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Questa discussione ha avuto 411 risposte

#21 chatruc

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    "The Intimidator" #3 ******* Dale Earnhardt

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Inviato 30 January 2014 - 18:11

Da dire che mi piace il nuovo format di qualifiche. Se non altro saranno guardabili, tranne quella della Daytona 500. Invece non mi piace che il Showdown sia stato spostato a venerdì al posto delle qualifiche della All Star Race che si faranno prima della gara.

 

Da quanto ne so, Kurt si farà anche la Indy 500 a Maggio.

 

Dicono pure che Haas (Gene) voglia andare in F1. Da non confondere con il team FORCE, di Haas (Carl) che corse in F1 tra il '85 e '86.


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#22 Gian Luca Guiglia

Gian Luca Guiglia

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Inviato 30 January 2014 - 22:55

Ufficializzato il format della Chase rinnovato. Tutti i presagi più foschi confermati. Ecco lo spiegone del format che France ha avuto il coraggio di definire "facile da capire". Che ne pensate? Io ho la tastiera che fuma perché sto preparando il post di commento. Amen.

 

 

La NASCAR ufficializza per la Chase un nuovo format che farà discutere

 

Discussioni senza fine in arrivo! La NASCAR ha ufficializzato quello che ci si aspettava (o si temeva, per quanto ci riguarda) da qualche settimana a questa parte, fin da quando erano trapelate le prime indiscrezioni che volevano un format “ad eliminazione” per la Chase, decisamente ispirato al Football Americano, già a partire da questa stagione.

 

Poche ore fa, nel corso di una conferenza stampa tenuta all’interno del tradizionale Media Tour pre-stagionale, Brian France ha presentato una Chase a cui parteciperanno 16 piloti, idealmente tutti quelli in grado di conquistare almeno un successo in stagione, e dalla quale verranno gradualmente eliminati gli “ultimi”, per arrivare all’ultimo appuntamento stagione con 4 piloti a giocarsi il titolo in uno scontro finale che, nelle intenzioni della NASCAR, dovrebbe raggiungere la portata mediatica del SuperBowl, mettendo una grande enfasi sulla vittoria.

 

Pronti? Vediamo nel dettaglio cosa prevede il nuovo format “knockout” che France ha definito come “emozionante, facile da capire e che porterà il nostro sport a un livello ancora più alto”. A voi giudicare, soprattutto sulla semplicità di comprensione.

Numero di piloti ammessi

 

I playoff (o NASCAR Chase Grid) saranno aperti a 16 piloti, contro i 12 attuali. I primi 15 posti saranno attribuiti a coloro i quali hanno vinto almeno una gara nel corso della regular season, mentre il 16esimo posto andrà al leader della classifica, nel caso non abbia vinto gare. Nel caso in cui non ci fossero 16 vincitori, o ce ne fossero di più (nel 2013 ci sono riusciti in 17, nel 2012 in 15), a fare da discriminante sarà prima il numero di vittorie e poi la posizione in classifica.

 

Fasi della Chase

 

La Chase si dividerà in quattro “round”. Al termine di ognuno dei  primi 3, costituiti da 3 gare ciascuno, verranno eliminati 4 piloti, riducendo progressivamente il numero dei contendenti da 16 a 12, poi a 8 e infine, per l’ultima gara, a quattro piloti, che si giocheranno il titolo nella “finalissima”, che per il 2014 sarà a Homestead, anche se sono probabilmente in arrivo grossi cambiamenti anche a livello di calendario. Il meglio piazzato della finale si aggiudicherà la Sprint Cup.

 

Le quattro fasi si chiameranno Challenger Round (Chicagoland, New Hampshire, Dover), Contender Round (Kansas, Charlotte, Talladega), Eliminator Round (Martinsville, Texas, Phoenix) e NASCAR Sprint Cup Championship (Homestead).

 

Passaggi di turno

 

Una vittoria in una gara di un Round garantirà il passaggio alla fase successiva, mentre per gli altri contendenti varrà la classifica, che verrà resettata al termine di ogni round.

 

Reset dei punti

 

Al termine della Regular Season, i punteggi dei 16 ammessi alla Chase verranno resettati a 2.000, con l’aggiunta di 3 punti bonus per ogni vittoria. Al termine del Challenger Round i primi 12 saliranno a 3.000 punti, mentre dopo il Contender Round i primi 8 passeranno a 4.000 punti. Infine, i primi 4 arriveranno alla finale con 5.000 punti. Gli eliminati di ogni round potranno continuare a lottare per le posizioni tra la quinta e la sedicesima perché torneranno al punteggio di inizio Chase, a cui verranno sommati i punti accumulati fino all’eliminazione.

 

Finale

 

Nel corso dell’ultima gara, non verranno attribuiti i punti bonus per chi conduce un giro in testa e per chi resta in testa per il maggior numero di giri. Il miglior piazzato della finale sarà incoronato campione.

 

Restate con Motorsport Rants per i commenti e le reazioni dei piloti

 

Stay Tuned!

fonte: http://motorsportran...fara-discutere/


Modificata da Gian Luca Guiglia, 30 January 2014 - 23:02.

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#23 simoRR

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Inviato 31 January 2014 - 01:59

Knockout nelle qualifiche, knockout nella chase, ma sono fissati quest'anno?

Non discuto la 'spettacolarità' dei nuovi regolamenti, che sono perfettamente studiati per il pubblico (e magari che non comincino anche i media europei a interessarsi un pò di più a questo mondo). Ma dal punto di vista sportivo è veramente osceno, reset dei punti dopo ogni round? Titolo di campione deciso tra 4 contendenti in una sola gara? ci mancava solo che avessero lasciato un posto nella chase ad un pilota scelto dal pubblico, o forse sarà la novità del 2015? ...


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#24 chatruc

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    "The Intimidator" #3 ******* Dale Earnhardt

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Inviato 31 January 2014 - 09:31

e pensare che il bello della All Star Race era proprio che ci si poteva sbizzarrire con regolamenti da reality show proprio perchè era una gara fuori campionato. Ora il campionato lungo 36 gare, che a una squadra costa 20 milioni di dollari (e anche di più) si decide tutto in una sola gara.

 

A questo punto attendo e magari ci metto anch'io, i commenti dei protagonisti (sicuramente tutti schierati per contratto a favore) ma soprattutto dai media e dai fan della categoria. Secondo voi, gente come Childress, Gordon, Penske, Roush, ecc saranno contenti di questa minchiata?


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#25 chatruc

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    "The Intimidator" #3 ******* Dale Earnhardt

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Inviato 31 January 2014 - 10:11

Partiamo dall'internazionalissima CNN, che non pubblica nemmeno la notizia.

Il New York Times la presenta in secondo piano con il laconico "In cerca di spettacolo, la NASCAR modifica ancora il Chase". L'articolo parte con "Nella apparente ricerca senza fine per un sistema di playoff spettacolare come un Game 7 (cioè la partita definitiva nei playoff NBA)". L'articolo puntualizza che è il quarto cambiamento in 11 anni, mentre lo stesso sistema andò avanti dal 1975 al 2003. Critiche da parte dei piloti, come Newman che dice "non capisco perchè la NASCAR debba essere come altri sport".

Il Washington Post relega la notizia in secondo piano ma si limita a raccontare i cambiamenti e a dire che adesso ciò che conta davvero è vincere.

Per andare sul giornalismo specializzato, Autoweek criticava duramente il nuovo sistema ancora prima che venisse impiegato, spiegando come un banale fraintendimento con un doppiato possa costare ad un pilota il titolo, mentre tradizionalmente i campionati si vincono su tutte le gare, non su una sola. Inoltre il giornalista spiega come Brian France voglia ad ogni costo dei momenti storici nelle gare NASCAR come se gli stessi potessero essere creati così dal nulla.

 


Modificata da chatruc, 31 January 2014 - 10:14.

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#26 Gian Luca Guiglia

Gian Luca Guiglia

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Inviato 31 January 2014 - 10:21

Io per una volta concordo con Kyle Busch, che ha platealmente detto che 'sta roba è bullshit. Io la definirei una cagata fotonica.

 

Poi magari mi smentiscono, ma questa rincorsa al casual fan non fa che allontanare quelli che tengono in piedi questo sport comprando magliette, cappellini, modelli e mangiano una marca di cereali perché è quella del loro pilota. 

Poi magari mi smentiscono e ci spero pure, ma questa è roba che Ecclestone è un dilettante. 


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#27 sterla

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Inviato 31 January 2014 - 12:55

quindi se uno rompe alla prima gara della chase è praticamente andato... e rovina un campionato magari passato al comando con 100 punti di vantaggio....ridicolo


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#28 Gian Luca Guiglia

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Inviato 01 February 2014 - 01:42

Una serie di considerazioni e interrogativi sul nuovo format, in attesa che dimostri se è un capolavoro di astuzia o una cavolata fotonica :-)

 

Follia o colpo di genio? Considerazioni sulla nuova Chase

 

Una cosa è sicura: il nuovo format della Chase for the Cup fa sembrare il buon Bernie Ecclestone, con la sua proposta della Formula 1 “col medagliere” un dilettante. Tra eliminazioni, enfasi sulla vittoria, possibilità di rientrare in gioco e possibili scenari da mani nei capelli, un po’ tutti gli appassionati e gli addetti ai lavori della NASCAR, o almeno quelli che non sono già fuggiti verso il dirt racing, attendono con ansia di capire se questa “rivoluzione” sarà il colpo di genio del secolo oppure, per usare le parole di Paolo Villaggio, una cagata pazzesca.

Di sicuro, però, si tratta di un cambiamento epocale, riguardo a cui vi proponiamo delle considerazioni frutto delle menti contorte della redazione di Motorsport Rants e dei vostri commenti.

 

Ma sarà poi così semplice?

 

Durante la conferenza stampa di presentazione, Brian France ha detto che “un casual fan non capisce una gara che si svolge per una classifica a punti”. Non so a quale settore demografico si riferisca, ma non vedo proprio come si possa trovare più semplice un sistema per cui ci sono volute due ore solo per metabolizzare e confezionare questo articolo di spiegazione. No, sul serio, o punta a gente che non si chiede cosa sta guardando, oppure intende mandare a casa di ogni potenziale spettatore una comoda guida in 12 pagine per provare a spiegare i cavilli del meccanismo. Qui ci sono pochi dubbi: NON è più semplice di prima, ma proprio per niente. E poi, cosa c’è di più semplice del caro vecchio “chi fa più punti in 36 gare vince”?

 

Numero di vincitori: basta un successo per entrare nella Chase?

 

Preso dallo spasmodico desiderio di raggiungere il successo del Football (quello Americano, ovviamente), France ha detto che era giusto allargare a una percentuale più ampia dello schieramento l’accesso ai playoffs e che si dovrà assolutamente vincere per provare a lottare per il titolo. Ma ne siamo proprio sicuri? No. Negli ultimi anni la media dei vincitori in una stagione è stata 12.5, il che vuol dire che avremmo avuto 3 o 4 piloti senza vittorie nella Chase ogni anno. Probabilmente, volendo proprio escludere un campionato tradizionale, 12 piloti nella Chase erano il numero ideale per creare una certa lotta per la qualificazione. Questo vuol dire magari lasciare fuori dalla lotta per il titolo qualche beniamino del pubblico, ma se tutti i “big” devono essere in corsa, che senso ha fare selezione?

 

Tornando al numero di successi necessari per entrare nella Chase, presumibilmente con una vittoria si sarà già al sicuro e con due non ci saranno dubbi. Questo sicuramente creerà una grande bagarre fin dalle prime gare, ma metterà anche in una posizione di grandissimo vantaggio i vincitori di Daytona e Phoenix. Con due successi a inizio stagione, un pilota dovrebbe uscire dalla top-30 o non tentare nemmeno la qualificazione in almeno una occasione per uscire dalla Chase, il che vorrebbe dire andare più piano di  Travis Kvapil, Dave Blaney o di Danica Patrick, per dire. Francamente difficilino anche volendo impegnarsi, visto che Allmendinger nel 2013 è arrivato 35esimo facendo 18 gare su 36, sempre per dire.

 

Enfasi sulla vittoria: e il rischio Bradbury?

 

E’ vero, la lotta per il successo di tappa sarà serratissima e dovrebbe spingere team e piloti a prendere dei rischi in più, sia a livello strategico che di guida. Ma chi ci dice che non se li stiano già prendendo? Molti driver sostengono di dare già il 110% dall’inizio alla fine in ogni caso, il che vorrebbe dire dar vita a manovre kamikaze o a tentare la sorte ai box. Ma forzare queste è quello che vogliamo? Non rischiamo di banalizzarle? Kyle Busch non ha affatto torto quando dubita di questa necessità assoluta di andare in victory lane. Sapete chi avrebbe vinto il titolo 2013? Dale Earnhardt Jr., con lo straordinario bottino di ZERO vittorie, perché è stato il meglio piazzato tra i primi quattro in classifica a Homestead. E’ una valutazione che lascia il tempo che trova, perché le gare sarebbe andate diversamente, ma comunque non si esclude la possibilità di vincere il titolo… senza vincere. Alla faccia dell’enfasi e della facilità di comprensione.

Ve la ricordate l’oro olimpico di Salt Lake City 2002, Steven Bradbury?

 

 

Ecco, il rischio Bradbury esiste! Grazie ad Andrea Bevilacqua per la segnalazione icon_smile.gif?w=960

 

Un campione “indegno”?

 

Da che mondo è mondo, il “campione” di una serie automobilistica è il pilota più forte della stagione. Dal 2004, la NASCAR ha alterato il concetto, spostandolo sulle ultime dieci gare. Purtroppo, però, ha trovato Jimmie Johnson, e allora ha deciso di spostare ancora più in là la soglia di sopportazione del dolore dello zoccolo duro dei fan, senza tenere in alcun conto che Nationwide Series e Camping World Truck Series, negli ultimi anni, hanno dato vita a bellissime battaglie pur con il sistema tradizionale. Per esempio, nel 2013 Austin Dillon ha resistito per un pelo all’arrembaggio di Sam Hornish Jr., senza Chase e senza pagine di spiegazione sul format.

E’ una situazione che ricorda tanto le partite di calcio all’oratorio, quelle in cui arriva l’immancabile “Chi  fa questo vince!”. Ecco, qui vi dicono dal primo minuto che chi segna l’ultimo goal vince, anche se la partita è sul 20 a zero. Vedete voi.

E se, paradossalmente, un Tony Stewart vincesse 35 gare per poi perdere il titolo all’ultima prova – arrivando magari settimo a causa di un contatto – a vantaggio di un pilota arrivato quinto? Potremmo definire il “campione” un campione degno? Oppure finiremmo con lo sminuire il concetto stesso di campione, rendendo chiunque se lo aggiudichi non all’altezza di colossi come Petty o Earnhardt?

 

La ricerca spasmodica del momento memorabile?

 

Altra perla di France è stata l’esprimere il desiderio di proporre ogni anno momenti come quello che Tony Stewart e Carl Edwards hanno regalato nel 2011, quando terminarono la stagione in parità e “Smoke” si aggiudicò il titolo in virtù del maggior numero di vittorie. Sembra proprio una strategia a breve termine, perché è sì vero che (probabilmente) vivremo molti momenti da brivido e ogni gara sarà una specie di “ultima chance”, specie nei round della Chase, ma non è forse vero che alla fine il troppo stroppia?

In fondo, momenti come Homestead 2011 o il titolo di Alan Kulwicki ad Atlanta nel 1992 sono entrati nella leggenda proprio perché sono perle rare. Le gare a volte sono noiose, lo sono per la maggior parte delle volte, ed è proprio questo a rendere memorabili quelle davvero esaltanti. Un esempio? Se non gli fosse sfuggita prima per 19 anni consecutivi, la vittoria di Dale Earnhardt nella 500 miglia di Daytona del 1998 non sarebbe stata così indimenticabile. Qualcuno lo dica a Brian France.

 

Aggirare il problema vero?

 

La sensazione che in qualche modo si insinua tra le pieghe di questa rivoluzione è quella che la NASCAR stia in qualche modo cercando di aggirare un problema più radicato. Visto che non si vuole rinunciare a qualcuno degli speedway da 1.5 miglia che affollano il calendario e su cui aerodinamica e strategia la fanno troppo spesso da padrone, e visto che pare proprio difficile rendere meno aerodinamicamente sensibili delle superfici complesse lanciate a 300 Km all’ora in curva, si preferisce forzare la mano a livello di punteggi e classifiche, quando forse basterebbe tornare su qualche short-track in più, visto che rappresentano le radici della NASCAR e, con le loro velocità più basse –leggasi grip meccanico e non aerodinamico– offrono sistematicamente gare interessanti.

 

Contatti in pista, giochi di squadra e altre amenità

 

Lo sport dell’automobile non è il Football. In campo non ci sono solo due squadre di cui una vince e l’altra, per forza di cose, perde. Ci sono 43 vetture e una milionata di variabili che possono influire sul risultato, dalla gomma di Johnson al braccio di Bowyer.

Che la NASCAR abbia un po’ di timore di questo lo si capisce da come lo nega. A parole non sono preoccupati da quello che potrebbe succedere in pista perché hanno introdotto la regola del “100% a ogni costo”. Ma mica possono controllare tutti e tutto, e poi una volta fatta la frittata, le uova mica si possono rimettere insieme. Prendiamo per esempio il caso di prima, quello del pilota che vince Daytona e Phoenix: chi gli vieta di passare le altre 24 gare ad aiutare i compagni di team, o peggio ancora a ostacolare gli avversari? In teoria glielo vieta la NASCAR, ma se dovessero iniziare a fioccare contatti e reclami, come andrebbe a finire? Come la metterebbe la NASCAR con la politica di non alterare il risultato di una gara dopo il traguardo?

 

Non dimentichiamoci che per rovinare la gara di un avversario basta, per esempio, parcheggiare un po’ male in pit road, ostruendo l’uscita della “vittima”.

 

E se succede all’ultima gara?

 

Già. E se, come successo a Richmond nel 2013, più di un team decidesse di tentare il tutto per tutto per vincere il titolo e finisse con l’influire “illegalmente” sul risultato? Ci ritroveremmo ad avere un campione sub-judice e una sequela di polemiche infinite a cui non voglio nemmeno pensare.

 

Il casual fan: ma siamo proprio sicuri?

 

Sullo sfondo di questa scena c’è la natura corporate della NASCAR, che deve costantemente accrescere il proprio bacino di utenza e per farlo ha deciso di puntare sul “casual fan”, piuttosto che sull’appassionato, un po’ facendo leva sui grandi numeri e un po’ confidando che il vero appassionato possa sopportare praticamente ogni tortura. Ma siamo sicuri che valga la pena di inseguire spasmodicamente lo spettatore sporadico, che non sa e non vuol sapere nulla di corse ma stare davanti alla TV per un paio d’ore, piuttosto che coccolare quelli che da almeno 30 anni fanno della NASCAR il primo sport motoristico americano. L’appassionato è davvero in via di estinzione? Non è che siete tutti qui?

 

Detto questo, ora non resta che vivere questo cambiamento epocale, che comunque vada sarà una delle scelte più coraggiose di sempre nel Motorsport.

 

Voi che ne pensate?

 

Stay Tuned!

 

Gian Luca Guiglia – @gian_138

 

fonte: http://motorsportran...la-nuova-chase/

 

 


Modificata da Gian Luca Guiglia, 01 February 2014 - 01:43.

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#29 sterla

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Inviato 01 February 2014 - 04:03

bho io trovo ridicoli i piloti che sostengono questa modifica...

per me lo fanno solo per ingraziarsi la nascar perchè un pilota con la p maiuscola non può sostenere sta roba


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#30 Zodiac

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Inviato 01 February 2014 - 17:26

non ho voglia di commentare questa bullshit!!

mi sta deludendo troppo la Nascar, se tra qualche tempo si accorgeranno che hanno distrutto uno sport io saro' li a ridergli in faccia!!!

escludo che questa roba possa piacere a qualcuno, ma per contratto fanno tutti la bella faccia; forse se evitassero di stare tutti con il naso nel c*lo a France e soci magari potrebbero cambiare qualcosa!

facciamo cosi', guardero' Daytona poi evitero' di guardare le altre gare fino alla chase ben sapendo che il pilota che vedro' vincere a Daytona sara' dentro! ah... anche quest'ultimo potrebbe andarsene in ferie fino alla chase!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


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#31 Mito Ferrari

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Inviato 01 February 2014 - 21:43

fantastico comunque eh,con la regola della gara finale uno può perdere il titolo anche se ha vinto tutte le gare tranne l'ultima.In pratica chi fa meglio nell'ultima prende tutto,fa "cappotto".

mah.

se volevano fare qualcosa sempre con regular season e play off secondo me  potevano fare prime 26 gare campionato normale,ultime 10 gare i primi 10 in classifica ripartono senza punti e per loro nelle ultime 10 gare vale la classifica in base ai piazzamenti,requisito fondamentale è aver vinto almeno 1 gara nelle ultime 10;se nessuno dei primi 10 vince una gara nelle ultime 10 si guarda chi ha vinto più gare nella regular season(se c'è pareggio si guarda chi ha più secondi posti e così via).

 

ma il nuovo format sa troppo di ruota della fortuna


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#32 Jack Tanner

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Inviato 02 February 2014 - 21:07

sentire Brian France definire il nuovo format "facile da capire" mi fa crepare dalle risate. Ma dico, si può essere tanto stupidi da pensare di darla a bere??? chiunque capisce che il solo loro obbiettivo è quello di rendere più interessante la serie ai fan occasionali o a chi non la segue affatto. Non gli frega un bel niente di premiare il talento dei piloti e tanto meno la passione dei fan!! Smettetela di essere ipoctiti, dite che l'unica vostra preoccupazione è far girare il denaro, e per raggiungere questo obbiettivo siete disposto a fare qualunque cosa. Mi disgustano i capoccioni della nostra amata serie e inizio a credere che hanno completamente dimenticato il valore dell'etica professionale. Del resto è inutile continuare a lamentarsi. Le parole volano!!! Ma una soluzione c'è l'avrei, e pure semplice! dato che sono i soldi a far girare il mondo, li toccherei proprio su quelli. Quindi, per come la vedo io, o si accettano queste modifiche senza brontolare o si smette di seguire la serie per l'intero anno sperando in un fiasco totale. Solo allora forse torneranno ad ascoltare i veri fan!


Modificata da Jack Tanner, 02 February 2014 - 21:11.

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#33 chatruc

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Inviato 03 February 2014 - 12:21

Io continuo a pensare che queste scelte finiscono per rovinare le varie categorie. Ormai l'automobilismo mondiale è fatto di griglie rovesciate, penalizzazioni ai più veloci, zavorre, bilancio di prestazioni...sarebbe come se ieri il derby fosse partito dallo 0 -2 per l'Inter vista la manifesta inferiorità della squadra. Così magari veniva fuori un emozionantissimo 3 a 3, che agli occhi di tutti sarebbe stato una falsità. La F1 ha perso la faccia con i punteggi, dal 10 8 6...al 25, 18...e secondo me il pubblico è in calo. Spero solo che le singole gare siano divertenti e basta.


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#34 Mito Ferrari

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Inviato 16 February 2014 - 21:47

intanto il leggendario numero 3 torna nella Sprint Cup ed è subito in pole alla Daytona500 grazie ad Austin Dillon.


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#35 chatruc

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Inviato 16 February 2014 - 21:59

Grande Dillon, molto bravo. Da considerare che la pole nella 500 miglia di Daytona conta come la squadra che parte calciando al primo tempo nella finale del mondiale. Da segnalare che la gara dell'Unlimited mi è sembrata molto carina. Credo che nella 500 ci saranno tanti sorpassi ma anche tanti incidenti. Credo ritroveremo qualcosa delle edizioni 2001 e 2002, chissà magari un vincitore a sorpresa. Considerazione su Danicrash Patrick: non che abbia avuto colpe nell'incidente, ma avete visto come Kyle ha controllato la sua Toyota nel suo incidente? Tra i due si nota che ci sono diverse abilità.


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#36 sterla

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Inviato 16 February 2014 - 22:55

Bha avevo dubitato della pole della danica l'anno scorso e anche quest'anno lo faccio...

bhe  nel crash di danica sottolinerei anche la manovra imbarazzante di stenhouse, ahahah e l'epic fail della chevy con la pace car  in fiamme


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#37 simoRR

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Inviato 16 February 2014 - 23:45

A differenza delle scorse edizioni quest'anno la Sprint Unlimited è stata veramente carina. Il format scelto dai fan per fortuna è stato il più sensato e nonostante il numero di ritiri (a proposito ma Labonte dov'è sparito? al secondo giro non l'ho più visto.. problemi meccanici?) la battaglia era apertissima. Giustamente poi 'ha vinto l'auto migliore' come ha detto lo stesso Hamlin, che dopo aver vinto l'ultimo evento 2013 e il primo 2014 possiamo darlo per tornato. 

Stenhouse che colpisce Danica dopo il Big One è poi il colmo, ma cosa diavolo guardava??

 

Sono contento per Dillon e la numero 3, capisco che a pensar male spesso ci si prende ma favorire dIllon (e lo scorso anno quindi la partick) senza 'dare nell'occhio' o attirare le proteste degli avversari non è fattibile..

 

p.s. che ne dite dell'errore che è costato la gara a Johnson?


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#38 Gian Luca Guiglia

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Inviato 17 February 2014 - 07:57

In merito alla pole di Dillon, direi che sarebbe più opportuno discutere di cosa abbia trovato RCR per avere motori così in palla su tutte le vetture, almeno in qualifica. 

Per il "complotto", visti i 4 centesimi di distacco del secondo, risponderei con un tweet di Kyle Petty

http://twitter.com/k...147459195858946

 

Riguardo a Stenhouse, ha detto che i danni nel primo contatto gli hanno tolto la possibilità di sterzare.

 

;-)


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#39 chatruc

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Inviato 17 February 2014 - 08:57

a proposito ma Labonte dov'è sparito? al secondo giro non l'ho più visto.. problemi meccanici?

 

Semplicemente ha parcheggiato la macchina ai box per andare a ritirare l'assegno del premio gara. Il team Stoddard correva con la stessa macchina che userà nella 500 miglia e non voleva danneggiarla in incidenti ne fare troppi chilometri alla meccanica.


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#40 Zodiac

Zodiac

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Inviato 17 February 2014 - 19:10

secondo me Stenhouse aveva una voglia matta di ....... con la sua Danica! ha visto il suo posteriore che scodinzolava e cosi'.... ahahahahahhahaha

per quanto riguarda la pole, nemmeno la commento... tutto pieno, si vede solo chi ha esasperato piu' i motori, consideriamo che lo scorso anno l'ha fatta Danicrash!! Kyle sara' una capa di caz.. ma in macchina ci sa andare... anche lo scorso anno se vi ricordate ha fatto due controlli del genere proprio in occasione dello sprint unlimited, tra l'altro aveva anche vinto! Jimmie non ho capito se ha fatto tutto da solo o se Harvick lo ha spinto leggermente. Kenseth ha ammesso di aver sbagliato, causando il big one.

ma vorrei soffermarmi su di lui, quello che proprio non sopporto!! il povero Ambrose ha subito pure la sportellato dopo il botto come se fosse stata colpa sua!! ma avete visto i replay? chi andava a zig zag? che pretende che quello dietro freni o gli stia lontano?!? proprio a lui che e' il primo che colpisce gli altri!! ma per carita'... lui e' il figlio del grande Dale quindi e grande pure lui. ma vaff.......... che ne pensate della situazione?


Modificata da Zodiac, 17 February 2014 - 19:12.

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