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effe

Quanto durerà Arrivabene?

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Figuriamoci se basta il reparto tecnico.. magari...

Ggr

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Ho un retroscena di lusso che mi arriva da una fonte rimasta in silenzio per mesi perchè di cose private si tratta, ma ora, grazie alle sparate di Arrivabe, tutti sanno e si possono chiarire. Conferma quanto detto sopra.

Il capo della gestione sportiva era il vero capo della Ferrari squadra corse in F1. Lo era Todt e lo era Domenicale. Nella guerra intestina tra Marchionne e Montezemolo (il primo voleva che la Ferrari tornasse a fare un sacco di soldi per la casa madre mentre il secondo difendeva l'autonomia rossa), Domenicali è stato preso come capro espiatorio per le prestazioni deludenti a inizio 2014. Marchionne, da AD FIAT chiese al presidente Ferrari di piazzare un altro e la scelta fu quella di Mattiacci, uomo a digiuno di corse, che appena ha voluto imporre la sua legge, fu preso per i fondelli da tutti (Ecclestone e dipendenti compresi).

Fu così che Marchionne riuscì a dimostrare a CdA di FIAT che il problema della Ferrari era il suo presidente. Quindi via Montezemolo e Mattiacci, sostituiti da Marchionne stesso e Arrivabene, conosciuto da anni come uomo Phillip Morris e dei CdA di Ferrari e Juventus. Arrivabene era la mano destra di Marchionne nel reparto corse. Con tutti gli impegni che aveva, l'uomo del maglione aveva bisogno di uno (Arrivabene) che attuasse quanto da lui deciso.

Nonostante le perplessità di molti (io stesso e molti addetti ai lavori) per le scelte fatte (tagliati Alonso, Marmorini, Tombazis, Allison, Sassi, dichirarazioni sopra le righe, sparate ottimistiche), i risultati sono arrivati. Non solo la Ferrari ha ricominciato a vincere qualche gara (cosa ovvia quando il progetto 2014 era palesemente sbagliato), ma ha pure lottato per il campionato. Il merito è stato chiaramente di Marchionne che ha stravolto tutto ma anche dal reparto tecnico (Binotto), senza il cui apporto, le idee del manager sarebbero cadute nel vuoto.

Nel frattempo il ruolo di Arrivabene si è ridotto. Prima era una mano destra di Marchionne con conoscenza del mondo delle corse (che Marchionne non aveva) ma dopo tre anni l'uomo dei maglioni aveva accumulato esperienza riducendo il ruolo di Arrivabene al semplice accompagnatore della squadra, mentre le decisioni vere (tecniche e in pista) spettavano a Binotto e subalterni. Nelle riunioni varie, Binotto ha aumentato il suo potere bypassando il capo formale (Arrivabene). Quando hanno avuto differenze di opinioni, Binotto la spuntava sempre perchè era la vera causa della rinascita Ferrari. Arrivabene, da vecchio membro del CdA Ferrari si è sentito sminuito ed ha accumulato rancore, sapendo che era immininente la decisione di Marchionne di ritenere Arrivabene inutile e di affidare tutta la gestione sportiva a Binotto. Arrivabene è sopravvissuto grazie ai buoni auspici di Phillip Morris che decide da quarant'anni i piloti Ferrari e l'uomo delle sigarette voleva tenere Vettel e Raikkonen di comune accordo con lo sposor. Invece il duo Marchionne-Binotto puntava sul nuovo, sull'esperienza positiva sul reparto tecnico del team.

Morto Marchionne all'improvviso, Arrivabene ha voluto esercitare di fatto il potere che gli spettava formalmente, confermando Raikkonen. Invece Binotto ha visto questa presa di potere come un'intrusione e ha avvertito il presidente della Ferrari Elkann, che ha intervenuto (anche se non ha tempo) per confermare la decisione di Marchionne di prendere Leclerc. Qui è scoppiata la guerra. Arrivabene ce l'ha a morte con Binotto e subalterni perchè non rispettano la sua posizione di capo ed ha rinfacciato loro che aveva sempre messo la faccia per tutta la squadra quando gli errori clamorosi del 2017 e 2018 (errori di Vettel, rotture meccaniche, errori di strategie) non erano per niente colpa sua (che non decide nulla).

Il vaso si è riempito con il calo di prestazioni a Singapore e Russia, dove le novità non hanno portato benefici ed hanno squilibrato la vettura, mentre la Mercedes è cresciuta. Il sensore non c'entra nulla e la potenza è sempre ottima come dimostrano le buone velocità di punta. L'errore strategico il sabato a Suzuka è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Errore da principiante ed ennesima figura di bronzo di Arrivabene, stufo di prendere critiche per gli errori e di essere evitato per i meriti (sempre degli strateghi, dei tecnici italiani, della struttura orizzontale, ma mai suoi). Arrivabene ha detto che è un errore da principianti, che basta guardare il cielo per capire se piove, che la squadra è giovane (cioè inesperta, anche se hanno tanti anni di presenza in F1) e che lui non si fa prendere per il cullo.

La decisione è presa. Binotto farà il direttore tecnico e basta. Jock Clear farà l'ingegnere di pista di Leclerc e basta. Ci sarà un capo della gestione in pista per la quale andrà Mario Rivola (ma insisto con Daniele Galbiati). Quindi il capo della gestione sportiva comanderà un braccio tecnico (Binotto) e un braccio pistaiolo (Rivola). Arrivabene potrà quindi dire se la colpa arriva da una parte o dall'altra. Da capire se Arrivabene resta. I vertici tecnici non lo vogliono, ma lui conta con l'appoggio Phillip Morris. Invece i vertici FIAT sono indecisi. Si fidano esclusivamente dei vertici tecnici ma non vogliono una dittatura degli stessi.

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il problema, ora, è che se veramente Arrivabene era solo un fantoccio di Marchionne, ora  che lui non c'è più serve un nuovo burattinaio (ed evidentemente Camilleri e Elkann non ne hanno le capacità) oppure  un vero TP

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24 minutes ago, LuigiQ said:

Quindi al momento cerchiamo pistaioli e burattinai...direi bene così 

Hanno lapo in casa. Più pistaiolo di lui, non me ne vengono in mente...

Ggr

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Credo che sia giunta l'ora che Arrivabene se ne vadi.

Preparo le bottiglie di spumante.

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Io spero vivamente mettano Lapo Elkann al suo posto, serve un giovane con diversa verve per rimettere ordine alla squadra, uno con carisma polivalente in grado di essere versatile.

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Lapo lo vedrei bene.

C'è bisogno di una spolverata nei piani alti della dirigenza. 😉👍

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1 hour ago, Rio Nero said:

Credo che sia giunta l'ora che Arrivabene se ne vadi.

Preparo le bottiglie di spumante.

vadi Maurizio vadi

frasi-celebri-fantozzi.jpg?w=300&h=299

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:asd:

 

Comunque confermo che serve un'immagine poliedrica come quella che solo Lapo può garantire 

 

Modificato da Mito Ferrari

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18 hours ago, chatruc said:

Ho un retroscena di lusso che mi arriva da una fonte rimasta in silenzio per mesi perchè di cose private si tratta, ma ora, grazie alle sparate di Arrivabe, tutti sanno e si possono chiarire. Conferma quanto detto sopra.

Il capo della gestione sportiva era il vero capo della Ferrari squadra corse in F1. Lo era Todt e lo era Domenicale. Nella guerra intestina tra Marchionne e Montezemolo (il primo voleva che la Ferrari tornasse a fare un sacco di soldi per la casa madre mentre il secondo difendeva l'autonomia rossa), Domenicali è stato preso come capro espiatorio per le prestazioni deludenti a inizio 2014. Marchionne, da AD FIAT chiese al presidente Ferrari di piazzare un altro e la scelta fu quella di Mattiacci, uomo a digiuno di corse, che appena ha voluto imporre la sua legge, fu preso per i fondelli da tutti (Ecclestone e dipendenti compresi).

Fu così che Marchionne riuscì a dimostrare a CdA di FIAT che il problema della Ferrari era il suo presidente. Quindi via Montezemolo e Mattiacci, sostituiti da Marchionne stesso e Arrivabene, conosciuto da anni come uomo Phillip Morris e dei CdA di Ferrari e Juventus. Arrivabene era la mano destra di Marchionne nel reparto corse. Con tutti gli impegni che aveva, l'uomo del maglione aveva bisogno di uno (Arrivabene) che attuasse quanto da lui deciso.

Nonostante le perplessità di molti (io stesso e molti addetti ai lavori) per le scelte fatte (tagliati Alonso, Marmorini, Tombazis, Allison, Sassi, dichirarazioni sopra le righe, sparate ottimistiche), i risultati sono arrivati. Non solo la Ferrari ha ricominciato a vincere qualche gara (cosa ovvia quando il progetto 2014 era palesemente sbagliato), ma ha pure lottato per il campionato. Il merito è stato chiaramente di Marchionne che ha stravolto tutto ma anche dal reparto tecnico (Binotto), senza il cui apporto, le idee del manager sarebbero cadute nel vuoto.

Nel frattempo il ruolo di Arrivabene si è ridotto. Prima era una mano destra di Marchionne con conoscenza del mondo delle corse (che Marchionne non aveva) ma dopo tre anni l'uomo dei maglioni aveva accumulato esperienza riducendo il ruolo di Arrivabene al semplice accompagnatore della squadra, mentre le decisioni vere (tecniche e in pista) spettavano a Binotto e subalterni. Nelle riunioni varie, Binotto ha aumentato il suo potere bypassando il capo formale (Arrivabene). Quando hanno avuto differenze di opinioni, Binotto la spuntava sempre perchè era la vera causa della rinascita Ferrari. Arrivabene, da vecchio membro del CdA Ferrari si è sentito sminuito ed ha accumulato rancore, sapendo che era immininente la decisione di Marchionne di ritenere Arrivabene inutile e di affidare tutta la gestione sportiva a Binotto. Arrivabene è sopravvissuto grazie ai buoni auspici di Phillip Morris che decide da quarant'anni i piloti Ferrari e l'uomo delle sigarette voleva tenere Vettel e Raikkonen di comune accordo con lo sposor. Invece il duo Marchionne-Binotto puntava sul nuovo, sull'esperienza positiva sul reparto tecnico del team.

Morto Marchionne all'improvviso, Arrivabene ha voluto esercitare di fatto il potere che gli spettava formalmente, confermando Raikkonen. Invece Binotto ha visto questa presa di potere come un'intrusione e ha avvertito il presidente della Ferrari Elkann, che ha intervenuto (anche se non ha tempo) per confermare la decisione di Marchionne di prendere Leclerc. Qui è scoppiata la guerra. Arrivabene ce l'ha a morte con Binotto e subalterni perchè non rispettano la sua posizione di capo ed ha rinfacciato loro che aveva sempre messo la faccia per tutta la squadra quando gli errori clamorosi del 2017 e 2018 (errori di Vettel, rotture meccaniche, errori di strategie) non erano per niente colpa sua (che non decide nulla).

Il vaso si è riempito con il calo di prestazioni a Singapore e Russia, dove le novità non hanno portato benefici ed hanno squilibrato la vettura, mentre la Mercedes è cresciuta. Il sensore non c'entra nulla e la potenza è sempre ottima come dimostrano le buone velocità di punta. L'errore strategico il sabato a Suzuka è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Errore da principiante ed ennesima figura di bronzo di Arrivabene, stufo di prendere critiche per gli errori e di essere evitato per i meriti (sempre degli strateghi, dei tecnici italiani, della struttura orizzontale, ma mai suoi). Arrivabene ha detto che è un errore da principianti, che basta guardare il cielo per capire se piove, che la squadra è giovane (cioè inesperta, anche se hanno tanti anni di presenza in F1) e che lui non si fa prendere per il cullo.

La decisione è presa. Binotto farà il direttore tecnico e basta. Jock Clear farà l'ingegnere di pista di Leclerc e basta. Ci sarà un capo della gestione in pista per la quale andrà Mario Rivola (ma insisto con Daniele Galbiati). Quindi il capo della gestione sportiva comanderà un braccio tecnico (Binotto) e un braccio pistaiolo (Rivola). Arrivabene potrà quindi dire se la colpa arriva da una parte o dall'altra. Da capire se Arrivabene resta. I vertici tecnici non lo vogliono, ma lui conta con l'appoggio Phillip Morris. Invece i vertici FIAT sono indecisi. Si fidano esclusivamente dei vertici tecnici ma non vogliono una dittatura degli stessi.

 

Senza scherzare, avete visto cosa c'è dietro?

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18 hours ago, chatruc said:

Ho un retroscena di lusso che mi arriva da una fonte rimasta in silenzio per mesi perchè di cose private si tratta, ma ora, grazie alle sparate di Arrivabe, tutti sanno e si possono chiarire. Conferma quanto detto sopra.

Il capo della gestione sportiva era il vero capo della Ferrari squadra corse in F1. Lo era Todt e lo era Domenicale. Nella guerra intestina tra Marchionne e Montezemolo (il primo voleva che la Ferrari tornasse a fare un sacco di soldi per la casa madre mentre il secondo difendeva l'autonomia rossa), Domenicali è stato preso come capro espiatorio per le prestazioni deludenti a inizio 2014. Marchionne, da AD FIAT chiese al presidente Ferrari di piazzare un altro e la scelta fu quella di Mattiacci, uomo a digiuno di corse, che appena ha voluto imporre la sua legge, fu preso per i fondelli da tutti (Ecclestone e dipendenti compresi).

Fu così che Marchionne riuscì a dimostrare a CdA di FIAT che il problema della Ferrari era il suo presidente. Quindi via Montezemolo e Mattiacci, sostituiti da Marchionne stesso e Arrivabene, conosciuto da anni come uomo Phillip Morris e dei CdA di Ferrari e Juventus. Arrivabene era la mano destra di Marchionne nel reparto corse. Con tutti gli impegni che aveva, l'uomo del maglione aveva bisogno di uno (Arrivabene) che attuasse quanto da lui deciso.

Nonostante le perplessità di molti (io stesso e molti addetti ai lavori) per le scelte fatte (tagliati Alonso, Marmorini, Tombazis, Allison, Sassi, dichirarazioni sopra le righe, sparate ottimistiche), i risultati sono arrivati. Non solo la Ferrari ha ricominciato a vincere qualche gara (cosa ovvia quando il progetto 2014 era palesemente sbagliato), ma ha pure lottato per il campionato. Il merito è stato chiaramente di Marchionne che ha stravolto tutto ma anche dal reparto tecnico (Binotto), senza il cui apporto, le idee del manager sarebbero cadute nel vuoto.

Nel frattempo il ruolo di Arrivabene si è ridotto. Prima era una mano destra di Marchionne con conoscenza del mondo delle corse (che Marchionne non aveva) ma dopo tre anni l'uomo dei maglioni aveva accumulato esperienza riducendo il ruolo di Arrivabene al semplice accompagnatore della squadra, mentre le decisioni vere (tecniche e in pista) spettavano a Binotto e subalterni. Nelle riunioni varie, Binotto ha aumentato il suo potere bypassando il capo formale (Arrivabene). Quando hanno avuto differenze di opinioni, Binotto la spuntava sempre perchè era la vera causa della rinascita Ferrari. Arrivabene, da vecchio membro del CdA Ferrari si è sentito sminuito ed ha accumulato rancore, sapendo che era immininente la decisione di Marchionne di ritenere Arrivabene inutile e di affidare tutta la gestione sportiva a Binotto. Arrivabene è sopravvissuto grazie ai buoni auspici di Phillip Morris che decide da quarant'anni i piloti Ferrari e l'uomo delle sigarette voleva tenere Vettel e Raikkonen di comune accordo con lo sposor. Invece il duo Marchionne-Binotto puntava sul nuovo, sull'esperienza positiva sul reparto tecnico del team.

Morto Marchionne all'improvviso, Arrivabene ha voluto esercitare di fatto il potere che gli spettava formalmente, confermando Raikkonen. Invece Binotto ha visto questa presa di potere come un'intrusione e ha avvertito il presidente della Ferrari Elkann, che ha intervenuto (anche se non ha tempo) per confermare la decisione di Marchionne di prendere Leclerc. Qui è scoppiata la guerra. Arrivabene ce l'ha a morte con Binotto e subalterni perchè non rispettano la sua posizione di capo ed ha rinfacciato loro che aveva sempre messo la faccia per tutta la squadra quando gli errori clamorosi del 2017 e 2018 (errori di Vettel, rotture meccaniche, errori di strategie) non erano per niente colpa sua (che non decide nulla).

Il vaso si è riempito con il calo di prestazioni a Singapore e Russia, dove le novità non hanno portato benefici ed hanno squilibrato la vettura, mentre la Mercedes è cresciuta. Il sensore non c'entra nulla e la potenza è sempre ottima come dimostrano le buone velocità di punta. L'errore strategico il sabato a Suzuka è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Errore da principiante ed ennesima figura di bronzo di Arrivabene, stufo di prendere critiche per gli errori e di essere evitato per i meriti (sempre degli strateghi, dei tecnici italiani, della struttura orizzontale, ma mai suoi). Arrivabene ha detto che è un errore da principianti, che basta guardare il cielo per capire se piove, che la squadra è giovane (cioè inesperta, anche se hanno tanti anni di presenza in F1) e che lui non si fa prendere per il cullo.

La decisione è presa. Binotto farà il direttore tecnico e basta. Jock Clear farà l'ingegnere di pista di Leclerc e basta. Ci sarà un capo della gestione in pista per la quale andrà Mario Rivola (ma insisto con Daniele Galbiati). Quindi il capo della gestione sportiva comanderà un braccio tecnico (Binotto) e un braccio pistaiolo (Rivola). Arrivabene potrà quindi dire se la colpa arriva da una parte o dall'altra. Da capire se Arrivabene resta. I vertici tecnici non lo vogliono, ma lui conta con l'appoggio Phillip Morris. Invece i vertici FIAT sono indecisi. Si fidano esclusivamente dei vertici tecnici ma non vogliono una dittatura degli stessi.

 

Mi sembra una ricostruzione plausibile.

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13 hours ago, Mito Ferrari said:

:asd:

 

Comunque confermo che serve un'immagine poliedrica come quella che solo Lapo può garantire 

 

 

Se arriva Lapo, avvero tifo Alfa Romeo Sauber :asd:

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dalla ricostruzione pare di capire che gli uomini al muretto (strateghi) siano scelti da binotto o sbaglio io?

in tal caso grave errore tenerli per cosi tanto tempo e mi sorgono dubbi sulle reali capacità di binotto, a ben vedere quando è passato da responsbile del motore a capo tecnico la ferrari ha sfornato degli ottimi motori.

poi è indubbio che gli aggiornamenti, dopo anni di fail, per quas 3/4 di stagione hanno funzionato, ma chi mi dice che è merito suo?

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figa se iniziamo a mettere in dubbio pure Binotto è finita

 

ricordo che sotto la sua direzione tecnica sono nate le 2 migliori Ferrari degli ultimi 10 anni

 

Binotto non è sempre in pista, i problemi su strategie e operazioni ai box non dipendono da lui e gli strateghi non è compito suo sceglierli

Modificato da Ruberekus

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21 hours ago, Ruberekus said:

non sono molto d'accordo, per vincere non basta il solo reparto tecnico, ci vuole anche una proprietà solida alle spalle e gente che sappia fare andare la macchina in pista; quest'ultima ci manca fin dall'inizio dell'anno e infatti gli errori tra strategie e operazioni in pista si sono sprecati, la proprietà è venuta a mancare a luglio e, sarà una coincidenza, ma da allora non è girato più niente nel verso giusto; il tutto al netto degli errori di Vettel che (finora) sono stati la causa principale della sconfitta, ma che non devono essere un alibi per coprire le altre mancanze della Scuderia in questo momento.

Indubbio che ci sia bisogno di una proprietà presente alle spalle, ma siamo così sicuri che siano assenti a Maranello? Io non penso...

 

A Spa e Monza dopo la sosta la Ferrari si presentò in gran forma ed ormai era passato un mese buono dalla scomparsa del capo. Si vinse, si fece una doppietta in qualifica... Io adoro Seb, ma mi sembra palese che il caos sia stato generato quasi e solo esclusivamente dai suoi errori. Gli errori al muretto son stati pochi, ripeto anche Hamilton quest'anno ne ha avute 3-4 da mani nei capelli. In Russia poteva uscire primo, ed invece si è ritrovato dietro Vettel addirittura...

 

Gli aggiornamenti sbagliati in Russia e Singapore possono starci dopo una stagione quasi perfetta da questo punto di vista. La Mercedes ci ha messo metà stagione per venire a capo della gestione pneumatici. La differenza per me ripeto è che noi non abbiamo massimizzato le gare in cui si era superiori. Germania e Monza per me sono un macigno... e volendo anche i punti persi in Francia...

 

Ridammi i punti persi in Germania e Monza ed ora si parlerebbe di altro. Gli aggiornamenti magari son stati esasperati proprio per via del grave ritardo accumulato da Vettel... probabilmente a Singapore si restava secondi senza cercare in tutti i modi l'undercut su Ham... a Suzuka Vettel, a cui non do colpe estreme, forse avrebbe superato Verstappen un giro dopo, cercando di massimizzare e al massimo vedere se si riusciva a prendere Bottas nel secondo stint.

 

Per me i mali sono iniziati da quegli errori.

Modificato da VincenzoIceman

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non penso sia colpa di Vettel se ora in Ferrari c'è una guerra di potere

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La guerra di potere però è tutta da dimostrare... i punti persi in campionato no. E lo dico da suo tifoso e lo reputo tutt'oggi il migliore del circus.

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ti dirò io invece lo reputavo minimo alla pari di Hamilton ma dopo quest'anno mi è scaduto molto e sono profondamente deluso da lui, ma non per questo mi copro gli occhi davanti alle altre mancanza della squadra 

 

la guerra di potere è una cosa che non sarà mai dimostrata ufficialmente, diciamo che dalle notizie che stanno emergendo e il comportamento della squadra sembra piuttosto plausibile. 

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Arrivabene: “Per far qualcosa di buono bisogna mettersi attorno ad un tavolo e discuterne, anche animatamente, ma avere tutti in testa l’obiettivo da raggiungere. Ovvero creare e portare in pista una macchina dominante. È già successo in Ferrari e non bisogna continuare a rivangare il passato, dobbiamo essere bravi quanto e più di loro. Le chiacchiere servono a poco, bisogna portare a casa i fatti. La macchina ideale è quella che deve ancora arrivare, l’obiettivo è la macchina 2002 o 2004 che ti permette degli errori. Una macchina forte ti permette di lottare più o meno ad armi pari con gli avversari più forti“.

Dobbiamo impegnarci, cercando di fare le cose nel modo giusto, con l’obiettivo preciso di avere una macchina dominante. Perché una macchina dominante ti permette errori, sia a te che al pilota. Dà più confidenza a tutti. A volte anche l’atteggiamento che si vede della squadra deriva anche da tante situazioni in classifica. Quando sei avanti di 60-70-80 punti e hai il Mondiale in mano, è normale che lo spirito sia diverso“.

 

non so voi ma a me queste sembrano dichiarazioni allucinanti: mettere pressione al reparto tecnico per fare una macchina dominante così pilota e muretto sono autorizzati a fare cagate ? mah

Modificato da Ruberekus

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