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Phoebe4Ever

Tazio Nuvolari

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Brauchitsch e Nuvolari chiacchierano prima del G.P. di Donington 1938.

 

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Nonostante lo strapotere del giovane Rosemeyer e dell'Auto Union che dominano l'annata e si laureano Campioni d'Europa 1936, Nuvolari disputa comunque una delle sue stagioni migliori, vincendo i G.P. d'Ungheria, di Barcellona, di Livorno, di Milano (battendo cos? 4 volte i bolidi tedeschi) diventando per la terza volta campione d'Italia (1932-1935-1936).

 

A fine anno vola negli USA per disputare la rediviva Coppa Vanderbilt sul nuovo circuito di Roosevelt Field a New York, dove lo attendono molti dei "diavoli di Indianapolis".

 

Nonostante problemi al motore che funziona solo a 11 cilindri anzich? 12, Nuvolari sulla sua Alfa 12C stravince battendo di ben nove minuti la Bugatti di Wimille e di tredici minuti l'Alfa gemella di Brivio, surclassando tutti i piloti e le vetture made in USA.

 

Pur se si tratta di una vittoria piuttosto facile, la notoriet? di Nuvolari ? pi? che mai planetaria.

Tazio vinse anche un mega-assegno di 80'000 dollari, che sventatamente dimentic? in albergo al momento della partenza, finch? non venne precipitosamente recuperato.

 

Oggi la Coppa Vanderbilt ? di propriet? del Museo Nicolis a Villafranca di Verona, la vidi dal vivo nel 2006.

 

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....ovviamente, la stampa italiana, in ossequio alle direttive del regime fascista, esaltava in modo roboante la vittoria di Tazio, parlando di "supremazia italiana" quando in realt? ormai da un paio di anni dominavano i team tedeschi della Mercedes e dell'Auto Union (che in America non c'erano, mentre l'anno dopo ci saranno eccome, e infatti nel '37 la Coppa si disputer? interamente nella forma di un nuovo duello tutto tedesco, con Nuvolari e l'Alfa tristemente costretti al ruolo di comprimari).

 

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Edited by sundance76

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Alla partenza del G.P. di Francia 1939 a Reims e, foto sotto, in gara, a 230 all'ora in controsterzo alla Virage de l'Hovette:

 

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Edited by sundance76

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Achille Starace, segretario nazionale del Partito Fascista, con Nuvolari a Monza, sulla griglia di partenza del G.P. d'Italia 1932 (5 giugno), debutto vincente della mitica Alfa P3.

 

Starace ? quel gerarca fascista che invent? il motto che invita a "darsi all'ippica" :asd:

 

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Edited by sundance76

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Segnalo anche qui che da pochi minuti ? cominciata la replica su Rai Sport Due della trasmissione dedicata a Nannini e Nuvolari con i giornalisti Zermiani e Cancellieri in studio coordinati da Bulbarelli.

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Lettere di appassionati.

 

"Caro Tazio, dopo aver perso un'intera giornata davanti a un apparecchio radio, ho dovuto provare la tremenda disillusione di sentire che sei stato polverizzato dal tuo rivale. Ti avrei strozzato".

 

:asd:

 

Canonico Martino, Sant'Agata di Militello, maggio 1933.

Edited by sundance76

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Dal dossier di AS postato nel blog dell'utente milo temesvar, segnalato qualche post pi? su, ecco alcuni stralci dove l'autore Cesare De Agostini, dopo aver accennato alle straordinarie cinque vittorie di Nuvolari tra il '35 e il '36 contro i bolidi tedeschi, esprime la sua opinione personale su quale sia davvero la pi? bella vittoria di Nuvolari, dando le sue motivazioni.

 

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Un "salto" al 1938 :

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Peccato non sapere cosa c'era scritto nella copia "allegata" :D

 

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Infatti, magari era riferita alla partecipazione da parte di Nuvola ad un gp :boh: Anche se personalmente credo di no.

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In occasione dell'anniversario della sua nascita (Castel d'Ario, 16 novembre1892Mantova, 11 agosto1953) vi segnalo l'articolo di Amarcord su Tazio Nuvolari scritto dal nostro Andrea Villa

 

http://f1grandprix.m...tovano-volante/

 

Tazio Nuvolari: il mantovano volante

 

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unito

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Ezio Zermiani: L’Alfa Romeo 8C 2300 di Tazio Nuvolari

 

 

[Video] 24 maggio 2013 – Il nuovo video di F1P dedicato alla storia delle competizioni. L’Alfa Romeo 8C della Collezione Righini. Progettata da Vittorio Jano nel 1930 ed è una delle più famose supercar della Casa milanese. La sigla, derivante dal fatto che il motore era a 8 cilindri, è stato ripresa per il modello 8C Competizione presentato al Salone dell’automobile di Francoforte del 2003.

La prima versione del 1931 montava un propulsore da 2.300 cm³ di cilindrata, da qui la sigla 8C 2300; vettura progettata per le corse dominò nel 1931 e nel 1932 la Targa Florio con alla guida Tazio Nuvolari. Il suo dominio nella corsa siciliana proseguì, con le versioni successive del modello fino al 1935. Venne soprannominata Monza per la sua vittoria al Gran Premio d’Italia ma le sue vittorie in quegli anni furono svariate, in tutte le maggiori competizioni del tempo, come la Mille Miglia e la 24 ore di Le Mans.

L’ultima della serie, prodotta sino al 1939 e conosciuta come 8C 2900 Mille Miglia presentava un aumento della cubatura sino a 2.900 cm³. La 8C 2900 B “berlinetta” è una vettura da competizione realizzata nel 1939 attualmente di proprietà del Museo Storico Alfa Romeo.

Il progettista, Vittorio Jano: “Il vero problema nuovo è quello dei materiali. E’ un problema metallurgico. Occorrono materiali che accoppino grande leggerezza a grande resistenza. Molti organi di una vettura da corsa sono gravati da materiali pesanti, a tutto detrimento della vettura considerata come rendimento. La tecnica del telaio, per esempio, non è tecnica di disegni che in piccola parte. E’ tecnica metallurgica, invece, in maniera preponderante. Gli indiscutibili successi colti dall’industria automobilistica tedesca in questi ultimi tempi sono legati ai grandi passi fatti di recente, mercé il grande studio e la encomiabile organizzazione, dall’industria metallurgica teutonica. Poter fare una macchina di 4 litri che pesi 7 quintali e mezzo e schierarla contro macchine di ugual peso ma con una cilindrata di 3 litri significa disporre di un grande margine di velocità sugli avversari.” (1936)

Enzo Ferrari: “Il giorno in cui uscii dall’Alfa Romeo, mi resi conto che si facevano cose meravigliose, ma c’erano anche grosse lacune. Jano ebbe il vantaggio di trovarsi in un ambiente con ottimi esecutori per le sue idee e dove si adoperavano materiali e tecnologie d’avanguardia. Ad esempio, nel campo della fonderia, nel settore metallurgico, l’Alfa era all’avanguardia. Se si pensa che negli anni Trenta i cilindri delle nostre monoposto erano fusi in lega leggera e la sede delle valvole non era riportata: la valvola funzionava sul metallo leggero indurito… E per la 6C 1750 erano già stati fatti alcuni esemplari del telaio in duralluminio stampato.” (1981) F1Passion

 

http://youtu.be/gDkSYOLlJuM

Edited by The King of Spa

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grande il signor Righini che non vende all'americano perchè non è un vero appassionato :up:

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