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sundance76

Gran Premi anni '30

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Una delle rare volte che Mercedes e Auto Union vengono battute.

 

Gran Premio di Barcellona 1936, circuito del Montjuich, Nuvolari vince con 4" di vantaggio sulla Mercedes di Caracciola.

 

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Gran gara di Nuvolari al G.P. di Germania 1937. A lungo terzo, finisce al quarto posto:

 

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La corsa ? vinta dalla Mercedes di Caracciola, che trionfa per la quinta volta nel GP di casa. E' la sua prima vittoria stagionale, ne seguiranno altre tre che gli daranno il secondo titolo di Campione d'Europa Grand Prix:

 

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Al terzo posto si piazza l'Auto Union di Bernd Rosemeyer (Campione Europeo 1936). In testa all'inizio, precipitato in decima posizione per una foratura, d? fondo a ogni risorsa nonostante la corsa sia gi? persa, e nelle ultime battute raggiunge e supera l'Alfa di Nuvolari, che lui considera il suo Maestro e col quale avr? un affettuoso legame di amicizia:bernda.jpgUploaded with ImageShack.us

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I tre piloti sopra raffigurati in un certo senso sono tutti campioni del mondo, visto che il titolo in palio all?epoca si chiamava "internazionale" (1931 e 1932) oppure "Europeo" (dal 1935 al 1939), ed era il massimo riconoscimento esistente per i piloti da Gran Premio.

 

Nuvolari lo vinse nel 1932, Rosemeyer nel 1936, Caracciola nel 1935, 1937 e 1938.

 

 

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Donington, 1937:

 

We waited again. Then they came.

 

Far away in the distance we heard an angry, deep-throated roaring - as someone once remarked, like hungry lions impatient for the arena. A few moments later, Manfred von Brauchitsch, red helmeted, brought a great, silver projectile snaking down the hill, and close behind, his teammate Rudolf Caracciola, then at the height of his great career. The two cars took the hairpin, von Brauchitsch almost sideways, and rocketed away out of sight with long plumes of rubber smoke trailing from their huge rear tyres, in a deafening crash of sound.

 

The startled Pressmen gazed at each other, awe-struck.

 

"Strewth," gasped one of them, "so that's what they're like!"

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? OT ma ? degli anni '30: Sun, potresti postare un po' di materiale su Ferdinando Minoia? perch? degli altri anche grazie a te abbiamo imparato moltissime cose ma lui che ha vinto il primo campionato europeo organizzato mi pare di non aver visto e letto mai nulla, grazie

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? OT ma ? degli anni '30: Sun, potresti postare un po' di materiale su Ferdinando Minoia? perch? degli altri anche grazie a te abbiamo imparato moltissime cose ma lui che ha vinto il primo campionato europeo organizzato mi pare di non aver visto e letto mai nulla, grazie

 

Ok. Ho gi? in mente un articolo che ho da qualche parte. Minoia ? importante anche per essere stato il primo a vincere la Mille Miglia. Ebbe una carriera lunghissima.

 

Comunque mi pare che su Minoia e il Campionato '31 ne accennai in un topic apposito.

 

In attesa di aprire un topic su di lui, vedo di ripescare quel vecchio topic.

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Qualche scatto delle ultime due settimane dai musei Audi e Mercedes

 

Type C/D 1938

Autotelaio della Type D con il 16 cilindri della Type C, per le corse in salita. Tornata dalla Russia in Germania nel 1995 ? considerata l'unica Auto Union completamente originale (ma almeno una riverniciata l'avranno data!)

 

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Type C Stromlinen 1937

replica della versione carenata della Type C, 16 cilindri

Con una delle due macchine originali costruite, Rosemeyer super? per la prima volta i 400 km/h su strada

 

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Type D 1938

non ne sono sicuro, credo sia stata restaurata/ricostruita impiegando parti originali

 

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qui il museo Mercedes

 

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W165

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W25

Curiosamente, nella descrizione viene citata la leggenda del colore bianco grattato per rientrare nei 750 kg

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W125

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L?albero motore della W125, forgiato in pi? pezzi per calzare le bielle su cuscinetti

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Modificato da duvel

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3? parte

 

 

2L Rennwagen Targa Florio,

nel 1924 venne dipinta di rosso in modo che gli appassionati Siciliani, scambiandola per una vettura Italiana, non la intralciassero sulla strada?

p1110285.th.jpg p1110342q.th.jpg p1110459r.th.jpg

 

W125 da record

Con questa vettura, Caracciola ottenne il record di velocita sull?autostrada Francoforte-Darmstadt nel 1938?

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T80

Doveva essere l?arma Mercedes per i record di velocit?, lo scoppio della guerra ferm? il programma

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Indumenti di gara di Hermann Lang

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Occhiali e trofeo di Rudolf Caracciola

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Quindi nel museo Mercedes esiste ancora un esemplare della W154 versione 1938, me ne compiaccio :thumbsup:

 

Anzitutto *** ti devo dire che, pur essendo un estimatore dell?estetica W125 (e non solo dell?estetica) vedendole assieme a tu per tu ti devo dare ragione: la W154, se non altro nella versione 1938, fa ancora pi? impressione! Vab?, le avrei rubate tutte?

 

In particolare sulle W154 superstiti, non saprei dire se quella del Museo Mercedes sia l?unica esistente in configurazione 1938, anzi: il volume ?Silver Arrows in Camera? non d? notizia di alcuna W154 ma solo di W163 (secondo alcuni denominazione inappropriata) e ci? mi fa pensare che la lista redatta sia un poco imprecisa...ma tant'?, stilare un elenco simile non dev'essere impresa semplice.

 

Comunque, tra tutte le altre W154/W163 nella versione 1939 ci sono questa del Czechslovak National Technical Museum di Praga, qui prestata alla Donington Collection nel 1974 con Denis Jenkinson al posto guida

 

 

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E quella prestata alla collezione Schlumpf di Mulhouse (presentata appunto come W154 ma in ogni caso lo schema delle sospensioni anteriori non mi torna :zrzr: )

 

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Sempre alla collezione Schlumpf, ? esposta questa W125 col disegno della calandra insolito, senza i ?cerchi? laterali. L?avevo gi? vista in qualche foto d?epoca ma non ricordo dove e non so collocarla?

 

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Modificato da duvel

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Anzitutto *** ti devo dire che, pur essendo un estimatore dell?estetica W125 (e non solo dell?estetica) vedendole assieme a tu per tu ti devo dare ragione: la W154, se non altro nella versione 1938, fa ancora pi? impressione! Vab?, le avrei rubate tutte?

 

:thumbsup:

 

 

 

Sempre alla collezione Schlumpf, ? esposta questa W125 col disegno della calandra insolito, senza i ?cerchi? laterali. L?avevo gi? vista in qualche foto d?epoca ma non ricordo dove e non so collocarla?

 

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Non ? che l'esemplare con la calandra verticale fosse una W 154 sperimentale? Oppure c'era scritto proprio "W 125"?

 

EDIT: No, a guardare il corpo-vettura, sembra proprio una W 125...

 

Il dubbio mi viene da questa foto che ho trovato e che pare fosse una primissima versione della W 154 del '38 :

 

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Modificato da sundance76

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Passiamo a un altro dubbio:

 

E quella prestata alla collezione Schlumpf di Mulhouse (presentata appunto come W154 ma in ogni caso lo schema delle sospensioni anteriori non mi torna :zrzr: )

 

 

In effetti qui di seguito c'? una discussione sul tema:

 

http://forums.autosport.com/index.php?showtopic=88731&hl=w154

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Di niente Duvel, figurati. E ancora grazie per queste meraviglie di foto!

 

Piuttosto, sono ancora incuriosito da quelle fotografie dei due modelli dalla "misteriosa" calandra verticale...

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Wow!!

 

Beh, seguendo un po' l'incipit dell'articolo "italiani contro francesi", confesso che di recente proprio i transalpini sono diventati un mio pallino. Ovviamente, parli di anni ante guerra mondiale (II) e di Francia e quindi dici: Bugatti.

 

Quindi, un piccolo articoletto, anzi uno stralcio, che avevo scritto qualche tempo fa .. sperando non ci siano troppe imprecisioni .. e di fare cosa gradita

 

La Bugatti Type 35 [...] alla Targa Florio

 

Il particolare forse pi? interessante, e certamente pi? moderno, della Bugatti Type 35 sono i cerchi in alluminio con tamburo dei freni incorporato.

Stiamo parlando di un'auto da corsa dall'aspetto estremamente semplice, ma dai dettagli emozionanti, come il tappo del radiatore, dalla superficie segnata da elementi piramidali, o i gi? citati cerchi in alluminio.

La Type 35, nata nel 1924, debuttante al Grand Prix dell'Automobile Club de France, a Lione, il 03 agosto 1924, nei suoi vari modelli, ? un vero "classico" d'anteguerra, una pluri-vincitrice di corse in giro per l'Europa: basti pensare alle cinque vittorie consecutive alla Targa Florio dal 1925 al 1929 (due volte con Costantini, una con Materassi e poi due con Albert Divo), oppure alla vittoria al GP di Monaco del 1929 (con William Grover-Williams al volante).

La Type 35 "originaria" (per cos? dire, per distinguerla dai modelli "derivati") era equipaggiata con un motore ad 8 cilindri in linea, da 1991 cc, con albero motore a cinque supporti: si trattava di un dettaglio meccanico specificamente pensato per le corse e lo si comprende bene analizzando la versione stradale della Type 35, la c.d. Type 35 A o "Imitation Course", praticamente identica al modello da corsa, ad eccezione proprio dell'albero motore dotato di tre soli supporti anzich? cinque.

In realt?, parlare di "versione stradale" della Type 35 ? una licenza poetica, un'esemplificazione, perch? secondo la filosofia di Bugatti, tutte le sue vetture dovevano essere, per cos? dire, ambivalenti, adatte sia alla strada che alle corse: ma la Type 35A, essendo decisamente una vettura pi? "tranquilla" della versione "originale" era pi? adatta all'uso stradale.

Oltre alla Type 35A, esistevano altri modelli della Type 35: la 35B, la 35C, la 35T.

La Type 35C, in estrema sintesi, era una Type 35 dotata di compressore. La Type 35B, invece, presentava un motore da 2,3 litri, distinguendosi sotto questo aspetto dalla T35C dotata di motore da 2 litri.

Le prestazioni delle due vetture non si differenziavano di molto: il motore della Type 35B garantiva una coppia maggiore, ma quello della 35C qualche cavallo in pi?.

? punto controverso se la 35B sia nata come evoluzione della 35C, oppure se le due vetture siano state sviluppate parallelamente.

Come detto, esisteva anche una versione 35T, dove la lettera "T" stava per "Targa Florio" (una corsa magica, come si ? detto, per la Type35): tecnicamente, si differenziava dagli altri modelli per una maggior cilindrata (2262 cc). Paradossalmente, questa versione ottenne un solo successo alla Targa (nel 1926), visto il cambio di regolamento teso a limitare la cilindrata massima delle vetture ammesse.

 

 

Il Conte Czaykowski

Monza, 10 settembre 1933: un giorno consacrato alle corse, con il GP d'Italia al mattino e quello di Monza, al pomeriggio, con una formula che prevedeva tre batterie ed una finale.

 

Tra i partenti della prima batteria di quel GP di Monza, c'era anche il Conte Stanislas Czaykowski, con la sua Bugatti T54.

 

Quell'anno, con la T54 Czaykowski aveva corso all'AVUS, battendo il record dell'ora, a Monthlery, Brooklands (al British Empire Trophy, dove aveva colto il successo) e Comminges.

 

Dopo il via di quella prima batteria, Czaykowski aveva preso la testa della corsa, tenendola fino al termine.

Aveva dato forfait di Trossi, al settimo giro, per un guasto al motore che, tra l'altro, aveva inondato la pista d'olio, proprio all'imbocco della curva sud.

La pista era stata pulita alla meglio e via alla seconda batteria: la prima tragedia di quella "domenica nera" delle corse.

Borzacchini, Campari e Castelbarco erano volati, letteralmente, fuori pista, alla curva sud, una delle due sopra elevate del circuito. Borzacchini e Campari avevano lasciato la vita, Castelbarco era uscito quasi indenne.

In un'atmosfera surreale, senza comunicazione al pubblico, si era continuato, con la terza batteria.

Via anche alla finale, che da subito era sembrata un'affare tra Lehoux e Czaykowski.

 

Stanislas, nato a The Hague, in Olanda il 10 giugno 1899, aveva iniziato a correre con una Bugatti T37A nel 1929 ed aveva proseguito a calcare le piste, nel 1930, con una Bugatti 8C T35 dotata di compressore.

Con la versione denominata T35C, aveva corso a Pau nel '30 e nel '31 a Tunisi e a Monaco; mentre, nell'aprile '31 aveva affrontato con la nuova Bugatti T51 (2.3 litri) le corse di Casablanca (vinta), Reims, Ginevra, Dieppe, Grenoble e Comminges.

Nel '32, Stanislas aveva guidato sia la T51 (a Tunisi, Monaco, Nimes, Casablanca, Nancy, Nizza e Comminges), sia la T35C (a Marsiglia, Roma, dove aveva vinto nella categoria 2000 cc, Nimes, Dieppe, ancora un successo nella categoria 200 cc).

Per le prime due gare nel 1933 (Pau e Tunisi), Czaykovsky aveva corso con la T51.

Poi all'AVUS era passato alla Bugatti T54, con i risultati che abbiamo detto.

Sempre il quel 1933, aveva corso anche la 24 ore di Le Mans con la T51A in versione "sport".

 

Ma torniamo a Monza. Ancora la curva sud: Czaykowski aveva sbandato e la sua auto si era rovesciata intrappolandolo tra le fiamme: questa, la fine di Stanislas Czaykowski, nella domenica nera dell'automobilismo, in quel pomeriggio monzese.

Modificato da Phoebe4Ever

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