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Giovanni Acampora

I primi dieci anni della GP2: il trampolino di lancio

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Ci sono molte categorie minori che aiutano a dei aspiranti piloti a esaudire il loro sogno primordiale:La Formula 1. Da quando il mondo dell'automobilismo comincia ad avere maggiori introiti economici con gli sponsor e una maggiore visibilitá grazie alla televisione,ogni categoria del motorsport ha la sua serie cadetta. In particolare nel mondo dell'open wheel che in decenni ha avuto diversi format,quelle monomarche per cosi dire come la Formula Ford, Formula Bmw e l'odierna Formula Renault 2.0,per poi passare a quelle europee come l'Euroseries e quella del Sol Levante,ossia la Formula Nippon. Ma lo scettro della regina delle categorie minori è in possesso della ormai famosa GP2 Series.

 

Correva l'anno 2005,anno che vide nascere la stella di Fernando Alonso che conquistò il suo primo titolo,dopo aver battuto un altro futuro campione,ossia Kimi Raikkonen e un Micheal Schumacher in fase discendente della sua carriera,dovuta anche a una Ferrari poco performante. In parallelo a quella stagione,debutta la GP2 Series,format concepito da Bernie Ecclestone e Flavio Briatore,sostituendo la vecchia F3000.

 

Per farsi che i costi siano contenuti,tutte le 12 scuderie utilizzavano lo stesso telaio prodotto dalla Dallara,azienda italiana riconosciuta a livello globale,e i propulsori V8 4000cc realizzati dalla Mecachrome,che ha lavorato in F1 con la Williams nel 1998 non ottenendo risultati di rilievo. Il fornitore iniziale dei pneumatici era la collaudata Bridgestone per poi lasciare spazio dal 2011 ad oggi alla Pirelli. Nello stesso anno viene anche accorpata in un unica formula la GP2 Asia Series,poiché prima di allora era un campionato a se nonostante le stesse identiche vetture.

 

Dal 2005 al 2016,la GP2 ha plasmato un numero di piloti che gareggiano o hanno gareggiato in F1 e la maggior parte di essi sono campioni in questa categoria,mentre alcuni nonostante la conquista del titolo non hanno trovato spazio in F1,considerando che altri piloti meno vincenti in quella categoria si sono guadagnati l'accesso in F1.

Il 2005 vince il titolo Nico Rosberg,l'anno successivo Lewis Hamilton entrambi con la scuderia francese ART Grand Prix,Timo Glock (ex Toyota ed ex Virgin in F1,attuale pilota Toyota nel Wec) vince nel 2007,il primo degli Italiani ossia Giorgio Pantano con la Campos (scuderia iberica che doveva entrare in F1) nel 2008,il campionato 2009 va all'attuale pilota della Force India Nico Hulkenberg (Terzo pilota a vincere con la ART),la Rapax di Pastor Maldonado (ex Williams) vince nel 2010, a seguire il primo pilota Francese a vincere il titolo ossia Romain Grosjean (attuale corridore per la Haas in F1),2012 a un altro italiano ovvero Davide Valsecchi,2013 allo svizzero Fabio Leimer,2014 al figlio d'arte Jolyon Palmer (attuale pilota Renault in F1) e infine nel 2015 va all'attuale terzo pilota Mclaren il belga Stoffel Vandoorne.

 

Tuttavia bisogna elencare altri piloti che hanno militato in GP2 per poi salire di categoria: i messicani Sergio Perez e Esteban Gutierrez,gli attuali piloti Sauber (Marcus Ericsson e Felipe Nasr),Ryo Haryanto (ex Manor),l'italo-americano Alexander Rossi (ex Marussia),Sebastian Buemi (ex Toro Rosso),Kamui Kobayashi (ex Sauber e Catheram),Max Chilton (ex Marussia e Virgin),il compianto Jules Bianchi,Charles Pic,Giedo Van Der Garde,Heikki Kovalanein,Jerome D'Ambrosio,Lucas di Grassi,Nelson Piquet Jr,Bruno Senna,Kazuki Nakajima,Karun Chandhok,Scott Speed (ex Toro Rosso) e Il primo russo della F1,Vitaly Petrov.

 

L'unica categoria ad avere uno charme simile alla GP2 è la sotto categoria della medesima: La piu giovane GP3 nata nel 2010 e in cinque anni sono passati piloti del calibro di Valtteri Bottas,Danil Kvyat,Max Verstappen,lo stesso Gutierrez e l'ultimo a salire è stato il francese Esteban Ocon,campione nel 2015 battendo l'Olandese figlio d'arte che adesso milita in Red Bull.

La fabbrica GP2 funziona e produce tanto come si sperava,e assieme alla GP3 il cambio generazionale è diventato molto più semplice dal punto di vista quantitativo poichè a livello qualitativo è sempre difficile stabilire quale generazione sia la più talentuosa,è tutto altamente soggettivo come giusto che sia.

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