Jump to content

Bigmeu

Premium Members
  • Content Count

    2,302
  • Joined

  • Last visited

  • Days Won

    7

Bigmeu last won the day on September 12

Bigmeu had the most liked content!

Community Reputation

289 Laureato

About Bigmeu

  • Rank
    Membro Senior
  • Birthday 06/06/1992

Info Profilo

  • Posizione
    London
  • Professione
    Architetto

Contatti e Social

  • Website URL
    https://davidemeucci.wixsite.com/portfolio
  • LinkedIn
    https://www.linkedin.com/in/davide-alessandro-meucci-74b602124/

Preferiti

  • Pilota Preferito
    Carletto-Tuttipazzi-Hulk
  • Team Preferito
    Alfa Romeo
  • Circuito preferito
    Monza

Recent Profile Visitors

The recent visitors block is disabled and is not being shown to other users.

  1. Bigmeu

    Mercato piloti 2020

    Credo a questo punto che Hulkenberg abbia avuto altre offerte. Non credo ci fossero dubbi sul fatto che quel sedile fosse ormai più suo che di grosjean e che lui stesse aspettando qualcos’altro.
  2. Bigmeu

    Lo spodestato Sebastian Vettel

    Ok, con questa macchina non si trova, anche se mi sembra che in Canada andasse discretamente, però con la vettura dello scorso anno? Monza, Suzuka e COTA dell'anno scorso? La macchina non era questa e date le 5 vittorie nella prima parte di stagione direi che si trovasse abbastanza bene. Eppure gli errori fatti sono della stessa matrice.
  3. Bigmeu

    Circuiti: chi è dentro, chi è fuori

    Se "gli europei" si mettessero d'accordo per dare picche alla F1 e ottenere condizioni più vantaggiose in qualità di piste storiche piegherebbero in meno di un secondo Liberty Media. Il problema sta nel fatto che mettersi tutti d'accordo è impossibile e soprattutto in molti casi per ogni circuito che se la tira, ci sono altri due che farebbero carte false per accaparrarsi l'evento. Vedi Monza con Imola e Mugello.
  4. Bigmeu

    Lo spodestato Sebastian Vettel

    Rio scusami, ma quella che un pilota non può cambiare il suo stile di guida dopo 12 anni è una cazzata, soprattutto per un 4 volte campione del mondo. Non dico che di debba vincere i mondiali con questa vettura, ma almeno non sembrare un pilota che si è trovato li per caso. Un conto poi è non sentire la vettura come si vuole, un altro invece è commettere errori a ripetizione. Anche Hamilton ha avuto momenti in cui non si trovava con la Mercedes, però non l'ha buttata a muro ad ogni gp, è semplicemente sembrato più umano per un po'. Gasly ha fatto schifo per mezza stagione, ma non esplorava tutte le vie di fuga ad ogni occasione utile, era solo lento. Se Sebastian non riesce a capire il limite della vettura o prova a fare cose che quella vettura non riesce a fare, vuol dire che il problema non è tecnico ma mentale del pilota. Anche D'ambrosio con la Marussia magari avrebbe voluto fare Eau Rouge-Radillon in pieno, se lo avesse fatto si sarebbe trovato con il pubblico sotto alla baita. Se una macchina non può fare X, il pilota si ferma a X-1, il campione si ferma a X-0,001. Questo fa la differenza. Sono capaci tutti di andare forti con l'astronave. Bottas compreso, ma Hamilton in confronto fa un altro mestiere. Nessuno sta chiedendo a Seb di vincere il mondiale quest'anno, non c'è ragione di forzare eccessivamente se non ha feeling con la vettura. Anche perchè diciamolo. Nel 2014 gli si è dato il beneficio del dubbio. Cambiavano i regolamenti, cambiavano le vetture, Ricciardo era il nuovo che avanzava e lui era agli sgoccioli con la RB. L'anno no poteva capitare. Quest'anno, situazione simile in termini di pilota, arriva il giovane arrembante, e Seb ne sta uscendo ancor di più con le ossa rotte. I regolamenti sono cambiati, ma non sono stati cambi epocali come il 2014, lui era chiamato a ricostruirsi e aveva tutto il supporto del team per farlo. Leclerc ad inizio anno è stato sacrificato più di una volta. Invece sta fallendo un'altra volta. Il problema non è tecnico, il problema è mentale.
  5. Bigmeu

    Mercato piloti 2020

    È vero che Ferrari ha le mani legate, non può cacciarlo, però tutto dipende quanti anni vuole fare ancora Vettel in F1. Io sono fermamente convinto che alla Ferrari convenga tenere Vettel se la soluzione è rimpiazzarlo con uno che non sia Hamilton, Verstappen o Ricciardo. Se Vettel decide di rispettare/far rispettare il contratto, allora poi è tutto nelle sue mani. Se continuasse così il rischio di non avere un sedile per il 2021 è elevatissimo. Non penso che voglia finire la sua carriera in Haas o Alfa con Kimi, senza contare che lo stipendio attuale sarebbe una chimera. Chiudere la carriera a 33 anni mi sembra abbastanza presto per uno che fino a metà 2018 era uno dei due migliori piloti al mondo, ma al momento il rischio è molto elevato. Al contrario può trovare un accordo con Ferrari, risolvere il contratto e accasarsi nell'unico team in cui oggi può avere un ruolo centrale (Renault) e ricostruirsi per almeno una stagione. Poi nel 2021 se si sarà ripreso potrà provare a strappare un contratto per un top team o trovarsi di culo nel nuovo team dominante. L'altra opzione è muoversi adesso per allungare il contratto Ferrari, accettare una riduzione considerevole dello stipendio e convincersi mentalmente che non è la prima guida, ma è alla pari. Evitando tutti quegli atteggiamenti da prima donna frustrata che ha da Monza dell'anno scorso. Questo gli consentirebbe di preservare un sedile top e poi far parlare i risultati in pista. Il problema di Vettel è mentale, perché in Canada ha fatto esattamente la stessa gara di Leclerc a Monza. Tutto il gp con Hamilton alle calcagna. Come Leclerc ha fatto un errorino e come Leclerc si è difeso con le unghie da quell'errore. La differenza è che ad uno hanno dato 5 secondi di penalità, su una manovra in cui non aveva il 100% del controllo, mentre l'altro si è beccato una bandiera bianco nera per una manovra azzarderei simile. Questo vuol dire che il piede c'è, che il pilota è ancora tra i migliori e che dovrebbe sicuramente essere il primo candidato ad occupare quel sedile ancora per tanto tempo. Deve solo sistemare l'aspetto psicologico. Quando le cose non vanno come vorrebbe/dovrebbero allora pecca completamente di sangue freddo, gli si chiude la vena e inizia a fare pasticci. Tutti gli errori commessi nell'ultimo anno, da Monza a Monza, sono tutti riconducibili ad una mancanza di sangue freddo scaturita da una situazione in cui lui pensava non dovesse trovarsi. Per cause esterne o errori suoi. Non penso sia un caso che quando si parla di "gara alla Vettel" si pensi immediatamente a quelle in cui parte in pole, gestisce il passo come vuole lui e va a vincere tenendo a distanza i diretti inseguitori.
  6. Bigmeu

    Mercato piloti 2020

    Invece quello che hai scritto tu ha senso. Verstappen che aspetta giusto l'anno prima di un cambio regolamentare in cui l'aerodinamica tornerà ad essere l'aspetto fondamentale per mollare RB. Mentre Hamilton, noto per il suo ego morigerato, eguaglia il record di Schumacher e si ferma ad un passo da diventare il più grande di sempre con un altro anno senza avversari? Questo ha perfettamente senso per te. Quello che non ha senso per te è un pilota che ha bisogno di cambiare aria, che si accasa nell'unico team ufficiale possibile, scambiando il sedile con uno che non aspetta altro che il sedile in Ferrari.
  7. Bigmeu

    Circuiti: chi è dentro, chi è fuori

    @chatruc, concordo sul fatto che se sei AD e consideri clienti tutti i circuiti, allora fissi il prezzo e chi può paga. Il problema però si pone dal momento che alcuni tuoi clienti sono anche quelli che ti permettono di fare il prezzo.La storia e la tradizione di un prodotto aiutano a valorizzare il prodotto stesso. Correre su circuiti senza storia, senza tradizione, senza tifosi, porta alla perdita di valore (assoluto e percepito). Prova a ripetere la scena del podio di domenica in Bahrain. Con tutto il pubblico presente in pista non ci riempi nemmeno la griglia di partenza. Così chi guarda da casa percepisce che non è spettacolo da vedere dal vivo, figuriamoci da guardare a casa in tv e sottrarre tempo ai cavoli propri. Per usare un paragone moderno, i vari Monaco, Monza, Spa, Suzuka ecc sono gli influencer della F1. Tolti questi il prodotto che cercano di vendere perde valore in modo esponenziale. Nessuno pagherebbe 50 milioni per essere elencati accanto ai prestigiosi circuiti di Abu Dhabi, Singapore, India, Baku e compagnia cantante, così come nessuno comprerebbe una maglietta bianca con una macchia di sugo per 300€, mettila addosso ai Ferragnez e vai in sold out ancor prima di metterla sul mercato. Allora, essendo tu l'AD, per fare in modo che il tuo prodotto rimanga di valore non devi soffocare chi ti permette di tenere in piedi la baracca. Al contrario li devi valorizzare e fare in modo che il loro valore unitario aumenti cosicché di riflesso aumenti anche il tuo.
  8. Bigmeu

    Mercato piloti 2020

    Io non sto scherzando su Vettel in Renault. Non ho nessuna notizia ovviamente a cui fare riferimento, il mio era solamente un ragionamento su una possibile soluzione del caso Vettel. È uno scenario che potrebbe accontentare tutti senza compromettere il futuro di nessuno, Vettel in primis che se dovesse continuare la striscia iniziata l'anno scorso, nel 2021 avrà un sacco di tempo per godersi la famiglia.
  9. Bigmeu

    Mercato piloti 2020

    Non è così clamoroso. Lo scrissi pure io qualche giorno fa. È l'unica opzione che può accontentare tutti. Anche nell'interesse di Vettel, che altrimenti a meno di un 2020 da mondiale, nel 2021 si troverebbe al 99% senza sedile.
  10. L’halo è un problema principalmente estetico. Se avesse avuto una forma accattivante o avesse contributo a rendere le vetture visivamente più aggressive, molti sarebbero stati a favore. Invece è una tavoletta del cesso messa in testa al pilota e quindi è facile sostenere che oltre a fare schifo non risolve alcun problema. Io sono favorevole all’halo, però ho delle considerazioni. 1) da quando è stato introdotto ci sono già stati un numero di episodi che hanno aiutato la fazione “pro”. Leclerc in Belgio, l’anno scorso in f2 a Barcellona e forse qualche altro che ora mi sfugge. È vero l’halo è stato colpito e ha evitato che qualcosa toccasse la testa del pilota. È anche vero però che aumentando il volume di un oggetto, questo risulti più facile da colpire. In parole povere, se non ci fosse stato l’halo magari la macchina avrebbe semplicemente sfiorato il pilota senza causare danni e nessuno si sarebbe accorto di niente. 2) guardando le immagini dell’incidente di Hubert mi è venuto il sospetto (ovviamente impossibile da confermare per noi) che durante l’impatto la vettura di Correa provi a scavalcare Hubert ma che rimanga incastrata nell’halo. Cercando sostanzialmente di passare nella cruna di un ago, facendosi largo nella scocca e addosso al pilota. Motivo per cui anche l’anteriore di Correa abbia subito così tanti danni. L’energia cinetica non è stata dissipata con altra energia cinetica(quella di un ipotetico salto) ma è stata scaricata tutta sulla macchina del francese. Alla luce di queste considerazioni, pur restando favorevole all’halo, non penso che sia la soluzione definitiva. Forzare i piloti a valutare le situazioni e ad essere più coscienti in gara, mediante l’utilizzo di ghiaia fuori dalle curve la trovo una soluzione sicuramente più fattibile. Si è visto negli anni che comunque l’asfalto non è più sicuro, ma anzi delle volte obbliga a ricorrere a soluzione che sono infinitamente meno sicuri della ghiaia. Come in ultimo quanto successo a Monza in f3.
  11. Bigmeu

    Circuiti: chi è dentro, chi è fuori

    Sarebbe ora che strutturassero il calendario con una 15ina di gp fissi e 5-7 a rotazione ogni anno. In questo modo ci sarebbero le opportunità per tutti di entrare in calendario e soprattutto avere gare differenti ogni anno. In ogni caso scordatevi un gp d’italia lontano da Monza. L’ACI, ovvero chi mette i soldi, da quest’ann ha la gestione diretta del tracciato (e forse anche una quota di proprietà). Non pagherá mai per organizzare un evento a casa di altri. Se Imola o il Mugello vogliono le gare, devono trovare qualcuno che paghi la quota annuale. Qualcuno che non sia Aci. Buona fortuna.
  12. Bigmeu

    Monza 2019 - Un’altra prospettiva.

    Pt 2 - Venerdì La sveglia suona alle 5.40. Alle 6 devo essere in marcia, non so cosa aspettarmi dal traffico nei 15km che separano casa dall’autodromo. L’appuntamento è alle 6.45 al parcheggio a Biassono, questa volta non è routine, meglio arrivare prima. Alle 6.37 varco le porte dell’autodromo, è ancora buio. Non piove, per ora, ma l’umidità nel parco è altissima. Firmo la presenza e ritiro il casco nel container allestito per l’occasione. 5 pullman ci attendono in pista, ognuno serve una porzione di tracciato. Il mio è il verde. Data l’ora e la mia innata capacità di dormire in piedi fino alle 9 del mattino, salgo su quello blu. Intravedo qualche volto noto, il mio cervello si aziona. Matteo non è nella mia stessa sezione di pista. “Scusate che bus è questo?” “Blu” “Oh ca**o, poco ci mancava a farmi riconoscere. Grazie e buona giornata” Scendo e risalgo sul bus giusto, questa volta controllo 3 volte. È quello giusto. In postazione siamo in 7, sono tutti volti nuovi per me. Due vengono dall’Australia. Sono in viaggio di nozze. È consuetudine nei grandi eventi internazionali accettare qualche commissario estero, in modo da poter mandare qualcuno di noi in futuro. Una specie di scambio culturale motoristico. In ogni postazione c’è un uomo al comando. Spetta a lui interfacciarsi con la direzione di gara, comunicare problemi e gestire le operazioni di recupero. Questa volta sono stato fortunato, il capo posto ha grande esperienza, anche internazionale, con molte 24h e qualche GP di Monaco alle spalle. Uno da cui si può solo da imparare. Iniziamo il briefing di postazione, gli australiani non capiscono una mazza, vivendo io in UK mi designano immediatamente ad addetto alle relazioni internazionali. Ovunque andrò io ci sarà sempre almeno uno di loro, non possiamo rischiare che in caso di necessità le operazioni vengano rallentate da problemi di comunicazione. Questa postazione, la 10, è composta da una postazione principale, il quale compito è principalmente occuparsi dei recuperi e fare da specchio per le bandiere e una cosiddetta “punta” adibita solo ed esclusivamente alle segnalazioni con bandiera. Fare da specchio significa mostrare segnalazioni di problemi nascosti dalla conformazione del tracciato alle postazioni precedenti. In questo caso la punta si trova in ingresso parabolica con scarsa visibilità sulla curva, mentre la postazione principale è posta vicino alle barriere alla fine della ghiaia, con un’ottima visibilità su gran parte della curva. In punta staranno due persone, nella postazione principale gli altri 5. Un rapido ripasso delle solite cose, si stabiliscono le regole di intervento, chi ha il controllo in caso di recuperi, chi si relaziona con il trattorista e soprattutto come effettuare i recuperi nel migliore modo possibile. Per le F3 e le F2 usiamo un tipo di corda, per le F1 uno differente per evitare di danneggiare le telecamere laterali, le Porsche invece hanno un sistema tutto loro. Il capo posto va sempre prima sul pilota e ne comunica le condizioni alla direzione gara, gli altri, fino a 3, si occuperanno della macchina o delle macchine. Uno invece sarà al guinzaglio per tutto il weekend, avrà il controllo del pannello luminoso della postazione, non potrà mai staccarsi dalla console di comando e avrà una radio tutta sua e benché il pannello sia per lo più automatico e collegato con la direzione gara, non potrà levare gli occhi dalla pista. Ora iniziamo a preparare l’occorrente: bandiere, filler e scope a portata di mano. Intanto il direttore effettua le prove radio di tutte le postazioni. Prima radio posto 10, forte e chiaro. Seconda radio posto 10, forte e chiaro. PMS posto 10, forte e chiaro. Mentre montiamo telo anti pioggia il capo posto sistema ambulanza, Cea e trattore. Sono le 9 in punto, inizia a piovere. “ISPEZIONEEEEE” tuona la radio. Sulla riga bianca a bordo pista, rigorosamente in ordine di altezza e per categoria per volere del capo posto, Dal più alto al più basso, commissari, Cea, dottori e trattorista, in perfetta uniforme, allineati in attesa del passaggio dei direttori di gara. Ultimo controllo prima dell’attività in pista. “Ok tornate in postazione, tra poco vetture pista” Poco prima delle 9.30 i cancelli del paddock 2 si aprono, le F3 rompono il silenzio e si allineano in pit lane in attesa del semaforo verde. Io intanto sono impegnato con gli australiani, come me sono al loro primo GP, ma a differenza mia non hanno esperienza su tracciati della caratura di Monza. Sono stupefatti dal numero di postazioni e commissari schierati. Spiego loro come agiamo solitamente a Monza, una bandiera gialla o blu in più non ha mai fatto male a nessuno, ma soprattutto appena una macchina esce dalla riga bianca, soprattutto se è qualcosa in più di un semplice lungo, la gialla deve uscire immediatamente. Intanto deve essere scattato il verde, ci sono delle macchine in pista, le condizioni non sono delle migliori, la pista è bagnata ed essendo venerdì mattina è sporca. Nemmeno il tempo di finire di istruire gli australiani che subito uno va in testa coda. Poca roba, è in moto e si accinge già a ripartire. Della gialla, manco a farlo apposta, nemmeno l’ombra. Fortuna che c’è il pannellista che ha già predisposto la segnalazione, io intanto mi sbraccio al grido di YELLOW FLAG YELLOW FLAG a 1 metro dagli australiani, finalmente iniziano a sventolare quella dannata bandiera. Chi ben comincia… Il resto della sessione passa senza particolari problemi. La radio è la nostra fonte primaria di intrattenimento: “posto 1.2, pettine della 4”, “Dal posto 3, la vettura 12 va in testa coda e riparte”. Bandiera a scacchi. Ecco, ci siamo, finalmente è arrivato il momento della F1. Finalmente realizzerò uno dei miei sogni. Semaforo verde, si parte. I primi minuti passano velocemente, i soliti installation lap di verifica, intanto aspettano che la pista migliori. Si inizia a fare sul serio, qualche vettura prende a girare con costanza. Ecco Kimi, entrata in parabolica buona, gas non troppo aggressivo e via verso il rettilin…lo vedo chiaramente perdere il posteriore prima di scomparire dietro agli alberi. Silenzio rotto dalla radio: ”dal posto 11, la 7 è in ghiaia e non riparte” “capito, bandiera rossa. Per tutti, bandiere rossa” Recuperano la macchina e si riparte. In meno di 10 minuti la riconsegnano ai box. Efficenza e professionalità. Altro che i bangla-circuiti. Nemmeno il tempo di vedere qualche macchina passare ed è rossa di nuovo. Perez a muro in uscita Ascari. Fortuna che la pista sta asciugando, altrimenti non gira più nessuno. Bandiera a scacchi, è finita la mia prima sessione da commissario di F1. Poteva andare peggio. Sarei potuto cadere in mondo visione mentre raccoglievo un pezzo di vettura. Nessun intervento = Nessuna figura di M. Ora tocca alla F2, io e l’australiano andiamo in punta. Avrò una radio tutta mia. Radio a parte, non deve essere stata una sessione interessante, non ho ricordi, se non De Vries e il suo punto di frenata. L’unico che mi ha messo paura per tutto il weekend. L’unico a frenare sempre con le ruote per 3/4 sulla linea bianca e 1/4 sull’erba, senza perdere mai il controllo, senza mai andare lungo. Impressionante. In questo momento mi è chiaro perché è in testa al campionato. Fa cose che gli altri non fanno e gli riescono pure bene. Non sembra al limite, sembra che per lui sia quasi normale frenare li. Io però, quando vedo il musetto numero 4 avvicinarsi, faccio un passo e mi lontano dal Guard Rail. Finalmente possiamo riposarci un po’, quasi un’ora di pausa pranzo. Un lusso. Solitamente abbiamo non più di 15 minuti tra due sessioni. Ecco la radio di nuovo “ISPEZIONEEEEEE”. Dovremo sottoporci a questo rituale prima di ogni sessione di F1, oltre che ogni mattina. La Fp2 e le qualifiche di F2 non sono particolarmente degne di nota, qualche bandiera blu e ordinaria amministrazione. Inizia la F3, sono in tantissimi ed è chiaro fin dall’inizio che tutti cercheranno una scia. Il primo tentativo scorre tranquillo, nessun problema di sorta, solo un po’ di traffico nel nostro settore per lanciarsi per il giro veloce. Rientrano tutti. Esce un primo gruppo, si lanciano e iniziano il loro giro, io butto un occhio al maxischermo. C’è un secondo gruppo che si sta lanciando, sono prima dell’Ascari, eccoli che arrivano. Vedo, sempre grazie agli schermi, il primo gruppo arrivare lanciato, inizio a sventolare la bandiera blu, ma sono l’unico in tutto il rettilineo. Il direttore di gara non le sta chiamando e quasi nessun altro ha la possibilità di vedere gli schermi. Caos. Ecco la radio “Bandiera rossa, bandiera rossa. Appena rientrano tutti in corsia me li mandate in direzione gara per piacere?” Sicuramente non è un invito per un buffet. Tocca alle Porsche. Tutto liscio come l’olio. Siamo spettatori privilegiati di uno spettacolo che procede senza intoppi. Siamo quasi annoiati. Bandiera a scacchi. L’ultima per oggi. Sono le 19.45, riponiamo bandiere e tutto il resto nel container. Abbiamo passato più di 12h in postazione, finalmente arriva il pullman per riportarci alla macchina. Siamo tutti stanchi, ma la passione per quello che facciamo allevia la fatica. Domani è un altro giorno. Domani, c’è lotta per la pole. Purtroppo non ho foto del venerdì. Ho seguito alla lettera gli ordini della direzione gara. Solo una, fatta dal trattorista, durante l’ispezione. Qualche chicca arriverà con il racconto di sabato. Chiedo anche ai mod, se fosse possibile, di spostare nell’apposita discussione i messaggi riguardanti il tracciato.
  13. Bigmeu

    Circuiti: chi è dentro, chi è fuori

    @chatruc So per certo che il progetto dello studio Dromo è stato abbandonato con il cambio della dirigenza di un paio di anni fa. Il progetto era di Dell'Orto ed è morto quando lo hanno tagliato fuori dalla SIAS. Monza 2 è invece frutto dell'immaginazione di qualche grafico. Non c'è niente di accurato dal punto di vista planimetrico e praticamente nulla di fattibile ne dal punto di vista economico ne da quello tecnico. Alla sinistra della seconda variante c'è una strada anche abbastanza importante, non parco, spostare la variante in quel modo è impossibile. Non mi pronuncio nemmeno sul ghirigoro fatto al posto dell'anello alta velocità. Le sopraelevate sono vincolate dalla sovrintendenza, non c'è possibilità di buttarle giù. O si aspetta che crollino o si restaurano rendendole utilizzabili per le gare. Cosa che comporterebbe milioni di spesa per ospitare uno o due eventi dedicati l'anno. Pura follia.
  14. Bigmeu

    Monza 2019 - Un’altra prospettiva.

    Qualche foto (qualcuna è proprio rubata): Rettilineo di partenza Musetto Redbull senza ala per prova pit stop Il ricordo di Anthoine. Se avete domande o volete sapere qualcosa in particolare, sarò felice di rispondervi, nei limiti del possibile ovviamente.
  15. Vorrei raccontarvi il mio primo gran premio di Monza, non da spettatore ma bensì da commissario di percorso. Pt 1 - Giovedì Sono ormai 3 anni che vesto i panni arancioni da commissario in autodromo, ma solo quest’anno sono riuscito ad essere in pista in questa occasione così speciale. Il gran premio per noi inizia Mercoledì sera, briefing di sicurezza con il direttore di gara. In questa occasione vengono definite le postazioni e i ruoli che ognuno avrà durante il weekend, ci vengono inoltre impartite istruzioni riguardanti l’organizzazione e norme di comportamento. Cattive notizie: non potremo portare le nostre auto in postazione come al solito. Un pullman ci aspetterà in pista vicino al cancello della postazione 2.4 (vicino alla seconda variante) per poi portarci alle nostre postazioni. Scordiamoci anche l’uso del cellulare. Assolutamente vietato fotografare mentre svolgiamo attività e soprattutto vietatissimo condividere fotografie durante il weekend di gara. Buone notizie: sarò alla postazione 10, in ingresso parabolica, ma soprattutto il pranzo sarà fornito dal circuito. Una piccola vittoria. Alcuni di noi, me compreso, saranno in pista anche giovedì per permettere lo svolgimento di tutti i test necessari allo svolgimento del weekend. Fortunatamente oggi ci è permesso portare la macchina in postazione. Entro dalla porta di Vedano, poi a sinistra dentro al cancello degli inglesi ed eccomi sul rettilineo di partenza. Ormai dovrei essere abituato, non è la prima volta che parcheggio la mia vettura sulla griglia di partenza per ritirare l’attrezzatura, ma oggi l’atmosfera è diversa, c’è un brulicare diverso di mezzi, ci sono ancora operai al lavoro per gli ultimi ritocchi. Sainz e Norris poco più avanti stanno svolgendo attività promozionali per una marca di biciclette. Grosjean si avvia per la sua camminata in pista. Mi avvio in pit lane, sono in anticipo sulla tabella di marcia, incontro un paio di amici e ci facciamo una passeggiata davanti ai box. Ormai le vetture sono montate, alcune sono già avviate alle verifiche tecniche. Avevo già vissuto da spettatore la pit lane ma, senza ressa, la calma è disarmante. La tranquillità regna nei box, nessun meccanico si affanna e tutti sanno cosa fare. È uno spettacolo unico. Suona la sirena, chiamata alle armi, torno in macchina e mi dirigo in postazione. È ancora in corso la track walk dei piloti, schivo Giovinazzi e Stroll e parcheggio. Svolgiamo alcuni test, SC, VSC, cronometraggio, alla fine i direttori di gara, quello della FIA e quello del circuito, compiono le ultime ispezioni e verifiche e successivamente ci liberano dal confino. Dobbiamo recarci di nuovo in corsia box per coordinare la Pit Walk del pubblico. Siamo in anticipo di nuovo, ma questa volta c’è attività, si stanno preparando ad accogliere i tifosi. Ci sono trupe televisive ovunque. Ammazza la Masolin dal vivo. Il nostro compito sarà proteggere il muretto box. A nessun tifoso sarà concesso salirci. Intanto alcuni team provano i Pit stop, incuriosito mi metto in marcatura del muretto RedBull per osservare le loro prove. Forse è la loro attività standard, forse con Max è abitudine, ma li ho visti provare veramente ogni situazione. A partire dai casi standard fino ai casi estremi con l’utilizzo di musetti senza ala e cerchioni senza pneumatico. Aprono i cancelli. Caos. Una marea di persone si riversa ai box. Realizzo solo ora che RB, Ferrari e Mercedes saranno prese d’assalto. Tutti vogliono fare “solo una foto” al muretto o alla pista. Passo due ore a chiedere “gentilmente” di non aggrapparsi al parapetto o negare foto da posizioni privilegiate. Ora sono dall’altra parte. Sono diventato uno di loro, uno di quei bacchettoni inflessibili che in maniera integerrima negano ogni concessione. Qui non si sale. Qui non si fotografa. Finisce la Pit Walk, i ragazzi della sicurezza ci chiedono una mano per accompagnare fuori la folla. Ora tutto tace. Abbiamo qualche minuto per goderci la pit lane, poi anche noi dobbiamo andare, non abbiamo più il permesso FOM. Mi avvio alla macchina, mi viene incontro un collega “noi proviamo ad entrare nel paddock, vieni?”, “certo che si”. Ovviamente il paddock di F1 è un fortino inespugnabile, la missione fallisce ancor prima di pensare ad una strategia, ripieghiamo con successo sul paddock F2. Furtivi ci aggiriamo tra i camion, consapevoli che, se qualcuno ci dovesse vedere, quasi sicuramente ci verrebbe ritirata la pettorina e magari anche il pass stagionali. Restiamo poco più di 5 minuti, giusto il tempo di fare le condoglianze al team Arden e rubare un paio di foto. La giornata finisce qui. Soddisfatto e trepidante per l’inizio dell’attività in pista mi avvio a casa. Da domani si fa sul serio.
×