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chatruc

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    Buenos Aires & Motta di Livenza, citt? della delinquenza
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  1. Hai detto giusto. Tutti sappiamo che Pirro e Liuzzi non sono di parte. Se prendono una decisione impopolare, se non altro lo daranno ogni volta.
  2. Sinceramente lo hanno tolto perché non ha fatto bene il suo lavoro in diverse gare. Il problema sarà trovare un sostituto migliore. Poi c'è un problema maggiore: per avere uniformità di giudizio servono tre giudici sempre uguali. Chiunque faccia il direttore di gara, comunica ai team le penalità decise dal triumvirato.
  3. Tombazis ha sbagliato il progetto della nuova macchina?
  4. Esatto. Secondo me il fatto che non ci sia il burrone all'interno rende la curva meno pronunciata. Forse, con le varie riasfaltature hanno addolcito la curva. Guarda qui sotto.
  5. Qui dicono che l'entrata sarà più lenta ma è la gazzetta.it https://www.google.com/amp/s/www.gazzetta.it/Formula-1/13-11-2021/f1-ecco-prime-immagini-nuova-curva-eau-rouge-spa-francorchamps-4202360937734_amp.shtml Qui invece dicono che resta intatta https://www.google.com/amp/s/www.motorsport.com/f1/news/spa-reveals-eau-rouge-and-raidillon-run-off-changes-in-latest-update/7087606/amp/
  6. Sopra vedi quando hanno costruito la curva che è andata a sostituire il tornanti o della vecchia dogana. Sotto vedi la versione 1978. Da quando hanno riempito di terra l'interno, sembra meno pronunciata.
  7. Ecco la nuova arma di Binotto.
  8. La Ferrari vincerà il campionato e la sola lotta sarà tra Leclerc e Sainz.
  9. Confermo. Pista identica o quasi ma con vie di fuga più grandi. In ogni caso, EAU Rouge non è più la stessa dal 1978.
  10. Finalmente, mi sono preso i minuti necessari per confezionare una risposta completa alla questione che tu poni. Prima di tutto, cercherò di fornire una risposta sintetica ai sette punti da te sollevati. Poi parlerò delle differenze e delle analogie tra la F1 del 1990 e quella del 2020 e infine su una questione che pochi affrontano che è la percezione che si ha e si aveva di questo sport. 1) Duelli corpo a corpo: nel 1990, potevano esserci differenze molto grandi tra prestazioni in qualifica e in gara e spesso in partenza si perdevano o si guadagnavano parecchie posizioni, quindi i primi giri facevano vedere un buon numero di sorpassi, ma una volta stabilizzate le posizioni, spesso si andava a posizioni fisse fino a fine gara. I distacchi era piuttosto grandi. Il progresso tecnologico e i regolamenti sempre più stringenti hanno offerto nell'attualità vetture dalle prestazioni molto simili e soprattutto molto costanti, quindi ci sono un numero enorme di duelli corpo a corpo. 2) Macchine difficili da guidare: le monoposto del 1990 era più "ignoranti" di quelle attuali quindi era necessario dominarle. Si muovevano spesso e potevano trarre in inganno i piloti, anche quelli più esperti. Il progresso tecnologico ha consentito di avere macchine che vanno sempre bene, sia col pieno che a serbatoi vuoti, con gomme nuove o usurate. Non significa che i piloti odierni vadano a spasso, anzi, ma che non devono "combattere" contro la macchina. 3) Errori: direttamente dal punto precedente, ma pure da quello successivo, si evince che i piloti potevano sbagliare con relativa facilità. Tecnologicamente, le vetture attuali non offrono situazioni di imprevidibilità, quindi di errori se ne vedono pochi. In ogni caso, avrete notato come una pista molto impegnativa come quella di Jeddah abbia offerto più errori del solito. Effettivamente, con le vie di fuga ampie e asfaltate, piccoli errori diventano insignificanti mentre una volta, piccoli errori compromettevano la gara. 4) Affidabilità: sempre di progresso tecnologico si tratta. Indipendentemente dai punteggi che con gli anni hanno premiato sempre di più l'affidabilità (da qualche anno un po' meno), i costruttori ora hanno la pressochè totale sicurezza del fatto che un particolare non si romperà. Si tratta del progresso dovuto alla progettazione (sempre più precisa), alla simulazione e anche alla realizzazione dei pezzi. 5) Numero piloti e vetture: i numeri non mentono. Alla vigilia del 1989 erano previste 21 squadre per 40 piloti (poi rinunciò la vettura della First GP). Erano state 31 monoposto nel 1988, 35 nel 1990, 34 nel 1991, 32 nel 1992, 26 nel 1993 e 1995, 28 nel 1994 e dal 1996 sono rimaste 22 o 20 con qualche rara eccezione a 24. Oggi come oggi si rimpiange quel periodo fatto di tante piccole squadre che si affacciavano in F1 mentre ai tempi lo spazio dedicato alle stesse era ridotto. La verità era che la quasi totalità di quelle squadre non avevano nemmeno i soldi per completare la loro prima stagione. Avevano i soldi a malapena per costruire le vetture e poi si indebitavano per poter andare ai GP saltando ogni test e sperando che "se facciamo vedere si saper lavorare pur con i nostri ridotti mezzi, qualche sponsor arriverà per aiutarci e quindi miglioreremo". Se andava bene erano team manager romantici, molto spesso sotto pressione da parte degli sponsor, ma molto spesso erano avventurieri o peggio ancora. Dopo il caso Andrea Moda (tra i meccanici, gente che lavorava al calzaturificio del padrone), Ecclestone decise di tagliare la testa al toro piazzando una cauzione insormontabile. Della miriade di squadre entrate in quel periodo, solo Minardi, Jordan e Sauber hanno resistito. 6) Diversi fornitori di gomme: questo aiutava parecchio quando ad esempio le Pirelli volavano i qualifica e le montavano i soli team piccoli. Il problema delle gomme diverse (vedi guerra Goodyear/Bridgestone) è che chi si becca le gomme giuste, ottiene un vantaggio insormontabile. Il monogomma è un male assolutamente necessario. 7) Macchine più facili da inseguire: questo effettivamente è vero e speriamo che il nuovo regolamento 2022 possa aiutare. A quei tempi, era possibile rimanere in scia pure nelle curve veloci. Molti curvoni sono stati eliminati proprio per questo motivo. Da quanto detto sopra, si capisce la F1 del 1990 non era una cosa così arretrata e arcaica. Anzi. Come ora, era l'apice della tecnologia, dove si vedevano cose presenti nella sola aeronautica. Ad esempio, tutte le macchine erano in fibra di carbonio, tecnologia al tempo rarissima in campo industriale. Non solo, come ho potuto osservare in un Minardi Day, fino a metà anni '80, le monoposto erano "analogiche". Già quelle del 1989/1990 erano piene di cablaggi e sensori dappertutto, al punto tale che per poter accenderle è necessario avere una schiera di meccanici con i computer collegati (bellissimo al Minardi Day vedere notebook del tempo collegati alle monoposto proprio per poter far girare il software originale). La stessa Toyota, aveva provato a entrare in punta di piedi utilizzando il marchio Yamaha, con un Cosworth riprogettato. Poi hanno fatto il loro V12. Poi hanno deciso di rimarchiare il Judd. Dopo il terzo fallimento, hanno deciso di posticipare il loro impegno sapendo che non c'era altra scelta che un impegno totale. Idem per la Subaru: hanno fatto un timido tentativo di capire come era la questione e appena scottatisi, hanno mollato. La Peugeot pensò che per partecipare poteva limitarsi al ruolo di fornitore e infatti non servì a nulla. La Mercedes iniziò un timido tentativo sponsorizzando gli Ilmor "concepted by Mercedes". Diciamo che tecnologicamente, la questione era molto complicata. Casomai era l'ambiente a essere più rilassato rispetto ad oggi, anche perchè formato da persone che avevano vissuto i periodi ruggenti pre TV. I piloti, tolti i migliori 6/8, avevano un livello molto meno professionale di quelli attuali, non perchè fossero dei brocchi, ma perchè i tempi non lo esigevano. Non finire una gara per stanchezza era qualcosa di raro ma non improbabile. Di esempi ne ho tantissimi (Nannini che accusa Berger "perchè all'ultimo giro non si fanno sorpassi così per la quinta posizione"). Infine arrivo al fenomeno che facebook, twitter e youtube stanno portando agli estremi e che è la percezione di quei tempi. Ogni giorno, su youtube viene caricato il giro di Senna a Monaco e tutti a dire "quella era la VERA F1", non che magari la telecamera vibrava così tanto da far sembrare la strada piena di buche. Idem con il duello Arnoux/Villeneuve e via a dire che ogni gara era così, non gli ultimi 5 giri di un solo GP in tutta la stagione. La nostalgia facile è un fenomeno vecchio. Ho un articolo di Autosprint del 1987 dove si dice che "la F1 non è più un sport, si tratta solo di soldi e sponsor e mancano le personalità di una volta". Lo pubblicai su facebook ma senza data e tutti giù a darmi ragione e dire che la F1 odierna fa schifo: una volta chiarito l'anno di pubblicazione, zero commenti. Poco tempo fa sono andato a cena con quelli del calcetto e due mi dicono "segui ancora la F1? Certo che adesso le gare sono noiose, non come ai tempi di Senna e Mansell". Dopo questo, ho chiesto a loro "quante gare avete visto quest'anno?". La risposta è stata "nessuna". E' un po' come se per caso si parlasse di moda e io cominciassi a dire che non ci sono più le modelle come Schiffer e Crawford anche se in realtà non conosco nemmeno una modella attuale (solo pornoattrici). Sulla questione della percezione, ci sono da una parte i vecchi nostalgici (Bobbiese, Giudici e quelli che facevano Griglia di Partenza prima di Bobbiese (e prima del suo rientro)), cioè gente vecchia che non comprende o non si lascia affascinare dalle corse moderne, quindi spara merrda a priori. Poi invece ci sono i giovani che quelle corse non le hanno mai viste, ma che sono riusciti a vedere highlight con intere stagioni condensate in 5 minuti. Pure io mi lascio affascinare dalle gare di Fangio, ma se dovesse guardarmi un GP di tre ore al 'ring vedendo Fangio che gira da solo per 180 minuti, mi farei due palle giganti. Il passato splende sicuramente in quanto non più presente ma c'è pure la questione del "sogno". Carlo Cavicchi una volta raccontò della sua prima volta a Monza per la 1000 km. Lui seguiva le corse sui giornali (niente TV) e di quelle corse aveva a disposizioni solo poche foto sbiadite in bianco e nero. Per lui, arrivare a Monza a 16 anni e vedere le macchine dal vivo, era pura magia, pur se a tutti gli effetti la 1000 km non è altro che una lunga e noiosa passerella di macchine (altro che duelli corpo a corpo). La mancanza di esposizione mediatica, rendeva gli eventi sempre epocali. Oggi come oggi, possiamo vedere ogni sessione di libere, pure le prove private, e farci una megaoverdose di F1 se vogliamo. Ai tempi, al di là delle qualifiche e il GP in TV, non c'era altro. Come intrattenimento, abbiamo una quantità umanamente infinita di intrattenimento immediato (film, serie, documentari, videogiochi), quindi il valore aggiunto di ciascuno di questi intrattenimenti è basso. Questo sicuramente in passato rendeva speciale quello che oggi vediamo come noioso e ripetitivo.
  11. Non so chi di voi ha letto il regolamento. Io l'ho fatto (leggete messaggi sopra) e trovare buchi regolamentari e quasi impossibili, ma chi lavora in F1 li troverà.
  12. Grazie perchè stai spiegando bene le cose. Vorrei sapere se sai dirmi qualcosa dei proprietari, di cosa facevano prima e dopo l'avventura in F1. Da quanto mi hanno detto, non serviva in quanto chiunque, se fabbrica una macchina, di fatto è un costruttore. Si trattò di una semplice "sponsorizzazione" gratuita.
  13. Ora rispondete a tutte le altre.
  14. I gp li decide la Fom, non la FIA
  15. Ai tempi la regola non funzionava perché c'erano i rifornimenti e i team erano stupidi. Dicevano che rimanevano a secco ma con quella regola devi tenere un margine di tre giri e casomai rischiare, non lamentarti.
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