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Showing content with the highest reputation on 01/12/2021 in all areas

  1. 4 points
  2. 3 points
    Da quello che scrivi sembri invidioso di chi lavora da casa perché fa quel che vuole, ma ti ho spiegato che non è così. Chi a casa cazzeggia lo faceva anche in ufficio. Che sia mediamente un bel vantaggio per il lavoratore è chiaro ma se si produce le stesse cose non c'è motivo per il capo di lamentarsene troppo
  3. 2 points
    Aggiornati perché è una realtà in molti paesi, non ha bisogno di prendere piede perché è solo in paesi arretrati come l'Italia (ed in parte anche la Germania, ma parliamo comunque di due mondi diversi) che non è già una realtà. Come ho già detto, io l'home office lo faccio dal primo giorno che lavoro e lo fanno in tanti. Questa pandemia è solo l'opportunità per capire se e come si possa implementare su scala più larga portando benefici maggiori per dipendenti, datori di lavoro, ma anche trasporti ed attività commerciali nei piccoli centri di provincia.
  4. 2 points
    Ma chi se ne frega che è una pacchia? Quindi ti crea problemi solo perché ti brucia il culo? O c'è un reale problema di produttività? Perché qui tutti stiamo dicendo, bene o male, che lavoriamo come se non più di quando eravamo in ufficio, solo con tempistiche e modalità diverse. Se il problema è davvero quello che presumo, stai solo facendo caciara in una discussione su cui non hai molto da dire, ma tanto da blaterare.
  5. 2 points
    chi a casa passa ore a non fare niente, non lo fa per magia. quella stessa persona anche in ufficio non faceva niente, al massimo c'era il capo a controllare qualcosa e quella persona doveva far finta di lavorare. a me è capitato tante volte in questi anni di lavoro di non avere niente da fare in ufficio, se quello stesso tempo fosse a casa nei fatti al datore di lavoro non cambierebbe niente. questo semplicemente per dire che è erronea l'idea che in generale chi lavora da casa lo fa in panciolle e perde tempo, perchè se si è impegnati il luogo è irrilevante, avrai sempre un sacco di cazzi, se si ha poco da fare idem.
  6. 1 point
    Stai attento ai professoroni del forum, che ti fanno comprare un bolide inutile, sono abituati a farsi le seghe coi tempi di caricamento dei videogiochi. Per quello che deve farci tuo fratello, potresti anche orientarti su un refurb. Di solito sono computer aziendali dismessi e rigenerati, con garanzia di almeno un anno. Ad esempio, qualche mese fa ho preso un Elitebook 840, 8GB DDR3, 240GB SSD, Windows 10 (a cui ho aggiunto anche un mio HDD per salvare file che non uso spesso) a 250€. Col tuo budget puoi avere molto meglio.
  7. 1 point
    Non mi interessa fare classifiche, ma ricordiamoci come sono andate le cose nella "prima ondata": in Italia 30.000 morti (Paese con più vittime covid al mondo!) mentre in altri stati le vittime erano poche migliaia, ma dopo qualche settimana l'ondata si è spostata e Francia, UK e se non sbaglio anche Spagna ci hanno superato, per non parlare di USA, Brasile e India. Temo insomma che sia solo questione di tempo.
  8. 1 point
    @effe non ha senso pensare che l'introduzione massiccia del lavoro da casa porti il datore di lavoro ad assumere in bangla paesi a metà del costo. Se io posso svolgere il mio lavoro da casa, al 90% è perchè il lavoro lo consente e soprattutto perché sono "solo" io persona specializzata/formata/illuminata a poter svolgere quel lavoro, non è quindi importante dove svolgo il lavoro, ma chi lo svolge. Se negli anni abbiamo assistito a fenomeni di delocalizzazione non è certo stato per colpa delle aziende di servizi, dove il fattore umano è ancora importante, ma si sono spostate aziende il cui fattore umano era nullo, in cui dipendenti erano e sono solamente chiamati ad azionare dei macchinari. Poi ovviamente non tutti i lavori si prestano al lavoro da casa. Durante la prima pandemia, mia madre, impiegata in una filiale bancaria, ha fatto 2 o 3 giorni di smart working a settimana. Lascio a te le conclusioni.... Converrai con me che, a meno di non riempire di soldi le case degli impiegati, uno sportello non può operare da casa. Io sono architetto e se le mie idee me le faccio venire in ufficio, a casa o in spiaggia alle Hawaii non frega niente a nessuno, basta che consegni i miei disegni per tempo. Se non consegno però il capo si incazza.
  9. 1 point
    Io vorrei tanto sapere cosa ne pensa il nostro @MartinM
  10. 1 point
    Quello dell'equiparazione dei salari è sicuramente un problema, ma esiste già proprio in forza del fatto che il lavoro a distanza esiste già da molto tempo. Ci sono tante multinazionali (penso all'informatica) che preferiscono assumere in India piuttosto che in Europa o negli USA. Ma d'altronde la delocalizzazione è un problema annoso, che non nasce certo con lo smart working. Deve essere compito di sindacati e politica impedire che questo diventi uno strumento per ricattare i lavoratori e pagarli meno.
  11. 1 point
    scusa ma parli perchè hai dei dipendenti o tanto per? non mi risulta questa cosa. ad esempio i miei genitori in questi giorni che ero giù in ferie lavoravano tutta la giornata da remoto tale e quale a come facevano in ufficio. e tanti amici e persone che conosco hanno le stesse riunioni o gli stessi compiti ora come 1 anno fa. mi sembra che generalizzi e basta.
  12. 1 point
    se lavorare da casa portasse a minor produttività, le aziende non lo permetteranno perchè non raggiungerebbero gli obiettivi. se invece questo non intaccasse le tempistiche, allora la tua posizione si rivelerà sbagliata. vedremo cosa decideranno le aziende una volta usciti dalla pandemia, ma l'impressione è che lo smart working verrà implementato in qualche forma. del resto voglio ricordare che all'estero e in usa è già da anni usato, coi dipendenti che possono lavorare da remoto per 1-2 giorni la settimana.
  13. 1 point
    oggi ci sono un mare di lavori che non necessitano per forza di 8h tutti i giorni, nel mio attuale impiego ad esempio è possibile che un giorno non faccia quasi niente e un altro non abbia 10min di pausa. oppure per fare la validazione di un sw uno potrebbe mettersi 20h ma un collega 15h, per quale motivo si dovrebbe stare a guardare l'ora di differenza se il risultato previsto viene ottenuto? il fatto delle 8h è solo un retaggio del secolo scorso, tante aziende vanno verso il lavoro "libero da orari" come fa @Ferrarista oppure con orari di ufficio ridotti a parità di stipendio con ottimi risultati.
  14. 1 point
    E postare le tue sensazioni ed impressioni direttamente nell‘apposito topic.
  15. 1 point
    No era una riunione virtuale, ho provato a trattenermi, ma proprio non ce l'ho fatta
  16. 1 point
    Infatti in tutto ciò non capisco che gusto ci sia a rivendicare una propria superiorità quando da noi i disastri sono sotto gli occhi di tutti. Mi viene da pensare alla classica sindrome da gallo sulla monnezza.
  17. 1 point
    questo, ripeto, è un modo di pensare il lavoro antiquato, che andava bene nel secolo scorso. la produttività si dovrebbe misurare sui risultati e non sul tempo speso. do un compito e una tempistica da rispettare, senza preoccuparmi se la persona per farlo lavorerà 8 o 5 ore al giorno. questa visione delle 8 ore lavorative piano piano verrà scardinata.
  18. 1 point
  19. 1 point
    OK, sarà sicuramente così.
  20. 1 point
    E infine, visto che qui sembra difficile ragionare per idee, torno a riportare il caso singolo (che non fa statistica, ma per alcuni sembra valere più dei grandi numeri) della mia amica che appena 4 ore dopo il risultato del test antigenico rapido è stata convocata dal medico di base (quindi anche vicino casa, non ha dovuto raggiungere un ospedale a 10 o 20 km come ho dovuto fare io) a fare il test molecolare. Figurati, puoi credere quello che vuoi, i numeri dicono altro.
  21. 1 point
    Nell'ordine oggi ho rifatto i conti per un articolo da pubblicare ed ho rifatto l'editing dello stesso articolo per inviarlo domani in pubblicazione. In più stamattina ho fatto 2 ore di riunione in videocall. Avrei potuto di fare di più in ufficio? No. Fermo restando che col mio capo c'è un rapporto di fiducia e non ha mai avuto la necessità di starmi sul collo perché conosce la mia produttività e senza il mio lavoro sarebbe nella m***a. Chi ha bisogno del cane da presa sul collo per produrre ha un problema. Ed un problema ce l'ha anche il datore di lavoro che non riesce a gestire i suoi dipendenti senza stargli sul collo. In più aggiungerei: per fortuna ogni norma del diritto del lavoro ha reso illegale il controllo fisico del dipendente. Giustamente il datore di lavoro possiede il mio tempo e la mia produttività, ma non può permettersi di chiedere di più.
  22. 1 point
    in Italia le grandi aziende di consulenza stanno già andando verso lo smartworking stabile, ho amici che lavorano in Accenture e Deloitte che hanno firmato contratti per lavorare in smartworking 3 giorni su 5 o addirittura tutta la settimana anche quando sarà finita la pandemia anche nella mia azienda si andrà come minimo verso un modello ibrido (3 giorni a casa + 2 in azienda) se non totale di smartworking, io sono a casa ininterrottamente dal 24 di febbraio, cioè da quando hanno trovato il paziente di Codogno, l'azienda è chiusa da allora e apre solo in via del tutto eccezionale; del resto si sono resi conto che così si risparmiano un sacco di soldi tra gestione della struttura, personale di servizio, catering per la mensa, ecc per me lo smartworking è una pacchia, senza dover buttare (minimo) 2 ore per lo spostamento quotidiano riesco a ritagliarmi molto più tempo libero, senza contare il risparmio di soldi e stress per i trasporti
  23. 1 point
    Per quanto mi riguarda, vince l'home office 10 a 0. Devo dire che in azienda da me (e prima all'università) avevo comunque la possibilità di lavorare spesso e volentieri da casa e lo facevo almeno 2 o 3 volte a settimana. Ovviamente col Covid sono passato ad intere settimane di lavoro da casa. Inoltre ho passato 4 degli ultimi 6 mesi in Italia (e sarei restato qui tutto il tempo se solo il mio capo non avesse rotto i co****ni) con chiari benefici economici e psicologici. Se proprio devo trovare un lato negativo dell'home office è il fatto di non avere ogni volta il tempo di prepararsi un pranzo decente, finendo con una certa frequenza a mangiare pane e salame per pranzo (comunque vada devo rispettare i 30, max 45 minuti di pausa pranzo per evitare che il capo o i colleghi mi cerchino e mi trovino a mangiare). Per quanto riguarda la produttività, nel mio caso è assolutamente aumentata: la possibilità di svegliarmi e potermi mettere a lavorare senza dovermi eccessivamente preparare al lavoro (magari invece di fare una doccia di corsa la mattina, la faccio a metà mattinata o nel pomeriggio) mi fa lavorare sicuramente più ore e più efficacemente. Se poi ci aggiungiamo la pandemia (quindi impossibilità di uscire con amici etc), non di rado mi sono trovato a lavorare dalle 9 di mattina fino alle 23 o anche oltre. Ora a parte il discorso personale, credo che la pandemia ci abbia mostrato una opportunità enorme di rivoluzione del mondo del lavoro. Lo smart working (ed il South working) hanno praticamente solo vantaggi: per i piccoli centri di provincia che si ripopolano con conseguenti effetti economici, per le città che sgravano parte del proprio traffico stradale e ferroviario, per i dipendenti che lavorano più rilassati, per i datori di lavoro (che si tratti di ambito pubblico, accademico, aziendale) che hanno dipendenti più rilassati e quindi possono anche chiedere qualcosa in più in termini di rendimento, per le aziende, università, uffici che risparmiano in elettricità, riscaldamento, acqua etc. Purtroppo, però, la mia impressione è che stia prevalendo nei vari "capi" la propensione a fare giochi di potere coi dipendenti ed a pretendere un controllo fisico su di loro oltre ad un controllo sull'operatività (che è sacrosanta, ma che oggi si può ottenere anche senza un controllo fisico). Molti già dall'estate sono stati obbligati a tornare al lavoro in presenza, ed alcuni addirittura non hanno mai avuto il permesso di lavorare da casa (anche in presenza delle condizioni). Ho l'impressione che si stia perdendo una opportunità di svecchiare finalmente i rapporti lavorativi che potrebbe renderli più efficienti ed a misura d'uomo.
  24. 1 point
    guarda tifo Hamilton da Sepang 2007 e già lo guardavo nel 2006 (strano infatti non abbiano messo il suo gp di turchia nel video), quindi non mi baso di certo su un video per tifare qualcuno. Poi ti prego di segnalarmi un tributo di un pilota qualsiasi che, per esempio, rifila 70secondi sul bagnato al secondo classificato. Visto che tutti i tributi sono uguali e sembrano tutti grandi piloti ti prego di segnalamelo, tanto è una valutazione oggettiva In ogni caso è una tua opinione, così come lo è la mia a trovare spassoso il tuo commento
  25. 1 point
    Avevo scordato: il nostro intraprese in tempi non sospetti una nuova attività molto lucrativa e di grande successo, insomma di grande soddisfazione.
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