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TOLLO, il regno di Jarno,

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Corriere dello Sport (25/05/2004)

 

Arriv? all'officina col foglio sotto al braccio. Aveva nove anni, il ciuffetto biondo e la faccia da Paperino, con la bocca piegata e un sorriso a fior di labbra, di traverso. "Tieni, questo ? per te". Il Cecione srotol? il foglio, mand? gi? la saliva, mannaggia la commozione, "Grazie Jarno" disse. Gli fece una carezza sulla testa, prese una cornice, ci mise il disegno, spost? il calendario con la tettona di turno, appese il disegno al muro, pens?: "Chiss?". E' il disegno fatto da un bambino che va al letto con i sogni sotto il cuscino, ci sono solo brum-brum di motori alla partenza quando chiudi gli occhi. In alto c'? scritto "All Kart World Campion", fa niente se manca una acca. Pi? in basso, con la grafia a riccioli tipica dei bimbi che ci tengono: "Per il miglior meccanico". A destra: "Kart carenato". Sotto: un kart colorato, rosso, blu, giallo, col n. 10 davanti. Poi la firma, Trulli Jarno. "Quella sera mia madre guard? il disegno e disse: <<tienilo da parte, che il giorno che Jarno vincer? il suo primo gran premio di F1 questo varr? una fortuna>>", dice il Cecione. Quel giorno ? oggi, oggi ? a Tollo, colline abruzzesi, provincia di Chieti che guarda verso Pescara, l'Adriatico da una parte, la Maiella dall'altra, Maranello ? dall'altra parte dell'emisfero: Ferrari, emb?? Qui ? l'officina di Franco Nanni detto il Cecione, primo maestro di Trulli Jarno detto "Par?", come parente, perch? qui si salutano tutti cos?. "Bella par?". Ventun anni dopo, il disegno ? ancora l?. Qui ? il Bar da Mino, da Zio Mino come lo chiama Jarno: un sacrario, il casco, la tuta blu della F.3, le foto, la bottiglie di vino Montepulciano e Trebbiano che Jarno produce. I ragazzini del paese entrano, toccano la tuta, si danno di gomito, "Ti sei visto ieri sera in tiv? alla Domenica Sportiva?". Alle scuole medie Fernando aveva questo tema: "Racconta un personaggio famoso". Pure i prof cavalcano l'onda. Qui c'e' Michele Cavuto, Mich?, che si ? fatto due maratone con Jarno, New York e Firenze, "e a Firenze mi ha detto: ti batto e poi vado a vincere a Montecarlo". Tollo ? la casa di Jarno, perch? ? qui che ha cominciato, lui che ? nato a Pescara e cresciuto a Francavilla Marina, l? ha preso la villa dove Senna passava le vacanze. Tollo ? l'inizio di tutto, la prima pagina del libro. Tollo ? piena di "quella volta che". Quella volta che Ezio, Pino, Mich? e Cristian si fecero 1.300 pi? 1.300 chilometri Tollo-Nurburgring col camper per andare a fare il tifo. Dormivano in campeggio, bermuda e ciabatte, poi la mattina uscivano dal camper in giacca e cravatta e andavano all'albergo di Jarno, che aveva la vista-pista: il giorno del GP, lui chiam? e disse: "Vi d? la mia camera, da l? si vede meglio". Quella volta a otto anni che la vigila di Natale suo padre Enzo gli disse: "Jarno, vai a vedere cosa c'? in garage." Quando Jarno vide il primo kart della sua vita and? avanti un giorno intero a dire: "Ma ? mio? Ma ? mio? Ma ? mio?". Era suo. Quella volta che andarono tutti al Mugello, c'era Jarno che faceva i test con la Jordan. Racconta Ezio: "Jarno, finite le prove, scese dalla macchina, usc? dal paddock con la tuta e venne nell'area picnic. Fu una cosa bellissima, mai vista in F1: avevamo un maiale da 50 chili, si mise anche lui a tagliare la porchetta. Jarno ? cos?: semplice, diverso da tutti gli altri, uno di noi". Uno di noi, dicono, ? anche Alex Zanardi. Lui e Jarno sono amici veri, per questo ci sono rimasti male quando la Rai ha chiuso il collegamento quando Zanardi stava facendo i complimenti a Jarno. "Jarno ? stato l'unico che ha telefonato ad Alex dopo l'incidente. E non solo dopo. Sono fatti della stessa pasta, sono due uomini veri". Jarno aveva un idolo: Ayrton Senna. Al bar da Mino c'? una foto: Jarno e Senna. E' stata fatta a Parigi. Jarno ha sedici anni. Avevano appena vinto il mondiale. Senna gli disse: <<"Complimenti, perch? tu nei kart hai vinto tutto quello che avrei voluto vincere io". Quando Senna mor? io ero l?, a quaranta metri da quella curva, chiamai Jarno, aveva appena finito una gara. Si mise a piangere al telefono: se n'era andato un fratello maggiore>>. Cos? racconta Ezio Salemme, il presidente del Fan Club, 700 iscritti, hanno pure un sito internet. Ezio ? l'amico d'infanzia, ? il fratello di Laura, che ? la moglie di Lucio Cvauto, il manager di Jarno nato anche lui da queste parti, Lucio che ? il cugino di Mich? eccetera eccetera.: amici, cognati, zii, parenti, qui la vita ? un cerchio, tutto gira attorno allo stesso punto di partenza. Qui vive ancora Franco Nanni detto il Cecione, primo maestro di Jarno. Dicono in paese: non si ? mai sposato per colpa dei kart, una passione troppo grande. E' suo il Nannik Racing Team. Il Cecione che correva col kart pure lui e una volta litig? con Ayrton Senna. Capitava a San Marino, percorso cittadino. "Io vinsi una manche, Senna l'altra. Pensavo di partire in prima fila, invece davanti ci fin? lui. Lo fermai e gli dissi: col tuo kart posso partire dall'ultimo posto. ti batto lo stesso. A ripensarci un po' mi dispiace di avergli detto cos?". Il Cecione coi Trulli ha una storia da raccontare. "Enzo la volpe il primo kart lo compr? da me per 160.000 lire, fu lui a portarmi Jarno e dirmi: vediamo se ci sa fare. Insegnare qualcosa ad un ragazzino con quel talento ? una fortuna. Jarno ? sempre stato abilissimo a gestire le gare: quando correva nei kart e c'erano, per dire, trenta giri, dopo dieci giri lui gi? pensava a come risparmiare le gomme: un fenomeno. Gareggiava con Fisichella: che sfide. Era un bambino speciale, avevamo la tenda dove stavano le macchine e lui era sempre l?, non si muoveva. Gli altri andavano a giocare a pallone e lui stava seduto a guardarmi altrove. Ah, c'? un'altra cosa bella di Jarno: lui le coppe che vinceva le regalava, ai meccanici, agli altri bambini. La coppa del primo mondiale vinto nel '91 l'ha data a me". Le trasferte a quei tempi le facevano col furgone, un vecchio 242 Fiat Iveco grigio: Olanda, Germania, Finlandia, partenza all'alba, ritorno subito dopo la gara perch? ogni giorno in pi? erano soldi che partivano, e non se lo potevano permettere. Il furgone era officina e camera da letto, sposte le gomme che tiriamo gi? la brandina. Franco, Lucio, Ezio, Jarno e suo padre. Gli altri figli di pap? arrivavano col Ferrari e il Rolex in bella mostra. Nati con la camicia inamidata, "mica come Jarno che si ? fatto da solo, ma veramente: se ? arrivato dove ? arrivato, ? merito del suo talento e della sua costanza", spiegano gli amici, "Qui in Abruzzo abbiamo la testa dura: Jarno ? come noi". Jarno figlio di Enzo che vendeva mobili e che oggi ? un asso fra le pentole, alle gare ci arrivava col furgoncino. La prima gara in F.3 la fece a Vallelunga. Aveva appena vinto il mondiale kart, si era fatto i primi soldi veri: 60 milioni. "Li invest? per pagarsi tre gare in F.3 su una macchina motorizzata Alfa Romeo. Fu una delusione enorme, la macchina faceva ridere. Mi disse: Ezio, io torno nei kart". Non ci torn?. Poi vennero i primi successi, poi arriv? "Katio er Cassamortaro", l'amico delle onoranze funebri di Francavilla al Mare che caricava la macchina di Jarno sul furgone tutto nero, poi venne la Minardi nel '97 e il primo ingaggio in F.1, poi venne tutto quello che viene prima di questa vittoria da sogno a Montecarlo. Poi venne domenica sera, che alla festa del principe Ranieri ci vuole lo smoking e Jarno non se l'era portato. "Che facciamo?" Ci ha pensato Briatore: un paio di telefonate e Jarno ha vestito giusto per il giorno giusto. Tollo lo far? cittadino onorario. Promessa del sindaco, Angelo Gialloreto. Jarno per Tollo ? il fratello che gira il mondo per? si ricorda da dove ? partito. Mica come Alda D'Eusanio, nata anche lei a Tollo. "Una volta and? in tiv? e disse: Tollo ha quattromila abitanti pi? una presentatrice" dicono e si vede che la cosa non gli ? ancora andata gi?. Jarno che da piccolo vedeva una macchina e andava a toccarla. Gli piaceva accarezzarla, vedi mai che si sente l'anima. Aveva tre anni, quando mamma Franca lo port? ad una esposizione di auto, lui vide la Brabham di Niki Lauda, stacc? la mano dalla presa della mamma e and? a sedersi: Toro Seduto sopra il bisonte, fammi la foto mamma. Jarno vive a Oxford, e a Montecarlo era vicino di pianerottolo di Loris Capirossi e il Re Leone Cipollini: altri mondi, l? hanno i citofoni con la videocamera, prima di entrare devi passare quattro porte, qui a Tollo bussi sui portoni. Chi ?? Io. E "io" ? sempre uno che conosci. Jarno che a Tollo ci torna ogni volta che pu?, perch? questi sono i suoi amici, "mica quelli della Costa Smeralda dove ci va perch? glielo ordina lo sponsor". Jarno che i suoi amici li porta al Billionaire di Briatore, ma senza spocchia, per divertirsi insieme a loro. Jarno al bar da Mino ci viene prima di ogni mondiale, brindano, poi si chiudono nella saletta: l'ultima volta hanno visto la cassetta dello scherzo fatto a uno del gruppo. E' uno che con le ragazze ? un po' impacciato, diciamo. Si erano messi d'accordo con una signorina disponibile. La signorina aveva per? sessant'anni, l'amico ci ? rimasto un po' cos?: Jarno ha riso come un matto. Qui a Tollo ricordano ancora quando qualche anno fa port? Jonathan Williams. Entr? nel bar da Mino e disse: "No thanks, non bevo, sono astemio". Jarno lo convinse: prova questo, e gli allung? un bicchiere di Montepulciano. Se ne and? una settimana dopo con le casse in macchina, bello e brillo da far paura. Il vino oggi Jarno lo produce: Podere Castorani, ad Alanno, ma un'altra cantina ? in costruzione "e sar? la pi? bella dell'Abruzzo", ha detto Jarno. Ci lavorano dal 2000, 18.000 bottiglie il primo anno, 135.000 oggi: ci sono lui e il padre Enzo, che si occupa della parte commerciale, c'? Lucio Cavuto, che fa il marketing, c'? Bruno Cavuto che si occupa della cantina e delle uve, e c'? l'enologo Luca Patricelli. Jarno ha firmato l'etichetta. C'? scritto che "sono i millesimi che fanno la differenza, in circuito come nei vigneti". Jarno che quattro anni fa ha comprato qui in paese una Fiat 500 d'epoca, bianca con le porte che si aprono al contrario come quelle di una volta, l'ha messa a posto e da queste parti gira con quella. Jarno che ha un braccialetto da cui non si stacca mai, gliel'hanno regalato i genitori, Jarno che ha la passione degli orologi e delle Harley Davidson, la prima gliel'hanno regalata dopo un Gran Premio in Finlandia, poi ? nato l'amore. L'altro amore, quello che fa battere il cuore pi? forte, si chiama Barbara, fa l'architetto, ? di Teramo, si sono conosciuti ad una corsa podistica in zona: lei accelerava e Jarno la raggiungeva, lei rallentava e Jarno faceva finta di avere il fiato rotto. Barbara ? una bella ragazza, bella di un bello vero, niente plastica e sorrisi a portafoglio: niente a che vedere con le fanciulle del paddock, messe l? come si mettono le palline sull'albero di Natale, per fare luce. Dicono che quando l'ha raggiunto a Montecarlo Barbara gli ha detto: "Zighi zaghe zighi za'". Li salutavano cos? i successi di Jarno coi kart, la filastrocca che porta bene: "Zighi zaghe zighi za'", chi glielo dice al Principe Ranieri che Jarno Trulli sul podio guardava il cielo finto di MOntecarlo e pensava a quello di casa sua, cielo a striscie d'Abruzzo che si beve tutto questo verde che c'? intorno e lo mescola alle nuvole: altro che principi, lustrini e paillettes, qui a Tollo mettono da parte una bottiglia di Montepulciano e preparano gli arrosticini. "Bella par?", fagli vedere chi sei e chissenefrega se la prossima volta vince Schumacher: tu sei Jarno Trulli che a nove anni aveva la stessa faccia di Paperino che ti porti addosso oggi, tu sei quello che disegn? il suo sogno e lo port? all'officina, attento a non macchiarlo con le mani unte d'olio. Le tettone sui calendari si sono date il turno, svogliate, mese dopo mese, anno dopo anno nell'attesa di un giorno che doveva arrivare. Eccoci, quel giorno ? arrivato. E il disegno ? ancora l?, sul muro scrostato dell'officina del Cecione: se gratti ci trovi la storia di Jarno Trulli, che part? da Tollo, infil? un tunnel e sbuc? felice a Montecarlo, come ha fatto domenica pomeriggio sul podio: telefona alla mamma e dille quanto ? stato bello

la famosa foto:

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