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Incidenti Mortali (immagini molto forti)

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S? ma intervistavano Pedro Dandlen, che aveva solo un infortunio alla gamba ma niente di grave. Posso assicurarti che i soccorsi sono pi? che buoni, mentre i giornalisti hanno parecchie libert?, girano per i circuiti senza patemi, lavorando come i cronisti di una volta.

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Spa Francorchamps, G.P. del Belgio 1939.

 

Richard "Dick" Seaman. inglese, aveva 26 anni. Era in testa, quando perse il controllo della sua Mercedes sotto la pioggia verso la Source, usc? di strada andando a sbattere contro un albero, proprio all'altezza dell'abitacolo. I serbatoi si incendiarono (aveva da poco fatto il pit stop). Rimase almeno mezzo minuto tra le fiamme e mor? alcune ore dopo in ospedale, senza aver quasi mai perso conoscenza.

 

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seaman5.jpg

 

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Modificato da sundance76

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Come mai ci mise oltre mezzo minuto (essendo cosciente, come hai detto) a districarsi ed uscire?

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Come mai ci mise oltre mezzo minuto (essendo cosciente, come hai detto) a districarsi ed uscire?

Forse perch? le fiamme erano proprio dove vi era l'abitacolo.

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S?, in effetti dopo il violento urto, avvenuto proprio all'altezza dell'abitacolo, le fiamme si levarono istantanee (i serbatoi erano dietro, ma i condotti verso il motore ovviamente erano ai lati dell'abitacolo, quasi 60 galloni di carburante). Immediatamente alcuni gendarmi e altre persone, tra cui il pilota dell'Auto Union George Meier che si era ritirato gi? da alcuni giri, si gettarono tra le fiamme per liberare Seaman, ma appunto pass? almeno mezzo minuto, e le ustioni per Richard si rivelarono fatali.

 

Mor? poco dopo la mezzanotte, ma prima riusc? persino a parlare, sia in tedesco che in inglese, dicendo che l'incidente era stato provocato da un suo errore di guida..

 

Chi crede nella cabala constat? (a mio parere con qualche forzatura esagerata) una frequente ricorrenza del numero 13 e dei suoi multipli in quella tragica giornata: Seaman aveva 26 anni (doppio 13); aveva la macchina n.26 in una corsa con 13 auto; la sosta per il pit stop dur? 26 secondi, ebbe l'incidente vicino alla pietra chilometrica n.13 alla fine del suo 13? giro condotto in testa e alla fine mancavano 13 giri. Mor? nella camera d'ospedale n. 39 (triplo 13) e la griglia del muso della sua Mercedes aveva 13 barre....

 

La Mercedes ordin? che tutti i suoi concessionari nel mondo esponessero una foto di Seaman per ricordare il giovane pilota scomparso.

 

Seaman era inglese, correva per la squadra tedesca con permesso speciale di Hitler. Aveva fatto una grande e bruciante carriera nelle categorie propedeutiche (le cosidette "Voiturettes": vittoria nel '34 in Svizzera, nel '35 a Pescara, di nuovo in Svizzera e poi in Cecoslovacchia; nel '36 tris in Svizzera, bis a Pescara, poi all'isola di Man, alla Gold Cup e infine a Donington in coppia con Ruesch) e cos? nel '37 fu assunto dalla Mercedes per correre nella categoria dei Gran Premi, con discreti risultati.

Nel 1938, essendo la recluta pi? giovane, solo a luglio ci fu una vettura per lui ed ebbe l'opportunit? di partecipare alla sua prima gara stagionale, l'importante G.P. di Germania, e inaspettatamente la vinse, anche grazie all'incendio al pit stop che ferm? il suo compagno von Brauchitsch, che era in testa. La sua vittoria cre? qualche grattacapo ai vertici nazisti che dovettero comunicare al Fuhrer che il G.P. di Germania, in mezzo a tanti piloti tedeschi, era stato vinto da un inglese... :asd:

 

Nonostante la vittoria, Seaman dovette saltare anche le due gare seguenti, e riebbe una macchina solo al GP di Svizzera, dove sotto la pioggia battente fu l'unico a contrastare il vincitore Caracciola. Seaman arriv? ottimo 2?. Un primo e un secondo posto nelle uniche gare disputate. Concluse la stagione con un 3? posto a Donington, suo GP di casa.

 

Nel 1939, dopo un ritiro all'Eifel, arriv? il tragico G.P. del Belgio, dove era in testa sotto il diluvio, ormai pronto a soppiantare Caracciola nel ruolo di "Regen-meister" o "Rain Master", cio? di mago della pioggia...

Modificato da sundance76

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S?, in effetti dopo il violento urto, avvenuto proprio all'altezza dell'abitacolo, le fiamme si levarono istantanee (i serbatoi erano dietro, ma i condotti verso il motore ovviamente erano ai lati dell'abitacolo, quasi 60 galloni di carburante). Immediatamente alcuni gendarmi e altre persone, tra cui il pilota dell'Auto Union George Meier che si era ritirato gi? da alcuni giri, si gettarono tra le fiamme per liberare Seaman, ma appunto pass? almeno mezzo minuto, e le ustioni per Richard si rivelarono fatali.

 

Mor? poco dopo la mezzanotte, ma prima riusc? persino a parlare, sia in tedesco che in inglese, dicendo che l'incidente era stato provocato da un suo errore di guida..

 

Chi crede nella cabala constat? (a mio parere con qualche forzatura esagerata) una frequente ricorrenza del numero 13 e dei suoi multipli in quella tragica giornata: Seaman aveva 26 anni (doppio 13); aveva la macchina n.26 in una corsa con 13 auto; la sosta per il pit stop dur? 26 secondi, ebbe l'incidente vicino alla pietra chilometrica n.13 alla fine del suo 13? giro condotto in testa e alla fine mancavano 13 giri. Mor? nella camera d'ospedale n. 39 (triplo 13) e la griglia del muso della sua Mercedes aveva 13 barre....

 

La Mercedes ordin? che tutti i suoi concessionari nel mondo esponessero una foto di Seaman per ricordare il giovane pilota scomparso.

 

Seaman era inglese, correva per la squadra tedesca con permesso speciale di Hitler. Aveva fatto una grande e bruciante carriera nelle categorie propedeutiche (le cosidette "Voiturettes": vittoria nel '34 in Svizzera, nel '35 a Pescara, di nuovo in Svizzera e poi in Cecoslovacchia; nel '36 tris in Svizzera, bis a Pescara, poi all'isola di Man, alla Gold Cup e infine a Donington in coppia con Ruesch) e cos? nel '37 fu assunto dalla Mercedes per correre nella categoria dei Gran Premi, con discreti risultati.

Nel 1938, essendo la recluta pi? giovane, solo a luglio ebbe l'opportunit? di partecipare alla sua prima gara stagionale, e inaspettatamente la vinse, anche grazie all'incendio al pit stop che ferm? il suo compagno von Brauchitsch, che era in testa. La sua vittoria cre? qualche grattacapo ai vertici nazisti che dovettero comunicare al Fuhrer che il GP di Germania, in mezzo a tanti piloti tedeschi, era stato vinto da un inglese... :asd:

 

Nonostante la vittoria, Seaman dovette saltare anche le due gare seguenti, e riebbe una macchina solo al GP di Svizzera, dove sotto la pioggia battente fu l'unico a contrastare il vincitore Caracciola. Seaman arriv? ottimo 2?. Un primo e un secondo posto nelle uniche gare disputate. Concluse la stagione con un 3? posto a Donington, suo GP di casa.

 

Nel 1939, dopo un ritiro all'Eifel, arriv? il tragico GP del Belgio, dove era in testa sotto il diluvio, ormai pronto a soppiantare Caracciola nel ruolo di "Regen-meister" o "Rain Master", cio? di mago della pioggia...

 

 

Grazie *** per i preziosi racconti che ci regali ogni volta che leggo spesso e volentieri, hai una cultura automobilistica impressionante.

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Mamma mia quanti incidenti mortali che ci sono stati negli anni tra auto e moto... :( Considerando quelli delle categorie minori, io mi ricordo molto bene quando accadde quello di Takashi Yokoyama, perchè c'ero al Fuji quel giorno: ero andata con mio cognato e con la mia nipote maggiore che aveva quattro anni ed a tutt'oggi ha ricordi alquanto confusi del tragico evento. Mia sorella era incinta di Viktorija ed era rimasta a casa a Tokyo. Quella macchina era volata fino al cartellone per via del contatto con le ruote dell'auto di Wakisaka, un po' come accadde a Webber a Valencia nel 2010 con Kovalainen e sempre durante lo stesso weekend, però in GP2, a Josef Kral. Con la differenza però che Mark e Josef sono ancora qui a raccontarcelo... :cray:

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Cara Ciccia Pasticcia, ti ricordi quel pomeriggio nuvoloso ad Adenau. Eravamo io, te Ridley, Johnny e Pearl Jam ad Adenau e proprio Ridley disse "andiamo a guardare una gara di formula 1 ma che vanno solo più piano". Io dissi "sì, è la F1, piazziamoci dopo il dosso". E proprio lì capito che Winckelholk facesse quel volo simile a quello di Yokoyama ma uscì miracolosamente vivo. Johnny disse "evviva evviva la Madonna, Manfred è vivo per miracolo". Purtroppo il povero Manfred era in credito con la fortuna che invece non lo accompagnò sei anni dopo a Mosport, dove nè io, ne te ne Ridley eravamo. Ma Pearl Jam e Johnny lo videro dal vivo.

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Cara Ciccia Pasticcia, ti ricordi quel pomeriggio nuvoloso ad Adenau. Eravamo io, te Ridley, Johnny e Pearl Jam ad Adenau e proprio Ridley disse "andiamo a guardare una gara di formula 1 ma che vanno solo più piano". Io dissi "sì, è la F1, piazziamoci dopo il dosso". E proprio lì capito che Winckelholk facesse quel volo simile a quello di Yokoyama ma uscì miracolosamente vivo. Johnny disse "evviva evviva la Madonna, Manfred è vivo per miracolo". Purtroppo il povero Manfred era in credito con la fortuna che invece non lo accompagnò sei anni dopo a Mosport, dove nè io, ne te ne Ridley eravamo. Ma Pearl Jam e Johnny lo videro dal vivo.

 

L'incidente di cui tu parli accadde nel 1981, avevo due anni. Però quando andavo alle corse con mio fratello non ho mai assistito ad incidenti mortali, ne ho visto uno solo con mio cognato. (No, Julian, non prendertela, nel caso dovessi leggere qui... magari poi passi per uno iettatore!)

 

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che mestiere fai, Ciccia Pasticcia?

 

Sono una traduttrice dall'inglese all'italiano e viceversa, e ogni tanto mi chiamano nelle scuole medie e superiori per tenere corsi d'inglese madrelingua. Sono lavori che mi soddisfano e mi rendono felice. Pensa che quando finisco i corsi con le classi dei ragazzi sono talmente dispiaciuti dal vedermi andare via, al punto che spesso mi fanno dei regalini! E poi con alcuni ho legato molto, sono studenti che hanno più o meno l'età della Vika... Una ragazzina di un liceo una volta mi ha detto: "Argentha, ho imparato più inglese con te che non in tutti gli anni che l'ho studiato a scuola..." Mi stava scendendo una lacrimuccia... :agree:

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Se è alla tedesca o olandese, siamo messi male...

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