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Ferrarista

Il Drake

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Che io ricordi non ? mai stato aperto un topic per parlare approfonditamente di uno degli uomini che hanno dato la vita per le corse e le automobili sportive: Enzo Ferrari. Quest'uomo ha iniziato, molti anni fa, un Mito che ancora oggi continua a mietere vittorie e successi in ogni angolo del mondo...perci? mi farebbe piacere se gli esperti del forum dessero sfoggio delle loro conoscenze a proposito di questo personaggio indimenticabile...

 

A voi la parola...

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devo comprarmi un libro su di lui prossimamente

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Prologo.

 

Enzo Anselmo Ferrari nasce a Modena il 18 febbraio 1898 ma, a seguito di un'intensa bufera di neve che blocca tutte le strade (anche se l?archivio meteo di allora parla solo di freddo intenso e pioggia) la sua nascita viene registrata dal padre Alfredo con due giorni di ritardo, il 20 febbraio. La famiglia Ferrari sperava in una figlia femmina, visto che era gi? nato il primogenito Alfredo Junior detto Dino. La madre, Adalgisa Bisbini, era discendente di una antica famiglia della nobilt? rurale di Forl? mentre il padre Alfredo era di Carpi, in provincia di Modena, ed aveva avviato una prosperosa officina meccanica con oltre 30 dipendenti che permetteva alla famiglia di vivere agiatamente, infatti la sua era una delle 27 famiglie che a Modena poteva disporre di un?automobile.

 

All'et? di dieci anni il padre Alfredo lo porta assieme al fratello a Bologna ad assistere alla Coppa Florio, vinta da Felice Nazzaro, facendogli scaturire la passione per l?automobilismo. Nel 1912, dopo aver visto una foto di Ralph De Palma, pilota pugliese emigrato negli USA e diventato un grande campione, Enzo decide che da grande avrebbe voluto diventare un pilota automobilistico. ?La mia adolescenza ha conosciuto tre passioni dominanti, tre grandi sogni: tenore d?operetta, giornalista sportivo e corridore d?automobile. Il primo sogno sfum? per mancanza di voce e d?orecchio; il secondo resistette, ma in forma velleitaria; il terzo ebbe il suo corso, la sua evoluzione?.

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Bene...se questo ? il prologo immagino il resto...continua cos? gio... :up:

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La formazione scolastica di Enzo Ferrari ? abbastanza lacunosa (doppia bocciatura in prima superiore) cosa che sar? motivo di rimpianto nei suoi ultimi anni.

Il 1916 ? un anno tragico che vede le morti, a breve distanza l'una dall'altra, del padre per una polmonite e del fratello in seguito ad una malattia contratta durante il servizio di volontario nella Croce Rossa.

Dopo aver trovato lavoro come istruttore alla Scuola di tornitura dei Pompieri di Modena, durante la Prima Guerra Mondiale viene arruolato nel 3? Reggimento di Artiglieria da Montagna dove si occupa di ferrare gli zoccoli dei muli dell'esercito. Nel 1918 rischia la vita a causa della pleurite ma, dopo i ricoveri nei reparti dei ?senza speranza? degli ospedali di Brescia e Bologna, si salva miracolosamente.

 

Finita la Grande Guerra, Ferrari si trasferisce a Torino dove cerca lavoro presso la FIAT esibendo una lettera di presentazione firmata dal suo colonnello ma la grande azienda torinese non pu? accollarsi tutti i reduci del conflitto e cos? il giovane Enzo ottiene il primo grande rifiuto della sua vita.

?Era l?inverno 1918-?19, rigidissimo, lo ricordo con grande pena. Mi ritrovai per strada, i vestiti mi si gelavano addosso. Attraversando il Parco del Valentino, dopo aver spazzato la neve con la mano, mi lasciai cadere su di una panchina. Ero solo, mio padre e mio fratello non c?erano pi?. Lo sconforto mi vinse e piansi.?

 

Nel capoluogo piemontese Enzo fa conoscenza con un bolognese emigrato, un certo Giovannoni, il quale lo assume nella sua azienda dove si trasformano vecchi autocarri leggeri in autotelai da carrozzare. Il suo compito ? di collaudarli e condurli fino alla Carrozzeria Italo-Argentina di Milano, imparando cos? a guidare.

 

A Milano conosce Ugo Sivocci, collaudatore della CMN (Costruzioni Meccaniche Nazionali), che ne favorisce l?assunzione nell?azienda stessa in qualit? di collaudatore, lavoro che svolge con gioia. Proprio al volante di una CMN il ventunenne Enzo Ferrari intraprende la sua carriera di pilota automobilistico partecipando alla Parma-Poggio di Berceto del 5 ottobre 1919 classificandosi 4? di categoria.

Sull?onda dell?entusiasmo, Ferrari e Sivocci si recano in Sicilia per correre la Targa Florio. Durante il trasferimento la loro CMN (la vettura che poi useranno per la gara) viene bloccata su un altopiano abruzzese da una bufera di neve e accerchiata da un branco di lupi che Ferrari riesce a scacciare solo esplodendo alcuni colpi con la sua pistola.

 

Nel 1920 inizia a correre con l'Alfa Romeo con la quale conquista il 2? posto assoluto alla Targa Florio che gli frutta un premio di Lire 12.000, paragonabili a 12.000 Euro odierni. A met? novembre Enzo Ferrari conquista la prima vittoria nella categoria ?Macchine di Serie? imponendosi al Chilometro Lanciato di Gallarate. Al ritorno verso Milano l?euforico Enzo tampona niente meno che Antonio Ascari pilota affermato e padre del futuro campione del mondo di F1, Alberto.

 

Dopo una parentesi con una mediocre Isotta Fraschini IM, pagata con una montagna di cambiali, il ventiduenne Enzo si rivolge di nuovo all?amico Sivocci che lo presenta all?ingegner Giorgio Rimini, uomo intelligente e ricco di entusiasmo nonch? braccio destro di Nicola Romeo, presidente dell?Alfa Romeo. La figura dell?ingegner Rimini sar? l?esempio a cui si ispirer? Ferrari per la costituzione della sua Scuderia.

 

Con una Alfa Romeo ES Sport a disposizione, Ferrari vive un momento felice ed inizia anche la sua storia d?amore con Laura Garello, una ragazza di Torino che lo segue come un?ombra.

?Mi sono sposato giovanissimo, intorno al 1920. Non ricordo la data esatta perch? ho smarrito il libretto di matrimonio?.

In realt? il matrimonio con Laura avverr? solo il 28 aprile 1923, anche se la loro unione ? osteggiata da entrambe le famiglie.

Quando il rapporto con l?Alfa Romeo va sempre pi? consolidandosi, viene a mancare l?amico Sivocci in un incidente avvenuto durante le prove del Gran Premio di Monza.

L?unica vittoria del 1923 arriva a Ravenna, sul circuito del Savio, al volante dell?Alfa RL. Tra le autorit? presenti alla manifestazione spiccano i genitori dell?Asso dell?aeronautica italiana Francesco Baracca la cui madre, contessa Paolina Biancoli, rimane colpita dal coraggio e dall'audacia del giovane pilota. La nobildonna gli consegna cos? il simbolo che il leggendario aviatore portava sulla carlinga del suo SPAD XIII dicendogli: ?Ferrari, metta sulle sue macchine il cavallino rampante del mio figliolo. Le porter? fortuna?.

Da buon modenese Ferrari aggiunge il colore giallo canarino come sfondo dell?emblema ma quello stemma apparir? sul cofano delle Alfa Romeo iscritte dalla Scuderia Ferrari alla 24 Ore di Spa solo il 9 luglio 1932 per distinguere le sue vetture da quelle ufficiali che sfoggiavano invece un quadrifoglio.

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Caspita Gio, il tuo coraggio nell'intraprendere un lavoro cos? titanico ? degno di un asso del 'mouse' d'altri tempi..... :up:

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Lasciamo lavorare gio con calma...mi sa che stiamo per assistere a un lavoro enciclopedico sulla vita del pi? grande costruttore di automibili di sempre...

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alcuni aspetti mitici della ferrari sono quasi nati per caso,per lo piu' derivanti dalla quotidianeita' piccolo broghese del drake,delle sue fissazioni e anche complessi.

 

il drake odiava la produzione di vetture stradali.negli anni 50' fu convinto pero' a produrle per il mercato amaricano e poter cosi finanziare il reparto corse che allora costava in tutto 1 milione di dollari.ferrari non fu mai interessato a queste vetture che ben presto cominciarono a essere ammirate nelle strade delle citta' piu' famose del mondo.per lui erano solo una scocciatura

 

ferrari non andava mai a vedere le gare.questo aumento' l'alone di mistero e fascino intorno alla sua figura.molti si interregovano del perche'.la realta' e' che ferrari nonamava apparire in pubblico perche' non si piaceva.naso grosso e brutti lineamenti lo mettevano a disagio tra il pubblico dei gp

 

il figlio piero fu introdotto in azienda di nascosto a insaputa della moglie laura.quando questa lo venne a sapere ando' i9n azienda per scovare "il figlio bastardo" che andava a nascondersi in qualche angolo della fabbrica.e il drake prometteva di non falro piu' entrare

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Caspita Gio, il tuo coraggio nell'intraprendere un lavoro cos? titanico ? degno di un asso del 'mouse' d'altri tempi..... :up:

 

Niente di tutto ci?.

 

Pi? semplicemente, insieme ad un amico militante di un Ferrari Club, stiamo preparando un opuscoletto che sar? di corredo ad una mostra di foto e modelli che allestiremo a settembre, in occasione del ventennale della morte del Drake.

Non facciamo altro che attingere a varie fonti ed assemblare il tutto meglio che possiamo.

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Va detto anche che il drake non ha mai voluto che nessuna azienda che rilevasse le Ferrari fosse in gradio di legiferare anche il suo reparto corse, fu uno dei motivi per i quali rifiut? l'offerta di marchi nordamericani anche se erano molto vantaggiosi sotto il profilo finanziario della sua industria di macchine stradali, se non sbaglio l'offerta Ford prevedeva che lui contattasse i vertioci ogni qual volta doveva superare una certa cifra, esigua anche per l'epoca

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Nel frattempo Ferrari comincia a trasformasi da pilota in manager e consiglia ai dirigenti dell?Alfa Romeo di ingaggiare l?ingegner Vittorio Jano della FIAT, un tecnico nei confronti del quale nutre un?immensa fiducia. Da l? a poco, al Portello, Jano comincia a progettare, nel segreto pi? assoluto, la mitica P2 e stringe una sincera amicizia con Ferrari. L?ingegner Rimini, riconoscendone l?intuito avuto, promuove Ferrari a pilota ufficiale per il 1924. In questa stagione, sempre al volante della ES, vince il Chilometro Lanciato al Salone di Ginevra, poi il Circuito del Polesine e, di nuovo, il Circuito del Savio dove batte un giovane emergente: Tazio Nuvolari.

 

In giugno debutta la nuova Alfa P2 affidata ai pi? esperti Giuseppe Campari e Antonio Ascari ma ? proprio Enzo che al volante della vecchia RL Targa Florio ottiene un successo significativo sbaragliando la concorrenza della Mercedes nella prima edizione della Coppa Acerbo disputata sul Circuito di Pescara. Questa vittoria, la pi? prestigiosa della sua carriera, regala a Ferrari una superba coppa d?argento, un premio di Lire 5.000 e il titolo di Cavaliere della Corona d?Italia, la prima delle tante onorificenze di cui sar? insignito.

 

Il giorno successivo lo squadrone Alfa composto da Ferrari, Ascari e Campari parte per il Gran Premio di Francia ma, misteriosamente, il ventiseienne Enzo torna a casa, rinuncia a correre e pone termine, quasi definitivamente, alla sua carriera di pilota. Le cause della rinuncia non saranno mai completamente svelate; lui stesso dir? che si tratt? di esaurimento nervoso. Riprender? il volante tre anni dopo ma parteciper? solo a qualche gara per dedicarsi essenzialmente al ruolo di imprenditore alla guida, insieme alla madre Adalgisa, delle Concessionarie Alfa Romeo di Modena e Bologna. Inoltre Ferrari ? sempre presente ai box dell?Alfa per rendersi utile nelle varie situazioni delle corse fino a quando nel 1925, in seguito alla morte in gara di Antonio Ascari e al pesante indebitamento dell?azienda, la casa del Portello decide di ritirarsi dalle corse. L?ingegner Romeo viene estromesso dall?azienda, ? costretto a cedere il suo pacchetto azionario e viene sostituito da Pasquale Gallo, nominato Direttore Generale dal Governo Mussolini.

 

I rapporti Alfa Romeo-Ferrari restano ottimi e cos? Enzo pu? cominciare a vivere pi? tranquillamente anche in virt? di una migliorata situazione economica. Quello che per? non funziona pi? ? il rapporto con la moglie Laura in quanto l?irrequieto marito, represso nel ruolo di venditore di auto, cerca distrazione altrove. Nel 1927 ricomincia a correre con l?Alfa 6C imponendosi in alcune gare minori affiancato dal meccanico Peppino Verdelli che diventer? poi il suo autista personale per oltre quaranta anni.

 

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Enzo Ferrari e' stato con Alcide De Gasperi il piu' grande italiano del '900.

Ha realizzato un sogno che oggi e' l'unico vanto dell'Italia dei nostri giorni.

E' stato l'uomo piu' importante di sempre per l'automobilismo sportivo.

Ha inventato un prodotto che e' diventato un mito.

Quando senti la parola ''Ferrari'' non c'e' persona al mondo che non sappia cosa sia'.

Anche chi non si occupa di auto associa questo nome al ''bello''.

E' una di quelle persone che stenti a credere che sia esistita.

Se oggi ci sono Bill Gates, Steve Jobs e Larry Page ieri c'era Enzo Ferrari.

 

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Concordo con l'ultimo post. Se oggi l'Italia ha un marchio automobilistico invidiato da tutto il mondo ? merito di Enzo Ferrari, se l'Italia mostra il proprio dominio nella serie regina dell'automobilismo ? merito di Enzo Ferrari, se una macchina italiana ? il sogno di mezzo mondo ? merito di Enzo Ferrari...e potrei continuare a lungo...

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Nel novembre del 1929 Ferrari partecipa, assieme ad altri piloti, ad una cena alla Casa del Fascio di Bologna in onore di due illustri personaggi del mondo dei motori: Baconin Borzacchini, che aveva appena conquistato il record mondiale sui 10 km, e Alfieri Maserati, costruttore dell?omonima vettura a 16 cilindri. Al termine della cena, sentendo i commensali lamentarsi per i costi insostenibili delle corse, Ferrari prende la parola dicendo: ?Ma scusate, basta fondare una scuderia!?. Dopo un primo momento di stupore, il bergamasco Mario Tadini ed il ferrarese Alfredo Caniato, entrambi imprenditori, consci della competenza del loro interlocutore accettano la sfida e si propongono come finanziatori della societ?. Trovati i finanziatori, Ferrari decide di coinvolgere direttamente l?Alfa Romeo, grazie alla conoscenza di Jano, proponendo una strettissima collaborazione:

?I nostri rispettivi interessi non divergeranno mai. L?Alfa corre a singhiozzo, la mia Scuderia garantisce continuit?. Altro vantaggio, quando vinco, vince l?Alfa; quando perdo, perde la Scuderia. Offro azioni in cambio di assistenza tecnica. Mi sembra un accordo soddisfacente per entrambe le parti. A voi decidere.?

Dopo la risposta positiva dell?Alfa, Ferrari incassa anche il s? della Pirelli per la fornitura ufficiale delle gomme.

 

Il 16 novembre 1929, presso lo studio dell?avvocato Enzo Levi, padre del giornalista Arrigo, viene fondato il sodalizio.

Il capitale sociale di 200.000 Lire ? cos? diviso: fratelli Caniato 130.000 Lire; Alfa Romeo 10.000 Lire; Pirelli 5.000 Lire; Ferruccio Testi (fotografo) 5.000 Lire; Enzo Ferrari 50.000 Lire. Alfredo Caniato ? il Presidente, Enzo Ferrari ? Consigliere Delegato, Mario Tadini ? Consigliere. Il nome della Scuderia originariamente suggerito da Ferrari ? Mutina, il nome latino di Modena, ma i soci preferiscono che sia proprio lui a dare il nome alla societ?. Viene quindi registrata in tribunale il 29 novembre 1929 la Societ? Anonima Scuderia Ferrari.

 

Per dare lustro al neonato sodalizio, Ferrari ingaggia Giuseppe Campari, il miglior pilota italiano rimasto dopo le tragiche scomparse di Antonio Ascari e Pietro Bordino. Inoltre Ferrari decide di trasferire l?attivit? in una sede appropriata situata sempre a Modena in Viale Ciro Menotti che, dal 1933, sar? ridenominato Viale Trento e Trieste. I soci di maggioranza non possono fare fronte al cachet e cos? Ferrari, nel gennaio del 1930, chiede ed ottiene un fido di un milione di Lire alla Banca di San Geminiano. La collaborazione con questo istituto di credito continuer? negli anni a venire, tant?? che a tutt?oggi il Banco di San Geminiano e San Prospero ha uno sportello attivo all?interno degli stabilimenti della Ferrari S.p.A.

 

Ferrari ottiene anche altri finanziamenti da industrie come Shell, Bosch, Rudge Withworth e Champion in cambio di pubblicit? gratuita sui camion che trasportano le vetture e sulla pubblicazione che Ferrari si propone di editare a fine stagione.

 

Il miglior ?colpo di mercato? arriva con l?ingaggio di Tazio Nuvolari, fresco vincitore della Mille Miglia. In quel momento il ?Mantovano Volante? ? conosciuto unicamente come asso del motociclismo ma sar? proprio lui a regalare la prima vittoria a Ferrari portando al successo la P2 nella Trieste-Opicina del 1930. Nasce cos? il pi? famoso binomio dell?automobilismo italiano. La Scuderia partecipa a 22 gare, totalizza 8 vittorie e parecchi altri ottimi piazzamenti avvalendosi della collaborazione di ben 50 piloti che non ricevono un vero e proprio salario ma una percentuale sui premi delle vittorie.

 

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All'ottimo racconto di *** aggiungo solo che fu proprio l'avvocato Levi a convincere Ferrari a dare il proprio nome alla Scuderia.

 

Enzo Ferrari aveva una sensibilit? da manager molto evoluta per quei tempi, infatti la rivista stampata dalla Scuderia Ferrari era un vero e proprio "house-organ" come quelle delle imprese moderne. Io ho due numeri della rivista del 1934 (ovviamente sono ristampe).

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Nel 1931 Enzo Ferrari pone fine alla sua carriera di pilota quando viene a conoscenza della sua prossima paternit?. ?Quando la vita mi mise di fronte al fatto compiuto, a mio figlio, fui indotto alla meditazione. Mio figlio poteva contare su un modesto benessere, frutto della mia complessa attivit?. Ma mio figlio aveva il diritto di aspettarsi da me anche altro" . Pilota senza infamia e senza lode, il trentatreenne modenese conter? la partecipazione a 41 gare, 9 delle quali concluse sul gradino pi? alto del podio.

Nell?ultima partecipazione, il Circuito delle Tre Provincie, che si disputa a Porretta Terme, viene battuto con fatica dal grande Tazio Nuvolari che si congratula con? il suo datore di lavoro! ?Per batterti mi hai costretto a lavorare come finora non avevo fatto mai?.

 

Il 19 gennaio 1932 nasce Alfredo, detto Dino, che catalizza su di s? l?amore del padre a discapito della sempre pi? emarginata madre Laura. Addirittura Ferrari intreccia una relazione molto importante con un?impiegata della carrozzeria Orlandi di Modena, Lina Lardi, di dieci anni pi? giovane di lui. Nello stesso anno prende piede la sua vocazione di costruttore quando decide di elaborare le Alfa Romeo 8C Monza per contrastare la concorrenza di Bugatti, Maserati e Mercedes. I fatti gli danno ragione e, a fine anno, le vittorie sono 13.

 

L?inizio del 1932 segna, inoltre, un importantissimo cambiamento all?interno della struttura societaria quando Tadini e i fratelli Caniato, spaventati dal livello raggiunto dalla Scuderia, chiedono di cedere le proprie azioni che vengono rilevate dal conte Carlo Felice Trossi, un personaggio ben inserito negli ambienti finanziari e quindi molto ben visto da Enzo Ferrari.

 

La passione di Enzo Ferrari non si ferma alle quattro ruote e cos? decide di ampliare l?attivit? della propria Scuderia gestendo con successo anche alcune motociclette Norton e Rudge con le quali Piero Taruffi, Giordano Aldrighetti, Aldo Pigorini e Guglielmo Sandri conquistano 3 titoli nazionali e 44 vittorie tra il mese di marzo del 1932 e l?agosto del 1934. Purtroppo gli elevati costi di gestione e la riduzione dei contributi da parte delle Case motoristiche costrinsero Ferrari a chiudere l?attivit? della Scuderia Ferrari Moto.

 

Nell?autunno del 1932 si verifica un episodio chiave nella storia della Scuderia pi? famosa nel mondo. Si diffonde la notizia che dall?anno seguente l?Alfa Romeo sar? accorpata all?IRI (Istituto di Ricostruzione Industriale), un ente creato dal Governo per salvare le banche e le aziende in difficolt?. Il responsabile, Alberto Beneduce, vuole riconvertire la fabbrica per la produzione di motori destinati all?aeronautica militare ma, quando ormai per Ferrari i sogni stanno per svanire nel nulla, interviene Benito Mussolini che impone a Beneduce di continuare la produzione di automobili. Il funzionario deve obbedire ma decide comunque di porre fine all?attivit? agonistica dell?Alfa che viene affidata completamente a Ferrari tramite la cessione delle sei P3 gi? costruite e l?assistenza dello staff di Vittorio Jano.

 

L?anno successivo si verifica il primo grande conflitto tra Ferrari ed un suo pilota. Tazio Nuvolari ? convinto di essere lui il principale artefice dei successi sportivi ed economici della Scuderia e pretende un riconoscimento maggiore. Da par suo, il boss della squadra gli risponde che gode gi? di un contratto privilegiato col quale ha intascato oltre 700.000 Lire nel 1932. Nuvolari non si rassegna e pone un ultimatum, esigendo che la Scuderia sia ridenominata in Scuderia Nuvolari-Ferrari ferme restando le sue richieste di maggiori riconoscimenti. E? la goccia che fa traboccare il vaso. Ferrari non cede e fra i due si arriva alla rottura. Nel mese di agosto Nuvolari abbandona la squadra imitato da l? a poco da Borzacchini e Taruffi e la faccenda finisce in tribunale.

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Giusto per aggiungere qualche particolare dell'attivit? agonistica, va detto che nel 1932 Nuvolari con l'Alfa vinse ben 7 corse su 16, tra cui i GP di Monaco, Italia, Francia, Pescara, la Targa Florio, ottenendo il titolo di Campione Italiano Assoluto e in pi? vinse il Campionato Automobilistico Internazionale, basato sui GP di Italia, Francia e Germania, una specie di Mondiale ante-litteram.

Inoltre, in quel 1932 fra i suoi compagni di squadra vi era il gi? blasonato Rudolf Caracciola, che gi? da 6 anni era un top-driver ed era considerato una bandiera della Mercedes. Tuttavia la Casa tedesca si era temporaneamente ritirata dalle corse, e Rudi si ritenne libero di firmare un contratto con l'Alfa dove, tuttavia, Nuvolari veniva considerato il numero 1.

 

Vi furono episodi "critici": a Monaco, Nuvolari era davanti, ma Caracciola lo seguiva a un'incollatura. Ad un certo punto Nuvolari ebbe problemi di pescaggio-benzina perch? non riusciva a azionare il serbatoio di riserva. Caracciola lo affianc? e parve superarlo, ma Tazio fece segno che era tutto ok, e Rudi torn? dietro. A fine gara Nuvolari disse: "Non puoi mollare un attimo che ? subito l?!!". Caracciola aveva obbedito agli ordini di squadra, ma gran parte del pubblico lo critic? perch? non aveva sorpassato Nuvolari.

 

Al GP di Francia sul veloce circuito di Reims, i dirigenti dell'Alfa volevano far vincere Caracciola per dimostrare che l'Alfa P3 era vincente anche con altri piloti, oltre al "solito" Nuvolari. Ma Tazio non rispett? i segnali colorati esposti dai box, dicendo che gli occhiali verdi che aveva non gli facevano distinguere i colori, aggiungendo ironicamente: "Ma Caracciola avrebbe potuto accelerare e sorpassarmi...".

 

Al GP di Germania era evidente che una vittoria di Caracciola (che era tedesco) avrebbe portato all'Alfa maggiori vendite, e cos?, per essere sicuri che Nuvolari rispettasse le consegne, al pit-stop tennero fermo Tazio per pi? tempo del necessario: Nuvolari si imbufal? e arriv? a scendere dalla vettura e a scagliare contro i meccanici una scatola di candele... Caracciola vinse.

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Insomma....un bel tipino il mantovano volante...

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Il nuovo assetto della scuderia prevede che sia Luigi Fagioli il nuovo caposquadra affiancato da Louis Chiron, Giuseppe Campari e Guy Moll. Questi ultimi due saranno presto vittime di incidenti mortali che ne troncheranno la carriera. L?ingaggio pi? importante ? per? quello di Achille Varzi che continua a far vincere l?Alfa Romeo mentre Nuvolari si prende una piccola rivincita personale vincendo una gara a Modena, in casa del ?nemico?, al volante della rivale Maserati. Anche l?idillio con Varzi si conclude burrascosamente alla fine del 1934 (a dimostrazione del fatto che Enzo Ferrari non si ? mai lasciato ?pestare i piedi? nemmeno dai grandi campioni) quando il novarese decide di andare a correre con le emergenti Auto Union.

 

Nel gennaio del 1935, grazie alla mediazione di Vittorio Jano, Nuvolari si accorda di nuovo con Ferrari spuntando anche questa volta un contratto vantaggioso. Il ricostituito binomio deve fare fronte anche all?avanzata delle auto tedesche fortemente appoggiata dal Terzo Reich al fine di dimostrare la superiorit? della Germania sul resto del mondo. Nascono cos? le leggendarie sfide contro gli assi dell?Auto Union; Rudolf Caracciola e Berndt Rosemeyer.

Il 15 giugno, sull?autostrada Firenze-Mare, Nuvolari infligge il primo durissimo colpo ai tedeschi battendo il record di velocit? sul chilometro lanciato al volante dell?Alfa Bimotore, il primo prototipo realizzato nell?officina di Viale Trento e Trieste. La vettura, che montava due motori per una cilindrata complessiva di oltre 6300 cc, non aveva conseguito risultati di rilievo nelle competizioni a causa dell?eccessiva potenza e della scarsa maneggevolezza ma in questa occasione demolisce i precedenti primati facendo segnare la media di oltre 323 kmh e una punta massima di 336 kmh nonostante il forte vento laterale la facesse sbandare paurosamente. Il commento di Tazio Nuvolari fu impressionante: ?Fino a quel giorno non avevo affrontato un pericolo cos? tremendo?.

 

A fine luglio l?umiliazione per i tedeschi ? ancora pi? grande quando, invitati al Nurburgring come ?vittime sacrificali? della potenza teutonica, Nuvolari e l?Alfa P3 battono la Mercedes di Manfred von Brauchitsch provocando l?ira del Fuhrer presente in tribuna. Ben presto per? le Silber Pfeile prenderanno il sopravvento e l?operato di Ferrari viene messo in discussione dalla dirigenza dell?Alfa Romeo. Per riconquistare la fiducia persa, il lungimirante imprenditore modenese decide di andare a correre la Coppa Vanderbilt, una gara di prestigio mondiale che si disputa a Long Island, vicino a New York. Ferrari conta sul fatto che non vi parteciperanno le case tedesche e che le marche americane non sono all?altezza dell?Alfa 12C. Anche Mussolini appoggia la trasferta della compagine italiana a bordo del transatlantico Rex intravedendo anche una ghiotta opportunit? politica. Nuvolari sbaraglia il campo davanti a 200.000 spettatori incassando un premio di $ 32.000 ed un enorme trofeo e, soprattutto, restituendo a Ferrari, grazie all?incredibile ritorno di immagine, quell?aura di invincibilit? che stava sfumando.

 

Nel 1937 Ugo Gobbato, direttore generale dell?Alfa, acquista per conto della Casa del Portello l?80% delle azioni della Scuderia Ferrari rassicurando Enzo sulla indipendenza della sua gestione sportiva. Grazie a questa transazione Ferrari, assieme all?ingegner Gioacchino Colombo (allievo e sostituto di Vittorio Jano), progetta l?Alfetta 158 che nel 1950 conquister? il primo titolo mondiale di F1 con Nino Farina.

 

Nel corso del 1938, a causa delle ingerenze del regime fascista, Gobbato decide di liquidare la Scuderia Ferrari e nomina Enzo direttore della neonata Scuderia Alfa Corse. La storia della Ferrari sembra cos? terminare dopo aver conseguito 126 vittorie su 225 gare disputate nell?arco di 8 anni.

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