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La F1 in TV

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Libere 1 e libere 3 far? a meno di vederle, orari inumani... Libere 2, qualifiche e gara in diretta possono bastarmi ^_^

 

Circa 150 ore alla prima diretta pre-week end, tic tac tic tac tic tac...

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Il futuro incerto della Formula 1 in televisione di Franco Bortuzzo

 

[ Formula Audience ] 8 marzo 2013 – In questa occasione vorrei parlarvi, in particolar modo, di televisione e di Formula Uno, cose che mi vedono abbastanza coinvolto. La Rai, come avrete saputo e letto su F1P nell’intervista di Ezio Zermiani a Maurizio Losa, alla fine ha trovato un accordo degno di questo nome con Sky.

 

L’emittente di Stato trasmetterà una parte delle gare del mondiale di Formula Uno in diretta e una parte in differita. La Rai per darvi questo servizio, nel 2012, pagava 39 milioni di euro. Per il 2013 Sky Italia ha offerto alla Fom 55 milioni di euro ed Ecclestone non ci ha pensato due volte. Qualcosa in più, 65 milioni di euro (vado a memoria) ha offerto BSkyB inglese per strappare l’esclusiva alla BBC a fine 2011.

 

Alla conclusione della scorsa stagione agonistica il vecchio Bernie è stato particolarmente attivo sul mercato televisivo: in Francia e in Olanda si è affidato esclusivamente a televisioni a pagamento per la trasmissione delle gare del Circus nel 2013 (curioso, in particolar modo, rispetto alla Francia che ora può garantire tre piloti transalpini e una mezza scuderia come la Lotus Renault, oltre al motorista, sempre Renault, che fornisce i propulsori alla scuderia tricampione del mondo, la Red Bull), mentre negli States ha tolto un contratto storico a Speed Tv, per affidarsi al colosso NBC. In questi ultimi casi niente cifre, ma sono pronto a scommettere che la Fom ha preso più soldi che negli anni passati.

 

Nonostante la crisi imperante, Mister E è riuscito a garantirsi maggiori introiti, che significano soprattutto maggiori entrate per le scuderie (che ora sono pronte ad accaparrarsi il 65 per cento di queste entrate). Il problema, molto semplice, è che più la Formula Uno va alle tivù a pagamento e meno viene vista. Un caso per tutti, quello di BBC – BSkyB in Gran Bretagna. Dati alla mano, considerando undici gran premi 2012 (ma il risultato sulle 19 gare complessive non dovrebbe essere molto diverso) l’emittente di stato e quella privata di Murdoch hanno messo insieme poco più di 3 milioni e 700 mila spettatori di media a gara, circa 400 mila in meno di quanto riusciva a fare la BBC, in esclusiva, nel 2011. Oltre il dieci per cento in meno di spettatori a gara, non proprio bruscolini.

 

È possibile che qualcosa del genere accada quest’anno in Italia, e dovrebbe andare ancora peggio in Olanda e in Francia, dove la tivù pubblica, per ora, è stata completamente esclusa dalla possibilità di trasmettere le gare del mondiale. Eric Boullier, team manager Lotus, proprio qualche giorno fa ha lanciato il suo grido d’allarme: nemmeno 3,5 milioni di spettatori, complessivamente, seguono i GP dal vivo, circa 500 milioni sono quelli che li guardano in televisione, ma con il progressivo passaggio dal servizio pubblico a quello privato a pagamento, i numeri rischiano di essere ridimensionati notevolmente.

 

Sia chiaro, Boullier non ha sputato sopra i soldi in più che Ecclestone gli ha garantito (ha garantito alla Lotus Renault) vendendo a maggior prezzo i diritti che le televisioni pagano per far vedere il mondiale di Formula Uno. Però, visto che ora sono le tivù a pagamento in primis ad accaparrarseli, il rischio è quello di perdere percentuali a doppia cifra di spettatori, e non solo nella vecchia Europa. Come si suol dire, il gioco vale la candela? Difficile saperlo.

 

La Formula Uno è alla pari del calcio, che si può permettere – in Italia – di gioire quando Sky ottiene un ascolto pari a un milione e mezzo di spettatori per una partita di cartello (su 4 milioni e mezzo di abbonati, questo è il dato stimato, visto che Sky Italia cifre precise non ne fornisce), quando un incontro del genere farebbe non meno di 7-8 milioni di telespettatori se fosse possibile trasmetterla in chiaro, quindi non a pagamento.

 

Gli sponsor sono felici di questo ridimensionamento della visibilità? Si fa presto a dire che il pubblico a pagamento è un pubblico scelto, più mirato per le aziende che pubblicizzano i propri marchi sulle carrozzerie delle monoposto… Fanno schifo, agli sponsor, i dieci milioni generalisti (e più) che si guardano sulla Rai pubblica il festival di Sanremo, una partita della nazionale o il gran premio di Abu Dhabi?

 

Non voglio, vista la mia posizione lavorativa, parteggiare per l’uno o per l’altro dei contendenti, per la tivù pubblica o per quella privata. Vorrei solo mettervi la pulce nell’orecchio: con questa accelerazione (è dimostrato che la maggioranza dei paesi al mondo paga per vedere la Formula Uno in televisione), l’ultraottantenne Ecclestone vuole garantire un futuro sicuro al suo Circus o vuole semplicemente garantire gli ultimi soldi disponibili a sé e alla scuderie? Della serie, prendi i soldi (gli ultimi in circolazione) e scappa?

 

Per molti versi Ecclestone è riuscito, in questi anni, a trasformare il Circus in qualcosa di sempre più elitario. Le corse di macchine in Europa erano, e sono, uno sport elitario (se non hai i soldi, non corri, un detto che sembra sempre vero in questi ultimi anni), ma la progressiva chiusura del paddock ha allontanato sempre di più gli spettatori dai circuiti.

 

Quando Ezio Zermiani mi racconta dell’atmosfera dei paddock anni Settanta e Ottanta, sembra mi racconti tutto un altro film. Donne e motori dalla passione contagiosa, per intenderci. Ora ci sono dei paddock (Cina, Bahrein, solo per fare un paio di nomi) che sembrano dei cimiteri. Curiosamente l’anno scorso uno dei paddock e dei gran premi più animati è stato quello di Austin, Texas. Una nuova pista, ma vera (guarda caso il solito Tilke c’entrava poco), e tanto sano entusiasmo, quello di un Paese che non ha mai considerato lo sport motoristico un movimento elitario, anzi.

 

E allora, provocatoriamente, da uno come me che lavora in televisione, vi chiedo: non sarebbe più giusto pensare anche, ogni tanto, a quei (ormai pochi) 3,5 milioni di spettatori che i 19 gran premi li vedono dal vivo? Non dico di pensare a salotti inutili contingentati come sono Abu Dhabi e Singapore, ma a nuove Spa, a nuove Monza, dotate di un maggior numero di maxi schermi, di comfort migliori, senza per questo ridurre il numero di spettatori, anzi puntando ad aumentarlo? E a paddock più aperti, dove i piloti tornino ad essere protagonisti a disposizione del pubblico?

 

Così, forse, non si dovrà solamente seguire la strada dell’aumento spropositato dei costi dei diritti (che, un giorno, dovrà necessariamente avere uno stop), tornando ad una soluzione più equa che permetta al servizio pubblico di essere tale: se c’è un evento sportivo di portata internazionale deve poter essere visto dalla maggioranza della popolazione senza pagare. E chi invece desidererà avere un servizio accessorio (telecamere on board, grafiche virtuali, commenti speciali, eccetera) lo pagherà, ma senza arrivare agli eccessi di questi tempi. Così, forse, gireranno meno soldi e anche le scuderie saranno costrette a spendere qualcosa in meno. Ma quei pochi che ci saranno, torneranno ad avere un valore reale, con spettatori “veri”. E anche con piloti veri, tutti e 22.

 

***

 

In relazione al mio articolo del 18 febbraio sulla chiusura del Museo Storico Alfa Romeo di Arese, tornerò alla carica per potervi far vedere il bendidìo che c’è all’interno di quella esposizione, chiusa da inizio 2011. Nel frattempo ho pensato di andare a sentire il parere dell’ex sindaco di Arese, Gianluigi Fornaro (fu lui che chiese ai Beni Culturali di mettere il vincolo al museo, nel concreto timore che i preziosi modelli venissero svenduti a chissà chi), di Michela Palestra, una ragazza che sta cercando di fare qualcosa di buono per questa cittadina che negli ultimi anni ne ha passate di tutti i colori, e della stessa Sovrintendenza regionale. A presto ulteriori notizie e novità sulla vicenda, visto che l’ufficio stampa del Gruppo Fiat ci avrebbe promesso a breve un chiarimento al riguardo.

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L'analisi di bortuzzo è secondo me corretta (strano, dov'era quando doveva fare analisi sensate alla rai?) però alla fine la storia è sempre la stessa; seguo la f1 dal 1997, e che io ricordi ci sono sempre stati dei piagnistei sul fatto che ecclestone fosse vecchio, che non bisognava abbandonare l'europa per paesi dove la f1 non se la filava nessuno, che la pay tv non era da prendere in considerazione, che le squadre avrebbero fatto le valigie per il campionato alternativo. Risultato? Bernie è ancora lì, l'europa ormai perde i pezzi e un paese come la francia da 6 anni manco ha il gp, la pay tv è realtà e ormai rappresenta il futuro, e sul campionato alternativo stendiamo un velo pietoso. E' ovvio che bernie voglia raccattare gli ultimi soldi disponibili; se la crisi continuerà la pubblicità diminuirà costantemente come sta già avvenendo sulla carta stampata, soprattutto se i gp dovessero fare 1/4 degli spettatori che facevano prima, ma tanto ai gran capi che piangono da anni ma che ad ogni bonifico di bernie si leccano i baffi, che gliene frega, non saranno certo loro a pagarne le conseguenze, ma tecnici, meccanici ecc... Loro sono solo chiacchiere e distintivo. E speriamo che Boullier ci faccia sapere cosa ha scoperto mentre "monitora la situazione".

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Luned? 11 alle 19 il primo gp storico (Melbourne 94). Non la gara intera ma un highlights di mezz ora.

Poi a seguire Australia 1999, 1995, 2000 e 2007

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Lunedì 11 alle 19 il primo gp storico (Melbourne 94)

Melbourne 94?

Edited by Smirk86

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Il primo appuntamento per il week-end di gara è Giovedì alle 05:00 con la conferenza stampa.

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Lunedì 11 alle 19 il primo gp storico (Melbourne 94). Non la gara intera ma un highlights di mezz ora.

Poi a seguire Australia 1999, 1995, 2000 e 2007

 

voglio vedere barcellona 96 :cray:

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voglio vedere barcellona 96 :cray:

 

Per quello dovrai aspettare il Gp di Spagna, non credo lo facciano mancare. Anche perchè le edizioni di quel gran premio da ricordare veramente sono poche: 1981, forse1986, 1991 e quella già citata.

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Sapevo che qualcuno l'avrebbe citata, ma, onestamente, a parte la rottura di Hakkinen all'ultimo giro fu un gran premio che non disse molto.

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fatto il contratto con sky, in settimana vengono a installare tutto

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Io non festeggiai per niente in quell'occasione. Gi? per Hakkinen fu un'annata difficile, poi anche la beffa per motore in fumo all'ultimo giro...

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Visto che stavolta danno le gare australiane per diversi anni, magari faranno cosí anche per le altre :)

Anche anni fa facevano cosi prima dei GP. Davano gli highlights delle varie gare vecchie. Adesso con un canale dedicato potevano ancha fare un piccolo sforzo a mandare tutta la gara. Degli highlights non me ne faccio niente.

 

2001 :asd:

http://www.youtube.com/watch?v=GucAn1mp99I

Edited by The-Flying-Finn

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Interessante anche Melbourne 2002, col volo di Ralf Schumacher in partenza sopra Barrichello e Trulli che fa da tappo alla coppia MS - JPM nella prima parte di gara prima di girarsi per problemi ad una sospensione all'uscita della prima esse. Bello il sorpasso e il contro sorpasso dopo il rientro della SC sempre tra il tedesco e il colombiano.

 

Sono d'accordo con la messa in onda delle sintesi delle gare storiche, le gare intere spesso annoiano, anche se va detto che alcune meritano di essere mandate per intero perch? pi? movimentate/significative (Donington '93, Montreal '95, Spa '95, Barcellona '96, Jerez '97, Buenos Aires '98, Spa '98, Monza '98, Suzuka '98, Sepang '99, Suzuka '99, Hockenheim 2000, Spa 2000, Suzuka 2000, Sepang 2001, Interlagos 2001, Melbourne 2002, Magny Cours 2002, Zeltweg 2003, Silverstone 2003, Monza 2003, Indy 2003, Suzuka 2003, Monza 2004, Imola 2005, Budapest 2006, Shanghai 2006, Suzuka 2006, Nurburgring 2007, Shanghai 2007, Interlagos 2007 etc etc...)

 

Poi in generale dovrebbero essere mandate per intero tutte le gare che hanno messo in palio il titolo iridato (anche se non era l'ultimo GP).

Edited by mscwin

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