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marcostraz

La Sicilia in ginocchio

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Sono stato spesso in Sicilia. Ho visto molti posti e vi garantisco che si costruisce ovunque, nell'assoluto menefreghismo ambientale. Non mi sorprende affatto che 20 cm di acuq piovana abbiano creatu un disastro. La tragedia ? figlia dell'abusivismo edilizio, pertanto si pu? dire con certezza che si ? trattato di una tragedia annunciata.

 

Ci sono delle immagini su internet. Ma quale sano di mente costruirebbe in una conchetta tra due colline senza ipotizzare che in caso di pioggia la conca si allagherebbe ?

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La scusa della povera gente che sta l? perch? non pu? andare altrove ? ridicola. Perch? se la casa ? di propriet? e sai che sta messa sotto una montagna terreno franabile, o la vendi o non la compri proprio. Se sei in affitto peggio ancora...

Tra l'altro la stessa gente era stata graziata gi? due anni fa, evidentemente non hanno imparato bene la lezione.

Glieli dai tu i soldi per trasferirsi altrove? Perch? voi non lo sapete, ma qui in Sicilia non si naviga certo nell'oro...io abito a Catania, e ci sono quartieri in cui non c'? l'acqua corrente...ma probabilmente si pensa che la Sicilia sia tutta come la Panarea di Alessia Merz...

 

IL COMMENTO

Non chiamatela calamit?

di GIOVANNI VALENTINI

 

Una valanga scura di fango, macerie e detriti che invade le strade, sbriciola i muri, travolge le auto, ghermisce case e negozi, sommerge porte e finestre.

 

Se non le avete ancora viste, andate a sfogliarle una per una su Repubblica.it le foto di Giampilieri, frazione di Messina sulla costa dello Stretto, scattate il 26 ottobre 2007. E' una retrospettiva di immagini impressionanti, la documentazione fotografica di un disastro annunciato che purtroppo s'? ripetuto ieri con la puntualit? irrevocabile della rovina e della morte, provocando un'altra strage nella memoria dolente del Malpaese.

 

Sono passati due anni da quell'avvertimento e, per ammissione dello stesso comandante in capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, non ? stato fatto niente per prevenire ed evitare un tragico replay. Per incuria, per abbandono, per irresponsabilit? di tutti coloro, amministratori locali, politici nazionali, uomini e donne di governo, che avrebbero dovuto intervenire per tempo.

 

Di quale autonomia si appropria allora il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, se proprio sul suo territorio un nubifragio arriva a uccidere tanti cittadini inermi? Di quale ambiente si occupa il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo da Siracusa, quando proprio nella sua isola un'alluvione pu? generare una tale catastrofe? E soprattutto, di quale Ponte sullo Stretto vagheggiano i governanti del centrodestra, mentre non si riesce neppure a proteggere le colline e le strade che franano sotto la pioggia proprio in quell'area?

 

Ha perfettamente ragione il Capo dello Stato a invocare maggiore sicurezza piuttosto che "opere faraoniche". C'? una sproporzione intollerabile fra la retorica megalomane delle cosiddette grandi opere e l'ignavia rituale delle piccole opere, quelle normali, regolari, quotidiane, che sarebbero utili per impedire il saccheggio del territorio; la speculazione edilizia e la cementificazione selvaggia; o soltanto per provvedere alla manutenzione ordinaria dei paesi, delle citt?, delle infrastrutture. Un gap indecente intessuto di affari, di abusi e di scempi che producono un danno irreparabile all'intera collettivit?: alla popolazione, innanzitutto; ma anche all'ambiente naturale, al paesaggio o perfino al turismo e quindi all'economia.

 

? proprio il governo del territorio che manca o difetta, e non certo da ieri n? soltanto in Sicilia, nell'amministrazione pubblica nazionale. Tanto pi? in un Mezzogiorno d'Italia abbandonato a se stesso, relegato nel suo progressivo degrado, consegnato all'emarginazione dell'illegalit? e della criminalit? organizzata. E nonostante i ricorrenti e accorati appelli del presidente della Repubblica, l'antica e irrisolta "questione meridionale" sembra rimossa ormai dall'agenda nazionale, dall'ordine del giorno di un governo d'ispirazione nordista, dominato da una preminente tendenza separatista o addirittura secessionista.

 

Ma il peggio ? che non impariamo niente dai disastri, dalle catastrofi, dalle tragedie precedenti. Dalle alluvioni, dalle frane, dai terremoti. Senza disconoscere qui l'impegno profuso in Abruzzo dal governo di centrodestra, dalla Protezione civile e dai volontari, alla fine il trionfalismo mediatico sembra prevalere sul senso del rigore e della responsabilit?, in una sorta di reality permanente, uno show autocelebrativo finalizzato pi? che alto a fare ascolti e a raccogliere voti.

 

Vogliamo costruire nuovi ponti e nuove autostrade, ma non abbiamo strade sicure e non riusciamo a fare una manutenzione regolare nelle grandi citt? nemmeno per coprire le buche o riparare i marciapiedi. Vogliamo i treni ad alta velocit?, ma quelli dei pendolari sono indegni di un Paese civile e gli altri per lo pi? scomodi e sporchi. Vogliamo installare le centrali nucleari, ma la rete elettrica fa acqua da tutte le parti e intanto produciamo meno energia solare della fredda Germania.

 

In un Paese senza catasto edilizio, o con un catasto a dir poco obsoleto, non c'? una mappa aggiornata delle zone a rischio idrogeologico; un censimento effettivo delle aree pericolanti; un registro o un inventario completo delle tante Giampilieri che al nord, al centro o al sud, insidiano l'assetto del territorio. E soprattutto, non c'? un protocollo ufficiale, regione per regione, su cui pianificare un programma di interventi mirati per la difesa del suolo, in base a una scala di priorit?.

 

Queste non sono calamit? naturali. Eventi imprevedibili o incontrollabili. Sono colpe e omissioni che chiamano in causa precise responsabilit? politiche, amministrative e spesso anche giudiziarie.

 

http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/c...o-calamita.html

 

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Scusa tanto eh, ma quelle case l? non ci dovevano stare! Perch? o sono abusive (e la colpa ? di chi le ha costruite violando la legge), o hanno avuto permessi che nn dovevano avere (e la colpa ? sia di chi ha dato i permessi, sia di chi li ha chiesti). Io solo questo vedo.

 

Mi dispiace dirlo ma se la sono cercata, nel senso che l? non dovevano costruire.

 

Detto questo (che per me ora come ora ? secondario) bisogna pensare ad assistere gli sfollati, e dargli case regolari!

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nel senso che l? non dovevano costruire.

Questo ? ovvio...

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Glieli dai tu i soldi per trasferirsi altrove? Perch? voi non lo sapete, ma qui in Sicilia non si naviga certo nell'oro...io abito a Catania, e ci sono quartieri in cui non c'? l'acqua corrente...ma probabilmente si pensa che la Sicilia sia tutta come la Panarea di Alessia Merz...

 

Lo dici a me che vivo a Licata? :hihi:

 

Se hanno avuto i soldi per trasferirsi l? li avevano anche per trasferirsi altrove, anzich? farsi la casa a 20metri dal mare e 50 metri sotto la montagna bastava farsela o affittarsela altrove, non penso che i prezzi da un paesino all'altro cambino molto, non ho mica detto che dovevano andare a vivere a Roma...

Ripeto, chi costruisce (abusivamente per giunta) in certe zone, ? un criminale, chi va ad abitarci o ? un co****e o ? ignorante. Siccome da quello che ho sentito tutti sapevano che il rischio c'era e anche serio, visto che appena 2 anni fa sono stati miracolati, propenderei per la prima.

Io sono il primo a dire che in Sicilia c'? del marcio nelle PA, ma quelle sono espressione diretta del popolo spesso e volentieri.

Anche l? chi ? causa del suo mal pianga se stesso. Mi spiace, ma non provo nessuna pena per chi le disgrazie va a cercarsele.

Andare ad abitare in quelle case ? come andare a fare il bagno con gli squali...

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anzich? farsi la casa a 20 metri dal mare e 50 metri sotto la montagna bastava farsela o affittarsela altrove

 

Il tuo discorso ? un po' crudo ma, ahim?, condivisibile.

 

Il problema restano sempre e comunque le scelte delle persone.

 

Il mio paese, nella Romagna ricca e progressista, ? stato fondato circa 1000 anni fa in riva ad un piccolo fiume, il Senio. Molte case sono state costruite nel dopoguerra proprio a ridosso dell'argine sinistro. Un contadino l'ha costruita addirittura dentro la zona golenale. Oggi una legge regionale vieta di costruire entro 250 metri dall'argine.

 

Circa quindici inverni fa, in seguito alle pioggie intense che si susseguirono per circa una settimana, ci fu una grossa piena del Senio che fece scattare l'allarme. Buona parte della cittadinanza pass? una notte ad accatastare sacchetti di sabbia sugli argini per alzarli (la piazza del paese ? a 50 metri dal fiume).

Quella notte, a lavorare sotto la pioggia, c'era anche un imprenditore locale, molto ricco, la cui casa (costruita negli anni '70) sorgeva a non pi? di 20 metri dall'argine e a 50 dal letto del fiume. Accanto alla casa c'era anche un capannone di sua propriet?, affittato ad un elettrauto. Fortunatamente il fiume non strarip? e tutto torn? alla normalit?.

 

Nel 2000 o gi? di l?, il ricco imprenditore di cui sopra ha demolito il capannone dell'elettrauto e al suo posto ha fatto costruire una villa da 450 mq con piscina. Lui ha la possibilit? di costruire come e dove gli pare (? pi? che milionario), eppure ha edificato la casa nella quale vive con la moglie ed il figlio in una zona pericolosa, pur essendo consapevole del rischio che corre. E nessuno mi ha ancora spiegato perch? gli sia stato consentito di costruire la villa proprio l?, contravvenendo ad una legge regionale, e vi posso garantire che le sue idee e l'impegno politico suo e di suo figlio sono su posizioni opposte sia alla giunta regionale che a quella comunale.

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Forse non vi rendete conto che in Sicilia per molta gente non c'? scelta...voi parlate di traferirsi, di costrursi casa altrove...ma vi rendete conto di cos'? la Sicilia? Ma con quali soldi questa gente si sarebbe dovuta trasferire altrove, due anni fa? Qua c'? gente che a Catania, (non sui monti sperduti, ma nell'ottava citt? d'Italia) non ha l'acqua corrente, e voi mi venite a parlare di trasferirsi? Cio?, pensate che quei paesi sono nati 5 anni fa e che la gente ci ? andata a vivere, lasciando dei posti sicuri, perch? c'? il bel panorama? Quella ? gente che l? c'? nata da generazioni, e che per la gran parte non ha manco i soldi per tirare avnti ogni mese, e voi mi parlate che se ne dovevano andare a vivere altrove? E con quali soldi?

 

Al massimo, secondo me, si pu? dire che la gente paga la classe politica che abbiamo, che ha permesso questi scempi, che non ha educato le persone al rispetto dell'ambiente, che ha preso in giro le persone dicendo che non c'era pericolo, che quando c'era chi avvertiva di suddetto pericolo diceva che erano fesserie e che la priorit? era un'altra...ma non si pu? additare le persone ed essere praticamente contenti della loro morte per il solo motivo che sono povere, disaggiate e ignoranti..

 

Ed inoltre, con quali soldi noi siciliani dovevamo sistemare le cose, se i fondi Strutturali per le aree sottosviluppate che l'Unione Europea stanzia per noi vengono dirottate in altre zone d'Italia (non sottosviluppate)?

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Io alla storia dei morti di fame ci credo fino a un certo punto. Sicuramente ci sar? qualcuno che non ha la possibilit? neanche di mangiare, ma la maggior parte, e mi ci gioco le palle perch? anche dalle mie parti (e non solo) ? cos?, chi piange la fame poi ha almeno 2 case, o 1 casa e una villetta al mare, un paio di macchine, per? non arriva a fine mese.

E comunque ripeto, anche se fossi l'ultimo dei morti di fame, non metterei piede in una casa costruita in quel posto neanche se me la regalassero.

Perch?, continuo a ripeterlo, se abtiano l? vuol dire che:

 

1) hanno (almeno) una casa di propriet?, per cui possono venderla e trasferirsi anche nel paese affianco, non dico a Roma...

2) sono in affitto, ancora pi? semplice, affittano una casa altrove, i prezzi sono quelli, non raccontiamoci balle, ci sono 20mila paesini nell'hinterland di Messina, non penso che costeranno il doppio rispetto a dove abitano ora.

 

Se non l'hanno fatto ? per ignoranza o per mancanza d'iniziativa, per usare un termine pi? educato. Ma la solfa sempre quella ?... inutile piangere miseria e attaccarsi ai soldi, ai politici e alle solite scuse (per carit? valide, ma in altri contesti), qui ? questione di accettare o meno un rischio (stra)conosciuto. Lo hanno accettato, ne accettino le conseguenze senza fare sceneggiate e attaccarsi a questa o quell'altra scusa.

A me umanamente dispiace, perch? ci va di mezzo anche gente innocente come i bambini, gli anziani, ma la responsabilit? pi? grande ce l'ha chi ha continuato a viverci in quei posti.

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fare paragoni tra nord e sud in termini di edilizia non ha senso visto che qua ? tutta pianura e giu ? tutta montagna.secondo me bastavano un p? di alberi e non veniva giu niente

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fare paragoni tra nord e sud in termini di edilizia non ha senso visto che qua ? tutta pianura e giu ? tutta montagna.secondo me bastavano un p? di alberi e non veniva giu niente

 

Le dolomiti e le alpi le hanno spianate? :hihi:

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e vab? era per dire che gli pazi ci sono al nord.un p? meno al sud

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? come con lo tsunami: se non devastavano le foreste di mangrovie le acque non sarebbero penetrate cos? all'interno e nn avrebbero fatto tutti quei morti. L? a Messina bastava nn fare i disboscamenti selvaggi.

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a sto fatto dei poveri siciliani non ci credo manco un po', qua a napoli ? lo stesso col vesuvio. costruiscono, bene sai qual ? il rischio e non ci vai ad abitare e compri casa.

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a sto fatto dei poveri siciliani non ci credo manco un po', qua a napoli ? lo stesso col vesuvio. costruiscono, bene sai qual ? il rischio e non ci vai ad abitare e compri casa.

ma comunque una storia simile fu quella di Sarno nel 1998...mi pare che anche l? c'erano responsabilit? non indifferenti della gente...quindi non credo che basta scomodare per forza il Vesuvio...basta vedere cose che sono gi? accadute...

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no aspetta ? una cosa diversa, a sarno avevano disboscato la montagna rendendo il terreno fragile e quindi con la pioggia ? sceso tutto gi?, le case non c'entrano tanto.

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Quelli che piangono la fame e poi hanno 3 case e 3 macchine ci sono ovunque, ahim?, proprio per questo se vanno ad abitare in certe zone sono 3 volte co****ni.

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Voi credete che un tizio che costruisce una casa su un suo terreno abbia sicuramente le nozioni necessarie per valutare i rischi?

Voi credete che il governo quando fa le sanatorie per fare cassa non ha alcun obbligo nel valutare i rischi?

Voi credete la gente si debba fidare del governo anche quando non muove un dito (o lo fa con velocit? biblica) dopo una quasi tragedia?

Voi credete che il governo ci faccia pagare tasse su tasse per il nostro bene, e che utilizzi i soldi per la nostra sicurezza?

 

Se voi credete a quanto sopra, beh, benvenuti in italia!

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no aspetta ? una cosa diversa, a sarno avevano disboscato la montagna rendendo il terreno fragile e quindi con la pioggia ? sceso tutto gi?, le case non c'entrano tanto.

boh sinceramente non so i dettagli della vicenda...sar? una settimana che non vedo un telegiornale...per? sta di fatto che ? una tragedia analoga...ora che sia l'opera dell'uomo sulla natura o che sia la scelleratezza di qualcuno che costruisce in zone pericolose...la sostanza non cambia molto.

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...sar? una settimana che non vedo un telegiornale...

 

Non preoccuparti, vista la qualit?, non ? che seguendo un tg ci si pu? definire persone "informate" :hihi:

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boh sinceramente non so i dettagli della vicenda...sar? una settimana che non vedo un telegiornale...

Fai bene, ti risparmi un bel po' di stress..

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