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Marcello1997

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Everything posted by Marcello1997

  1. Caspita, quanta tolleranza qui, eh? Guardatelo che non vi morde e magari vi si pare un p? la mente. Certo che siamo conciati come la Repubblica di Weimar! Ma mi sa che lo capirete solo quando vi troverete a rovistare tra i bidoni della spazzatura.
  2. Ero a Monza quell'anno, bel gran premio! Monza tifava tutta Mansell, una cosa impressionante. Quel pilota era amatissimo in Italia. Torniamo al 1991, fu una stagione da shock. Gi? ero depresso per fatti miei e confidavo in quella stagione per consolarmi un p?. Eravamo tutti sicuri che la Ferrari avrebbe dominato. Poi il Gran Premio di Phoenix ci fece capire la dura realt?. Per me fu una grande delusione. Ho dovuto aspettare 9 lunghi anni per vedere la Ferrari vincere. E' bene ricordare che la monoposto pi? forte della stagione fu la Williams. Se la McLaren vinse fu per due motivi: 1) Il 40-6 piazzato da Senna su Mansell nei primi 4 gran premi, quando la Williams pagava problemi di affidabilit? iniziale; 2) Avere Senna al volante.
  3. 1) Enzo Ferrari era fascista e lo rimase anche dopo la guerra. Per quieto vivere collaborò con i partigiani (in quegli anni occorreva barcamenarsi) che comunque manifestarono la loro gratitudine consegnandogli una medaglia per la resistenza. Ma sulla sua fede politica non ci sono dubbi, ne parla anche Enzo Biagi in un programma a lui dedicato. 2) Che fascismo e nazionalsocialismo appoggiassero le corse è naturale: vetrina tecnologica ma soprattutto mito in azione, come è sempre piaciuto a quei regimi. Ma qui mi fermo perchè il discorso entrerebbe nel politico, nel filosofico e financo nel relgioso ed esula dal contesto del forum.
  4. Intanto ? sempre pi? chiaro che quello del campionato alternativo delle grandi case era un bluff. Mosley avrebbe fatto bene a tenere duro, avrebbe vinto lui!
  5. Io (come penso molti altri) solo saltuariamente posso seguire quello che succede in F1. Di sicuro nel 2010 ci sar? la vera svolta epocale, con la fine della F1 delle grandi case che aveva dominato nel 2000. Qui ogni giorno arriva una notizia nuova e quasi mi sto perdendo. Riassumendo al massimo, quali team correranno nel 2010 allo stato attuale delle cose?
  6. Grazie a tutti per avere fatto il punto interrogativo della situazione stavolta ? vera crisi. Anche perch?, siamo realisti, molti di quei team nel 2011 non li vedi pi?, Renault inclusa.
  7. La F1 delle grandi case ha fatto crack. Ora ? chiarissimo che quello del campionato alternativo era solo un bluff!
  8. Il mito della velocit?. L'uomo ne ? sempre stato affascinato. L'auto non nasce per correre: nasce per spostarsi. Qualcuno per? intuisce che quell'aggeggio pu? essere lo strumento moderno, tecnologico (quando non iper-tecnologico) per soddisfare questo mito antichissimo dell'uomo, ancestrale. E farlo in modo pi? pregnante nella civilt? tecnologica (di per s? distruttrice di miti) che in quella mitica ormai sepolta. Un piccolo miracolo, un mito ancestrale potenziato (e non ucciso, come normalmente avviene) dalla tecnologia. La sfida sul filo dei 300 all'ora: affascinante perch? pericolosissima, mica da tutti. Poi alla tecnologia da corsa ? stato chiesto non di alimentare il mito ancestrale della velocit? ma l'esigenza (e dico esigenza) tutta moderna della sicurezza. Dalla sfida a 300 all'ora alla sfilata a 300 all'ora. Si ? perso qualcosa che non ? pi? recuperabile, anche perch? la mentalit? attuale non rinuncia alla sicurezza. Spero di essermi spiegato.
  9. La F1 ? morta per l'ossessione sulla sicurezza. Da quando ? diventata sicura ha perso quell'atmosfera da mito ancestrale perfettamente impiantato nella modernit? ipertecnologica. Una specie di miracolo in epoca moderna. La tecnologia che finalmente non serve se stessa ma degli uomini, dei veri uomini che ambiscono al titolo di "cavalieri del rischio". Dopo la morte di Senna si ? chiesto alla tecnologia di far diventare la F1 uno sport sicuro. Detto, fatto. Ora la F1 ? solo una sfilata di auto, che vanno a 300 kmh e mostrano al mondo come possa essere sicura questa sfilata. La tecnologia che serve di nuova se stessa. Ed ? la fine di uno dei pochi miti impiantati in epoca moderna. Lo so, potrebbe sembrare il discorso di un avvinazzato, ma non lo ?. Niente era pi? vicino al cavaliere medievale o al corridore di bighe di un pilota di F1. Adesso il pilota di F1 ? un impiegato, al pari dell'ingegnere o del tecnico.
  10. Quello rientra nella cultura giapponese: il dirigente chiede perdono al suo paese per il fallimento. E' una sorta di rito, mica un pianto vero...
  11. In quegli anni l'atmosfera intorno allo sport era meno isterica. Hanno ragione quelli che dicono che la delusione fu forte, ma fu solo delusione. A quei tempi i risultati si accettavano, anche quando maturavano in circostanze eticamente poco sportivo. Anche il furterello nel calcio veniva accettato con pi? filosofia. Molti di noi erano poi consapevoli dell'enorme talento di Senna, della sua superiorit? rispetto a Prost. Dal quale, dicamola tutti, ci aspettavamo molto di pi? a SPA e a Monza. Comunque si, altri tempi. Soprattutto si rispettavano tutti i piloti per i rischi che prendevano. Nessuno si sarebbe mai sognato di contestare Senna o chiunque altro. A Imola 1991 c'ero (che disastro): a fine corsa solito applauso al vincitore.
  12. In pi? aggiungete che i test avevano un grosso successo di pubblico ed erano economici. Peccato vietarli anche per questo...
  13. Filmato e commenti splendidi. Congratulazione a ***!
  14. La sensazione ? che solo Ferrari e McLaren resteranno in F1 tra i grandi team. Bianca e Bernie cercano di sostituirli con piccoli costruttori. Il guaio ? che invece di intraprendere la strada di serie iniziative si fanno delle operazioni di basso maquillage. Se non la smettono di ragionare solo in termini economicistici si troveranno presto con un pugno di mosche in mano! Tra l'altro sono curioso di vedere cosa far? la Brawn GP quando finir? il know how Honda, ovvero il prossimo anno.
  15. Speriamo che non sia come l'Andrea Moda, pure quella era nera
  16. Nessuno ha insultato nessuno, sono cose che in F1, almeno quella dal vivo, non si vedono n? mai si vedranno. A fine gara si appaludono tutti e per la Ferrrari e per i ferraristi a Monza c'? sempre un tifo speciale. Per?, che genio Ross Brawn: quanto avr? pesato la sua sagacia tattica nella splendida carriera di Michael Schumacher?
  17. Livello sceso? Altroch?! Ma mica solo in F1, ? un fatto generalizzato nell'ormai povero e martoriato occidenti. Fermandosi all'ambito che ci interessa non sono messi meglio calcio, tennis, cinema e quant'altro...
  18. Mi ricollego ad una discussione nata in F1: negli anni '80 questi tre piloti erano un p? il biglietto da visita dell'Italia. Tutti molto bravi anche se, secondo me, Michele era una spanna sopra gli altri. Peccato sia declinato presto (a differenza di Patrese che ? rimasto tantissimo sulla breccia). Potrebbe essere anche l'occasione per postare foto e parlare della loro carriera.
  19. Ci sar?, ci sar?... Anche se massa guarisce ormai hanno capito che faranno il pieno solo grazie al guerriero teutonico. Quindi...
  20. Grazie per avere fatto a botte per darmi dei suggerimenti, eh! Cmq riserva sciolta, vado sul sicuro, ho comprato il biglietto per l'uscita dell'Ascari. L'ho fatto solo perch? c'? Schumi!
  21. Il decorso post-traumatico ? cos?: si rischia la vita per il trauma, ma se si supera il momento critico e se non ci sono lesioni permanenti, il recupero ? rapidissimo. Lo avevo intuito al punto di scriverlo in un post quando le cose non erano ancora del tutto chiare ma gi? intuibili. Lo rivedremo in gara prima della fine dell'anno, vedrete. intanto godiamoci il ritorno di Schumi
  22. Io ci sono, oggi vado a comprare il biglietto. Vorrei spendere 240 euro e sono indciso tra l'uscita ascari e l'ingresso della parabolica: la prima la conosco, la seconda no. Consigli?
  23. E questo ? ci? che, giustamente, dichiara la FIA. Da gazzetta.it "Gli sport motoristici non possono pi? ignorare la crisi economica mondiale e questo ? chiaro da tempo", scrive la Fia nella nota. "I costruttori non possono continuare a immettere ingenti somme di denaro nella F.1 quando la loro sopravvivenza dipende da licenziamenti, chiusure di impianti e sostegno dei contribuenti".
  24. La verit? ? che mosley aveva ragione! Una F1 basata sulle grandi case non va lontano. E' il secondo pezzo che si perde: con la Honda hanno messo la pezza Brawn, qui vedremo. Ma pezza dopo pezza l'abito diventa sempre pi? liso...
  25. Forse nel giornalismo si ma su Autosprint no! Nel 1990 Nannini perse una mano in un incidente di elicottero. Nel numero precedente era stato annunciato un suo mega poster: Cavicchi si pose il problema, che fare? Non pubblicarlo pi? dopo l'incidente sembrava una cattiveria, pubblicarlo sembrava sciacallaggio. Si decise di inserirlo lo stesso senza per? annunciarlo in copertina come si fa di solito. Decisione salomonica oserei dire. Cavicchi stigmatizz? il fatto che proprio in quei giorni c'era "un settimanale che si vanta di avere un inserto di 20 pagine sulla morte di Stefano Casiraghi, marito di Caroline di Monaco". Altra classe oseremmo dire! 1994: dopo la morte di Senna la redazione di Autosprint viene contatta da uno sconosciuto che offre le foto dei cadaveri di Senna e Ratzemberger. Annunciava come particolarmente interessante la foto di Senna, dove si vedevano gli effetti sul suo volto (orribilmente tumefatto) del terribile incidente. Orbene, Autosprint si dichiar? interessato. Dopo una serrata trattativa compr? le foto e i negativi (all'epoca, prima del digitale, erano preziosissimi). Subito dopo furono distrutti. Un modo particolare per omaggiare la memoria del grande campione e dello sfortunato Ratzemberger. Si vde che non c'? pi? Cavicchi alla guida: si sono imbarbariti, come tutti oggigiorno, compreso quei forumisti che dicono che queste schifezze sono normali. Manca solo che aggiungano "al giorno d'oggi". No ragazzi, non fatevi ingannare: queste cose sono contrarie alla dignit? umana e non sono normali oggi, come non lo erano ieri e come non lo saranno domani. Non fatevi dettare l'etica dalle abitudini: manifestate sempre il vostro sdegno davanti a questi obbrobbri.
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