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Raphael

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Everything posted by Raphael

  1. Ecclestone rispecchia semplicemente la cultura moderna, tutto esiste e si fa per soldi, punto. Se con la morte di Ayrton sono aumentati gli incassi allora la sua morte ? stata cosa buona, punto. Logica irreprensibile che controlla il mondo intero, sport, passioni ed emozioni comprese.
  2. Grazie per la risposta, ma una spiegazione credo di poterla dare comunque da solo, non c'? bisogno di conoscere la fisica o ingegneria. L'auto ad idrogeno fa fare pi? soldi, punto. Del resto ? lo stesso motivo per cui l'italia ? piena di distributori di benzina, gasolio e GPL mentre quelli di metano sono rarissimi (in tutta la Sicilia.... tre!), perch? il metano non ? un derivato del petrolio e non vi sono le relative tasse di stato, in una parola per soldi. Guarda caso da dove pu? essere ricavato l'idrogeno? Indovinatoooooooooo............. Buona fortuna.
  3. Da un fisico vorrei una risposta al seguente quesito: come mai un serbatoio di aria compressa a 300 bar in un auto ? stato ritenuto una assurdit? per il pericolo che ne deriva mentre un serbatoio di idrogeno a 700 bar ? ritenuto assolutamente sicuro? Cio? cosa impedisce l'applicazione delle tecniche usate per l'idrogeno all'aria? La domanda fa riferimento alla auto ad aria compressa Eolo della MDI bollata senza appello dai media e le auto ad idrogeno che si intende proporre sul mercato da BMW ed altri costruttori. Ovviamente la risposta ? molto interessante anche per i risvolti sulla nostra "libera" informazione.
  4. Gi?, tutto molto bello. Ma perch? devo sostenere io la ricerca se non lo fa lo Stato (che pago con le tasse)? Inoltre se dono denaro per la ricerca il medicinale me lo danno gratis o lo devo pagare? Insomma, perch? questi signori devono investire i miei soldi per fare i loro affari? Forse perch? la sclerosi multipla mi fa paura?
  5. Voi credete che un tizio che costruisce una casa su un suo terreno abbia sicuramente le nozioni necessarie per valutare i rischi? Voi credete che il governo quando fa le sanatorie per fare cassa non ha alcun obbligo nel valutare i rischi? Voi credete la gente si debba fidare del governo anche quando non muove un dito (o lo fa con velocit? biblica) dopo una quasi tragedia? Voi credete che il governo ci faccia pagare tasse su tasse per il nostro bene, e che utilizzi i soldi per la nostra sicurezza? Se voi credete a quanto sopra, beh, benvenuti in italia!
  6. No, non sono un single in crisi ma voglio solo fare un appello per tutte le giunte che non hanno donne, tra cui anche quella della mia citt?. Si accettano donne anche da altre citt?, anche straniere. Pare che senza donne non si possa governare, hanno inventato la quota rosa per cui anche se non vi sono donne bisogna presentarne comunque qualcuna, si facciano avanti anche badanti extracomunitarie condonate, non ci sono problemi, basta che siano donne cos? la legge ? soddisfatta. Dato che sono un progressista sfegatato proporr? oltre alle quote rosa anche altre quote che permettano pari opportunit? ad altre categorie (altrettanto discriminate), quindi proporr? quota handicappati, altrimenti detti diversamente abili (gli handicappati mentali sono esclusi per ovvi motivi, ci sono gi?!), quote per omosessuali e lesbiche, altrimenti detti diversamente sessuati (no? beh evidentemente non ? una malattia). Ovviamente ci sar? anche una quota dei furbetti, cosicch? anche i nostri numerosi compatrioti che si sono distinti nel mondo per la loro capacit? di fregare il prossimo ma che sono stati radiati e discriminati possano avere voce democratica, Briatore ti aspettiamo. Come?.... Chi?..... No, Emilio Fede no, ancora non ? stato radiato. Spero che mi vogliate aiutare per il progresso della nostra gloriosa nazione.
  7. Tutta l'italia ? nel fango. Siamo in una nazione da terzo mondo (mafioso) che si da arie da ricchi. Aspettiamo ora *censura* che si lustrer? i bottoni andando in aiuto dei messinesi, per fortuna che *censura* c'?...........
  8. Massa con alonso non avr? alcuna possibilit?, forse dimenticate chi ? Massa, non ? mai stato in grado di eguagliare o anche avvicinarsi a MS. Oggi che ha un compagno di squadra come Raikkonen ha assunto un ruolo di prima guida, ma solo perch? il fillandese si ? rivelato un mega flop. Massa fara da scudiero ad alonso cos? come lo ? stato per MS. Alonso dichiara che vuol finire la carriera con Ferrari, forse siamo fortunati e fra tre anni si leva tra i piedi (anche se ormai della F1 non mi frega pi? nulla in verit?) Speriamo che la Ferrari non faccia andare a muro Massa per far vincere alonso o che con la Ferrari alonso non si metta a tagliare chicane per difendersi dagli avversari, la Ferrari uno come alonso non lo meritava davvero, se c'era il Drake forse non lo avrebbero neppure considerato, anche se porta molti soldi. Comunque tra non molto sarete tutti li ad osannare alonso dimnticando (grazie all'aiuto dei media) tutte le sue schifezze sportive.
  9. Complimenti alla Ferrari che si ? assicurata per ben tre anni i servizi di un grande pilota e di...... uno sportivo piccolo piccolo.
  10. Avete letto che Briatore potrebbe fare una categoria alternativa alla F1???????!!!!!!!!!!!!! Gi? ? una m***a la F1, immaginatevi una fatta da Briatore!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Neppure nei miei peggiori incubi...........
  11. Esistono per? i trasferimenti di carico. Se fosse come dici tu non ci sarebbe differenza fra trazione anteriore e posteriore. Il coefficiente di attrito di un pneumatico comunque ? praticamente pari a 1 anche senza accorgimenti particolari.
  12. 2 gare sono sufficienti (per? senza Briatore ce ne vorranno 4 )
  13. Lo sapevo che saltava fuori qualche problema....... irrisolvibile.
  14. Le auto in teoria si possono raggruppare dietro la Safety Car anche attuando la procedura da me ipotizzata, il distacco delle ultime auto avverrebbe solo nell'ultimo giro, giro e mezzo, appena la Safety Car avvisa del rientro uno (o due) giri prima. Del resto anche oggi il raggruppamento non ? attuato, permettendo ai doppiati di recuperare il giro molte monoposto sfrecciano in regime di Safety Car lontane dal gruppo, quindi non capisco di quale problema irrisorvibile state discutendo.
  15. Chi sta in fondo non attende nulla, dato che sar? inutile stare vicino la Safety Car, dovr? attendere pochi secondi, facendo in modo di arrivare al semaforo poco prima che divendi verde (al limite anche un attimo dopo). Non capisco perch? non tiene conto dei doppiati.
  16. Leggendo il sito de "Il Giornale" ed in particolare i commenti del loro forum mi sono accorto che praticamente tutti i commenti sono entusiastici del governo, plaudono ai ministri in carica e dileggiano l'opposizione, tutti (tranne qualcuno probabilmente per poter di re che non ? vero). Io mi sono registrato ed ho fatto 3 commenti, ovviamente non proprio entusiastici verso il governo, ebbene, non ne ho visto pubblicato neppure uno! Vi risulta sta cosa, o ? qualcosa che non funziona nel mio computer? La registrazione risulta nel sito, per? forse manca qualcosa. Grazie.
  17. Soluzione di Raphael per rendere la Safety Car un p? pi? sportiva ed onesta: quando vi ? un incidente in pista o comunque condizioni di pericolo esce la Safety Car. Le auto si accodano ad essa nella posizione in cui si trovano, nessuno supera nessuno ed i giri vengono conteggiati. Al rientro della Safety Car essa imbocca i box seguita dai concorrenti che percorreranno la corsia dei box fino a rientrare in pista. Il primo concorrente percorre i box e rientra in pista, appena supera il semaforo dei box inizia il conteggio dei distacchi per cui il secondo avr? il semaforo rosso per la durata equivalente al suo distacco, il terzo lo avr? rosso per un tempo pari al suo distacco dal secondo e cos? via fino a quando tutti i concorrenti si rimettono in pista con i distacchi originari. p.s. le macchine non si potrebbero fermare in griglia per motivi pratici, i motori accesi senza neppure un giro per smaltire il calore si riscalderebbero troppo e se spenti potrebbero avere problemi di riavvio. Ed in ogni caso un giro di ricognizione lo devono fare comunque. Dietro la Safety Car si semplificano le cose. Comunqua se la pista fosse completamente ostruita si pu? fare la medesima cosa fermando le auto in griglia o, meglio, ai box. Questa ? la mia modestissima soluzione, anche se sono sicuro che in molti troveranno problemi insormontabili.
  18. Uno oggi gli altri circa 1 settimana fa. Quello di oggi sul servizio di brunetta, il mio nick e sempre Raphael.
  19. In effetti la parola licenziamento l'ho letta nel sito f1-live, che non mi sembra un sito italiano. Per? il sito segnalato da *** lascia intendere dimissioni. Comunque poco importa, anche se ? Briatore che si ? licenziato si potrebbe pensare che (come spesso succede) la Renault lo abbia sbattuto fuori con.... "onore".
  20. Concordo. Bisognerebbe riflettere un p? su questa situazione (si si lo so rifletto troppo!) P.s. Non ho fatto interventi volgari.
  21. Ma voi conoscevate nel 2002 con assoluta sicurezza le potenzialit? della Ferrari? Le sue possibilit? di sviluppo? E soprattutto le potenzialit? degli avversari e la loro capacit? di recupero? No? Beh, forse neppure la Ferrari, e visto i soldi (sempre loro) che ci sono in gioco si pu? incolpare un team se non vuol rischiare? In fondo perch? permettere i giochi di squadra se poi devi essere giustiziato se a qualcuno non garba la tua prudenza? Non ? un atteggiamento ipocrita sputare (come ha fatto Head) sulla Ferrari? Il caso Australia '98 (se non ricordo male) potrebbe essere un caso limite, la McLaren alla prima gara aveva deciso chi era il suo pilota di punta. Un caso limite, poco simpatico per il secondo pilota, ma un team sar? pure in grado di decidere su quale pilota puntare per la conquista del mondiale no? Ne ho gi? parlato a lungo, inutile ripetersi, oggi i giochi di squadra sono vietati (......!) se vi piace essere presi per il sedere accomodatevi, la F1 vi ha accontentati.
  22. Insomma, i giochi di squadra sono giusti e regolari ma non si possono fare alla luce del sole..... meglio prenderci per il sedere che essere onesti e trasparenti per non urtare una pseudo sensibilit? nata da chiss? dove (costruita dai media? Problemi con l'attivit? delle scommesse sportive?). OK il vostro discorso non fa una grinza, avete la F1 che vi meritate.
  23. Una domanda, in alcune fonti leggo che Briatore si ? dimesso, in altri che ? stato licenziato, come stanno le cose, qualcuno ha info? Il fatto che alonso si trovi spesso invischiato nelle cacche della F1 non mi sorprende, del resto la firma in basso non da molte speranze per il suo livello morale, e non ? un caso che il suo nome non lo scrivo mai con l'iniziale maiuscola. Se la Ferrari lo vuole tanto piacere, ormai il team del compianto Drake mi ha deluso tante volte, una in pi? non cambia molto, se pensano di fare pi? soldi con alonso che facciano pure.
  24. Raphael

    Flavio Briatore

    Ecco una non molto breve biografia del nostro Briatore, tanto per conoscerlo un p?, lui ed i suoi amici. ------------------------ Flavio Briatore, un Italiano Posted on Giugno 15, 2008 by Alessio in Asia Breve biografia di Briatore (fonte principale: societa? civile.it) Il debutto (la ? stalla ?) Briatore e? conosciuto principalmente come team manager di Formula 1. Ma da dove viene? Briatore nasce a Verzuolo (in provincia di Cuneo) nel 1950, da insegnanti di scuola elementare. Si diploma con voti piuttosto bassi (?con il minimo dei voti?, dice lo stesso Briatore) come geometra, con tesina dal titolo ?Progetto di costruzione di una stalla? Lavora come istruttore di sci e gestore di ristoranti. Ne apre uno ma presto il ristorante dovette chiudere. Dopo aver fatto il piazzista di polizze assicurative a Saluzzo e dintorni, esordisce nel mondo dell?imprenditoria a Cuneo, diventando l?assistente, il factotum, il faccendiere di un finanziere e costruttore edile locale, tale Attilio Dutto, che aveva rilevato la Paramatti vernici, ex azienda del criminale Michele Sindona. Il 21 marzo del 1979, Attilio Dutto venne assassinato a Cuneo con una bomba collegata all?accensione della sua auto (l?omicidio fece un grosso scalpore nella tranquilla cittadina piemontese). La verit? su quel botto del 1979 non si ? mai saputa, ma si dice che avesse pestato i piedi in Costa Azzurra a qualcuno di importante. Da questo momento, per?, comincia l?escalation di Briatore. Briatore va a Milano a spennare i polli Briatore lascia la piccola Cuneo si sposta a Milano. Casa in piazza Tricolore, molta ricchezza esibita, cattivo gusto profuso a piene mani. Occupazione incerta. Frequenta agenti di cambio e remisiers, bazzica la Borsa, si d? arie da finanziere. In Borsa conosce il conte Achille Caproni (Caproni Aeroplani) e divenne consulente della Cgi (Compagnia generale industriale), sua holding. Risultati disastrosi: la Paramatti, acquistata nel frattempo da Caproni sotto consiglio dello stesso Briatore, ebbe un ?crac? e il pacchetto azionario della Cgi fu venduto alla statale Efim ; le societ? del gruppo subiscono fallimenti a catena, gli operai sono messi in cassa integrazione, banche e creditori sono lasciati con un buco di 14 miliardi. Per un certo periodo Briatore si presenta in pubblico come discografico, gira per feste e salotti con Iva Zanicchi al seguito.Continua a sognare il grande affare. Intanto per? trova una compagnia da Amici miei con cui tira scherzi birboni ai polli di turno. C?? un finto marchese, Cesare Azzaro, che si ritiene il miglior giocatore di carte del mondo. C?? un conte vero, Achille Caproni di Taliedo, rampollo della famiglia che ha fatto volare gli aerei italiani. C?? un avvocato dal nome altisonante. Adelio Ponce de Leon. E uomini dello spettacolo e della tv, Pupo (al secolo Enzo Ghinazzi), Loredana Bert?, Emilio Fede, al tempo ? erano i primi anni Ottanta ? al vertice della sua carriera in Rai, vicedirettore del Tg1 e conduttore del programma Test. Alcuni si riveleranno truffatori, altri saranno truffati. L?ambiente ? una sorta di laboratorio dell??edonismo reaganiano?: soldi, affari, gioco, belle donne. Luoghi d?incontro, case e bische clandestine a Milano e Bergamo, le ville del conte Caproni a Vizzola Ticino e a Venegono, hotel e casin? in Jugoslavia e in Kenya. Le feste, le battute di caccia, i safari in Africa sono occasioni per proporre affari, business che restano per? sempre progetti: di concreto c?? sempre e solo un mazzo di carte che spunta all?improvviso su un tavolo verde. A cadere nella rete furono alcuni nomi importanti tra cui : ? l?imprenditore (dei gelati) Teofilo Sanson (che perde 20 milioni), ? Pupo (60 milioni), ? l?armatore Sergio Leone (158 milioni in due serate all?Hotel Intercontinental di Zagabria), ? l?ex vicepresidente di Confindustria Renato Buoncristiani (495 milioni) ? e l?ex presidente di Confagricoltura Giandomenico Serra (1 miliardo tondo tondo, in buona parte in assegni intestati a Emilio Fede?). A posteriori Briatore la racconta cos?: ?Mi piacevano scala quaranta, scopa, poker, chemin? No, il black jack non l?ho mai capito, la roulette non mi ha mai preso. Tra noi c?erano anche bari, io non c?entravo nulla, per?, lo ha scritto anche Emilio Fede nel suo libro. Dall?83 non gioco pi?, qualche colpo a ramino, stop?. La magistratura giacobina ante litteram contro Briatore In verit? la storia era pi? complessa: un gruppo di malavitosi di rango, eredi del boss Francis Turatello, dedito al traffico di droga e al riciclaggio, aveva pianificato (e realizzato per anni) una truffa alla grande, con carte truccate e tutti gli optional del caso; e i polli da spennare, chiamati gentilmente ?clienti?, erano individuati con un?azione scientifica di studio e di ricerca, dopo aver ?comprato? informazioni da impiegati compiacenti dentro le banche e dopo aver compilato accurate schede informative (complete di disponibilit? finanziarie, interessi, relazioni, gusti: meglio agganciarli proponendo una battuta di caccia o portando un paio di ragazze molto disponibili?). Briatore, a capo di quello che i giudici chiamano ?il gruppo di Milano?, nel business aveva il delicato compito di ?agganciare? i ?clienti? di fascia alta, ingolosirli con qualche buon affare, farli sentire a loro agio con una adeguata vita notturna. E poi spennarli. Cancella anche dalla memoria un numero di telefono di New York (212-833337) segnato nell?agenda di Briatore accanto al nome ?Genovese? e riportato negli atti giudiziari del processo alle bische: ?? un numero intestato alla ditta G&G Concrete Corporation di John Gambino, con sede in 920, 72 Street, Brooklyn, New York. Tanto il Gambino quanto il Genovese sono schedati dagli uffici di polizia americana quali esponenti di rilievo nell?organizzazione mafiosa Cosa Nostra?. Ha amicizie importanti, il Briatore. Il simpatico gioco s?interrompe con una retata, una serie d?arresti, un?inchiesta giudiziaria e un paio di processi. Briatore in seguito viene condannato in primo grado ad 1 anno e 6 mesi a Bergamo e a 3 anni a Milano per essere il capo di quello che i giudici chiamarono il gruppo di Milano. Briatore all?interno del gruppo criminale aveva il delicato compito di agganciare clienti di fascia alta e inserirli nel giro, allo scopo di truffarli. I due processi coinvolgono tra gli altri l?amico Emilio Fede (allora potentissimo direttore di Rai Uno), alla fine assolto (non per innocenza ma) per insufficienza di prove. Briatore pero?, come tutti i ricchi e potenti, non fa un solo giorno di carcere. Preferisce rifugiarsi per tempo nella favolosa Saint Thomas, nelle Isole Vergini, per poi tornare in Italia dopo un?amnistia. Briatore in esilio per non perdere la liberta? Prima di essere condannato alla galera, Briatore aveva conosciuto Luciano Benetton. A presentarglielo era stato il maestro di tennis di Silvio Berlusconi, Romano Luzi, e poi suo fabbricante di fondi neri. L?amicizia con Luciano Benetton gli permise, nonostante la latitanza, di aprire alle Isole Vergini qualche negozio Benetton e di fare rapidamente carriera nel gruppo di manager dell?azienda di Ponzano Veneto. Briatore come venditore e? bravo. Mette a frutto l?esperienza da truffatore. Riesce a piacere a uomini e donne. Ha carisma. Riuscirebbe a vendere anche il ghiaccio al Polo Nord, dice di lui chi lo conosce bene. E aggiunge: venderebbe anche sua madre. Dunque Briatore, ricercato, condannato e latitante, alle isole Vergini spicca il volo definitivo verso il successo. Briatore e la piccola fiduciaria Finclaus Nel frattempo passa nel dimenticatoio anche un?altra storia che sfiora Briatore nei primi anni Ottanta. Una vicenda complicata di azioni Generali che passano di mano: un pacchetto di oltre 330 miliardi di lire. Protagonisti: Anthony Gabriel Tannouri (libanese, noto alle cronache e all?inchiesta del giudice Carlo Palermo come trafficante d?armi); Mazed Rashad Pharson, sceicco arabo e finanziere internazionale; Florio Fiorini, padrone della finanziaria Sasea, ex manager Eni, esperto di mercato petrolifero. Il pacchetto di Generali diventa la garanzia di opache transazioni internazionali: di petrolio tra la Libia e l?Eni, di armi ed elicotteri da guerra (gli americani Cobra) che dopo qualche triangolazione (con il Venezuela, con il Sudafrica) finiscono a Gheddafi malgrado l?embargo. La vicenda ? rimasta oscura. Certo ? che per recuperare le azioni si ? mosso anche il presidente di Mediobanca Enrico Cuccia e che, nel suo giro del mondo, il superpacchetto di Generali ? passato anche per una sconosciuta fiduciaria milanese, la Finclaus, capitale sociale soltanto 20 milioni, che per qualche tempo e? stata nelle mani di Flavio Briatore. Briatore e gli amici siciliani Il nome di Briatore finisce dritto in una megainchiesta antimafia condotta dai magistrati di Catania, accanto ai nomi di mafiosi dalla caratura internazionale. Niente di penalmente rilevante, intendiamoci: lui, Briatore, non ? stato indagato; ma la sua voce resta registrata in conversazioni con boss di rango. Felice Cultrera, uomo d?affari catanese che fa riferimento al boss di Cosa Nostra Nitto Santapaola, ? il centro dell?inchiesta antimafia. Stava imbastendo business di tutto rispetto: la costruzione di 5 mila appartamenti a Tenerife; l?acquisto di quote dei casin? di Marrakech, Istambul, Praga, Malta, Montecarlo, da usare per riciclare denaro sporco; la commercializzazione e la ricettazione di titoli al portatore; l?intermediazione di armi pesanti e l?acquisto di elicotteri (con la presenza nell?affare di una vecchia conoscenza delle inchieste sul traffico d?armi e droga, il miliardario arabo Adnan Khashoggi); l?avvio di attivit? finanziarie in Spagna, Arabia Saudita, Israele, Giordania, Egitto, Marocco, Turchia, Cecoslovacchia, Russia, Corea, Hong Kong, Montecarlo? Un vortice d?affari, di contatti, di relazioni. Ebbene, chi ? uno degli interlocutori dell?attivissimo Cultrera? Proprio Flavio Briatore (del resto, il gruppo dei catanesi coltivava buoni rapporti anche con i fratelli Alberto e Marcello Dell?Utri e con il celeberrimo generale dei carabinieri Francesco Delfino). Nel maggio 1992, dunque, Cultrera e Briatore, intercettati dalla Dia (la Direzione investigativa antimafia), conversano amabilmente di affari e affaristi. Briatore chiede consigli: racconta che un certo Cipriani (? il rampollo della famiglia veneziana), spalleggiato da tal Angelo Bonanno, aveva cercato di intromettersi nella fornitura di motori di Formula 1; per convincere l?uomo del team Benetton, Cipriani gli aveva squadernato le sue referenze: ?Sono amico di Tommaso Spadaro, sono amico di Tanino Corallo?. Nomi d?oro, nell?ambiente: Spadaro ? il ricchissimo boss padrone dei casin? dell?isola caraibica di Saint Maarten; Corallo ? l?uomo che qualche anno prima aveva tentato, per conto della mafia, la scalata dei casin? italiani di Saint Vincent e di Campione. Cultrera ascolta con interesse, poi conferma all?amico Briatore che s?, ? tutto vero: Bonanno ?? uno pesante, inserito in una famiglia pesante?. Infatti: Bonanno ? un narcotrafficante del clan mafioso catanese dei Cursoti, coinvolto anche nell?indagine sull?Autoparco di Milano. Dunque meglio non contrariarlo. Briatore, gli amici (non necessariamente siciliani) e la seconda bomba Quando, il 10 febbraio 1993, una bomba esplode (? la seconda, nella vita di Briatore) davanti alla porta della sua splendida casa londinese in stile re Giorgio, in Cadogan Place, nell?elegante quartiere di Knightsbridge, distruggendo una colonna del porticato e facendo saltare i vetri tutt?attorno, qualche voce cattiva la mette in relazione con i traffici d?armi o altri commerci. Intanto Briatore esibisce i suoi soldi, le sue donne, le sue case. Appartamento a New York, villa a Londra, attico a Parigi, pied-?-terre ad Atene, tenuta in Kenya (?Lion in the sun?). Aereo privato. Yacht di 43 metri, ?Lady in blue?, con un Fontana e un Gi? Pomodoro nel salone. Ha amici importanti soprattutto in Inghilterra (Eccleston innanzitutto, ma anche David Mills, avvocato londinese di Berlusconi, specialista nella costruzione di sistemi finanziari internazionali ?riservati?, tipo All Iberian). Briatore ? ?arrivato? e lo fa vedere, senza risparmio. Briatore e la Formula 1 Senza sapere nulla di ingegneria, all?inizio degli anni Novanta aveva preso in mano la scuderia Benetton diFormula 1, creata nel 1986 da Davide Paolini e Peter Collins sulle ceneri della Toleman. Nel 1994 e nel 1995, con Michael Schumacher come pilota, la porta alla vittoria mondiale. ?Ma la Formula 1 non ? uno sport, ? un business?, ripete. E lui da questo business (off-shore per definizione, fuori da ogni regola e da ogni trasparenza) ha saputo spremere miliardi. A trovare sponsor ? bravissimo. Per il team spendeva molto, ? vero, ma i suoi bilanci non hanno mai chiuso con disavanzi superiori ai 3 miliardi: la Benetton, dunque, ha ottenuto una copertura pubblicitaria planetaria, del valore di almeno 15 miliardi all?anno. Briatore, gli Affari e il successo Ma Briatore non sta fermo. Mentre macina soldi in Benetton, cura anche business in proprio: compra e rivende la Kicker?s (scarpe per bambini), acquista un?altra scuderia di Formula 1, la Ligier (dopo qualche tempo la rivender? ad Alain Prost), prende una quota della Minardi, poi diventa socio del team Bar. Forse ? troppo anche per Luciano Benetton, che nel 1996 divorzia dall?amico ?un po? teppista ma tanto simpatico?. Niente di male, Briatore incassa una buonuscita di 34 miliardi (ma nulla ? sicuro in questo campo) e subito si ripresenta con una sua azienda, la Supertech, in societ? nientemeno che con Ecclestone, che sviluppa i motori Renault e li fornisce a tre team, Bar, Williams, Benetton. Poi compra la casa farmaceutica Pierrel. E? di nuovo coinvolto da inchieste giudiziarie: nel novembre del 2003 il P.M. di Potenza Woodcock chiese la custodia cautelare di Briatore nell?ambito di una inchiesta che coinvolse molti Vip con un sottobosco di pressioni indebite verso ambienti ministeriali. Ma il Gip di Potenza emise una sentenza di incompetenza per territorio. E Briatore continua ad essere libero come un uccello, anzi uno stupendo pappagallo dalle penne multicolori. A Briatore piace apparire. Ma apparire gli piace almeno quanto possedere. Le due cose si sono ben sposate nel Billionaire, discoteca con piscina ottagonale infarcita di vip a Porto Cervo, in Sardegna: buon investimento, ma soprattutto ottimo palcoscenico per le sue apparizioni in pantofoline di velluto bordeaux al fianco di Naomi Campbell (storia inventata, dicono i bene informati, a partiredalla pierre Daniela Santanch? da Cuneo, amica di giovent? di Briatore e oggi pasionaria del partito neo fascista La Destra). Flavio Briatore ha vinto. Le brutte storie del passato nessuno le ricorda pi?. I media lo dipingono come un uomo di successo, non raffinatissimo, ma ugualmente coccolato dai salotti di ogni tipo. Il passato, anche per lui, e? scomparso. Briatore e? stimato. Briatore e? invidiato. Briatore e? l?esempio da seguire. Briatore e? il sogno realizzato. Briatore e? l?italiano che ce l?ha fatta. Briatore e? un Berlusconi. Briatore e? il simbolo del genio italiano dell?ultima generazione. Qualche problema con la giustizia, macchine, pallone, donne, affari loschi e qualche schizzo di mafia.
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