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luke36

[Ufficiale] Ayrton Senna

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Vai Ayrton! Ti ho fatto conoscere pure alla mia classe attraverso la tua fondazione e parlando a loro di essa !

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Sono sicuro che gi? c'era...

Ma ? cos? bellaaaaaaaaaaaa!

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Un colpo al cuore.

 

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Sono sicuro che gi? c'era...

Ma ? cos? bellaaaaaaaaaaaa!

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:thumbsup:

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Bellissime Gio ed emozionanti, me le salvo subito

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Salvate tutte grazie Gio :up:

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Non so se ? gi? stato postato

 

http://www.youtube.com/watch?v=KXMwdY_f3t4&feature=related

 

 

Ezio era l'unico vero amico di Ayrton tra i giornalai italiani. L'unico di cui si fidava !!!

Non che voglia metterlo in dubbio ma ogni tanto anche Turrini ricorda la sua amicizia con Senna affermando che dopo la sua morte non ha mai pi? voluto avere amicizie con altri piloti.

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Semplicemente fantastico!

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http://www.youtube.com/watch?v=n9qZu7h5ys0&feature=plcp

 

Mi piace molto questo commento lasciato su youtube a riguardo di questo filmato. Mi ci ritrovo.

 

If I'm ever down, had a bad day at college, problems with a girlfriend or anything, I think of this film, to seek inspiration from Senna, because Ayrton inspires me to learn from everything mistake I make & give everything, I have.

Modificato da luke36

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Mi piace molto questo commento lasciato su youtube a riguardo di questo filmato. Mi ci ritrovo.

 

If I'm ever down, had a bad day at college, problems with a girlfriend or anything, I think of this film, to seek inspiration from Senna, because Ayrton inspires me to learn from everything mistake I make & give everything, I have.

Che dire Luca.. mi ci ritrovo alla perfezione!

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Non che voglia metterlo in dubbio ma ogni tanto anche Turrini ricorda la sua amicizia con Senna affermando che dopo la sua morte non ha mai pi? voluto avere amicizie con altri piloti.

Non credo. Quel che dice il giornalista ? un conto, ma non ricordo alcun riscontro concreto, ai bei tempi in cui Senna era vivo. Turrini ? un ottimo narratore di storie - intendo che scrive benissimo ed ? portato per far risaltare il lato umano anche in uno sport cos? impregnato di tecnologia - ma non scommetterei sul fatto che quello che scrive ? tutto vero. Di Senna, so per certo che l'amico vero era il fotografo Orsi. Non so di altri giornalisti, magari di alcuni si 'fidava' professionalmente e probabilmente Zermiani era uno di questi. Con Turrini forse avr? anche avuto un rapporto buono, ma dubito che fosse realmente di vera amicizia. Del resto, mi chiedo come Senna avrebbe potuto essere realmente amico di cos? tanti giornalisti/fotografi (Orsi, Zermiani, Turrini, ci metterei anche Cavicchi e di sicuro ne sto dimenticando), quando uno come lui aveva intorno ogni giorno non so quante decine di giornalisti di tutto il mondo. Tutti amici veri? O buoni rapporti professionali (ci credo di pi?)?

A proposito di Turrini vi ricordo che lui ha l'abitudine di far sembrare interviste i comunicati stampa (a partire da quelli di Schumacher); non dico sia scorretto, ma certo non riflette in maniera del tutto corretta il modo in cui ha ottenuto le dichiarazioni. Ci avete mai fatto caso? Poi, a proposito di racconti un po' 'pompati', mi aveva insospettito il suo articolo da Sepang della scorsa primavera, in ricordo di Simoncelli. Aveva fatto parlare due commissari di pista, ma in realt? quelle dichiarazioni suonavano strane, non del tutto autentiche. Almeno a me, ci mancherebbe.

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Si senza dubbio per lui gli amici veri di quando era in Europa erano Angelo Orsi e Giancarlo Minardi.

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Intervista ad Angelo Parilla "Ho scoperto un marziano"

 

 

?Ayrton era una persona educata, non rompeva mai, era calmo nei box ma quando scendeva in pista si trasformava e diventava il marziano che tutti conoscevano?. Chi parla ? Angelo Parrilla, 65 anni, fondatore della Dap insieme al fratello Achille e scopritore di Ayrton Senna, tre Mondiali vinti in Formula 1 (1988, 1990 e 1991), tragicamente scomparso a causa di un incidente il 1 maggio di 17 anni fa durante il Gp di Imola. ?Mio padre aveva un amico che era emigrato in Brasile ? racconta Parrilla -. I suoi figli correvano sui Kart: un giorno questo amico mi chiam? e mi disse che aveva visto un talento incredibile. Io investii su di lui e lo portai in Italia. Quel talento si chiamava Ayrton Senna?.

 

 

 

Il brasiliano sbarc? cos? nel nostro Paese ad appena 17 anni, ma fece subito capire di che pasta era fatto. ?La prima volta che lo vidi era un ragazzino ? ricorda Parrilla -. Con noi doveva correre il Mondiale di Le Mans. Lo misi su un Kart e dopo cinque giri faceva gi? gli stessi tempi del campione del mondo Terry Fullerton. Era un marziano, una palla di fucile?. La scoperta di avere per mano un vero e proprio fenomeno arriv? per? nel momento della gara. ?Chiaramente sul giro veloce era una scheggia, ma era la mischia il suo elemento naturale. Quando c?era la competizione, si esaltava. In gara faceva ci? che voleva: sorpassi a destra e a sinistra. Per me era un marziano?.

 

 

 

Senna ? sempre apparso come una persona riflessiva, pensierosa, quasi al limite della malinconia. ?A volte viveva in un incubo ? ricorda Parrilla -. Eravamo in viaggio per Le Mans e Ayrton mi disse di sentirsi fortunato, perch? aveva i soldi per correre mentre in Brasile tanti bambini morivano di fame. Era il 1978 e questo ragionamento arriv? da un ragazzino di nemmeno 18 anni?. Ma Parrilla, nei suoi anni trascorsi a fianco del campione di San Paolo, ha anche visto un Ayrton sorridente e spensierato: ?Eravamo a Fano per il Campionato Junior. Lui non correva, ma bazzicava nel box. Arriv? una ragazza molto bella e dopo qualche ora spar? con Ayrton. Due giorni dopo si present? a Parma per effettuare dei test. Lo rimandai a casa a dormire perch? era completamente distrutto da quelle 48 ore di fuoco?.

 

 

 

Quello tra Parrilla e Senna ? stato un rapporto di complicit? e amicizia anche dopo l?approdo del sudamericano in Formula 1. ?Non passava spesso a Rozzano a causa dei suoi impegni, ma mi telefonava costantemente. L?ultima volta che l?ho sentito fu il gioved? prima di quel maledetto fine settimana a Imola. Mi disse che voleva lasciare la Formula 1, perch? non stava bene alla Williams. Voleva che lo aiutassi a tornare in Brasile per correre sui Kart?. Il destino ha invece spento ogni sogno alle 14.17 del 1 maggio 1994, quando il piantone dello sterzo della sua Williams si ? rotto, facendolo schiantare contro un muretto della curva Tamburello. ?Non credo alla fatalit? ? ricorda tra il commosso e l?arrabbiato Parrilla -. Non poteva succedere una cosa del genere, perch? il piantone dello sterzo non si salda nemmeno sui trattori agricoli. Inoltre la Williams non ritir? la seconda vettura perch? doveva prendere i soldi della partenza. Ayrton ? morto sul colpo, ma fecero la scenetta di portarlo in ospedale per non annullare il Gp. ?The show must go on?, come dicono gli americani?.

 

 

 

Un legame, quello tra Senna e l?Italia, che si sarebbe rinforzato al termine di quel 1994, quando il brasiliano si era promesso alla Ferrari. ?Sarebbe andato a Maranello, era gi? tutto definito. La Rossa era un suo desiderio?. Senna lanciato nel mondo della corse da una casa italiana. Senna tragicamente scomparso, ed entrato nel mito dell?automobilismo a soli 34 anni, a Imola. Senna che avrebbe chiuso la sua carriera con la Ferrari. Un filo conduttore che lega in maniera indissolubile all?Italia quello che per molti ? stato il pilota pi? forte e spettacolare di tutti i tempi.

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