Jump to content

Leaderboard


Popular Content

Showing most liked content on 01/09/2019 in all areas

  1. 2 likes
    @Kimimathias @Natural Blonde Killer @gilberthwsEt @Gaangstub buon pranzo amici!!!1!1!1!1
  2. 2 likes
    Penso che nessuno qui ricordi Ickx, almeno non ai tempi della F1. Sono giudizi più indiretti immuni dalla nostalgia. A parte questo, mi sa che non hai tenuto conto di qualche vittoriuccia di Ickx con le vetture sport. Roba da nulla eh.
  3. 1 like
    gnam gnam ke buona!!1!
  4. 1 like
  5. 1 like
    lo prendo per un sì
  6. 1 like
    Test di napoletanità.
  7. 1 like
    [ULTIM'ORA] Arrestato Arrivabene, lo hanno beccato con 400mila euro di coccoina
  8. 1 like
    Gestione piloti a parte.. Chi le deciderà le strategie? Binotto? L'anno scorso il muretto ha fatto delle robe allucinanti.
  9. 1 like
    Ecco trascritto il secondo articolo, del 1975, di Ickx: C’ERANO UNA VOLTA I “GRAND PRIX”……Nella mia infanzia (cioè non molto tempo fa) esistevano i “Gran Premi”. Ascoltando le conversazioni dei grandi, quando Stirling Moss e Jean Behra venivano a cena da noi (Ickx è figlio di un famoso giornalista automobilistico belga, nd.s.), avevo fatto conoscenza con un mondo sportivo ben definito dove esisteva un “Gran Premio dell’A.C. di Francia”, un “Gran Premio di Gran Bretagna”, un “Gran premio di Germania”, un “Gran Premio di Spagna”, che erano altrettanti elementi autonomi e completi, pur se facevano parte del campionato. Tizio era vincitore di questo e quel GP; Caio era vincitore di un terzo GP. Era soltanto verso la fine della stagione che ci si preoccupava della classifica del campionato del mondo che era un supplemento più o meno artificioso alla realtà individuale delle singole corse classiche.20 anni sono bastati per cambiare tutto questo. Non esistono più G.P. nel significato tradizionale del termine. Anche se il nome è stato conservato per abitudine, non si tratta altro che della settima, nona, tredicesima tappa del campionato del mondo. Diciamo chiaramente che la stagione dei G.P. si è trasformata in una corsa a tappe, nel genere del Giro di Francia o del Giro d’Italia ciclistici, che dura però 10 mesi e non 3 settimane.Si è arrivati a questo punto, immancabilmente, da entrambe le parti. Una delle verità apparentemente meno conosciute dagli uomini di oggi, è che esiste un limite ben definito per le facoltà di interesse, di attenzione e di assimilazione mnemonica dell’individuo. Organizzate 6 o 7 G.P. all’anno e ciascuno di essi sarà un Avvenimento, prima, durante e dopo. Salite fino a 12 (o di più) e l’attenzione non segue più, e la memoria ancor meno. Ripensate dunque, al Giro di Francia o al Giro d’Italia. Non vedo quale sportivo potrebbe dire, anche durante le tre settimane della corsa, quali sono stati i primi sei, o i primi tre, o persino il vincitore di ogni singola tappa. Ma, per fortuna, l’attenzione e la memoria, con tali limiti, si appoggiano sulla scala della classifica generale quotidiana. Di fronte a un problema identico, e con il precedente ben stabilito delle corse ciclistiche a tappe, era inevitabile che il pubblico tendesse a assumere la stessa posizione riguardo alla stagione di F1, che l’individualità delle 15 corse successivamente si cancellasse e che esse si trasformassero in elementi costituenti, quasi anonimi, e in ogni caso intercambiabili, in un campionato del mondo forte della sua unicità.Da parte loro, certi piloti hanno adottato lo stesso modo di vedere e, quando sono in competizione in uno dei 15 G.P. annuali, lottano non per la vittoria in una corsa, ma per la classifica (futura) del campionato. In verità, il fatto è relativamente nuovo. Jackie Stewart lottava ancora per la vittoria del singolo GP, quanto per il titolo annuale. E’ dopo di lui che è apparso quello che chiamerò il metodo del “contabile” che consiste nel ricercare “punti” invece di un “risultato”. In effetti chi gioca per il risultato, si trova molto spesso a giocare per il tutto o niente, mentre colui che gioca cercando i punti, cioè ottenendo sempre un po’ di più o un po’ di meno, segue una via più sicura.Eppure lo sport ci perde nella sua purezza, nel suo slancio, nella sua intensità, tutte cose che fanno la sua qualità. E che, per questo stesso fatto, è la soddisfazione del pubblico (di cui pertanto vivono organizzatori, costruttori e piloti) che ne risente. Girate le cose come volete: giocando per la classifica generale finale, non si dà al pubblico di un Gran Premio ciò che si attende e ciò che è lieto di attendere.Eppure sarebbe così facile conciliare gli interessi oggi divergenti, che sono rappresentati, da una parte, dalla vittoria in un singolo Grand Prix e, dall’altra, dalla vittoria di un titolo mondiale! Ne ho già parlato tempo fa su queste colonne e se ci ritorno su, oggi, è perché la redazione e i lettori di Autosprint comprenderanno meglio, ora, cosa questo sistema porterebbe. Si trattava di rinunciare all’artificioso modo dell’attribuzione dei punti che regge il campionato dalla sua creazione, e di sostituirlo semplicemente con il numero delle vittorie ( già nell’articolo precedente Ickx aveva specificato che i successivi piazzamenti servivano come discrimine in caso di parità, n. d. s.). La classifica provvisoria attuale ( ’75) prima del GP di Inghilterra darebbe:1 - Niki Lauda……………… 4 vittorie2 – E. Fittipaldi…………….1 vittoria (2 secondi posti, 1 terzo posto)3 – J. Hunt…………………..1 vittoria ( 2 secondi posti)4 – J. Scheckter…………..1 vittoria (1 secondo posto)5 – C. Pace………………….1 vittoria (1 terzo posto)6 – J. Mass…………………mezza vittoria (GP Spagna sospeso e punteggio dimezzato)Non è questo più chiaro e più espressivo che la classifica ufficiale a punti? Il nostro amico Niki Lauda non sarebbe trattato in modo più equo? E meglio protetto? Si può ben vedere quale classifica semplice e chiara questo sistema permette di presentare.A chi opponesse che da quando il campionato esiste (1950-1974), il titolo sarebbe stato attribuito 22 volte su 26 allo stesso pilota, sia che si conti per punti o per vittorie, risponderò due cose: la prima è che per 4 volte un pilota è stato privato di un titolo che gli toccava secondo la legge fondamentale dello sport, che per definizione premia chi vince. La seconda, è che se si applicasse d’ora in poi il mio modulo, finirebbero automaticamente le prestazioni prudenti, talvolta piene di precauzioni, e le rinunce temporanee alla lotta alle quali si assiste nei G.P. contemporanei e che costituiscono, a parlar chiaro, una erosione dello sport automobilistico.Jacky Ickx --- Per gentilissima concessione di Sundance76
  10. 1 like
  11. 1 like
    Ma dai che è sta cafonata avremo gente sui 1500-1800 punti roba da far spremere le meningi con i calcoli
  12. 1 like
    Non impatta nulla. Arrivabene sulla macchina non aveva parola. Binotto inoltre resta anche come DT. L’unica cosa che cambia sarà il peso politico della Ferrari con questo cambio di “personalità”. Binotto, come ha detto qualcuno, ha la faccia di un uomo buono ma sotto sotto è un figlio di buona donna. Arrivabene che ha avuto i meriti comunque di risollevare una squadra in debacle totale, probabilmente non è mai riuscito a fare la voce grossa in Federazione, vedi i tanti casi 2018 che sono stati al limite del ridicolo.
  13. 1 like
    In Carriera ho sempre preferito fare le 100% con Q complete. Può essere mentalmente stancante ma una volta abituato la preferisci rispetto alle 25 o 50%. Una cosa che ho notato è che le gomme più dure (da medie a salire) sono il male assoluto
  14. 1 like
    Non vedo particolari motivi per essere pessimisti. Arrivabene era una persona messa lì come tanti, alla fine meglio perdere lui che Binotto.
  15. 1 like
    Potrebbe anche essere tempo di un nuovo innalzamento del livello di difficoltà, perché la velocità c'è, e si vede. A Monza non dovrebbe andare malissimo, pista di casa.
  16. 1 like
    Concordo comunque che sia meglio preservare il gruppo tecnico piuttosto che tenere Arrivabene, il quale è obiettivamente meglio sostituibile. Binotto sicuramente avrà una bella gatta da pelare, ma non è l'ultimo arrivato, visto che è in F1 dal 1995. Io continuo a sostenere un cambio anche nella squadra strategie, in ottica Ferrari.
  17. 1 like
    Pare che Arrivabene avesse attribuito la responsabilità dei mancati successi ai tecnici, a una "macchina non dominante", Binotto invece gli rimproverava una gestione dei piloti poco lucida e di non aver sfruttato il potenziale di una monoposto che a lungo è stata uguale, se non superiore, alla Mercedes. Pare che ad un certo punto Binotto, durante un incontro con i vertici, abbia dato l'aut aut: o me o lui. La Mercedes lo vuole nella sua squadra. A quel punto Elkann decide: meglio sacrificare Arrivabene e conservare il gruppo tecnico.
  18. 1 like
  19. 1 like
    dubito vi siano decisioni tecniche alla base della scelta di mandare via arrivabene. a me non è mai stato simpatico ma obiettivamente ha fatto molto bene. e sentire tutti quelli che sono contenti del suo defenestramento mi ricorda tanto il giubilo per la cacciata di costa. additare a lui il mondiale perso è folle laddove il responsabile è solo e soltanto uno con le sue cagate a ripetizione. ma come nel calcio mandare via l'allenatore è sicuramente più pratico che non cambiare i giocatori. poi ok, la caduta di stile di suzuka post qualifiche non si discute, ma pure li non fu cmq colpa sua. sono decisioni politiche. e non sono poi tanto sicuro che vi sia marchionne dietro a questa scelta. anzi, credo che tutto sommato lui lo avesse messo li e lui forse lo avrebbe anche tenuto. poi una volta scomparso, arrivabene non ha più avuto il suo sponsor principale. vedremo. binotto pare un valido direttore tecnico ma il direttore sportivo è cmq un ruolo diverso e arrivabene, che ripeto, mi indisponeva, era cmq un uomo immagine efficace e adatto ad un ruolo che soprattutto in ferrari richiede pressioni non da ridere.
  20. 1 like
    Vettel aveva circa 10" di vantaggio su Hamilton, più gestibili di così? Sarebbe capitato uguale anche con 20", perchè ha fatto un errore da pollo, non da uno che spinge. A Monza Raikkonen ha avuto la scia tutto il giro, ma nel settore 1 e nel settore 2 era avanti giusto di poco. Nel T3 ha fatto lui la differenza, all'Ascari principalmente. Senza contare un piccolo errore di Vettel in uscita dalla Roggia. Giro migliore. A Sochi la partenza fu praticamente uguale come dinamica. Bottas si sposta e fa prendere scia ad Hamilton, il quale va all'esterno per girare tranquillamente 1-2. Lo scambio avviene dopo. Esattamente come sarebbe andata a Monza. Si, probabilmente avrebbero dovuto dire di mantenere le posizioni, penso abbia avuto troppa fiducia nei suoi piloti. Oltre al fatto che quello che realmente sia stato detto nel briefing non lo sapremo mai.
  21. 1 like
    ma anche no, là c'era comunque una certa serenità dovuta ai precedenti trionfi, cosa che più passano anni in ferrari potrebber mancare se questi non arrivano.
  22. 1 like
    Gufare non è mai inutile
  23. 1 like
    Con il 10-6-4-3-2-1: 1- Hamilton 148 2 - Vettel 102 3 - Verstappen 74 4 - Raikkonen 71 5 - Bottas 67 6 - Ricciardo 47 7 - Hulkenberg 7 8 - Perez 6 9 - Magnussen 6 10 - Grosjean 4 11 - Gasly 4 12 - Ocon 4 13 - Sainz 3 14 - Alonso 2 15 - Leclerc 1
  24. 1 like
    Non esiste una classifica col vecchio 10-6-4-3-2-1??
  25. 1 like
    Mamma mia sarebbe un sistema veramente osceno...ma tornare al meraviglioso sistema 10 - 6 - 4 - 3 -2 -1 no?
This leaderboard is set to Rome/GMT+02:00


×