimento e il cambio gomme alla sua Maserati, Fangio rientra in pista con un pesantissimo distacco dalle due Ferrari di Hawthorn e Collins e non dà, volutamente, l’impressione di tentare di riprendere i ferraristi, a cui dopo due giri il boix segnala di rallentare, dato che Fangio è distaccato di quasi un minuto.

In quel momento Fangio comincia a tirare come un dannato, approfittando del fatto che i due avversari per oltre 22 chilometri (un giro del ‘Ring) non forzeranno (altro che comunicazioni-radio..!). Per dare un’idea di quanto Fangio vada forte, basta pensare che egli fa il giro più veloce in corsa con 8 secondi in meno del suo tempo in prova che gli era valso la pole! Al penultimo giro acciuffa i due ferraristi e va a trionfare per la ventiquattresima e ultima volta della sua carriera in F1, vittoria che gli consegna virtualmente anche il quinto titolo mondiale.

L’anno successivo si impone Brooks su Vanwall mentre il suo inseguitore, Collins su Ferrari, rimane ucciso nel vano tentativo di attaccare l’agile vettura inglese. Brooks vince anche nel 1959, stavolta su Ferrari, quando il Gran Premio ritorna “una tantum” sul velocissimo circuito dell’Avus per solidarietà con la delicata situazione internazionale di Berlino, infatti una parte del’antica pista è esclusa dal tracciato del GP perché rimasta in territorio di occupazione sovietica. Dopo il 1950, anche nel 1960 la gara viene riservata solo alle F2, mentre la F1 ritorna sul ‘Ring dall’anno successivo.

Negli anni ’60 uno dei grandi interpreti di questo circuito è John Surtees, che coglie due vittorie consecutive con la Ferrari, mentre nel ’65 il grande Jim Clark ottiene qui la sesta vittoria su sei GP stagionali disputati, festeggiando così il suo secondo titolo mondiale con un anticipo di tre mesi sulla fine del campionato.

Tra la fine del decennio e l’inizio degli anni ’70 Stewart e Ickx sono i rivali che si giocano il titolo di “Ringmeister” (maestro del Ring), riconoscimento che va a chi vince tre volte un GP su questo circuito: è lo scozzese a prevalere con tre successi (due invece per Ickx) ed entra nel mito la sua vittoria del 1968, quando in un Gran Premio flagellato da pioggia, nebbia e vento riesce a vincere la gara con il mostruoso vantaggio di oltre quattro minuti sul secondo arrivato, Graham Hill (vincitore nel 1962). Stewart vincerà per la terza volta nel 1973 e rimarrà la sua ultima vittoria da pilota (27 in totale, record che durerà fino all’epoca di Prost), ma il destino ha poi voluto che lo scozzese, ritornato a fine anni ’90 in F1 come Costruttore, ottenga la sua unica vittoria in tale veste proprio sul Nurburgring (ma sul nuovo circuito ridotto) nella rocambolesca edizione 1999 grazie a Herbert.

Nel 1970 il contraccolpo per la tragica morte di Courage a Zandvoort porta a spostare il GP di Germania per la prima volta ad Hockenheim (vittoria di Rindt dopo un gran duello con Ickx) perché i piloti cominciano a considerare il ‘Ring poco sicuro: è un segnale della campagna per la sicurezza lanciata in quegli anni da Stewart. Nel 1974 Regazzoni compie il capolavoro della sua carriera dominando il Gran Premio di Germania dall’inizio alla fine e infliggendo pesanti distacchi ai suoi avversari proprio nel momento in cui la pista viene bagnata da improvvisi scrosci di pioggia: Clay sembra non accorgersene e arriva al traguardo con quasi un minuto di vantaggio.

Nel 1976 il famigerato incidente di Lauda con la sua Ferrari cambia per sempre il volto non solo dell’austriaco, segnato dalle ustioni, ma dell’intera F1: le sempre maggiori esigenze di sicurezza in uno sport che sta progressivamente diventando popolarissimo grazie alla TV, impongono la dolorosa ma ormai irrinunciabile “morte” del ‘Ring come sede del Gran Premio di Germania, che dal 1977 si sposta stabilmente ad Hockenheim ed è proprio Lauda a vincere, esattamente un anno dopo aver sfiorato la morte.

Nonostante i maggiori standard di sicurezza del circuito, nel 1980 ad Hockenheim muore Depailler durante una seduta di prove, e nel 1982 il ferrarista Pironi vede troncata la sua carriera e la corsa al titolo mondiale in un gravissimo incidente in qualifica dove rischia l’amputazione delle gambe. Nel 1985 il GP di Germania torna eccezionalmente al Nurburgring, ma nella nuova versione che è quella che conosciamo oggi e a vincere, come nel 1935, è di nuovo un italiano su una vettura rossa col cavallino sul cofano: Alboreto, esattamente 50 anni dopo Nuvolari (che correva con una rossa Alfa col cavallino della Scuderia Ferrari) trionfa e fa sognare gli italiani consolidando la sua leadership nel mondiale. Ma i dominatori degli anni ’80 sono due brasiliani: Piquet, primo nel 1981, 1986 e 1987, e Ayrton Senna che piazza una perentoria tripletta dal 1988 al 1990, mentre Mansell e Prost vincono due volte ciascuno.

Anche l’austriaco Berger vanta due trionfi (potevano essere tre senza il ritiro all’ultimo giro del 1996), davvero significativi: nel 1994 porta la Ferrari alla vittoria dopo un digiuno che per le Rosse durava dal 1990, e nel 1997 al suo ultimo anno di carriera e dopo aver sofferto l’inattesa morte del padre e uno stop di tre gare per un’operazione al naso, Gerhard riesce a conquistare perentoriamente la sua decima e ultima vittoria in F1, che sarà anche l’ultima per la Benetton, prima che la scuderia venga rilevata dalla Renault.

Da ricordare l’edizione del 1999: Mika Salo viene chiamato a sostituire l’infortunato Schumacher sulla Ferrari, e il finlandese si trova davanti l’occasione della vita trovandosi a condurre il GP di Germania, ma il compagno Irvine è in lotta per il mondiale, e così Mika deve cedere la vittoria a Eddie. Salo non avrà più altre occasioni di vittoria nella sua carriera.

Nel 2000 è ancora una Ferrari a vincere, quella di Barrichello, al suo primo successo in F1, in una gara ricordata per l’invasione di pista di un ex-dipendente della Mercedes che protesta per il suo licenziamento. Il 2001 (vittoria di Ralf Schumacher sulla potente Williams BMW) è l’ultimo anno in cui si corre sul circuito di Hockenheim in versione originale, caratterizzato dai lunghissimi rettilinei attraverso i boschi, che permettevano velocità di punta elevatissime.

Dal 2002 il tracciato è stato amputato dei lunghi tratti nel bosco, e del vecchio circuito resta solo la zona detta del Motodrome, raccordata da un nuovo tratto veloce curvilineo. E’ Michael Schumacher su Ferrari a vincere la prima edizione sulla nuova pista, dopo che il tedesco aveva già ottenuto la vittoria sul vecchio tracciato nel 1995 con la Benetton. Michael vincerà anche nel 2004 e nel 2006, risultando il secondo pilota più vittorioso in questo Gran Premio dopo il suo connazionale Caracciola. Nel 2007 la gara non si disputò per disaccordi tra i due maggiori enti automobilistici tedeschi, e tornò in calendario nel 2008 (vittoria di Hamilton), mentre lo scorso anno venne disputata al Nurburgring: primo Webber su Red Bull.

Il Gran Premio di Germania è anche la gara di casa di ben sei piloti del circus: Vettel, Schumacher, Hulkenberg, Glock, Sutil e Rosberg. Gli unici tra loro che possono coltivare speranze di successo sono i due alfieri della Mercedes Rosberg e Schumacher e il pilota della Red Bull Vettel gasatissimo e sicuramente voglioso di riscattarsi dopo la terribile domenica inglese.

Ultimo treno per la Ferrari, solo una convincente prestazione e una gara perfetta da parte di muretto e piloti potranno rimettere, forse, in corsa il Cavallino per i titoli. I tifosi sono molto delusi, di certo non si aspettavano un'annata così, il 2010 doveva essere l'anno del riscatto dopo un 2009 giustamente definito da più parti annus horribilis e invece sembra di stare assistendo allo stesso film. Montezemolo e Domenicali hanno promesso una pronta reazione, i tifosi aspettano...

Domenico Della Valle - Francesco Ferrandino



alloro.gifAlbo d'oro

01. 1926 R Caracciola - Mercedes
02. 1927 O Merz - Mercedes
03. 1928 R Caracciola, C Werner - Mercedes
04. 1929 L Chiron - Bugatti
05. 1931 R Caracciola - Mercedes
06. 1932 R Caracciola - Alfa Romeo
07. 1934 H Stuck - Auto Union
08. 1935 T Nuvolari - Alfa Romeo
09. 1936 B Rosemeyer - Auto Union
10. 1937 R Caracciola - Mercedes
11. 1938 R Seaman - Mercedes
12. 1939 R Caracciola - Mercedes
13. 1950 A Ascari - Ferrari
14. 1951 A Ascari – Ferrari
15. 1952 A Ascari – Ferrari
16. 1953 N Farina – Ferrari
17. 1954 J Fangio – Mercedes
18. 1956 J Fangio – Ferrari
19. 1957 J Fangio – Maserati
20. 1958 T Brooks – Vanwall
21. 1959 T Brooks – Ferrari
22. 1960 J Bonnier - Porsche
23. 1961 S Moss – Lotus Climax
24. 1962 G Hill – BRM
25. 1963 J Surtees – Ferrari
26. 1964 J Surtees – Ferrari
27. 1965 J Clark – Lotus Climax
28. 1966 J Brabham – Brabham Repco
29. 1967 D Hulme – Brabham Repco
30. 1968 J Stewart – Matra Ford
31. 1969 J Ickx – Brabham Ford
32. 1970 J Rindt – Lotus Ford
33. 1971 J Stewart – Tyrrell Ford
34. 1972 J Ickx – Ferrari
35. 1973 J Stewart – Tyrrell Ford
36. 1974 C Regazzoni – Ferrari
37. 1975 C Reutemann – Brabham Ford
38. 1976 J Hunt – McLaren Ford
39. 1977 N Lauda – Ferrari
40. 1978 M Andretti – Lotus Ford
41. 1979 A Jones – Williams Ford
42. 1980 J Lafitte – Ligier Ford
43. 1981 N Piquet – Brabham Ford
44. 1982 P Tambay – Ferrari
45. 1983 R Arnoux – Ferrari
46. 1984 A Prost – McLaren TAG
47. 1985 M Alboreto – Ferrari
48. 1986 N Piquet – Williams Honda
49. 1987 N Piquet – Williams Honda
50. 1988 A Senna – McLaren Honda
51. 1989 A Senna – McLaren Honda
52. 1990 A Senna – McLaren Honda
53. 1991 N Mansell – Williams Renault
54. 1992 N Mansell – Williams Renault
55. 1993 A Prost – Williams Renault
56. 1994 G Berger – Ferrari
57. 1995 M Schumacher – Benetton Renault
58. 1996 D Hill – Williams Renault
59. 1997 G Berger – Benetton Renault
60. 1998 M Hakkinen – McLaren Mercedes
61. 1999 E Irvine – Ferrari
62. 2000 R Barrichello – Ferrari
63. 2001 R Schumacher – Williams BMW
64. 2002 M Schumacher – Ferrari
65. 2003 J Montoya – Williams BMW
66. 2004 M Schumacher – Ferrari
67. 2005 F Alonso – Renault
68. 2006 M Schumacher – Ferrari
69. 2008 L Hamilton - McLaren Mercedes
70. 2009 M Webber - Red Bull Renault



























F1GrandPrix.it

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Un circuito bellissimo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

:sick:

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la gara del 2006 fu un incubo per me

 

grandissima edizione quella del 2008,ham fu stra-to-sfe-ri-co!

 

nel 2000 l'edizione piu commovente,barrico che piange con la bandiera brasiliana

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La mia gara-mito per la Germania ? il GP del 1994: la Ferrari ? a digiuno totale da quattro anni (l'ultima pole e l'ultima prima fila tutta rossa mancavano dal 23 settembre '90 all'Estoril in Portogallo, mentre l'ultima vittoria venne una settimana dopo, cio? 30 settembre '90 a Jerez, Spagna).

 

In qualifica, grazie ai nuovi supermotori 043 di Lombardi che sprigionano 850 cavalli, i due alfieri Berger e Alesi dominano la sessione del sabato ottenendo l'intera prima fila.

 

94dec064.jpg

 

E l'indomani, nonostante Alesi debba abbandonare al primo giro per un corto-circuito, Berger domina la gara resistendo agli attacchi della Benetton-Ford di Schumacher nel Motodrome (dove il telaio della vettura italo-inglese ? nettamente superiore) e tenendolo a bada sui lunghi rettilinei grazie alla strapotenza del 12 cilindri Ferrari.

 

4865.jpg

 

A forza di tentare di tenere il passo della Ferrari, Schumi sfonda l'8 cilindri Ford e si ritira, che gioia!! E con le Williams fuori gioco per un mega incidente in partenza innescato (dice la FIA) da Hakkinen, la Ferrari di Berger non ha pi? avversari e vola verso il successo che spazza via un digiuno durato 58 gare, 3 anni e 10 mesi, 1400 giorni...

 

Di sicuro per me la vittoria pi? importante della Ferrari.

 

94ded195.jpg

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era prima fila.

 

94dec064.jpg

 

4865.jpg

 

! E con le Williams fuori gioco per un mega incidente in partenza innescato (dice la FIA) da Hakkinen, la Ferrari di Berger non ha pi? avversari e vola verso il successo che spazza via un digiuno durato 58 gare, 3 anni e 10 mesi, 1400 giorni...

 

Di sicuro per me la vittoria pi? importante della Ferrari.

 

94ded195.jpg

 

Veramente alla partenza ce ne furono 2 di incidenti , nell'arco di pochi secondi l'uno dall'altro e sullo stesso rettilineo di partenza, effettivamente Hakkinen fece una vaccata in quell'occasione.

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La mia gara-mito per la Germania è il GP del 1994: la Ferrari è a digiuno totale da quattro anni

 

1400 giorni esatti e 58 GP.

Edited by gio66

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Come disse un mio amico all'epoca: 'non poteva vince la Ligier' :rotfl:

Si come dice Alexf1 qualcuno fece una vaccata all'inizio, non so' se Hakkinen, metà dello schieramento fu messo fuori combattimento, il vecchio Hockenheim era implacabile, tantissimi piloti sapevano di giocarsi tantissimo alla prima curva. Peccato per Katayama messo fuori gioco da Hill dopo pochi giri, stava giocandosi il podio con un motore poco potente rispetto ai Ferrari e ai Renault. Era partito sesto: una prestazione stratosferica

Edited by tigre

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1970

 

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lotus1970jrindt03.jpg

 

1977

 

nikilauda179dm3.jpg

 

1978

 

Il debutto di Piquet

 

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Motodrom 1979

 

Jones vola verso la vittoria. Seguono Jabouille, Laffite, Scheckter, Regazzoni, Piquet, Lauda, Pironi, Andretti, Villeneuve, Arnoux, Tambay, Ickx, Watson, Reutemann, Mass, Lees, Lammers e Patrese.

 

jeanpierrejabouille155.jpg

 

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1980

 

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1987

 

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1992

 

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Il famoso diverbio comunque si tenne durante le prove private, era un rigurgito della rivalit? di Magny Cours conseguenti alle dueuscite di piste di Schumache che coinvolsero anche Senna.

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2004

 

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2006

 

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2008

 

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E' diventata proprio una pistina Polistyl..

 

Ma nei vecchi tratti nel bosco hanno volutamente sradicato l'asfalto o la vegetazione ? cresciuta spontanea?

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L'edizione che pi? mi ? rimasta impressa ? quella del 2000 con la bellissima vittoria di Barrichello.

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Ci fanno le gare coi pattini in linea.

 

8577709.jpg

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1992

 

Qui nessuno fece polemiche per il taglio della chicane di Mansell.

Guardate dove stacca Ayrton. Mansell frena prima ma non la tiene e taglia, poi esce più veloce e passa sul dritto.

 

http://www.youtube.com/watch?v=uvsLA3MaLj0

Edited by gio66

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1992

 

Qui nessuno fece polemiche per il taglio della chicane di Mansell.

Guardate dove stacca Ayrton. Mansell frena prima ma non la tiene e taglia, poi esce pi? veloce e passa sul dritto.

 

http://www.youtube.com/watch?v=uvsLA3MaLj0

 

Situzione particolare..tagli quando e' dietro e quindi non guadagna posizioni..ma guadagna velocita' probabilmente e passa senna..

 

Non credo che in quell'epoca si fecero polemiche..c'erano pochi media e niente internet..

Ora questa manovra porterebbe tante discussioni,sempre se la facesse qualcuno di interessante..se poi la facesse qualche connazionale di mansell dalla pelle non chiarissima...verrebbe giu' il mondo...come quasi sempre..

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