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monza1993

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Everything posted by monza1993

  1. <b> Introduzione</b> In un'intervista del 1991 Ken Tyrrell alla domanda di quanto contasse il pilota in F1, rispose convergendo sulla tesi del Grande Vecchio, 50 e 50. L'epoca non cambiava questa percentuale, sostenne, e da quando era in F1 era rimasta sempre pressocch? identica, mai un campione del mondo era diventato tale senza esserlo davvero. Una sola eccezione, a detta del boscaiolo, fu quella del 1967. 'Con quella Brabham tutti avrebbero potuto vincere' Al via della diciottesima stagione di Formula Uno ci sono quattro campioni del mondo, Jim Clark vive un'anno motoristicamente tribolato, dove corre con tre motorizazzioni diverse, accanto a lui in Lotus anche Graham Hill ? penalizzato dalle continue rotture dei primi sperimentali Cosworth. Il centauro Surtees ? invece accasato alla Honda e i suoi risultati saranno fortemente influenzati dal rendimento del telaio e del motore giapponesi. Dan Gurney e Bruce Mc Laren barattano la loro chance (tutt'altro che remota)per diventare campioni del mondo a favore della loro ambizione di divenire costruttori, portando avanti i loro prgetti con immensi sacrifici. Appare cos? evidente che il pi? titolato sia ancora Jack Brabham, fresco campione '66 ha a sua disposizione un'ottima unit? motrice e un'intera scuderia. La sua. L'altra grande attesa del 1967 ? rappresentata dalla Ferrari la cui 312 ? sempre tra le migliori vetture sposando meglio di chiunque altro il nuovo regolamento 'a tutta potenza' del tre litri. A Maranello tuttavia peser? decisivamente la morte di Lorenzo Bandini, divenuto finalmente il pilota di punta della scuderia. Ad Amon saranno cos? affiancati prima 'il cugino' Ludovico Scarfiotti, poi 'l'ingegnere' Mike Parkes fino addirittura al gentelmann inglese Jonathan Williams. Non mancano tuttavia i giovani leoni. Beltoise e Jonny Servoz Gavin riportano lentamente l'automobilismo francese in prima pagina ma la vera sorpresa latente sar? il debutto di Jacky Ickx, belga. L'intento ? quello di sviscerare questa favolosa annata con tutto il materiale possibile, opinioni e ipotesi, attraverso una spessa lente di quarant'anni che certamente avr? raffreddato le animosit? e le partigianerie. Che anche all'epoca non mancavano di certo...
  2. Tra pochi giorni ricorrer? il venticinquesimo anniversario della morte di Rolf Stommelen, il pilota tedesco morto a Riverside il 24 aprile 1983, a bordo della 'non-sua' Porsche 935 'coda lunga'. Scrivo 'non-sua' perch? in realt? non avrebbe dovuto esserci lui dietro quel volante, ma evidentemente il destino stavolta non volle attendere oltre... La storia di Rolf infatti ? contradistinta da molti successi e da una dimostrazione di capacit? tali da farlo divenire forse il pi? talentuoso tra i piloti tedeschi del suo periodo. Ma ? anche contradistinta da una serie di piccoli e grandi segni che lo inseriscono a pieno titolo in quella fiumara di eroi teutonici che hanno costruito la loro vita a cavallo sulla morte, riprendendo cos? il sinistro fascino del Walhalla, tanto per non scomodare nessuno... Certamente per?, sin dai tempi di Rosemeyer, e fino a Bellof, i piloti tedeschi si sono sempre distinti per la loro 'tragicit?' che portavano sui campi di gara di tutto il mondo e che culmineranno proprio a met? degli anni ottanta, con una intera generazione, forse la pi? promettente dal dopoguerra, spazzata via nel giro di appena tre anni. Quella terribile stagione nera, quella interminabile notte da lunghi coltelli che spazz? via dai circuiti quasi tutti i piloti tedeschi di maggior livello, cominci? proprio quel 24 aprile del 1983, con Stommelen, che diverse volte lungo la sua carriera aveva dimostrato di saper voltere le spalle al destino. Ma proprio come nella terribile notte nazista, adesso si cominciavano a tirare le somme.
  3. Un bellissimo pilota, a mio avviso. Per Monaco '82... siete sicuri che fu colpa sua? A vedere "l'errore" sembrerebbe proprio che gli si blocca il posteriore... (non lo ho rovisto, ma lo ricordo molto bene). Eclatante il suo Paul Ricard '82. Aveva senz'altro mezzo secondo meno di Alain in gara, ma in prova credo che sia stato il pilota che esprimeva al meglio la filosofia "Turbo" in configurazione "giro secco". Oltre alle 18 pole, vanno aggiunte altre 16 partenze in 2? posizione... Con i turbo da qualifica bisognava prendersi dei rischi. Lui li prendeva. A volte gli andava bene. La sua discontinuit? ? legata alla sua guida. Tutto improvvisazione (ecco perch? ? stato, a mio modesto parere, il migliore interprete del "giro a vita persa" con la mano sull'over boost...) Negli ultimi anni poi, ha letteralmente perso la testa. Alcuni suoi ostruzionismi, come quello ai danni di Prost a Monaco '89, possono essere spiegati solo con la psicanalisi. Un vero peccato. Ma ? stato un pilota che nei suoi dieci anni in F1, ha dovuto spesso masticare amaro, e alla fine l'impressione ? che, a quarant'anni sia uscito un'uomo peggiore di quello che arriv? nel circus a trenta. Anno dopo anno che ? stato lontano dalla F1 poi, ha ricominciato a migliorare. Segno tangibile dello spirito che ci voleva in quella F1, la peggiore di sempre, sotto il profilo umano.
  4. monza1993

    Graham HILL

    @ Brabham: sei grandioso!
  5. Juan Baiely... Invece io non concordo nemmeno con Van de Pole. Un bel manico anche nelle poche gare che fece. Il botto a Spa certo fu tremendo...
  6. Bellissimo. Grazie mille ***.
  7. Grazie Gio, davvero un gran bel "pezzo". Che dire. Enzo Ferrari ci manca davvero pi? di quanto possiamo pensare...
  8. Divertente la precisazione al regolamento 1985. Vietato sostituire parti della vettura con stesse parti pi? pesanti.... giusto giusto per prevenire qualche altro boscaiolo furbettino.... A proposito di furbate. Qul'era la capacit? del "rabbocco acqua freni" nel 1982? (prendiamo la pi? leggera; La Williams quanta acqua riusciva a caricare?)
  9. Peccato che l'avvento delle attive (che comunque le risorse della Lotus di Warr non riuscirono a coprire) imposero l'abbandono dell'avantreno della 101, uno dei pi? interessanti a mio parere. Anche nella sua ultime versione, la 102C con la quale cominciarono il '92, le prestazioni non furono mai deludenti (conparate allo sviluppo, s'intende). Gli exploit della 107 invece furono perlopi? frutto delle sospensioni (quando funzionavano) della F92, (vignetta del solito matitaccia: Montezemolo che guarda la foto di Ferrari e dice "Con questa macchina miracoli non se ne possono fare..." e la fotografia che risponde: " Come no!! Abbiamo fatto risorgere anche la Lotus!!!") o del Mugen ultima versione che (sulla 109) piazz? Herbert in seconda fila a Monza l'anno dopo... centrato poi alla prma variante da non ricordo chi. In definitiva direi che la 107 rappresentava, anche se l'estetica appare buona, un passo indietro rispetto alla 102. Almeno come studio dell'avantreno, che, in quei primi anni novanta, era la chiave per l'intera monoposto...
  10. monza1993

    T Cars

    Tempo fa proposi in un topic di elencare tutte le vittorie ottenute con "Muletti", ma ebbe poco seguito. A me viene in mente solo Alan Jones in Olanda '79 (Quello del sorpasso subito da Villeneuve alla Tarzan...) e quella "quasi" sfiorata da Jaques Laffite in Olanda 1977, (ruppe il motore al warm up) battuto solo per un secondo e mezzo da un super motivato Lauda (in settimana firmer? con Ecclestone e lascia la Ferrari). A voi ve ne vengono in mente altri?
  11. a onor di cronaca comunque ? suo il giro veloce di quell'edizione.
  12. Guardavo poco fa la 24 ore Le Mans 1987. Dumfries guidava una vettura scura scura, l futura Sauber Mercedes. Non ho capito se era lui alla guida quando la vettura ha lasciato una scia di olio lunga pi? o meno 2 Km.... In Lotus non and? poi tanto male. Avrebbe dovuto guidarla Warwich quella T98... sarebbe stato interessante...
  13. monza1993

    Team Lola Haas

    e mi sa che era lo stesso piede di Monaco '84... Tra l'altro, due o tre settimane prima di quell'uscita a Montreal '86, Tambay non si fece scappare l'occasione di fare un bel volo, sempre a Monaco... insomma era nell'aria... eccolo. Monaco '86http://www.youtube.com/watch?v=H_N9IxsK1Gs
  14. Quoto completamente. Non era in programma, ma quando Jean riusc? a stare (con un giro folle) nello stesso secondo delle Williams, (e mezzo secondo davanti a Senna...) io, mio fratello ed altri due amici ci infilammo in macchina per andare a Monza. Non era in programma. Saltammo le reti, ci inzuppammo nel campo di golf fracido(entrando dalla parte sbagliata) e ci sistemammo su una sfigatissima postazione sulla curvetta (oggi non so come la chiamano, ? quella che precede la roggia) su una palafitta (che doveva essere per gli organizzatori una comoda tribunetta) dove le vetture ti passavano in pieno, senza fare assolutamente nulla, a trecento all'ora. (ecco perch? sfigatissima) La cosa positiva era che ci passavano a 5 metri... Non era previsto, ma Jean riusc?, con il solo potere di un suo giro di qualifica, a portarci su in lombardia. Il nick "Monza1993" ? anche un omaggio a lui...
  15. Luigi Musso aveva una bella faccia da neorealismo, e, contemporaneamente, un viso comunque cosmopolita. In questa foto (accanto c'? Gendebien) per? indossa questo curiosissimo giubino stile-indiano che lo rende anche papabile in un contesto americano, quasi in risposta al contemporaneo Marlon Brando... Questa foto forse rende maglio l'idea. E non credo che possa essere secondo a Cevert, del resto la compagna famosa ce l'avevano entrambi...
  16. monza1993

    Jim Clark

    Nel 1965 a finire "lungo" alla chicane fu invece Graham Hill. E' in testa quando, al 25? giro, tira dritto al porto. Non essendoci la retromarcia, e non essendoci modo di "tagliare" ? costretto a scendere dalla vettura, spingerla in dietro, rimontarci su, allacciarsi le cinture e ripartire. Tutto questo a motore acceso. Durante questa sua manovra viene scavalcato da Stewart, Bandini, Surtees e Brabham. Il baffo si ributta in corsa e visto che ? il "baffo", e visto che siamo a Montecarlo, alla fine vince, segnando il giro veloce della corsa, girando all'ottantaduesimo passaggio ben otto decimi meglio del suo tempo in prova, che gli era valso la pole position. Insomma, ? vero che quel giorno mancava Clark, ma a conti fatti (e Jim i conti se li faceva) quel giorno era davvero meglio -per lui- stare sull'ovale di Indianapolis, pittosto che a Monaco...
  17. Esatto. E si conclude poi, alcune pagine dopo, con questo passo: "Antonio Capone non ha scritto nessun libro. Gli unici frammenti che gli si possono attribuire sono quelli contenuti nella sua agenda di lavoro. Capita cos? che tra un "mercoledi ore 18.30 antifurto Avvocato Pittal?" e un "ordinare batterie Tudor" spunta una frase di questo tipo: "molti studiano come allungare la vita, quando invece bisognerebbe allargarla!"
  18. Complimenti al lavoro di Hunaudieres anche per uno come me che conosce molto bene quelle strade, mi hai tolto diversi dubbi... (finalmente) Per quanto riguarda Luciano De Crescenzo, c'? un capitolo nel suo "Storia della filosofia greca" nel quale parla di un suo conoscente che disput? il Gran Premio di Napoli (credo edizione 1955). Non parla della corsa per?, perch? si schiant? (a detta di De Crescenzo) sul primo platano della prima curva... Se lo ripesco, poster? le poche righe. Cavolo un topic sul Gran Premio di Napoli, devo pur far qualcosa!!! :unsure:
  19. monza1993

    Stagione 1985

    Grazie Brabham!! Ma qualcuno di voi ha i tempi di Spa (di aprile)?
  20. Caro Sun, il problema non ? trovare i 5 minuti per leggerli, ma scaricarli.... Ad ogni modo, almeno i "domenica notte" me li sono letti ben bene, e devo dire che Cavicchi spuntava ancora la sua stilografica, ma era gi? palese che la testata (giornalistica) andava in una direzione non pi? decisa da lui.... Dopo queste mie personalissime impressioni, completamente fuori tema del topic, faccio i miei complimenti a *** per il topic, e a tutti gli altri che si stanno scrivendo. E' un tema molto interessante, finalmente si parla di qualcosa di "sonstanziale" delle corse e non di un singolo pilota, inoltre, credo che faccia molto bene (quale che sia il proprio parere) confrontarsi con filosofie contrarie. Anche se alla fine nessuno cambier? impressione, avremo capito tutti, meglio, quale Automobilismo veramente vogliamo. Pensateci bene, in fondo nessuno ce lo ha mai chiesto... e sembra (davanti alla televisione) che sia per tutti una domanda scontata. Il bello di questo topic ? che si capisce che in realt? non lo
  21. E' evidente che non ? stato prprio colto il SENSO di quanto hai affermato. La tua osservazione, che ritengo fondata e ragionata, copre campi di etica completamente diversi da quelli sui quali ? stata spostata la discussione. Trulli o non Trulli non c'entra, qui il problema ? che non si sa pi? cosa fare dell'etica personale se non la si pu? inserire nella doxa, nell'opinione. Il Forum dovrebbe poter offrire anche lo spazio a questo tipo di dscussioni, proprio perch? ? un Forum, un'Agor?, e non un il Bar con il televisore al plasma...
  22. Invece di concentrarci su Schumacher, complimentoni a Barrichello. "alla fine tutto torna"... ma questo lo pu? capire solo chi ha pi? di trent'anni......
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