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Mito Ferrari

Tute

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Avevo dimenticato questa:

 

 

sennalotus.png

 

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Come mi stanno?

 

p1010164.th.jpgp1010163.th.jpg

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Come mi stanno?

 

p1010164.th.jpgp1010163.th.jpg

 

:up:

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Come mi stanno?

 

p1010164.th.jpgp1010163.th.jpg

 

Da dove saltano fuori?

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Da qui (4'54")

 

 

Lo avevo immaginato.

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A me piace molto questa:

 

f1_grl_2.jpg

 

Anche perch? contiene, se non sbaglio, Alessandra Ambrosio...

 

Comunque la mia preferita ? la tuta del Bovino del 2007.

Primo perch? aveva un taglio strano diverso dal solito...

E poi perch? la vedo in bella vista ogni giorno appesa al muro in camera mia.... :hihi:

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ecco,proprio oggi ho visto accanto ad un auto proprio brutta le tute + brutte degli ultimi 50 anni:quelle della renault!

 

Errore: la tuta pi? brutta ? un'altra.

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A me piace molto questa:

 

f1_grl_2.jpg

 

 

Meglio quello che c'? sotto. :hihi:

 

 

Ragazzi, ma che poca fantasia che avete :closedeyes:

Perch? non postate altre foto, invece di rigirarvi sempre la stessa?

 

Che ne dite di questa?

 

jennyraikkonen.jpg

 

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Come mi stanno?

 

p1010164.th.jpgp1010163.th.jpg

Quella di Kubica ti sta un po troppo abbondante. Comodi gli infradito? :superlol:

 

La pi? bella tuta ? quella che Schumacher indoss? a Monte Carlo 2006 :fear2:

31schu1M_m.jpg

Sembrava scolorita da una secchiata di varecchina... Forse lo era, nella foto Alonso pare essere infastidito proprio dall'odore della candeggina. :zizi: (era comunque infastidito :hihi: )

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Quella di Kubica ti sta un po troppo abbondante. Comodi gli infradito? :superlol:

 

:superlol:

 

Infradito con bandierina brasiliana, ovviamente. ;-)

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non so perch? ma ho sempre trovato questa tuta una figata

sign_dale_sr_standing_34_1152.jpgdale-earnhardt-jacket-1.jpg

qui con quella multicolore vecchia di jeff gordon:

t1_earnhardt.gordon2.jpg

Edited by Mito Ferrari

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questa molto bella x gli accostamenti dei colori

 

340x.jpgkyle-busch-wins-at-daytona.jpgkylebusch0708.jpg

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quelle di jeff gordon

 

jeff%20gordon.jpg021309-Jeff-full.jpg

03.jeff-gordon.jpg

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jimmie johnson 2006

 

t1_jimmie.johnson.jpg

 

2007

400px-JimmieJohnsonAugust2007.jpg

 

2008

johnson2.jpg

 

2009

LTLR_2009_Jimmiep3.jpg

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e ora.......jeff burton

 

tuta vecchia,con sponsor at e t :sbav:

 

burton-talladega.jpgJeff+Burton_08_NASCAR.jpg

 

e questa del 2009,con colori della caterpillar

610x.jpg270-88005416JB069_Toyota_Save_M2.embedded.prod_affiliate.158.JPG:sbav:

 

 

 

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mon15.jpg

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non so perch? ma ho sempre trovato questa tuta una figata

sign_dale_sr_standing_34_1152.jpgdale-earnhardt-jacket-1.jpg

qui con quella multicolore vecchia di jeff gordon:

t1_earnhardt.gordon2.jpg

 

hamilton ci sta due volte su questa tuta...ma quanto pesano i piloti americani?si dice che paul tracy non venne in f.1 perche' troppo grasso.

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hamilton ci sta due volte su questa tuta...ma quanto pesano i piloti americani?si dice che paul tracy non venne in f.1 perche' troppo grasso.

i piloti americani? :superlol:

ci sono di tutti i tipi,grassi,magri,alti,bassi...molto spesso puoi vedere delle vere e proprie botti :hihi: guarda x esempio gente come todd bodine,o altri grassotteli tipo skinner o benson o nemechek(che comunque sono anzianotti)

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Saluto innanzi tutto i partecipanti, poi, prima di addentrarmi in un aspetto delle corse che mi ha sempre interessato parecchio fin da bambino (lo sviluppo degli indumenti da gara), segnalo anche alcune curiose "fisse" che tre piloti avevano per il loro capo da lavoro: Mansell voleva sempre un girocollo lunghissimo (la parte con il velcro per intenderci arrivava spesso a met? collo), Senna invece le maniche pi? corte del normale (in abbinamento a guanti altrettanto corti, quando alzava il braccio in abitacolo si notava sempre tutto il polsino della tuta e spesso addirittura il polso nudo) e Villeneuvejr, se le faceva fare di due taglie in pi? e senza cintura.

Ordunque...

Gi? si ? detto di Les Leston che,nel suo negozio londinese,vendeva tutto l'occorrente per il pilota nei primi sessanta.

Le case di pneumatici facevano realizzare a lui le tute che fornivano poi ai professionisti pi? famosi.

Hill e Clark furono tra i primi ad indossare le tute in protex e probam prima a due pezzi e poi in versione intera.

I tessuti erano semplici cotoni trattati in bagni di cloruro di calcio, con scarsa resistenza alla fiamma (circa sette secondi)con l'aggravante di perdere le caratteristiche ignifughe gi? dopo il primo lavaggio.

Il passo successivo, nel '64, fu l'introduzione di fibre simili alla lana di vetro che conferivano alle tute un aspetto rigido e lucido. Trasmissibilit? del calore e costo elevato erano i loro punti deboli e addirittura qualcuno, nelle formule minori, causa ristrettezze economiche, ripiegava su modelli economici simili nel taglio ma di nylon: ci scapp? addirittura il morto, l'inglese Boley Pitard in f.3 a Monza.

La tuta "farlocca" gli col? letteralmente addosso causandone la morte per blocco renale a seguito dell'ostruzione dei pori. Da allora fu vietato l'uso di capi in nylon per uso agonistico nell'automobilismo.

Alla met? dei sessanta, nonostante Bonnier si ostinasse a sfoggiare ancora la maglietta, fu Stewart a dettare le regole della protezione, diventandone uno sperimentatore attento.

Fu tra i pochi (o forse l'unico) a provare una tuta in amianto e alluminio come quelle usate dai piloti di dragster in America, a Zandvoort nel '68, capendo in fretta che il peso, il calore e la drammatica vestibilit? non si addicevano alla durata di un Gran Premio n? alla postura all'interno della monoposto.

Ripieg? quindi su tute Hinchman di provenienza USA, accoppiandovi anche un sottotuta e un sottocasco in maglia di nomex.

Il Nomex era stato brevettato dalla DuPont nel '65,tecnicamente detto "fibra aramidica",pesante circa 170g/mquadrato, portava la resistenza al fuoco attorno agli 8 secondi, progresso contenuto rispetto al Protex/Probam ma a differenza di questi inattaccabile dal lavaggio.

Stewart successivamente adott? materiali della Naza, tute realizzate in Francia con fibre ceramiche, pi? leggere e confortevoli ma con il problema peculiare di questo materiale, la trasmissione del calore. Jackye arriv? ad indossare anche due sottotuta per ovviare al problema ( nelle foto lo si vede sempre pi? infagottato di tutti i suoi colleghi), pagando la scelta con grossi problemi di sudorazione e quindi disidratazione durante la gara.

Intanto in Italia si comiciarono a produrre capi in nomex grazie a Momo e Linea Sport e in breve quest'ultima divenne lo standard in F.1 fino al '74-'75, grazie alle tute in Fpt (fire proof textile), una fibra scoperta dal Prof.Chiarotto e prodotta su licenza Legler con percentuali di lana, fibra di vetro e materiali artificiali che difettava in confort essendo abbastanza ruvida, ma che carbonizzava dopo ben 30"di esposizione al fuoco.

In versione arancione pallido o azzurrina (Villeneuve al debutto e Lauda nel '74 per intenderci)andavano come il pane soprattutto da noi nelle formule minori, nonostante a vedere i modelli ad uno strato, quelli dell'austriaco e del canadese appunto, tanta sicurezza non ? che la infondessero.

Bandini, Courage, Schlesser, Siffert, Williamson, Revson morirono a seguito di ustioni, Ickx se la cav? a Jarama grazie ad una Hinchman in nomex, Regazzoni in Sudafrica, protetto solo da una Fpt prima dell'intervento di Hailwood, riport? ustioni solo ad una mano a causa del guanto logoro.

Lo stesso Lauda si ustion? il volto solo per aver perso il casco, la sua Maxessoires lo protesse a dovere dal rogo del Nurburgring.

In ogni caso il pericolo rogo era davvero presente tra i sessanta e i settanta, e lo sviluppo del materiale protettivo and? nella direzione dell'aumento di strati e pesi, risolvendo problemi e creandone altri.

Il calore ad esempio, difficile da sopportare in corse con alta temperatura al quale cerc? di ovviare Fittipaldi provando tute svizzere Maxessoires con tubazioni interne nelle quali circolava del liquido refrigerante (ci sono foto in giro sia coi colori Marlboro McLaren sia poi, con la Copersucar).

Spesso venivano applicati bavagli al bordo inferiore del casco (Scheckter, Hunt e lo stesso Fittipaldi ad esempio) per evitare di respirare fumi velenosi e creare una camera di sicurezza grazie al tubo dell'aria collegato al casco.

Dal '76 poi, divenne obbligatorio l'uso di tuta e sottotuta omologati.

Nel '77 DuPont present? il Nomex III, ottenuto aggiungendo una percentuale di Kevlar.

Sul finire degli anni settanta lo standard pass? nelle mani dell'americana Simpson con le sue splendide tute a quattro strati in nomex e kynol bianco lucido (nel '79-'80 le indossavano praticamente tutti), molti abbinandole ai tipici caschi da "star wars" della stessa casa.

Da l? in poi, grazie ai passi avanti fatti nella costruzione di serbatoi di sicurezza cominci? un processo inverso che porter? a met? anni 80 a vedere piloti con tute a due soli strati senza sottotuta (il famoso Rosberg a petto nudo e catenazza d'oro sotto la tuta gialla della Williams).

Si pu? dire che arrivati ad un buon grado di protezione da parte dei materiali si cominciarono a vedere varianti solo in direzione della vestibilit?: ricordo le francesi Stand 21, utilizzate da tutti dall'83 fin verso l'89-'90, ( sia in versione con le spalline longitudinali e la spalla elaticizzata che indossava Lauda nell'anno del suo ultimo mondiale cos? come Senna ed i piloti Renault, che in quella versione Prost o Arnoux con il colletto piccolo.

Contemporaneamente, oltre alla diffusione delle italiane Sparco e Omp, rimasta l'unica a tre strati (Berger dopo il botto di Imola '89 per un po' se le fece fare a quattro) , furono i particolari costruttivi a scandire i vari periodi, ad esempio i colli imbottiti realizzati in maglina morbida, pi? confortevoli, adottati nei primi novanta ( e poi per? spariti)o il fondamentale snodo di maglia nel giro spalla (la prima fu la Stand 21 mi pare, indossata da Senna nell'88)che permette di sedersi in un abitacolo e afferrare il volante senza sentire la schiena della tuta "tirare" verso il basso.

Oggi le novit? sono le tute di produttori provenienti da altri campi, tipo Puma o Alpinestars, che hanno portato innovazioni unicamente in campo stilistico, con cuciture di fantasiosa foggia e accoppiamenti di materiali pi? grintosi. Che differenza guardando le foto di Stewart pesantemente avvolto di tessuti scabri nell'abitacolo della sua Tyrrel e, uno a caso, Alonso con la sua tuta adatta anche alle passerelle di moda...

Ultimo appunto, col ritorno ai grandi carichi di carburante del 2010 non vorrei dover constatare che l'aspetto stilistico negli ultimi anni abbia portato ad uno scadimento qualitativo rispetto a ci? che una tuta da corsa deve fare quale unico scopo: proteggere l'occupante dalle fiamme.

,

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