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luke36

Juan Manuel Fangio

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Ho deciso di aprire un topic "ad hoc" su Juan Manuel Fangio, il cannibale della F1 degli anni '50. Colui che ha scritto la storia della F1 e che ne ha dato inevitabilmente le fondamenta. Lo far? facendo delle citazioni tratte da siti facilmente accessibili a tutti, nel tentativo di dare un'idea di quello che ? stato per la F1 e cosa ha rappresentato per il mondo, non solo quello automobilistico.

 

Inizier? con la descrizione di Filippo Agazzini

 

Fangio Juan Manuel, di Balcarce, dell?undici, da emigrati abruzzesi fu partorito, e a diciott? anni su e gi? nel Sudamerica, che gran gare per scomposte terre brulle d?agave di forza disputava. Gran Premio del Norde, ch? partiva da Buenos Aires a salire le Ande fino a Lima, e ritorno sempre spedito. A trentasette si spost? in Europa, all?Alfa Romeo, con Nino Farina, e nel 51 vinse il primo dei suoi cinque titoli. Lo vedevamo a Ospedaletti con Aurora, prendere le curve con la fulgida Maserati, il brillare del sole a picco sulla calotta, i muscoli sul maxi-volante a legno vivo. Fangio era l?orchestra a motore di serrata grancassa, su asfalto a tinta di grigio topo schiacciato, attorno le campagne tutte olivari, ogni movimento un rischio a morte, ogni colpo di accelerata un segno della croce in tuffo al cuore. Su un cumulo di terra a Monza, stanco e provato, dopo aver strappato per centimetri la pelle al camposanto, i meccanici pagati a percentuale, pens? la prima volta al ritiro. Lasci? nel 58, dicendo semplicemente: E? finita, l?occhio sempre vivace, la forza ancora intatta, lo ricordavo a Monza sulla Maserati, sempre o spesso davanti, airone spesso planante, gran tempesta di ruote, calmo e gatto mammone, sulle strade normali il pi? prudente, uomo tranquillo e serio, lo vedevo di nuovo a Ospedaletti su quella curva secca che la lucidava, e la rendeva argento, e lo specchio asfalto, e la morte allontanata a brusco sterzo, e tempi a disastro, di lamiere contorte come carta, rischio di quota cento, Fangio sterzava dei volanti da camion con rimorchio, d?assenza servosterzo, in muscoli d?acciaio pieno torniti, per anni sollevava le strade come un tornado urlante. Fangio lo ricordo saettare da lontano, col rombo di minacciante bomba, dietro la curva un missile di terra a tutta fionda, ruote pesanti in rullo quasi di cingolo, l?asfalto un cielo di stelle nere, il cielo il circuito ideale dopo il traguardo ultimo della gara di tutti.

 

Inoltre questo bellissimo articolo che ci da una pallida idea del ruolo di Fangio nella storia dell'uomo !

 

Mercoled?, 5 Settembre 2007

 

IL SEQUESTRO DI JUAN MANUEL FANGIO - La missione simbolica per annunciare al mondo l?inizio della rivoluzione cubana -

Per il pilota argentino Juan Manuel Fangio era soltanto una gara da correre su un circuito cubano. Non sapeva che quell?appuntamento automobilistico si sarebbe tramutato in una vicenda politica che avrebbe attratto l?interesse dell?opinione pubblica del pianeta su Cuba.

 

Era un pilota capace di sfidare le curve pi? rischiose pur di arrivare primo al traguardo. Aveva voglia di volare quando accendeva la sua vettura per gareggiare nelle competizioni di Formula 1. L?automobilismo degli anni ?50 ebbe un eroe argentino che si chiamava Juan Manuel Fangio. Aveva vinto 5 volte il Mondiale piloti ed era stato alla guida di bolidi che erano un vero sogno di velocit?, dalla Maserati alla Mercedes, fino alla Ferrari. Nel 1958 aveva 47 anni ed era ormai deciso a ritirarsi dalla sua attivit? di corridore, ma prima di lasciare le piste accett? di partecipare ad una gara che si sarebbe svolta a Cuba. Juan non poteva immaginare che si stava per imbattere in un?avventura destinata a tramutarsi in un caso internazionale.

 

Nel 1958 Cuba era un paese in bilico tra sogni di rivoluzione ed una realt? caratterizzata dal terrore, per le azioni repressive del sanguinario dittatore Fulgencio Batista. Giovani ribelli come Fidel Castro ambivano a conquistare il potere sull?isola e per questo l?instabilit? sociale di Cuba era sempre pi? tangibile. Fu in quel tragico scenario che sbarc? Juan Manuel Fangio per prendere parte ad una gara automobilistica, che per la propaganda di regime doveva essere la dimostrazione che all?Avana tutto era sotto controllo. Per paradosso per? quella gara avrebbe rappresentato sul piano simbolico, l?inizio di una svolta per il futuro di Cuba.

 

L?atmosfera che dominava a Cuba in quella notte era di grande entusiasmo. Mancavano solo poche ore al grande evento, che tutti attendevano da tempo. Erano poche le circostanze capaci di suscitare una cos? accesa gioia popolare come per il Gran Premio automobilistico di l?Avana. Nella bella isola cantata dai poeti e destinata ad un futuro sempre pi? travagliato, c?era un regime che lasciava davvero rari motivi di felicit? ad un popolo che sembrava condannato ad un?indigenza cronica. Come in tutte le epoche per?, anche in quel 1958 la gente pi? semplice sognava grazie alle gesta di un divo del cinema o di un fuoriclasse dello sport. In quei giorni l?idolo di Cuba era Juan Manuel Fangio.

 

La corsa in terra cubana per Juan Manuel Fangio, il grande pilota rinomato in tutto il pianeta, doveva rappresentare solo un?ulteriore conferma del suo grande talento nel guidare quei bolidi, che alla fine degli anni ?50 apparivano ai pi? come oggetti simili ad astronavi. Erano delle potenti vetture da corsa che sfrecciavano accanto a strade sterrate, nelle quali al massimo passeggiavano cavalli stanchi e ignari della velocit?. Per il popolo cubano Juan era come l?ambasciatore della modernit? che avrebbe sfiorato quelle povere baracche. Nessuno per? avrebbe mai potuto ipotizzare la circostanza straordinaria che si sarebbe verificata la notte prima della gara.

 

Il pilota che per tutti era il miglior corridore al mondo, stava per essere coinvolto in una vicenda sensazionale, che avrebbe avuto risonanza internazionale, e non per un fatto puramente sportivo. Juan, nella notte di domenica 23 febbraio, si trovava nell?hotel Lincoln di l?Avana e come alla vigilia di tutte le gare che doveva affrontare, stava seguendo un preciso rituale. La meditazione e la chiacchierata con i meccanici che il pilota argentino faceva a poche ore da una corsa, secondo molti suoi estimatori, era il vero segreto per vincere sempre. Ma quella notte le riflessioni di Fangio vennero bruscamente interrotte da un incredibile e terrorizzante imprevisto.

 

Juan Manuel Fangio, il pilota pi? amato del pianeta, mentre si trovava in un hotel di l?Avana si sent? chiamare cordialmente dalla voce di un uomo che gli sembr? di non aver mai sentito prima di quel momento. Il campione stava discutendo con i suoi meccanici dell?assetto tecnico che avrebbe dato alla gara dell?indomani. Quando la sua conversazione venne interrotta da quel misterioso individuo che parlava con il tipico accento spagnolo con inflessioni cubane, sin da subito Juan pens? che si trattasse di un ammiratore.. ma si sbagliava: l?identit? di quell?ambiguo personaggio era molto pi? preoccupante.

 

Il pilota strinse la mano ad un uomo che non conosceva credendo che fosse un suo estimatore che aveva trovato il coraggio di avvicinarsi a lui per conoscerlo. Bast? un istante per? per far capire a Juan che si trovava in una trappola. L?individuo infatti gli disse, anche con una certa cordialit?, che avrebbe dovuto seguirlo, e che da quel momento era sotto sequestro. A tutti fu subito chiaro che non si trattava di un militare, ma di un rivoluzionario, ed opporre resistenza avrebbe significato soltanto mettere in pericolo l?incolumit? di Fangio. Il pilota segu? quell?uomo senza avere molte spiegazioni. Da quel momento fangio era sotto sequestro.

 

Juan segu? il terrorista per raggiungere un?automobile che era parcheggiata in strada, proprio davanti all?hotel. Fangio venne fatto salire su quell?auto, che non appena lo caric?, part? a tutta velocit? verso una meta misteriosa che sarebbe stata la prigione del campione. L?unica richiesta di Juan a quei terroristi fu di non fargli del male. Disse anche che lui avrebbe potuto offrirgli qualsiasi somma di denaro per essere rilasciato al pi? presto. Un enigma restava per? del tutto irrisolto. Perch? quegli individui avevano scelto proprio lui per realizzare il loro colpo?

 

Per Cuba era l?evento dell?anno, la gara automobilistica nella quale avrebbe gareggiato anche il pilota pi? rinomato al mondo, l?argentino Juan Manuel Fangio. Davvero a nessuno per? venne in mente che l?asso delle curve a l?Avana avrebbe corso il serio rischio di essere rapito da qualche banda armata. Il pilota, non avendo alcuna scorta, fu sequestrato da un gruppo di rivoluzionari non ben identificato. Juan voleva al pi? presto conoscere le richieste di quegli individui, che si dichiararono membri del Movimento 26 luglio comandato da un giovane e coraggioso ribelle destinato ad essere un protagonista della storia del ?900. Si chiamava Fidel Castro.

 

Il sequestro di persona avvenuto senza alcuna sparatoria che somigliasse ai film d?azione di Hollywood, conferm? una delle caratteristiche psicologiche comune a tutti i grandi piloti come Juan Manuel Fangio. Aveva una capacit? immediata di affrontare la peggiore delle circostanze con immediato coraggio, come quando ci si trova a sfrecciare a 250 all?ora davanti ad una curva. Fangio ebbe anche il sangue freddo di chiedere ripetutamente spiegazioni ai suoi sequestratori affinch? gli comunicassero le motivazioni di quell?incomprensibile assalto.

 

Dopo le domande di Fangio sulle ragioni del suo sequestro, i ribelli furono sin da subito espliciti. Dissero di non volere alcuna somma di denaro per liberarlo e spiegarono che la loro azione era puramente dimostrativa, ai fini di ledere l?immagine del regime dittatoriale di Fulgencio Batista, che proprio in quei giorni stava attraversando una grave crisi politica. L?intero evento della gara automobilistica doveva infatti rappresentare una manifestazione propagandistica, che inevitabilmente avrebbe finito per strumentalizzare la stessa figura dell?asso argentino.

 

La psiche di un pilota vincente si regge sempre su un sofisticato equilibrio fatto di spregiudicatezza, coraggio e velata follia. Non fu di certo casuale che nei primi minuti del sequestro Juan mostr? quasi una spavalda indifferenza per l?arma che gli era stata puntata addosso. Pens? anche che si trattasse di una pistola giocattolo e che tutta l?intera operazione altro non fosse che uno scherzo ordito contro di lui dai suoi meccanici. Ci volle un po? perch? Fangio comprendesse che il suo rapimento non era una messinscena, ma il risultato di un piano architettato con estrema precisione da un gruppo di astuti rivoluzionari.

 

A circa un?ora dal sequestro, l?auto sulla quale si trovava Fangio venne fermata ad un posto di blocco dalla polizia cubana. Il pilota si trovava accasciato e il fugace e superficiale controllo permise ai rapitori di continuare la loro missione. Juan cambi? automobile per due volte, poi venne portato nel luogo dove sarebbe stato tenuto nascosto sino alla fine della gara automobilistica. Quei sequestratori non fecero mai del male al corridore argentino, anzi: Juan venne trattato con molta riverenza e, fatto abbastanza anomalo in un rapimento, non gli furono mai bendati gli occhi.

 

Fangio vide in volto i suoi sequestratori. Nella casa dove venne condotto c?erano molte persone che festeggiavano il successo dell?operazione. Juan cap? che in breve tempo sarebbe tornato al suo hotel, ma era comunque meglio non essere troppo ottimisti, in quanto nei suoi confronti era stato pur sempre commesso un grave reato. Le scuse che gli porsero i rivoluzionari lo rasserenarono, ma immediatamente la sua calma venne interrotta da un?ipotesi agghiacciante che nei complicati meccanismi di quella societ? cubana poteva rappresentare una circostanza non impossibile da verificarsi. Fangio cap? che la sua vita era comunque in pericolo.

 

La notizia del sequestro del pi? famoso pilota di Formula 1 di fine anni ?50 si diffuse da New York a Parigi in pochi minuti e l?opinione pubblica venne sconvolta da quell?inattesa vicenda. Per comprendere lo shock che gener? la notizia del rapimento di Juan Manuel Fangio, si potrebbe fare un paragone con il presente, dicendo che per tutti fu come se oggi, poco prima di scendere in pista, venisse sequestrato Valentino Rossi. All?epoca il fatto gener? molta emozione nonostante i rivoluzionari del Movimento 26 luglio affermarono sin dal primo comunicato che il pilota argentino sarebbe stato trattato con assoluto rispetto. Il vero problema che preoccupava Juan era come e quando sarebbe stato liberato: doveva evitare di ritrovarsi faccia a faccia con i brutali scagnozzi del dittatore Fulgencio Batista.

 

La gara sul circuito cubano si svolse senza Fangio. Per gli uomini della futura rivoluzione, la missione era compiuta per? soltanto in parte. Per loro infatti era un punto d?onore non mettere a rischio il pilota. La preoccupazione era dovuta all?etica del dittatore Batista, che pur di additare come assassini i ribelli con a capo Fidel Castro, sarebbe stato pronto ad ordinare l?omicidio di Fangio, per poi accusare gli uomini del Movimento 26 luglio. Il dilemma non era di certo facile da risolvere, ma non c?era tempo da perdere: ad ogni ora che trascorreva, aumentavano i rischi che il sequestro si tramutasse in una tragedia.

 

quel 1958, per Cuba, era un anno davvero instabile. Da una parte c?erano i ribelli del Movimento 26 luglio che facevano riferimento ad un giovane Fidel Castro, e dall?altra il regime sanguinario di Fulgencio Batista. Fu in quel clima politico che sfiorava la psicosi generale che avvenne il sequestro del pilota di Formula 1 Juan Manuel Fangio. I rapitori che avevano compiuto quell?azione soltanto per dimostrare al mondo il profondo malcontento del popolo rispetto al dittatore cubano, erano pronti a rilasciare il campione. La faccenda era durata poche ore e per quanto potesse apparire facile restituire la libert? al pilota argentino, in realt? i rischi che questi venisse assassinato dagli scagnozzi di Batista pur di far ricadere la colpa su Fidel Castro erano molto alti. Bisognava procedere con attenzione. Qualsiasi passo falso avrebbe potuto condurre Fangio alla morte.

 

Per evitare che i soldati del dittatore Batista gli facessero del male, i rapitori di Fangio pensarono di rilasciarlo in una chiesa. Fu per? un?idea del campione quella di telefonare all?ambasciatore argentino ed annunciare che di l? a poco sarebbe giunto in compagnia di una donna e di due giovani. Ancora una volta era d?obbligo agire con molta cautela, perch? in caso di soffiata, la polizia di regime avrebbe potuto organizzare un?imboscata, durante la quale si sarebbe certamente accesso un conflitto a fuoco. Sia la vita di Juan Manuel Fangio che quella di alcuni rivoluzionari erano a rischio.

 

L?azione di rilascio del pilota argentino si svolse in modo perfetto e fulmineo. Fangio venne accompagnato all?ambasciata argentina da alcuni misteriosi rivoluzionari che poi fuggirono. Il pilota era salvo. Il suo sequestro era durato 27 ore ed aveva accresciuto la sua gi? straordinaria popolarit?. Anni dopo quel rapimento i guerriglieri con a capo Fidel Castro, che aveva ormai conquistato il potere su Cuba e spodestato il dittatore Fulgencio Batista, invitarono il pilota ad andare come ospite d?onore nell?isola, scusandosi ancora una volta per quanto era avvenuto. Ancora oggi all?hotel Lincoln, dove avvenne il sequestro di Fangio, c?? una targa che ricorda quella vicenda come una delle azioni simboliche pi? incisive per colpire il regime batista e per portare avanti il sogno, poi realizzatosi, di liberare Cuba.

 

Ed infine concluderei con un video

 

Juan Manuel Fangio

 

fangio12.jpg

 

005.jpg

 

Ed infine una perla: la conversazione tra Fangio e Senna in .mp3. Buon divertimento.

 

Fangio and Senna

 

Luke 36

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Ho deciso di aprire un topic "ad hoc" su Juan Manuel Fangio, il cannibale della F1 degli anni '50. Colui che ha scritto la storia della F1 e che ne ha dato inevitabilmente le fondamenta.

 

Luke 36

 

come inizio direi che hai scelto benissimo i brani, il video, che non ? troppo lungo e dunque si presta bene, e le foto, la prima bella, la seconda importante.

l'Mp3 lo ascolter? domani perch? a quest'ora mi si svegliano i pargoli....

 

Grazie a te e ad altri bellissimi topic aperti recentemente questa sezione st? diventando degna del suo nome. felliniano.

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fangio prima di morire era convinto di vedere il suo record di 5 mondiali battuto da senna.gli sarebbe dispiaciuto ma sarebbe stato anche contento,perche' senna aveva dedicato tutta la vita al raggiungimento del suo record.

 

per fangio senna era "l'erede",sul podio di interlagos 93' si vede tutto l'affetto del vecchio mito nei confronti di magic.

 

 

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In un'epoca in cui una semplice uscita di pista voleva dire rischiare la vita, Fangio ebbe il coraggio a quasi 40 anni (e avere 40 anni nel 1950 non era come averli al giorno d'oggi) di lasciare l'America per correre anche in Europa.

 

Purtroppo pochi possono dire di avere visto qualche sua impresa; non possiamo che rievocarlo attraverso le cronache d'epoca, qulache raro filmato e i risultati degli annali.

Altri tempi e numeri improponibili per chiunque: 24 vittorie, 29 pole e 48 partenze dalla prima fila su 51 gran premi. E prima della Formula 1 un curriculum ventennale di vittorie su qualsiasi tipo di corsa e tracciato.

 

Un esempio che pu? dare un'idea della sua abilit?. 1957: di fatto l'ultima stagione di Fangio (nel 58 correr? solo in 2 gp). L'unico gp di Pescara, su un percorso stradale di 25 e passa km (a proposito, nessuno lo ha mai percorso?), quindi pista sconosciuta per tutti. Fangio, gi? matematicamente campione del mondo con la Maserati e alla bella et? di 46 anni, conquista la pole con 10 (dieci) secondi di vantaggio su Stirling Moss (di 18 anni pi? giovane), che poi vincer? la corsa. Il terzo classificato, Musso, registra un distacco di 16 secondi. Il quarto, Jean Behra con la seconda Maserati, a 18 secondi.

 

"Per vincere occorre un buon fantino ed un cavallo ancora migliore" il suo motto. L'archetipo del pilota vincente.

 

Qui potete trovare racconti di altre sue imprese.

 

Non so se sia stato il pi? forte, sicuramente ? stato il pi? grande.

 

 

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davvero un mito ragazzi...

un'epoca molto, ma molto lontana, ma davvero quello resta un grandissimo

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Di solito, nelle societ? antiche, si narravano le imprese di uomini vissuti in un tempo lontanissimo che dovevano essere di esempio perenne a tutti. Fangio mi trasmette proprio questa aura di sacralit? tipica dei racconti leggendari. Un uomo che, in un tempo immemore, ha compiuto imprese grandiose e che, dopo decenni, ? ancora un esempio per tutti i piloti d'auto.

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Juan Manuel Fangio :idolo:

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Juan Manuel Fangio :idolo:

Quoto...

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Chissa' se anche per un solo attimo ha pensato che MS avrebbe potuto battere il suo gia' favoloso record di 5 titoli.

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Chissa' se anche per un solo attimo ha pensato che MS avrebbe potuto battere il suo gia' favoloso record di 5 titoli.

 

nel 92' ci fu una grande festa mercedes con tutti i piloti storici della casa e le macchine che hanno fatto la storia de marchio.

 

c'era fangio e anche schumacher.di lui l'argentino disse "schumacher non e' una promessa e' gia una realta'".......intuito?

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Guest Ayrton4ever

normale... i campioni si riconoscono a vicenda.

 

Dopo Australia 91 l'avvocato agnelli disse pi? o meno la stessa cosa

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comunque e' morto nel 95' col record imbattuto...amen

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comunque e' morto nel 95' col record imbattuto...amen

Io credo che difficilmente avrebbe potuto pronosticare che un certo campione del mondo in carica Michael Scumacher avrebbe battuto il suo record...

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Guest Ayrton4ever

mah! vista la penuria di talenti (lui e Hakkinen forse) non era impossibile dirlo

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mah! vista la penuria di talenti (lui e Hakkinen forse) non era impossibile dirlo

In effeti, nel 1995 di campioni veri ce n'erano pochi (come hai detto su forse solo Schumacher e Hakkinen, e di l? a poco, il fuoco di paglia Villeneuve).

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Vera ? questa cosa?

 

Back in the 1950s, five time champion Juan Manuel Fangio is believed to have used yerba mate, a legal (but strong) drug, to improve his stamina.

Edited by The King of Spa

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E' la prima volta che lo leggo...

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Un grandissimo pilota,che ha segnato la storia della F1 e dell'automobilismo in generale.Mi ricordo una frase che lessi una volta(una frase un po' "sarcastica"riferita agli incidenti mortali dell'epoca)ed era cos?(se la memoria non mi inganna):"Monza 1958?Bella gara.Non ? morto nessuno".

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Un grandissimo pilota,che ha segnato la storia della F1 e dell'automobilismo in generale.Mi ricordo una frase che lessi una volta(una frase un po' "sarcastica"riferita agli incidenti mortali dell'epoca)ed era cos?(se la memoria non mi inganna):"Monza 1958?Bella gara.Non ? morto nessuno".

Si ? propio cos

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Ragazzi, io sono argentino e prendo il mate ogni giorno...non ditemi che ? una droga...al massimo ? come il caff?. Ti tiene un attimo sveglio: alcuni dicono grazie ad una sostanza che c'? dentro ma secondo me ? semplicemente un po' indigesto e ti muove un attimo lo stomaco, quindi non ti lascia dormire (in particolare se lo bevi freddo). Per questo motivo, molti non prendono il mate a causa del fatto che causa diarrea.

 

Comunque Fangio ha fatto cose incredibili: 24 vittorie su 51, una su due di fatto. Media punti di 6, cio? un secondo posto a gara. Cinque titoli tra il 1950 e il 1958, saltando la stagione '52 causa incidente, quindi cinque campionati in otto anni.

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